[Experience] RICARICARE LE NOSTRE NIKON Z IN VIAGGIO (E NON SOLO LORO)
Il resoconto di questa mia breve esperienza si aggiunge a quanto già scritto da Mauro e Max su Nikonland circa le modalità e possibilità di ricaricare le nostre Nikon in viaggio in assenza di prese a muro.
Tutto questo è possibile grazie alla porta USB-C orami standard sui device elettronici di produzione più recente.
Fossimo ancora in un mondo di batterie e prese proprietarie avrei dovuto prendere uno zainetto per tutti gli accrocchi vari oppure caricarmi di una scorta importante di batterie e centellinare gli scatti.
E' stato, invece, possibile viaggiare con una grande autonomia e senza l'obbligo di cercare prese di ricarica aggiungendo pochi accessori e cavetti di connessione.
Ad agosto ho avuto finalmente modo di fare un viaggio che inseguivo da tempo, il trekking sul Kilimanjaro ed il raggiungimento della sua vetta a 5895 metri.
Il viaggio è durato 17 giorni, voli compresi, con 15 giorni effettivi in Tanzania, praticamente tutti con pernottamento in tenda.
Era previsto anche un giro dei parchi; per cui sono stati 7 giorni per il trekking ed a seguire 7 giorni per i safari oltre i trasferimenti.
Dedicherò al viaggio un articolo a parte sul mio blog, qui scrivo solo della parte relativa all'alimentazione della mia attrezzatura foto/video.
La necessità di garantire energia durante tutto il viaggio era complicata dal fatto che avremmo pernottato, praticamente sempre in tenda, con nessuna sorgente affidabile alla quale collegarsi.
Da notare, inoltre, che le batterie di una moderna mirroless non hanno grandi vantaggi dall'utilizzo delle deboli e spesso precarie fonti energetiche reperibili nei campi o sulle stesse jeep.
Tipicamente parliamo di uno o pochi pannelli solari collegati ad una ciabatta più o meno allestita sotto un riparo o in una stanza adibita a ufficio/cucina comune.
Soprattutto se i punti di ricarica dovete condividerli con altre persone affamate di ricarica per il loro smartphone.
La mia attrezzatura foto/video era così composta:
Nikon Z8 + 24-120 f4 Z + Viltrox 20 f2.8 + Sigma 150-600 C
3 batterie extra Nikon EN-EL15C
Gopro Hero11 + fissaggi
3 batterie extra Gopro originali
In aggiunta erano da alimentare anche il GPS da polso Garmin Istinct Solar, lo smartphone Samsung A52s, la torcia LED frontale e una luce Led tonda da tenda.
Tutti i device elencati sono, necessariamente, dotati di porta USB-C con funzione di ricarica.
In tutto il viaggio solo ad Arusha sarebbe stato possibile ricaricare qualcosa tramite prese a muro; in pratica il primo e l'ultimo giorno ed una sola notte a metà viaggio nel cambio tra i giorni di trek e quelli dei safari nei parchi.
Cosa che ho effettivamente fatto, il penultimo giorno, tramite adattatore per lo smartphone ed il power bank (condividendo la presa con il mio compagno di stanza).
La mia soluzione è stata di lasciare a casa ogni tipo di alimentatore proprietario e affiancare le batterie di scorta con un power bank da 24 mila mAh con porte multiple USB-C.
Avevo, ovviamente, verificato a casa che tutti i dispositivi fossero pienamente compatibili con il battery bank e, sopratutto, con i cavi USB-C.
In questa immagine il materiale foto/video che ho portato con me (peso totale effettivo 4,2 kg circa)
Il Sigma non è più con me ed ho fotografato il sostituto Nikon 180-600, ma i volumi sono praticamente gli stessi ai fini di una panoramica del set.
Il power bank ed i cavi di ricarica USB-C e Garmin con innesto proprietario (circa 700 grammi totali).
Per i dettagli tecnici del battery bank (Anker 737 Power core) vi metto il link Amazon con anche il costo aggiornato: Amazon.it
Credo siano già disponibili nuove versioni, e vari altri modelli di maggiore o minore capacità che possono adattarsi meglio ai singoli casi.
Comodissimo il display oled che si attiva da solo e consente di verificare la situazione in ogni momento.
Io ho scelto Anker essendomi trovato sempre bene con il loro prodotti ma esistono vari altri produttori che godono di buona fama nel settore.
Al termine del viaggio ho riportato con me circa 1800 foto e quasi 650 file video a 4k in totale da tutti i dispositivi.
La parte video era quella che più mi impensieriva, soprattutto per la GoPro le cui batterie lillipuziane sapevo già durare molto poco; in effetti mi sono accorto che, per la Z8, le fasi di attesa/inseguimento con AF attivo e la registrazione video sono quelle nelle quali viene mantenuta costante la richiesta di energia e che fanno salire il consumo a dispetto, magari, di pochi scatti fatti nella giornata.
Inoltre, almeno per la prima metà del viaggio, il freddo intenso non ha certamente aiutato le batterie a mantenere la carica; durante la notte siamo stati spesso intorno o poco sotto lo zero.
Alla fine del viaggio avevo consumato il 95% della carica del power bank, ed ero con una batteria a mezza carica abbondante nella Z8 ed una quasi intera nella Gopro.
Durante il viaggio le ricariche sono avvenute la sera in tenda, a fine giornata collegavo uno o due dispostivi (con batteria scarica o quasi all'interno) e li lasciavo collegati durante la cena; scollegavo tutto prima di andare a dormire.
Una sola volta ho dimenticato la GoPro e una torcia in carica tutta la notte (circa 677 ore) e mi sono perso un 15% di carica del battery bank, motivo per il quale consiglio di non lasciare device in carica a tempo indefinito.
Probabilmente il freddo notturno non ha aiutato, per fortuna la carica persa non è risultata fondamentale per concludere il viaggio.
I tempi di ricarica sono stati ragionevoli, tendenzialmente recuperavo la carica di una EN-EL15c scesa al 5% in un paio d'ore, pur tenendo collegata anche la GoPro piuttosto che il Garmin.
Lo smartphone si carica in un'ora scarsa ma lo accendevo molto poco per cui il suo consumo totale è stato molto limitato, idem per le torce led.
Anche il Garmin, avendo il pannello solare integrato, ha consumato poco pur avendone sfruttato il GPS per 6 giorni consecutivi.
In ogni modo, per chi vuole fare il conto di quante ricariche può fare con un battery bank, a casa basta misurare gli mAh delle batterie e frazionarci la capacità del battery Bank; in questo caso erano 2280 x le EN-EL15c e 1720 per le batterie GoPro.
Ragionando sulla sola Z8,ad esempio, si possono ottenere circa 10 ricariche complete dai 24 mila mAh.
In conclusione ritengo che l'utilizzo di un power bank sia consigliabile in situazioni come la mia; non per la riduzione di peso in quanto se andate a pesare il vostro carica batterie vi accorgete che è piuttosto leggero.
Ma, piuttosto, per la tranquillità di non dover dipendere dalle strutture locali in luogo dove non solo difficili da trovare ma anche di scarsa affidabilità e temete per la salute della vostra costosa attrezzatura.
Il costo, inoltre, è decisamente basso in rapporto a quello dell'attrezzatura; basta considerare che ho pagato il power bank poco più di quanto costa una singola batteria Nikon originale.
Nota aggiuntiva:
In altri viaggi nei quali ho avuto facile accesso a delle prese a muro affidabili ho utilizzato un alimentatore USB con prese multiple al posto del battery bank
![]()
Link Amazon per caratteristiche dettagliate e costi: Anker AtomIII
Anche di questo sono disponibili versioni più potenti.
In abbinamento alla Z30 forma un insieme decisamente più compatto e leggero (volendo con meno batterie extra) e dispositivi sempre carichi al mattino.
Tra l'altro mi è comodissimo anche a casa perché sostituisce tutti i caricabatterie altrimenti necessari e supportando le cariche rapide è anche molto veloce, diversamente dai vari alimentatori USB originali rimasti nel cassetto dopo la dismissione dei vecchi smartphone che diventano sempre più lenti se utilizzati con giocattoli più recenti.
Consigli per chi volesse dotarsi di questi accessori:
Prima di tutto verificate se il vostro o i vostri device prevedono la ricarica USB-C, poi se il power bank ed i cavi che volete acquistare sono PD (power Delivery), è generalmente ben indicato dal produttore.
Un'altra cosa che va considerata nella scelta sono le connessioni disponibili, nel senso che un numero maggiore di porte consente la ricarica di più device contemporaneamente ma a scapito di maggiori dimensioni e pesi.
Ovviamente più dispositivi insieme riducono l'autonomia del battery bank in proporzione ala dimensione delle batterie da alimentare.
Inoltre le ormai vetuste porte USB-A potrebbero rivelarsi utili per la ricarica di dispositivi meno recenti o in assenza di adattatori USB-A/USB-C; attenzione che la velocità di ricarica non sarà comunque la stessa.
verificate inoltre eventuali limiti di imbarco sui voli in base alla potenza del battery bank (generalmente vanno messi nel bagaglio a mano) e ricordate che il peso è direttamente proporzionale alla capienza; un 40 mila mAh non potrà mai pesare come un 10 mila mAh. almeno a parità di tecnologia impiegata.
Per gli alimentatori USB vale il discorso della potenza, maggiore è e meglio potrà gestire la ricarica di più dispositivi e di batterie più grandi.
Se poi ha funzionalità di ricarica veloce ben fatte sarà anche più rapido dove consentito (es. la ricarica rapida di Samsung)
Spero di essere stato abbastanza esaustivo nella descrizione, ma non esitate a chiedere.
Recommended Comments