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  • Nikon ES-2 : pellicola su sensore.


    Max Aquila

    Dato l' elevatissimo interesse che questo accessorio, annunciato mesi fa, ha fin qui maturato, abbiamo ritenuto di chiedere a Nital di prestarcene uno, in abbinata all'obiettivo più indicato per dimensione e prestazioni del catalogo Nikon, ossia il Micro 60mm f/2.8 AF-S

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    e di sperimentarlo sulla Nikon D850, che è a questo momento l'unica delle DSLR Nikon a consentire l'inversione diretta dei negativi (e la filtratura della maschera cromatica) in abbinamento a questo ES-2, senza dover passare da software di fotoritocco.

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    Questo kit ES-2 è costituito da un supporto opalino 87393286_02725052018-_85K9564MaxAquilaphoto(C).thumb.jpg.41cb2d19f5564a4e558e51893bf965f1.jpg
    che accoglie uno dei due carrelli realizzati per contenere una striscia di negativi oppure una coppia di diapositive
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    Il supporto per i due carrelli è dotato all'interno di una coppia di molle 1410184416_02825052018-_85K9567MaxAquilaphoto(C).thumb.jpg.418adb0ae5bea8b3f016e5f302de9da4.jpg

    che scattano in corripondenza dello scorrimento del carrello, quando questo si trovi nella posizione corretta

    e di una vite di serraggio che consente la regolazione 1039557574_02625052018-_85K9562MaxAquilaphoto(C).thumb.jpg.7dc3ff1c20f5afd504e58cbc22f2f9a0.jpg
    del tubo telescopico interno che possiede un'escursione di 15mm,

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    utile a definire la distanza della lente frontale dell'obiettivo in uso, dall'originale da riprodurre.

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    La filettatura del tubo per il fissaggio all'obiettivo è da 52mm, per consentirne l'utilizzo a quegli obiettivi Micro Nikkor dotati di quella misura, ma nel kit sono presenti due anelli adattatori al diametro di 62mm, ma dalla diversa profondità, per consentire l'uso dell' ES-2 ai due più recenti Micro 60mm, il corrente AF-S ed il più datato AF-D, oltre che al 105/2,8: tutti gli obiettivi insomma , che raggiungano da soli o con gli opportuni tubi, il rapporto di riproduzione 1:1 necessario per riprodurre a tutto formato il fotogramma di pellicola opportunamente illuminato.

    Tanto da aver sfruttato per alcuni scatti (oltre a quelli di servizio ...alla D850, mentre lavorava), il Nikon Micro 40/2,8DX con la mia Nikon D500 che si è comportata, come al solito, più che bene

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    Per gestire coerentemente ed omogeneamente l'illuminazione, ho utilizzato in questo test una sorgente monoled a luce continua, l'illuminatore Godox SL60w ed anche, in alcuni specifici casi (a confronto) un flash Godox Ad200 con beauty dish da 30cm e diffusore, giusto per rendere uniformi i risultati, specialmente in termini di temperatura colore della luce che influirà direttamente sul risultato cromatico ottenuto.

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    Il carrello per le diapositive consente l'utilizzo di telaietti dallo spessore limitato, quelli più economici, precludendo l'uso di diapositive con telai dotati di vetrini o di maschere in metallo:

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    in questi casi risulta d'obbligo utilizzare il carrello per le striscie di negativi, pazientemente collocando la diapositiva estratta dal suo telaio negli scomparti dell'altro carrello, cosa peraltro da consigliarsi per ottenere una migliore spianatura del fotogramma, (se si trattasse come ritengo prevalentemente, di materiale sviluppato da più di 10 o anche 20 anni) e gli effetti perniciosi dei possibili telai con vetrini: una volta finita l'operazione, basterà rimettere ...tutto a posto622915669_01924052018-_D5K0604MaxAquilaphoto(C).thumb.jpg.8ca4b7df6b1b5a83e0f0146dfcf9c12b.jpg

    Il fatto che solamente la Nikon D850 consenta la diretta inversione "on camera" del negativo non preclude l'utilizzo dell'ES-2 a nessun'altra DSLR dal sensore capace della risoluzione necessaria: basterà utilizzare Photoshop per realizzare successivamente l'inversione tonale del fotogramma di negativo e la correzione cromatica della maschera giallo/arancio anti UV che ogni emulsione negativa include:... cosa più facile a dirsi che a realizzarsi, come vedremo.

    Vediamo intanto questa opportunità offerta dalla reflex a maggior risoluzione di Nikon: premettendo che si tratta di una inversione tonale che si può realizzare a piacimento su qualsiasi soggetto, inquadrato da qualsiasi obiettivo, 1699474364_02325052018-_D5K0611MaxAquilaphoto(C).thumb.jpg.ae6f64afeb6ffefc8e576b3a6f7cb9f3.jpg
    ottenendone una immagine invertita a colori... 2093863705_02525052018-_D5K0614MaxAquilaphoto(C).thumb.jpg.b20127b5da90b5a00af1e9410c91c72c.jpg
    o monocromatica
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    Negativo colore

    Si procede nella seguente successione: dopo aver posta nel carrello la striscia di negativo a cui appartiene l'originale da riprodurre, illuminato dalla sorgente prescelta, ecco come ovviamente si presenta a monitor (operando in live view, con fotocamera su treppiede) l'inquadratura a toni invertiti

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    schiacciando il pulsante i sul dorso della reflex compare il seguente menù a tendina (occorre tenere su OFF lo scatto silenzioso "SL"), l'ultima opzione delle quali è la nostra...

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    dando conferma alla quale...come per magia la D850 inverte il negativo (due le opzioni: CL colore e MC monocromatico)

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    per conferma dell'inversione premere il tasto OK a dx sul dorso, e, volendo regolare la luminosità, premendolo nuovamente...

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    compare scala graduata in valori interi di EV273597892_00524052018-_D5K0564MaxAquilaphoto(C).thumb.jpg.5623cad84b5b003054f5404100b6c1cf.jpg1954657619_00624052018-_D5K0565MaxAquilaphoto(C).thumb.jpg.0a90918e53ab7935984bd7e500e92432.jpg

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    alla conferma della eventuale variazione, saremo finalmente operativi per lo scatto.
    Ingrandire a monitor sul punto dove sia stata effettuata a suo tempo la messa a fuoco, aiuta a meglio definire quella attuale, meglio certamente che ad occhio nudo2136813929_00824052018-_D5K0567MaxAquilaphoto(C).thumb.jpg.c3df064d62761dc7beacb2cc3abc9e19.jpg1576005847_00924052018-_D5K0568MaxAquilaphoto(C).thumb.jpg.b212286cc09de3fb31d1cc08a08c5163.jpg

    quindi, predisposto in anticipo uno scatto remoto o anche solamente la modalità di autoscatto per evitare possibili, disastrose, vibrazioni: scattiamo.

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    Disastri dell'emulsione di uno scatto di qualche decenni fa a parte, dall'analisi dello scatto vediamo subito che con questo modo di inversione on camera
    non si possa ottenere altro che un JPG Fine e per giunta solo da una sorgente di luce continua, 1734749971_01124052018-_D5K0570MaxAquilaphoto(C).thumb.jpg.3e42c5163335ed86eae058425e3424e3.jpg 
    perchè questa funzione automatica preclude anche l'uso di flash esterni:
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    Le cose non si semplificano affatto, scattando direttamente all'immagine negativa in NEF, senza effettuarne conversione1650773978_068-_85K9520ISO1001-60secaf-80MaxAquilaphoto(C)_.thumb.jpg.d4f2fc24c9af7424aaa2a826a7e7c901.jpg
    per poi attuarla su Photoshop, tentando senza parametri cromatici certi, una improbabile azione di correzione cromatica e tonale
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    ovviamente il vantaggio di passare attraverso software di sviluppo e/o correzione consente di apportare anche il restauro che questo negativo del 1991 richederebbe.

    Riproduzione di originali è materia sempre difficile, quindi, anche con l'aiutino di Nikon che agevola di certo in termini di tempo impiegato nella conversione, ma non sempre conduce a risultati ottimali, stante la correzione fissa, che tiene conto di un parametro medio, che si discosta dalla realtà del fotogramma da riprodurre, in funzione del suo stato di conservazione, della buona qualità del suo originario sviluppo (senza slittamenti cromatici, sempre possibili) infine dal tipo di emulsione e di sensibilità/indice di esposizione.

    Anche cambiando negativo ed emulsione le discriminanti restano ben visibili, sia nell'operazione derivante da conversione on camera,
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    dove la presenza di masse cromatiche orientate verso il blu, in fading ulteriore dopo gli anni trascorsi dallo scatto (e dallo sviluppo chimico) generano fastidiosi slittamenti correttivi del sistema on camera verso un giallo/verde, dietro la vela, del tutto improprio e difficilissimo da correggere selettivamente, anche dato il jpg nel quale viene convertito automaticamente.

    La ripresa in NEF del negativo, senza conversione,1663907347_064-_85K9513ISO641-125secaf-80MaxAquilaphoto(C)_.thumb.jpg.bd91cc26cdf5ae3892b94e4a70415f8e.jpg
    posta anche la difficoltà di scegliere la corretta esposizione per un soggetto a toni invertiti, sortisce poi nella inversione del NEF via software e successiva correzione tonale e cromatica (oltre che di contrasto) un risultato appena più accettabile del precedente, diretto, ma pur sempre ...difficile367569266_063-_85K9513-ModificaISO641-125secaf-80MaxAquilaphoto(C)_.thumb.jpg.7cf0b126f9df080b610dc21cfca23f27.jpg

    Negativo in B/N:

    altra faccenda la conversione in digitale di un originale in bianco e nero, stante la facilità di intervento successiva alla conversione, in termini di contrasto e clarity sopratutto, sia nell'originale convertito on camera,
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    quanto in quello fotografato in NEF e poi trattato per software539497082_058-_85K9414-ModificaISO1001-60secaf-80MaxAquilaphoto(C)_.thumb.jpg.74f1eb8f3a83313515ad4412450296a1.jpg

    Anche con soggetti particolarmente contrastati e difficili nella lettura, questa potenzialità della D850 con ES-2 apre nuovi orizzonti di reimpiego di scatti pensati in positivo...
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    ma riconsiderabili...anche in negativo 😎
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    Nel bilancio delle operazioni su negativo colore e bianconero risulta quindi fondamentale lo stato in cui si trova l'originale da convertire, troppo spesso condizionato da danni dell'emulsione causati oltre che da cattiva manipolazione, con graffi o strisciate da inserimento in portanegativi inadeguati, così come da muffe o, peggio, delaminazione da contatto con materiali plastici: i miei negativi in bianconero stanno molto meglio di quelli a colori, perchè ho speso sempre molti soldi per le buste in pergamino cartaceo, le uniche a minimizzare danni da strisciamento e adesione da sbalzi termici...

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    Ma riprendere in mano una busta di negativi è sempre un viaggio nella nostra vita trascorsa
     1469443097_051-_85K9247ISO2001-125secaf-56MaxAquilaphoto(C)_.thumb.jpg.b5c8dacee95bd82624ad50faa19cbfd0.jpg indipendentemente dal risultato che ne possa derivare è un'operazione benefica che ci porterà a salvare alcune delle nostre fotografie, realizzando alfine quella selezione stretta che tanto abbiamo predicata a noi stessi senza mai riuscire poi ad attuarla: grana evidente dell'emulsione, artefatti cromatici sulle superfici sottoesposte omogenee create dalla conversione, qualità del trattamento subito da quella pellicola, nulla tolgono ad un'immagine prescelta per la digitalizzazione rispetto al gesto che possa rappresentare... Niente scienza, siamo Persone e la fotografia deve essere solo un mezzo, non IL fine.833323041_111-00118052018-_85K9187MaxAquilaphoto(C)ISO1001-30secaf-11MaxAquilaphoto(C)_.thumb.jpg.1b029e318d3cc362c527f9f1fb63f0d6.jpg

     

    Diapositive

    La questione si semplifica, perchè adesso non ci serve più alcuna conversione e quindi consideriamo questa sezione del lavoro come estensibile a qualsiasi fotocamera che abbia un sensore dalla densità più elevata possibile, cui collegare l'ES-2, inquadrando, mettendo bene a fuoco, esponendo per le aree più indicate dell'immagine e, quindi, scattando.

    Facile? ....  NO 🦉 ... solo meno passaggi, ma complicati dall'elevatissimo contrasto cromatico unito alla scarsissima latitudine di posa, propri delle emulsioni invertibili...

    E non sono andato a complicarmi la vita con le Fujichrome Velvia RVP, che ho tanto usato, ma mi sono limitato a riprodurre esemplari della 100 RD, sicuramente meno "chiusa" e più potabile da operazioni dove conta in maniera fondamentale anche l'indice di contrasto ed il rapporto di illuminazione della nostra sorgente di luce che utilizziamo.

    Partiamo da una ventenne, radiosa, Alessia Marcuzzi a mare a Mondello?

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    per un ritratto sicuramente sbagliato nell'esposizione, troppo scura, un primo livello di correzione aiutandomi con una sovraesposizione del flash che ho qui utilizzato, per poi giungere attraverso una maggiore sovraesposizione flash ed un successivo aggiustamento su LR (stiamo lavorando su NEF) ad un risultato che ha recuperato la dia originale
    in una maniera che chimicamente, in stampa, non saremmo mai riusciti ad ottenere 618541888_082-_85K9543ISO1001-50secaf-56MaxAquilaphoto(C)_.thumb.jpg.fff7da230efb0eeefe9551a47811236d.jpg

    Una seconda immagine, meno critica, nella quale con poche correzioni, (anche in decremento di clarity) sono giunto ad un risultato accettabile... 26 anni dopo1574708233_081-_85K9539ISO641-50secaf-80MaxAquilaphoto(C)_.thumb.jpg.2a641ef994dbb4a4910e2fc1f06b79f5.jpg

    Con mare e windsurf i guai aumentano:😟

    in luce flash, per quanto ben diffusa, il contrasto proprio di questa dia aumenta eccessivamente, mettendo in risalto una grana che oggi a 100 ISO considereremmo eresia !164693496_071-_85K9526ISO641-60secaf-80MaxAquilaphoto(C)_.thumb.jpg.0c6f7d07d21e909dc0b26d98490bd9fb.jpg

    serve una correzione +1 2033424657_072-_85K9527ISO641-60secaf-80MaxAquilaphoto(C)_.thumb.jpg.27d25709191f1c16af63c68ae73f4868.jpg1757235297_073-_D5K0581ISO16001-60secaf-11MaxAquilaphoto(C)_.thumb.jpg.5415abeb54d4ea27df71c2de75b07b5d.jpg come visibile sul gruppo A del trigger Godox XPro-N

    in luce continua le cose decisamente migliorano a parità di condizioni con la prima delle due foto con il flash1991241147_078-_85K9536ISO641-60secaf-80MaxAquilaphoto(C)_.thumb.jpg.431d49c2ce6fac9fdf744712be1ab55a.jpg

    Dopo ogni scatto, ricordarsi sempre di rimettere a fuoco con precisione: 1109498602_079-_D5K0585ISO16001-160secaf-11MaxAquilaphoto(C)_.thumb.jpg.7b8b11b8e928e5cf125e8a3b1f7bc882.jpg

    basta un niente...2057555916_080-_D5K0586ISO16001-160secaf-11MaxAquilaphoto(C)_.thumb.jpg.db84e88bfe4cf5c0166a7df1acbc5e31.jpg:lehoprese:

    Con un soggetto ancora più ostico per illuminazione radente e contrasto... (stessa emulsione Fujichrome 100 RD) e luce flash:1968543986_074-_85K9529ISO641-60secaf-80MaxAquilaphoto(C)_.thumb.jpg.6345b311228a760195a540835b605e8d.jpg +1 EV161421293_075-_85K9531ISO641-60secaf-80MaxAquilaphoto(C)_.thumb.jpg.066ac1a3849cffa25a5b164824c48c86.jpg+1,3EV

    ma anche in luce continua le cose non migliorano poi tanto1303084065_076-_85K9532ISO641-100secaf-80MaxAquilaphoto(C)_.thumb.jpg.6d6a2c126e9be3dbcc2a511864dab0cd.jpg

    o perdiamo nelle ombre, oppure, aumentando l'esposizione di soli due terzi di stop...
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    ci perdiamo le alte luci... :rotfl:

     

    Alla fine di questo test resta da dire che molto si possa fare più del poco che ho fatto: facendomi pilotare dall'ES-2 piuttosto che il contrario, ma per una presa di contatto per valutare come una reflex digitale da 45 milioni di pixel con un "viewmaster" anteposto, possa trattare un negativo o una diapositiva vecchi molto più di vent'anni.

    Considerando che uno scanner professionale con software di eliminazione di graffi e polvere porti decisamente a risultati di ottimo livello: il problema, a mio vedere, sta nel materiale da riprodurre...

    Se non vogliamo ammettere che il Re sia nudo, continueremo a spendere soldi su soldi per acquistare hardware superlativo (ove ve ne sia ancora in commercio): ma la sua nudità appare in tutto imbarazzo quando si finisce per valutare la struttura di una pellicola negativa o invertibile...: IL LIVELLO DI GRANA che andiamo a riprodurre con il nostro Hi-End è ignobile!

    Un sistema del genere servirà solo a salvare immagini che non vogliamo si perdano nel tempo.

    Amarcord e sentimentalismo: il digitale ci sta viziando tantissimo. La fotografia digitale non ha nulla più in comune (se non le regole alla base) di quella chimica.

    Ma recuperare originali è divertente: anche perchè la memoria si fa labile e non ho più in mano le redini dei miei scatoloni di dia e negativi scattati in questi ultimi quarant'anni.

    105  19052018 -_D5K0531  Max Aquila photo (C).jpg

    Molto si può fare e mi impegno a fare con questo accessorio tanto semplice quanto, in fondo, prezioso: innanzitutto, come suggeritomi da chi ci ha prestato questo "kit", costruirsi un Picture Control negativo, sia per il colore sia per il B/N e sottrarlo al NEF dell'originale non convertito.

    Poi, certamente, selezionare il materiale da convertire con un attenzione particolare alla qualità originaria ed allo stato di conservazione.

    Ma nel mezzo, scartabellando tra le scatole nelle quali conservo decine di migliaia di immagini su pellicola, perderò facilmente la retta via dei buoni propositi, ad ogni incontro di un volto familiare oppure ormai perduto che mi chiederà di ricordare ancora, col cuore, con la mente ...e con la mia Nikon: ancora !

    E grazie a  1864479607_Resizeofnital_alta-Medium.jpg.cbf6377e9f682d8d67255d7661de071a.jpg 

    per averci messo nella possibilità di testare in anteprima questo Nikon ES-2

     

    Max Aquila photo (C) per Nikonland 2018

     

    Modificato da Max Aquila



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    Recommended Comments

    Il 23/5/2018 at 16:04, Roby C dice:

    Oggi verso mezzogiorno mi hanno consegnato il 40 micro dx, il visore ES 1 lo avevo già e, montare il tutto non ci è voluto molto.. ora la prima analisi a caldo..

     

    e...però questa tua experience, andrebbe perfettamente in tema sul tutorial che quattro anni fa Paolo Mudu scrisse proprio sull'utilizzo dell'adattatore che hai appena utilizzato.

    .

    NdR: commento e foto trasferiti in quella specifica discussione

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    un work in progress che conto di proseguire:

    dovessi restituire presto a Nital l'ES-2... ne comprerò uno mio.

    Le potenzialità espresse da questo accessorio spaziano oltre i suoi limiti palesi:

    • quello di essere un oggetto costruito in economia (carrelli meglio dimensionati e compatibili con materiale di diverso spessore, sarebbero stati ben accetti)
    • la conversione on camera impone delle rinunce non sempre accettabili nella ricerca di un buon risultato
    • uno scanner professionale con il software dedicato ha sicuramente uno "spazio colore" più ampio...ma costa e ingombra infinitamente di più... e fa anche perdere molto più tempo

    Siamo in una fase temporale nella quale ciò che abbiamo prodotto due decenni fa è decisamente borderline con il degrado che sta subendo: così come oggi si restaurano i film degli anni Ottanta, lo stesso deve valere per il recupero delle immagini di quel periodo. E questa è una responsabilità della mia generazione: ancora una volta 🤧

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    Max.. ho pubblicato la mia risposta...   magari piacerà poco ma ho ottenuto " il mio risultato "  ovvio però che tutte le tue affermazioni fatte in materia non posso che condividerle..

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    Ho capito: riassumendo molto sinteticamente ciò che hai mostrato, Nikon ES-2 è uno strumento utile per recuperare vecchie immagini su pellicola, ma che mette estremamente a nudo i limiti qualitativi delle emulsioni durante un workflow piuttosto lento e complesso, i cui risultati dipendono molto dalla... pazienza che si mette nell'operazione, oltre che ovviamente dallo stato di conservazione delle pellicole.

    Da consigliare quindi solo a chi desidera recuperare ricordi che non vuole perdere, accettandone il compromesso qualitativo del risultato, e che ha tempo per farlo.

    E' così? :/

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    45 minuti fa, Pedrito dice:

    Ho capito: riassumendo molto sinteticamente ciò che hai mostrato, Nikon ES-2 è uno strumento utile per recuperare vecchie immagini su pellicola, ma che mette estremamente a nudo i limiti qualitativi delle emulsioni durante un workflow piuttosto lento e complesso, i cui risultati dipendono molto dalla... pazienza che si mette nell'operazione, oltre che ovviamente dallo stato di conservazione delle pellicole.

    Da consigliare quindi solo a chi desidera recuperare ricordi che non vuole perdere, accettandone il compromesso qualitativo del risultato, e che ha tempo per farlo.

    E' così? :/

    Per certi versi si: nel senso che oggi risulta essere un'attività velleitaria sui fotogrammi che civenga in mente diriprodurre.

    Ma ho voluto mettere l'accento, nelle conclusioni, che in breve, nell'arco dei prossimi anni, potrebbe diventare un'attività necessaria per preservare quei fotogrammi che molti di noi detengono sotto forma di negativi e di diapositive, patrimonio familiare di ricordi o, come nel mio caso, anche di scatti effettuati per lavoro (cerimonia, pubblicazioni su stampa, partecipazione a concorsi fotografici, etc) dall'inevitabile degrado materiale che non dipende solamente dalla qualità di conservazione (difficile preservare negativi in busta e dia intelaiate se non in appositi fogli di materiale neutro) ma anche e sopratutto dalla qualità di sviluppo e fissaggio con i quali siano stati originariamente trattati (spesso economica/scadente)

    In sostanza non si tratta solo di un amarcord o di un giochetto: potremmo essere chiamati in breve a dovercene occupare, nel caso desideriamo che questo materiale (o parte di esso) ci sopravviva.

    E sarà dura...

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    Ciao Max, o mi sono perso qualcosa oppure non ho capito.
    A suo tempo mi ero fatto digitalizzare una dia con scanner a rullo. Risultato ottimo e dim file 300Mb
    Alcune altre con scanner professionale(non mi chiedere quale) e anche là bel lavoro ma con costi improponibili.

    Mi sono preso una cosa decente, Reflecta proscan 7200 che acquisisce a 3300  dpi e ha una buona gamme dinamica. Mi sono incartato per una dominante nelle scansioni e per problemi di tempo ho rinviato la cosa. Vista però la qualità del sensore della 810 mi frullava per la testa l'idea di provare qualche sctto con qualche accrocchio. Solo per prova...
    Ora se ne esce questo simpatico oggetto, che però ha i suoi limiti, in primis quello di richiedere postproduzione come nel caso dello scanner.

    Ma a questo punto, a parità di condizione del supporto fisico, e al netto del tempo di scansione, tu su che strada andresti per la qualità finale?

    Modificato da Zeb

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    ...le variabili aumentano !

    Giustamente, con la maggiore qualita' ( e conseguente maggiore necessita' di cura nel file ottenuto ) si allungano i tempi, bisogna considerare la qualita' del supporto, la qualita' dei trattamenti subiti all'epoca dello sviluppo, la variabilita' anche all'interno della stessa striscia, conservazione e simili.

    Una volta si diceva : faccio scansionare un negativo/dia ... punto

    Ora ( da un lato per fortuna ) tutto e' piu' complesso.

    O ci accontentiamo di una "cosa" veloce giusto per dire "mi ricordo"/"ecco cosa c'era qui" oppure dobbiamo lavorare con ( quasi ) lo stesso impegno di uno scanner dedicato ( escludendo a priori di farlo fare a terzi ).

    2 ore fa, Pedrito dice:

    ...

    Da consigliare quindi solo a chi desidera recuperare ricordi che non vuole perdere, accettandone il compromesso qualitativo del risultato, e che ha tempo per farlo.

    E' così? :/

    temo di si' !
    ( purtroppo )

    Oppure scansionare tutto "al volo"  e rimandare a chissa' quando il lavoro di post, visto che si tratta di materiale da salvare e ( almeno non tutto ) da ristampare 3 metri per 2.

     

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    4 ore fa, Zeb dice:

    Ciao Max, o mi sono perso qualcosa oppure non ho capito.
    A suo tempo mi ero fatto digitalizzare una dia con scanner a rullo. Risultato ottimo e dim file 300Mb
    Alcune altre con scanner professionale(non mi chiedere quale) e anche là bel lavoro ma con costi improponibili.

    Mi sono preso una cosa decente, Reflecta proscan 7200 che acquisisce a 3300  dpi e ha una buona gamme dinamica. Mi sono incartato per una dominante nelle scansioni e per problemi di tempo ho rinviato la cosa. Vista però la qualità del sensore della 810 mi frullava per la testa l'idea di provare qualche sctto con qualche accrocchio. Solo per prova...
    Ora se ne esce questo simpatico oggetto, che però ha i suoi limiti, in primis quello di richiedere postproduzione come nel caso dello scanner.

    Ma a questo punto, a parità di condizione del supporto fisico, e al netto del tempo di scansione, tu su che strada andresti per la qualità finale?

     

    4 ore fa, bimatic dice:

    ...le variabili aumentano !

    ...

    Una volta si diceva : faccio scansionare un negativo/dia ... punto

    Ora ( da un lato per fortuna ) tutto e' piu' complesso.

    O ci accontentiamo di una "cosa" veloce giusto per dire "mi ricordo"/"ecco cosa c'era qui" oppure dobbiamo lavorare con ( quasi ) lo stesso impegno di uno scanner dedicato ( escludendo a priori di farlo fare a terzi ).

    Oppure scansionare tutto "al volo"  e rimandare a chissa' quando il lavoro di post, visto che si tratta di materiale da salvare e ( almeno non tutto ) da ristampare 3 metri per 2.

     

    Ritengo che entrambe le strade (scansione professionale e amatoriale) siano dense di difficoltà.  Che derivano dai fattori che avete riassunto : dominanti cromatiche da un lato e qualità del supporto evidenziata dal sensore macho di reflex come la 850.

    Ed è questo il motivo per cui una conversione sistematica ed oculata ove occorresse dei nostri originali di allora...Non l abbiamo mai condotta a termine.

    La soluzione ideale è quella di ragionare caso per caso...il vantaggio di disporre di software contro polvere e graffi comporta cmq passaggio in pp.

    Ma questo ES-2 su D850 risolve nel caso di originali in ottimo stato e di medio contrasto. Oppure anche nel bianconero.

    La tentazione di passare dal pc però...sarà ormai abitudine inveterata...ma resiste.

    Sto cercando in questi giorni di approfondire la possibilità di creare Picture Control in negativo per velocizzare il processo on camera. 

    Vi saprò dire in breve

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    10 minuti fa, Max Aquila dice:

     

    ...

    velocizzare il processo on camera. 

    ...

     

    Infatti Max, il punto e' che per molti, me compreso, l'es2 su D850 poteva rappresentare il "massimo" ottenibile con 1 lente, un pezzo di plastica, 1 faretto led e un corpo macchina ( molto ) moderno, un ES-Roby-bis visto il lavoro che ha fatto lui.

    Cio non toglie che la resa, pur ottenibile con meno tempo e sforzo rispetto all'ante-es2 non sia frutto solo di un tasto ma anche di altre manovre umane.

    14 minuti fa, Max Aquila dice:

     

    ...

    Ed è questo il motivo per cui una conversione sistematica ed oculata ove occorresse dei nostri originali di allora...Non l abbiamo mai condotta a termine.

    ...

    ...appunto :) 

    Grazie ancora Max per la tua attenta analisi e dettagliato lavoro.

    • Sono d'accordo 1

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    Mi sembra Bimatic abbia espresso bene il tutto.
    Molti (molti) anni fa mi ero fatto prestare da un amico uno scanner Canon 8800 fornito di telai per film/dia e targato 1600dpi, con cui digitalizzai un centinaio di dia.

    Il risultato mi sorprese, per la buona resa senza dover ricorrere a PP o quasi. Decisi , poi, per l'acquisto del mio e i primi problemi di cui ho già detto, poi l'idea di usare la 810. Ma come dici tu nella prova i limiti ci sono sempre.
    Morale della favola: più si richiede precisione e fedeltà nella resa più risulta evidente la necessità di metterci del proprio. Altrimenti sarebbe troppo facile.

    Come dice un mio amico: mai una gioia...

    E rigrazie per il tuo impegno!

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    Mi permetto di sottolineare che una D850 - l'oggetto della prova - acquisisce in una unica passata, immagini da 8256 punti di lato lungo, equivalenti teoricamente ad uno scanner da 5825 dpi.

    Ma è una macchina ottimizzata per la ripresa digitale "dal vivo", secondo il gusto di oggi, con dosaggi di saturazione, contrasto e curve contemporanei.

    Sarebbe impensabile pretendere che vada bene per tutto, figuriamoci per la cattura di trasparenti (le pellicole) differenti tra loro per caratteristiche.
    Non sempre perfette. Non sempre ... allineate anche al nostro gusto attuale.

    Insomma, qui l'elemento fondamentale per la buona riuscita dell'operazione è ancora il fotografo, non i 185 euro di prezzo di listino del Nikon ES-2.

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    6 minuti fa, Mauro Maratta dice:

    ...

    Insomma, qui l'elemento fondamentale per la buona riuscita dell'operazione è ancora il fotografo, non i 185 euro di prezzo di listino del Nikon ES-2.

    perfettamente d'accordo!

    infatti

    "risulta evidente la necessità di metterci del proprio"

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    38 minuti fa, Mauro Maratta dice:

    Mi permetto di sottolineare che una D850 - l'oggetto della prova - acquisisce in una unica passata, immagini da 8256 punti di lato lungo, equivalenti teoricamente ad uno scanner da 5825 dpi.

    Ma è una macchina ottimizzata per la ripresa digitale "dal vivo", secondo il gusto di oggi, con dosaggi di saturazione, contrasto e curve contemporanei.

    Sarebbe impensabile pretendere che vada bene per tutto, figuriamoci per la cattura di trasparenti (le pellicole) differenti tra loro per caratteristiche.
    Non sempre perfette. Non sempre ... allineate anche al nostro gusto attuale.

    Insomma, qui l'elemento fondamentale per la buona riuscita dell'operazione è ancora il fotografo, non i 185 euro di prezzo di listino del Nikon ES-2.

    Vorrei ancora soggiungere, che quando si trattava di pellicola, per realizzare copie di diapositive si utilizzava (per ottenere i migliori risultati) una emulsione Kodak, la 5038 (Ektachrome slide dia duplicating) il cui indice di esposizione (sensibilità applicata) si otteneva procedendo a dei provini e stava su un range tra i 3 ed i 25 ISO !!! 

    Kodak-Ektachrome-Slide-Duplicating-Film-5038-Process-E-4.jpg.23fba5d966e7e17de28f6899e10ebec3.jpg

    Ossia una pellicola invertibile dal contrasto così basso da non sovrapporsi a quello delle emulsioni che si intendevano duplicare con risultati professionali: oltre all' IE (indice di esposizione) si testava la filtratura da apportare lotto per lotto di dia-duplicating, motivo per cui era del tutto inutile comprarne singoli rullini, ma minimo bobine da 8 / 15 oppure 30 metri (una pellicola da 36 fotogrammi è lunga circa 1,45 m)

    Ovvio che i risultati erano funzione diretta di tutti questi fattori, filtratura sottrattiva (CMY), I.E., indice di contrasto del film, indice di contrasto della sorgente di luce utilizzata (allora altro che led... solo sorgenti di luce continua puntiformi dal wattaggio e calore crescente)

    Inoltre da sommare alle caratteristiche della diapositiva da duplicare in termini cromatici, di condizioni di conservazione, di contrasto intrinseco dell'emulsione...

    per chi come me usava bottiglie molotov come questa pellicola invertibile velvia.jpg.1886b5493529510380d35ea2fa4d991b.jpg erano dolori....

     

    Insomma, veniamo da lontano, ragazzi...!

     

    Figuratevi con una DSLR moderna riuscire a contenere tutte le relative condizioni per riuscire bene nell'intento: necessita un pò di manico...

    • Sono d'accordo 1

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    Ma ti diro.. Max, io usavo una piccola stazione repro della IFF, con i filtri dicroici inseriti e regolabili..  ma sempre lotto per lotto delle bobine che acquistavo..  e non era poi finita li..  ma erano tempi..

    da pionieri..  una cosa su cui almeno io, stavo tranquillo.. era la bontà dei trattamenti, fatti da un laboratorio professionale, ma professionale per davvero, ma come ho già detto.. altro mondo,  e veramente si era pionieri..

    La mia F3, non so quante centinaia di migliaia di scatti a fatto, sempre montata sul repro IFF da li non si muoveva.. 

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    Grazie grazie e ancora grazie, TECNOLOGIA DIGITALE! :vittoria:

    (con buona pace dei nostalgici della pellicola, dei filtri, delle vaschette con i reagenti, ecc. ecc. ecc.)

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    58 minuti fa, Pedrito dice:

    Grazie grazie e ancora grazie, TECNOLOGIA DIGITALE! :vittoria:

    (con buona pace dei nostalgici della pellicola, dei filtri, delle vaschette con i reagenti, ecc. ecc. ecc.)

    non mi sono spiegato:

    in realtà, anche in digitale, abbiamo visto che per convertire da pellicola, si deve tener conto delle stesse variabili, con pochi vantaggi, specie in relazione all'ipercontrastato supporto che è oggi il sensore di una DSLR, qualsiasi...

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    16 minuti fa, Max Aquila dice:

    non mi sono spiegato:

    in realtà, anche in digitale, abbiamo visto che per convertire da pellicola, si deve tener conto delle stesse variabili, con pochi vantaggi, specie in relazione all'ipercontrastato supporto che è oggi il sensore di una DSLR, qualsiasi...

    Invece sei stato chiarissimo.

    Per estensione, mi riferivo alle complesse pratiche che occorrevano per sviluppare e stampare da pellicola che il digitale ha reso obsolete, con il vantaggio tra l'altro di poter rendere replicabili i risultati ottenuti.

    Avevo già espresso nella mia sintesi le oggettive difficoltà che hai ben descritto per la digitalizzazione di negativi e dia. ;)

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    27 minuti fa, Pedrito dice:

    Invece sei stato chiarissimo.

    Per estensione, mi riferivo alle complesse pratiche che occorrevano per sviluppare e stampare da pellicola che il digitale ha reso obsolete, con il vantaggio tra l'altro di poter rendere replicabili i risultati ottenuti.

    Avevo già espresso nella mia sintesi le oggettive difficoltà che hai ben descritto per la digitalizzazione di negativi e dia. ;)

     

    Vuoi mettere la rapidita' dell'es2 ( e acrocchi simili ) per "salvare" ( in tutti i sensi ) una serie di raw ( rinunciando pure al convertitore di negativi incorporato, limitandosi alla sola messa a fuoco ) da millemila byte a cui dedicarsi...anche un anno !

    Cioe', sfrutto il bello per avere in fretta una copia, quello che poi REALMENTE mi serve ( o voglio avere ) in ordine, me lo lavoro con la cura del caso.

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    1 ora fa, bimatic dice:

     

    Vuoi mettere la rapidita' dell'es2 ( e acrocchi simili ) per "salvare" ( in tutti i sensi ) una serie di raw ( rinunciando pure al convertitore di negativi incorporato, limitandosi alla sola messa a fuoco ) da millemila byte a cui dedicarsi...anche un anno !

    Cioe', sfrutto il bello per avere in fretta una copia, quello che poi REALMENTE mi serve ( o voglio avere ) in ordine, me lo lavoro con la cura del caso.

    Si certo.

    Ma quando poi ti troverai con quel raw davanti al pc...proverai sempre rammarico per una dominante cromatica o un contrasto eccessivo quando non un pelo di troppo che sarebbe stato meglio gestire in...ripresa.

    Come quando avevo un simil ES-1 direttamente con baionetta Nikon e realizzavo da me internegativi o copie dia

    • Sono d'accordo 1

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    ti giuro: speravo che la faccenda si risolvesse più semplicemente, invece è un casino comparabile allo scanner. Almeno con lo scanner non mi preoccupo della messa a fuoco, di bruscoli e righette. Il resto invece è uno sbattimento uguale

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    Guarda  guarda..   è la prima volta che ho il piacere di leggere un' affermazione simile, che anche ad utilizzare uno scanner dedicato il lavoro poi non sia semplice ed anche veloce.

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    Il ‎27‎/‎06‎/‎2018 at 17:12, Valerio Brustia dice:

    ti giuro: speravo che la faccenda si risolvesse più semplicemente, invece è un casino comparabile allo scanner. Almeno con lo scanner non mi preoccupo della messa a fuoco, di bruscoli e righette. Il resto invece è uno sbattimento uguale

    Guarda  guarda..   è la prima volta che ho il piacere di leggere un' affermazione simile, che anche ad utilizzare uno scanner dedicato il lavoro poi non sia semplice ed anche veloce.

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    Il 28/6/2018 at 17:47, Roby C dice:

    Guarda  guarda..   è la prima volta che ho il piacere di leggere un' affermazione simile, che anche ad utilizzare uno scanner dedicato il lavoro poi non sia semplice ed anche veloce.

     

    Tutti quelli che sostengono cose del genere per la riproduzione di un originale vuol dire che non ne hanno trattati piu di dieci in vita loro.

    Il vantaggio di questo ES-2 si chiama Nikon D850... spero che chi legge il mio articolo lo comprenda...

    Una macchina che con questo accessorio riesce anche a duplicare negativi e dia...oltre a fotografare e a fare bene il caffe 🤣

    Uno scanner invece..sa fare solo scansioni.

    Oppure... basta spendere...

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    Mi avete quasi convinto..  di comperarmi la D 850, almeno un lavoro lo potrei fare..    che dite? la prendo?

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