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Novità discografiche del 2022


M&M

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Impressioni e recensioni in pillole delle nuove uscite discografiche del 2022.

Quelli più promettenti verranno poi, eventualmente, recensiti più approfonditamente.

Ma intanto consigli e suggerimenti :)

 

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Handel : Enchantresses
Sandrine Piau
Les Paladins diretti da Jerome Correas
Alpha 7 gennaio 2022, formato HD via Qobuz

***

Una bella sorpresa, cominciare l'anno con un bello di eroine "incantatrici" di Handel interpretate dalla magnifica Sandrine Piau che canta in un italiano piùcheperfetto.
Disco frizzante anche sul piano strumentale.

Consigliatissimo (anche per me che ho centinaia di recital di questo repertorio cantate da tutte i soprani e mezzosoprani che vale la pena di ascoltare).

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Ombres
Laetitia Grimaldi, soprano
Ammiel Bushakevitz, pianoforte
Bis 7/1/2022, formato HD, via Qobuz

***

Ombres sono le compositrici francesi della Belle Epoque qui rappresentate con arie per soprano.
Si tratta di musica da salotto, ben interpretata con passione e tutto sommato piacevole.
Interessante. Registrazione sopraffina.

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Grieg, arie per soprano e pianoforte
Lise Davidsen, soprano
Leif Ove Andsnes, pianoforte
Decca 7/1/2022, formato HD via Qobuz

***

Disco molto raffinato - se il repertorio piace - anche se a prima vista vedendo gli interpreti e guardando i campi gelati fuori dalla finestra, si penserebbe che sia proprio un disco di stagionale ...
:)

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Scriabin, opere varie (preludi op. 24 etc.)
Valentina Lisitsa, pianoforte
Naive 7/1/2022, formato HD via Qobuz

***

A Valentina, Scriabin piace molto. Ma lo suona come se fosse Medtner.
Ci sono alti e bassi in questo disco. Purtroppo ho altri riferimenti.

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New Year's Concert
Vienna Philarmonic diretta da Daniel Baremboim
Sony 7/1/2022, formato HD, via Qobuz

***

Non sono né un fan del concerto di capodanno né della musica leggera viennese.
Ma in questi 103 minuti di c'è tanto garbo oltre la classica marcia di Radetzky.
 

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Mozart : concerti per pianoforte vol 4 - 20 e 25
Anne-Marie McDermott, pianoforte
Odense Symf. diretta da Lang-Lessing
Bridge 7/1/2022, formato CD

***

Sulle note si legge :

"The first three volumes of Anne-Marie McDermott's Mozart piano concerto cycle with Denmark's Odense Symfoniorkester have received ecstatic notices from the international musical press."

sarò io ma non ho trovato affatto estatici gli altri tre volumi.
Questo ha una ripresa dell'orchestra pessima mentre il piano è ben focalizzato.
La Signora McDermott suona bene.
Ha personalità, suona veloce, certamente non è un Mozart salottiero. Forse un filo "sbrigativo".
Ma al di là dell'integrale "americana" non riesco a vedere nulla di nuovo. O, almeno, non da gridare al miracolo.
Sarò io, ovviamente.

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  • Administrator

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Bach : Sonate per violino con cembalo obbligato, vol. 1
Ryo Terakado, violino
Fabio Bonizzoni, cembalo
Challenge Classic 14/1/2022, formato 96/24, via Qobuz

***

Prova solida con il cembalo in evidenza sul piano musicale, come è giusto che sia, visto che le due mani fanno due parti differenti portando "in trio" queste sonate per due strumenti.
Registrazione eccellente, chiara, senza problemi di alcun genere.
La discografia è già satura ma non per questo si tratta di una proposta trascurabile.

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  • Administrator

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Geister Duo : Schumann (scene dall'oriente Op. 66) Brahms (variazioni su un tema di Schumann op. 23) Dvorak (Foresta Boema Op. 68)
Mirare 14/1/2022, formato HD, via Qobuz

***

Tra le migliori proposte della settimana questo bel disco di pianoforte a quattro mani del Geister Duo che propone un programma omogeneo tra Schumann e Dvorak con in mezzo le variazioni Schumann di Brahms.
I due suonano in modo eccellente, come un solo pianista ma con il doppio del volume e la stessa espressione.

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  • Administrator

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Telemann : integrale delle cantate Vol. 1
Neumeyer Consort, Felix koch
CPO/SWR2 14/1/2022, formato HD, via Qobuz

***

Inizia, al meglio, un altro ciclo delle cantate di Telemann. Ed è un inizio col botto (solo per i fans, ovviamente).

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  • Administrator

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Georg Christoph Wagenseil : sei sonate per violino, violoncello e violone
Matteo Cicchitti e Musica Elegantia
Challenge Classics, 14/1/2022, formato CD, via Qobuz

***

Chi era costui ? Un contemporaneo austriaco dei figli di Bach che insegnò ad uno dei maestri di Beethoven.
Nella carriera passò dal barocco allo stile galante.
Nulla di che, è una prima mondiale, da ascoltare per curiosità.

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  • Administrator

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Brahms : ultimi lavori per pianoforte - Opp. 116-119
Paul Lewis, pianoforte
harmonia mundi 21/1/2022, formato 96/24, via Qobuz

***

Disco interessante, a tratti molto virile, in altri più intimista, come deve essere per queste composizioni (purché non diventino delle lagne).
Confronterò con la lettura un pò compassata di Stephen Hough, secondo quanto dicono gli inglesi.

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  • Administrator

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Rachmaninoff : sonata n. 2 Op. 36, Moments Musicaux Op. 16
Jean-Paul Gasparian, pianoforte
Evidence 21/1/2022, 192/24, via Qobuz

***

Prova brillantemente superata per il parigino Jean-Paul Gasparian (classe 1995) che si può già considerare orientato, se non proprio specializzato, tra Rachmaninoff e Skriabin.
Interpretazioni personali con un taglio sempre molto virile ma senza eccessi.
Si farà ...

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  • Nikonlander Veterano

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Mozart x 3.
Elsa Dreisigm, soprano, Kammerorchester Basel, Louis Langrée.
Erato, Warner Classics, 2022.

***

Un recital di arie mozartiane, per la maggior parte provenienti da Così fan tutte, Nozze e Don Giovanni, ma anche Idomeneo, Lucio Silla e Clemenza di Tito. Impeccabile la prova del giovane soprano franco-danese Elsa Dreisig, per tecnica e dizione, di sublime bellezza le arie cantate, tuttavia percepisco una certa rigidità di fondo che alla fine impedisce al mio cuore di scaldarsi come dovrebbe.

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  • Administrator
26 minuti fa, happygiraffe ha scritto:

[...] Un recital di arie mozartiane, per la maggior parte provenienti da Così fan tutte, Nozze e Don Giovanni, ma anche Idomeneo, Lucio Silla e Clemenza di Tito. Impeccabile la prova del giovane soprano franco-danese Elsa Dreisig, per tecnica e dizione, di sublime bellezza le arie cantate, tuttavia percepisco una certa rigidità di fondo che alla fine impedisce al mio cuore di scaldarsi come dovrebbe.

Perchè sei un gentleman. Questo disco, nonostante il pompaggio mediatico, è una palla. Io alle 11:53 esatte mentre lo ascoltavo sono cascato sulla sedia, dal sonno ... lo giuro !

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  • Nikonlander Veterano
3 minuti fa, M&M ha scritto:

Perchè sei un gentleman. Questo disco, nonostante il pompaggio mediatico, è una palla. Io alle 11:53 esatte mentre lo ascoltavo sono cascato sulla sedia, dal sonno ... lo giuro !

Non volevo attirarmi le ire dei parenti della Dreisig xD

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  • Administrator

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Saint-Saens : concerto n.2 per pianoforte, arrangiato per pianoforte solo da Bizet + aria da Dalila di C.S-S arrangiata da Borodin, 
+ Tchaikovsky, dall'Onegin, polonaise e parafrasi di Franz Liszt per pianoforte solo
Maria Stembolskaya, pianoforte

Piano Classics, 28/1/2022, 96/24, via Qobuz

***

Divertentissimo e insolito, anche perché non ne conoscevo l'esistenza. Per il pianista una prova erculea, dovendo farsi una partitura pesante da solo, senza la protezione dell'orchestra.
A tratti trascinante, in altri un pò strano l'arrangiamento niente-di-meno-che di Georges Bizet per il principe dei concerti per pianoforte dell'amico Camille.
Le parafrasi di Liszt, infine, possono piacere o meno. Pensavo si fosse cimentato solo su operisti italiani, Chaikovsky non lo ricordavo.
Ma io adoro l'Onegin, quindi mi è piaciuta tantissimo anche questa.

Peccato che il pianoforte sembra registrato in cantina. Oppure oggi ci sento poco ...

 

 

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  • Nikonlander Veterano

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Haydn 2032, Vol. 11: Au goût parisien.
Joseph Haydn, sinfonie 82, 87, 24, 2.
Giovanni Antonini, Kammerorchester Basel.
Alpha Classics, 2022.

***

Prosegue il monumentale progetto di Giovanni Antonini di registrare tutte le sinfonie di Haydn, che sono più di cento, in tempo per il trecentisimo anniversario della nascita del compositore austriaco nel 2032. In questo undicesimo volume, intitolato "al gusto parigino", troviamo due delle sei sinfonie "parigine", la 82 e la 87, la seconda sinfonia, pubblicata per la prima volta a Parigi, e la sinfonia n.24, eseguita per la prima volta a Parigi. Antonini mantiene l'approccio brillante e dinamico che sta caratterizzando questa integrale fin dagli inizi.

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Discovering Bach
Maria Cefalà, pianoforte
Tuk Music 28 gennaio 2022, formato 96/24 via Qobuz

***

Dalle note che vi riporto più sotto sembrerebbe che Paolo Fresu voglia seguire un pò le orme di Manfred Eicher portando la classica nella sua etichetta, dopo, ovviamente il Jazz.
Si tratta secondo me di un percorso in un certo qual modo naturale e ne sono contento.

Purtroppo non mi convince questo primo disco in cui l'interprete si prende decisamente troppe libertà con pagine assolutamente arcinote.
Non che esista una sola maniera canonica di leggerle, al contrario, ma a me è stato insegnato che i modellini, prima di saperli elaborare, bisogna saperli fare come sono disegnati sulla scatola.
Considerazioni personali, ovviamente.

Discovering Bach? La relazione tra jazz e Bach è un love affair di vecchissima data: c’è qualcosa nel gioco armonico e nelle architetture melodiche del compositore tedesco che si incastra alla perfezione con la costruzione di una sensibilità jazz. Non vale lo stesso per Mozart, non vale lo stesso per qualsiasi altro compositore classico – almeno fino al ‘900, quando i ruoli iniziano ad invertirsi ed è uno Stravinskij, giusto come primo ovvio esempio, che va a “rubare” ispirazione al jazz. Ma la precisione geometrica ritmica che si sposa con l’inventiva di scrittura è, da sempre, un terreno amatissimo per chi sente di fare parte della squadra di Miles, Bird, Monk, eccetera eccetera.

Nulla di strano allora che Paolo Fresu decida di dare vita alla branch classica della sua Tŭk, linearmente chiamata Tŭk Classic, proprio con un album di reinterpretazioni di Bach. Come in ogni scelta di Fresu, c’è una forte linea narrativa e di umanità, oltre che uno standard sonoro alto: Maria Cefalà, trentenne, ha infatti una storia particolare. Problemi di salute (un nervo infiammato, che per tre anni l’ha tormentata e le ha impedito l’attività concertistica) hanno rischiato di allontanarla dal mondo della musica suonata, fino a quando un’icona del pianismo classico contemporaneo – l’ucraina Anna Kravtchenko – la ha convinta a non arrendersi, a non fare una sciocchezza del genere.

La sua “rinascita” artistica e concertistica è passata da vie davvero inusuali, e nobilissime: un tour nelle carceri (San Vittore a Milano, Torre del Gallo a Pavia, Canton Mombello a Brescia, Poggioreale a Napoli, Carcere dei Piccolini a Vigevano) per un concerto-confessione dove alternare musica e confessioni personali ad alto tasso emotivo. Del resto, l’alto tasso emotivo è anche quello che caratterizza la sua interpretazione di Bach: mai fredda e distante, ma sempre permeata di una grande espressività, di una interpretazione umana, l’esatto opposto di quando si racchiude Bach – e purtroppo accade spesso, troppo spesso – in una torre d’avorio di precisione e perfezione.

Insomma: non solo Discovering Bach, primo passo di Tŭk Classic, non va nel conveniente (…ed inflazionatissimo) calderone della “neo classica”, come forse sarebbe stato più prevedibile e di sicuro più remunerativo a livello di marketing, col minimalismo pronto-uso screziato e speziato di elettronica che diventa un passepartout fin troppo efficace ed ubiquo; ma oltre a scegliere una via più rigorosa, riesce comunque a non abdicare da alcune ragioni sociali (nel pieno senso dell’aggettivo) della multiforme galassia del suo fondatore-demiurgo e della sua visione etico-artistica. Chiaro: nei prossimi passaggi potrebbe essere affascinante indagare anche sentieri più scoscesi, più contemporanei, più avventurosi, come fatto ad esempio dalla ECM tanto per fare l’esempio più banale; ma come primo passo è, sinceramente, un gran bel passo. Onesto. Rigoroso. Qualitativo. © Damir Ivic/Qobuz

 

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Bartòk : concerto n. 1 per violino e orchestra
Frank Peter Zimmermann, violino
Berliner Philarmoniker diretti da Alan Gilbert

BP Recordings 21/1/2022, formato 192/24, via Qobuz (in vendita a €17,54)

***

Registrato nel 2016 insieme al 2° concerto e già proposto in un cofanetto di BR edito dall'etichetta dell'orchestra berlinese insieme ad altre esibizioni pubbliche di Zimmermann con direttori differenti.

Il suono è bellissimo, chiaro, forte e diretto. Zimmermann è un grande violinista - e qui l'orchestra sta per lo più in silenzio o partecipa sottovoce - ma lo sento molto distante da una pagina che dovrebbe vivere di passione.

Nota negativa all'etichetta e a Qobuz che  non indica gli interpreti nelle indicazioni del "disco".

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ripubblicato in 48/24 da Audite, il disco con il concerto per due pianoforti di Bach, con la coppia ungherese Geza Anda e Clara Haskil.
Insieme a due concerti di Bela Bartòk con il solo Geza Anda. Tutti registrati in Svizzera con Karajan, Fricsay e Ansermet.

Il suono resta datato anche se molto pulito, ma io sono cresciuto con queste interpretazioni.

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Magdalena Hoffman : nightscapes for harp
DG 11/2/2022, formato HD

La DG mi ha stufato.
Sei mesi di anteprime e anticipazioni per un altro disco di una noia mortale.

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  • Nikonlander Veterano

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Beethoven, sonate per pianoforte n.14 "Chiaro di luna", n.17 "La tempesta", n.23 "Appassionata"
Nikolai Lugansky, pianoforte.
Harmonia Mundi, 2022.

***

Tre sonate famosissime tra le 32 di Beethoven. Lugansky, magnifico quando suona Rachmaninov, qui mi ha sconcertato con delle interpretazioni dure, glaciali, granitiche, senza uno spiraglio di luce. L'approccio non varia da una sonata all'altra, per cui l'ascolto del disco diventa presto piuttosto monotono.

 

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Beethoven, sonate per pianorte n.31 Op.106 e n.32 Op.111.
Angela Hewitt, pianoforte.
Hyperion Records, 2022.

***

All'opposto di Lugansky troviamo la Hewitt che conclude con queto disco la sua integrale delle sonate di Beethoven. Anche qui l'approccio interpretativo mi ha sconcertato, con un Beethoven molto romantico, che sembrerebbe vissuto 30 anni dopo, più vicino a Chopin e Schumann di quanto non lo sia mai stato. Tempi molto fluidi, con accelerazioni e decelerazioni che danno un po' di mal di mare. 

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  • Nikonlander Veterano

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Carl Philipp Emanuel Bach, Sonate e Rondò.
Marc-André Hamelin, pianoforte.
Hyeperion Records, 2022.

***

Davvero molto bella questa raccolta di sonate e rondò di C.P.E.Bach che ci offre il sempre bravissimo e imprevedibile pianista canadese Marc-André Hamelin. Carl Philipp Emanuel era il quinto dei figli di J.S.Bach e, nonostante l'ingombrante figura paterna, fu in grado di elaborare un suo particolare linguaggio musicale che influì profondamente sui grandi compositori della scuola viennese. Fu un compositore molto prolifico, ben quattrocento composizioni per strumento a tastiera e quasi ottanta concerti, e qui ci viene offerto un generoso programma di più di due ore di musica, che evidenzia le peculiarità dello stile di CPE Bach, così fantasioso e per l'epoca certamente molto originale. Terso e cristallino il suono dello Steinway di Hamelin, ben riprodotto dagli ingegneri di Hyperion.
 

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  • Nikonlander Veterano

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Franz Schubert, Improvvisi Op.90 e Moments musicaux Op.94.
Edna Stern, pianoforte.
Orchid Classics.


***

Schubert on tape...ma che vuol dire?? Leggo un po' il libretto del disco e scopro che questa pianista fa tutta una crociata contro l'editing delle moderne registrazioni digitali che crea dei veri e propri "mostri", per cui ha deciso, contro tutto e contro tutti, di registrare questo recital schubertiano su nastro analogico. A parte che è da 40 anni che si registra in digitale, ma chi impedisce a un musicista di incidere su digitale in un solo take e senza editing oppure di farsi registrare in concerto? Boh, questa operazione mi lascia perplesso. Inoltre, presa dalla foga dell'odio per il digitale, si dimenta anche di dirci due parole sul bel pianoforte Boesendorfer d'epoca (quale?) che suona in questo disco...

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  • Nikonlander Veterano

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Hommage à Horowitz.
Maxim Bernard, pianoforte.
PentaTone, 2022.

***

Il pianista Maxim Bernard, qui al su debutto discografico, reinterpretra il programma del leggendario concerto dell'altrettanto leggendario Vladimir Horowitz a Mosca del 1986. Possiamo apprezzare il fatto che Bernard non abbia timore di confrontarsi con il grandissimo pianista russo e, in effetti, dà prova di grande bravura, però Horowitz era unico e irripetibile e onestamente faccio fatica a capire lo scopo di questo disco. Perché dovrei ascoltare Bernard quando posso andarmi a riascoltare il vero Horowitz con il suo stile inconfondibile, le sue emozioni, le sue "stecche" e il calore degli applausi del pubblico russo?

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