© Max Aquila 2015 - Nikonland
Una boccia di vetro per pesci rossi... variamente contornata da un paraluce a petalo..:
si, stiamo ancora parlando del Mito, quel Nikkor 15mm f/3.5 Ai del 1979 di cui abbiamo scritto su Nikonland gia' nel 2007.
articolo che a distanza di sette anni va aggiornato all'utilizzo (ben diverso come vedremo) a tutto formato
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associandolo al sensore FX della mia Nikon Df, DSLR che pare nata apposta per dedicarsi a obiettivi MF di questa categoria.
Riassumiamo :
superwide da 110 gradi di angolo di campo, prodotto nel 1979 in montatura Ai
da 14 lenti in 11 gruppi
"all metal jacket"; totale assenza di elementi asferici (di vetro o resina che siano...) , dotato di una ponderosa massa di 638 grammi, ancora oggi accreditato di un elevato valore sul mercato dell'usato, derivante forse dal fatto che che fino a quando era presente nel listino italiano delle ottiche MF Nikkor, veniva segnalato al prezzo "politico" di ..soli 3.532 euro!
Gloriosa (ormai in "G" time) ghiera del diaframma a mezzi stop da f/3,5 apertura massima, fino ad f/22
incisa e dipinta (non serigrafata...) con codice colore per collegarsi alla scala della pdc sovrastante...
che ci dice dunque che ad f/8 questo grandangolare tiene tutto nitido (vedremo come) tra infinito e 52cm; mentre gia' a f/16 la pdc corre tra infinito e 32cm, quasi l'intero range di messa a fuoco, che parte appunto da 30cm minimi.
Riferimento rosso per la maf in IR (infrarosso) alla sx del riferimento centrale e predisposizione per la forchetta di accoppiamento con corpi macchina nonAi come le Nikon F ed F2 ante 1977 e per il periscopio dei Photomic di quelle macchine.
Copriobiettivo anch'esso in "heavy metal" con durevole serigrafia del marchio (anche trascorsi 36 anni dalla sua stampa)
e montatura a baionetta per i quattro filtri in dotazione, facenti parte del progetto ottico, quindi necessari (almeno uno)

insomma, gia' a vedersi, un bell'insieme di metallo e vetro ...
La nostra storia insieme
110 gradi sono davvero tanti...magari anche troppi su di un sensore FX...
Questo maestoso superwide non puo' fare eccezione al "limite": l'ho comprato alla fine di Aprile del 2007 da un Ceco per sopperire alla principale carenza che a partire dall'acquisto due anni prima della D70, la mia prima reflex DX, avevo dovuto constatare su quel formato: l'impossibilita' di utilizzare i wide piu' o meno spinti per le prerogative che li caratterizzavano.
Dopo un paio di fallimentari esperienze con focali simili Sigma ma incomparabili con questo Nikkor (e una media soddisfazione nell'utilizzo, monco, dello zoom Nikon 17-35/2.8) ecco arrivare dai dintorni di Praga questo monumento:
innamoramento repentino e utilizzo sfrenato sulle mie due D200 dell'epoca, poi anche con la D2x e la D300 comprate nel 2008, sulle quali forniva a causa del formato DX una copertura pari all'angolo di campo di un 22mm su pellicola 135.
Poi nel 2009 arriva la D700 ... e oggi (monitorando i metadati di LR) mi accorgo che l'utilizzo di questo obiettivo da quel momento viene del tutto ridimensionato:
in buona sostanza, da sei anni in qua Max Aquila usa il Nikkor 15mm f/3.5 Ai ne piu' ne meno come un ... effetto speciale, come un filtro creativo, in poche occasioni e sempre col precipuo scopo di far sprofondare l'osservatore in universi dilatati, omnicomprensivi, immaginifici...
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Perche'?
Perche' a Max Aquila il wide che interessava realmente si chiamava gia' con le reflex a pellicola 20mm e l'angolo di campo ottimale per sfruttare le inquadrature piu' ardite che riuscisse ad immaginare erano appunto i 94° di quella lunghezza focale, con i quali bisogna intrufolarsi tra soggetto e sfondo, componendo l'inquadratura che il suo cervello dilatato e' abituato a prefigurare.
mentre con il 15mm...si spia da un estremo all'altro della vita altrui...
e l'inquadratura...te l'impone lui e solamente lui...
La Gatta da pelare
Un 15mm su formato FX e' una bella sfida alle leggi della fisica:
considerata media la mia statura da 179cm ci si trova sempre e comunque ad una distanza da terra insufficiente per qualsiasi soggetto che non sia di pari altezza
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per.....non avere la tentazione di spostare di qualche grado verso il cielo l'inquadratura
producendosi in distorsioni compositive ...notevoli
Poi...
un 15mm col suo angolo di campo di 110 gradi, prende luce da ogni sorgente luminosa diretta o indiretta
Basta solo un passo in avanti...
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Questi riflessi prendono il nome di flares e ghost...
I primi sono riflessi di luce prodotti da sorgenti luminose dirette ed indirette.
(e questo obiettivo, grazie ad un efficace trattamento antiriflesso non ne e' di certo immune, ma nemmeno eccessivamente afflitto...)
I ghost sono invece pittoresche riproduzioni dello schema ottico dell'obiettivo, riflesse diagonalmente sull'immagine, quando si intercetti una forte sorgente luminosa (non per forza presente in immagine), poligonali e circolari in funzione rispettivamente del numero delle lamelle del diaframma dell'obiettivo e della forma e spessore dei gruppi ottici presenti (nel nostro...14 lenti in 11 gruppi)
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Tali effetti speciali sarebbero eliminabili con paraluce di adeguata profondita'...ma in una boccia per pesci rossi come questo obiettivo
il petalo di metallo incorporato non basta mai, percio' va ...integrato da una mano (opportunamente fuori campo) che vada a far ombra al riflesso incriminato...con pazienza...
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D'altro canto non si puo' certo limitarsi ad inquadrare il mondo in bolla, indifferenti alla noia che ne puo' promanare...
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L'altra faccia della .... medaglia
...quando un 15mm Nikkor non prende frontalmente o lateralmente luce, diretta o indiretta, quando cioe' ci si trovi col sole alle spalle, come nei pittogrammi delle scatole Kodak

ecco che questo figlio di buona...fusione di terre rare... comincia a lavorare come si deve (cromaticamente e per contrasto) sistematicamente vignettando...
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La vignettatura e' fisiologica per una boccia di vetro : non potra' mai essere compensata ne' da chiusura di diaframma
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f/3,5
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f/16
ma nemmeno esaustivamente via software di sviluppo: la differenza di luce ai bordi e' talmente intensa che ogni regolazione apparira' innaturale.
Quasi meglio riprendere a contrastare con il "controluce" da 110°
se non altro, usando diaframmi 16 e 22, non si vede la polvere che si accumula sugli angoli del sensore...
Se le bugie hanno le gambe corte, questo obiettivo ve le potrà allungare di nuovo ....
Perche' basta un movimento di spalle o di collo durante l'inquadratura per mandare a ramengo qualsiasi allineamento dei punti di riferimento nella composizione dell'immagine...
tutto cio' porta anche al fatto che il soggetto nitido nella foto, oltre quello messo a fuoco, e' una variabile dipendente dalla messa in bolla (o non ...) dell'inquadratura
Se siete assetati di precisione nella messa a fuoco....non sara' questa la focale che vi dara' sazio
La Soluzione ?
E' quella di usare questo obiettivo la' dove ci porta il cuore
senza la pretesa di ... riproducibilita' del risultato propria della fotografia:
con un 15mm non si ottengono due foto uguali dello stesso soggetto, inutile insistere: meglio abbandonarsi!
Questo Nikkor di 36 anni fa e' ancora oggi qualitativamente insuperato per la maestria ottica e costruttiva che determino' l'auge dei progetti Nikon.
Quell'auge che oggi vorremmo riprodotta (quella si') nel coraggio e nell'audacia che condusse questi ingegneri giapponesi a superare i riferimenti tedeschi dell'epoca. E che ne determinarono l'irreversibile crisi.
Fotografando...
arte
architetture
gente
luoghi
...incuranti delle regole classiche o della perfezione: niente ricerca di LOCA o di Colour Fringings, qui si recita a soggetto...
© Max Aquila 2015 - Nikonland
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