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  • Rudolf
    Rudolf

    Nikon Z7 meet Riemian Loonstra in the '30s (prova in studio)

    Ho scelto la Nikon Z7 anche o soprattutto per usarla in studio per sfruttarne le potenzialità di inquadratura e di messa a fuoco con il riconscimento del volto delle modelle.
    Quale occasione migliore per metterla alla prova, quando a Milano c'è una fantastica modella internazionale che si presta al tema che ho in mente di sviluppare ?

    Ne parlo con Ilaria, la mia Makeup Artisti di fiducia con cui lavoro da anni. E lei ne è entusiasta.

    Riemian è altissima, magrissima, biondissima, tipicamente olandese, è proprio quella giusta per l'idea della diva tedesca degli anni '30.

    La vogliamo idealmente portare negli studi Paramount ad Hollywood, dove dei geni della fotografia, hanno creato il mito di Marlene Dietrich e di Carole Lombard.
    In quel magico mondo che resterà nella nostra memoria, fintanto che conserveremo quegli intramontabili film (Morocco, Shanghai Express, No man of her Own).

    Innanzitutto trucco e parrucco. Ondine ai capelli, il taglio è già quello giusto. Trucco non troppo demodé ma adattato ai giorni nostri (insomma, senza quell'effetto smoke marcato tipico di fine anni '20).

    Riemian si diverta e ogni tanto si fa un selfie.

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    ultimi dettagli dei capelli

    prova sul set. Luci molto semplici, un flash davanti, uno dietro

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    abito maschile con papillon, camicia, pantaloni e giacca stile smoking

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    un primo piano

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    con lo smoking

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    con il boa di vero finto visone

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    l'ermellino bianco

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    l'abito da sera con la pelliccia nera di finta volpe

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    sono tutti scatti a colori, Picture Contrl Ritratto.
    Voglio vedere bene come cade la luce. L'effetto in questa fase non deve essere marcato, il più sarà poi fatto in fase di sviluppo e post-produzione.
    Qui stiamo solo illuminando con luce Paramount (La farfalla sotto al naso).


    Riemian è molto composta, le ho spiegato di aver in mente Marlene Dietrich ma non mi interessa che la imiti (né sarebbe possibile).

     

    Andiamo in sviluppo, per un bianco e nero molto luminoso.

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    voglio che la pelle esca dal buio, il resto devono essere solo dettagli.

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    chiudo con la foto che cercavo e che ho trovato

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    qui la Nikon Z7 mi ha coadiuvato bene, ho usato per lo più il Nikon 70-200/2.8E FL, in qualche scatto il Nikon 24-70/4 S per lo più a 70mm. Il backstage con il 50/1.8 in luce disponibile.

    Sempre con il riconoscimento del volto. In qualche scatto gli occhi non sono a fuoco, poi mi sono accorto che devo aspettare che la macchina rileva con sicurezza il volto, il resto lo fa la profondità di campo che qui è quasi sempre stata dettata da una luce buona per chiudere ad f/6.3 o ad f/7.1

    In postproduzione ho tenuto conto che non siamo nel 1932 (all'epoca la pelle doveva essere perfettamente levigata e si lavorava direttamente sulle lastre con la lametta, poi si rifiniva il lavoro in stampa con la china e il pennello), e che questo non è un lavoro glamour ma più indirizzato al fashion.

    Avevo anche la D850 di scorta ma non l'ho usata. Avevo già quello che mi serviva.

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    Z7X_1355.jpg

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    altri scatti di fasi intermedie di lavorazione.

    Il lavoro non è pronto per la stampa, si tratta ancora di provini, prove di orientamento. Ma un bel lavoro.

    Modificato da Rudolf

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    Recommended Comments

    Non lo so (quale sfondo), ma apprezzo il lavoro, sono tutte interessanti, in alcune si coglie di più l'atmosfera e direi un certo non so che in più  (penso dovuto a sinergia tra modella e fotografo) che le fa sembrare ancora più fasc-inating.

    Mi spiace non sia un commento tecnico, ma le foto attraggono.

    • Sono d'accordo 1

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    16 ore fa, Rudolf dice:

    Chi mi sa dire in quali foto ho usato il fondale nero ? :sorriso:

    Io voto per "ma in nessuna!". Gran bel lavoro Mauro, ricco di fascino!

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    Suggestive: una donna allo specchio di una fotocamera senza specchio.

    Ma ci dici per che aspetti ti sia trovato più a tuo agio che con la tua amata D850?

    Se così sia stato....

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    9 ore fa, Max Aquila dice:

    Suggestive: una donna allo specchio di una fotocamera senza specchio.

    Ma ci dici per che aspetti ti sia trovato più a tuo agio che con la tua amata D850?

    Se così sia stato....

    Finalmente LA domanda :)

    In studio ho rinunciato da tempo ad utilizzare l'autofocus tradizionale a favore del live-view.
    Quindi con la D850 per lo più ho fotografato/forografo su treppiedi con messa a fuoco dal display posteriore, con riconoscimento del volto se parliamo di modelle.

    Trovo infinitamente più rapido, immediato e sicuro utilizzare questa modalità per tutti i vantaggi insiti nella messa a fuoco sul sensore principale (composizione libera non condizionata dai punti di messa a fuoco concentrati delle reflex, riconoscimento del volto - cento volte più rapido che cercare la pupilla con un puntolino minuscolo - annullamento dei difetti di messa a fuoco degli obiettivi).

    Ma è indispensabile il treppiedi che non sempre mi porto appresso. Poi io negli anni '60 ci sono solo nato, non ci vivo :sorriso: e con certe modelle non si può proprio utilizzare perchè non ci sono abituate.

    Quindi con questo shooting specifico che ho voluto condividere con voi per questo motivo, volevo :

    1) dimostrare a me stesso che con la Z7 posso portare a termine un servizio di livello, come faccio normalmente con la D850.
    Ho scritto che la D850, di riserva, è rimasta in borsa. Quindi obiettivo raggiunto

    2) che l'autofocus della Z7 è adeguato alle necessità.
    A questa domanda la risposta è "parzialmente si", nel senso che la D850 - anche in Live-view mi sembra generalmente più affidabile e più veloce.
    Come se avesse un motore più potente.
    Ma generalmente si, si può fare con la Z7, con qualsiasi obiettivo, un servizio del genere, usando la messa a fuoco con riconoscimento del volto (e dell'occhio) direttamente a mirino, senza treppiedi.

    L'unico limite è la ... limitata velocità di messa a fuoco della Z7 che richiede pazienza.
    Modelle di questo livello sono abituate a cambiare posa automaticamente ad ogni scatto del flash, quindi deve essere buona la prima e non c'è il tempo di ripetere la foto.
    Con la Z7 in questa fase sono insicuro e quindi cerco di essere ridondante.
    Dove con un'altra macchina (inclusa una della concorrenza di un noto marchio che produce pellicole) mi sarebbero bastati 24 scatti per fare questo servizio, con la Z7 sono andato verso i 200.
    Il risultato c'è e tutto sommato non mi è costato di più (visto che per fortuna queste modelle le pago ad ore e non a scatti).

    Quindi macchina promossa e generalmente in futuro, in studio, mia macchina d'elezione (troverei mortale oggi, dover tornare a mettere a fuoco nell'occhietto limitando la composizione ai punti centrali di una reflex, tranne nei primissimi piani dove il volto riempie il fotogramma e dove tutta questa faccenda si riduce grandemente di importanza.).

    Naturalmente sto ragionando di focali lunghe e non di figura intera.

    Ma anche in altri casi, in location ampie, il riconoscimento del volto è estremamente comodo (ecco perchè vorrei che la Z7 mi desse più sicurezza, specie in termini di riconoscimento della pupilla più vicina e di velocità nell'aggancio del soggetto).

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    38 minuti fa, Fabio Zambelli dice:

    Molto belle complimenti! Sempre lavori notevoli!

    Avresti ottenuto la stessa cosa, meglio o peggio con la D850?

    Ho risposto appena sopra.

    Credo che siano due strumenti in larga parte sovrapponibili ma che consentono di lavorare in modo diverso, secondo l'indole del fotografo.
    A me l'autofocus costretto al centro delle reflex sta stretto oramai da molto tempo.
    Quindi non vedo l'ora di liberarmene definitivamente.
    Sinceramente io tenderò a scegliere la Z7 sulla D850 per molti lavori d'ora in poi.

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    54 minuti fa, Rudolf dice:

    ...

    A me l'autofocus costretto al centro delle reflex sta stretto oramai da molto tempo.
    Quindi non vedo l'ora di liberarmene definitivamente.
    ...

    Eccoquà

    Non sarà l unico dei motivi che ci traghetterà alle mirrorless ma, come ho sempre scritto dopo aver provato la più scrausa delle ML utilizzate negli ultimi 4 anni, questo aspetto ripaga di tutto rispetto alla povertà della disposizione dei sensori af di una qualsiasi reflex (tranne una, innominabile, quanto ideale).

    Son contento per te :signorsi:

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    Credo fosse assodato ma magari si deve insistere su questo argomento.

    Per esempio, questa foto :

    Z7X_1268.jpg

    non è certo frutto di quelle strane pratiche che molti chiamano "ricomposizione".
    La messa a fuoco è sugli occhi e sul volto, nonostante questo sia là in alto e a sinistra, ben oltre la copertura dei punti AF delle reflex.
    E non è un crop in sviluppo, la foto è stata composta e scattata in questo modo.

    E' il tipo di libertà che mi aspetto da una mirrorless di oggi (che con la D5 è impossibile e con la D850 solo in live-view su treppiedi).

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    Dopo questa prova che spazio avrà la tua 850? su cosa ha ancora un vantaggio rispetto alla mirrorless? (a arte la velocità di messa a fuoco)

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    2 ore fa, Rudolf dice:

    Credo fosse assodato ma magari si deve insistere su questo argomento.

    Per esempio, questa foto :

    ...

    non è certo frutto di quelle strane pratiche che molti chiamano "ricomposizione".
    La messa a fuoco è sugli occhi e sul volto, nonostante questo sia là in alto e a sinistra, ben oltre la copertura dei punti AF delle reflex.
    E non è un crop in sviluppo, la foto è stata composta e scattata in questo modo.

    E' il tipo di libertà che mi aspetto da una mirrorless di oggi (che con la D5 è impossibile e con la D850 solo in live-view su treppiedi).

    nulla è scontato e non tutti comprendono il perchè scrivi che da tempo usassi la tua Nikon D850 in live view. :bravo:

    Va da sè che questa esigenza è da me particolarmente e da molto temmpo sentita nella fotografia di sport, dove è essenziale la possibilità di cominciare ad inquadrare il soggetto in parti del mirino nelle quali nessuna (o quasi) reflex ha mai avuto sensori AF

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