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  • Silvio Renesto
    Silvio Renesto

    Come si fotografa in un capanno attrezzato per la piccola fauna.

    In questo articolo con il termine "capanno attrezzato" intendo quei capanni in cui oltre al riparo per il fotografo sono disposti posatoi ad hoc ed è presente mangime di vario genere  allo scopo di avvicinare i soggetti.
    I soggetti sono perfettamente liberi, è la presenza di cibo e di acqua ad attirarli consentendo al fotografo di riprenderli con maggiore facilità. 
    C'è chi costruisce questi capanni ad uso personale e ce ne sono di quelli  gestiti da varie organizzazioni, ad esempio Skua, o da singoli individui che li affittano ai fotografi. Negli ultimi anni c'è grande richiesta.
    I capanni in sè possono essere molto semplici o molto elaborati, da poco più che tende a quasi dei mini bungalow, ma non è questo il tema dell' articolo.
    Mi interessa spiegare come ottenere il meglio, perchè anche  se incredibilmente più facile che fare della fotografia vagante, la foto nel capanno attrezzato richiede comunque attenzione per evitare di fare foto banali o percepite come poco naturali, od addirittura brutte per chi ha un minimo di sensibilità estetica e di conoscenza della fotografia naturalistica.

    Non parlo dei capanni per gli orsi e simili, che non conosco, mi riferisco ai piccoli capanni nostrani per fotografare di solito uccelli e piccoli mammiferi.

    Le foto giuste e sbagliate  sono tutte mie così non offendo nessuno.

    Vediamo le cose a cui fare attenzione:

    Ambiente ristretto: Il capanno attrezzato  a cui mi riferisco è come un piccolo set di posa, per cui  se questo permette di avere dei posatoi "scelti" che consentono inquadrature gradevoli:

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    D'altro canto le  dimensioni limitate fanno sì che se non si sta attenti nel comporre le immagini, possono restare inclusi dei particolari che rivelano l'artificialità della situazione.

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    L'angolo della vaschetta a sinistra.

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    Così è meglio.

    Il mangime nei capanni in affitto è generalmente ben distribuito dal gestore in punti nascosti prima di ogni sessione, ma occorre lo stesso fare attenzione quando si inquadra a non includere elementi chiaramente estranei come ad esempio noci e nocciole incastrate  per attirare i picchi.

     

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    La nocciola...non si può guardare. 

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    Niente nocciola. Meglio, molto meglio.

    Spesso durante la sessione sono gli animali stessi a disperdere i semi  creando un tappeto sgradevole, molta attenzione quindi quando si inquadrano soggetti posati a  terra.

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    Sbrodoloni!

     

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    In alto a destra... quanti semi! Anche sfuocati si notano.

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    Noooo!

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    Meglio. si vede ancora qualcosa comunque, ma disturba meno.

    Se qualcosa scappa si può tentare di aggiustare in postproduzione, ma sarebbe meglio partire  con lo scatto corretto.

    _SCR2765.thumb.JPG.8011b8b0fe3e2939dea7d96fdab10b7d.JPG

    In questa foto di Poiana c'è un pezzettino di ...Pollo a destra, che fa una piccola macchia bianca, potremmo tirarlo via in postproduzione.

    Nei capanni autocostruiti per diletto personale, a volte si usano mangiatoie da supermercato, tipo le retine, che gli uccelli possono fare cadere, occhio anche a quelle.

    cinciallmang3.jpg.6df754a1aa808ff2a3e81318e2c77001.jpg

    Sinistra Sì, destra No.

    E' anche molto poco gradevole fotografare i soggetti con il cibo nel becco, se non è cibo coerente con l'ambiente, Una peppola ben difficilmente troverà un seme di girasole nel bosco, quindi, evitiamo.

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    Sono stato pesantemente criticato (con ragione) per questa foto alla Nocciolaia da me scattata tanti anni fa con l'ingenua idea  "che bello una nocciolaia con la nocciola in bocca".

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    Nocciole nella neve in un bosco di conifere, ma quando mai!  Me  meschino!

    NOTA BENE, COME HO GIA' SCRITTO IN RISPOSTA AD UN MESSAGGIO, LE MIE NON SONO INDICAZIONI PER IMBROGLIARE  E FAR PENSARE CHE QUESTE FOTO RAVVICINATE SONO MERITO DI CHISSA' QUALE NOSTRA GRANDE ABILITA'.  CHIUNQUE E RIPETO CHIUNQUE CAPISCA UN MINIMO DI FOTOGRAFIA NATURALISTICA SA CHE NEL NOSTRO PAESE CERTI ANIMALI A CERTE DISTANZE CI VENGONO SOLO SE ATTIRATI E SE IL FOTOGRAFO E' NASCOSTO. LE MIE VOGLIONO ESSERE DELLE INDICAZIONI PER FARVI OTTENERE UN RISULTATO IL PIU' POSSIBILE GRADEVOLE ESTETICAMENTE DALLE VOSTRE FOTO, SFRUTTANDO AL MEGLIO LA SESSIONE FOTOGRAFICA.

    Le condizioni di luce. Tranne rari casi, i capanni attrezzati per la piccola fauna stanno in un bosco, magari con una piccola radura, ma sono quasi sempre presenti coperture, quindi zone illuminate e zone in ombra, perchè negli spazi troppo aperti i soggetti non si sentono sicuri e non si avvicinerebbero. Occorre farci attenzione, inoltre la direzione e l'inclinazione  della  luce varia molto con il passare delle ore.
    Questo però può anche essere un vantaggio per fare foto particolari.

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    Qual'è l'obiettivo migliore per il capanno attrezzato? Lo zoom tele che parta da 100-150-200mm ed arrivi a 400-500mm perchè i soggetti possono avvicinarsi moltissimo e se avete solo dei  tele fissi lunghi come un 500mm potreste avere delle grosse difficoltà. 

    Vicino e lontano in pochi secondi:

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    Un' ultima cosa nelle foto da capanno attrezzato i soggetti tendono ad essere quelli, ed il rischio di fare la milionesima foto già vista è alto; occorre impegno per ottenere qualcosa di interessante: Quello che distingue una buona foto da una scarsa in capanno, oltre all' escludere elementi di disturbo, è proprio cercare una luce interessante e cogliere atteggiamenti particolari.


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    Molta gente pensa che basti l'animale a fare la foto. No. Il fotografo ci deve mettere del suo, come in tutti gli altri generi. E se vuole migliorare deve conoscere i soggetti e in generale  la natura. C'è da imparare, molto.

    Spero di essere stato utile a qualcuno, od almeno che sia stata una lettura non troppo sgradevole.

    Silvio Renesto

     

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    Recommended Comments

    • Nikonlander Veterano

    Argomento spiegato e chiarito in maniera eccellente....come ogni tuo articolo.....

    Secondo me la conoscenza della  Biologia dei soggetti che si va a fotografare è importantissima e necessaria comunque, anche se in questo tipo di situazioni gli animali in genere vengono comunque vicino....

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    • Nikonlander

    Bell'articolo, molto interessante e affascinante, soprattutto per uno che non ha esperienza nel campo. sarebbe bello vedere anche qualche foto del capanno per capire di cosa stai parlando....ciao

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    • Administrator

    A me invece è cascata molta della poesia che mi ingeneravano gli scatti immaginati come wildlife.

    Alle volte meglio non sapere :cuoricini:

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    • Redazione

    Per essere wildlife è wildlife sotto tutti gli aspetti: Sono animali selvatici in totale libertà che possono andare e venire (o non venire) quando e come pare a loro. 

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    • Redazione
    6 ore fa, Fabio Zambelli ha scritto:

    Bell'articolo, molto interessante e affascinante, soprattutto per uno che non ha esperienza nel campo. sarebbe bello vedere anche qualche foto del capanno per capire di cosa stai parlando....ciao

    Non ho molte foto dei capanni ovviamente.

    questo è un capanno grande e molto ben fatto:

    https://www.facebook.com/skuanature/posts/presso-la-sede-di-skua-a-castelletto-merli-riapre-il-capanno-abbeverata-che-graz/2008097369213148/

    Altri sono delle costruzioni molto più piccole e spartane, ma funzionali lo stesso (la finestra è dalla parte opposta.

    https://www.facebook.com/oasicascinaspinola/photos/pcb.551956752968683/551956679635357/

    in alcuni casi c'è il vetro semiriflettente  (con reticella per impedire che gli uccelli ci si schiantino contro) in altri invece ci sono solo delle feritoie  con reticelle mimetiche (soluzione molto meno pratica perchè basta un riflesso sulla lente frontale dell'obiettivo per far scappare i soggetti più diffidenti. 

    Dentro ci sono seggiole o sgabelli.

     

     

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    • Nikonlander Veterano

    Grazie per le spiegazioni, da non frequentatore di capanni ho letto cose interessanti:
    Ed ho visto che alcune tue foto, scattate in situazioni controllate, altrove vengono spacciate ed osannate come capolavori dell'appostamento. B|

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    • Redazione
    4 ore fa, Max Aquila ha scritto:

    A me invece è cascata molta della poesia che mi ingeneravano gli scatti immaginati come wildlife.

    Alle volte meglio non sapere :cuoricini:

     

    1 ora fa, Massimo Vignoli ha scritto:

    Che è il tema che solleva Max.
    Ci vorrebbe un’operazione trasparenza a 360 gradi!

     

    Max e Massimo hanno toccato un punto importante. 
    Questa è, per così dire, la  fotografia naturalistica "facilitata".
    Ben  altra abilità ed impegno (anche fisico) e disponibilità di tempo sono richiesti per la  fotografia naturalistica pura.

    Che poi è quella che fanno Massimo e Valerio, Alberto e Gianni,  e ogni tanto mi ci metto anch'io.

    E' chiaro che il valore intrinseco dello scatto è un'altro.

    Chi bara vuol dire che cerca solo l'approvazione altrui ma in effetti si prende in giro da solo.

    Detto questo spezzerei una lancia per la fotografia facilitata, spesso chi ha disabilità o una certa età, o  non   può fare la fotografia vagante per altri motivi, esistono situazioni come Torrile o i capanni attrezzati, dove può provare questa esperienza. 

     

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    • Administrator

    Verissimo e piacerebbe anche a me provare l ebbrezza del capanno.

    La mia affermazione significava solo che rispetto a certe foto che sembrano davvero realizzate in campo aperto ed in un incontro casuale con l'animale, preferisco non sapere se sia stato attirato o meno. Un plauso all'onestà intellettuale di chi dichiari la realtà delle cose

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    • Redazione
    1 ora fa, Silvio Renesto ha scritto:

    Detto questo spezzerei una lancia per la fotografia facilitata, spesso chi ha disabilità o una certa età, o  non   può fare la fotografia vagante per altri motivi, esistono situazioni come Torrile o i capanni attrezzati, dove può provare questa esperienza. 

     

    Assolutamente si, non è cosa da demonizzare!
    Alla lista dei pro, ne aggiungo un'altro. Fare in modo che chi è alle prime armi invece di andare a disturbare animali liberi impegnati a "sbarcare il lunario" si impratichisca in situazioni meno pericolose per i selvatici "veri".
    Può sembrare cinico, ma non lo è. Non avete idea di quante volte ho sentito raccontare dell'appostamento infruttuoso di ore sotto al nido di un picchio che "maledetto lui, sono stato appostato tutto il pomeriggio e non è mai tornato al nido". La spiego solo perché ci potrebbero essere dubbi di interpretazione e qualcuno potrebbe pensare ad un atteggiamento elitario: se un picchio non torna al nido è perché qualcosa - tu fotografo troppo vicino nel 99.99% - lo disturba. Ed allora ben venga una palestra non pericolosa, dove imparare e capire se ci piace per davvero e, nel mentre, pure un po' di sensibilità per quelle povere bestie e di scala dei valori: prima il benessere per loro, poi, se capita, la foto per noi.
     

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    • Nikonlander

    molto bello l’articolo. Letto con attenzione !.

    Aggiungo per informazione e per i piemontesi .( solo perché + vicini ).

    Oltre a quello di Castelletto Merli , sono stato sabato in un altro di Skua Nature alla “palude di San Genuasio (Livorno Ferraris) molto bello e spazioso 

    con Aironi Rossi , Ibis , aironi guardaabue , sgarze ciuffetto eccc .

    un’altro a Pino Torinese “capanno di Monica “(piccolo e caldo)  su FB contattare Monica Viora …

    con picchi, cincie, scoiattoli Rossi,  e volpe 🦊 , poiana ecc…

    in questo periodo molto caldi ma fino alle12/13 sono frequentabili …

    In ultimo ma non ultimo, importante il centro Anatidi e Cicogne dì Racconigi  che di  capanni ne ha molti  sulla area  umida, alcuni adatti alla didattica per le scuole .. anche solo con binocoli , e macchinette foto anche entry level 

     

     

    Edited by Claudio-lm
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    • Nikonlander
    10 ore fa, Silvio Renesto ha scritto:

    Detto questo spezzerei una lancia per la fotografia facilitata, spesso chi ha disabilità o una certa età, o  non   può fare la fotografia vagante per altri motivi, esistono situazioni come Torrile o i capanni attrezzati, dove può provare questa esperienza. 

    Giusto !!.. anche se sabato mi sono alzato alle 5,30, (facilitata!..) 

    Edited by Claudio-lm
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    • Redazione
    12 ore fa, Massimo Vignoli ha scritto:

    Assolutamente si, non è cosa da demonizzare!
    Alla lista dei pro, ne aggiungo un'altro. Fare in modo che chi è alle prime armi invece di andare a disturbare animali liberi impegnati a "sbarcare il lunario" si impratichisca in situazioni meno pericolose per i selvatici "veri".
    Può sembrare cinico, ma non lo è. Non avete idea di quante volte ho sentito raccontare dell'appostamento infruttuoso di ore sotto al nido di un picchio che "maledetto lui, sono stato appostato tutto il pomeriggio e non è mai tornato al nido". La spiego solo perché ci potrebbero essere dubbi di interpretazione e qualcuno potrebbe pensare ad un atteggiamento elitario: se un picchio non torna al nido è perché qualcosa - tu fotografo troppo vicino nel 99.99% - lo disturba. Ed allora ben venga una palestra non pericolosa, dove imparare e capire se ci piace per davvero e, nel mentre, pure un po' di sensibilità per quelle povere bestie e di scala dei valori: prima il benessere per loro, poi, se capita, la foto per noi.
     

     

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