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  • Silvio Renesto
    Silvio Renesto

    Nikon 300mm f4E PF ED VR oppure Nikon 200-500mm F5.6E VR per la Fotografia Naturalistica?

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    _SCR5312.thumb.jpg.8805d981ddfb48512aed078c142c3987.jpgVolendo fare fotografia naturalistica e disponendo di un budget contenuto (diciamo meno di 2000 euro), quale scegliere fra il Nikon 300mm  f4E PF ED VR ed il 200-500mm F5.6E VR? 

    Mi è capitato recentemente di poter usare lo zoom Nikon  200-500mm f5.6E VR, così l'ho provato  nelle situazioni in cui di solito porto il 300mm f4 PF. Ecco le mie impressioni sul confronto (soggettivissime, per carità!). 
     

    Nota bene: questo articolo non vuole essere una disamina dettagliata dei due obiettivi, su Nikonland ce ne sono già molte e ben fatte, se volete approfondire vi rimando agli articoli relativi:

    Per il 300mm f4E PF  quiqui

    Per il 200-500mm f5.6E VR quiqui

    Il mio è solo un confronto, nell'ottica di un uso per la fotografia naturalistica, di due soluzioni relativamente poco impegnative economicamente restando in casa Nikon. Ci sono anche soluzioni a budget contenuto di Sigma e Tamron, ma non ne parliamo qui. 

    compare.thumb.jpg.faec1e33a238508a3f39a8c6c4e5b88c.jpg

    Lo zoom 200-500mm ed il piccolo 300mm a diffrazione a confronto

     

    Praticità d'uso: 
    Il 300mm f4E PF è ...piccolo! Lo si porta ovunque, non pesa, non ingombra, il VR è ottimo e nel novanta per cento delle situazioni si può lasciare a casa il treppiede. L'Af è veloce.
    Bisogna tenere però presente che 300mm sono il "minimo sindacale", e a volte nemmeno quello,  per fotografare gli uccelli con corpi Fx (con corpi Dx va già meglio), almeno al di fuori degli appostamenti predisposti con mangiatoie piazzate molto vicine . 

    Il 200-500mm F5.6E VR è anche lui piccolo (come superzoom),  ma è comunque ben più grande rispetto al 300mm a diffrazione. Non è troppo pesante ed ha un ottimo VR, per cui si può usare a mano libera in molte occasioni, per qualcuno però il peso, anche se contenuto rispetto ad altri superzoom  potrebbe farsi sentire dopo un po'. In certi casi può essere utile avere con sè un treppiede o un monopiede. L'Af è buono, aggancia e segue bene i soggetti.

    wingbeat.thumb.jpg.e087aac95928295c4af215d32761bacd.jpg

    Ibis (soggetto non troppo veloce) inseguito con il 200-500mm

     

    Il 200-500 è (scusate l'ovvietà) uno zoom e, dove non è possibile fare "foot zooming", cioè avvicinarsi od allontanarsi dal soggetto, il vantaggio è notevole. In natura, per varie ragioni, spesso bisogna restare appostati in punti fissi.

    zoomare.thumb.jpg.27810a1d14535f5a6a7239eec4102c64.jpg

    Da postazione fissa con lo zoom è possibile regolare l'inquadratura.

    390.thumb.jpg.b7de918e049d74a83f14a0e9095b2dd1.jpg

    Questo cenerino l'ho ripreso a 390mm per dargli più "aria"

    Gheppio ripreso con il  300mm:

    _SCR8018.thumb.jpg.7852c5025fa28afde8d0b1968a84ef71.jpg

    come inquadratura va bene, ma potrei voler ingrandire e l'unica risorsa sarebbe  avere un moltiplicatore,  meglio se 1.4x, ne ho scritto qui.  

    Questo significa un aggeggio in più  da montare o smontare secondo necessità. L' operazione potrebbe far perdere qualche scatto interessante, se succede qualcosa intanto che si sta trafficando con l'attrezzatura.

    kitesmall.thumb.jpg.4e0cdb32be2f3f59f063e081e50cd145.jpg

    Gheppio, stessa location, a 500mm con il 200-500 ho potuto fare solo tre scatti prima che si involasse:

    Più raramente, ma può succedere,  300 mm sono troppi, e allora si può fare assai poco (solo cambiare obiettivo se se ne ha uno più corto).

    135mm.thumb.jpg.734eb77c5515afbcf4a79e1b7d71ed1c.jpg

    Questo terzetto era troppo vicino per un 300mm (scattata a 135mm su corpo Dx = 200mm su corpo Fx)

     

    Qualità di immagine:
    Il 300mm f4E PF ha uno stop in più di luminosità, ed è veramente nitido. Con la luce giusta è spettacolare.  Non che il 200-500 vada male, anzi, fino a 350-400 mm è davvero molto buono ed anche a 500mm è più che dignitoso. Tra i due obiettivi  la differenza non è grandissima, ma comunque c'è. Si vede soprattutto in condizioni ideali, quando non si hanno problemi di umidità atmosferica, movimenti di masse d'aria o che, che possono attenuare anche di molto le differenze.

     

    frosonecrop.jpg.5e90e98cdb929d1d7819efe34cf56e5b.jpg

    Crop 100%,  soggetto a distanza ravvicinata con il 300mm PF.

     

     

    detail.jpg.3de8b288858bea2a278b79a3b7f27234.jpg

    Crop 100%, foto scattata con il 200-500mm,  soggetto più distante (e luce peggiore).

     

    200500nitidolarge.thumb.jpg.d5dc6cde8e2bf722e286ce751c3f6f4d.jpg

    Nitticora ripresa con il 200-500mm

    200500nitido.jpg.2352b9a66df073060d64f1b68ca38f10.jpg

    Crop 100%, soggetto lontano.

     

    Però, se c'è bisogno del converter,  anche se il Tc14 EIII è un ottimo converter e la perdita di qualità è davvero minima, le differenze si attenuano.

    ibis.thumb.jpg.033ec175b533e14e18b38b992f9fe0fa.jpg

    Ibis ripreso con il 300mm + TC14 EIII

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    Airone guardabuoi ripreso con il 200-500mm a 500mm

    Confronto al 100%compa2.thumb.jpg.845896c433e2ce9983a3ad2cd938f226.jpg

     

    Se poi ci si mette di mezzo l'atmosfera, è assai difficile che si vedano differenze sensibili.

     

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    Crop 100%

    Lo sfuocato, a parità di diaframmi, non è troppo differente ma a volte il 300mm f4 E PF ha uno sfuocato che definirei un po' nervoso,  soprattutto quando sono presenti linee decise, come ad  esempio dei rametti intricati, dove può dare dei doppi contorni. Con sfondi più neutri invece non ci sono problemi.

    Taccola su ramo ripresa con il 300mm:

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    Come si vede nei crop sotto, nitidezza eccellente (es. le penne) ma sfuocato così così:

    sfuocato300.thumb.jpg.3a051587bc31e8d7be8bdbb3bd9ddc4d.jpg

    sfuocato300due.thumb.jpg.4a5ddb4633d837d71ceb09170902ad15.jpg

     

    Nella fotografia ravvicinata (close-up photography) il 300mm PF, come il suo predecessore AFS, è uno strumento eccellente sia da solo che con il TC 14 EIII. E' ottimo, ad esempio per le grosse libellule.

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    Il 300mm da solo

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    Il 300mm con il Tc 14EIII

    Sotto questo aspetto il 200-500mm f5.6  rimane indietro, ma si badi bene, di poco.

    Onychogomphus ripreso con il 200-500

    onychostone.thumb.jpg.8f718dd68966c209a6f6af75d99ea047.jpg

    Le sue capacità nella fotografia ravvicinata, sebbene non siano pari a quelle del 300mm f4E, sono comunque sorprendenti, come ho già scritto estesamente qui

    coupling.thumb.jpg.cb58eb755d0c20195bd2c2cf3f097ec0.jpg

    Accoppiamento ripreso con il  200-500mm

    Insomma, riassumendo, secondo me:

    Il 300mm è
    Più luminoso di uno stop, 
    L' Af è veloce, 
    E' un po' più nitido 
    La qualità di immagine è  ottima (a parte alcuni sfondi)
    E' leggerissimo e poco ingombrante,
    Per la fotografia ravvicinata è eccellente. 
    Può rivelarsi "corto" in alcune situazioni di ripresa
    E' consigliabile avere un TC14 da accoppiare quando necessario
    In alcuni, casi lo sfuocato può non soddisfare.

    Il  200-500 è
    Molto versatile,
    Ha una qualità di immagine più che soddisfacente, 

    Nella fotografia ravvicinata se la cava molto bene ( il 300mm f4E PF ha un rapporto  di riproduzione massimo più elevato che lo rende più adatto). 
    Leggermente meno nitido in condizioni ideali.
    E'  più ingombrante e pesante. 

    Spero di avere dato una panoramica per quanto possibile onesta dei due obiettivi, sono entrambi ottimi,  chiaramente differenti, il mio intento è aiutare a scegliere uno o l'altro sulla base delle caratteristiche che a ciascuno interessano di più. 

    Come d'uso, non ho inserito il prezzo nelle variabili del confronto, ma se interessa, il 200-500 f5.6, costa un po' meno del 300 F4E PF e un bel po' meno della combinazione 300mm  più TC 14E.

    Nota: Le foto  delle libellule sono di archivio, e il 200-500 usato per quelle foto è un altro esemplare rispetto a quello usato per le foto agli uccelli, che sono invece nuove

     

     

     

    Edited by Silvio Renesto

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    Recommended Comments

    Ho acquistato tutti e due questi obiettivi subito dopo la loro comparsa nei negozi.  Sono gli obiettivi che più ho usato negli ultimi due anni, e il loro maggior pregio è che finalmente si può andare in giro senza cavalletto e scattare dalle posizioni più impensate in un attimo, cosa impossibile col treppiede.  Le foto mosse sono veramente poche.

    Hanno focali sovrapponibili, ma per le mie necessità, ho constatato che non possono essere usate indifferentemente sullo stesso soggetto.

    Il 200-500 sulla D500 mi ha accompagnato praticamente sempre nelle foto all' avifauna. Accettandolo per quello che è, e non paragonandolo ad un 500/4 fisso, dai tre metri all'infinito, fa il suo lavoro in maniera molto soddisfacente.  Per ora rimane nell'armadio, sostituito dal 500 PF ED che pur avendo l'handicap della focale fissa è di un'altra categoria, e un altro prezzo.

    Altro discorso è il 300 PF ED, ottima lente, che in questo uso specifico, anche moltiplicato 1,4 non mi dà la sicurezza del 200-500. Non so se dipende dalla leggerezza, ma oltre una certa distanza lo stabilizzatore a me da un certo fastidio ed ho la percezione di essere sempre corto.  

    Questo 300 lo uso sempre, da solo o moltiplicato 1,4, con qualsiasi macchina, ma soprattutto con la D500 per le foto alle libellule e soprattutto alle farfalle. Per le libellule e le farfalle, sporadicamente uso obiettivi macro, uso solo ed esclusivamente il 300 PF ED.  Mette a fuoco a 120 cm,  a questa distanza gli insetti si spaventano poco ed è molto più facile trovare la perpendicolarità sulle ali delle farfalle, cosa difficilissima alla distanza più ravvicinata, permessa e obbligata dalla minore focale dei macro.

    Con queste mie considerazioni, non voglio contraddire quanto hai scritto nell'articolo, peraltro come sempre, in maniera magistrale. 

    Dopo qualche decina di migliaia di foto fatte con entrambi gli obiettivi, le mie conclusioni sono diverse, e cioè che: se non ho il 300, neanche provo ad avvicinare una farfalla e se non ho una focale più lunga non vado ad uccelli. Non significa che non si possa fare diversamente, si può fare ma, secondo me,  in modo non ottimale.

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    Secondo me non c'è contraddizione, siamo d'accordo, anche per me il 300 è meglio per la fotografia ravvicinata, il 200-500 è più versatile per l'avifauna. L'ho anche scritto nelle conclusioni.  Solo che non sono stato  troppo esplicito,  perchè ciascuno si faccia le sue conclusioni e, come hai fatto tu, se vuole le scriva qui nei commenti.
    Ma sul vecchio sito troverai miei articoli dove scrivo più volte che il 300mm f4 con la messa a fuoco ravvicinata (a partire dal Sigma 300 f4 APO MACRO, al Nikon 300 AFS ed adesso al 300 f4 PF) è il mio preferito per le libellule, gli anfibi e  gli altri piccoli soggetti. 

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    Ho usato per molti anni il Nikon AF-S 300/4 la cui minima distanza di messa a fuoco non discosta di molto da quella del 300 dell'articolo. ( il 300 PF mette a fuoco a 140 cm mentre il precedente a 145 cm ). 

    Il 300 lo usavo spesso per la caccia fotografica ( soprattutto con TC ) ma anche per ritratti e paesaggi.  Mi è capitato anche di farci qualche macro "al volo", ma per questo genere preferisco utilizzare obiettivi macro.

    Il 200-500 mette a fuoco a 220 cm con un rapporto di riproduzione di 0.22X, contro 0.25X  del 300/4 AF-S e 0.20 del PF, quindi.... siamo la, se parliamo di pseudomacro.

    Il 300/4 l'ho rimpiazzato con il Nikon 300/2,8 VRII, per la caccia fotografica lo utilizzo al 90% con TC 2 o TC1,7, lente che non ha bisogno di presentazioni, ma ha i "limiti" di un'ottica fissa.  Trovo il 200-500 un'ottica azzeccata: poco ingombrante, relativamente pesante, ottima resa, ottimo VR e molto versatile. Tra il 200-500 ed il 300/4 PF c'è una differnza di prezzo di almeno 400 euro, non proprio poco secondo me.

    Il 200-500 pesa  2,3 kg, il 300 pf 755 g;  se questa differenza di 1,5 kg in più  è davvero un problema,  allora a mio avviso si fa bene a scegliere il 300pf, per tutto il resto non ho dubbi: 200-500.

    Un saluto

     

     

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    6 ore fa, maxbunny dice:

    quindi.... siamo la, se parliamo di pseudomacro.

    Questo è il pseudomacro che si può fare normalmente a mano libera col 300 PF ED.  Su farfalle vive in piena attività, non su insetti congelati.

    Non fa una macro 1:1, ma mi sembrava sottinteso.

    Podalirio.jpg

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    Sì, per pseudomacro Maxbunny intendeva solo dire "quasi-macro", ossia fotografia ravvicinata, al di sotto del rapporto di riproduzione di 1:2.

    Ho fatto anch'io una foto  con il 300 f4 AFS dello stesso soggetto  con quasi la stessa definizione (altro corpo macchina,  ancora la D200, foto vecchia). 

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    Se non si ha bisogno di rapporti di riproduzione elevati, la distanza di lavoro lo rende unico. Il 300 f4 PF è il suo degno erede.

    Non per niente il  300 f4 AFS era l'obiettivo di elezione di Ronnie Gaubert,  che lo usava con dei tubi.

    Il 200-500,  per quel che ho potuto provare, sembra un po' meno inciso nella fotografia ravvicinata.

     

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    9 ore fa, Silvio Renesto dice:

    Sì, per pseudomacro Maxbunny non intendeva solo dire "quasi-macro", ossia fotografia ravvicinata, al di sotto del rapporto di riproduzione di 1:2.

    Non per niente il  300 f4 AFS era l'obiettivo di elezione di Ronnie Gaubert,  che lo usava con dei tubi.

    Il 200-500,  per quel che ho potuto provare, sembra un po' meno inciso nella fotografia ravvicinata.

     

    Esatto, fotografia ravvicinata.

    A proposito  di 300/4 AFS con i tubi, questa è con il 300 in questione + tubo da 20mm

    Libellula.thumb.jpg.437f014e97654d1b884bbb18b7fb7528.jpg

     

    .... ma come dicevo, per la macro prediligo le ottiche dedicate, quindi il mio vecchio AF-D 105/2,8

    Lib2.thumb.jpg.5ff458df058d6cd2e56685b7691e2d46.jpg

    Lib3.thumb.jpg.296fd07f59286e6ab526cbaf06fc2fd4.jpg

     

    Un saluto

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    Qui ho usato il  300mm f4  PF (con il TC 14 EIII). I rami sottili in secondo piano, vicino al muso della minilepre,  si sdoppiano. Succede anche senza TC. 
    Per avere il meglio da quest'ottica occorre  quindi fare un po' di attenzione allo sfondo.

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