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  • Silvio Renesto
    Silvio Renesto

    [experience] Nikon Af P 70-300mm f4.5-5.6 ED Vr e lente addizionale, prova sul campo

    Le lenti addizionali sono degli aggiuntivi ottici simili a dei filtri che si avvitano davanti all'obiettivo per diminuirne la distanza minima di messa a fuoco,  permettendo così di avvicinarsi di più al soggetto, ottenendo ingrandimenti superiori a quelli consentiti dal solo obiettivo.

    Ho descritto estesamente  come sono fatte e come funzionano le lenti addizionali soprattutto qui, e 
    qui, ma anche qui

    Per questo mi limito a riassumere solo i dati fondamentali:
    La capacità di ingrandire di una lente addizionale dipende dal suo valore diottrico e dall'obiettivo su cui è montata. Maggiore il valore diottrico, maggiore l'ingrandimento, maggiore la focale dell'obiettivo, di nuovo maggiore l'ingrandimento. 
    Ma non ci si deve fare illusioni, le lenti addizionali più potenti di solito funzionano meglio su focali corte, su focali lunghe possono dare luogo ad aberrazioni e scarsa nitidezza. Inoltre raramente (o mai?) si ottengono buoni risultati con focali superiori ai 300mm
    Le lenti addizionali sono di due tipi, ad un elemento e a due elementi incollati (doppietti acromatici) questi ultimi sono molto più corretti e gli unici da usare se si vogliono ottenere risultati soddisfacenti.
    La distanza di messa a fuoco massima  è inversamente proporzionale al valore diottrico e il suo valore (in mm) si ottiene dividendo 1000 per le diottrie. una lente da 1 diottria metterà a fuoco a  1m dalla lente stessa (con l'obiettivo focheggiato ad infinito), una da 3 diottrie a 1000:3= 333mm e qualcosa ossia un po' più di 30cm.
    La distanza di messa a fuoco è indipendente dalla lunghezza focale dell'obiettivo,  una lente da 3 diottrie metterà a fuoco a 33 cm circa con un 28mm come con un 200mm. Alla minima distanza di messa a fuoco si ha un maggiore ingrandimento, ovviamente , ma non di molto e la qualità può diminuire.


    Sul campo io preferisco usare lenti addizionali da 1,5 diottrie rispetto ad altre più potenti, perchè mi permettono una distanza maggiore dal soggetto (circa 65cm) con tutti i vantaggi che ne conseguono, che secondo me compensano la minore capacità di ingrandire. 


    Le lenti addizionali  sono particolarmente utili  accoppiate ad uno zoom tele di qualità in quanto il poter disporre di una focale variabile ne aumenta moltissimo la versatilità. Con uno zoom 70-200mm o 70-300mm di apertura media (f4-5.6) e una lente addizionale di qualità (che sta in tasca) si ha un set che permette di passare dallo scorcio di paesaggio alla macro , senza avere necessità di caricarsi di altri obiettivi, cosa utile in un'escursione in montagna.

    crabspid.thumb.jpg.93cd39bbfd65383bc4f81f2d49147493.jpg

    Misumena vatia, Ragno granchio. Questo l'ho già pubblicato, quando l'ho fotografato stavo facendo una passeggiata ed avevo con me solo la D500, il 70-300AfP e  uno zoom grandangolare, la lente da 1,5 diottrie mi ha permesso di ottenere questa immagine.  


    Ho voluto  testare il Nikon AfP 70-300mm f4.5-5.6 accoppiato ad una lente addizionale di buona qualità, la SIGMA AML  da 1,5 diottrie, in pratica la versione SIGMA della Nikon 5T, da cui differisce  per il diametro della filettatura filtri (58mm la SIGMA, 62 la Nikon 5T) ed il prezzo, mi è costata ben 7 euro e qualche centesimo (!)   usata (è fuori produzione da decenni, era venduta come accessorio della prima versione del Sigma  70-300mm apo macro). Avrei preferito la Nikon 5T ma è introvabile, oppure venduta a prezzi irragionevoli.

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    La SIGMA AML montata sul Nikon 70-300 AfP, ci sono voluti due anelli adattatori step down perchè lo zoom ha un diametro filtri da   67mm e la lente da 58mm, ma grazie anche al fatto che ho usato  un corpo Dx, non ci sono stati problemi di vignettatura od altro.


    Il Nikon 70-300 AfP in sè ha una resa più che discreta anche a 300mm e decisamente buona fino a 200mm. Arriva da solo ad un rapporto di riproduzione di 1:5 (0.25x) a 1,25m a 300mm, il che vuol dire però che a quella distanza è la focale effettiva è di soli 180mm circa (!). La stabilizzazione è molto buona e mi ha permesso di scattare a mano libera anche con la lente addizionale.

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    Argiope bruennichi ripresa con il solo 70-300mm a 300mm alla minima distanza di messa a fuoco. In realtà è come scattare  con un 180mm.


    Fare fotografia ravvicinata con questo zoom e la Sigma AML permette di ottenere risultati più che soddisfacenti, anzi, davvero buoni, per diversi motivi oltre alla ovvia possibilità di ingrandire.

     

     

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    Stesso soggetto con zoom e lente addizionale. Sta impacchettando una preda.


     


    La qualità ottica dello zoom più lente anche a 300mm è buona ed a 200mm è ottima.

    A 300mm il mio 70-300mm  (sulla mia D500) soffre di leggero backfocus con e senza lente (il fuoco come vedete cade sull'ala dietro alla libellula mentre io avevo focheggiato sul tronco). A 300mm quindi conviene usare il live view, se  possibile, eliminando il problema.

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    Anax imperator che depone, focale 300mm + SIGMA AML, senza live view.

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    Crop 100% sembra poco nitida, ma si tratta di backfocus, se guardate la base dell'ala dietro vedete che è molto nitida.

     

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    Crocothemis erythraea ripresa a 200mm con la lente SIGMA AML. Niente backfocus.

     

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    Crop 100%. Resa ottima per un non macro, osservate l'addome e i peli alla sua base.

     

    Usando il live view il problema scompare anche a 300mm:

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    Calopteryx splendens femmina ripresa a 300mm in live view.


    Con la lente addizionale l'obiettivo è focheggiato ad infinito per cui la focale effettiva rimane 300mm anche a distanza ravvicinata permettendo anche di ottenere uno sfuocato migliore.

    NOTA. La ghiera di messa a fuoco del 70-300 AfP non ha una scala delle distanze, per cui non è immediato capire se il fuoco è ad infinito o no. Occorre farci la mano e usare un po' di attenzione;  si può anche focheggiare ad infinito prima di montare la lente.

     

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    Calopteryx splendens maschio ripreso a 300mm con lente addizionale, live view.
     

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    Crop 100%. Niente male, no?

    Il principale vantaggio di usare la lente addizionale su uno zoom sta nella possibilità passare da inquadrature di dettaglio a soggetto intero senza spostarsi, semplicemente zoomando avanti e indietro per variare la lunghezza focale.

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    Lo stesso esemplare della foto precedente,  inquadrato intero, semplicementer zoomando da 300 a 120mm (+ lente SIGMA AML) senza dover spostare il cavalletto.


    In conclusione il nikon 70-300 AfP abbinato ad  una lente addizionale di qualità da 1,5 diottrie forma un kit versatilissimo e di ingombro nullo, utile per quando non ci si può portare dietro un corredo più completo che comprenda focali fisse ed obiettivi macro. E' anche molto divertente da usare.
    Penso che su una mirrorless Z (premetto: come soluzione temporanea in attesa di un'ottica macro con attacco Z , o di uno zoom Z mount comparabile, non sparate sul pianista :) ) possa dare soddisfazione anche maggiori in quanto non ci sarebbero eventuali problemi di precisione di messa a fuoco da gestire.


    Lenti più potenti, ad essempio da 3 diottrie, come la Marumi 330 DHG o la Nikon 6T, accoppiate al 70 300 AfP permetterebbero di entrare nel mondo della vera macro, con ingrandimenti prossimi ad 1:1,  ma si restringerebbe il range di utilizzo,  richiederebbero più attenzioni nell'uso sul campo   e bisognerebbe verificare se la resa dello zoom accoppiato a queste lenti più potenti rimane ugualmente buona. Se qualcuno si volesse  cimentare nel test, lo leggerò con grande interesse  ;) .


    Per finire: Non intendo assolutamente affermare che lo zoom  più una lente sia meglio di un macro, nè che sia l'unica soluzione alternativa, mi raccomando. Ho solo voluto mostrare un modo non troppo difficile, poco ingombrante, molto economico e abbastanza divertente per fare se non della vera macro, almeno della  buona fotografia ravvicinata. 


     

    Edited by Silvio Renesto



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