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Copertina completa, fronte e retro. Le pantere nere in primo piano diedero origine ai nuovi fans degli Yes, appellati come panthers

 

In perpetua crisi mistico-artistica, gli Yes, nati nel 1969 hanno avuto continui forfait, scissioni, cambi di formazione, rinascite.
Oggi due dei fondatori non ci sono più (White e Squire) gli altri pare che stiano lavorando ad un nuovo disco, secondo un recente annuncio del loro agente.
Io sono legato a loro fini dall'infanzia. Me li fecero conoscere i miei cugini intorno al 1972-73, insieme soprattutto ai Led Zeppelin.
Questi ultimi restano per me l'olimpo del rock classico. Trovavo strani gli Yes, non capivo nulla di quanto cantavano e trovavo un pò ridicole certe atmosfere psichedelico-fantascientifiche, con Anderson che cantava a piedi nudi battendo sul tamburello.
Poi per me sono arrivati i Genesis, i Van Den Graaf Generator, i Traffic, soprattutto gli U2, più vicini alla mia generazione. Non ho mai gradito né i Rolling Stone né gli Who. I Beatles erano più un vecchio fenomeno e la svolta hippie di Lennon era ed è agli antipodi di ciò che sono.

Ma tornando agli Yes, la rinascita con 90125 è certamente un fenomeno non trascurabile, unico e vero campione di vendite e di classifiche del gruppo, spesso trascurato sia in patria che negli States, superato come sonorità e contenuti. E sempre troppo variabile.
A 90125 io ho preferito nella realtà il contemporaneo 1984 dei Van Halen (casualmente prodotto da Trevor Horn che intanto si era dedicato esclusivamente al ruolo di produttore) ma il suo ascolto mi ha fatto ripescare Relayer e Drama.
Con Relayer io ho provato in negozio i miei primi diffusori commerciali (Kef 104) ma Drama l'ho rivalutato più avanti.

Album molto controverso, detestato dai fans delle sonorità originali degli Yes, amato da quelli che nel 69-70 erano, come me, troppo piccoli per sorbirsi quei pipponi crepuscolari e quelle ballate ingenue.

Per questo album, gli ex Buggles Geoffrey Downes e Trevor Horn furono chiamati per sostituire Jon Anderson e Rick Wakeman.
Sembra impossibile pensare agli Yes senza la voce particolare di Jon ma in fondo Trevor Horn non lo fece rimpiangere molto (almeno in disco a quanto si racconta) anche se fu per questo solo album
La musica di Drama è tosta, secca, diretta e anticipa il futuro.


Chris Squire articola ritmi aggressivi insieme ad Alan White, e Steve Howe ha un approccio più metal del solito, optando per un suono puramente elettrico.

Il disco inizia con una mini-suite di circa 10 minuti, Machine Messiah ma poi prosegue con un intermezzo veloce che introduce a song più lunghe ma ritmate e molto frizzanti per concludersi con il filosofico Tempus Fugit dove i nuovi ritmi e le sonorità dei "nuovi" Yes sono sublimati.
I am a Camera (io ero agli inizi con Nikon) di Into the lens, è il mio preferito.

 

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la formazione completa

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Yes : DRAMA
17 agosto 1980
Rhino Atlantics, versione rimasterizzata del 2022 in 192/24

***

Bene, quale è il problema ?

In studio, tutto bene, la fusione tra le sonorità tradizionali e il nuovo stile funziona.
Trevor Horn prova con successo ad imitare Jon Anderson, Howe e Squire lo sostengono.

Ma sul palco semplicemente manca l'alchimia e la chimica che ha cementato le precedenti formazioni.

E quindi anche se fa il tutto esaurito negli States, il pubblico inglese arriva a detestarli.

A conclusione del tour, comunque estremamente ricco economicamente, Howe riunisce la band e nel pomeriggio decidono di sciogliersi ed andare ognuno per la sua strada.

Esperimento fallito ?

No, già l'anno dopo gli Yes si riformeranno per l'ennesima volta (dopo un fallito tentativo di ibridazione tra EX con i miei Led Zeppelin) e proseguiranno tra scioglimenti e reunion fino ad oggi.

Ma a me Drama piace. Lo so, sono un eretico.

6 Comments

Recommended Comments

  • Administrator

La Deluxe Edition in formato 44/16 porta brani aggiuntivi con una durata di 78 minuti (circa il limite di un CD) 

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il suono, rispetto alla rimasterizzazione in alta risoluzione del 2022 è più secco, più fedele all'originale (che su vinile suonava di mer*a).

 

  • Administrator

Ovviamente, tornando all'ortodossia Yes, la mia discografia ideale include invece questi tre titoli :

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Relayer, 1974 (l'assolo di Steve Howe di Sound Chaser vale l'intera discografia del suo strumento)

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Close to the Edge, 1972

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Fragile, 1971

cismax

Nikonlander

(edited)

  • Nikonlander

Io sono meno eretico, Drama non mi ha mai conquistato.

A quelli indicati qui sopra aggiungerei Going for The One, disco sottovalutato

Edited by cismax

Gianni

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

Anche Yessong, (il triplo Live) è un Bel disco...

Valerio Brustia

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

Si ... alora, con ordine, ma scrivo di getto:
gli YES  storici, nati dalla fucina del post blues inglese sono Jon Anderson,  Chris Squire, Bill Bruford, Steve Howe e Ric Wakeman. Loro sono YesSong e soprattutto Fragile e Close to The Edge. Poi Bruford aveva desiderio di suonare con Fripp e le cercò tutte per entrare nei King Crimson (per poi stufarsi facile). Il quartetto orfano del batterista, trova un sostituto in Alan White che veniva da storie di session man notevoli più importante di tutte quella con la Plastic Yoko band, chiamato direttamente da Sir J.Lennon.   

Ho fatto a tempo a vedere sia Squire che White dal vivo, con Downes alle tastiere, Downes che sostituì Wakeman, quel Downes che ci massacrò l'ultimo anno dei '70 con "video Killed the radio Star". D'altronde noi ci si sbaloccava con "Gloria" e "Strada facendo"....

cismax

Nikonlander

  • Nikonlander

eheheheh...per la serie "vi sblocco un ricordo!":okkey:

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