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News Sea&Sea Novembre 2017

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Valerio Brustia

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Novità da Las Vegas, al DEMA 2017 tutti i  produttori di articoli per la Fotosub hanno messo in mostra le loro news e i loro pezzi forti.

Io uso Sea&Sea e la mia fonte di informazione è ovviamente  Wetpixel, portale dedicato alla fotosub. Purtroppo Wetpixel ha relegato le news Sea&Sea in fondo all'oceanico report dal DEMA 2017, tacendo le importanti novità che il costruttore giapponese ha introdotto recentissimamente. Diciamola tutta: in verità si tratta di aggiornamenti della produzione di Sea&Sea che in questo modo si va ad allineare con altri costruttori particolarmente agguerriti (Nauticam su tutti). Di che si tratta

 

Partiamo dallo scafandro più atteso

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Lo scafandro MDX-D850 MADE IN JAPAN eredita sostanzialmente la stessa struttura progettuale dell'MDX-D500 e si discosta parecchio, nella disposizione dei comandi rear side, dal molto pratico MDX-D800 che uso con notevole dimestichezza. Come si può notare, dal confronto con la seguente immagine, Sea&Sea ha riportato il cursore a 4 posizioni tal quale è sulla fotocamera, mentre nella MDX-D800 proponeva 4 pistoni abbastanza comodi da governare anche con guanti spessi

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 Evidentemente Sea&Sea punta sul joystic accessibile là in alto vicino al mirino. Non è una gran trovata per me che fotografo con l'occhio sinistro e già adesso fatico non poco tra maschera ed erogatore a non impicciarmi nell'accedere con il pollice ai pistoni cursore,  quindi il joistic lo vedo molto male; mi piace invece, sul nuovo scafandro, il posizionamento laterale dei pulsanti cursore, anche se rimango un po' perplesso sulla loro dimensione, perchè sott'acqua piccolo non è MAI sinonimo di bello.

I pulsanti della MDX-D850 sono retroilluminati e questo è un fattore drammaticamente utile nelle immersioni notturne o in grotta; io,per capire dove mi trovo, devo arrangiarmi con una torcetta puntata sullo scafandro.

Per il controllo flash TTL Sea&Sea picchia duro sul suo optical converter e per questo dispositivo (venduto a parte) sagoma lo scafandro in modo adeguato: da qui il torrione sopra il pentaprisma che ingigantisce in modo spropositato la dimensione della custodia. Il nuovo sistema di controllo luci di Sea&Sea sfrutta la conversione del segnale elettrico di pilotaggio flash in segnale ottico da veicolare via cavi in fibra ottica ai recettori posizionati sui flash. Sea&Sea offre questa opzione di controllo luci per i suoi flash YS-250 YS-D1 e YS-D2 (e anche altri modelli non più prodotti, ma non gli storici YS-120 o YS-350, troppo vecchi per l'applicazione)

 

Una curiosità:

il flash YS-D2 è al momento lo strobe di punta di questa casa Giapponese. Il modello in questione fino a questa scorsa primavera veniva prodotto in Cina , ma dopo diversi guai "esplosivi", Sea&Sea ha deciso di riportarne la produzione su suolo nipponico. Okkio quindi ad offerte sul YS-D2  presenti sul web; al più fidatevi dell'importatore ufficiale e a lui rifatevi se qualcosa non va .

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Ma la vera novità che mi ha spinto a tornare a scrivere due righe è in quel che segue

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BENTORNATO CRISTALLO OTTICO!

Ad un prezzo da far sanguinare le orecchie solo a sentirlo (tanto che l'importatore italiano non è molto convinto) Sea&Sea ha lanciato 3 Dome port (100/170/230 mm) in cristallo ottico multicoated dentro e fuori. Sono tre dimensioni differenti, come quelli offerti da altri brand, e come questi strumenti offrono prestazioni ottiche superiori, meno bolle sulla superficie esterna e ottima tenuta al flare e controluce.

Io sto sbavando per il 230 mm purtroppo costa 100 euro al cm di diametro :( speravo qualcosa meno.

Vedremo, per ora mi beo della novità

un saluto

 

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7 Comments


Recommended Comments

il piccolo 100mm esce in tre versioni dedicate (me ne ricordo solo 2: Nikon 10.5 e Tokina 8-16. Qui si parla solo di fisheye)

il medio 160 mm è pensato come compromesso per chi viaggia e non vuole troppo bagaglio appresso: Va bene con i fisheye full frame (tutti) e anche per i grandangoli rettilineari, ma senza troppe pretese.

 

Il 230mm è il MUST HAVE per i grandangoli rettilineari come il 16-35 Canon-Nikon il mio vecchio 17-35/2.8 ed il più giovane AF-s 18-35/3.5 - 4.5. Ci vogliono le prolunghe di estensione e il gioco è fatto 

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Rammento che per gli utilizzatori Sea&Sea è una bella notizia questo secondo nuovo superdome 230 mm perchè con la lente di correzione M77 o M82 si possono raggiungere notevoli livelli qualitativi

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Non è vero che questa lente a menisco si possa usare su qualsiasi dome, occorre infatti che la curvatura del dome sia adeguata a quella della lente. Qui si tratta di oggetti prodotti dal medesimo costruttore quindi devono fare scopa.

Io sto usando la M77 con il dome port 240mm in metacrilato di cui i 10mm in più sono marketing perchè in effetti contabilizzano il bordo in plastica.  Mi piacerebbe molto poter usare il nuovo 230mm soprattutto per combattere l'odiosa formazione delle bollicine di ossigeno sulla superficie esterna che, assicuro, in acqua dolce sono una rottura di scatole fenomenale e sul metacrilato si aggrappano con una certa perseveranza.

E dentro quasi sicuramente ci metterò il 20/1.8 Nikon che offre una minima distanza di messa a fuoco molto ridotta oltre che la possibilità di montare la lente M77. Se avessi avuto questo obiettivo a marzo dello scorso anno i miei rospetti della Val Sesia sarebbero stati più nitidi perchè ancora nel piano di messa a fuoco, invece con il Nikon 18-35 che focheggia a 0.26 m ho dovuto recuperare con la PDC dell' f/13 :(

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Edited by Valerio Brustia

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Hai ragione, ma nel caso appena ho scoperto ho gridato. Della lentona ne avevo parlato diffusamente lo scorso anno su Nic 1.0 

Ti dirò Max, probabilmente sono io che sono storto, può essere, ma per esperienza so  che della fotosub e degli annessi e connessi non frega un tubo a nessuno (Serpaven escluso) 

Si finisce col dire " ma costa un botto! ne faccio a meno" e mi dispiace. Tra le altre cose oggi ci sono soluzioni fenomenali per fotocamere poco impegnative come la Sony RX100 che consentono ampie possibilità. Oddio a me, confesso, non interessano un granchè: troppa dipendenza dalle batterie e troppa dipendenza dalla tecnologia. Se qualcosa va storto non fotografi più punto e basta. Non si può ricorrere alla borsa o al taschino per cambiare una batteria a 30 metri di profondità ( ma nemmeno a 30 cm di profondità) . Certo sono estremamente allettanti: costano meno di 1/3!!

Edited by Valerio Brustia

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Mah, più che il costo - osceno - a me quello che frena è la vagonata di roba che occorre imparare ad usare e poi tirarsi dietro. Per non parlare della difficoltà nel trovare i posti dove fotografare!

Per questo io trovo veramente tosti quelli come te che riescono a fare queste cose, Bravo Valerio!

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1 ora fa, Valerio Brustia dice:

Hai ragione, ma nel caso appena ho scoperto ho gridato. Della lentona ne avevo parlato diffusamente lo scorso anno su Nic 1.0 

Ti dirò Max, probabilmente sono io che sono storto, può essere, ma per esperienza so  che della fotosub e degli annessi e connessi non frega un tubo a nessuno (Serpaven escluso) 

Si finisce col dire " ma costa un botto! ne faccio a meno" e mi dispiace. Tra le altre cose oggi ci sono soluzioni fenomenali per fotocamere poco impegnative come la Sony RX100 che consentono ampie possibilità. Oddio a me, confesso, non interessano un granchè: troppa dipendenza dalle batterie e troppa dipendenza dalla tecnologia. Se qualcosa va storto non fotografi più punto e basta. Non si può ricorrere alla borsa o al taschino per cambiare una batteria a 30 metri di profondità ( ma nemmeno a 30 cm di profondità) . Certo sono estremamente allettanti: costano meno di 1/3!!

Valerio, non ti sottovalutare: scrivo di flash da 15 anni e so per certo che buona parte di ciò che scrivo non interessi neppure a chi i flash li usa, probabilmente per la banalità dei concetti che esprimo, ma che proprio per questo potrebbero chiarire qualche questione di base a persone che hanno troppo da fare per documentarsi.

A me, ben prima dell'avvento del caro serpaven, di fotosub mi è sempre interessato leggere, (specie dai tuoi scritti) anche se non riesco più a praticarla, in quanto apneista.

A proposito di batterie, io scendevo in apnea con una Nikonos e un obiettivo fisso a stima di maf , spesso senza flash e con un rullo da 36 scatti: qualcosa di decente la riportavo quasi sempre...

Con una batteria fiacca si possono ben superare 36 scatti: anche con una compattina subacquea.

Chi come te e' in possesso di nozioni acquisite sul campo e viene a leggere su Nikonland DEVE sentirsi in dovere di trasmettere qualcosa agli altri.

Se degli altri gli importi qualcosa.

 

Ma purtroppo questa non è la "massima aspirazione" per molti.

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