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DIP21 : Dirac Live Correction

(0 reviews)

Bene, parliamo di un argomento che va a braccetto con i tempi moderni ma che farà arricciare le narici e raddrizzare i peli ai puristi.
Puristi di che ?
Non so, vedete voi.

Io sono passato da tempo al 100% al Computer Audiofilo e quindi sinceramente di certe argomentazioni tardo ottocentesche me ne infischio.

In fondo credo siano battaglie di retroguardia e non voglio nemmeno perdere troppo tempo a rintuzzare i contrattacchi del nemico in fuga.
Che continuino a pascersi nelle loro incertezze.
Qui le cose sono molto più chiare.

Dismesso l'elettrodomestico musicale (il lettore CD) da lustri e passato tutto in digitale puro con un software che fa da lettore dentro ad un bel computer, non vedo perchè legarsi le mani evitando di andare oltre.

Avete presente la risposta dei vostri bellissimi diffusori in camera anecoica con cui vi siete convinti di fare l'acquisto ideale a suo tempo ?

Tutte balle, valide solo in quell'ambiente.
Ma nel vostro, bene che vi vada, tra riflessioni, risonanze, rimbalzi, vetri e finestre, le cose saranno di gran lunga differenti.
E quindi il suono che sentirete e a cui vi abituerete sarà ben diverso da quello che il progettista ha immaginato e ... vi ha venduto.

Non ci credete ? Dotatevi di un microfono USB da poche decine di euro (come il miniDSP UMIK-1 che uso io) e un programma di misurazione free come REW e lo vedrete in pochi minuti.
Poi vi farete domande sciocche che non meritano grandi risposte.

E' così e non ci si può fare molto. Tappeti, trappole per i bassi, sofà e controsoffitti non vi aiuteranno molto a rendere lineare, pulita e coerente la risposta dei vostri diffusori in ambiente.
Tenete conto che sicuramente sarà diversa la risposta dei due diffusori tra loro. E che difficilmente vi riuscirà di sistemarla semplicemente spostando un diffusore avanti o indietro.

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questa è la risposta dei due canali dei miei nuovi DIP 2, due affari enormi di cui sto parlando su queste pagine.
Li ho concepiti, progettati, costruiti e regolati io me medesimo da solo.
Utilizzando la tecnologia che il 21° secolo ci mette a disposizione.

Fa spavento, vero ?
Eppure sarà facilmente simile anche quella dei vostri, purchè non abitiate in una camera anecoica o in un teatro greco.

Che si può fare ?

Si può ricorrere all'equalizzatore. Vi ricordate quei cosi in voga negli anni '70 e '80 del secolo scorso pieni di cursori ?
Quelli belli si chiamavano parametrici e consentivano di fare correzioni oculate. Normalmente ad orecchio.
E chi ha un orecchio tarato bene ?
Per di più su un numero limitato di frequenze.

Oggi ci sono strumenti digitali che ci consentono di intervenire manualmente sulle singole gamme di frequenza inserendo filtri precisi con un fattore di merito adeguato alla bisogna.

Ma su una figura così tormentata vi immaginate quanto tempo ci vorrà ?

E cosa fare, per esempio, sulla figura impulsiva, così ... smorta ?

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o sul ritardo delle varie gamme di frequenza.
E sulla differenza tra i canali sul punto di ascolto ?

Appunto, lavoro improbo, soggetto a ... soggettività, lungo e sempre troppo artigianale per una mente aperta ma che sul piano dell'audio bada al suono : bello, pulito, preciso, nitido. Come da progetto delle mie DIP21 (leggetevi gli altri articoli al riguardo ... quando saranno in linea, se vi va).

E allora ?

E allora si fa intervenire l'intelligenza artificiale, si chiamano gli specialisti e si lavora alla radice del problema.

Una società svedese ha preso il nome di un grande fisico inglese, Paul Dirac, autore di una equazione che è diventata famosa come ... l'equazione dell'amore (parliamo di meccanica quantistica applicata ai fermioni) ed ha sviluppato un sistema di correzione automatico della risposta in ambiente che viene applicata all'ascolto domestico, agli studi di registrazione, agli auditorium e alle automobili.
La trovate a questo indirizzo. Collabora con grandi case (BMW, Bentley, Rolls Royce, Theta, Nad, Oppo, Huawei ...) ma rende disponibile il suo sistema anche ai privati come noi.
Il suo software - Dirac Live Room Correction - é disponibile in due versioni : quella normale stereo (cui farò riferimento in questo articolo) e quella più evoluta ad 8 canali per il theather (tematica che non mi sfrizzola moltissimo).

Il sistema si compone di due parti, uno che si occupa delle misure, ed uno che si occupa di applicarle alla periferica audio utilizzata per la riproduzione della musica.


Come funziona ?

Sulle prime viene richiesto di individuare l'ambito e la periferica di uscita.
Il campionamento disponibile va dal formato CD (44100 Hz) a 192.000 Hz, più che sufficienti per i normali usi (per frequenze più elevate sarà necessario sottocampionare).

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quindi il microfono, necessario per le misurazioni :

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si dovranno impostare i livelli opportuni perchè la misurazione sia compatibile con il sistema regolando i cursori in dotazione :

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io ho montato il mio microfono (acquistato online da Audiophonics di Bordeaux) su un normale treppiedi da studio fotografico, con lo spike a vite da 3/8''.
L'ho regolato perchè l'altezza dosse pari a quella della mia testa (altezza orecchie) nella normale posizione di ascolto (poltroncina a rotelle da ufficio : siamo nel mio studio, non nella sala d'ascolto).

A questo punto si passa nella fase di effettiva misurazione.
E' possibile scegliere tra sedia, sofa e auditorium.
A seconda dei casi saranno proposte più misurazioni in posizioni differenti.
Ad ogni passaggio si farà una misurazione e poi si sposterà il microfono come proposto.

Il sistema ad ogni misurazione emette un segnale a tutta banda (dalle frequenze più basse a quelle più alte) di circa 12 secondi, dopo di che elabora il segnale e lo accantona.
Vi consiglio di tapparvi le orecchie perchè dopo un pò dà fastidio ! Il mio cane infatti mi ha lasciato infastidito al secondo fischio ad alta frequenza.

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nella parte bassa della finestra qui sopra vedere la figura della forma d'onda nei vari impulsi.

Finite le misurazioni si potrà procedere e verrà visualizzato il responso finale.
Qui c'è una rappresentazione mediata della risposta in ambiente dei due canali sovrapposti (modulati dalle diverse risposte intorno ai due diffusori, l'asimmetricità della stanza, la presenza a sinistra della finestra, a destra di un mobile davanti alla parete, io medesimo messo da qualche parte, etc. etc.).
E' la figura in azzurrino sullo sfondo blu.

Terribile, vero ?
Un basso profondo a picco fino a sensibilità esagerate che poi precipita e recupera solo nel medio basso, per poi decrescere con una ondulazione impossibile da correggere a mano.
Il medio è quasi esemplare ma la variabilità è comunque elevata.
L'alto è a doppia campana con un avvallamento all'incrocio tra i midrange e il tweeter che da manuale non ci dovrebbe essere ma, peggio, una differenza tra i due canali che fa paura.

In arancione viene proposta una risposta in frequenza ideale, detta di target, cui il sistema vorrebbe allineare i diffusori.

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é possibile modificarla a mano secondo le proprie necessità.
Io sapendo che il grosso delle registrazioni di musica è pensato per chi possiede minidiffusori senza woofer o, peggio, cuffie e cuffiette con risposte sui bassi ridicole, ho modulato i bassi sotto ai 150 Hz un pò all'ingrosso, come era da propositi del mio progetto delle DIP21 : avere un basso possente su un medio articolato e pulito.

A queto punto si dice al sistema di regolare l'ottimizzazione del sistema che viene normalizzato così :

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per quanto riguarda la risposta. Il punto flat del basso è a 24 Hz, ben al di sopra della media dei diffusori migliori al mondo.
E l'impulso è questo, molto, molto realistico, considerando che stiamo parlando di 2 pannelli che sommano quasi 3 mq di superficie con 18 driver complessivi e che, soprattutto, emettono da entrambe le superfici.

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Salviamo il filtro e il progetto per poterlo utilizzare.

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Insomma, banalmente che cosa ha fatto il nostro Dirac ?
Ha creato una serie di filtri (un elevato numero, anche migliaia) piccoli e ravvicinati, che vanno a manipolare la risposta dei due diffusori, allineando al contempo anche i due canali e la loro risposta nel tempo.
Tenendo conto di tutti i parametri effettivamente misurati nel mio ambiente nelle mie condizioni di ascolto.

Ok, bello. Ma come si utilizza questo filtro ?

Dirac Audio Processor

C'è un altro tool messo a disposizione da Dirac che si installa automaticamente all'avvio del computer e che va ad impossessarsi della periferica audio (in questo caso un DAC Audio-GD) per manipolarne in tempo reale la risposta in frequenza.

Si presenta con questa finestrella qui.

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e si possono caricare fino a 4 filtri differenti, selezionando quale poi utilizzare.

 

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ho chiamato il mio semplicemente UNO, immaginando in queste settimane di messa a punto del mio sistema ne progetterò diversi e mi piacerà confrontarli tra loro.

Il DAP può essere regolato in modo fine per ottenere aggiustamente ad orecchio in caso sentissimo la necessità di farlo (non è, per ora, il mio caso).

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in termini di risposta tra i due canali e di intervento del processore

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come sia, da questo momento la risposta in frequenza del sistema sarà quella imposta e non più quella effettiva.

Ad una prima prova di ascolto ho riscontrato in modo netto ed evidente la differenza di qualità, pulizia e, soprattutto di sensazione di ricostruzione tridimensionale della scena sonora, praticamente con tutti i genere musicali, anche quelli - non ci avrei creduto - più beceramente "elettronici".
Ne riparlerò quando descriverò nel complesso le DIP21 ma in questo articolo monografico mi premeva parlare del Dirac Live Room Correction, un must have secondo me, quanto lo sono oramai la riproduzione musicale digitale direttamente da computer, i DAC, i cross-over digitali e i collegamenti bilanciati tra le elettroniche.

Il prezzo di acquisto è sensibile (389 euro cui aggiungere i 79 del microfono) ma secondo me ne vale la pena.
Sicuramente ne guadagnerà il vostro sistema di ascolto molto più che cambiando .... tutti i componenti secondo quella malattia che a più riprese colpisce tutti gli audiofili.

Ma su questo sito siamo musicofili e quindi cerchiamo la via migliore per ottenere il massimo da quello che abbiamo deciso di utilizzare.

Alla prossima !

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16 Comments

Recommended Comments

  • Administrator

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Dirac Live Processor in azione con le Adam Audio A77H.
Non ne posso fare più senza, quale che sia il sistema utilizzato.
In questo caso abbiamo la versione software del processore che corregge in tempo reale due monitor professionali posizionati in near field ad un metro e venti dalla mia testa.

 

happygiraffe

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander

Anche io non ne faccio mai a meno!

Alessandro Pisano

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

E senza Dirac cosa sentite ? Meno bassi meno meno medi o alti, o meno definiti gli strumenti?

  • Administrator
9 ore fa, Alessandro Pisano ha scritto:

E senza Dirac cosa sentite ? Meno bassi meno meno medi o alti, o meno definiti gli strumenti?

Sentiamo … I difetti della stanza di ascolto che modulano la risposta dei diffusori. Ritardi temporali, picchi, rimbombi, riflessioni …

happygiraffe

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander

Senza Dirac il mio impianto suona piuttosto bene sulle frequenze medie e alte. Dirac interviene soprattutto sulle frequenze basse e come rifinitura sulle altre. Il risultato è scena stabile, diffusori che spariscono, strumenti con dimensioni realistiche.

Quello che fa bene:

  • linearizza la risposta in frequenza

  • controlla risonanze e rigonfiamenti del basso della stanza

  • migliora coerenza temporale e fase.

Quello che non può fare bene è riempire vuoti di frequenza causati da riflessioni in controfase.
Se in un punto della stanza due onde arrivano sfasate e si annullano, aumentare il livello con l’equalizzazione non risolve: il segnale aggiunto si cancella di nuovo nello stesso modo. Questi problemi si risolvono con il trattamento acustico della stanza o spostando i diffusori. È una cosa che ho sperimentato recentemente. Avendo cambiato la posizione dei diffusori, a sinistra c’era un buco intorno ai 150Hz che Dirac non riusciva a compensare in maniera soddisfacente. Quando ho capito che era causato da un vano tra la libreria e il muro che si trova dietro il diffusore, l’ho provvisoriamente riempito con dei cuscini e il problema è sparito (risolverò poi in maniera definitiva aggiungendo un modulo alla libreria).

In pratica, per la mia esperienza, prima si ottimizza la stanza e il posizionamento, poi Dirac fa il lavoro di fino.

  • Administrator

Peraltro 150 Hz è un intorno della frequenza di risonanza tipica di una stanza domestica (nessuno di noi ha un auditorium a disposizione).

Alessandro Pisano

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

Anche io ho un buco sui bassi causa stanza.

Come hai fatto a determinare la frequenza di 150 Hz?

apsc

Nikonlander

(edited)

  • Nikonlander

Anch'io non ne posso piu' fare a meno e concordo in pieno con quanto specificato sopra da happygiraffe. Osservazioni corrette.

Mio caso attuale.

Ho rifatto da poco il setup di Dirac.

Ad inizio 2026 ho sostituito il mio amplificatore di potenza con uno un po' piu' performante, prima avevo un "vecchio" Roksan Kandy K2 comprato usato dieci anni fa che non suonava male ma che non aveva "fiato" sufficiente sui bassi e la presenza giusta sul resto, ora sono passato ad un Musical fidelity Ms6i nuovo (in superofferta).

(Per la cronaca, diffusori tower Vinci 3D comprati 10 anni fa composti da due woofer da 17 pollici in bass-reflex, midrange in kevlar tradizionale a cono in bass-reflex con mobile dedicato, tweeter a cupola in seta). Il mio impianto e' semplice e non esoterico o multiamplificato.

Ms6i. Altro genere di prodotto, ingresso bilanciato, molta piu' potenza, costruito con due finali separati ed un preamplificatore nello stesso contenitore.

Variazioni notate. Sicuramente una gestione totalmente piu' precisa dei diffusori, bassi fermi, presenti, strumenti precisi e tanta dinamica disponibile.

Prima attività fatta e' stata di ottimizzare la distanza dei diffusori tra di loro, rispetto al mio punto di ascolto e rispetto alla parete posteriore (affinandola dopo le prime misure con Dirac).

Dopo aver sistemato la parte elettronica, fatto un po' di rodaggio ho dovuto rifare ovviamente il setup di Dirac.

Qui mi sono imbattuto in considerazioni che non avevo fatto in precedenza, e cioe', quante misure devo fare?

Quale e' il metodo migliore per ottenere i risultati piu' idonei al mio utilizzo specifico?

La domanda principale e' che per prima cosa si deve decidere quale sia il risultato voluto e poi pianificare le misure correttamente.

E' banale, ma io mi ero buttato su Dirac in modo forse un po' approssimativo. Ero convinto (erroneamente) che fosse meglio fare un setup piu' ampio, su piu' punti di ascolto). Lato audio nessun problema, tuttavia il risultato globale a livello di ascolto e di presenza degli strumenti era decisamente non ottimale.

Ora con il nuovo amplificatore che pilota lui i diffusori (come e' giusto che sia) e non si lascia influenzare dai diffusori (come nel mio caso specifico purtroppo succedeva), il segnale audio a disposizione e' decisamente piu' preciso, corretto e con maggior dinamica. Bassi presenti e precisi, ben controllati a prescindere. Come e' giusto che sia.

Ora Dirac puo' finalmente lavorare al meglio delle sue possibilità. ma dopo una serie di prove, sono arrivato alla conclusione che il risultato migliore (nel mio contesto specifico di utilizzo) e' fare le misure sul minor numero possibile di posizioni di ascolto, anzi, la soluzione secondo me ottimale e' di valutare solo il mio posto (egoisticamente parlando) di ascolto. Cioe' selezionare l'opzione per singolo posto di ascolto (ovviamente effettuando con attenzione tutte le misure richieste e posizionando il microfono in maniera opportuna, come indicato, ma soprattutto calandolo nel mio ambiente e nel mio posto di ascolto specifico).

Dirac non puo' fare miracoli, non interviene su acustica, timbrica a piacere e quant'altro (interviene quel che serve ma solo in funzione dell'ambiente e delle misure effettuate), di fatto ottimizza la resa in ambiente (in altre parole si potrebbe dire "fa sparire l'ambiente" e i suoi difetti principali, non fa miracoli perche' non e' possibile farli). Poi e' ovvio che ciascuno possa fare curve correttive piu' consone ai propri gusti, ma e' un di cui solo dopo aver risolto i problemi ambientali misurati.

Quindi, una volta sistemato l'impianto e l'ambiente (a priori, indipendentemente), Dirac aggiusta la risposta in frequenza (modulo e fase) nel proprio ambiente, ma non puo' fare cose impossibili, puo' cercare di ottimizzare alcuni punti di ascolto.

Se la sala ha problemi di frequenze, Dirac non puo' ricreare frequenza che si cancellano per motivi di ambienza, puo' correggere fase e modulo e minimizzare i danni, ma prima vanno fatti i posizionamenti corretti ai fini di ridurre i problemi e di minimizzare il suo intervento.

Piu' punti deve ottimizzare e piu' deve mediare nelle ottimizzazioni (facendo le misure in tre posizioni diverse deve fare una media tra tre posizioni e quindi i risultati sono mediocri ovunque per quanto riguarda la presenza scenica, misurando invece una sola posizione di ascolto ottimale (la mia) anche il risultato in quella posizione specifica e' ottimale). (NB: Con tutte le prove ed i distinguo dei casi specifici e dei risultati che si vogliono ottenere ovviamente).

Specifico cosa intendo per non venire frainteso. Dirac presenta diverse tipologie di misura, ad esempio su una sola posizione, su due, oppure su piu' posizioni. Per ciascuna scelta fa tutte e sole le misure che gli servono, indicando esattamente dove va posizionato il microfono per le varie misure, quindi quando parlo di poche misure voglio solo dire, nel mio caso che e' sicuramente meglio ottimizzare la posizione specifica di ascolto preferita selezionando l'opportuna scelta nel menu' di setup di Dirac.

Non puo' ottimizzare contemporaneamente tutto l'ambiente. Non e' fisicamente possibile ottenere risultati ottimali su piu' punti di ascolto.

Una volta fatto il setup corretto, i diffusori letteralmente spariscono (nel punto di ascolto principale), i problemi ambientali si attenuano notevolmente, gli strumenti analogici sono presenti, ben posizionati, ben fermi nelle posizioni previste, le voci sono naturali, e la resa migliora complessivamente (e anche la dinamica).

Edited by apsc

happygiraffe

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander
1 ora fa, Alessandro Pisano ha scritto:

Anche io ho un buco sui bassi causa stanza.

Come hai fatto a determinare la frequenza di 150 Hz?

Durante il processo di calibrazione della stanza misuri la risposta in frequenza con un microfono:

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Vedi come va giù tra 100 e 200 Hz? Ti assicuro che te ne accorgi.

happygiraffe

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander
1 ora fa, apsc ha scritto:

Anch'io non ne posso piu' fare a meno e concordo in pieno con quanto specificato sopra da happygiraffe. Osservazioni corrette.

Mio caso attuale.

Ho rifatto da poco il setup di Dirac.

Ad inizio 2026 ho sostituito il mio amplificatore di potenza con uno un po' piu' performante, prima avevo un "vecchio" Roksan Kandy K2 comprato usato dieci anni fa che non suonava male ma che non aveva "fiato" sufficiente sui bassi e la presenza giusta sul resto, ora sono passato ad un Musical fidelity Ms6i nuovo (in superofferta).

(Per la cronaca, diffusori tower Vinci 3D comprati 10 anni fa composti da due woofer da 17 pollici in bass-reflex, midrange in kevlar tradizionale a cono in bass-reflex con mobile dedicato, tweeter a cupola in seta). Il mio impianto e' semplice e non esoterico o multiamplificato.

Ms6i. Altro genere di prodotto, ingresso bilanciato, molta piu' potenza, costruito con due finali separati ed un preamplificatore nello stesso contenitore.

Variazioni notate. Sicuramente una gestione totalmente piu' precisa dei diffusori, bassi fermi, presenti, strumenti precisi e tanta dinamica disponibile.

Prima attività fatta e' stata di ottimizzare la distanza dei diffusori tra di loro, rispetto al mio punto di ascolto e rispetto alla parete posteriore (affinandola dopo le prime misure con Dirac).

Dopo aver sistemato la parte elettronica, fatto un po' di rodaggio ho dovuto rifare ovviamente il setup di Dirac.

Qui mi sono imbattuto in considerazioni che non avevo fatto in precedenza, e cioe', quante misure devo fare?

Quale e' il metodo migliore per ottenere i risultati piu' idonei al mio utilizzo specifico?

La domanda principale e' che per prima cosa si deve decidere quale sia il risultato voluto e poi pianificare le misure correttamente.

E' banale, ma io mi ero buttato su Dirac in modo forse un po' approssimativo. Ero convinto (erroneamente) che fosse meglio fare un setup piu' ampio, su piu' punti di ascolto). Lato audio nessun problema, tuttavia il risultato globale a livello di ascolto e di presenza degli strumenti era decisamente non ottimale.

Ora con il nuovo amplificatore che pilota lui i diffusori (come e' giusto che sia) e non si lascia influenzare dai diffusori (come nel mio caso specifico purtroppo succedeva), il segnale audio a disposizione e' decisamente piu' preciso, corretto e con maggior dinamica. Bassi presenti e precisi, ben controllati a prescindere. Come e' giusto che sia.

Ora Dirac puo' finalmente lavorare al meglio delle sue possibilità. ma dopo una serie di prove, sono arrivato alla conclusione che il risultato migliore (nel mio contesto specifico di utilizzo) e' fare le misure sul minor numero possibile di posizioni di ascolto, anzi, la soluzione secondo me ottimale e' di valutare solo il mio posto (egoisticamente parlando) di ascolto. Cioe' selezionare l'opzione per singolo posto di ascolto (ovviamente effettuando con attenzione tutte le misure richieste e posizionando il microfono in maniera opportuna, come indicato, ma soprattutto calandolo nel mio ambiente e nel mio posto di ascolto specifico).

Dirac non puo' fare miracoli, non interviene su acustica, timbrica a piacere e quant'altro (interviene quel che serve ma solo in funzione dell'ambiente e delle misure effettuate), di fatto ottimizza la resa in ambiente (in altre parole si potrebbe dire "fa sparire l'ambiente" e i suoi difetti principali, non fa miracoli perche' non e' possibile farli). Poi e' ovvio che ciascuno possa fare curve correttive piu' consone ai propri gusti, ma e' un di cui solo dopo aver risolto i problemi ambientali misurati.

Quindi, una volta sistemato l'impianto e l'ambiente (a priori, indipendentemente), Dirac aggiusta la risposta in frequenza (modulo e fase) nel proprio ambiente, ma non puo' fare cose impossibili, puo' cercare di ottimizzare alcuni punti di ascolto.

Se la sala ha problemi di frequenze, Dirac non puo' ricreare frequenza che si cancellano per motivi di ambienza, puo' correggere fase e modulo e minimizzare i danni, ma prima vanno fatti i posizionamenti corretti ai fini di ridurre i problemi e di minimizzare il suo intervento.

Piu' punti deve ottimizzare e piu' deve mediare nelle ottimizzazioni (facendo le misure in tre posizioni diverse deve fare una media tra tre posizioni e quindi i risultati sono mediocri ovunque per quanto riguarda la presenza scenica, misurando invece una sola posizione di ascolto ottimale (la mia) anche il risultato in quella posizione specifica e' ottimale). (NB: Con tutte le prove ed i distinguo dei casi specifici e dei risultati che si vogliono ottenere ovviamente).

Specifico cosa intendo per non venire frainteso. Dirac presenta diverse tipologie di misura, ad esempio su una sola posizione, su due, oppure su piu' posizioni. Per ciascuna scelta fa tutte e sole le misure che gli servono, indicando esattamente dove va posizionato il microfono per le varie misure, quindi quando parlo di poche misure voglio solo dire, nel mio caso che e' sicuramente meglio ottimizzare la posizione specifica di ascolto preferita selezionando l'opportuna scelta nel menu' di setup di Dirac.

Non puo' ottimizzare contemporaneamente tutto l'ambiente. Non e' fisicamente possibile ottenere risultati ottimali su piu' punti di ascolto.

Una volta fatto il setup corretto, i diffusori letteralmente spariscono (nel punto di ascolto principale), i problemi ambientali si attenuano notevolmente, gli strumenti analogici sono presenti, ben posizionati, ben fermi nelle posizioni previste, le voci sono naturali, e la resa migliora complessivamente (e anche la dinamica).

Sì, anch'io ho impostato le misure su una sola posizione di ascolto.

Alessandro Pisano

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

Grazie a tutti, da quello che mi dica AI, il mio A1 musicale fidelity non può essere pilotato con Dirac live ma solo con MiniDsp SHD Studio,

Però prima di acquistarlo mi piacerebbe provarlo ora vedrò come posso fare .

  • Administrator

Dirac gira sul computer dove c’è il player di Audirvana che si interfaccia direttamente con Dirac Processor.

Sono piuttosto gli stitici 25 watt per canale che mi danno da pensare …

Alessandro Pisano

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano
41 minuti fa, Mauro Maratta ha scritto:

Sono piuttosto gli stitici 25 watt per canale che mi danno da pensare …

Grazie per l'integrazione.

pensa che ne uso mediamente circa 10 watt (1/4 del potenziomentro) ed ho un effetto di 65dbA misurato con fonometro, se metto Carlor Kleiber con potenziometro a metà penso che stacco l'intonaco, ho anche il DAC se voglio che amplifica.

8TEoXxyzc

Alessandro Pisano

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano
56 minuti fa, Mauro Maratta ha scritto:

Dirac gira sul computer dove c’è il player di Audirvana che si interfaccia direttamente con Dirac Processor.

però se vedo le opzioni da acquistare io sceglierei correzione della stanza, però se apro il menu a tendina non vedo la mia opzione.

  • Administrator
8 ore fa, Alessandro Pisano ha scritto:

Grazie per l'integrazione.

pensa che ne uso mediamente circa 10 watt (1/4 del potenziomentro) ed ho un effetto di 65dbA misurato con fonometro, se metto Carlor Kleiber con potenziometro a metà penso che stacco l'intonaco, ho anche il DAC se voglio che amplifica.

8TEoXxyzc

Ale, questi sono discorsi da venditore di provincia.

Lasciamo perdere il regime continuo, ci sono picchi in ogni programma musicale, istantanei anche di 15-18 dB.

E se poi parliamo di correzione ed equalizzazione, non c'è nemmeno bisogno di aspettare il picco.

Nella risposta ideale dei diffusori di Giovanni c'è un GAP di 18 dB - se non vedo male - solo per allineare la risposta a 150 Hz (una gamma di frequenze che è in ogni programma musicale, anche nella musica da camera.

18 dB sono 6 volte il raddoppio di potenza. Ovvero i tuoi 10 watt moltiplicato 2 per 6 volte. Che aritmeticamente significa 640 watt.
Solo per livellare la risposta. Se poi ti arrivano +10 dB a 150-200 Hz, l'amplificatore è da un pezzo che è andato in clipping.

Spero di essermi capito ...

Io ho due finali da 1200 Watt per canale solo sui bassi. Normalmente sono freddi ed erogano una manciata di watt ma quando è necessario sparano tutto.
Per un millesimo di secondo o per 1 centesimo.
La differenza sta tutta li.

I 10 watt "giusti" li apprezzava solo Rosalino Cellamare (cit. pubblicità Sansui degli anni in cui ero ragazzo ...).

Alessandro Pisano

Nikonlander Veterano

  • Nikonlander Veterano

Grazie, sto fermo cosi come sono !

367023_smaaackkk

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