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E' piccolino per gli standard Audio-gd, solo 24x30x8,5 cm per 4.5 chilogrammi di peso.
Ma è un piccolo gioiello di integrazione.

E' realmente bilanciato. E' realmente R2R. E' realmente tutto in classe A.

Ovviamente in un telaio così piccolo non potremmo aspettarci di avere un vero DUAL MONO.
L'alimentazione è unica, la scheda madre è unica e comprende tutte le sezioni, anche se la separazione è chiaramente individuabile e i due canali di uscita perfettamente simmetrici.

I moduli di conversione, modello DA-7MK2 sono separati, due doppi sovrapposti e protetti dalla solita schermatura che non ho voluto smontare per le mie foto, per cui sfrutto quelle ufficiali del produttore.

 

 

R1NOS6.jpg

Sono marchiate Audio-gd per non indurre a pensare che siano prodotte fuori ed adattate.
Sono tutte identiche ed accoppiate dopo misurazione.
Ne abbiamo già parlato a proposito del R27HE.

La rete di resistenze, doppia per ogni sezione di ogni convertitore, è controllata per maggiore precisione da un processore Xilinx che si occupa di mantenere le tolleranze di esercizio.
Il segnale entra dalla sezione digitale posta alla sinistra dei moduli ed esce per i canali di amplificazione posti sotto ai moduli.

 

Che vediamo in questa foto qui sotto, perfettamente simmetrici e totalmente a discreti

R1NOS7.jpg

 

in questo schema a blocchi invece ci viene evidenziato l'angolo di controllo del segnale e l'isolamento galvanico che permette di scartare le spurie in ingresso dalla porta USB.
Che è la solita Amanero (solita per Audio-gd in quanto non mi pare che ci sia qualcun altro che la adotta).

 

R1NOS10.jpg

le alimentazioni, le stabilizzazioni e tutti i circuiti di servizio sono in classe A.
Ma in una unica scheda madre, con un solo trasformatore.
E' il compromesso di un progetto così compatto e così ... relativamente contenuto di prezzo (circa 900 euro di listino).
Al posto della solita parete di separazione che negli apparecchi più grossi è una piastra di alluminio spessa 5mm, qui abbiamo una sottiletta di acciaio, infilata tra l'alimentazione e il resto dei circuiti.
Mentre - stranamente, sul lato sinistro della macchina c'è una piastra a ridosso del fianchetto il cui scopo, se non ha motivi di equilibrio meccanico, mi sfugge.

 

Ma vediamolo nelle mie foto del mio esemplare (comprato con i miei soldi da Magna Hifi di Amsterdam).

ZFC_0001.thumb.JPG.8739b334c6d0aae918277c7c8c325d80.JPG

comandi e prese di ingresso sono della stessa qualità di tutti i modelli, anche quelli superiori.
Lo standard è molto elevato.

 

ZFC_9990.JPG

la vista di insieme dell'interno

ZFC_0002.JPG

con in primo piano l'alimentatore, unico per i tre circuiti

ZFC_0003.JPGZFC_9981.JPG

il frontale è più che essenziale. La struttura è da macchina industriale. Il dispendio di materiali da ferramenta indiscutibile.

ZFC_9985.JPG

il fondello è solido. Non presenta feritoie di sfiato per il calore.

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uno dei quattro piedini isolati di buona fattura e dimensione. Le tante viti di blocco di componenti elettronici e circuiti.

ZFC_9987.JPG

la matricola e la tensione sono stati messi su un lato anzichè sopra alla presa di corrente come di solito

ZFC_9988.JPG

evidentemente lo sticker non ci stava.
Ingressi e uscite sono di alta qualità.

Si nota la porta USB e sotto quella ottica in standard HDMI (ma non compatibile con i segnali video, ovviamente, solo audio)

ZFC_9989.JPG

manca, abbastanza inspiegabilmente visto che altri produttori la mettono anche su macchine da 200 euro, un ingresso AES/EBU.

Le uscite invece sono complete nei tre standard di tutte le macchine bilanciate Audio-gd.

ZFC_9991.JPG

altra vista. Sotto c'è la scheda digitale, la porta USB e quella di controllo del segnale, compreso l'isolamento galvanico della stessa.
L'ingresso I2S è regolato da microprocessore.
La scheda di alimentazione sta sul frontale ed è unica ma comunque costruito con grande dispendio di materiali, esattamente come quelle doppie o triple dei modelli superiori.
Alimenta in classe A tutte le sezione del convertitore.
I due moduli doppi, in totale 8 convertitori, sono messi in sopraelevata e schermati da piastre di acciaio. Sono poste sopra i due canali analogici di uscita, totalmente a discreti.

ZFC_9992.JPG

vista ravvicinata della porta USB e della logica di controllo digitale.

ZFC_9994.JPG

dettaglio degli avvolgimenti del trasformatore

ZFC_9996.JPG

dei cablaggi e dei transistor di potenza dell'alimentatore

ZFC_9998.JPG

la schedina di controllo del display posta a ridosso del frontale

ZFC_9999.JPG

il frontale, sezione pulsanti

ZFC_0007.JPG

ancora un dettaglio della scheda USB di Amanero

ZFC_0006.JPG

e l'FPGA Xilinx già visto negli altri DAC Audio-gd che è programmato dal costruttore allo scopo di controllare i flussi di segnale in ingresso verso i moduli di conversione

ZFC_0004.JPG

 

Per finire le funzionalità, accessibili per i tre tastini appena sotto al display.
Che è ad una sola linea e a LED a barre, come nelle calcolatrici degli anni '70.
Comunica poco e per di più lampeggia le informazioni in successione (tipo frequenza di campionamento in ingresso, porta, settaggi).
Abbastanza discutibile ma è una costante di tutti i prodotti del marchio.

ZFC_0014.JPG

44.1 Kilohertz. Ok.

ZFC_0013.JPG

e poi ?

ZFC_0009.JPG

boh ?

9 Comments

Recommended Comments

  • Administrator

Ce l'ho dalla primavera.
Si sono alternati con lui partner diversi, a cominciare dal NFB-1AMP

ZFC_9133.JPG.536dce3c397510838c6c65b369791032.thumb.jpg.501074f05ccb218dbd5e00005a07fe67.jpg

le cui dimensioni "mezzo formato" sono comparabili

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per poi accasarsi definitivamente nel trio composto da DI24HE e Master 9 Mk 3.

Le connessioni che uso sono ACSS verso l'amplificatore e I2S dall'interfaccia digitale.

Usando l'interfaccia digitale - in particolare l'eccellente DI24HE di cui parlerò presto in un altro articolo - questo DAC, già naturale e trasparente di suo, cresce praticamente di livello.
Quasi diventasse un ... R8.

Bella forza, direte, quella interfaccia costa più del DAC ... è una cosa che ha poco senso, tanto vale comprarsi l'R8HE.

Le stranezze di noi appassionati di musica, viene facile aggiungere un tassello alla volta quando i componenti stanno così bene insieme.
E quindi dal primo impulso di usare l'R1 come DAC secondario, lo abbiamo fatto diventare "quasi" il sistema di riferimento in questo trio.

Morale, il suono è proprio pulito ma comunque rifinito, senza eccessi, nessuna gamma è in evidenza ma non manca nulla.

Come per tutti gli R2R non c'è quella spinta tellurica sul basso che si sente con un SIGMA-DELTA come i Sabre ma in fondo dipende da cosa ascoltate e come siete impostati sonoramente voi.

In questo momento sto ascoltando il duo TAL & Grothuysen alle prese con Bach a due pianoforti e il basso che piace a me c'é.
E anche il contrabbasso di Peter Vuust da Aarhus non si fa pregare per uscire fuori dai miei quattro 15 pollici a dipolo.

Ma è gentile, educato, composto. Non so se mi spiego.

Ad occhio questo DAC sta suonando da almeno 6-700 ore e lo posso considerare ben rodato.
E' acceso da stamattina alle 08:00 e quindi è caldo.
Anzi, molto caldo.

Quelli di Audio-gd non hanno ritenuto di dover praticare delle feritoie di sfiato nel telaio ma forse ci sarebbero voluti.

Come sia, il suono è questo, riproduce la musica come il resto della catena ve la consegna.
Il suo apporto è naturale e trasparente.

In fondo è come se non ci fosse, eppure è fondamentale. L'immagine, la timbrica, l'impatto, non vengono caratterizzati ma estratti dalla traccia (in questo caso 96/24).

L'assenza di base del sovracampionamento per me è un plus. E in fondo io lo sto usando come impostato di fabbrica. Se ci fossero opzioni speciali non le prenderei nemmeno in considerazione.

In conclusione, è piccolo, compatto, leggero, costa il giusto, suona ... praticamente non suona e vi permette di esaltare tutte le altre fragranze.
Questo a me basta.

Oppure voi siete di quelli appassionati dalle salse che coprono il gusto di quello che state mangiando ?

Pro:

  • piccolo, compatto, leggero ma comunque ben costruito pur con qualche inevitabile compromesso
  • realmente bilanciato
  • suono naturale in linea con l'ultima tendenza del marchio
  • prezzo forse un filo salato ma allineato alle prestazioni
  • dà il massimo di se quando accoppiato con altri componenti Audio-gd
  • non aggiunge nulla a quello che gli consegnate

Contro:

  • qualche ingenuità costruttiva (togliere il coperchio è stato complicato e anche rimettercelo; lo schermo tra le schede madri è una sottiletta)
  • manca un ingresso AES/EBU, riservato solo ai modelli superiori in compenso c'è la connessione ACSS con l'amplificatore
  • ricordate che suona bene solo quando è ben caldo, quindi meglio accenderlo una mezz'ora prima di usarlo
  • display già poco comunicativo di suo, è a una sola linea e lampeggia informazioni in modo intermettente. L'unica è metterlo su OFF e amen !

Non ho una esperienza abbastanza vasta dei modelli delle altre case, ma anche rimanendo ai prodotti cinesi, dubito ci siano tanti R2R realmente bilanciati e in classe A a 900 euro.
E se ci spostiamo da questa parte del globo, credo sia impossibile fare un DAC del genere a questo prezzo.
Ma in casa Audio-gd offre sia DAC superiori (R8 ed R7) che DAC/AMPLI di fascia superiore.
Basta sapere cosa vi serve e scegliere per il meglio.

ZFC_9833.JPG.8731b1d75348d6ca9eadb1711ea6230a.thumb.jpg.3ecb35a0a6679fefbdf62fa3ca87feb8.jpg

il trio dei miei acquisti Audio-gd, tutti modelli 2024, perfettamente abbinati per tante ore di ascolto di grande qualità.

Leone Ferraresi

Nikonlander

  • Nikonlander

Ciao,

ma rispetto ad un convertitore della stessa fascia di prezzo ma con chip tipo ESS o AKM come si pone sul piano sonoro questo DAC ?

Audio-gd fa DAC con il Sabre ? Perché a me queste cosiddette "scale di resistenze" non hanno mai convinto fino in fondo.

  • Administrator

Audio-gd propone una piccola serie di DAC con ESS 9038/9028 ma sembra che abbiano perso interesse per questo tipo di convertitore.

Circa l'altra domanda, si tratta di due soluzioni diverse.

La conversione a mezzo chip integrato (Sigma Delta) è il più classico dei sistemi digitali.
E per molti - me compreso - un pò troppo digitale.

Mentre quella a resistenze è analogica per convenzione e concezione. E il risultato si sente.

Nelle implementazioni migliori le due soluzioni possono essere indifferenti ma spesso chi usa i chip, poi utilizza i chip anche per tutto il resto, con un suono che è piuttosto artificiale e che manca di slancio.

Nella mia esperienza gli ESS hanno sempre mostrato un basso vigoroso ma un medio-alto non proprio vellutato. Gli AKM un suono più neutrale.
Gli R2R quello che è il tipo di suono che vado cercando : il più naturale possibile e senza effetti speciali.

Forse è solo questione di gusti o di abbinamenti. Io utilizzo quasi esclusivamente planari come trasduttori finali.

Leone Ferraresi

Nikonlander

  • Nikonlander

Ma solo prodotti cinesi in questi test ?

  • Administrator
Il 14/10/2024 at 09:09, Leone Ferraresi ha scritto:

Ma solo prodotti cinesi in questi test ?

Perché apparecchi come questo, quando esistono, se progettati e prodotti in Inghilterra, Stati Uniti o Comunità Europea, costano prezzi sostanzialmente inaccessibili per le tasche comuni.

Un dCS a rete di resistenze rischia di volare a 30.000 euro. Un'altra categoria, certo. Ma è questo il problema, la scelta di non servire segmenti con un potere di acquisto (e anche con un metro di giudizio più sensato) inferiore a quelli dei pochi ricchi che decidono di mettersi in casa sistemi audio da € 100.000 o più.

Leone Ferraresi

Nikonlander

  • Nikonlander

Si comprendo. E poi abbiamo capito che oramai i cinesi - non tutti certo - hanno il know how per mangiare in testa agli europei (e che ci vuole ? oramai viviamo nell'apatia totale).

  • Administrator
39 minuti fa, Leone Ferraresi ha scritto:

Si comprendo. E poi abbiamo capito che oramai i cinesi - non tutti certo - hanno il know how per mangiare in testa agli europei (e che ci vuole ? oramai viviamo nell'apatia totale).

parentesi populista : l'Europa ha deciso di dividere il mondo in due classi.
I ricchi che si possono permettere tutto, tipo ... l'automobile.
Gli altri che si devono accontentare di prodotti fabbricati in altri continenti o di quelli "passati con il bonus" statale.

Ma lasciamo perdere questi argomenti, questo è un sito dove si parla di passioni non ancora sopite. ;)

happygiraffe

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander

Confermo che l'accoppiata DI24HE+R1 è fenomenale. E il Master 9 MK3 ci si sposa benissimo. Suono pulito, naturale, con bassi pieni e solidi, altre frequenze prive di durezze o asprezze digitali. Certo, mettendo tutti e tre insieme stiamo parlando di cifre importanti, ma per molti appassionati questo potrebbe rappresentare un punto di arrivo difficile da rimettere in discussione.

  • Administrator

Sono contento che tu stia confermando le mie impressioni.
Secondo me l'R1 con la DI-24HE = R8.
Praticamente sale di un livello.

Guest
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