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  • Massimo Vignoli
    Massimo Vignoli

    La Z9 nell’artico alla ricerca dell’orso polare.

    Il 2022 è per me un anno fotograficamente molto speciale, iniziato a febbraio con una grande avventura in Norvegia, in cerca dei Musk Ox al Dovrefjell NP.  Ma è nei mesi successivi che si fa ancora più interessante quando, sbirciando i soliti siti, vedo che incredibilmente - di solito occorre prenotare con grandissimo anticipo, sono disponibili posti per un viaggio che sogno di fare da anni, in giugno 2022!!!

    Si tratta di andare alle isole Svalbard, territori di oltremare incorporati alla Norvegia, che, posizionate tra i 74 e gli 81° di latitudine nord, sono le terre abitate più a nord del pianeta Terra. Ad un passo dal polo nord!

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    Lì è tutto coperto dai ghiacci per la maggior parte dell’anno e, anche dove in estate questi si sciolgono, la terra si scongela solo in superficie consentendo la crescita di nient’altro che piccola vegetazione - poca erba, muschi e licheni - nelle zone più riparate e soleggiate. Insomma, un ambiente veramente severo, anche in estate, che mi attrae in particolare per la presenza dell’Orso Polare. Vederlo, e auspicabilmente fotografarlo, è un sogno che ho da anni. E pur essendo le Svalbard abitate da altri bellissimi animali, se andiamo è proprio per lui. Plurale, perché è della partita anche il mio amico Alberto, guarda caso conosciuto diversi anni fa in Finlandia a fotografare orsi…

    Come avete visto dalla cartina, il viaggio è piuttosto lungo: da Malpensa via Francoforte ed Oslo si arriva a Longyearbyen. Ma non è finita, perché sostanzialmente è tutto un viaggio: da li proseguiremo su una piccola nave, appositamente attrezzata per queste spedizioni, la MS-Malmo, che è un guscio di noce di 37 mt di lunghezza e 8.8 mt di larghezza. Eccola in azione in una delle serate del nostro percorso insieme:

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    Z9 su 100-400/4.5-5.6S@400mm 1/1000 f8 ISO320

    La MS-Malmo è un vascello storico, costruito nel 1943 con la struttura rinforzata necessaria ad operare sul mare ghiacciato, che ha servito la Swedish National Maritime Administration come nave pilota e nella manutenzione dei fari. A fine servizio, nei primi anni 2000, è stata convertita in nave da spedizione ed è in grado di imbarcare 12 fotografi, 2 guide e 7 persone di equipaggio.

    Essere accompagnati da guide esperte è fondamentale, non solo perché nonostante si dica che qui ci siano più orsi polari che persone, incontrarli non è così semplice, ma anche perché gli animali sono protetti e la guida ha l’obbligo di rispettare, e far rispettare, rigide regole di comportamento. In questo viaggio, noi siamo particolarmente fortunati perché oltre a Svein Wik, il capo spedizione che da oltre 10 anni organizza questi viaggi, abbiamo Audun Rikardsen, che è professore di biologia marina all’università di Tromso e un fotografo piuttosto bravo ed affermato (ad esempio, nel 2015 ha vinto il Wildlife Photographer of the Year nella categoria portfolio).

    Compito delle guide è sia indicare al capitano dove portare la Malmo che guidare i gommoni. Ne abbiamo 2, che imbarcano ciascuno 6 fotografi ed una guida, da dove si fanno la maggior parte delle fotografie. Quindi tutto a mano libera!

    Giusto per farvi un’idea:

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    Z6II su 100-400/4.5-5.6S@100mm 1/400 f8 ISO100

    Anche sulla nave si va a mano libera: il motore fa vibrare notevolmente tutta la struttura e, compatibilmente con la capacità del fotografo di usare lenti lunghe in questo modo, è più semplice così.

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    Z9 su 24-120/4S@24mm 1/320 f10 ISO200

    Come il titolo di questo articolo lascia già intendere, la mia attrezzatura era  - quasi - tutta Z:
    Z9 e Z6II
    14-24/2.8S
    24-120/4S
    100-400/4.5-5.6S
    L’unica lente F il 500/4E, con il suo TC14EII. Sarebbe stato bellissimo avere nello zaino anche un fiammante 400/28S, ma le consegne di Nikon non avranno volumi adeguati ancora per molto tempo e non è stato minimamente possibile averne uno, chissà se per la prossima volta…

    Il materiale si è comportato benissimo e ho avuto modo di apprezzare l’utilità di alcuni elementi di design capaci di semplificare molto la vita del fotografo in viaggio, come la possibilità di caricare rapidamente le batterie attraverso il cavo standard USB-C e l’alimentatore del portatile, evitando di aggiungere al bagaglio 2 carica batterie. O la saracinesca a protezione del sensore della Z9, che con il vento che tirava ha fatto il proprio dovere in più di una occasione. O, sempre per la Z9, la grande semplicità ed efficacia nel passare al formato DX, con il quale ho fatto circa il 15% delle immagini. O la sua ergonomia.... insomma potrei andare avanti a descrivere cosa mi piace per un mucchio di tempo.

    Per dare qualche elemento quantitativo del materiale alla base di questa experience, in totale ho scattato quasi 20.000 immagini in poco meno di 2 settimane, di cui 3/4 con la Z9, che cercavo di avere, situazione per situazione, sulla lente principale nell'occasione. Ma senza farne una ossessione, vi assicuro che, con tutti i propri limiti, la Z6II non ha affatto sfigurato, anzi si è confermata essere un ottimo secondo corpo, migliore nell’operatività della D810 che accompagnava la D5 prima della mia transizione mirrorless. A ogni modo, l'evidenza del beneficio nella transizione credo sia chiara a tutti: la D5 era macchina ottimizzata per fotografare l'azione in bassa luce, mentre la Z9 sa fare tutto!

    In relazione alle lenti: la parte del leone l’hanno avuta il 500/4 (44%) ed il 100-400 (38%). Direi che questa, come attestato della qualità del 100-400, sia una informazione da valutare. Il resto lo ha fatto il 24-120 mentre il 14-24 è restato li ad aspettare il suo turno… che non è mai venuto. Ci fosse stata la giusta situazione, grazie a lui avrei potuto fare immagini stratosferiche, per cui nessun pentimento per averlo portato.

    Tornando alla fotografia, i primi scatti li facciamo prima di imbarcarci, su una piccola laguna vicino all’aeroporto. Servono ad acclimatarci e a smaltire un po’ di stress: il viaggio era partito subito in salita, con la perdita dei bagagli miei e di Alberto… fortunatamente ritrovati e recapitati dopo un giorno e mezzo. Cosa che, grazie alla prudenza di arrivare a Longyearbyen 2 giorni prima dell’imbarco, fortunatamente non avrà conseguenze.

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    Z9 su 500/4E+TC14II@700mm in DX mode 1/1600 f5.6 ISO720

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    Z9 su 500/4E+TC14II@700mm 1/3200 f5.6 ISO800

    Ma per i nostri standard, è già natura selvaggia praticamente già tra le case di Longyerabyen...

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    Z9 su 500/4E@500mm 1/500 f5.6 ISO140

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    Z9 su 500/4E@500mm in DX mode 1/1600 f5.6 ISO320

    ...anche perché l’area dove è possibile muoversi liberamente è decisamente ristretta e per uscirne occorre essere armati o accompagnati da una guida armata. l’Orso Polare è il più grande carnivoro terreste (un maschio è alto 2.5-3 mt, pesa 500-600kg) e non ha paura dell’uomo, anzi lo considera una preda possibile se non trova di meglio (nel senso che le foche sono più gustose di noi, ma la fame è brutta). Nel passato, anche recente, sono capitati numerosi incidenti, in apparente intensificazione anche nella zona cosiddetta sicura (nel 2020 un uomo di 38 anni è stato attaccato ed ucciso nel piccolo campeggio che è in paese). Uno dei tanti effetti del cambio climatico che qui si vede in modo ancora più chiaro che da noi.

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    Ma, come dicevo, il motivo per cui siamo qui è raggiungere la natura più selvaggia ed auspicabilmente avere l’occasione di vedere e fotografare non solo l’orso polare ma anche altri animali iconici dell’Artico. Per farlo navigheremo un sacco, qui vedete la cartina con gli appunti di pugno di Svein, affissa in salone.

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    Avrei potuto ricostruire tutto su Google maps grazie alle coordinate GPS registrate da Alberto e fare un file perfetto... ma sintetico.
    È stata una fantastica avventura! Spero che, attraverso questa istantanea, possiate percepire un po’ del fascino che hanno quegli appunti. Immaginate vederli crescere, giorno dopo giorno, fissando nella memoria situazioni ed emozioni che saranno per sempre con me. E che spero le mie fotografie siano almeno un po' in grado di evocare.
    C’è anche l’annotazione di dove ci siamo fermati con il motore in avaria. Credo che non dimenticherò mai il momento in cui il motore si è spento ed è suonato l’allarme. Ero in cuccetta a rivedere un po’ di foto, sono saltato giù e ho raggiunto tutti gli altri che si stavano radunando nel punto di raccolta, in salone. Il capitano ci ha riferito che, per un guasto alla pompa di raffreddamento, eravamo senza motore. Ci ha trasparentemente spiegato che non avevano il ricambio e che non potevano ancorare la Malmo perché lì l’oceano era troppo profondo. Ma che, ovviamente, avrebbero cercato di gestire la situazione al meglio.
    Non lo abbiamo visto per diverse ore, chiuso in sala macchine con l’ingegnere di bordo.

    Questo era l’ambiente in cui andavamo alla deriva:

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    Z6II su 24-120/4@69mm 1/400 f8 ISO100

    Poteva andare malissimo, ma fortunatamente non c’era vento forte o mare grosso e il fenomenale ingegnere di bordo è riuscito, cannibalizzando la pompa del circuito antincendio (!) a ripristinare il circuito di raffreddamento del motore. In caso di condizioni avverse e/o di impossibilità di riparazione, la via di uscita sarebbe stata quella di  essere evacuati con elicottero militare, sul quale salire via verricello. Insomma non proprio una cosa piacevole, non solo perché avrebbe rappresentato la fine anticipata della vacanza (il rischio era concreto e le istruzioni, in quella eventualità, sarebbero state di lasciare tutto sulla MS-Malmo ed indossare le tute stagne).
    Abbiamo capito l’ultima notte e giorno di navigazione, dentro una tempesta con 20 m/s di vento e le onde che spazzavano il ponte, quanto nella sfiga fossimo stati fortunati che, al momento del guasto, il tempo fosse stato buono. Ma forse è solo perché non sono un marinaio. Il capitano quella tempesta l’ha definita “a day in the office for the crew, you have to be prepared to stand it”… ma il suo viso e quelli dell’equipaggio, che evidentemente la notte non l'avevano passata come me in cuccetta imbottito di xamamina, raccontavano una storia diversa.

    Ma parlavamo di paesaggi un po’ speciali, no?

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    Z6II su 24-120/4@48mm 1/640 f8 ISO200

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    Z9 su 24-120/4@70mm 1/500 f8 ISO64MV-Z6II-20220618-2530.thumb.jpg.340ee231faad3131ae1ff67e676b15d1.jpg
    Z6II su 100-400/4.5-5.6@100mm 1/640 f11 ISO160

    E questo è il primo orso polare che io abbia mai visto. Fotografato, grazie al sole di mezzanotte, alle 1:56:40 di mattina. Anche qui un ricordo emozionante. L'orso lo abbiamo visto per ora di cena, dormiva pacifico. Abbiamo fatto un giro, e lui continuava a dormire. Allora si è deciso di fare la stessa cosa.... una mezz'ora al massimo di sonno e poi "Polar bear... Polar bear... GET UP!". In 10' netti sono vestito ed attrezzato di tutto punto seduto nello zodiac. Ovviamente nel frattempo l'orso non si vede più e giriamo in gommone una mezz'ora buona per ritrovarlo. Ma eccolo!

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    Z9 su 500/4E+TC14II@700mm 1/2000 f6.3 ISO1250

    Uno splendido maschio. L’orso polare come nome scientifico ha Ursus maritimus. Indovinate perché?

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    Z9 su 500/4E@500mm 1/2000 f5.6 ISO900

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    Z9 su 500/4E@500mm 1/2000 f5.6 ISO1000

    Ma non è stato l’unico incontro, abbiamo visto un altro maschio e questa bella famigliola, impegnata a fare incetta di uova di edredone su un' isoletta - ovviamente raggiunta a nuoto - e poi a farsi un mucchio di coccole.MV-Z9-20220621-2902.thumb.jpg.acbcf623daaba54d18e23c60a32f8cb3.jpg
    Z9 su 500/4E@500mm 1/2000 f5.6 ISO1800

    Ma come dicevo non ci sono solo orsi....Questa è l’emersione del più grande mammifero del pianeta, fotografato dallo Zodiac: una balenottera azzurra (33metri di lunghezza, 190 tonnellate di peso). È poco più piccola della Malmo. Impossibile avere un’idea precisa della sua enorme dimensione senza essere in posizione molto elevata. Ed un incontro piuttosto fortunato, visto che è la prima anche per Audun!

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    Z9 su 100-400/4.5-5.6S@400mm 1/2000 f8 ISO400

    Si naviga con condizioni di luce sempre mutevoli...

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    Z6II su 24-120/4@49mm 1/800 f5.6 ISO100

    E si fanno incontri (i più attenti vedranno che questa famigliola è anche nello scatto precedente, che di fatto è di pochi minuti prima).

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    Z9 su 500/4ES@500mm 1/1000 f4 ISO100

    A volte si scende a terra...

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    Z9 su 100-400/4.5-5.6S@400mm 1/2000 f5.6 ISO320

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    Z6II su 24-120/4@120mm 1/400 f16 ISO900

    Ma solo dopo aver verificato con cura l'assenza di orsi nei paraggi e sotto l'occhio vigile delle guide, che non si separano mai dal fucile e dai dispositivi per spaventarli - dover sparare ad un orso per salvarci la vita solo per aver fatto fotografie nel momento sbagliato sarebbe una tragedia che nessuno di noi vorrebbe vedere mai.

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    Z9 su 500/4E@500mm 1/500 f4 ISO110

    La Z9, consente di fare cose che mai avrei potuto fare con la D5. Prima ero sulla spiaggia, quindi era un po' più facile. Mentre qui sono sporto fuori bordo, sdraiato sul tubolare del gommone, e la Z9 con montato il 100-400 è a pelo d’acqua. Perché solo con la Z9? Impugnatura ergonomica e monitor basculante… Oltre al coraggio di abbassarla sull’acqua fino a quando le dita non la toccano (dritta di Audun e questo sarebbe un altro filone da trattare...)!

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    Z9 su 100-400/4.5-5.6S@230mm 1/500 f8 ISO250

    La varietà di soggetti e situazioni nelle quali ho usato con successo l'attrezzatura è lunghissima, impossibile sintetizzarla in un solo articolo:

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    Z9 su 100-400/4.5-5.6S@400mm 1/1600 f5.6 ISO360

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    Z6II su 500/4E@500mm 1/3200 f4.5 ISO100

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    Z9 su 100-400/4.5-5.6S@290mm 1/160 f16 ISO200

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    Z9 su 500/4E@500mm 1/2000 f5.6 ISO1000

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    Z6II su 24-120/4S@70mm 1/320 f11 ISO160

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    Z9 su 100-400/4.5-5.6S@400mm 1/2000 f5.6 ISO500

    Chiudo con una foto che, ancora, suscita in me una forte emozione. Lo so, quelle che la precedono sono più spettacolari, ma questa è la fine del mare navigabile e l’inizio della banchisa. Almeno dove era il 19/6/2022, 80° 00'N 015° 00'E off Moffen Island.
    Il punto più a nord che io abbia mai raggiunto, con il Polo a circa 1000Km da noi.

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    Z9 su 24-120/4S@49mm 1/200 f11 ISO64

    Ci siamo volontariamente incagliati qui un giorno intero, sperando che 3 lontanissimi orsi, appena visibili con il binocolo, in caccia di foche, si avvicinassero. Spesso capita addirittura di incocciare in qualche orso curioso che si avvicina moltissimo alla nave. Purtroppo non è successo. È l’unica cosa che avrei voluto avere in più da questo viaggio: vedere un orso in caccia sulla banchisa, ma alla fine è meglio così: ho un validissimo motivo per tornare!

    Questo probabilmente è l’articolo più lungo che io abbia mai scritto, è ormai tempo di bilanci.

    Dopo il 2021, quando vendendo le reflex avevo un po’ buttato il cuore oltre l’ostacolo, il 2022 lo ricorderò come l’anno della raggiunta maturità del mondo Z. Ho fotografato molto e fatto due spedizioni fotografiche decisamente impegnative, usando con grande profitto solo corpi Z, lenti Z e residuando con bocchettone F unicamente i miei 500mm. 

    Senza dubbio, la Z9 è l’ammiraglia che aspettavamo. Occorre solo lasciarla correre come preferisce e non forzarla a fare la reflex senza specchio. Se lo farai, ti darà risultati fantastici e ti aiuterà a portare la tua fotografia oltre ai tuoi precedenti limiti.

    La Z6II ha ottime qualità, ma non è un'ammiraglia. Sfido chiunque a capire delle immagini fatte sopra cosa è scattato con quale corpo, senza guardare le mie note. Ha qualità di immagine da vendere. Solo corre molto meno della sorellona, ma non sempre serve correre.

    Il 24-120 è il tuttofare di qualità che risolve tutte le situazioni, un must have per chi fotografa come me. Paesaggi, reportage, animali: è buono per tutto.

    Il 100-400 ha una qualità eccellente, è semplicissimo da usare a mano libera ed ha un AF estremamente veloce. Il range di focale è enormemente comodo ma non fa rimpiangere minimamente zoom meno spinti come il 70-200.

    C’è solo una cosa che vorrei chiedere a Nikon: un supertele con cui sostituire il 500/4E e abbandonare l’FTZ. Nikon? Mi senti?

    Massimo Vignoli per Nikonland (c)
    11/9/2022 

     

     

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    Recommended Comments



    • Nikonlander Veterano

    non ho nulla da dire.. solo una sana invidia, foto: 10 e lode, attrezzatura fotografica: 10 e lode, location: 10 e lode, racconto: 10 e lode.. e poi..  sei anche bravo al 100 % di condividere purtroppo solo un poco.. ma lo capisco, il senso della tua nuova avventura che sono sicurissimo, non sarà certamente l'ultima.. altre avventure affascinanti ti aspettano, e noi saremo qui ad ammirare le tue meraviglie, ovviamente il materiale è di primaria importanza, ma non è l'unica cosa, è quello che molti chiamano: manico che tu hai in abbondanza.

    Grazie Massimo

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    • Nikonlander Veterano

    Può sembrare strano ma sono rimasto letteralmente senza parole. Però le devo trovare. Per giustizia le devo trovare.
    Penso però che ridurre il discorso al "supporto tecnico" sarebbe fortemente ingiusto. Viceversa sono convinto che il contesto del viaggio avventuroso che poi diventa ancora più avventuroso a motore spento e quelle immagini che segano letteralmente il fiato a chi le guarda siano veramente il nocciolo di questo bellissimo racconto.

    Ma siamo su Nikonland e allora una citazione della Z9 e della sua sorella minore diventa obbligatoria. Sappiamo quanto valgono. Ciononostante il "manico" è quello che conta veramente per cui ho l'assoluta certezza che anche con un corredo F saresti stato capace di produrre questo meraviglioso lavoro. Oltremodo degno di Nikonland e lo dico con grande onestà.

    Grazie Massimo :)

    PS - La foto dello sbuffo della balena è da NG. (Ho visto bene? Sulla sinistra c'è la testa di una foca che la osserva?)

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    • Nikonlander Veterano

    Eccellente reportage ed altrettanto suggestive immagini. Bravo.

    Posso immaginare le sensazioni e le emozioni che hai vissuto in quelle terre straordinarie sia percorrendole che fotografandole, assieme alle creature che le abitano. Deve essere stato fantastico!

     

     

     

     

     

    Ma no, non posso neanche immaginarlo... :sorriso:

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    • Redazione

    Ecco sì, potrei accontentarmi di copiare ed incollare quanto scritto da Enrico, perchè è difficile scrivere meglio di così ciò che il tuo reportage mi ha dato.

    Ma sarebbe una scappatoia facile: Per cui a rischio di essere ripetitivo ci metto del mio.

    Il reportage è scritto ed illustrato in modo professionale, esauriente e completo, come sempre i tuoi.

    Ma è il senso dell'inquadratura (della luce e di tutto il resto che fa la foto) che è cosa rara; originale, non lo dico per dire, da sempre sono convinto che  le tue foto nulla hanno da invidiare a quelle  migliori fotografi naturalisti che ho visto pubblicati nelle riviste serie, e questa è solo un'altra conferma.

    Inutile citare questa o quella foto ciascuna è un'emozione diversa e tira fuori l'essenza del momento che hai ripreso.

    PS Che tenera  la coppietta di Edredoni :) 

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    • Nikonlander Veterano

    Finalmente, lo aspettavo questo tuo racconto Fotografico, sicuro che sarebbe stato.......COME in EFFETTI E'.

    Io che non so scrivere ne come te (in modo superlativo hai raccontato questo viaggio) ne come chi mi ha preceduto, son costretto a ripetermi nella maniera più semplice dicendoti BRAVO.

    Poi che dire delle foto, visto che è un Sito di fotografie, Bellissime, Azzeccate come luce ed inquadratura e non riesco ad immaginare quante altre ne hai di altrettanto belle.

    Quello che più ti "invidio"? Brutta parola detta ti assicuro SOLO in maniera Positiva:
    i ricordi dell'Avventura che ti rimarranno dentro per sempre
    o almeno fino alla prossima che ti Auguro sia migliore di questa se possibile.....

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    • Nikonlander

    Massimo, ti devi accontentare di una sola coppa, ne volevo mettere molto di piu'. I miei piu' sinceri complimenti, non tanto per il tuo racconto che mi ha lasciato con la bocca aperta, non tanto per le foto eccelenti (sono sicuro che ci sono altre ancora piu' belle) ma soprattutto per la tua perseveranza nel seguire i tuoi sogni. Ti auguro tante belle esperienze come questa che ti lasciano nel cuore il dolce sapore di averle vissute, corredate come sempre da bellissime fotografie riccordi di una vita.

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    • Nikonlander

    Beh direi il degno coronamento di un bel 2022. Ottimo racconto accompagnato da bellissime immagini,vedo che non è mancato nemmeno il momento di suspance sulla nave.....come giustamente riporti,un'esperienza simile ti invoglia ad un bis che mi auguro per te,si avveri presto. L'accoppiata Z9/500 e Z9/100-400 mi pare abbia lavorato bene senza intoppi e così pure la sorella minore Z6. A mio avviso però la prossima volta ti co vorrebbe un600mm dati i soggetti che è meglio incontrare sulle lunghe distanze.....

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    • Nikonlander

    Racconto avvincente , la rottura del motore mi ha creato un po' di ansia, non immagino voi che l avete vissuta, foto spelendide , esamine tecnica di alto livello 

    Great ! 

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    • Nikonlander

    Confesso che alla rottura della pompa mi è salita l'ansia xD

    Reportage molto bello e belle foto.

    Luoghi stupendi e poi le luci del Nord...sono le luci del Nord

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    • Administrator
    Cita

    La Z9, consente di fare cose che mai avrei potuto fare con la D5. Prima ero sulla spiaggia, quindi era un po' più facile. Mentre qui sono sporto fuori bordo, sdraiato sul tubolare del gommone, e la Z9 con montato il 100-400 è a pelo d’acqua. Perché solo con la Z9? Impugnatura ergonomica e monitor basculante… Oltre al coraggio di abbassarla sull’acqua fino a quando le dita non la toccano (dritta di Audun e questo sarebbe un altro filone da trattare...)!

    Cita

    Senza dubbio, la Z9 è l’ammiraglia che aspettavamo. Occorre solo lasciarla correre come preferisce e non forzarla a fare la reflex senza specchio. Se lo farai, ti darà risultati fantastici e ti aiuterà a portare la tua fotografia oltre ai tuoi precedenti limiti.

    Al netto dei complimenti per il coraggio/incoscienza con il quale lasci a casa la famiglia per andare in posti del genere e della fortuna di essere tornato a raccontare, sono felice dei tuoi convincimenti sulla Z9 e sul sistema Z (i complimenti che fai alla Z6II sono significativi e importantissimi) perchè danno in Redazione a Nikonland la certezza di non esserci sbagliati.

    Come vedi, da qualche tempo, in parallelo alle tue affermazioni in proposito, è aumentata anche la mia assertività al riguardo: senza alcuna pietà per chi continui a farfugliare scuse del genere "...se il sistema Z rappresenterà il futuro Nikon..." oppure chi continui a glorificare impossibili monumenti del passato, come ormai sono le reflex più importanti della serie D
    (ossia UNICAMENTE D5 e D6...)

    Chi fotografa in azione ed in luoghi ostili come quelli che affronti tu, non ha più scuse riguardo l'attrezzatura.

    Spero che in futuro Nikon dia spazio alla tua richiesta, perchè abbiamo visto che ogni ottica Z surclassa l'equivalente F.

    Complimenti !

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    • Nikonlander Veterano

    Reportage incredibile Massimo, una vera avventura ai confini del mondo.

    Le fotografie della famigliola di orsi che si coccolano, e dello sbuffo della balena mi hanno davvero emozionato.

    Riguardo alla parte tecnica, sono contento che l'attrezzatura Z si sia comportata bene in un clima così estremo, e direi che si tratta di un post che Nikon dovrebbe inserire nelle sue brochure.

    Grazie per la condivisione con noi di questa splendida esperienza.

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    • Redazione
    6 ore fa, effe ha scritto:

    PS - La foto dello sbuffo della balena è da NG. (Ho visto bene? Sulla sinistra c'è la testa di una foca che la osserva?)

    Credo di no, dovrebbe essere un'uria che galleggia stile papera. La zona non era molto lontana dalla scogliera nella quale nidificano in massa e ce n'erano moltissime in giro.

    Se la foto ti è piaciuta, avrei dovuto fare un filmato. Sostanzialmente la situazione era che lei andava per i fatti suoi, stava immersa 4-5', emergeva, respirava 3-4 volte e si immergeva nuovamente. La bravura della guida era nello stimare direzione e velocità per fare in modo, senza andare a stecca col gommone per non infastidirla, di essere vicini a dove sarebbe riemersa. Troppo forte aspettare quei minuti per avere il primo sbuffo! Se guardi bene la foto, quello grande è in realtà un secondo sbuffo. Vedi il primo che si sta dissolvendo un po' più a sinistra.

    4 ore fa, Gianni ha scritto:

    Quello che più ti "invidio"? Brutta parola detta ti assicuro SOLO in maniera Positiva:
    i ricordi dell'Avventura che ti rimarranno dentro per sempre

    Si, fotografare è come il viaggio della vita: Non importa tanto dove ti porta quanto il percorso - le esperienze - che  fai. 

    4 ore fa, Jorgos ha scritto:

    tua perseveranza nel seguire i tuoi sogni

    1 ora fa, Max Aquila ha scritto:

    Al netto dei complimenti per il coraggio/incoscienza con il quale lasci a casa la famiglia per andare in posti del genere e della fortuna di essere tornato a raccontare

    Purtroppo la vita mi ha insegnato che siamo di passaggio e che può finire in qualsiasi momento. E' un nostro dovere verso noi stessi cercare di impiegarla nel modo che ci fa più felici! E poi, perdonatemi la battutaccia goliardica, per effetto combinato delle polizze e dell'età io valgo ormai più da morto che da vivo :) 

    1 ora fa, Max Aquila ha scritto:

    ...sono felice dei tuoi convincimenti sulla Z9 e sul sistema Z (i complimenti che fai alla Z6II sono significativi e importantissimi) perchè danno in Redazione a Nikonland la certezza di non esserci sbagliati.Come vedi, da qualche tempo, in parallelo alle tue affermazioni in proposito, è aumentata anche la mia assertività al riguardo: senza alcuna pietà per chi continui a farfugliare scuse del genere "...se il sistema Z rappresenterà il futuro Nikon..." oppure chi continui a glorificare impossibili monumenti del passato, come ormai sono le reflex più importanti della serie D
    (ossia UNICAMENTE D5 e D6...)

    Chi fotografa in azione ed in luoghi ostili come quelli che affronti tu, non ha più scuse riguardo l'attrezzatura.

    Sono assolutamente convinto. E le immagini che riesco a realizzare sono li a dimostrare che è così. 
    Certo, chi non riesce ad ottenere altrettanto - e non intendo per incapacità - ha più difficoltà a mostrarne la prova: Tutti abbiamo, ora con le Z come prima con le D, una percentuale di fotografie non riuscite. Ma io ormai sono sicuro che quella percentuale è più bassa con le Z. Che come detto aprono possibilità prima inesistenti, se le approcci a mente aperta e ti poni il problema di cosa puoi fare tu, cosa puoi cambiare nel tuo modo di fotografare, per beneficiare di loro.
    E sai bene che ho viaggiato, quando l'ammiraglia D di riferimento era la D5, con le coppie D5 e D810, D5 e D500, D5 e D5.... Z6II e Z9 - oggi e non in un futuro indistinto - le straccia tutte. E quando uscirà la III generazione, che è la prima abbastanza matura da confrontarsi ad armi pari con le D sopra citate, vedremo i fuochi artificiali. 

    1 ora fa, Gabriele Castelli ha scritto:

    famigliola di orsi che si coccolano

    E' stata una cosa pazzesca. Lo ha anche allattato, solo che era in una posizione sballata e fotograficamente non rendeva. Ma che emozione!!!!

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    • Nikonlander

    Racconto e foto spettacolari, non mi ripeto su quanto già detto da altri.
    Capisco l’apprensione per il problema al motore, ma sono anche d’accordo con quanto detto dall’equipaggio: anche in condizioni avverse e affrontando il mare sempre con rispetto se ne esce, ma con il motore in avaria sei in balia delle onde. 
    per quanto riguarda le foto anch’io sono rimasto affascinato dalla foto dello sbuffo e da quella con gli orsi che si coccolano. 
    Volevo chiederti se potevi spiegare meglio la differenza tra d5 e z9 e perché quest’ultima ti permette di approcciare la fotografia in modo diverso. Grazie. 

    Edited by Antonio Biggio
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    • Redazione
    8 ore fa, Antonio Biggio ha scritto:

    Volevo chiederti se potevi spiegare meglio la differenza tra d5 e z9 e perché quest’ultima ti permette di approcciare la fotografia in modo diverso.

    Sono tanti i fattori, probabilmente ci vorrebbe un articolo per spiegarli. Articolo che non sono ancora in grado di scrivere perché non li ho trovati tutti 😉.
    Comunque, anche senza addentrarmi nei meandri dell’autofocus, questi sono i vantaggi principali.

    Mirino/ergonomia
    Contiene informazioni preziose, che in situazioni ad alta dinamicità ti aiutano a scattare come vuoi tu. Non solo il semplice feedback dell’esposizione, quello è l’ovvio. Parlo della livella (fotografare da un gommone, a mano libera, appoggiato al tubo che però è in costante movimento conservando le immagini livellate per non perdere nitidezza ed inquadratura facendolo dopo è un esercizio da provare per capire), del fatto che passando in crop DX hai lo stesso mirino che hai in FX, della possibilità di rivedere lo scatto fatto senza togliere l’occhio dal mirino e senza cambiare la posizione di scatto (e nel mio caso gli occhiali, con i quali guardo nel mirino ma non riesco a vedere il monitor). 
    E poi ci dobbiamo aggiungere lo schermo basculante, con la livella, per fare foto a pelo d’acqua, a mano libera, con 5kg di attrezzatura… senza essere tu fisicamente nell’acqua. Prova a farlo con la D5.
    C’è una foto di un tricheco, a pelo d’acqua, fatta con il 24-120. Davvero pensiamo che avrei potuto stare così vicino a quel bestione, in acqua, a fotografare a raffica con il rumore della D5? Ci sono quelli sulla spiaggia, sempre 24-120. Io in ginocchio a pochi metri da loro. La D5 era una mitragliatrice, questa ti bisbiglia per farti sapere che hai fotografato.

    Sensore.
    Sono stato un accanito oppositore, al lancio: Avrei voluto avere il sensore della D5. La mia opinione va ora in direzione ortogonale. Semplicemente, non avrei potuto fare le foto di paesaggio che ho fatto se avessi avuto una D5, per via della inadeguata gamma dinamica e di quanto i file sono meno lavorabili. E io che amo ambientare i miei soggetti, faccio foto di paesaggio anche quando fotografo animali.
    Non avrei un TC incorporato, tra FX e DX, disponibile semplicemente azionando un tasto. 

    Sistema.
    Beh, la D5 non monta le lenti Z. No? 

    Poi, quando volete, parliamo dell’autofocus 😀😀😀😀

     

     

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    • Administrator

    Niente da fare, Massimo:

    le persone difendono il denaro investito a suo tempo e pensano che noi qui si abbia degli interessi privati.

    Continueranno a stupirsi.

    Piuttosto mi interessava sapere: avevi anche binocolo con te o all'avvistamento c'erano solo le guide e vi segnalavano dove guardare?

    E loro, che binocoli utilizzavano?

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    • Redazione
    16 minuti fa, Max Aquila ha scritto:

    Piuttosto mi interessava sapere: avevi anche binocolo con te o all'avvistamento c'erano solo le guide e vi segnalavano dove guardare?

    E loro, che binocoli utilizzavano?

    Avevo il binocolo, perché è più comodo guardarci dentro. Le guide si sbattevano un sacco ma incentivavano tutti a guardarsi bene in giro, in particolare per gli orsi.

    Loro usavano Svaroski e Canon stabilizzato.

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    • Nikonlander
    4 ore fa, Massimo Vignoli ha scritto:

    Sono tanti i fattori, probabilmente ci vorrebbe un articolo per spiegarli. Articolo che non sono ancora in grado di scrivere perché non li ho trovati tutti 😉.
    Comunque, anche senza addentrarmi nei meandri dell’autofocus, questi sono i vantaggi principali.

    Mirino/ergonomia
    Contiene informazioni preziose, che in situazioni ad alta dinamicità ti aiutano a scattare come vuoi tu. Non solo il semplice feedback dell’esposizione, quello è l’ovvio. Parlo della livella (fotografare da un gommone, a mano libera, appoggiato al tubo che però è in costante movimento conservando le immagini livellate per non perdere nitidezza ed inquadratura facendolo dopo è un esercizio da provare per capire), del fatto che passando in crop DX hai lo stesso mirino che hai in FX, della possibilità di rivedere lo scatto fatto senza togliere l’occhio dal mirino e senza cambiare la posizione di scatto (e nel mio caso gli occhiali, con i quali guardo nel mirino ma non riesco a vedere il monitor). 
    E poi ci dobbiamo aggiungere lo schermo basculante, con la livella, per fare foto a pelo d’acqua, a mano libera, con 5kg di attrezzatura… senza essere tu fisicamente nell’acqua. Prova a farlo con la D5.
    C’è una foto di un tricheco, a pelo d’acqua, fatta con il 24-120. Davvero pensiamo che avrei potuto stare così vicino a quel bestione, in acqua, a fotografare a raffica con il rumore della D5? Ci sono quelli sulla spiaggia, sempre 24-120. Io in ginocchio a pochi metri da loro. La D5 era una mitragliatrice, questa ti bisbiglia per farti sapere che hai fotografato.

    Sensore.
    Sono stato un accanito oppositore, al lancio: Avrei voluto avere il sensore della D5. La mia opinione va ora in direzione ortogonale. Semplicemente, non avrei potuto fare le foto di paesaggio che ho fatto se avessi avuto una D5, per via della inadeguata gamma dinamica e di quanto i file sono meno lavorabili. E io che amo ambientare i miei soggetti, faccio foto di paesaggio anche quando fotografo animali.
    Non avrei un TC incorporato, tra FX e DX, disponibile semplicemente azionando un tasto. 

    Sistema.
    Beh, la D5 non monta le lenti Z. No? 

    Poi, quando volete, parliamo dell’autofocus 😀😀😀😀

     

     

    Grazie. 
    A me le due cose che sicuramente mi mancano nella z7, ma anche prima con le reflex digitali, sono il monitor basculante che sopratutto in macro sarebbe di grande aiuto, e la visione notturna sempre a monitor. 

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    • Nikonlander

    Ciao, ieri sera mi sono letto tutto con avidità, ripromettendomi oggi di assaporarmi al meglio le foto a pc. Delle foto non serve che parlo, hanno detto tutto altri prima di me; da te mi aspettavo questa qualità e quella delicatezza e sensibilità che contraddistingue i tuoi scatti. Più di qualcuno ha detto scatti da NG: non concordo; è da un po' che non lo leggo, ma, per quanto i loro lavori siano sempre di livello, o sono loro che negli anni hanno fatto qualche passo indietro, o sei tu che sei andato oltre di livello, insomma non sono da NG, sono meglio!

    Ma oltre alle foto devo dire che è molto ben fatto il racconto, ti coinvolge, ti fa immedesimare e ti fa entrare nell'avventura; non dico di aver proprio viaggiato con te, ma insomma... un buon palliativo in attesa, prima o poi, di un viaggio del genere. 

    Sono felice che tu abbia potuto fare questa esperienza e te ne auguro molte altre; grazie ancora per la condivisione.

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    • Nikonlander Veterano

    Bravo Massimo. Al di là delle foto straordinarie, credo ti rimarrà negli occhi quella luce del nord unica nel suo genere che accompagnerà l’emozione di aver realizzato un tuo sogno e di avercelo fatto condividere. 

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    • Nikonlander Veterano

    Massimo ti stringo le mani virtualmente per farti i miei più vivi complimenti.

    Un articolo bellissimo corredato da fotografie da sogno. Hanno scritto meglio di National Geographic? Sì concordo... Meglio.

    Tante foto davvero belle e lavorate in maniera egregia. I paesaggi sono quelle che mi hanno colpito più nell'animo. Bravissimo!

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    • Nikonlander Veterano

    Bel racconto, Belle foto, difficile aggiungere altro.
    Molto Molto Bravo
    Grazie per averci condiviso questa tua esperienza e passione.
     

     

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    Il tuo racconto corredato dalle bellissime foto, mi ha immedesimato a essere in quelle zone così lontane e misteriose.

    Che dire ?un giorno mi aggiungerò anche io ad un viaggio simile.

    Complimenti!!!

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    • Nikonlander

    Racconto stupendo, con atmosfere che richiamano Melville, London. Hai riportato a casa oltre che immagini magnifiche da premio internazionale, un'esperienza vissuta che immagino segni la vita. Mi sarebbe piaciuto vederne altre, anche quelle proibitive e immagino impossibili della tempesta. Grazie davvero molto, per me che difficilmente potrei farla.

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