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Fa strano tornare in autodromo con una reflex dopo 7-8 anni di esclusive incursioni con Z9 o Z8.
Ma il bello è proprio li. Ed è uno dei pochi segreti condivisibili dell'unica cura per non diventare troppo vecchi : mettersi alla prova.
Oggi la Z9 offre il riconoscimento dei veicoli che inquadra i soggetti anche dietro alle reti, l'obiettivo fa il resto.
E i 20 scatti al secondo assicurano di non perdere quasi nulla.
Qui abbiamo un obiettivo eccezionale ma comunque della passata generazione.
E l'ultima ammiraglia ... reflex.
Che però condivide con la Z9 :
un sistema di autofocus che sebbene concentrato nella parte DX del frame è a prova d'errore
un embrionale sistema di riconoscimento del soggetto con tracking automatico
le schede CFexpress
le batterie EN-EL18d
però, è inutile dimenticarlo o trascurarlo, si nota subito che il tempo non è trascorso invano.
La visione a mirino ottico sarà pure naturale ma mostra una immagine diversa da quella ripresa.
E non è esente da ciò che succede davanti al mirino.
Se innesto il TC del 180-400/4 sulla Z9, la visione resta esattamente la stessa.
Se lo faccio con la D6, il mirino invece si oscura parzialmente (cioé diventa più buio).
Lasciamo perdere che durante la raffica si vede lo specchio che copre la visione, mentre nella Z9 non c'è alcun blackout.
I 14 fps sono più che sufficienti, così come lo è la risoluzione di 20 megapixel.
E anche la sensibilità, utilizzabile impunemente fino a valori non raccomandabili con la Z9.
Ma è diverso.
Si può.
Ma è diverso.
Insomma, con le Nikon Z di ultima generazione ci abbiamo guadagnato parecchio e perso pochissimo, a mio parere.
Anche se in questo genere fotografico particolare, una Z non è strettamente necessaria.
Ed é quello che volevo DIMOSTRARE a me stesso con questa sessione con il 180-400/4 che in futuro lavorerà per lo più con la Z9 e l'FTZ II.
Non perché la D6 non ce la faccia - lo vedrete dalle foto - ma perché l'ho comprata per altro ... che non consumare otturatore e specchio in autodromo.
La mia Z9 più vecchia ha 1265000 scatti e sembra nuova. Lei è pensata per questo lavoro.
La D6 fa un casino bestiale quando scatta ... fattore che in autodromo non da tantissimo fastidio.
Ma che bisogna ricordare comunque.
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il Monza Revival 2026 è stata poi un'occasione per veder sfrecciare vecchie glorie.
Purtroppo molte meno di quante avrei amato.
Non sono più i tempi della Coppa Intereuropea Storica.
La si vedevano centinaia di auto diverse.
Qui, qualcuno ne ha contate solo 53. E in più di una gara giravano non più di 5 auto insieme ...
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le GT erano pochine.
Ma, inutile negarlo, l'interesse massimo lo hanno suscitato le F1 degli anni storici a cavallo di fine secolo scorso.
Pur con l'assenza totale di Ferrari.
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la vecchia auto del compianto Elio De Angelis sfigura un pò vicino alle tante Williams vincenti che l'attorniano.
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in questo periodo non cerco l'effettone con il panning, mi fermo ad un valore di compromesso tra nitidezza ed effetto filato che mi consenta belle stampe.
Va a periodi ... qui siamo ad 1/125'', f/8, ISO 50.
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ad un certo punto sbuca anche qualche auto corrente, qui ripresa a 400mm, f/4, ISO 50.
Non chiedetemi di che Revival si tratterebbe (ah, si queste auto sono oramai fuorilegge in produzione per l'Europa).
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c'è più di una bandiera rossa, causata da panne meccaniche, come in questo caso :
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sono tutti scatti dalla tribuna della Prima Variante. File basse.
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non so a voi, a me fa un pò ridere una Bentley "da corsa". 400mm, 1/200'', f/5.6
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tanto vale una Aston Martin grigia, allora !
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e poi infine sono tornate le F1
Queste macchine sono molto piccole e in più di un passaggio ho innestato il TC per andare oltre i 400mm. La comodità dello zoom con il teleconverter.
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Questa è invece una ripresa con TC ma attraverso la rete alla Ascari, in condizioni di scatto infami, tanto che dopo poco sono andato a casa.
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