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  • Silvio Renesto
    Silvio Renesto

    Nikon Zoom 200-500 f5.6E VR, non macro, ma quasi...

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    Avreste mai pensato di usare lo zoom Nikon 200-500mm f 5.6 E VR  per la fotografia ravvicinata?

     

    NON FRAINTENDIAMO.

    E' chiaro che lo scopo principale del Nikon 200-500mm f5.6 E VR per quelli che come me che amano fotografare gli animali, è andare in posti così

     

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    Avvistare qualcosa di interessante, riprenderlo nell'insieme ad una focale intermedia:

     

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    Per poi ricavarne scorci zoomando alla massima focale.

     

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    Oppure addentrarsi in una lanca

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    Ed ssere subito pronti per incontri ravvicinati.

     

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    Per passare poi  a foto ambientate.

     

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    Certo, può capitare di voler fotografare un fiore,  se  la cosa interessa (a me raramente), sfruttando lo sfuocato tipico del teleobiettivo.

     

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    Ma è un caso eccezionale, non pensato per questo.  E' certamente uno strumento versatile per il fotografo naturalista, ma  non è certo un obiettivo per foto ravvicinate.
     
    NE SIAMO PROPRIO SICURI?

     

    METTIAMO IL CASO CHE...
     
    Per questioni di peso, ingombro, costi o qualsiasi altro motivo, per la vostra uscita fotografica, il vostro safari, la vostra passeggiata, avete con voi solo due ottiche tutto fare: il 16-85 per il paesaggio e il 200-500 per scorci e fauna. Magari, vi ci sta anche un TC14 E. E un flashettino. Cavalletto? Forse. Poi basta. Avete deciso di non comprare (o di non portare) il 300mm f4 perchè preferite la versatilità dello zoom che permette un range di focali molto più vario. Tantomeno avete intenzione di portarvi un macro.
     
    Pensate di esservi persi la possibilità di fare fotografia macro? Avete ragione. La vera macro non la potete fare. Ma la cosiddetta fotografia ravvicinata, ossia quella con rapporti di riproduzione che vanno da 1:5 a 1:2, ... chissà, forse ce la potreste fare. Soprattutto se avete un corpo macchina in formato APS-C, ossia Dx.
     
    Ecco cosa si può fare (se interessa farlo naturalmente) con il Nikon 200-500 f5.6 E VR  nel campo della fotografia ravvicinata, usando  come esempio le mie modelle preferite, ossia le libellule.
     
    In questo articolo non darò i numeri (rapporto di riproduzione, focale effettiva alle brevi distanze ecc.);  vi basti sapere (se non lo sapete già) che la messa a fuoco minima è qualcosa più di 2m (2,2m segnato sulla ghiera). Lascerò che siano le immagini a mostrare quanto si può arrivare vicini restando lontani.
     
    Perchè se un vantaggio c'è ad usare questo zoom nella fotografia ravvicinata, è proprio nella distanza di messa a fuoco. A 2,2m, se non sei un elefante nei movimenti e se non ti impegni a proiettare l'ombra sul soggetto, le libellule (e per estensione le farfalle e simili) di te se ne fr non se ne curano (con le rane e le lucertole magari serve un po' più di malizia). 
     
    Ma ne vale la pena? La parola alle foto.

    NOTA: DATO CHE LO SCOPO  DI QUESTO ARTICOLO E' VALUTARE LA POSSIBILITA' DI FARE FOTOGRAFIA RAVVICINATA, TUTTE LE INQUADRATURE SONO ORIGINALI, NESSUN RITAGLIO IN NESSUNA FOTO AI SOGGETTI (A PARTE I CROP 100% NATURALMENTE).
     
    Cliccate sulle foto per vederle al meglio. 

     

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    Maschio di Calopteryx , 1/250s  f5.6, auto ISO, flash di schiarita, cavalletto.
     
     

    Possiamo fare meglio? Oh sì.
     

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    Calopteryx femmina, controluce. Circa 500mm (480). 1/250s F6.3 Auto ISO. Flash di schiarita. Cavalletto.
     
     

    E la nitidezza?

     

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    Crop 100%
     

     

    Onychogomphus forcipatus maschio, 500mm, 1/250s, f11 auto ISO, flash di schiarita, cavalletto. Sfondo così così.
     
     

     

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    Se pensate che sia un po' deludente come rapporto di riproduzione, potreste sempre croppare, oppure..

     

     

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    Stesso soggetto, con gli stessi parametri di ripresa ma montando anche il TC 14 EIII (700mm focale nominale).

     
     
     

    Si comincia a ragionare?

     

     

    E la nitidezza?

     

    onychoTCcrop.jpg.8c13340b8daa4746d38a572777ee5fa6.jpg

     

    Crop 100%

     
    Questo il set di ripresa, la freccia indica dove si trovava il soggetto. Il collarino di neoprene non ha velleità mimetiche, ma se per caso in una ripresa mi dovessi appoggiare ad un tronco rugoso, mi appoggerei con quello così da proteggere il barilotto.

     

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    Tenete presente che ho piazzato il cavalletto, ho fotografato, smontato il corpo macchina, montato il moltiplicatore, rifotografato senza dovermi spostare indietro e poi riposizionarmi, tanto l'insetto era indifferente. Merito della distanza.

     

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    Altra femmina di Calopteryx, 500mm, 1/1000s f6.3, auto ISO cavalletto.

     

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    Con il converter, 700mm nominali, 1/250s f11, auto ISO flash di schiarita. Cavalletto. 

     

     

     

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    Il set di ripresa. A causa del ridimensionamento non si vede, ma la libellulina è ancora lì sotto la freccia.
     

     

     

    Con il Tc14 è meglio chiudere due diaframmi e a volte  l'autofocus rallenta o può essere tratto in inganno da sfondi confusi, ma molto raramente soprattutto se c'è poca luce, nel complesso l'autofocus non l'ho trovato peggio di quello el 300f4 con lo stesso converter. Se si ha l'accortezza di non partire dall'infinito, di solito non si hanno problemi.
     

     

    SI PARLAVA DI STARE LEGGERI, MA QUI C'E' SEMPRE DI MEZZO UN CAVALLETTO! NON E' UN INGOMBRO DA POCO.
     
     
    E' vero, accidenti. Rimediamo subito. 

     

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    Crocothemis erythraea femmina. Mano libera 1/1000s f9 Auto ISO.

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    Un altro maschio di Onychogomphus forcipatus, con l'obiettivo poggiato sul ginocchio. 1/1000s f9 Auto ISO

     

     

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    Esagero, metto il moltiplicatore, 700mm nominali, 1/1250s f11 Auto ISO.

    Sempre obiettivo appoggiato al ginocchio (io sono semsdraiato sulla schiena)

     

     

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    Crop 100%

     

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    Accoppiamento di Ortethrum albistylum, in piedi mano libera, 1/1250s, f10, auto ISO.

     

     

     

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    Con il moltiplicatore, 700mm nominali, 1/250s f10, flash di schiarita. Confesso, qui ho usato il cavalletto ;)

     

     

     
     
    Conclusione:
     
    Come ho scritto più volte, ribadisco:  il Nikon 200-500mm non è un macro, e giusto per fugare ogni dubbio, non lo ritengo un sostituto del 300mm f4.
    E' un'altra cosa. Le differenze sono tante, ad esempio  il 200-500 è molto più pesante ed ingombrante ed ingrandisce un po' meno (intendo: ha un rapporto di riproduzione minore); a spanne 1:5 contro 1:4 (ma teniamo presente che per avere 1:4 con il 300mm si deve andare a 1,5m di distanza).
     
    Volevo solo dimostrare che con il Nikon 200-500, sia da solo che abbinato al TC 14, si possono avere buone chances anche nella fotografia ravvicinata.
     
    Insomma, il Nikon 200-500mm f5.6 E VR mi ha impressionato molto positivamente, ha un VR eccellente, ed offre una versatilità veramente grande ad un prezzo ancora abbordabile.
     
    Un sincero grazie a Mauro Maratta per avermi prestato l'obiettivo.
    Un grazie altrettanto sincero a Francesco Contu per avermi ispirato con le sue "damigelle"   ;)
     
     

    onychostoneTC.jpg

    onychostTCcrop.jpg

    200500.jpg

    Edited by Silvio Renesto

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    Recommended Comments

    Silvio... visto e considerato che tanto il Mauro non ci sente e nemmeno ci legge...:D    :marameo:  e tu lo usi per queste cose, dimenticati di ridarlo.. oppure, ma guarda che ti è già stato reso..  lui non si accorge e tu lo tieni..  cosa ne dici?

     

    Poi ci puoi beare ancora con queste libelluline, che lui..  ( il mauro, non farà mai e poi mai..)

     

    dai, prova.. magari ti và bene..

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    Primo post sul nuovo sito, e con nickname aggiornato.

    Grazie Silvio per la citazione, io concordo che questo oggetto possa dare ottime soddisfazioni in quest' ambito, proprio per la possibilità di scattare da oltre 2 metri e a mano libera.

     

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    Questo straordinario obiettivo continua a sorprendere.  Io lo uso con la D500 e sfruttando il fattore DX diventa un 300-750 mm. Si può usare tranquillamente a tutta apertura ed ha un sistema VR eccellente, tanto che gli ho levato il collarino e lo uso esclusivamente a mano libera.

    Data la messa a fuoco di poco più di 2 metri è proprio consigliabile per le libellule, mentre per le farfalle preferisco usare  il 300/4 PF E.  Lo sfocato, avendo cura e pazienza per cercarlo e ovviamente vi sia  la fattibilità, può essere molto gradevole.

    Veramente molto indicato per foto ravvicinate.

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    Ciao, belle foto e bella disamina dell'obbiettivo in questo contesto.

    Io però ti volevo chiedere del TC 1.4III, hai avuto il II e l'hai cambiato con il III? se si vale davvero la pena? Io ho il II e non l'ho mai usato con il 200-500 l'ho usato con il AFS 300 f4 e direi andava bene anche con il nuovo 300 f4, ma con il 500 G vr invece non mi sembra un gran che.

    Mi conviene fare il Cambio???

    Grazie per il consiglio che vorrai darmi.

    Gianni

     

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    Io li ho tutti e due e la grande differenza fra i due è il prezzo.

    Non ho fatto prove comparative, ma non mi pare che ci sia molta differenza di resa fra uno e l'altro.   Secondo me il 200-500 non va moltiplicato perchè perde le sue peculiari qualità.  Si rallenta l'autofocus, si  appesantisce il VR e si peggiora lo sfocato.

    La moltiplicazione conveniente è usarlo in formato DX.  Le soluzioni non mancano. Oggi con il costo del TC III compri una D7200.

    Il moltiplicatore va bene sui grossi teleobiettivi fissi,  per gli altri usi non ha senso usarlo.

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    TC 14E II e III differiscono solo nell'estetica :) Diverso discorso (molto) tra TC 20E II e III, due cose molto distanti.

    Concordo con Alberto che il miglior teleconverter oggi resta sempre una macchina DX.

    Con il 200-500/5.6 io l'ho usato a lungo ed ho risolto che non ha senso moltiplicarlo.
    Il nuovo 300/4E PF invece va benissimo con il TC_14E II.

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    Concordo con tutti quelli che mi hanno preceduto. Non ho notato differenze  tra il TC14 E II ed  E III, non conviene fare il cambio. Io l'ho preso  usato quando ho preso il 300 f4 PF., avendo in precedenza venduto ...  lasciamo stare ;) 

    Concordo anche che un corpo Dx è il miglior TC 15 :) che esista. Nel presente articolo però sono già partito da un corpo Dx ed ho aggiunto in qualche caso il  TC  14 per "forzare la mano".  Altrimenti i soggetti potevano risultare un po' troppo piccoli, almeno in alcuni casi. 

    Come ho scritto all'inizio ed alla fine dell'articolo, questa non è la destinazione d'uso  normale del 200-500 è una (leggera) forzatura. Con qualche compromesso. Accettabile?  Ognuno ha il suo metro. Io ho voluto sperimentare. Ma per le libellule preferisco il 300 PF  con o senza TC, dipende.

     

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    9 ore fa, Gianni dice:

    Ciao, belle foto e bella disamina dell'obbiettivo in questo contesto.

    Io però ti volevo chiedere del TC 1.4III, hai avuto il II e l'hai cambiato con il III? se si vale davvero la pena? Io ho il II e non l'ho mai usato con il 200-500 l'ho usato con il AFS 300 f4 e direi andava bene anche con il nuovo 300 f4, ma con il 500 G vr invece non mi sembra un gran che.

    Mi conviene fare il Cambio???

    Grazie per il consiglio che vorrai darmi.

    Gianni

     

    Per usare il TC14II sul 500G è necessario calibrare l'autofocus, a quanto so io sempre. Nel senso che tutti quelli che conosco che li usano insieme lo hanno dovuto fare e chi lamentava problemi di nitidezza ha smesso di farlo dopo appropriata calibrazione. Una volta fatto io non vedo differenza PRATICA di nitidezza tra obiettivo liscio e moltiplicato, a tutta apertura (diaframmo solo se ho bisogno di profondità di campo). Mentre cala un poco il contrasto, cosa non sempre malvagia, e peggiora un pelo lo sfocato. Opinione basata sul corpi FX D700, D4 e D5. Pure la D800 e la D810 hanno la stessa necessità di calibrazione ma io le ho trovate inusabili nel mio genere di foto su ottiche più lunghe del 70-200, per cui non ho dati per argomentare sulla resa su 500+TC.

    Non ho dati aggiornati circa l'uso su DX, ma i tempi della D300 avevo la stessa opinione.

    Ciao

     

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