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  • Silvio Renesto
    Silvio Renesto

    Tante ragioni per fare Macrofotografia!

    Il termine   Wildlife di solito viene usato per indicare la fotografia  agli animali "grandi", mammiferi ed uccelli,  ma anche quelli piccolini sono wild, a volte very wild! Seriamente,  per piccoli rettili, anfibi ed insetti di solito si parla di  macrofotografia , quando i rapporti di riproduzione non sono troppo spinti anche di  di fotografia ravvicinata o Close up photography.  

    Io sono stato, e un po' lo sono ancora,  un grande appassionato di macrofotografia (senza contare che la pratico spessissimo per lavoro). 

    Perchè mi piace la macrofotografia? Ecco i motivi:

    1) Curiosità, voglia di conoscere, di cercare specie rare, ma non esotiche, (cerco piccole perle nascoste nel mio paese),  comportamenti interessanti, oppure scoprire particolari che non si possono vedere ad occhio nudo; una cosa da naturalisti insomma..    
     
    2) Sottolineare con l'inquadratura, la luce e la composizione, la bellezza e l'eleganza di alcune di queste creature che vengono per lo più ignorate, sfuggite o perseguitate dall'ignoranza comune. 
     
    3) Giocare con i dettagli e la composizione. per ottenere foto d'effetto, curiose, simpatiche, oppure drammatiche, ma in qualche modo espressive, che colpiscano chi le vede perchè sono insolite. 

    4) cogliere azioni e momenti di vita proprio come per gli animali "grandi".

    Attenzione, questo articolo non ha lo scopo di insegnare la macrofotografia, non è un tutorial in senso tecnico, la mia intenzione è mostrare cosa ci trovo di bello in quel che faccio.  Così può darsi che qualcun altro si incuriosisca o resti affascinato da quello che attrae  me.

     

    Vediamo un po' di esempi e le differenze di metodo  a seconda del motivo che mi spinge alla ripresa:

    1) Curiosità naturalistica. In questo caso benchè presti la stessa attenzione  a inquadratura e composizione che per le foto più "artistiche", qui che mi interessa è la particolarità del soggetto o dell'atteggiamento.

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    Questa è una Cicindela, detta la tigre degli insetti. Da piccolino ero già naturalista (anche più di adesso) Sapevo tutto sugli animali che mi piacevano, dai dinosauri agli insetti  ne leggevo ovunque, compresi gli inserti "scientifici" dei giornalini per ragazzi, in questo caso si trattava dell'Intrepido; e tra gli altri sognavo di vedere una Cicindela. Un cacciatore terribile, che correva veloce sulla sabbia in cerca di prede che afferrava con le sue mascelle a roncola. Inconfondibile la striatura sulle elitre.   L'ho fotografata con grande gioia la prima volta a pellicola, molti anni fa, ma non molto bene. Poi mai più, finchè dopo decenni, un giorno che giravo per le rive del Ticino in cerca di libellule in un mattino di sole rovente, me le vedo correre qua e là nel loro inconfondibile modo a scatti.

     Non ero preparato a simile incontro e non avevo il tempo di predisporre nulla, nè di avvicinarmi,  perchè avendo il sole alle spalle avrei proiettato la mia ombra su di loro, facendole sparire in un attimo. Non avevo il tempo di avvicinarmi col 200 micro e piazzare il cavalletto rasoterra. Per fortuna avevo al collo la D800 con montato il Sigma 400mm f5.6 ApoMacro,   in caso avessi incontrato qualche libellula.
    Così mi sono messo a scattare a raffica a mano libera con tempi molto rapidi (il sole era fortissimo, quindi non c'erano problemi, ho scattato a 640 ISO ed 1/1600s con F11 per essere sicuro di "prenderla tutta" nell'area a fuoco);  confidando sull'angolo dato dalla distanza consentita dal 400mm per migliorare il punto di ripresa.  Dato che la Cicindela è piccola, ed anche alla minima distanza con il 400mm Sigma è difficile avere un ingrandimento soddisfacente ho dovuto ritagliare.  Grazie però alla abbondanza di pixel della D800 ho potuto in pratica ritagliare fino a raddoppiare il rapporto di riproduzione pur restando un dignitoso file di 9-10  megapixel. Sono soddisfatto di questa foto, perchè ho  "immortalato" (non catturato ;) )) un insetto che cercavo da tempo, contestualizzandolo in modo giusto, ossia si percepisce il sole forte e si vede  la sabbia su cui si muove di solito.

     

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    Aromia moschata. Un bellissimo Cerambicide che mi riuscì di fotografare (malissimo) una volta sola con la mia prima reflex a pellicola la Pentax Mx. Come per la Cicindela, dopo anni, un incontro casuale, mentre cercavo.... Cormorani! Anche qui niente obiettivo macro, ma grazie al formato Dx ho ottenuto buoni risultati lo stesso: Nikon D7100, 300 f4 AFS + TC14, 1600 ISO, f11, 1/250s, flash di schiarita, treppiede.  Su corteccia di salice,dove di solito si trova.

    Immagino che qualcuno   potrebbe trovare questa fotografia un po' insipida perchè per la Cicindela (e magari per gli altri insetti) prova un interesse per così dire moderato, diciamo così, pari a quello che io provo per il calcio (inteso come sport). Questo insomma è un tipico caso di "ogni scarraffone (termine quanto mai appropriato qui)  è bello a mamma sua", ma ad altri dice poco o nulla.
     

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    Asilidi in accoppiamento.  Anche in questo caso la bellezza è nell'occhio di chi guarda (oggi sono in vena di luoghi comuni); gli Asilidi sono anche loro feroci predatori e volatori velocissimi, hanno ciascuno il suo territorio di caccia e sono intolleranti verso i propri simili che sconfinano. Qui mi capitava l'occasione di documentare una situazione tipica. Durante l'accoppiamento la femmina è quasi sempre intenta a nutrirsi (in questo caso una farfallina, la cosina bianca), così da essere indifferente verso il maschio, che ne approfitta per accoppiarsi. E' vivamente consigliato al maschio di finire quel che sta facendo prima che la femmina finisca la "merenda" o le cose potrebbero farsi complicate.

     In zoologia si insegna che esistono due tipi di animali predatori, i sit and wait (quelli che aspettano nascosti che qualcosa capiti a tiro) e gli active foragers (quelli che pattugliano il territorio in cerca della preda, Come macrofotografo appartengo alla seconda categoria ;)

    Le condizioni rispetto alle Cicindela e all'Aromia erano molto diverse. Gli Asilidi erano impegnatissimi e fissi sullo stelo, incuranti di me, così, salvo fare grossolani errori, quali scuotere il cespuglio su cui stavano, avrei avuto il tempo per fare le cose come si deve. Con somma cautela ho posizionato il cavalletto il più vicino possibile. senza far vibrare i rami. Ho posizionato il 200 micro AfD cercando un orientamento tale da non avere rametti o steli in secondo piano che avrebbero creato del disturbo. Il 200 micro mi permette di stare più distante e di sfuocare di più, per cui è il mio obiettivo di elezione per la macro agli insetti.
    Grazie alla D700 ho potuto scattare a 1600 ISO senza rumore ad f11 ed 1/320s. Flash di schiarita. Ho usato la piastra Arca come slitta di messa a fuoco per far scivolare leggermente avanti il 200 micro senza muovere il cavalletto in modo da ingrandire ancora un po' i soggetti  ed ho fatto diversi scatti verificando ogni volta il risultato sul display,  quindi modificando l'inclinazione dell'obiettivo fino ad arrivare al perfetto parallelismo tra il sensore ed entrambi i soggetti. Cosa niente affatto facile. 

    2) La bellezza del soggetto. Qui il soggetto è importante, ma l'aspetto estetico lo è altrettanto, quindi non tanto una foto didattica, quanto una foto bella, elegante (per quel che riesco, ovviamente).

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    Mantide religiosa. Uno degli insetti più eleganti che ci siano e uno di quelli che rimane bello anche ad ingrandimenti piuttosto spinti. Una raffinata signora dell'alta società, ma anche femme fatale!  
    E' elegante intera, ma volevo rendere omaggio alla malia del suo sguardo. Ho scattato diverse foto di fronte e di profilo, di tre quarti, fino ad ottenere un'immagine soddisfacente. Nikon D700, 200mm micro nikkor AfD ED, f18, 1/60s, 800 ISO,  luce ambiente, treppiedi.

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    Crocothemys erytraea. Le libellule sono il mio soggetto macro preferito. Qui ho giocato sui colori e sugli sfuocati, ho usato il Nikon 300mm F4  AFS su D7100 a tutta apertura per avere uno sfuocato piacevole. 800 ISO, treppiede e luce ambiente. Massima attenzione al fuoco selettivo sugli occhi e le estremità delle ali.

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    Bruco di Macaone, come sopra il concetto ispiratore è più "pittorico"  che documentativo. Nikon D700 200mm f4 Micro Nikkor AfD ED, f16, 1/320s, 800 ISO treppiede, luce ambiente.

     

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    Orthetrum fonscolombii femmina. In questo caso l'estetica e il documento si fondono, è tipico di molte libellule assumere la posizione "dell'obelisco", che le rende davvero stupende. Nikon D7100, Sigma 180mm f2.8 APO MACRO, f8, 1/1000s (c'era vento) , 400 ISO, treppiede, luce naturale

     

    3) Giocare con i dettagli. In questo caso il soggetto in sè è meno importante, che conta è quel che ci tiro fuori, l'interpretazione  deve suscitare una reazione in chi osserva, me per primo.

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    Sono girato intorno a questa damigella camminando a quattro zampe, finchè ho notato che entrambi gli occhi si vedevano, anzi spiccavano, anche da dietro il fiore a cui si era aggrappata. Ho inquadrato nel mirino ed ho visto che l'immagine era sia graficamente piacevole che anche spiritosa. Ho aperto al massimo il cavalletto, mi sono sdraiato a terra ed ho scattato con il  200 micro AfD ad 1/10s, f 13, 640 ISO.

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    A volte non serve nemmeno inquadrare un dettaglio. La suggestione grafica è lì. Ortethrum, Nikon D7100, Sigma 180 Macro,  f8, 1/1250s,  900 ISO, treppiede, luce naturale.

    Oppure 
    doppio.jpg

    Un'immagine e il suo doppio, l'importante è cercare i soggetti, essere pazienti e  sperimentare. A volte non si trova nulla, altre volte il limite è solo la nostra creatività.  Nikon D7100, 300mm f4 AFS,  f4, 1/400s, 220 ISO, treppiede, luce naturale.

     

    4) Cogliere i soggetti in azione. Può essere  più documentativa:

    coeruleuspreda2.jpg.89f36f124b0a6a77a72f2e05334ada46.jpg

    Orthetrum coerulescens con preda. 200 micro Afd ED f14, 1/40s (da' l'idea del vibrare  della preda tra le mascelle della libellula, ne ho un altra con la preda "fermata" da tempi rapidi, ma mi piace di meno).

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    Bruco di sinfite che si alimenta. I Sinfiti non sono particolarmente affascinanti nè come bruchi nè come adulti però, in questo caso mi ha attratto il testolino a palla, con l'occhietto a spillo e la posizione del bruco in linea con la foglia che stava rosicchiando. L'ho intitolata "Ho fame". Nikon D700, 200mm f4 Micro  nikkor Afd ED,  f16, 1/160s 1000 ISO, treppiede, luce naturale.

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    Bruco geometra. In questo caso la combinazione delle due foto dà il risultato. Nikon D700, 200mm f4 Micro nikkor Afd ED f14, 1/60s, 800 ISO, flash di schiarita, treppiedi.

    Azione e bellezza: le libellule in volo:

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    Aeshna mixta. Nikon D300 (!), Sigma 300mm f4 APO MACRO (!!) f7.1, 1/1250s, ISO 1000. Luce naturale

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    Somatochlora metallica. Nikon D7100, 300mm f4 AFS + TC14,   f11, 1/1000s, 1000 ISO. Luce naturale.

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    Aeshna cyanea. Nikon D500, 200mm f8 1/1250s, 1600 ISO, mano libera, (fondo buio perchè il soggetto era in ombra piena).

    Per queste foto occorre una focale lunga ed aspettare un momento di "surplace" del soggetto. Un appoggio di qualsiasi genere è di (grande)  aiuto.

    Questo articolo è una versione aggiornata e modificata di due diversi articoli apparsi su Nikonland.eu (di cui uno suggeritomi a suo tempo da Max Aquila), che ripropongo in veste nuova  per mostrare come la fotografia ravvicinata, benchè diversa per temi e suggestioni dalla  "wildlife" classica, abbia lo stesso del fascino e possa  dare soddisfazioni.

     

     

     

     

     

    Modificato da Silvio Renesto



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    Recommended Comments



    Grazie Silvio, ottimo articolo!

    Ti faccio alcune domande:

    • Nella tua esperienza, qual'è il modo migliore di raggiungere elevati ingrandimenti? ho visto tempo fa delle marco di formiche che mi hanno lasciato a bocca aperta. Come sono fatte?
    • Tu ora stai usando corpi DX. Meglio loro per la macro?

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    Grazie!

    Massimo, per fotografare le formiche vive e libere a sensibile  ingrandimento (diciamo in soggettiva) ci vuole (sst!)  il ... Canon 65 MPE :o . Oppure lavorare di tubi di prolunga o, soluzione sconsigliata,  lenti addizionali  molto forti. 

    Se  invece vuoi fotografare la loro attività, magari in gruppo macro normali e tubi o converter possono bastare. Questa l'ho fatta con il 200 micro nikkor e  un tubo, più flash (ed un leggero crop):

    ant.thumb.jpg.97d6460e0ee5329fbcda7a96de1c1e1a.jpg

    Per quanto riguarda il formato Dx, hai un ritaglio incorporato quindi un ingrandimento finale superiore, inoltre a parità di copertura del soggetto nell'inquadratura rispetto al formato Fx sei un po' più distante e guadagni di conseguenza anche un po' di profondità di campo, che in macro non basta mai. Ma in pratica con un po' di esercizio anche con il formato  Fx, specialmente se puoi fare stacking, ottieni  ottimi risultati, con una "plasticità" migliore. 

     

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    Grazie Silvio. 

    Altra domanda. Io qualche anno fa ho provato a fare macro, ma dopo poche uscite mi sono scoraggiato per la difficoltà a trovare soggetti. Di fatto sono riuscito a fotografare un macaone, qualche libellula e parecchi ragni (che stampati e conseguentemente ingranditi spaventano chiunque 😀).

    La spiegazione che mi sono dato è che l’agricoltura intensiva, con i suoi veleni, ha ridotto drasticamente la biodiversità. 

    Quali consigli dai a non esperti circa dove e quando andare a cercare soggetti interessanti anche ai non addetti ai lavori, intendendo con questo più esteticamente attraenti che rari (es. l’amantide, che personalmente nella mia vita ho visto una sola volta.... nel cortile del box sotto casa ma mai fotografata)?

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    2 ore fa, Massimo Vignoli dice:

    ...

    Quali consigli dai a non esperti circa dove e quando andare a cercare soggetti interessanti anche ai non addetti ai lavori, intendendo con questo più esteticamente attraenti che rari (es. l’amantide, che personalmente nella mia vita ho visto una sola volta.... nel cortile del box sotto casa ma mai fotografata)?

    non ci coinvolgere in queste cose pubblicamente>: che direbbe tua moglie se ti vedesse impegnato con l'amantide.

    Con una ... mantide, sarebbe tutta un'altra storia...

    Immagine Allegata: ritratto2hb.jpg
    (photo by Silvio Renesto)

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    2 ore fa, Vento dice:

    Ti chiamo quando mi torna in giardino 😉

    Vengo anch'io ;) 

    Scherzi a parte,  le mantidi si trovano soprattutto  in prati soleggiati/aridi. e più facilmente in tarda estate quando sono più grosse.

    I cervi volanti ad esempio sul Ticino e i suoi canali laterali si possono trovare dove ci sono grossi salici.

    Per avere più possibilità di trovare i soggetti bisogna inoltrarsi un po' nell'erba fuori dal sentiero. Provvedendo di tutelarsi con repellenti vari da tutto quello che punge e succhia. Io prima di ogni spedizione mi spruzzavo i vestiti di biokill, per evitare le zecche.

    Comunque è vero, la biodiversità è diminuita. Negli ultimi tempi facevo  più fatica a trovare i soggetti.

     

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    Bell'articolo, grazie! Spesso più che un mero tutorial, sono molto importanti i PERCHE' e gli STIMOLI che hanno spinto ad uscire di casa per realizzare queste immagini...

    Aggiungerei comunque uno scopo "secondario" (comunque figlio di quelli che hai indicato) ovvero quello "didattico": l'unica "specie di macro" che sono riuscito a fare in modo quasi serio è stato nel giardino di casa, ad una Mantide (meglio non averla come amante... ) o a qualche insetto (ragni, vespe) o parti di un fiore. E devo dire che quei pochi bambini che hanno potuto vedere non solo la foto ma anche il procedimento, poi erano in qualche modo stupiti: "ma allora sono vere quelle cose che si vedono in foto!!"... e dopo gli si fa vedere qualche foto più seria, come quelle dell'articolo e forse (si spera) qualche piccola coscienza matura magari un pò di più!

    • Sono d'accordo 1

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    Silvio.. cosa penso di te lo sai, quindi non mi dilungo.. chiappati un'altra Coppa e vai..  ( però poi ci dici dove.. non si sa mai che trovi... )

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    Bell'articolo, ma soprattutto che foto meravigliose che ci svelano l'affascinante magia del nostro microcosmo! Complimentissimi!

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    Sono stato un grande appassionato di macro. Ho usato 105 micro, 60 micro, 180 tamron. Poi... ho incontrato la zecca sbagliata... nel mio territorio sono endemiche. Quindi devo evitare di trovarne un'altra... addio macro

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    Il 5/2/2019 at 19:56, Massimo Vignoli dice:

     

    La spiegazione che mi sono dato è che l’agricoltura intensiva, con i suoi veleni, ha ridotto drasticamente la biodiversità.Quali consigli dai a non esperti circa dove e quando andare a cercare soggetti interessanti anche ai non addetti ai lavori, intendendo con questo più esteticamente attraenti che rari (es. l’amantide, che personalmente nella mia vita ho visto una sola volta.... nel cortile del box sotto casa ma mai fotografata)?

    In generale... la mantide è più un problema di periodo che di posti. Sono abbastanza diffuse in campagna, e quando iniziano i primi freddi la mattina le trovi ferme fino a quando il sole non le scalda abbastanza. Per il resto (io ero appassionato di farfalle) contano molto l'ora e i posti. I posti sono quelli dove ci sono posatoi. Farfalle e libellule cercano fiori alti, abbastanza robusti, dove posarsi per la notte. Anche qui il periodo è importante. Finché hanno le ali bagnate non volano quindi l'umidità notturna le fa stare ferme. Per fare un buon lavoro si fa una ispezione la sera e si torna la mattina all'alba. Per fare buone foto alle farfalle bisogna alzarsi prima di loro. Nella mia zona ci sono alcune torbiere che sono ottimi posti per la macro. Trovi sempre qualcosa... certo... i pesticidi fanno danni ormai ovunque.

     

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    1 minuto fa, Massimo Vignoli dice:

    E qual'è la tua zona?

    Trieste, il Carso ma anche la Carnia, l'alto Friuli, hanno grossi problemi con Lyme ed encefalite. Per quest'ultima c'è il vaccino, per il primo, purtroppo, no.

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    3 minuti fa, Massimo Vignoli dice:

    E qual'è la tua zona?

    Capito ora cosa intendevi 😂 ... la torbiera più famosa da noi è vicino a Codroipo, dove ci sono le risorgive dello Stella. Ma anche il lago di Doberdò oppure i prati nell'alta pianura sono ricchi di soggetti

     

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    5 minuti fa, Massimo Vignoli dice:

    E qual'è la tua zona?

    Comunque tutte le zone umide sono buone per la macro. Oppure per le mantidi i prati secchi e con steli alti

     

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    1 ora fa, Marco63 dice:

    Trieste, il Carso ma anche la Carnia, l'alto Friuli, hanno grossi problemi con Lyme ed encefalite. Per quest'ultima c'è il vaccino, per il primo, purtroppo, no.

    Mi spiace per la tua disavventura,  le zecche sono brutte bestie,  un po' le temo anch'io.

    Avevo un collega  all'università di Trieste che si è preso il morbo di Lyme, lavorando sul terreno (Paleontologo come me).

    :( 

    Ottime comunque le tue dritte  :).

    Le torbiere sono ricchissime, ma ci sono stato raramente, infatti  mi manca una libellula tipica di torbiera, ma prima o poi chissà...

    Sto pensando ad un articolo nel blog  del club naturalistico, o sulla frontpage (Mauro lo sopporteresti? ;) )   sul dove/quando  ho fatto le foto che metto, interessa?

     

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    12 ore fa, Silvio Renesto dice:

    Sto pensando ad un articolo nel blog  del club naturalistico, o sulla frontpage (Mauro lo sopporteresti? ;) )   sul dove/quando  ho fatto le foto che metto, interessa?

     

    A me interessa tutto 😁 ma ormai è qualche anno che non faccio più macro. Pensa che le ultime fatte avevo la D300 e la D700...

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    Qualche scatto dei tempi passati... recuperati da fb, quindi un poca di qualità l'hanno persa. Sarei curioso di vedere cosa è in grado di fare una Z6 o Z7 con il focus stacking

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    10 minuti fa, Silvio Renesto dice:

    Complimenti!  scatti impeccabili. Il piccolo asilide deve essere stato parecchio difficile.

    Grazie. Non ricordo bene ma devo averlo fatto con il 180 Tamron che poi ho venduto perché non riuscivo a controllare le vibrazioni con un'ottica così lunga. Da provare con una Z6 e scatto silenzioso 

     

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    5 minuti fa, Massimo Vignoli dice:

    Non cedere, perderesti tutto l’ingrandimemto derivante dal sensore aps-c!

    Vero, ma in macro avrei:.

    stacking "incorporato"

    no front-back focus 

    visione real time dell'esposizione.

    E' difficile fare un bilancio dei  i pro e dei  contro , uffa!... sgrat sgrat (rumore di chi si gratta la testa).

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