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    Nikkor Z 14-30mm f/4 : pensieri a tutto campo

    Per la prima volta da quando esiste Nikonland scrivo un articolo senza aver mai visto l'oggetto di cui sto parlando ma basandomi sui test di tre fotografi di cui ho piena fiducia dando fin d'ra per rato e valido quanto da loro argomentato.
    Da un lato perchè ritengo più che esaustive le loro osservazioni, dall'altro perchè, pur sapendomene servire (di recente, non a caso, ho provato Nikon Z e Sigma 14-24/2.8 Art) i superwide non mi servono nella mia fotografia di tutti i giorni.

    E allora, caro mio, perchè ne stai ancora parlando ?

    Perchè questo obiettivo rappresenta in nuce tutto quanto è per Nikon il sistema Z e sta creando molte contraddizioni (e molti contraddittori) che mi fanno dubitare che il nuovo corso di Nikon per le Z sia stato compreso.
    Quindi un test sui test, e un test sulla natura dell'approccio dei nikonisti alle Nikon Z.

    Che a dispetto di quanto dice il bel Tony Northrup sono qui per restare e rappresentano il futuro di Nikon e non un tentativo a vuoto destinato a ripetere i nefasti ... fasti delle Nikon 1.

    Ecco i tre articoli sulle cui osservazioni mi baserò in questo mio scritto :

     

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    (c) 2019 Max Aquila

    Le Nikon Z sono l'oggetto della rinascita Nikon dopo il centenario

    Non è una banalità. Nikon fino al 2017 viveva una sorta di periodi di ansia da prestazioni e in questo contesto imparruccata e restia a fare proposte nuove.
    La Nikon D850 uscita durante quei giorni ha rappresentato una specie di cambio della guardia nella Nikon in mezzo al guado.
    Metà da una parte, metà dall'altra. E nel complesso un'opera straordinaria, incompiuta, incompleta, un pensiero bipolare.

    La Nikon del secondo centenario è differente e ce ne stiamo accorgendo giorno dopo giorno.

    Software, software, software

    Nikon adesso è uscita dal recinto. C'è altro oltre i laboratori Nikon e i fotografi Nikon utilizzano altro oltre Nikon. Sia in campo hardware (altri sistemi di altri marchi) che in campo software.
    Nel 21° secolo la fotografia non può prescindere dal software. Sia in termini di sviluppo dell'hardware (lato firmware) sia di sviluppo delle immagini (quindi lato software sia in-camera che al computer).
    Concettualmente questo era già un dato di fatto anche prima ma che i più non riscontravano operando fuori dai confini di Nikon Capture N-XD.

    Adesso i file immagine di Nikon contengono informazioni che vengono interpretate anche dagli ambienti software Adobe.

    Sia in termini di parametri di sviluppo (rumore, nitidezza, contrasto, etc.) che di correzione dei limiti delle ottiche (distorsione, vignettatura, aberrazione cromatica).
    Lo ammetto, io sono un pigro e generalmente non vado ad impostare le correzioni automatiche delle ottiche.
    Non lo faccio perchè sono un purista, proprio perchè me ne dimentico, non ci bado, mi scoccia farlo ...

    Oggi non è più necessario perchè lo fa automaticamente LR/ACR. Lo fa automaticamente e non c'è modo di disattivarne la correzione (salvo farlo in-camera).
    Sostanzialmente Nikon corregge automaticamente ogni obiettivo che utilizziamo.

    E adesso, magicamente, il mio 105/1.4E che mi era venuto a noia utilizzare sulla D850 per il mare di frange verdi nei contorni, sulle Z mi piace più di prima ed ho ripreso ad utilizzarlo per migliaia di immagine. Nonostante non sia un obiettivo Z ed io lo usi via FTZ.

    Sostanzialmente oggi, se uno abbraccia per intero la filosofia Nikon delle Z, inevitabilmente si troverà immagini già corrette quando le apre in sviluppo e non noterà nemmeno eventuali difetti degli obiettivi che impiega

    Per me questo è un puro vantaggio perchè con le mirrorless da Nikon io pretendo un aiuto a tutto campo che mi permetta di concentrarmi sull'inquadratura e sulla composizione dei miei soggetti, perdendo il minor tempo possibile in tutto il resto.
    Quindi per me sono sostanziali l'autofocus con riconoscimento del volto e dell'occhio, la previsualizzazione dell'esposizione, lo stabilizzatore integrato, le correzioni automatiche dei difetti del sistema, le modalità in pieno automatismo (oramai scatto anche con la D5 in modalità AUTO AF).
    E in futuro mi aspetto molto altro.

    Stiamo entrando nell'era della fotografia computazionale (gli smartphone già ci sono). Sony e Fujifilm stanno già sperimentando tecniche di AI e autoapprendimento oltre a modalità sofisticate che si basano su calcolo matematico e non sui semplici parametri di scatto presenti in ripresa. Nikon è già da questa parte della barricata, almeno concettualmente.

    Beninteso, nulla ci obbliga ad accettare questo nuovo corso. Le cose possono continuare ad andare indefinitamente come andavano anche prima delle Nikon Z.
    Una Nikon D5 e un Nikkor 600/4 VR daranno soddisfazioni ancora per almeno un decennio. La mia vecchia D3x del 2008, nel 2019 è ancora la macchina principale del mio amico Paolo Mudu ...

    Ottiche S, ottiche semi-S, ottiche Super-S

    Gli obiettivi Nikkor Z rappresentano una parte del concetto, non un complemento.
    S sta per Superior e in generale per prestazioni superiori ai pari-classe precedenti.

    Lo abbiamo riscontrato con tutti gli obiettivi che abbiamo visto. Il 50/1.8 S è incomparabilmente superiore al precedente 50/1.8G. Ma anche al 50/1.4G. E, aggiungo io, anche al 58/1.4G ... !
    Idem per quanto riguarda il 24-70/4 S che non ha riscontri per Nikon, in quella fascia per le reflex.

    Ma non tutti gli obiettivi Nikkor Z sono uguali.
    L'abbiamo riscontrato noi ma, non bastasse, anche gli altri commentatori internazionali (gli stessi cui mi sto riferendo in questo articolo), il nuovissimo Nikkor Z 24-70/2.8 S fa classe a se tra i Nikkor Z avendo prestazioni superiori agli altri (e per quasi tutti i già citati, anche rispetto ai 24-70/2.8 degli altri marchi ... una affermazione che io invece trovo superflua, velleitaria e stucchevole, visto che non posso montare un Canon o un Sony sulla mia Nikon Z7).

    Questo apre di fatto una separazione di classi di obiettivi, tra la stessa classe S.

    Visto il divario di qualità tra il pur ottimo 24-70/4 S e l'eccellente 24-70/2.8 S, possiamo aspettarci lo stesso salto di prestazioni tra 50/1.2 S e 50/1.8 S e tra 14-24/2.8 S e 14-30/4 S.

    E quindi ?

    Così è se vi pare

    E quindi la linea di obiettivi f/1.8 ed f/4 è da intendersi - pur nell'ambito della serie S - come un compromesso tra prestazioni/prezzo/compattezza con interventi software a correzione delle inevitabili defaillances ottiche oggetto del compromesso, mentre le ottiche f/2.8 ed f/1.2 (o più luminose come potenzialmente possibile per il sistema Z) con compromessi minori, ed interventi software minimali o comunque minori.

    Starà al fotografo scegliere tra la proposta che spinge su compattezza e prestazioni comunque superiori ai precedenti obiettivi F, e quella che invece offre maggiori prestazioni in termini assoluti.

    Sostanzialmente la fascia più economica sarà comunque superiore ai precedenti obiettivi F, quella più costosa sarà di fascia veramente superiore, anche agli altri Nikon Z.

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    (c) 2019 Max Aquila

     

    Veniamo al nostro Nikkor Z 14-30mm f/4

    Max Aquila ha enfatizzato sostanzialmente come questo obiettivo - le cui qualità sono legate indissolubilmente alle correzioni software in fase di sviluppo dei file - offra prestazioni di primordine ad un prezzo accettabile per un 14mm (ricordiamoci che i vari Nikon 17-35/2.8 e 14-24/2.8 sul nuovo e pari garanzia sono sempre stati proposti a prezzi sensibilmente superiori ai 2000 euro, tempo per tempo) in un ingombro di soli 83mm per un peso inferiore al mezzo chilo.

    Chi ha usato l'eccellente Sigma 14-24/2.8 - io per esempio - sa quanto quell'obiettivo sia estremamente corretto, al limite del commovente, ma a fronte di un ingombro che specie su Z e via FTZ, e un peso superiore al chilogrammo e qualche etto, lo rendono ... imbarazzante.
    Poi, certo, le riprese sono già corrette e sostanzialmente utilizzabili così come le vediamo.
    Ma a costo di uscire completamente dalla filosofia di Nikon Z6 e Z7 che nascono il più possibili compatte.

    Spencer Cox ha mostrato come il 14-30/4 sia sostanzialmente sempre più nitido dei vari Nikon 16-35/4 e Nikon 14-24/2.8.
    Al prezzo però di una distorsione monumentale, una resa agli angoli lontana dall'eccellenza e una vignettatura sempre visibile.

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    elaborazione misure di Spencer Cox (c) 2019

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    Nikkor Z 14-30/4 S vignettatura parte superiore del fotogramma, 14mm

    Ma che l'utente che impiega Nikon Capture N-XD o Lightroom/ACR non vedrà mai.

    Tanto che lui stesso ha dovuto impegare Raw Digger per sviluppare i file e un sacco di tempo per portare questi file al livello di come Lightroom ce li presenta senza che noi si debba fare niente !

    Thom Hogan ha evidenziato il fatto che non si sente di raccomandare questo obiettivo ... perchè probabilmente è il meno Superior del primo lotto di Nikkor Z.
    Cosa che però non lo esime dal consigliarlo al fotografo che voglia un kit da viaggio per Nikon Z (mettendoci dentro il 24-70/4 S anche lui oggetto di correzioni software pesanti per le stesse ragioni di compromesso progettuale del 14-30, e il Nikon 70-300mm AF-P su FTZ).

    Nello specifico però :

    Cita

    I'm not going to give it a Recommended rating. That said, I like it, and I'm using it with good results. Maybe I'm just being a bit harsh on the corners because Nikon says it is "superior."

    E Thom questo obiettivo l'ha comperato. Gli piace e lo sta usando con buoni risultati. Probabilmente, dice lui, non si sente di raccomandarlo perchè Nikon ha detto che è superiore.
    Per Thom non è insolito girare con un fiume di parole attorno ad un argomento controverso per concludere che nonostante non sia il massimo del desiderabile, ciò che abbiamo è più che adeguato al bisogno che volevamo soddisfare e che un domani si vedrà (la pensa così, ad esempio, su tutte le Sony Alpha e sulla Nikon Z7).

    Anche Nasim e Spencer di Photographylife lo hanno comperato o lo stanno comperando per utilizzarlo con le loro Nikon Z nonostante non abbia suscitato tutti i wow che ha suscitato loro il Nikkor Z 24-70/2.8 S.

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    (c) 2019 - Max Aquila

     

    Conclusioni, perchè lo so, sto diventando verboso.

    Mi perdoneranno i miei amici Massimo Vignoli, Michele Paoli, Duccio Nutini, Gianni Zadra, Bruno Mora ed altri che in questo momento mi sfuggono e che so, valutano i loro acquisti con accurate misure di dettaglio (chi fotografando tetti, chi muri, chi pupazzetti, chi limoni) e che si avventurano in una spesa solo dopo aver soppesato mille valori e solo nel momento in cui sono convinti di acquistare un oggetto realmente superiore.
    Io non amo fare questi confronti, non mi interessano molto le valutazioni numeriche, trovo noioso quando sto scrivendo di un obiettivo, nel momento in cui devo parlare di vignettatura e di distorsione. Lo facevo con gli obiettivi F perchè la vedevo, sinceramente trascuro tutta questa parte con gli obiettivi Z perchè non la vedo più.

    Lo so, cosa succede agli estremi bordi di un fotogramma non mi coivolge abbastanza, e per questo mi sento in colpa, ma io ho abbracciato del tutto l'idea di Nikon che ci propone con le mirrorless Z di lasciar fare alla fotocamera. E spero che in futuro questo concetto si amplii a dismisura.

    Se la fotografia mi piace, io mi sento soddisfatto e non vado a vedere cosa c'è dentro al radiatore nel cofano motore. Tanto che, come dicevo, tendo a preferire il Nikon 105/1.4E - un oggetto che amo a prescindere dai suo molteplici difetti - su Nikon Z perchè sono scomparse le frange verdi.
    Ci sono ancora al naturale ? Naturalmente si. Ma non ci sono più quando guardo una foto (almeno al mio livello di esame che continua ad essere più catturato dal soggetto che dalla soggettiva valutazione dei dettagli).

    E' probabilmente un modo differente di concepire la fotografia tanto che mi aspetto che modelli successivi di fotocamere e obiettivi Nikon Z intervengano ancora più a fondo nella struttura dell'immagine per consentirmi di fare di più come fotografo, che come tecnico.
    IN fondo il valore che do ad uno strumento è proporzionale al tipo di supporto che mi da nella realizzazione delle immagini.

    Non mi interessa avere l'intima convinzione che sia migliore di quello del mio vicino (che di fotografia non sa nulla ma in compenso traffica sempre con la falciaerba a motore mentre io cerco di ascoltare musica barocca .... !) né che sia esente da difetti.

    In ogni caso la scelta di uno strumento fotografico è questione di compromessi.

    Tra ciò che si cerca e ciò che si può avere. Tra ciò che esiste e ciò che ci sarà.

    Nikon ci sta delineando un panorama in cui avremo una scelta tra prestazioni - già di primo livello e sufficienti per molti se non per tutti - a fronte di qualche compromesso, e prestazioni di livello ancora superiore per chi è abituato ad avere di più. Che intervenga o meno il software in questo processo non aggiunge e non toglie nulla al ragionamento : il software da solo non produce immagini. Senza il software nemmeno potremmo vedere le immagini che scattiamo.

    Tutto intorno esistono tante di quelle opportunità che non dico trenta ma nemmno cinque anni fa non avrei mai osato sperare che avremmo avuto a disposizione.
    Nikon e di altri marchi.

    A noi scegliere cosa, come e con che cosa fotografare.

    Comprerei questo Nikkor Z 14-30/4 S ? No, perchè i superwide non mi servono e quando li ho avuti (e ne ho avuti tanti !) non li ho usati se non per il fatto di possederli ma non per piacere di farlo. Ma se volessi comprarne uno prenderei questo, perchè lo riterrei sufficiente ad esigenze che in questo campo non cercano l'assoluto.
    Sapendo che al massimo l'anno prossimo usciranno almeno un paio - se non di più - di proposte di livello superiore.

    Qui su Nikonland e nel resto del mondo, sappiamo che il Nikon 14-30/4 è stato oggetto di acquisto da parte di cosi tanti fotografi che al momento è introvabile.
    Ci piacerebbe sapere cosa ne pensa realmente chi lo sta utilizzando, piuttosto che il pensiero di chi non lo vuole comperare per i compromessi ottici che, innegabilmente ci sono e che apparentemente ci consiglierebbero di non comprarlo.
    Ma non osiamo sperare che nei commenti a questo articolo compaiano improvvisamente fotografie anzichè ragionamenti.

    PS : Spencer Cox ipotizza senza averlo misurato, ed io ne sono pienamente convinto, che questo 14-30mm sia nella realtà un 12.8-30mm. Evidentemente il progettista sapeva cosa stava facendo mentre lo disegnava così tanto più piccolo di ogni altro 14-xx mm. Quel millimetro in più si può anche sacrificare per permettere una correzione software adeguata.
    Secondo me. Naturalmente, ognuno ha il pieno diritto di pensarla diversamente e decidere coerentemente :)

    Edited by Parsifal



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    Recommended Comments

    Bravo:

    hai impiegato 14876 lettere (titolo escluso) per spiegare ciò che avevo tentato di condensare già nel titolo del mio articolo

    riportando nelle conclusioni proprio come al netto delle correzioni automatiche questo piccolo zoom così tanto wide possa servire a realizzare immagini nitide incise e contrastate alla pari con realizzazioni blasonate e dal costo più che doppio rispetto a quello di questo Z

    La gente mi pare che lo compri senza farsi troppi problemi: è la prima risposta Z alla voglia di widezoom.

    Altre e migliori arriveranno anche sul versante prime.

    Nel frattempo posso continuare a fotografare senza dover ricorrere più alle reflex FX

    Oppure usare le reflex FX con il meglio a loro disposizione: de gustibus...

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    Non sono un utente Z e, ovviamente, non posso valutare di persona l'intero sistema (o quel poco che Nikon al momento ci mette a disposizione) e questo include anche (e soprattutto, viste le mie esigenze) il 14-30 che tante discussioni sta sollevando su scala mondiale. Più o meno le seguo tutte, principalmente perchè in futuro sarò sicuramente anch'io un utente Z e in particolare perchè quel 14-30 troverà certamente un posto nel mio zaino. Mi piace come si comporta, mi piacciono le sue dimensioni e il suo peso; ciò che invece non mi piace è perdere tempo a leggere grafici e test di laboratorio, sicuramente attendibilissimi in un laboratorio dotato di illuminazioni perfette ottenute con luci coerenti. Ma fuori dal laboratorio?

    Fuori dal laboratorio gli unici due test attendibili, tra quelli citati da Mauro, sono quelli di Max Aquila e di Spencer Cox e per un motivo molto semplice ma anche molto ovvio: entrambi sono corredati da immagini realizzate sul campo ed entrambi gli autori sono andati a cercare illuminazioni estreme, esattamente quelle che troverebbe anche senza volerlo qualsiasi appassionato di superwide.

    Max, in particolare, ha dimostrato quanto questa lente sia resistente al flare, riuscendo nella maggior parte dei casi ad azzerarlo totalmente. Un miracolo, anche se nessuno ne parla. Parrebbe cosa normale per tutti gli ultrawide in circolazione. Invece no. Fra tutte le lenti S presentate finora questo obiettivo è l'unico che mostra chiaramente su quali standard di progettazione stia lavorando Nikon.

    Alla fine l'unica cosa che conta sono le immagini, più dei numeri e dei grafici. Nessun obiettivo al mondo (e dico nessuno) conoscerà mai in un laboratorio neanche un milionesimo delle condizioni di luce  che vedrà nella sua prima settimana di vita tra le mani di un fotografo. Amen:)

     

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    Mauro, felice di essere nei tuoi pensieri. Ma mi hai citato a sproposito, nel senso che nella mia vita ho fatto 5 fotografie per misurare qualcosa (di cui 5 nel mese di giugno 2019, per motivi credo noti ai più). E di solito non pondero i miei acquisti fotografici perché fotografo per passione ed acquisto i miei giocattoli guidato dallo stesso sentimento. Ma se devo consigliare qualcosa a qualcuno, pondero molto cosa dire. Perché mi faccio lo scrupolo che quel qualcuno possa avere gusti, opportunità, esigenze e problemi diversi dai miei e quindi in quel contesto ritengo di dovere - già dovere è la parola giusta - essere oggettivo. In fondo, altrimenti, la maggior parte delle recensioni si potrebbe semplicemente ridurre a "compralo, a me piace un sacco" o "lascia perdere, a me fa schifo". 

    In amicizia, visto che per risponderti ho rotto il mio proposito, ti aiuto rompendo il ghiaccio.

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    Tutte al parco dietro casa, lo scorso venerdì sera, dopo lavoro, grazie alla gentilezza di Umberto - Bimatic (che ringrazio infinitamente). Ognuna dice qualcosa, se si ascolta. 

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    Proprio per questo NOI ci saremmo aspettati che questo articolo lo avessi scritto tu, senza costringermi a pensarlo io.

    E bravo Bimatic.

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    Personalmente non sono nemmeno io un possessore di Z e quindi di ottiche S. Certo prima o poi farò anche io il passo (non è in programma per quest'anno, a meno di occasioni che non posso rifiutare...), ma nel frattempo confermo le impressioni che ho riportato qui quando è stato presentato l'obiettivo "incriminato". E' un obiettivo appetitoso per molti motivi (filtri, compattezza, range di focali ottimale, peso... ) meno per altri (f/4...) e fin da subito mi è sembrato un game-changer sul mercato. Mi pare che ciò sia alla fine sia stato confermato...
    Venendo al punto, spesso parlate di "futuri acquirenti": ecco, io personalmente non cerco motivi per comprarlo o per NON comprarlo. Cerco di capire semplicemente se ci sono dei DIFETTI e quanto questi possano influire sull'immagine o sul modo di fotografare o sul bilancio "costo-efficacia" . Senza entrare nella diatriba: parlo di DIFETTI: f/4 non è un difetto è una caratteristica. 14-30 non è un difetto è una caratteristica. 1430 Euro è un prezzo di listino non un difetto.

    Difetto potrebbe essere un flare abonorme o particolarmente difficile da togliere. Difetto è una costruzione poco robusta o che faccia entrare polvere al minimo giro di ghiera. Difetto è una distorsione o una vignettatura che viene eliminata facendo decadere automaticamente la qualità o tagliando l'inquadratura (pago 14mm ma ho 15mm, per fare un esempio grezzo e banale).

    Ora, non voglio alimentare la diatriba, ma da uomo della strada penso che un test fatto di sole fughe tra mattoni faccia a vista sia poco utile. Esattamente come un test di sole foto. C'è bisogno a mio parere di un pò di tutto. Compresi soprattutto i commenti di chi li ha provati e utilizzati, nel modo più oggettivo possibile. Esempio con le foto poco sopra: sono a 14mm e le immagini rispecchiano lo stesso angolo di campo? SI/NO. Ha corretto automaticamente tutti i difetti ottici ma non ha tagliato nulla e la nitidezza ai bordi è da f/11 come nelle intenzioni del fotografo? SI/NO. Le aberrazioni cromatiche  sono facilmente correggibili o comportano determinati problemi in alcune circostanze? SI/NO. Lo sfocato sullo sfondo è piuttosto nervoso, bisogna stare attenti a come lo si utilizza?

    Concludo ringraziando per l'ennesima volta Mauro, Max, Massimo, Silvio e tutti quelli che si sbattono a fare foto e cercano di portare un contributo fattivo per tutti (anche per quelli pigri e indolenti come me...)

     

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    Leggerissimo Ot per dire che il tutto e' capitato per caso ma nel momento giusto... da quando ho avuto in mano il 14-30, nei tempi stabiliti da Nikon e dai rivenditori, ci avro' scattato 10 foto, per una serie di motivi piu' o meno personali, il morbillo da ultimo ( ! ).

    Massimo sta aiutando la mia pigrizia nella causa di Nikonland ( e con la benedizione, a consegna gia' avvenuta, di un certo RobyC che resta il saggio di riferimento ) e spero produrra anche dell'altro... ; finito ( senza alcuna fretta ) il suo test, la lente potra' ovviamente passare nelle mani di Mauro per un integrazione se lo vorra'.

     

    Tornando in topic io ho da tempo una passione per gli ultrawide anche a causa di un amico che mi ha fatto provare uno Zeiss 15 f 3,5 ( ancora made in West Germany ) su una Contax manuale ; li ho avuto/provati praticamente tutti, lasciando il cuore ( non il pc ) sugli ART 14 e 12-24 ( il 14-24 sempre ART non mi ha entusiasmato, lo ammetto ).

    Cio' per dire che il 14-30, potendo per fortuna e sfruttando i vari sconti , l'ho comperato ad occhi chiusi prendendomi ( parecchio ) tempo per trovarne dei difetti inenarrabili che me lo faranno riporre in qualche bacheca dell'usato, forse :) , gli errori nei miei scatti li faccio quasi sempre io...

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    Una riflessione un po' OT.

    Io,  malgrado non sia più un adolescente, mi sento un giovane fotografo e come tale molto sensibile alle novità introdotte dalla tecnologia, soprattutto quella informatica, forse anche perché la passione vera per la fotografia l'ho maturata con l'avvento del digitale. E fin da subito non ho più rimpianto pellicole, camera oscura, bacinelle con gli acidi, ecc.

    E ancora adesso rifuggo quell'onda di ritorno che spinge molti a tirare fuori dai cassetti le vecchie Polaroid, i dischi in vinile, le musicassette, o addirittura a ricercare nei mercatini - ma anche nei negozi del nuovo - strumenti appartenenti al glorioso secolo scorso.

    Ma mi rendo conto che ci sono ancora tanti appassionati (o nostalgici?) che si sono fermati là, alle Rolleiflex o alle Contax, e che gli altri più "audaci" passati alle DSLR difficilmente faranno l'ulteriore salto verso le ML.

    Tutto questo per dire che ho sentito più di uno affermare che poter "indovinare" per esperienza o capacità la giusta esposizione piuttosto che correggere nell'inquadratura o manualmente in pp i difetti dell'ottica è invece impagabile, se non addirittura motivo di vanto.

    Dubito che per questi appassionati le innovazioni che hai descritto qui sopra possano avere l'impatto che meritano, e credo che dovremo leggere e ascoltare ancora a lungo le loro contrarietà ad una tecnologia che, forse, corre più veloce della possibilità per molti di comprenderla e sfruttarla appieno.

    Cosicché, e vengo al punto, non darei troppo peso ed importanza a chi ha tali convinzioni, lasciando ai fatti (le belle fotografie) la valutazione dei vantaggi di cui oggi possiamo godere come fotografi.

    Scusate la digressione. Fine dell'OT.  :P

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    Il 18/6/2019 at 04:02, Parsifal dice:

    Proprio per questo NOI ci saremmo aspettati che questo articolo lo avessi scritto tu, senza costringermi a pensarlo io.

    Ma io non avrei mai potuto scriverlo, la penso diversamente....

    E bravo Bimatic!

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    Appunto ! Proprio per questo avresti dovuto scriverlo 40-50 giorni fa, anzichè arrivare a farti provocare (da questo mio articolo) e intanto proclamare lo Scisma della Chiesa d'Oriente e la Secessione della Padania Occidentale da Nikonland  :)

     

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    Ciao a tutti, ho letto tutti gli articoli che avete scritto su questa lente incriminata. :) Vorrei dare un parere da possessore che scatta su Nikon Z7. Premesso che ho avuto il 14-24 fino alla scorsa settimana, posso affermare che il 14-30 gli somiglia tantissimo in termini di resa ottica. Innanzitutto è un 14mm vero. Difatti la correzione software che agisce sulla distorsione pareggia l'immagine del 14-24 a 14mm che ovviamente viene corretta anch'essa. In sostanza le inquadrature risultano uguali su tutte e due le ottiche. Per lo sviluppo utilizzo capture one che consente di disattivare le correzioni software ed a quel punto la distorsione è molto evidente ma la scena è anche molto più wide. La cosa bella è che capture one consente di correggere le distorsioni scegliendo in seguito il ritaglio dell'immagine cosa che a me da l'idea di avere un'inquadratura ancora più wide. Ora questa correzione, come sottolineato negli articoli scritti qui, crea qualche problemino di nitidezza agli angoli, ma se confronto le immagini con il 14-24, che a patto di una messa a fuoco corretta restituisce angoli perfetti da f14 in poi, non c'è assolutamente nulla di pessimo in questi bordi. Ed è anche normale che un super wide a 14mm su FX crei un leggero calo di nitidezza ai bordi. A parte questo, la lente è pazzesca. L'escursione da 14 a 30 è molto più versatile rispetto a 14-24, le aberrazioni sono praticamente nulle (è vero che il software agisce anche qui, ma sul 14-24 pur agendo via software i risultati non sono migliori, anzi...) La resistenza al flare è incredibile. Il 14-24 da questo punto di vista è ingestibile. Magari puoi fare degli scatti creativi se ti piace avere flare e coma enormi sul fotogramma ma se vuoi un'immagine pulita in controluce è praticamente impossibile se non agendo in photoshop con timbro clone, pennello correttivo e toppa...Sul peso c'è poco da dire... E' un miracolo con meno di 500g avere un'ottica del genere. Insomma, come dicevo ad inizio post, il mio 14-24 è andato in pensione la scorsa settimana. E non ne sono pentito in alcun modo.

    Devo ancora però fare un test... Parliamo di filtri... Sono in contatto con Nisi filters la quale in via non ufficiale mi ha detto che l'holder v6 dovrebbe essere esente da vignettatura anche con tre slot impiegati. A breve usciranno i kit v6 da 100mm, che sono in procinto di acquistare. Farò un test sperando che la vignettatura sia assente. (ovviamente nisi mi ha garantito che in caso di mia insoddisfazione potrò tranquillamente utilizzare il diritto di recesso) Vi terrò informati poiché se dovesse essere così per me questa lente sarebbe davvero da 10 e lode!.

    Edited by MaxT
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    8 ore fa, MaxT dice:

    Devo ancora però fare un test... Parliamo di filtri... Sono in contatto con Nisi filters la quale in via non ufficiale mi ha detto che l'holder v6 dovrebbe essere esente da vignettatura anche con tre slot impiegati. A breve usciranno i kit v6 da 100mm, che sono in procinto di acquistare. Farò un test sperando che la vignettatura sia assente. (ovviamente nisi mi ha garantito che in caso di mia insoddisfazione potrò tranquillamente utilizzare il diritto di recesso) Vi terrò informati poiché se dovesse essere così per me questa lente sarebbe davvero da 10 e lode!.

    Io ho il V6. Abito a Trieste. Se non abiti lontano possiamo organizzare un test. A me, informalmente, hanno detto che a 14 potrebbe essere necessario limitare a 2 gli slot (gli Holder NiSi hanno il polarizzatore avvitato alla base, quindi pola + 2 lastre)

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