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Il volo del .... Caproncino-idro (il Caproni Ca. 100 di Como con la Nikon Z9)

(0 reviews)

Si è svolto il volo inaugurale con tanto di cerimonia pubblica del vecchio Caproni Ca. 100 idro restaurato allo stato d'origine, di proprietà dell'Aero Club di Como.
Io l'ho scoperto all'ultimo momento e sono corso là, giusto per trovare un'atmosfera da metà estate.
21°, folla, sole, un filo di vento. Aria pulita.

Z9X_5032.thumb.jpg.72d400bcbaf0c837fa2dd62a53412e8d.jpg

l'hangar in riva al Lungo Lago di Como, svuotato per l'occasione, imbandito di sedie per la presentazione ufficiale.

L'aereo risale al 1935 ed ha volato fino al 1965. Poi abbandonato in un campo e dato per perso. E' l'unico esemplare volante della versione idroplano del Ca. 100 del 1928.
Un addestratore basico, biplano a due posti in tandem, prodotto da Caproni partendo dalla licenza del De Havilland DH 60 Moth.

759135256_Immagine2022-04-09102440.thumb.jpg.359ef32e0387bfe9c06e0532e9f8e485.jpg coordinate del luogo dell'evento, via GPS della mia Z9

questa versione, pensata con la Macchi di Varese, aveva sostanzialmente la sostituzione del carrello di atterraggio con i due galleggianti gemelli.
Aereo in legno e compensato, ricoperto di tela verniciata, biplano sesquiplana invertita, di buone qualità manovriere, sebbene di bassa potenza (poco più di 100 CV). Circa 7 metri di lunghezza per 10 di apertura alare.
Dell'epoca gloriosa in cui l'aviazione italiana faceva vedere i ... sorci verdi a tutti gli altri. In quegli anni nascevano anche le prime locomotive elettriche a corrente continua e i primi elettrotreni. La nascita dell'industria moderna italiana.

Come sia, lode all'Aero Club di Como che ha affrontato le notevoli spese di ripristino e restauro - perfettamente allo stato d'origine in tutto, compresa la livrea e le insegne dell'epoca - e poi lo ha dato in mano al suo ultimo pilota per questo suo primo volo dopo i lavori.

Si è presentato puntualissimo alle 11.30 sopra le teste dei tanti presenti, compreso il sottoscritto, per fare tre giri veloci sopra al primo bacino del lago di Como e poi ... allagare tranquillo incurante degli altri idroplani moderni disposti alle banchine.

Z9X_5039.thumb.jpg.ef0e9e7710cfeb40c389d05884f0ad0b.jpg

Z9X_5160.thumb.jpg.57a518f2d232707b52f179c29d4b610d.jpg

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Z9X_5368.thumb.jpg.0da1c012b2f663acf0f375fbe4c70155.jpg

Z9X_5430.thumb.jpg.1aef389e829ebb79ba69afe8e4e3b9b7.jpg

Z9X_5443.thumb.jpg.6de38ad37c1f8b9177fb14ad7048d60c.jpg

Z9X_5486.thumb.jpg.a7fc80ece2dccd64d004250f3bf2700a.jpg

Z9X_5488.thumb.jpg.767a2e30878f565ba77fccb01a4912ee.jpg

 

***

Per l'occasione ho portato il mio Nikon Monarch 5 10x56 per osservare il panorama.
Con la Z9, macchina ideale per raffica, tracking, capacità di riconoscimento dell'aereo anche in controluce o contro ville e colline boscose, munita del Nikkor Z 24-200 per le panoramiche e del 100-400 per le riprese in volo.
Avevo anche il TC 1.4x ma non ho ritenuto di usarlo, passando semplicemente in formato DX quando era il caso.

Le foto presentate sono "nature", solo riquadrate. Nel complesso solo una manciata di inquadrature sbagliate, anche a 20 fps e usando i miei tempi lenti per evitare con tutto me stesso di congelare la pala dell'elica (che non gira veloce in questo aereo), la Z9 si conferma l'ideale per questo genere di foto e la consiglio a tutti gli aerofotoamatori.

Il 100-400 è l'ideale, in quanto leggerissimo ed agile per seguire ogni evoluzione. Ho chiuso ad f/11 perchè tanto c'era molto sole in una giornata quasi estive.

Altri scatti tra i tanti fatti, nell'album che allego.

 


Images

  1. ZFC_5045.JPG
  2. ZFC_5047.JPG
  3. ZFC_5031.JPG
  4. ZFC_5003.JPG
  5. ZFC_4994.JPG
  6. ZFC_5029.JPG
  7. ZFC_5049.JPG
  8. Z9X_5493.jpg
  9. Z9X_5492.jpg
  10. Z9X_5489.jpg
  11. Z9X_5488.jpg
  12. Z9X_5487.jpg
  13. Z9X_5481.jpg
  14. Z9X_5470.jpg
  15. Z9X_5466.jpg
  16. Z9X_5443.jpg
  17. Z9X_5436.jpg
  18. Z9X_5418.jpg
  19. Z9X_5397.jpg
  20. Z9X_5369.jpg
View the entire Caproncino album

28 Comments

Recommended Comments

  • Administrator

Pale in moto a 1/125" e aereo fermo: bravo! 

Bella prova di compromesso tra nitidezza e dinamismo del soggetto.

Hai dimenticato di ricordare il perché gli idroplani Caproni abbiano un posto nella storia dell'aviazione moderna...

Non tutti lo sapranno...

cris7

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano
16 minuti fa, Max Aquila ha scritto:

 

Hai dimenticato di ricordare il perché gli idroplani Caproni abbiano un posto nella storia dell'aviazione moderna...

Non tutti lo sapranno...

Non lo so !

  • Administrator
1 ora fa, cris7 ha scritto:

Non lo so !

image.png.e3b94ab1fdc22dfb0f562ef3cb2ba6b2.png

Io si...ma lascio spazio a Mauro, sicuramente vorrà aprire un capitolo al riguardo...image.thumb.png.c0d2e401d338df8f044756b089529c96.png

  • Administrator

Di questi tempi preferisco parlare di Monarch

Z9X_5027.thumb.jpg.af2462794d7bce2a377946355eb2c806.jpg

le cose con il fasssio sopra é meglio trascurarle per qualche tempo :)

Per inciso, quando ho messo gli occhi al mio Nikon Monarch 5 10x56 ieri e mi è apparsa una ragazza sulla banchina, era tanto tridimensionale e staccata dallo sfondo che mi sembrava di vedere attraverso un apparato di realtà aumentata ;)
La qualità paga, non c'è storia !

  • Administrator
20 minuti fa, M&M ha scritto:

Di questi tempi preferisco parlare di Monarch

 

le cose con il fasssio sopra é meglio trascurarle per qualche tempo :)

 

Beh, peccato: un'occasione perduta, anche perchè Caproni nella Grande Guerra non aveva ancora le insegne littorie...ovviamente e fu il primo bombardiere tattico usato in un conflitto nella Storia.

E l'Aeronautica Italiana, la prima a costituirsi militarmente per questo scopo.

Le vicende successive dell' Azienda si incrociano ovviamente con quelle del regime successivo, sfociando nel maggior successo civile che mai un marchio aeronautico possa vantare: la trasvolata atlantica.

Il fascio appesantiva solamente un successo industriale tutto italiano.  E affossò la Caproni, che dopo la IIWW, nonostante i riconoscimenti conferiti da Roosevelt, fu costretta alla riconversione industriale:

proprio come Nippon Kogaku....della quale mi pare parliamo da 15 anni su questo sito...

  • Administrator

Sin da bambino ma poi anche quando ero ... un commerciale, ero di casa sia a Vizzola Ticino che a Saronno (sede della CEMSA) e a Venegono ;) so per dito toccato di cosa stiamo parlando :)

  • Administrator
6 minuti fa, Max Aquila ha scritto:

Beh, peccato: un'occasione perduta, anche perchè Caproni nella Grande Guerra non aveva ancora le insegne littorie...ovviamente e fu il primo bombardiere tattico usato in un conflitto nella Storia.

E l'Aeronautica Italiana, la prima a costituirsi militarmente per questo scopo.

Le vicende successive dell' Azienda si incrociano ovviamente con quelle del regime successivo, sfociando nel maggior successo civile che mai un marchio aeronautico possa vantare: la trasvolata atlantica.

Il fascio appesantiva solamente un successo industriale tutto italiano.  E affossò la Caproni, che dopo la IIWW, nonostante i riconoscimenti conferiti da Roosevelt, fu costretta alla riconversione industriale:

proprio come Nippon Kogaku....della quale mi pare parliamo da 15 anni su questo sito...

ho lasciato un paio di errori: vedamo se me li corregge...:x3x:

Tanker

Nikonlander Veterano

(edited)

  • Nikonlander

La Regia Aeronautica si costituì nel 1923 come Arma indipendente,sino ad allora era una propaggine di Esercito e Marina. La Caproni era negli anni Venti e Trenta un grosso conglomerato industriale,tuttavia la base tecnica era molto bassa,ma lo stesso era per la maggior parte dell'industria aeronautica italiana dell'epoca.Giusto per dire,noi continuammo a produrre velivoli in legno e tela con solo o in parte,l'ossatura metallica,mentre le altre nazioni producevano già velivoli con struttura e rivestimento metallico.L'unica eccezione e pure parte del gruppo Caproni furono le Officine Reggiane che importarono i moderni metodi costruttivi dagli Stati Uniti rilevando alcune licenze sui monoplani Seversky. La vera storia dell'idrovolante in Italia si ebbe durante la Prima Guerra mondiale con i famosi SVA e nel corso del ventennio,con le famose trasvolate in formazione dei Savoia Marchetti S55. La Caproni con gli idro, a parte il Ca100 che era un velivolo scuola, non centra nulla.Produsse tanti tipi di velivoli terrestri dalle prestazioni scadenti e tecnicamente superati. La Regia li acquistò anche perchè non c'era di meglio a disposizione.......

Bello il report Mauro,ottime foto,la Z9 si conferma macchina d'elezione per il mio genere,mi paiono più che buone anche le prove fornite dallo zoom,abituato alle ottiche fisse su più corpi non sono ancora nell'ottica di usare uno zoom,anche se non nascondo che in più occasioni torna comodo.

Edited by Tanker

  • Administrator
8 minuti fa, Tanker ha scritto:

L'a Regia Aeronautica si costituì nel 1923 come Arma indipendente,sino ad allora era una propaggine di Esercito e Marina. La Caproni era nelgi anni Venti e Trenta un grosso conglomerato industriale,tuttavia la base tecnica era molto bassa,ma lo stesso era per la maggior parte dell'industria aeronautica italiana dell'epoca.Giusto per dire,noi continuammo a produrre velivoli in legno e tela con solo o in parte,l'ossatura metallica,mentre le altre nazioni producevano già velivoli con struttura e rivestimento metallico.L'unica eccezione e pure parte del gruppo Caproni furono le Officine Reggiane che importarono i moderni metodi costruttivi dagli Stati Uniti rilevando alcune licenze sui monoplani Seversky. La vera storia dell'idrovolante in Italia si ebbe durante la Prima Guerra mondiale con i famosi SVA e nel corso del ventennio,con le famose trasvolate in formazione dei Savoia Marchetti S55. La Caproni con gli idro, a parte il Ca100 che era un velivolo scuola, non centra nulla.Produsse tanti tipi di velivoli terrestri dalle prestazioni scadenti e tecnicamente superati. La Regia li acquistò anche perchè non c'era di meglio a disposizione.......

Bello il report Mauro,ottime foto,la Z9 si conferma macchina d'elezione per il mio genere,mi paiono più che buone anche le prove fornite dallo zoom,abituato alle ottiche fisse su più corpi non sono ancora nell'ottica di usare uno zoom,anche se non nascondo che in più occasioni torna comodo.

molti Savoia Marchetti furono costruiti con licenza negli stabilimenti Caproni... C'era l'embargo e in Italia si costruiva dove si poteva

Tanker

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander

si c'era una distribuzione dei carichi di lavoro in quanto una sola ditta,con le tecniche costruttive che avevamo all'epoca,non poteva soddisfare le commesse militari se non in tempi biblici.........

Enrico Floris

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

Ma che bella storia e che splendido aereo. Ho letto con interesse e per tutto il tempo ho pensato a Porco Rosso di Miyazaki. E' bello che qualcuno si preoccupi di recuperare questi pezzi storici. Non è solo il fascino che si portano dietro, c'è tanta capacità progettuale e una puntigliosa accuratezza nella costruzione. Cose che appartengono a un'epoca che oggi ci appare tanto distante.  Uno spettacolo solo a vederlo.

Ma quando e dove ci siamo smarriti?:/

Silvio Renesto

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

So poco di aerei in in generale, però quelli d'epoca li trovo molto belli . A proposito di Aeronautica Italiana, mi piaceva il Gobbo Maledetto, SM 79 se non vado errato, ne ho pure montato il modellino, e quando vado al Museo della Scienza e Tecnologia di Milano, mi fermo sempre davanti al Veltro, che è bellissimo.
 

Tanker

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander

L'SM-79 Sparviero,questo il suo vero nome . è un esempio tipico di quanto detto poc'anzi. Nato come trasporto civile veloce,vinse la gara Parigi-Damasco e fu presto adattato ad uso militare come bombardiere veloce.Nel conflitto spagnolo,assieme ai superati biplani CR-32 e CR-42 diede una buona prova,ma si trovava di fronte avversari dotati di mezzi obsoleti ,ragion per cui la Regia Aeronautica si cullò in un falso senso di superiorità.La seconda guerra mondiale di li a poco,dimostrò quanto i vertici militari fossero distanti dalla realtà delle cose. Anche il soprannome "gobbo maledetto" è una boutade giornalistica,in realtà il velivolo aveva si la caratteristica gobba dorsale,ma in realtà si disintegrava in 4 e quattr'otto data la costruzione mista,telaio in tubi metallici e rivestimento in tela.........i positivi risultati ottenuti, specie nel ruolo silurante,lo furono solo grazie all'eroismo degli equipaggi e un pizzico di fortuna.

Resta il fatto comunque,che il periodo che va dalla metà degli anni '20 alla fine degli anni '30,del secolo scorso,fu un periodo felice per il settore aeronautico italiano,purtroppo pagavamo la mancanza di tecnologie e questo gap fu anche la pietra tombale per il gruppo Caproni nel secondo dopoguerra,del gruppo solo le Reggiane,unica fabbrica moderna,dopo una lunga lotta delle maestranze,riuscirono a salvarsi e a riconvertire la produzione in treni e trattori agricoli.

  • Administrator

Però é singolare.

Io sono andato l'altro ieri a fotografare un idroplano vero, che vola, adesso, che è la nell'hangar di Como, pronto per spiccare il volo, in perfette condizioni, praticamente "nuovo" e l'ho fotografato con l'ultima generazione di Nikon.
Mentre qui nei commenti non se ne parla ma si fa riferimento alla preistoria .... :S

Tanker

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander

io avevo scritto....

 

Bello il report Mauro,ottime foto,la Z9 si conferma macchina d'elezione per il mio genere,mi paiono più che buone anche le prove fornite dallo zoom,abituato alle ottiche fisse su più corpi non sono ancora nell'ottica di usare uno zoom,anche se non nascondo che in più occasioni torna comodo.

  • Administrator

Qui siamo con l'idro dall'altra parte del lago, in riconoscimento automatico, lasciando fare tutto alla Z9.
Lo zoom a 400mm, 1/160''

Z9X_5118.thumb.jpg.225115895678f1f3d7bfb13c605e97f1.jpg

  • Administrator

cambiare focale con il 100-400 non impedisce alla Z9 di mantenere il fuoco. Qui sono andato a 240 mm dai 200 precedenti per mantenere il fotogramma pieno

Z9X_5226.thumb.jpg.bd030f6a563e431a26e0a381e528bb8d.jpg

  • Administrator

E qui in "navigazione" l'ho seguito andando da 400mm a 200mm senza soluzione di continuità (continuando a scattare a 20 fps). La sequenza completa è di 120 scatti fino ad approdo completo.
Zoomando ed inquadrando per mantenere centrato l'aereo (no crop, no pp).

 

 

Z9X_5283.jpg

Z9X_5285.jpg

Z9X_5307.jpg

Z9X_5318.jpg

Z9X_5325.jpg

Z9X_5342.jpg

Z9X_5367.jpg

Z9X_5368.jpg

Z9X_5369.jpg

Z9X_5397.jpg

Tanker

Nikonlander Veterano

(edited)

  • Nikonlander

Ottimo! Lo zoom con la Z9 lavora benissimo,ottima anche la messa a fuoco dell’idro,con lo sfondo confuso,non sbaglia un colpo!deduco quindi che questo zoom accoppiato ad una focale fissa più lunga sia perfetto per me.belle tutte le immagini con una resa naturale dei colori.

Edited by Tanker

  • Administrator
1 ora fa, Tanker ha scritto:

Ottimo! Lo zoom con la Z9 lavora benissimo,ottima anche la messa a fuoco dell’idro,con lo sfondo confuso,non sbaglia un colpo!deduco quindi che questo zoom accoppiato ad una focale fissa più lunga sia perfetto per me.belle tutte le immagini con una resa naturale dei colori.

Penso anche io. Ma possibilmente il fisso, non un pachiderma tipo il 400/2.8 AF-I :(

Tanker

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander

no stavolta penso che opterei per un 5/600mm,come diceva una pubblicità...viva la leggerezza..... 

bimatic

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano
Il 9/4/2022 at 18:24, Max Aquila ha scritto:

molti Savoia Marchetti furono costruiti con licenza negli stabilimenti Caproni... C'era l'embargo e in Italia si costruiva dove si poteva

...autarchia :)

bimatic

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano
Il 10/4/2022 at 09:19, M&M ha scritto:

Però é singolare.

Io sono andato l'altro ieri a fotografare un idroplano vero, che vola, adesso, che è la nell'hangar di Como, pronto per spiccare il volo, in perfette condizioni, praticamente "nuovo" e l'ho fotografato con l'ultima generazione di Nikon.
Mentre qui nei commenti non se ne parla ma si fa riferimento alla preistoria .... :S

E' che sono in troppi ad aspettare la Z9...e noialtri li', con il naso in su ad appena 8/10 fps

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