C.P.E. Bach: sonate per tastiere e violino/Podger-Bezuidenhout

C.P.E. Bach: sonate per tastiere e violino
Rachel Podger, violino
Kristian Bezuidenhout, clavicembalo e fortepiano
Channel Classics, 28 aprile 2023, formato 192/24
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Forse a torto considero Emanuel Bach tra i più importanti ed influenti musicisti della sua epoca.
Un'epoca di mezzo, disunita, caratterizzata dal rapido mutare del gusto musicale europeo e senza il dominio dei titani appena precedenti (Bach, Handel) e seguenti (Mozart, Beethoven).
Lo stesso Mozart, peraltro, considerava suo padre spirituale il Bach di Berlino (nella realtà non ebbe modo di frequentarlo ma il valore musicale della sua opera era indubbio).
Già grande quando il padre era nel pieno della maturità musicale, si formò a Lipsia alla Thomaskirche e all'Università di Lipsia e giovanissimo componeva già sotto la guida del padre.
Più tardi il suo effettivo sviluppo alla corte del Re di Prussia, il colto Federico.
Il repertorio presente in questo bel disco lo rappresenta perfettamente.
La sonata in Sol minore iniziale, potrebbe (e in effetti lo è stata) essere scambiata per un'opera del padre, tanto è brillante ed eloquente.
Mentre la seguente, in do minore, col fortepiano al posto del cembalo, è più intimista e personale ma anche allo stesso tempo più "galante" ma piena di stile proprio.
L'adagio centrale, lunghissimo, potrebbe sembrare di Mozart (Amadeus aveva composto praticamente tutte le sue sonate per violino e pianoforte con Emanuel in vita).
Mentre la danza finale, vivace ha un carattere imitativo tra i due strumenti che fa un salto all'indietro nel tempo in un batter d'occhio.
L'arioso con variazioni è delizia salottiera, probabilmente composto per dilettanti di alto livello, musicisti che non mancavano nelle case aristocratiche della Germania Centrale.
La seguente sonata in Si minore ricorda i tanti concerti per strumento solista dell'autore con le due parti che si intersecano in modo molto raffinato.
Qui lo stile galante è più presente, con ritmi e tempi e tempi variati. Scherzo il finale alla Siciliana.
L'ultima sonata, in quattro movimenti, torna ancora indietro nel tempo nel suono ma lo stile è già quello di metà del '700.
Insomma, disco analitico, splendidamente eseguito e con una scelta del repertorio perfettamente rappresentativo di uno dei compositori forse troppo sottovalutato probabilmente a causa del chiamarsi Bach ma non Sebastian.
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