Jump to content

The Yellow Submarine (or the Submarine yellow)


Max Aquila

405 views

 Share

 

s-l1600.thumb.jpg.db48c4433baa7a25f4058bcc85874544.jpg

Yellow_Submarine.jpg.52a6ccf3d5c387e73883255e8a0a1a46.jpg     Eh no...non parlo dei Fabulous Four, purtroppo... :frigno:

 

ma della crisi che vede impegnati su una commessa di....SOTTOMARINI NUCLEARI (alla faccia del disarmo internazionele) che vede coinvolti i francesi macroniti, offesi (come a quanto pare il resto dell' alleanza Atlantica) per lo sgarbo del Governo australiano che stava per comprare da loro una partita di supposte atomiche, per deviare poi all'ultimo momento sulle supposte USA, notoriamente più efficenti e curative.

Cattura.JPG.cd6a5013895ff5b620bc6be834a6fcfa.JPG

Cita

Il premier australiano sostiene che c’è una superiorità tecnica dell’altra offerta, che prevede l'acquisto di sottomarini a propulsione nucleare e non diesel come quelli proposti dal colosso francese Naval Group. Sin dal principio, il contratto tra Parigi e Canberra finalizzato nel 2019 per una durata di cinquant'anni è stato segnato da ritardi e numerosi problemi di natura tecnica, anche per la difficoltà di Francia e Australia nel concordare i siti di produzione delle componenti dei sottomarini. Ora è entrata la svolta imposta da Biden che ha fatto saltare tutto. La scelta del leader Usa è descritta dal ministro degli Esteri Jean-Yves Le Drian come un “comportamento alla Trump”. Le Drian parla di “coltellata alla schiena” dei partner alleati. Qualcuno a Parigi sostiene che potrebbe aprirsi una crisi nelle relazioni atlantiche simile a quella del 2003, durante la guerra in Iraq. 

Nel discorso sulla partnership trilaterale, Biden ha voluto lanciare qualche segnale distensivo: "La Francia, in particolare, ha già una notevole presenza nell'Indo-Pacifico ed è un importante alleato e partner nel rafforzare la sicurezza e la prosperità della regione. Gli Stati Uniti - ha concluso Biden - non vedono l'ora di lavorare a stretto contatto con la Francia e altri paesi chiave in futuro”. Una prima reazione alla protesta francese è venuta dal ministro della Difesa britannico, Ben Wallace, secondo cui il nuovo patto di Difesa con Usa e Australia (Aukus) non riguarda una "differenza strategia" tra Londra e Parigi. "Ma – ha aggiunto Wallace - capisco il disappunto della Francia per il suo contratto industriale".

(La Repubblica)

 

reere.JPG.e1618972a5d0609e0c4b4ecdffda72d6.JPG

In tutto questo e di tutto questo, se ne parla liberamente e spudoratamente sui TG di tutto il mondo: senza che alcun commentatore si stupisca o chieda qualcosa di questa corsa al riarmo nucleare, sicuramente per contrasto con le analoghe manovre cinesi e coreane.

trt.JPG.86aab79dcdfc7b7b7b160aa29af3c430.JPG

Che ne pensate voi, fotografi?

 Share

39 Comments


Recommended Comments



  • Administrator
Cita

L'Australia é solo un comparente.

anche l'Arciduca Ferdinando venne ucciso per motivi che non riguardavano nè USA nè tantomeno il Giappone...

Eppure guarda com'è andata a finire tra quelle due nazioni così lontane da Sarajevo...  

(a causa delle quali abbiamo questo sito)

reere.JPG.6740112df48ad8062d976c61fad01f78.JPG

quello che preoccupa su questa faccenda non è la terra dei canguri, ma le conseguenze a casa nostra...

Proprio perchè dei francesi non c'è mai da fidarsi. Anche quando sono corsi

Link to comment
  • Nikonlander Veterano
9 minuti fa, Max Aquila ha scritto:

non te le verranno certo a raccontare. e di tutte le altre vicende simili, non solamente sovietiche.

No certo, ma la vicenda era di pubblico dominio ai tempi.

Intendo dire che in quell'estate si leggevano un sacco di articoli sul Kursk e il suo sfortunato equipaggio, ma non ricordo particolari questioni ambientali.
Però molto probabilmente me le ero perse io.

Link to comment
  • Administrator
1 ora fa, Gabriele Castelli ha scritto:

No certo, ma la vicenda era di pubblico dominio ai tempi.

Intendo dire che in quell'estate si leggevano un sacco di articoli sul Kursk e il suo sfortunato equipaggio, ma non ricordo particolari questioni ambientali.
Però molto probabilmente me le ero perse io.

Gabriele: se ne parla ancora.

Gli ambientalisti che hanno tentato di avvicinarsi alla zona del disastro li hanno ...cortesemente respinti.

Ma non c'è bisogno di una o più lauree per ritenere che relitti di navi a propulsione nucleare come di centrali atomiche poco controllate non possano essere altro che una minaccia costante per la sicurezza e la salute.

Io ormai penso alla vita di chi mi seguirà, ma ciò non importa che non si debba combattere proprio per evitare questa corsa al riarmo, inutile, diffusa, indecente e...candidamente sopportata da tutti, appannati dall'onda del Covid 19.

Che se non uccide tutti, però di certo li distrae

Link to comment
  • Administrator

Sai quanto se ne preoccupano i cinesi, del rischio di disastro ambientale : sono talmente tanti che ogni statistica é dalla loro.

Non sarà qualche sottomarino oceanico in più a spostare la bilancia del rischio di contaminazioni.

Ma magari qualche nave in meno vicino Taiwan la vedremo ;)

La c'é il rischio di incidente deflagrante,  non certo nel Queensland.

O tra le montagne del Nepal dove soldati cinesi e indiani, per ora, si sfidano a mani nude, per evitare escalation.

Siamo in guerra, meglio non porgere l'altra guancia, per ora.

Link to comment
  • Administrator
31 minuti fa, M&M ha scritto:

Sai quanto se ne preoccupano i cinesi...

Siamo in guerra, meglio non porgere l'altra guancia, per ora.

Sicuramente

Link to comment
  • Administrator

La guerra sottomarina che si sta sviluppando nel Pacifico e che coinvolge tutte le forze regionali e non solo è un segnale evidente della scelta da parte di tutti di rafforzarsi, blindare le proprie posizioni ma anche di schierarsi in caso di richiesta. Un effetto domino in cui è difficile anche comprendere se il riarmo di una nazione sia semplicemente causa o anche effetto di questa corsa che ormai coinvolge tutti.

“La guerra sottomarina è sempre più importante a livello globale”, spiega Sutton. “Gran Bretagna e America prenderanno probabilmente in considerazione in questa scelta anche la rinascita della Marina russa. Portare la Marina australiana al passo con i sottomarini a propulsione nucleare consentirà a più sottomarini (del blocco Usa ndr) di affrontare la Russia. Tuttavia, è la Cina il Paese in cui stanno avvenendo i maggiori cambiamenti. E gli Stati Uniti e i loro alleati devono prenderlo sul serio, anche in termini militari. Per molti anni la Marina cinese (Plan) è rimasta talmente indietro da non essere considerata una minaccia molto al di là delle sue acque. Ma tutto questo sta cambiando”.

Lo dimostrano le recenti informazioni sui programmi per le flotte sottomarine delle principali potenze dell’area. Oltre alla Cina e al programma per i sommergibili australiani, non va dimenticata infatti la crescita della Marina indiana, i nuovi progetti delle Marine delle due Coree, fino anche agli interessamenti dell’Iran e del Pakistan. Una corsa al riarmo che caratterizza quello che il vertice della Marina australiana ha definito un ambiente geopolitico “in rapido deterioramento”.

Sutton è uno dei massimi analisti di strategia navale e sottomarina.

In termini di scelta di campo - Francia o USA - ci sono considerazioni pratiche che elenco per completare il discorso :

  • parlando di propulsione nucleare ci deve essere trasferimento di tecnologia per facilitare la messa in opera e soprattutto la manutenzione; questo accordo con gli USA esiste dai tempi della fornitura degli F-111 (l'Australia è stata l'unica ad adottarli), mentre la Francia non ha mai avuto alcuna intenzione al riguardo. L'Australia diventerà l'unica nazione ad avere sommergibili a propulsione nucleare senza avere un potenziale nucleare militare proprio (come invece hanno USA, UK, Francia e naturalmente Russia, Ucraina e Cina)
  • il motore degli SSN Virgina che probabilmente sarà, nella versione Block V adottato anche dai 12 battelli australiani è di derivazione militare e in quanto tale, sigillato e senza manutenzione per tutta la vita della nave (42 anni secondo le stime); i battelli francesi necessitano di una ricarica a metà ciclo di vita e questo richiede un fermo di 12-18 mesi da farsi ... in Francia. Come saranno le relazioni con la Francia tra venti anni ? Chissà ... ma in ogni caso la Francia ha sempre spinto per nuovi battelli oceanici diesel-elettrici, di prestazioni inadeguate all'attuale contesto indo-pacifico
  • fin dal 2016 non è mai stato chiaro che ricadute in termini di occupazione ed impiego (per un contratto che vale qualche cosa come 132 miliardi di $ AU) ci sarebbe per l'Australia che in fondo resta un piccolo Paese
  • non è che gli Australiani sinora, con i vecchi sottomarini, non fossero in grado di operare furtivamente; lo hanno fatto ma a discapito dell'efficienza con possibilità operative inferiori alle reali esigenze.
    Confermare un programma che riguarderà l'impiego di navi per i prossimi 40-50 anni partendo ad handycap non sarebbe accettabile con queste cifre in gioco.

ma principalmente sono considerazioni di natura strategica, l'esistenza di 12 battelli con standard operativi USA operanti con basi nel Sud dell'Indo-Pacifico, capaci di stare immersi per 90 giorni, permetterà un deterrente che nessun diesel-elettrico potrebbe assicurare.
Gli Stati Uniti al momento hanno un livello tecnologico che nessun'altra marina può vantare in questo campo (ed hanno in corso programmi di costruzione di battelli nucleari delle classi Virginia e Columbia per un numero che arriverà a 40-50 nuove unità di qui al 2040 : ma nessun media ne parla).

Sulle questioni di natura ambientale credo che l'Australia avrà il suo bel da fare con gli ambientalisti. Ma forse prima dovremmo soffermarci sul fatto che il 95% dell'acciaio (del mondo) si produce ancora bruciando carbone.
Camini che fumano 24 ore al giorno tutto l'anno, tutti in quella stessa parte del globo, nella parte Nord dell'Indo-Pacifico. Sinceramente invece non ricordo un sottomarino USA che negli ultimi decenni abbia avuto un problema di natura ambientale.

Link to comment
  • Nikonlander Veterano

Guerra fredda..    guerra calda..   sempre di Guerra si parla, io sto pensando invece cosa hanno combinato i Nostri A mici.. quelli con la Tuba, dalla fine della II G.M. ad ora..

Casini mostruosi.. e non si scherza, causati dalla loro CIA, non parliamo poi della gestione del Atomico..  esperimenti.. contaminazioni... anche sui suoi stessi militi ignari, per poi negare il tutto, ad ora vi sono centinaia di posti con scorie nucleari non dico pericolose.. è un termine che non rende affatto.. ora con il riscaldamento globale, tutti i luoghi contaminati, sopra tutto nel Pacifico, saranno seriamente a rischio.. ora ci si mette pure la Cina con le sue mire d'espansione..   mah.. non la vedo per nulla bella e tranquilla..

Kursk, è stato recuperato, anni dopo ma lo è stato; tra l'altro.. la nostra Nazione ha aiutato il sig. Putin con lo smaltimento di diversi mezzi a plopulsione nucleare..     e poi mi parlano di Chernobyl..    ma quella era tutta una roba da quattro soldi..  ( rispetto a quanto vi è occultato )

Link to comment
  • Administrator

Caro mio, gli australieni, hanno fatto di peggio con la gran parte degli indigeni, senza nucleare ma usando solo pistole e fucili; in alcuni casi, semplicemente buttandoli giù nel burrone o infettandoli con malattie ad essi sconosciute.
E adesso non ci vanno troppo leggeri con i cosiddetti "migranti" in rotta verso le loro isole, in barba ai "buonisti".

E' la natura umana da che siamo usciti dal Giardino dell'Eden. Non è che andando in giro disarmati si è più sicuri immaginando che gli altri facciano lo stesso.

Link to comment
  • Administrator

Francamente, ma non si è ancora capito, a me degli australiani importa molto meno che della Francia che interrompe le relazioni diplomatiche con l'Asse USA/GB/AU 

Perché è un pericolo reale che saltino gli automatismi NATO, che nel bene e nel male hanno costituito ombrello protettivo per l'area del Mediterraneo centrale ed orientale. Fin qui...

 

Link to comment
  • Administrator

Ma Sleepy Joe ha fatto capire chiaramente che l'Europa deve proteggersi da sola e di fatto la Nato è già una cosa superata, considerando che ne fa parte anche un nostro nemico dichiarato, il Sultano turco.
Quindi o diventiamo grandi oppure non ci sarà nessuno a farci da ombrello protettivo.
Non a caso tutte le nazioni europee negli ultimi 5-10 anni hanno aumentato grandemente gli stanziamenti militari, e pur in un momento di crisi pandemico le cose continuano (qualche giorno dopo l'annuncio australiano, il Regno Unito ha stanziato il finanziamento necessario per lo sviluppo dei sottomarini futuri che sostituiranno la classe Astute e gli USA una nuova classe che dovrebbe essere il riferimento mondiale in termini di furtività e caratteristiche di bassissima segnatura acustica).

 

Link to comment
  • Administrator

Ancora....

Biden sta continuando l'opera iniziata da Trump, tranne il muro con in Messico.

Parlo di Europa.... Francia, Italia, Germania, nazioni che, senza il collante della NATO ricominceranno ad alzare barricate.

Quelle che ancora esistono in UE dal punto di vista strategico-militare.

E la gente ricomincerà a chiedere indietro la Gioconda... l'unica opera d'arte non rubata da Napoleone o, successivamente, dai mercanti d'arte nazisti

Link to comment
  • Administrator

Francamente ... non mi pare. Si sprecano sia le esercitazioni congiunte, sia i programmi di produzione coordinati.

Almeno se parliamo di Francia-Italia-Germania-Gran Bretagna (Olanda-Svezia).

Gli altri sono un pò più vaghi ma anche più bisognosi di cooperazione.

Io seguo questo settore ben al di là delle notizie dei mass media.

La questione di fondo è l'equilibrio tra USA e Russia. La Russia fa parte culturalmente ed economicamente dell'Europa, non dell'Asia.
E a noi farebbe comodo avere lo Zar come alleato. Anche contro Napoleone. Ma siamo costretti a fare le sanzioni e a seguire le regole finanziarie dettate da Uascinton.

Link to comment
  • Administrator
1 minuto fa, Max Aquila ha scritto:

È proprio questa la discrasia europea

La discrasia europea è scritta nel suo DNA : i nostri figli sono dovuti emigrare dall'altra parte dell'oceano attraversato da Colombo per fare gli Stati Uniti d'Europa.
Forse i tempi sono maturi perché l'Europa tiri una boccata d'aria fresca, prima di scomparire.

Link to comment

Guest
Add a comment...

×   Pasted as rich text.   Paste as plain text instead

  Only 75 emoji are allowed.

×   Your link has been automatically embedded.   Display as a link instead

×   Your previous content has been restored.   Clear editor

×   You cannot paste images directly. Upload or insert images from URL.

×
×
  • Create New...