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176 Comments

Recommended Comments

Alessandro Pisano

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

Grazie per le tre le segnalazioni

  • Administrator

xboc9hmwgownb_600.jpg

bel disco di fagotto e pianoforte da MClassics in 192/24 con musiche francesi.

Al di là del pregio del disco, segnalo che Riccardo Terzo (nome e cognome importanti di shakespeariana memoria) è un palermitano del 1990 pluripremiato.

Che dopo essere stato primo fagotto della Gewandhausorchester di Lipsia adesso lo é dei Berliner.

  • Administrator

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si chiama Op. 109 e dovrebbe essere quello il piatto forte del disco del nostro vichingo islandese figlio di Olaf.

Nella realtà è un disco basato sullo staccato che se funziona con la suite di Bach, non regge con Beethoven sin dall'Op. 27.
E in definitiva nonostante le accelerazioni improvvise il programma resta un pò monotono.

Si accende per passione e interpretazione solo nel primo movimento della sonata incompiuta di Schubert, il resto sembra un pò omogeneizzato.

Per i soli fans, specialmente perché il pianoforte sembra "preparato" ed ha un suono un pò ovattato.

Muschiato, per citare la copertina dove il vichingo riposa su un letto del famoso muschio/lichene islandese.

  • Administrator

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riedizione delle sinfonia di Beethoven per Karajan con la Philarmonia, 1952-1957 originariamente edite da EMI, oggi Warner Classics

Per anni si è discusso se fossero meglio queste, post Furtwangleriane o quelle successive del 1963 con la DG e i Berliner cui io sono più legato.

e che possiedo anche in SACD.

Nel dubbio, entrambe, no ? Certo meglio di tutte le successive, masterizzate a cavolo per il CD in digitale, per me inascoltabili.

0002894793782_600.jpg

  • Administrator

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non vi piacciono gli ottoni e specialmente non vi piace il trombone o la tuba ?

Peggio per voi.

Qui c'è un trittico straordinario, con il concerto per cornetta di Brad Waarnar del 2017 (per me esimio sconosciuto), la trascrizione per trombone del concerto di Chick Corea (2020) e il concerto in unico movimento della mia quasi coetanea Jennifer Higdon per ottoni bassi (del 2017).

Per la premiata serie di Naxos American Classics che vi consiglio come novità fuori dai consueti dischi di Natale.

  • Administrator

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E' proprio vero che Noseda sta bene a Londra.

Con la LSO ha completato (fine ottobre 2025) e pubblicato un cofanettone dedicato a Shostakovich in 24/192 dal suono sontuoso.

Le mie frequentazioni con queste sinfonie sono centellinate e limitate a non tutto il repertorio.
E mentre esistono tante altre integrali di livello, questa sembra veramente grandioso.

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segnalo anche un vecchio (2011) titolo di Chandos con Noseda che dirige l'orchestra danese ed Enrico Dindo alle prese con i due bellissimi concerti per cello di Mitya che io non paragonerei al mio riferimento (Schiff con Maxim Shostakovich) o alle tante uscite di Misha Maisky ma comunque di eccellente livello.

  • Administrator

Natale veneziano

repertorio non per tutti ma ricercato, di un possibile repertorio Veneziano tra '500 e '600 anche se inizia con una bellissima annunciazione della nascita di Gesù di Schutz.

Da Il Pomo d'Oro per Arcana (30 ottobre 2025)

Per andare oltre i soliti Xmas Carols britannici o le celebrazioni di Sir John Rutter ...

Alessandro Pisano

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

IMG_8905.jpeg

Leggermente sorpreso che non parli di questo 😀, diretto da Klaus M., che tu hai più volte citato 🫡🤗

  • Administrator
1 ora fa, Alessandro Pisano ha scritto:

Leggermente sorpreso che non parli di questo 😀, diretto da Klaus M., che tu hai più volte citato 🫡🤗

primo perché in vita mia non ho mai ascoltato l'8a di Malher per intero, secondo perché credo che Makela sia un pò troppo pompato da Decca.
Terzo perchè il mio amico Dave Hurwitz l'ha recensito dicendo in sintesi che sarà stato divertente in concerto ma che di fondo non se ne giustifica la registrazione in disco (essendo una interpretazione ordinaria salvata solo dalla lunga frequentazione del Concertgebouw con quel repertorio).

Alessandro Pisano

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano
1 ora fa, Mauro Maratta ha scritto:

primo perché in vita mia non ho mai ascoltato l'8a di Malher per intero, secondo perché credo che Makela sia un pò troppo pompato da Decca.
Terzo perchè il mio amico Dave Hurwitz l'ha recensito dicendo in sintesi che sarà stato divertente in concerto ma che di fondo non se ne giustifica la registrazione in disco (essendo una interpretazione ordinaria salvata solo dalla lunga frequentazione del Concertgebouw con quel repertorio).

Sei sempre TOP

cismax

Nikonlander

  • Nikonlander
2 ore fa, Mauro Maratta ha scritto:

primo perché in vita mia non ho mai ascoltato l'8a di Malher per intero,

una cosa che ci accomuna...😆

Alessandro Pisano

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

Non mi sembra così terribile 😂 il radicchio amaro e molto peggio 😁

cismax

Nikonlander

  • Nikonlander

ahahaha, no, nessuna tragedia, ma la trovo insopportabile nella sua pompa magna

ma ci sono molti brani che trovo insopportabili, quindi sta in buona compagnia, non ce l'ho con Mahler in particolare, che ha scritto anche pagine memorabili

  • Administrator

É una composizione nata per dimostrare la capacità del direttore di saper guidare … 1000 tra orchestrali e coristi. Una competizione con Richard Strauss. Altro pomposo trombone …

Poi é piena di retorica pseudo-religiosa ed é lunga come la Quaresima …

Alessandro Pisano

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

Ciao Mauro, permettimi la domanda e so che vado fuori tema.

Qualche volta puoi proporre musica da camera, possibilmente archi e piano, anche forte piano (clavicembalo mi sto avvicinando🫠, ma le orecchie ancora non rispondono completamente e faccio ancora difficoltà)

Grazie buona giornata

Io ora che navigo su NL sto ascoltando questo e ricalca molto i miei gusti

Screenshot 2025-12-06 alle 07.17.03.png

  • Administrator

Dipende da cosa esce la settimana.

Se prendi il cofanetto di Radu Lupu inizia con uno straordinario quartetto per pianoforte e e archi di Mozart (altro che Shield).

Alessandro Pisano

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano
1 minuto fa, Mauro Maratta ha scritto:

Dipende da cosa esce la settimana.

Se prendi il cofanetto di Radu Lupu inizia con uno straordinario quartetto per pianoforte e e archi di Mozart (altro che Shield).

Grazie,

Lo ho ascoltato più volte ed è nella mia libreria stabile.🥰

  • Administrator

ztcyo6hbn3xeb_600.jpg

disco del 4 dicembre 2025 ma ripreso nel novembre 2024.

Io non sono mai stato un grandissimo fan di Pletnel anche se è un eccellente pianista. Ma alterna momenti di eccessiva secchezza ad altri di languidume esagerato (secondo me).

Detto questo, il disco si segnala per la peculiarità di essere stato ripreso tutto in analogico, con due microfoni "custom" Sennheiser e un registratore a nastro Studer C37 come a inizio anni '80.
La sessione in studio è durata circa 4 ore e mezzo, quindi senza troppe riprese alternative e l'editing tutto a mano tagliando e giuntando il nastro.

Dopo di che è stato stampato il vinile, come ai vecchi tempi, riascoltato poi con un bel braccio a S e una testina d'epoca.

Tutto questo procedimento per avere il puro analogico.

Che per noi però hanno riversato in un digitale puro e morbido in 96/24.

L'interpretazione è molto crepuscolare, assecondata dal suono del Kawai utilizzato.
Pletnev ha ancora mani eccellenti, non sono sicuro che il suo Scriabin mi convinca del tutto ma è comunque bello.
Chopin a tratti ha accelerazioni strane mentre a momenti è poco intenso.

Un disco per i fan del "sovietico", alfiere della sua generazione (che poi è già la mia).

Valerio Brustia

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano
9 minuti fa, Mauro Maratta ha scritto:

ztcyo6hbn3xeb_600.jpg

disco del 4 dicembre 2025 ma ripreso nel novembre 2024.

Io non sono mai stato un grandissimo fan di Pletnel anche se è un eccellente pianista. Ma alterna momenti di eccessiva secchezza ad altri di languidume esagerato (secondo me).

Detto questo, il disco si segnala per la peculiarità di essere stato ripreso tutto in analogico, con due microfoni "custom" Sennheiser e un registratore a nastro Studer C37 come a inizio anni '80.
La sessione in studio è durata circa 4 ore e mezzo, quindi senza troppe riprese alternative e l'editing tutto a mano tagliano e giuntando il nastro.

Dopo di che è stato stampato il vinile, come hai vecchi tempi, riascoltato poi con un bel braccio a S e una testina d'epoca.

Tutto questo procedimento per avere il puro analogico.

Che per noi però hanno riversato in un digitale puro e morbido in 96/24.

L'interpretazione è molto crepuscolare, assecondata dal suono del Kawai utilizzato.
Pletnev ha ancora mani eccellenti, non sono sicuro che il suo Scriabin mi convinca del tutto ma è comunque bello.
Chopin a tratti ha accelerazioni strane mentre a momenti è poco intenso.

Un disco per i fan del "sovietico", ultimo della sua generazione.

E la foto di copertina? Una slide 6x6 da Ektachreme 120 ripresa Hasselblad 500 e planar 80/2.8, poi opportunamente digitalizzata…per noi??

Quindi anche nella musica c’è del nostalgismo tecnologico nel processo di recording.

  • Administrator
3 minuti fa, Valerio Brustia ha scritto:

E la foto di copertina? Una slide 6x6 da Ektachreme 120 ripresa Hasselblad 500 e planar 80/2.8, poi opportunamente digitalizzata…per noi??

Quindi anche nella musica c’è del nostalgismo tecnologico nel processo di recording.

mode. C'è un video esplicativo su YT

happygiraffe

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander

Per me follia pura in casa DG. Devono essere davvero disperati per ritornare a tecniche di registrazione abbandonate da decenni, pur di inseguire i nostalgici del vinile.

Tornando a Pletnev, è un pianista che si ama o si odia. Tecnicamente un marziano, interpretativamente lo tovo spesso eccentrico fino al manierismo. Tempi dilatatissimi o improvvisamente accelerati, rubati estremi, accentazioni spostate: può risultare geniale… oppure semplicemente bizzarro. A volte ci becca, a volte risulta rapidamente stucchevole. Questo suo nuovo Chopin, lo trovo molto interessante (Scriabin lo sto ascoltando ora). Comunque nel panorama molto standardizzato di oggi, Pletnev vale oro. E alcuni suoi dischi sono realmente straordinari.

  • Administrator

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Rachmaninov Preludi Op. 23 e 32
Jean-Baptiste Fonlupt, pianoforte
La Dolce Volta, 96/24, 31/10/2025

Mi era sfuggito, segnalatomi da Giovanni, gran bel disco.
Non che il panorama non ci fornisca tante alternativa ma che, spesso, le nuove uscite non abbiano il nerbo necessario a rendere come si deve queste pagine.
Virili e coinvolgenti, appassionate fino all'ultima nota, l'essenza stessa della musica russa.
Veramente Un Gran bel disco !

  • Administrator

Sono venuto su con dischi come questa ottava di Schubert diretta da Karajan.

Non capisco la riedizione (forse era uscita di catalogo) anche perché resta in formato CD

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apprezzo che la nuova proprietaria del marchio abbia ripreso la copertina originale

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ma "His Master's VOice" ha tutto un altro fascino (come EMI) rispetto alla W stilizzata.

In ogni caso un Karajan d'annata con i Berliner e la EMI ...

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stessa cosa per la "Grande" qui ripubblicata con Rosamunde.

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