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A club blog for BWV 988 : Variazioni Goldberg
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Musica classica e ascolti di qualità (era Variazionigoldberg.it).

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Acquistai questo CD quando ero ragazzo. In quel periodo volevo approfondire la musica di Dmitrij Šostakovič e chiesi consiglio al venditore del negozio nel quale mi rifornivo abitualmente. Lui mi mise in mano questo disco e disse, con assoluta serietà: «Questo disco mi ha cambiato la vita». Una frase impegnativa da affidare a un CD, capace di suscitare aspettative smisurate e anche una certa diffidenza. Eppure lo comprai e mi accompagnò nella scoperta dell’ultima Sonata di Šostakovič. Insieme a
Mozart, concerto per pianoforte e orchestra K. 491 n.24, in do minore Beethoven, concerto per pianoforte e orchestra n.3, in do minore Beethoven, variazioni in do minore per pianoforte Rafael Blechaz, pianoforte Kent Nagano alla testa della Dresdner Philarmonie DG 14 agosto 2026, 96/24 su Qobuz Mozart e Beethoven in do minore: Blechacz davanti all’ombra Il do minore non è una tonalità come le altre. Almeno non per Mozart e Beethoven. In Mozart compare raramente, ma quando arriva incrina l’equil
Šostakovič, 24 Preludi e Fughe op. 87 Prologo – Prima di Bach, il pallone Il pallone rotola lentamente sul terreno, prende una piccola buca e devia verso destra. Maxim parte di corsa. «Non guardare me. Guarda la palla!» Facile a dirsi. Suo padre gli sta venendo incontro con un'espressione terribilmente seria, le braccia leggermente aperte e quella curiosa andatura di chi sembra sul punto di inciampare anche quando cammina normalmente. Non ha esattamente il fisico del calciatore. È magro, palli
Un uomo, Bach e ventisei anni di distanza Glenn Gould aveva ventidue anni quando entrò nello studio della Columbia a New York, nel giugno del 1955, per registrare le Variazioni Goldberg. Era praticamente sconosciuto fuori dal Canada e aveva scelto per il proprio debutto discografico un'opera che allora non occupava affatto il posto centrale nel repertorio pianistico che le riconosciamo oggi. La scelta dice già molto dell'uomo. Gould non aveva intenzione di presentarsi al pubblico con Beethoven,
Peter Cigleris, Duncan Honeybourne, Gareth Hulse, Tippett Quartet — SOMM Recordings, 2021 Ruth Gipps non ha bisogno di essere riscoperta perché era una donna, né perché la storia della musica sia stata particolarmente ingiusta con lei. Ha bisogno di essere ascoltata perché ha scritto musica che merita di esserlo. E questo disco della SOMM Recordings, interamente dedicato alla sua produzione cameristica con clarinetto, mi sembra uno dei modi migliori per cominciare. Siamo lontani dalla dimensione
L'uomo che percorreva i villaggi È curioso osservare come la storia abbia finito per ricordare Ralph Vaughan Williams soprattutto come autore della Fantasia on a Theme by Thomas Tallis o di The Lark Ascending, quasi che il suo contributo alla musica inglese si esaurisse in poche opere ormai entrate stabilmente nel repertorio concertistico. In realtà la sua impresa più importante non fu quella di compositore, ma quella di ricercatore. All'inizio del Novecento l'Inghilterra stava cambiando rapidam
David Fray : Baroque Encores (Erato, 2025) pianoforte Disponibile su Qobuz in streaming a 96/24 David Fray: il rischio dell'interpretazione Esistono interpreti che costruiscono la propria reputazione sulla continuità del risultato e altri che accettano consapevolmente l'eventualità del fallimento pur di perseguire una visione personale della musica. David Fray appartiene senza esitazione alla seconda categoria. La sua discografia non è uniforme. Accanto a incisioni di assoluto rilievo se ne trov
British Tuba Concertos James Gourlay, Royal Ballet Sinfonia, Gavin Sutherland Naxos Ci sono dischi che entrano nella nostra discoteca quasi per caso. Li acquistiamo spinti dalla curiosità, dal nome di un compositore, dalla fiducia in un'etichetta discografica o, semplicemente, perché il prezzo è invitante. Pensiamo che li ascolteremo una volta, forse due, prima di riporli nello scaffale insieme a tante altre registrazioni dignitose ma non indispensabili. Poi succede qualcosa di inatteso. Passano
Il pianista prima del repertorio Ci sono dischi che si acquistano per il compositore. Altri per il direttore d'orchestra. Altri ancora per l'orchestra. Poi esistono album che si ascoltano semplicemente perché ci si fida del musicista. Forgotten Melodies appartiene a quest'ultima categoria. Confesso che Nikolaj Medtner non è il primo nome che mi viene in mente quando decido di trascorrere una serata al pianoforte. Eppure è bastato leggere il nome di Alexander Malofeev sulla copertina per mettere
Jacob Katsnelson La rinascita di Hindemith nel XXI secolo Ci sono compositori che non hanno mai smesso di appartenere al repertorio. Bach, Beethoven, Chopin o Brahms attraversano le generazioni senza conoscere vere e proprie eclissi. Ogni epoca li rilegge secondo la propria sensibilità, ma la loro presenza rimane costante, quasi inevitabile. Paul Hindemith ha seguito una strada diversa. Per molti decenni è stato considerato soprattutto un autore "da rispettare". Un grande musicista, un teorico
Un violista davanti a ottantotto tasti Esistono compositori che sembrano destinati, fin dall'inizio, a scrivere per uno strumento. Chopin appartiene al pianoforte come Paganini appartiene al violino. Debussy pensa per colori pianistici, Liszt trasforma la tastiera in un'orchestra. Se qualcuno ci chiedesse di immaginare l'autore di una delle più grandi opere pianistiche del Novecento, probabilmente penseremmo a uno di loro. Difficilmente penseremmo a Paul Hindemith. Eppure è proprio qui che comin
Vsevolod Zavidov plays Rachmaninoff Alpha Classics, 2026 Ci sono recital che raccolgono alcune delle pagine più celebri di un compositore, altri che mettono al centro il virtuosismo dell'interprete e altri ancora che seguono un criterio cronologico nel tentativo di raccontarne l'evoluzione stilistica. Questo disco appartiene a una categoria diversa. La sua originalità non risiede tanto nelle singole opere scelte, tutte ben conosciute dagli appassionati di Rachmaninov, quanto nel modo in cui esse
Busoni, Lutz, Brahms, Bach Zig-Zag Territoires, 2005 Ci sono dischi che nascono per eseguire della musica e altri che nascono per porre una domanda. Questo appartiene senza dubbio alla seconda categoria. La Chaconne dalla Partita n. 2 in re minore BWV 1004 di Johann Sebastian Bach è probabilmente la pagina più studiata, analizzata e interpretata dell'intero repertorio violinistico. Edna Stern sceglie però una strada diversa da quella abituale: invece di proporre semplicemente la celebre trascriz
Capitolo I – Un universo racchiuso in un solo strumento Nella storia della musica occidentale esistono opere che sembrano sottrarsi a ogni classificazione. Non appartengono soltanto al repertorio di un compositore, di un'epoca o di uno stile: finiscono per rappresentare un punto di riferimento assoluto, quasi un confine oltre il quale la musica cambia natura. La Chaconne in re minore BWV 1004 di Johann Sebastian Bach appartiene a questa ristrettissima categoria. Pur essendo affidata a un solo vi
Albert Cano Smit – Bach: The Art of Fugue (Aparté, 2025) Con il suo album d'esordio per l'etichetta Aparté, il giovane pianista Albert Cano Smit (nato in Svizzera da genitori spagnoli e olandesi, oggi attivo negli Stati Uniti) si confronta con uno dei capolavori più impegnativi e astratti del repertorio bachiano: Die Kunst der Fuge BWV 1080. Un'opera che molti considerano più un trattato contrappuntistico che un lavoro destinato all'esecuzione pubblica. Cano Smit, però, la pensa diversamente, e
Bach : Oratorio di Pasqua Collegium Vocale Gent diretto da Philippe Herreweghe Solisti: Barbara Schlick (soprano) Kai Wessel (alto) James Taylor (tenore) Peter Kooy (basso) harmonia mundi 1995, remaster del 2023 in 96/24 Capita più spesso di quanto si direbbe il disco perfetto. Già esclusivo quando uscì nel 1995, con il remaster del 2023 è diventato assolutamente inappuntabile. Le dinamiche sono migliorate, il suono resta chiaro con i solisti in primo piano e tutti gli strumenti di accompagname
Brahms : Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 Francesco Piemontesi, pianoforte Manfred Honeck alla testa della Gewandhausorchester di Lipsia Pentatone 19 settembre 2025, 192/24, via Qobuz Ci sono innumerevoli edizioni di questo concerto. Conosco innumerevoli interpretazioni di questo concerto. Che è resterà sempre tra le opere che più amo nella vita. E' l'imperatore dei concerti per pianoforte - abbia indulgenza Napoleone e il concerto n. 5 di Beethoven - complesso, sfaccettato, impegnativo,
Brahms, integrale delle sinfonie Royal Concertgebouw Orchestra - Sir John Eliot Gardiner DG maggio 2025 (registrazione del 2021 e 2023). Mi ero ripromesso di non scrivere mai recensioni negative. Chi sono io per farlo. Ma Brahms è Brahms. E Gardiner già nel 2007 aveva fatto una integrale con la sua etichetta SDG (o era quella della moglie De Sabata ?) e l'orchestra Romantica e Rivoluzionaria. In quella integrale Gardiner si è sforzato di dare una visione originale e personale, partendo dalla su
Bach, toccate. Claire Huangci, pianoforte Berlin Classics, 96/24, 9/9/2021 *** Ho incrociato questo disco leggendo la recensione di un'altra raccolta molto recente, di un allievo di Angela Hewitt. Ascoltata quella - che ho trovato invero un pò pedante e monotona - ho ascoltato questa. E ... ... questa pianista americana di chiara origine cinese ha già una discografia notevole e anche molto varia. Spazia da Beethoven a Gershwin passando per Schuert e Chopin. Non s
Ho scelto di definirla la Musa perché il suo ruolo nella sua epoca potrebbe essere così sintetizzato. Marcelle Meyer in un quadro del 1922 ritratta in mezzo al celebre gruppo di intellettuali parigini "Les Six", ovvero Poulenc, Honegger, Tailleferre, Milhaud, Auric e Durec, sei compositori (5 uomini, una donna), orbitanti attorno al fascino di Satie ma soprattutto di Jacques Cocteau. Ma sarebbe sminuirla perché abbiamo un'idea piuttosto passiva della musa. E sbagliamo. La Musa in
Erich Kleiber con i figli. Sotto, lui e l'amato Carlos. E' raro che ci siano padri e figli musicisti apprezzati. Rarissimo a questo livello. E ancora più raro se non eccezionale, con un repertorio quasi sovrapponibile. Il rapporto tra Carlos Kleiber e suo padre, Erich Kleiber, era complesso, caratterizzato da ammirazione, aspettative e un legame profondo ma spesso teso. Entrambi erano direttori d'orchestra di grande talento, eppure il loro approccio alla musica e le loro scelte di carr
Visiting Rachmaninoff : Variazioni Chopin Op.22 e Romances Op. 21-26-34 Alexander Melnikov, pianoforte Julia Lezhneva, soprano harmonia mundi, 4 luglio 2025, 96/24 - via Qobuz *** Spieghiamo subito questo "Visiting", non è il solito titolo a programma, di moda oggi. E' proprio una visita alla casa estiva di Rachmaninoff a Lucerna, per registrare con il suo proprio pianoforte - quello con cui è stata concepita la terza sinfonia e la Rapsodia Paganini - due brani che invece so
Rachmaninoff Concerto per pianoforte e orchestra n.3 Yunchan Lim, pianoforte Marin Alsop alla testa della Fort Worth Symphony Decca 48/24, 15 maggio 2025 *** Raramente i dischi di questi tempi mi emozionano. E' un misto di sensazioni che mi fanno spesso sentire appagato dalla qualità del suono ma desolato dalla pochezza delle idee o dei programmi o delle interpretazioni. O un misto di tutto che mi delude : si poteva fare meglio. Ho visto questa copertina vecchio stile ed h
Dimitri Shostakovich ha scritto il suo primo concerto per pianoforte (e tromba) in gioventù. Dedicandolo a se stesso, giovane pianista oltre che compositore. Il secondo concerto invece lo ha scritto e dedicato a suo figlio Maxim, all'epoca diciannovenne. Sono due concerti diversi ma accomunati dal più tipico dei caratteri della musica del russo : sarcasmo, spirito dissacrante e più di un filo di follia. I dischi che li riprendono insieme sono tanti, di svariati pianisti e direttor

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