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  • Massimo Vignoli
    Massimo Vignoli

    From dusk to dawn.... with my Z6

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    Uno dei miei intenti fotografici per quest'anno è quello di fotografare la notte, ed in generale di notte, alla ricerca di atmosfere e luci inconsuete prima che di soggetti particolari.

    Per questo, sono alcune settimane che mi documento su internet per capire i vari "tips&tricks" nel fotografare la Via Lattea. Progetto un po' particolare per chi non sia appassionato di astronomia. Ma che dire, a me fotografare piace un sacco, imparare qualcosa di nuovo anche: per cui la motivazione giusta c'è. Premetto subito, quindi, che gli astrofili potranno trovare molte astronomiche inesattezze in questo articolo. Li invito quindi a correggermi, così insieme miglioriamo questo articolo. E perché no, i risultati della mia prossima uscita.

    La prima cosa è capire quando. Nel nostro emisfero la Via Lattea è ben visibile tra aprile ed ottobre, per cui siamo nella stagione giusta. Ma non basta, perché occorre ovviamente un cielo abbastanza sereno ma anche che non ci sia la luna o che sia uno spicchio piccolissimo. Questo perché, rispetto alle stelle, la luna è estremamente luminosa a ed illumina così tanto il cielo da penalizzare la visione delle stelle. Per me è la notte tra il 28 ed il 29 giugno, un falcetto di luna calante, previsioni bellissime. Poi il resto del fine settimana preso da irrevocabili impegni di famiglia. La prossima occasione? forse il prossimo venerdì, poi mediamente un fine settimana al mese. Che in questa stagione di vacanze non è cosa molto promettente: è una opportunità da prendere al volo.

    La seconda è capire dove. Occorre innanzi tutto un posto con basso inquinamento luminoso e che possibilmente abbia una buona visione verso sud - è in quella direzione che si vede nel modo migliore. Per chi come me abita vicino ad una enorme città - Milano - questo vuole dire alta montagna. Dopo parecchie ricerca la zona "giusta" mi è sembrata quella del Nivolet, in particolare intorno al lago Rosset. Questo per via della relativamente semplice accessibilità, si arriva molto in alto in auto, sia della mia pregressa buona conoscenza della zona.

    Ed eccoci, è venerdì pomeriggio. Risolvo gli ultimi problemi di lavoro, corro a casa a prendere lo zaino e via: destinazione Nivolet!

    Arrivo al lago che sono le 21 passate, nessuna difficoltà solo un bel po' di Km, parecchie curve ed una bella passeggiata in solitudine. Già, sono solo. Nessuno dei miei amici poteva, ma io ormai ero troppo lanciato per fermarmi.

    Il lago è bellissimo. La stagione è molto indietro e si presenta così:

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    21:18 - Z6, 14-24/2.8 AFS @ 24mm 1/8" f11 ISO 100 

    C'è una calma fantastica. La luce, già molto morbida, passa prima dal blu ad un violetto tenerissimo....

    1865539104_MV-20190628-02di18.thumb.jpg.cecb4e53ca631480fb4ff8c212a59a9b.jpg

    21:38 - Z6, 24-70/4 Z @ 45mm 1" f11 ISO 100

    Per poi attenuarsi rapidamente virando verso un decisissimo blu.... con i tempi di ripresa che si allungano sempre di più.

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    21:46 - Z6, 24-70/4 Z @ 38mm 2.5" f11 ISO 100

    1402144499_MV-20190628-04di18.thumb.jpg.50429420a4e29827db1218421dc11773.jpg

    21:53 - Z6, 14-24/2.8 AFS @ 14mm 4" f11 ISO 100

    Il lago è spettacolare ma, devo dire, l'idea di passare la notte vicino al lago ghiacciato mi da un certo senso di inquietudine: pur avendo sulle spalle 18kg di zaino ho solo il materassino ed un sacco piuma: niente tenda! Ma alla fine sono tranquillo, alla peggio, se farà troppo freddo, potrò sempre raccogliere tutto e tornare all'auto! E poi ho un bel termos di caffè, panini e cioccolato a volontà. 

    Quindi lascio il lago e salgo un centinaio di metri, su una collina che mi da una buona vista oltre che verso sud anche sull'intera catena del Gran Paradiso. Gonfio il materassino, ci stendo sopra il sacco piuma nel quale entro completamente vestito, fissando la sveglia alle 00:00. Da quello che ho letto nelle mie numerose ricerche, le stelle sono molto più visibili dopo il crepuscolo astronomico, che l'app (PhotoPills) mi dice essere alle 23:53. Ci sono anche molte altre informazioni, ma l'ho già detto: sono assolutamente ignorante di astronomia. Sono qui solo per provare, vedere se mi piace e come si fa a fotografare la via lattea, il resto semmai verrà più avanti.

    Mi addormento con gli occhi pieni di un cielo enorme che diventa sempre più scuro.... in un attimo.... ecco la sveglia!

    WOW, è incredibile. Una tazza di caffè per togliere il torpore e via, si fotografa!

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    00:44 - Z6, 14-24/2.8 AFS @ 14mm 25" f2.8 ISO 1600 - Catena del Gran Paradiso sotto la via lattea. Il puntino luminoso è il rifugio Chabod, in Valsavaranche.

    La mia prima foto della via lattea!!!! sono stati 44 minuti di lavoro febbrile, ed in realtà avrei avuto un risultato migliore se avessi fatto prima, la Via Lattea continuava ad alzarsi. Ma ho dovuto risolvere "al volo" diversi problemi.

    Il primo è la messa a fuoco: a mirino non si vede assolutamente nulla e neppure in live view sullo schermo. In tutte le mie letture ho trovato una costante, quasi un mantra: "non ti fidare del segno di infinito sul barilotto". Ho risolto allontanandomi di una decina di metri dal treppiede ed illuminando con la piccola pila frontale una roccia, sulla quale ho poi messo a fuoco. Meno male che per prudenza ho portato due pile (una sulla testa per tornare al treppiede, una vicino alla roccia per metterci a fuoco)!   

    Lo avete già capito: per questo genere di fotografie occorre un grandangolo spinto e luminoso. Io ho utilizzato il Nikon 14-24 2.8 AFS, che il mio amico Marco mi ha molto gentilmente prestato e che ormai posso dire, vista la quantità di test che ho fatto nelle ultime settimane, ho definitivamente scelto come grandangolo per la Z6 in attesa del 14-24Z. Devo solo comprarne uno!
    Da questa esperienza vedo in modo ancora più critico la costruzione meccanica dell'ultimo 14-30/4Z. Perché se è vero che il segno di infinito non va bene per mettere a fuoco, è anche vero che dopo averlo fatto il punto identificato andrà bene per tutta la notte! non solo il nuovo Z non ha la scala delle distanze (!) ma, anche, ogni volta che spegni la macchina ti riporta ad infinito o dove crede che sia (!!!!). Spero proprio che il 14-24/2.8Z non abbia le stesse "caratteristiche"!!!!

    Poiché non si vede nulla, il secondo problema è l'inquadratura. Ho risolto puntando ad occhio e facendo una serie di scatti di prova. Scatti che convenientemente si fanno alzando gli ISO a valori vertiginosi, nel mio caso 25.000, in modo da ridurre il tempo di scatto, aggiustare e ripetere rapidamente fino ad ottenere la composizione desiderata. Inoltre con l'ultimo scatto conviene ingrandire al massimo per verificare che, effettivamente, le stelle siano nitide. Per farlo c'è un altro trucco: controllare le aberrazioni cromatiche: se le stelle sono fuori fuoco queste si colorano! Oppure, se disponibile, controllare il bordo molto contrastato tra cielo e montagne.

    Altro trucco, il bilanciamento del bianco: impostatelo a 4.000K

    Tempi/ISO? Ho trovato come riferimento 30", f2.8 ISO 6400. Trucco sbagliato, in due diverse direzioni.
    La prima è che ho bisogno di meno luce (non so perchè, forse il 14-24 ha un tstop molto migliore di chi ha scritto quell'articolo, forse è la luce dell'inquinamento luminoso...) ma con quei dati viene sovraesposta.
    La seconda è che a 14mm con 30" le stelle vengono mosse, piccole strisce invece che punti. Eppure sono sicuro, ho letto della regola del 500! Che sarebbe che 500 diviso la focale in mm da il massimo tempo di scatto per non avere le stelle mosse. E quindi sarebbe 36"!

    Invece, per me, l'esposizione giusta a 14mm è 25" e ISO1600 a f2.8, sarebbe meglio anche un filo più breve!

    A dire che, per certo, a fare premio in questo genere fotografico più che una macchina che regge molto gli alti ISO serve un grandangolo molto ampio e luminoso.

    Ma siamo solo agli inizi....

    MV-20190629-06 di 18.jpg

    00:57 - Z6, 14-24/2.8 AFS @ 14mm 15" f2.8 ISO 3200 - Le Levanne sotto la via lattea. La luce a sinistra è il rifugio Savoia, poi verso destra un paio di automobili e poi le luci della diga. Il cielo giallo? forse Torino, credo ad oltre 50km di distanza. 

    MV-20190629-07 di 18.jpg

    01:19 - Z6, 14-24/2.8 AFS @ 20mm 20" f2.8 ISO 3200 - prova di focale più lunga.... come sarà fare la via lattea con il 20mm 1.8?!?!?

    MV-20190629-08 di 18.jpg

    03:43 - Z6, 14-24/2.8 AFS @ 18mm 20" f2.8 ISO 3200 - un po di nebbia sale dal fondovalle, e si colora delle luci artificiali. Per comporre lo zoom è impagabile, di certo non puoi variare l'inquadratura "muovendo i piedi" in questo tipo di foto! Ma non solo.... il tempo passa ed il cielo cambia colore (il bilanciamento del bianco è esattamente lo stesso).  Cosa è successo? LA LUNA!!!!

    La luna è sorta dietro di me, non me ne sono accorto, è giusto una falcetta. La vedremo più tardi. Ma quella poca luce cambia completamente la situazione, la visibilità delle stelle, che subito iniziano a sparire, ed il colore del cielo che diventa più blu.

    MV-20190629-09 di 18.jpg

    03:57 - Z6, 14-24/2.8 AFS @ 14mm 20" f2.8 ISO 1600 - Altra nebbia, sempre più colorata.... e sempre meno stelle!

    MV-20190629-10 di 18.jpg

    04:05 - Z6, 14-24/2.8 AFS @ 20mm 20" f2.8 ISO 1600 - la nebbia continua a salire, dopo poco mi raggiungerà. Inzuppando di umidità il mio umile giaciglio. Ma ormai di sdraiarsi non se ne parla proprio più.
    Intanto succede un'altra cosa incredibile. La vita si sveglia, un mucchio di uccellini iniziano a cinguettare intorno a me. Un rumore intenso e forte, VITA! 

    MV-20190629-11 di 18.jpg

    04:46 - Z6, 24-70/4 Z @ 68mm 6" f4 ISO 100 - In lontananza nubi temporalesche nel cielo altrimenti del tutto sereno, dentro le quali si vedono i lampi. Non è facile fotografarli, occorrono diversi tentativi contando i secondi per prendere il ritmo. Ma nemmeno impossibile!

    MV-20190629-12 di 18.jpg

    05:06 - Z6, 24-70/4 Z @ 70mm 4" f5.6 ISO 100 - Le Levanne ricevono la prima luce, insieme al cappello di nuvole salite dalla pianura.

    MV-20190629-13 di 18.jpg

    05:13 - Z6, 24-70/4 Z @ 54mm 0.8" f8 ISO 100 - La catena del Gran Paradiso sotto un falcetto di luna, il cielo che rischiara. 

    MV-20190629-14 di 18.jpg

    05:29 - Z6, 24-70/4 Z @ 24mm 1.6" f11 ISO 100 - Il lago Rosset e le Levanne.

    MV-20190629-15 di 18.jpg

    05:53 - Z6, 14-24/2.8 AFS @ 14mm 1/20" f11 ISO 100 - Ancora il lago, le prime luci toccano le cime.

    MV-20190629-16 di 18.jpg

    05:58 - Z6, 14-24/2.8 AFS @ 14mm 1/15" f11 ISO 100 - Stanotte era proprio freddo, ieri sera il ghiaccio galleggiava in acqua ed ora è di nuovo tutto gelato!

    MV-20190629-17 di 18.jpg

    06:23 - Z6, 70-200/4 AFS @ 200mm 1/640 f8 ISO 100 - Eccolo, il SOLE.....

    MV-20190629-18 di 18.jpg

    06:23 - Z6, 70-200/4 AFS @ 70mm 1/100 f8 ISO 100 - ... la notte è finita! Tempo di tornare a valle a prendere un caffè caldo ed un cornetto. Una mezz'ora, in discesa e di buon passo!

    Alcune riflessioni.

    La Z6, si è comportata bene? si molto. L'ho portata perché speravo anche in qualche paesaggio, dove la sua ampia gamma dinamica avrebbe molto aiutato e così è stato. Così come ha aiutato il sensore ISO invariante, per recuperare le ombre senza introdurre particolare rumore.

    Molto utile lo scatto remoto, io ho usato un KWMobile, 8.90€ su Amazon. Ha il filo, e lo preferisco così. Semplice, leggero - 20gr - e senza problemi di batterie.

    Altrettanto utile lo scatto silenzioso della Z6, capace di azzerare del tutto le vibrazioni, restituendo scatti estremamente nitidi con qualsiasi tempo di scatto. Anche in presenza del FTZ che allunga tutto e rende apparentemente instabile il complesso corpo+adattatore+lente. 
    Così come lo schermo orientabile, quando per cercare la composizione giusta ti trovi in equilibrio precario su terreno gelato e scivoloso, con il treppiede che stenta a stare fermo sul ghiaccio.

    E l'ottica? Beh, di zoom grandangolari in queste settimane ne ho provati diversi. Ma una sola contiene una speciale magia. È il 14-24/f2.8 AFS!!!! Veramente una categoria a parte, per nitidezza e chiarezza delle immagini.
    Chissà come sarà il nuovo 14-24Z?!?! Non vedo l'ora di provarlo!

    Massimo Vignoli per Nikonland
    1/7/2019
     

     

    Edited by Massimo Vignoli

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    Belle foto e davvero utile la descrizione di come le hai fatte: fa nascere la voglia di ripetere la tua esperienza!

    Riguardo i dati di scatto, immagino che quando hai indicato l'uso di 14-24/4 Z ti riferissi al 14-30/4 Z e non al 14-24/2.8 AFS: è così?

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    Emozionante come sempre il tuo racconto e ancora più emozionanti le foto,, il reportage completo permette di apprezzare al meglio, quasi di sentirsi lì (temperatura e fatica a parte ;) ) con te. Le note tecniche rendono l'articolo completo sotto ogni punto di vista. Bel lavoro. 

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    :bravo:

    bello il racconto e il lavoro fotografico , ottime foto.

    il colle del nivolet è una meta molto ambita da fotoastronomisti per assenza dei disturbi luminosi artificiali, sai quante volte ci ho pensato di andare su a fare le foto.

    tanto sono quasi 2 ore di viaggio da casa mia e sempre rimandato.

    una cosa sola : complimenti per il reportage.

    Edited by firefox

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    2 ore fa, Pedrito dice:

    Belle foto e davvero utile la descrizione di come le hai fatte: fa nascere la voglia di ripetere la tua esperienza!

    Riguardo i dati di scatto, immagino che quando hai indicato l'uso di 14-24/4 Z ti riferissi al 14-30/4 Z e non al 14-24/2.8 AFS: è così?

    Si, ho sbagliato a forza di copia e incolla.
    Ho usato 3 lenti:
    - 14-24/2.8 AFS
    - 24-70/4 Z
    - 70-200/4 AFS 

    Precedentemente, con il 16-35 e la D810, le focali centrali le coprivo con il 50mm (e quindi 16-35, 50, 70-200), ma con il 14-24 e la Z6 (meno pixel e quindi non voglio rifilare nulla) vedo più indicato il 24-70. Tra l'altro a voler alleggerire il peso anche solo la coppia 14-24 e 24-70 consente di fare moltissimo in fotografia paesaggistica.

    Circa l'idea di farlo, il consiglio che ti do è di provare. Devi solo trovare un posto adeguato in termini di mancanza di inquinamento luminoso. Ci sono numerosi siti che pubblicano le mappe. 

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    Come in tutti i tuoi articoli ( da "gustare" con calma ) spiccano, tra le altre,  la tua curiosita' e preparazione; curiosita' per un avventura nuova e preparazione meticolosa, dai trick and tips, all'attrezzatura ( viveri compresi ) ai ritagli di sonno e alla post produzione che include questo articolo e il lavoro che segue, di pochissimo nel tuo caso, gli scatti.

    Che ti resta ora ?

    Foto subaquee, aeree, motorsport... :) , noi ( penso che il gruppo sia nutrito ) siamo pronti a leggere.

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    Bel reportage. Affascinante e interessante. Per il ghiaccio... in montagna sempre i piedini di metallo a punta 🙃 vanno bene sia per il fango che per il ghiaccio. Il problema messa a fuoco a infinito è un bel problema. Buona la tua idea di due torce e della roccia a distanza. Il mio 21 Zeiss non ha problemi quando la ghiera è a infinito lui mette a fuoco a infinito. Il 14-30 invece no, in fuoco manuale quando il display della macchina indica infinito in realtà non lo è. E questa è per me una grossa limitazione. 

    Sono tutti scatti singoli immagino. Hai provato anche la tecnica del multiscatto?

    Edited by Marco63

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    2 ore fa, Marco63 dice:

     

    Sono tutti scatti singoli immagino. Hai provato anche la tecnica del multiscatto?

    Si, questi sono tutti scatti singoli. Per alcuni ho provato a fare 10 fotogrammi per incollarli e ridurre il rumore, ma non sono riuscito ancora a metterci su la testa. Tu che sw usi per farlo? Mi lascia molto perplesso il fatto che le stelle si muovono - e pure un sacco, se scorri velocemente la sequenza lo vedi proprio - mentre il primo piano no. Come fa a riallineare le stelle senza spappolare le montagne?!?!

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    3 minuti fa, Massimo Vignoli dice:

    Tu che sw usi per farlo? 

    No, no... era solo una domanda, io ho sempre e solo fatto scatti singoli. Credo che chi lo fa usa una foto per il primo piano e una serie per il cielo e poi assembla il tutto. Ho visto foto fatte anche con focali diverse: il risultato è ottimo, la realisticità ovviamente va a farsi benedire.

     

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    3 ore fa, bimatic dice:

     

    Che ti resta ora ?

    Beh, di idee ne ho a bizzeffe. Il problema è il solito: tempo+soldi!!!!!

    Il fatto è che fotografare in se mi piace, quasi indipendentemente dal soggetto.

    Mentre sulle stelle vorrei almeno fare altre 3 immagini: via lattea e Cervino, stelle che si riflettono in un lago, Panoramica completa (multiscatto) dell’intero arco.

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    1 minuto fa, Marco63 dice:

    No, no... era solo una domanda, io ho sempre e solo fatto scatti singoli. Credo che chi lo fa usa una foto per il primo piano e una serie per il cielo e poi assembla il tutto. Ho visto foto fatte anche con focali diverse: il risultato è ottimo, la realisticità ovviamente va a farsi benedire.

     

    Non necessariamente, Io ho letto del semplice incollare con fusione “media” che debellerebbe del tutto il rumore. Prossima cosa da studiare....

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    3 minuti fa, Massimo Vignoli dice:

    Panoramica completa (multiscatto) dell’intero arco.

    Mi sa però che devi aspettare qualche mese... ora è verticale

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    2 minuti fa, Massimo Vignoli dice:

    Non necessariamente, Io ho letto del semplice incollare con fusione “media” che debellerebbe del tutto il rumore. Prossima cosa da studiare....

    Devo studiare la cosa ma ho visto un lavoro fatto con due scatti, uno ad alti ISO e uno a bassi ISO sostanzialmente nero.

    Poi con una maschera di luminosità in PS selezionato dal primo le sole luci e incollato sull'altro. Con un poco di lavoro di riduzione rumore localizzato sulle aree chiare per inquinamento viene molto interessante.

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    Bella avventura, racconto emozionante e immagini magnifiche. Uno standard pazzesco, direi che ci stai viziando :)

    Solo qualche dubbio sul tempo di esposizione: qualche anno fa decisi un timido tentativo, giusto un paio di scatti in agosto e circa 2 litri di sangue donati alle zanzare e mi beccai un tracciamento infame a soli 15"" di esposizione... Secondo me i tips&tricks sarebbero tutti da verificare.

    Edited by effe

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    26 minuti fa, effe dice:

    Bella avventura, racconto emozionante e immagini magnifiche. Uno standard pazzesco, direi che ci stai viziando :)

    Solo qualche dubbio sul tempo di esposizione: qualche anno fa decisi un timido tentativo, giusto un paio di scatti in agosto e circa 2 litri di sangue donati alle zanzare e mi beccai un tracciamento infame a soli 15"" di esposizione... Secondo me i tips&tricks sarebbero tutti da verificare.

    Esiste una regola per scattare che dipende dalla focale. Anzi sono più regole... la più conservativa è quella del 300 ossia il tempo di scatto è 300/focale. A 20mm 300/20=15 secondi. A 15mm 300/15=20 secondi. Per avere tracce con 15 secondi devi aver usato un 35mm almeno. Io sabato notte ho scattato a 25 secondi senza traccia (21mm)

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    1 ora fa, Massimo Vignoli dice:

    Secondo te quando si realizzano quelle condizioni? (Panoramica)

    Tutte le panoramiche ad arco che vedo alle nostre latitudini sono con ambientazioni invernali. Se ho ben capito, ma prendi con le pinze il tutto, ci sono due fattori. L'inclinazione (ora è quasi verticale, lo sarà ad agosto) e l'orario in cui è visibile per questioni di rotazione rivoluzione. Dovrebbe essere più coricata ad aprile maggio. Il problema è che a aprile dovrebbe essere visibile poco prima dell'alba quindi con una luminosità elevata in cielo.

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    15 minuti fa, Marco63 dice:

    Tutte le panoramiche ad arco che vedo alle nostre latitudini sono con ambientazioni invernali. Se ho ben capito, ma prendi con le pinze il tutto, ci sono due fattori. L'inclinazione (ora è quasi verticale, lo sarà ad agosto) e l'orario in cui è visibile per questioni di rotazione rivoluzione. Dovrebbe essere più coricata ad aprile maggio. Il problema è che a aprile dovrebbe essere visibile poco prima dell'alba quindi con una luminosità elevata in cielo. 

    Giusto per farmi un'idea: per una panoramica ad arco dal momento che la via lattea sorge a sud e tramonta a nord, la fotocamera dovrebbe puntare ad est o ad ovest. E' corretto? Quindi l'ampiezza focale dovrebbe essere adeguata, credo non meno di 20mm. Lo chiedo perchè su questo argomento vorrei farmi una cultura, mi piacerebbe poter inserire qualche foto notturna in lavori più ampi a tema paesaggistico.

    Edited by effe

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    58 minuti fa, effe dice:

    Giusto per farmi un'idea: per una panoramica ad arco dal momento che la via lattea sorge a sud e tramonta a nord, la fotocamera dovrebbe puntare ad est o ad ovest. E' corretto? Quindi l'ampiezza focale dovrebbe essere adeguata, credo non meno di 20mm. Lo chiedo perchè su questo argomento vorrei farmi una cultura, mi piacerebbe poter inserire qualche foto notturna in lavori più ampi a tema paesaggistico.

    Di solito si fanno più scatti e si uniscono. La via lattea nelle diverse stagioni ha una diversa inclinazione (in realtà è la terra che la ha ma è una semplificazione) e ad aprile si presenta quasi orizzontale ma copre una angolo elevato che si può catturare solo con più scatti. Ora è quasi verticale. Però non sono un esperto... sto anche io addentrandomi nell'argomento. In rete ci sono diversi articoli fatti bene.

    Edited by Marco63
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    Che dire Massimo? che dire se altri Nl hanno detto di tutto e di più..  solo una cosa: FANTASTICO..   è un piacere leggerti, veramente..

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    23 ore fa, Marco63 dice:

    Di solito si fanno più scatti e si uniscono. La via lattea nelle diverse stagioni ha una diversa inclinazione (in realtà è la terra che la ha ma è una semplificazione) e ad aprile si presenta quasi orizzontale ma copre una angolo elevato che si può catturare solo con più scatti. Ora è quasi verticale. Però non sono un esperto... sto anche io addentrandomi nell'argomento. In rete ci sono diversi articoli fatti bene.

    Marco, secondo me è ancora possibile farla orizzontale.
    Quello che non capisco, stante l'evidente movimento delle stelle (è pazzesco, se guardi le foto fatte in sequenza vedi un grande spostamento) è come fare per incollarle mantenendo fermo il primo piano (la cresta dei monti)!

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