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  • Max Aquila
    Max Aquila

    Biotar vs Helios 58mm f/2 : una storia d'altri tempi

     

    Dopo la fine della II Guerra Mondiale, l'Unione Sovietica si impadronì, come risarcimento per i danni bellici, tra le altre fabbriche tedesche della sua Zona di Occupazione, della notissima e produttiva Carl Zeiss Jena, insieme al know-how ed ai tecnici ivi occupati.
    Uno dei progetti ottici di ultima generazione Zeiss era proprio il 6 lenti in 4 gruppi (Tessar) Biotar 58mm f/2 del 1939, costruito come standard di riferimento

    per il primo sistema reflex ad ottiche intercambiabiliZeissBiotar58f2-1939text_svg.png.6b1823177ac12b20a1f4d6044c5c568e.png 

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    Ma il vetro di Schott tedesco, che non proveniva dalla zona occupata dai sovietici, non poteva essere più utilizzato per la fabbricazione di questa pregevole ottica Zeiss, ed allora, ricalcolando la formula ottica per il vetro sovietico disponibile, D.S. Volosov, padre di questa riconversione ottica postbellica, riuscì a riprodurre le fortune dello schema precedente, col nome di Helios 44 portandone la fabbricazione alla KMZ (Krasnogorsky Mekhanichesky Zavod) di Mosca a partire dal 1958 con la Start Camera, variandone negli anni a venire la fattura in svariate versioni, più o meno apprezzate.

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    La seconda versione, del 1960 fu dedicata alle neonate reflex Zenit-3, 2051596020_Resizeofzenit-3-camera.jpg.98f415d03fb3939b97089bed7b75f0ec.jpg
     

    mentre la versione 44-2 del 1967, ormai del tutto trasformata esteticamente, fu convertita in attacco a vite M42 ed utilizzata sulla Zenit-E
     

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    (questo esemplare, addirittura ancora inalterato su fotocamera commemorativa delle Olimpiadi di Mosca 1980...)

    Con lo stessa sigla 44-2 questo obiettivo Helios 58/2 fu continuato ad essere costruito fino alla caduta dell' USSR , divenendo uno degli obiettivi di massa più conosciuto, sebbene questa produzione fosse esclusivamente legata a logiche ben differenti da quelle commerciali. 

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    Una delle caratteristiche più apprezzate di questa serie di obiettivi è sicuramente la qualità dello sfuocato, cosiddetto a spirale, a tutta apertura, oltre alla notevole incisività rispetto ai normali dell'epoca, concentrata sulla parte centrale dell'inquadratura, anche alle medie aperture .

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    In questa immagine i due competitor, insieme ad una delle ultime derivazioni di questo fortunato schema ottico, un Helios-81 però divenuto 50mm f/2 che fu l'ottica standard della reflex Kiev19, del 1992, che i vecchi appassionati Nikon ricordano di certo...6987350205_4394a14ed9.jpg.27637e444db9654de03610520cbba330.jpg

    Si...ma a che pro su Nikonland e tra le ottiche Nikon a messa a fuoco manuale?

    Perchè grazie alla grande opportunità concessa dalle mirrorless Z, grazie all'assenza di specchio ed all'aumentato tiraggio, con dei semplici adattatori di utilizzare praticamente qualsiasi ottica sui propri sensori, sto cominciando a studiare le opportunità compositive che questo schema ottico promette, anche su sensori iper esigenti, come quello della Z7 ii sulla quale userò queste ottiche di altri tempi.

    Aspetto solamente l'arrivo dell'anello Exakta-NikZ, mentre posseggo già quello a vite M42 ed il più moderno Helios-81H addirittura era costruito in baionetta F come la fotocamera alla quale era stato dedicato (motivo per cui era ben conosciuto dai nikonisti del secolo scorso)...

    Work in progress...

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    Max Aquila photo (C) per Nikonland 2020

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    Recommended Comments

    Si...

    sono particolarmente felice della scoperta di aver avuto in casa per due decenni quell'obiettivo standard per Kiev senza averlo mai provato, snobbandolo.

    Ma anche dell'arrivo dell'adattatore exakta per Z-mount che mi permette di usare il Biotar: che è l'obiettivo eccezionale che ha fama di essere.

    Lo stesso, interessantissimo, l'Helios che ho comprato a due soldi apposta.

    Non appena possibile li metterò alla prova.

    E poi quel meraviglioso Nikkor a sette lenti...f/1,2

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