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    NIKON FE. Istruzioni per l'uso - di Gerardo Bonomo

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    M&M

    Ospitiamo, con questo primo articolo, i contributi "argentici" di Gerardo Bonomo, firma con decenni di attività  giornalistica alle spalle che prosegue oggi con rinnovata verve la sua presenza nel mondo fotografico sul web - con un suo blog e un proprio canale Youtube - e di presenza, organizzando workshop e corsi individuali di fotografia a pellicola.
    E' un piacere dargli il benvenuto sulle nostre pagine

    ______________________________
    L'Editor di Nikonland

    Message added by M&M

     

    NIKON FE. ISTRUZIONI PER L’USO. PRIMA PARTE

    La Nikon FE è stata una fotocamera che Nikon ha concepito alla fine degli anni ’70, sulla scorta del successo della Nikon FM, dalla quale si differenzia per alcuni dettagli, ma di fondamentale importanza nell’uso sul campo.

    Buona visione e buona lettura!

     

     

     

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    Nikon FE: l’evoluzione logica della Nikon FM

    Tra il 1977 e il 1981 Nikon produsse la Nikon FM, fotocamera interamente meccanica, con tempi di posa da 1 secondo fino a 1/1000 di secondo e con esposimetro incorporato TTL alimentato a batteria. Dalla Nikon FM nacque la La Nikon FM2, prodotta dal 1982 al 2001, per ben 19 anni – uno dei modelli più longevi di casa Nikon, è una fotocamera manual focus che non solo ha incontrato grandi consensi di pubblico durante il suo ventennio di produzione, ma è ancora oggi una delle fotocamere Nikon manual focus più ambite.Si distingue inannzitutto dal modello precedente per il fatto che il tempo di scatto più veloce passa da 1/1000 di secondo della FM a 1/4000 di secondo della FM2. In quel periodo c’era una vera e propria corsa al tempo di scatto sempre più veloce, corsa più scientifica e da primato che pratica, visto che le pellicola non superavano i 3600 ISO e non era ancora in voga la “caccia” alle immagini con effetto “bokeh” che avrebbero potuto giustificare tempi di scatto sempre più veloci.

    Ma contemporaneamente alla produzione della Nikon FM, per la precisione dal 1978 al 1983 arrivò la Nikon FE. E’ la versione elettronica che unisce la tecnologia della Nikon EL2, evoluzione con innesto obiettivi AI della mitica Nikkormat EL. 

    Quasi identiche nel design, negli ingombri e nei pesi, la Nikon FE introduce importanti innovazioni, per il cui funzionamento è però necessaria la batteria: l’otturatore non è più meccanico ma elettromeccanico, è presente un solo tempo fi posa meccanico, il 1/90 di secondo, ma a fronte di questa “dipendenza” la Nikon FE offre la priorità di diaframmi e la possibilità di impostare manualmente tempi fino a ben 8 secondi di posa. Questa dipendenza dalla batteria, per altro facilmente superabile semplicemente avendo con sè una batteria di scorta, ha però fatto sì che ancora oggi sono più ricercate le Nikon FM e FM2 piuttosto che la FE e la sua erede, la Nikon FM2. Io personalmente preferisco immensamente la FE alla FM, vi spiego nei prossimi capitoli il perchè.

     

     

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    La priorità di diaframmi 

    La priorità di diaframmi è un semiautomatismo presente anche nelle reflex digitali attuali, che permette all’utente di impostare manualmente il diaframma – responsabile tanto della profondità di campo che del fuori fuoco – o effetto bokeh alle spalle del soggetto -, lasciando che sia la fotocamera a impostare automaticamente il tempo di scatto. Se pensiamo che con queste fotocamere la messa a fuoco è manuale, il riarmo del’otturatore e l’avanzamento della pellicola sono manuali, non doversi preoccupare anche di impostare il tempo di posa permette al fotografo di abbattere preziosi secondi di impostazione dei parametri della fotocamera, consentendogli di catturare davvero l’attimo fuggente. 

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    L’estensione dei tempi di posa fino a 8 secondi.

    Nel 1991 Nikon presentò la Nikon F 601, sia il modello AF che M, che permetteva di impostare manualmente tempi di posa fino a 30 secondi. Ma già poter contare su un’impostazione manuale di 8 secondi, rispetto al tradizionale secondo, permetteva, giò con la Nikon FE di lavorare in condizioni di luce crepuscolare edi ener conto anche dell’effetto di non reciprocità, che accomuna – ancora oggi – tutte le pellicole.

     

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    L’effetto di non reciprocità.

    Detto anche effetto Schwartzchild, l’effetto di non reciprocità, o difetto di reciprocità è un limite delle pellicole, soprattutto a colori, tale per cui, oltrepassata la soglia del secondo di posa, impostando per esempio f/8 e 1 secondo di posa, se chiudiamo il diaframma di 1 stop, portandolo a f/11, per mantenere la medesima quantità di luce il tempo di posa non va semplicemente raddoppiato a 2 secondi ma va aggiunto del’altro tempo di posa. L’effetto è a progressione geometrica, questo significa che se già si parte con un tempo di posa molto lungo, una sua variazione, per esempio chiudendo il diaframma, o basandosi semplicemente sul dato fornito dall’esposimetro – che NON tiene conto dell’effetto di non reciprocità – porta a un reale tempo di posa che può essere il triplo o il quadruplo rispetto a quello indicato dall’esposimetro. Ecco il motivo per cui,pur accontentandosi del “soli ” 8 secondid ella Nikon FE, questa fotocamera fino a un certo livello di EV permette di impostare un tempo di posa che tenga conto anche dell’effetto di non reciprocità.

     

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    La priorità di diaframmi della Nikon FE: arriva davvero “solo” a 8 secondi ?

    L’esposimetro della Nikon FE, come la maggior parte degli esposimetri dell’epoca, aveva un range di EV poco esteso, per la precisione da EV 1 a EV 18, che si traduce in una bassa sensibilità al rilevamento della luce in condizioni di scarsa luminosità. Infatti, anche impostando la priorità di diaframmi, i dati di targa della Nikon FE consentono anche in semiautomatismo di raggiungere solo gli 8 secondi di posa. Per fortuna, nella pratica, i tempi di posa raggiungibili in modalità A sono BEN superiori !

     

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    Altro che 8 secondi !

    Se osserviamo il grafico della Nikon FE notiamo che impostando una sensibilità di 12 ISO si arriva appunto, in modalità A a8 secondi di posa. Per mia esperienza personale, invece, i tempi di posa che si raggiungono superano i minuti, e c’è chi è arrivato a mantenere aperto, in automatico  l’otturatore della propria Nikon FE fino a ben 63 minuti !

    Giocando con gli ISO e con la staratura intenzionale dell’esposizione, e senza l’ausilio di un esposimetro esterno, la Nikon FE è in grado di fronteggiare situazione quasi completamente prive di illuminazione, e starando intenzionalmente l’esposizione, di far sì che tenga conto anche dell’effetto di non reciprocità. Non male, direi!

     

     

     

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    Reperibile, riparabile.

    Nonostante i primi esemplari siano stati immessi sul mercato nel 1981 – quindi quasi quarant’anni fa – la Nikon FE è ancora facilmente reperibile nei negozi specializzati di fotografia. Nonostante l’elettronica, poca rispetto a una digitale, ma superiore rispetto a una Nikon FM, la Nikon FE può ancora tranquillamente essere riparata da diversi laboratori specializzati sparsi su tutta la penisola

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    Leggera, e da oggi non serve neppure tornare a casa per sviluppare i negativi.

    Leggera, quasi tascabile, dotata di un parco ottiche, specie gli Ai a loro volta leggeri e compatti, la Nikon FE trova posto in una borsa di dimensioni contenute, insieme al suo corredo. E da oggi, se avete fretta di vedere i risultati, basta che abbiate con sè una LAB-BOX con il monobagno, Ars Imago o il Dx ONE di Ag+per poter sviluppare i vostri negativi direttamente sul campo, senza camera oscura, senza changing bag!

     

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    Nikon FE: uno sguardo d’insieme

     

     

     

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    La misurazione in stop down e la compatibilità con gli obiettivi pre Ai

    La Nikon Fe, come già la Nikon FE ha la possibilità di sganciare l’accoppiamento previsto per gli obiettivi Ai permettendo sia di esenìguire precise esposizioni in stop down che di utilizzare anche gli obiettivi pre Ai, come i vecchi obiettivi F presentati alla fine degli anni ’50 con la prima Nikon F. Un’opportunità certo da non sottovalutare.

     

     

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    Nikon FE: le informazioni nel mirino

    La Nikon FE permette di osservare, attraverso il mirino, diversi dati impostati e di scatto. In alto, come di consueto, grazie a un prisma che legge la scala dei tempi sull’obiettivo montato, è possibile leggere il tempo impostato. A sinistra è presente una scala che permette di leggere i tempi da1/1000 fino a 8 secondi, oltre l’impostazione sul tempo meccanico 1/90 di secondo e la posa B e se la ghiera dei tempi è impostata su A. Per indicare il tempo o la funzione impostata basta osservare dove è posizionata la stanghetta verse, che si muove sincronizzata rispetto alla rotazione della ghiera dei tempi. Per leggere invece il dato suggerito dall’esposimetro basta osservare l’ago nero che, se coincide con la stanghetta verde, indica che l’accoppiata tempo/diaframma scelta dall’utente è in linea con quanto suggerito dall’esposimetro.

     

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    Sotto o sovraesposizioni intenzionali

    Al contempo, sempre a questa scala molto chiara e leggibile, è anche possibile introdurre delle sotto o sovraesposizioni intenzionali tenendo come riferimento l’ago dell’esposimetro e scegliendo volutamente un tempo di scatto più lento o più veloce per indurre appunto delle sotto o sovraesposizioni intenzionali

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    La staratura intenzionale dell’esposizione in manuale e in priorità di diaframmi.

    Un altro sistema per effettuare delle sotto o sovraesposizioni intenzionali dell’esposizioni si ottiene agendo sulla ghiera delle starature intenzionali delle esposizioni; questa ghiera permette di indurre delle sotto o sovraesposizioni intenzionali da -2 fino a +2 stop e può ed è estremamente utile quando si sa già a priori che diverse immagini in sequenza, o perchè il soggetto riflette poca luce o perchè ne riflette troppa, potrebbero non essere correttamente esposte perchè la riflessione della luce da parte del soggetto ingannerebbe l’esposimetro. ATTENZIONE: quando si lavora in manuale sarà l’ago dell’esposimetro a stararsi e sarò l’utente a dover far collimare l’ago ” starato” con la stanghetta verse. Quando si lavora in A ovvero in priorità di diaframmi, verrà proposto un tempo di scatto “starato” sul quale però non è necessario intervenire, perchè sarà la fotocamera stessa ad adeguare il tempo di scatto. Una piccola pecca della FE è data dal fatto che, a differenza di altre fotocamere, come guà la Nikon FE2, quando si sposta la ghiera della staratura nel mirino non compare alcun avviso di staratura; sarà quindi l’utente, a staratura ultimata, che dovrà ricordaesi di riportare la ghiera sul simbolo “ZERO”.

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    La visualizzazione nel mirino della staratura intenzionale dell’esposizione nella Nikon FE2.

    Qui si vede chiaramente il simbolo +/- che si retroillumina di rosso sulla Nikon FE2 quando si attiva una staratura intenzionale dell’esposizione. Devo ammettere, anche se la FE è mia fedele compagna da 39 anni, che questa miglioria sulla Nikon FE2 non è da disprezzare Personalmente, per evitare di ritrovarmi un intero rullo quasi intenzionalmente starato, io preferisco non usare, sulla FE, la ghiera della staratura intenzionale.

    Detto anche effetto Schwartzchild, l’effetto di non reciprocità, o difetto di reciprocità è un limite delle pellicole, soprattutto a colori, tale per cui, oltrepassata la soglia del secondo di posa, impostando per esempio f/8 e 1 secondo di posa, se chiudiamo il diaframma di 1 stop, portandolo a f/11, per mantenere la medesima quantità di luce il tempo di posa non va semplicemente raddoppiato a 2 secondi ma va aggiunto del’altro tempo di posa. L’effetto è a progressione geometrica, questo significa che se già si parte con un tempo di posa molto lungo, una sua variazione, per esempio chiudendo il diaframma, o basandosi semplicemente sul dato fornito dall’esposimetro – che NON tiene conto dell’effetto di non reciprocità – porta a un reale tempo di posa che può essere il triplo o il quadruplo rispetto a quello indicato dall’esposimetro. Ecco il motivo per cui,pur accontentandosi del “soli ” 8 secondid ella Nikon FE, questa fotocamera fino a un certo livello di EV permette di impostare un tempo di posa che tenga conto anche dell’effetto di non reciprocità.

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    Il Memory Lock

    Il Memory Lock è un’altra funzione interessante di Nikon che serve per bloccare l’esposizione puntando sul soggetto desiderato la parte centrale dell’inquadratura, si attiva spingendo verso l’obiettivo la leva dell’autoscatto e una volta premuta va tenuta bloccata fino a che non si effettua lo scatto. Attenzione: il Memory Lock funziona esclusivamente in priorità di diaframmi, ovvero quando la ghiera dei tempi è impostata sulla “A” verde.

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    Il Memory Lock: attenzione all’ago dell’esposimetro!

    Quando viene attivato il Memory Lock e ricomponendo l’inquadratura si cambia il punto dell’inquadratura, se questa è più chiara o più scura rispetto al centro dell’immagine su cui è stato fatto il Memory Lock, l’ago dell’esposimetro si muoverà proponendo un nuovo tempo di scatto, o più lento o più veloce. Attenzione: anche se l’ago si muove, l’esposizione rimarrà bloccata sull’esposizione che è stata effettuata al momento della pressione del Memory Lock.

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    Nikon FE o Nikon FE2 ? Questo è il dilemma.

    Dilemma simile a quello tra Nikon FM e Nikon FM2. La Nikon FE2 arriva a 1/4000 di secondo, dispone di TTL flash, il syncro flash è su 1/250 e anche il tempo meccanico è su 1/250. Attraverso il mirino il simbolo +/- avvisa se è stata impostata uno sotto o sovra esposizione intenzionale. Gli ISO impostabili sono stati portati da 3200 a 4000 ISO. Ma, ma c’è un ma: non è più possibile lavorare in stop down e soprattutto utilizzare gli obiettivi pre Ai.

    Io, personalmente, non ho bisogno di tempi superiori a 1/1000 di secondo, nè del syncro flash a 1/250 di secondo nè tantomeno di un tempo di scatto meccanico a 1/250 di secondo, francamente troppo veloce per poter, in caso di necessità, con pellicole non molto sensibili, chiudere di un paio di stop in più il diaframma. Avrei bisogno del riferimento per la staratura intenzionale ma ho ancora più bisogno di lavorare in stop down e, se voglio, usare gli obiettivi pre Ai. La mia scelta, quindi, cade assolutamente sulla Nikon FE, senza per questo nulla togliere alle migliorie apportare sulla FE, migliorie per alcuni “peggiorie” per altri…

    Scelgo Nikon FE, quindi.

     

    Leggera, quasi tascabile, dotata di un parco ottiche, specie gli Ai a loro volta leggeri e compatti, la Nikon FE trova posto in una borsa di dimensioni contenute, insieme al suo corredo

     

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    CONCLUSIONI

    Il nostro tour sulla Nikon FE termina qui: Nikon FE rimane ancora oggi, per noi argentici, una fotocamera straordinaria.

    Quale sarà la prossima fotocamera di cui vi parlerò?
    C’è un solo modo per scoprirlo: follow me!
    A presto e buona luce

    Gerardo Bonomo  (http://www.gerardobonomo.it/, canale YouTube)

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    Recommended Comments

    Una macchina che ha segnato la storia della Nikon che era in pratica l' evoluzione della Nikkormat - Nikon EL in versione compatta. Personalmente sono stato attratto dal modello successivo, la Nikon Fe2 che e' stata la mia prima Nikon. Un articolo piu' che completo, scritto con passione e amore. Complimenti e ben arrivato sig. Gerardo al nostro gruppo.

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    Un piccolo contributo alla Nikon FE, il disegno tecnico e un po' di pubblicita'.

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    14 ore fa, Jorgos dice:

    Una macchina che ha segnato la storia della Nikon che era in pratica l' evoluzione della Nikkormat - Nikon EL in versione compatta. Personalmente sono stato attratto dal modello successivo, la Nikon Fe2 che e' stata la mia prima Nikon. Un articolo piu' che completo, scritto con passione e amore. Complimenti e ben arrivato sig. Gerardo al nostro gruppo.

    Anch'io... e ne conservo una che ho comprato per desiderio, parecchio dopo la mia prima Nikon

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    Comprata ad aprile rivenduta in luglio, del 1990 :)

    poi quando abbracciai Nikon sul serio lo feci con le FM2n

    Nell'articolo non ho torvato alcun riferimento al problema dell'otturatore della FE2 e FM2 prima serie: il famoso nido d'ape. Il nuovo otturatore di Nikon, era leggerissimo e velocissimo, ma fragile.

    Recentemente un famoso riparatore di Milano mi ha confessato: ah bei tempi quelli, un business garantito. Altro che 200mila scatti a cui siamo abituati oggi.

    La corsa alla velocità di otturazione non era fine a se stessa, ma era volta ad abbreviare il più possibile il tempo sincro portando le reflex a competere con gli otturatori centrali delle medio formato. Chiedete ad un matrimonialista che differenza passa tra 1/90' e 1/250' nelle belle giornate di giugno tra le 11.00 e le 12.30 sul piazzale della chiesa.

    Tutta la serie FE-FM con e senza il 2 sono state delle fotocamere straordinarie, spartane, essenziali, compatte e precise. Forse fu proprio questa famiglia di attrezzi a consolidare Nikon nel mercato fotografico che, ricordo, nei '70 ed '80 era ricco di competitor affamati.

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    Anch'io sono entrato nel mondo Nikon con la coppia FE2/ FM2, la mia FM2 aveva l'otturatore con le tendine a nido d'ape, ma non mi ha mai dato problemi.
    Come te le ricordo con affetto, mi hanno accompagnato a lungo, fino all'avvento della F801. Il mio amico che lavora nella moda mi raccontava di moltissimi fotografi che alle sfilate venivano con le FE/FM con il winder MD12.

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    incollati sotto dal primo giorno.

    Li toglievo solo per l'alta montagna, 8pileAA erano una bella zavorra, perfetta per obiettivi lunghi e pesanti, un carico inutile a 2000m. 

    Fm2n con Ais 16/2.8 fisheye, con 25 anni e 5 kg di meno. :(

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    13 minuti fa, Silvio Renesto dice:

    Anch'io sono entrato nel mondo Nikon con la coppia FE2/ FM2, la mia FM2 aveva l'otturatore con le tendine a nido d'ape, ma non mi ha mai dato problemi.

    Si accartocciava senza preavviso. La sostituzione fuori garanzia non costava un disastro e prima o poi andava fatta. La FM2n infatti montava un nuovo otturaratore a tendine lisce. Le lamelle di quell'otturatore sono alla vista le stesse delle reflex successive fino ad oggi. 

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    Jorgos

    Posted (edited)

    3 ore fa, Valerio Brustia dice:

    Si accartocciava senza preavviso. La sostituzione fuori garanzia non costava un disastro e prima o poi andava fatta. La FM2n infatti montava un nuovo otturaratore a tendine lisce. Le lamelle di quell'otturatore sono alla vista le stesse delle reflex successive fino ad oggi. 

    Quello che mi riccordo io e' che alcuni fotografi, al' epoca, si lamentavano che l'otturatore in titanio mostrava prestazioni instabili a cambiamenti estremi di temperatura. Le mie FE2 e FA che montano l' otturatore con le lamelle al titanio hanno funzionato perfettamente fino ad oggi. 

    Per correttezza storica ecco le quattro versioni della Nikon FM2:

    Prima versione: 1982, Nikon FM2, lamelle a nido d'ape in titanio, tempo syncro flash 1/200s.

    Seconda versione: 1983, Nikon FM2n, lamelle a nido d'ape in titanio (uguali a quelle della prima versione), tempo sincro flash 1/250s.

    Terza versione: 1986, Nikon FM2n, lamelle a nido d'ape in titanio (nuova versione molto piu' resistenti), tempo sincro flash 1/250s

    Quarta versione: 1989, Nikon FM2n, lamelle lisce in lega di allouminio, tempo sincro flash 1/250s.

    Edited by Jorgos

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    Bravo Jorgos, metti ordine che imparo anche io.

    Le mie allora son 4^ versione,  del resto le presi nel '93 nuove :), non potevano che essere l'ultima serie. 

    Quanto ho riportato però non è vox populi ma testimonianza di un riparatore (famoso) che rimpiangeva un poco quegli interventi squisitamente meccanici, su cui poteva avere il 100% del controllo, fornendo un servizio /prestazione di soddisfazione per entrambe le parti.

    Curiosità dei tempi cambiano.

     

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    2 ore fa, Valerio Brustia dice:

    Bravo Jorgos, metti ordine che imparo anche io.

    Le mie allora son 4^ versione,  del resto le presi nel '93 nuove :), non potevano che essere l'ultima serie. 

    Quanto ho riportato però non è vox populi ma testimonianza di un riparatore (famoso) che rimpiangeva un poco quegli interventi squisitamente meccanici, su cui poteva avere il 100% del controllo, fornendo un servizio /prestazione di soddisfazione per entrambe le parti.

    Curiosità dei tempi cambiano.

     

    Appunto.. dovrei avere da qualche parte uno scatto fatto con la seconda FE2 che ritraeva l'interno della, prima con visibile mezza tendina a nido d'ape in titanio e mezza lente dell'ottica.. il costo della riparazione, ho ancora la fattura dell'epoca fu di circa 125.000..  unica pecca, di non sapere con esattezza quanti rulli avessi scattato..

    ( andavo in giro con i due corpi, uno al collo e l'altro sulla spalla.) 

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    Scusatemi ma l'articolo tratta della Nikon FE. Il resto è off-topics.
    Se avete qualche cosa da aggiungere, che sia riferito alla Nikon FE.

    Grazie !

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    Ma potrei non avere la mia FE2 e la mia prima FM che fanno compagnia alla mia FE?
     

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    55 minuti fa, MM! dice:

    Scusatemi ma l'articolo tratta della Nikon FE. Il resto è off-topics.
    Se avete qualche cosa da aggiungere, che sia riferito alla Nikon FE.

    Grazie !

    Hai ragione ma queste Nikon le amo tutte e troppo

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    2 ore fa, MM! dice:

    Scusatemi ma l'articolo tratta della Nikon FE. Il resto è off-topics.
    Se avete qualche cosa da aggiungere, che sia riferito alla Nikon FE.

    Grazie !

    Diciamo che l'articolo di Gerardo Bonomo parla della sua scelta per la FE per i motivi che ci ha spiegato, ma si pone anche il problema della scelta tra FE ed FE-2 che ha riguardato molti fotografi dell'epoca: risparmio e compatibilità con il preAi oppure innovazione e stacco drastico dagli obiettivi della vecchia serie.

    In questo senso le precisazioni fatte sulla FE-2, in assenza di un articolo specifico, mi pare possano essere considerate in argomento.

    Piuttosto, vista la passione che anima tanti utilizzatori delle altre F serie E ed M, bisognerebbe che qualcuno di loro si decida a mettere in ordine i pensieri e pubblicare come ha fatto G.Bonomo , un articolo specifico, basato sulla propria esperienza e non sulle notizie "de relato" da stampa di settore etc...

     

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    58 minuti fa, Max Aquila dice:

    ...

    Piuttosto, vista la passione che anima tanti utilizzatori delle altre F serie E ed M, bisognerebbe che qualcuno di loro si decida a mettere in ordine i pensieri e pubblicare come ha fatto G.Bonomo , un articolo specifico, basato sulla propria esperienza e non sulle notizie "de relato" da stampa di settore etc...

    ?

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    53 minuti fa, Valerio Brustia dice:

    ?

    Valerio: basato su esperienza di utilizzo personale e continuato: in stile Nikonland.

    Della tua esperienza FE-2 leggo:

    Cita

    Comprata ad aprile rivenduta in luglio, del 1990 :)

    e se l'avessi rivenduta per il problema delle lamelle dell'otturatore, che veniva totalmente ripagato in garanzia dall'importatore dell'epoca, ossia Konos, francamente penso che tu abbia perso un'occasione, specie rispetto alla tua successivamente citata FM2

    Io non faccio testo, perchè questa mia FE-2 della quale ho pubblicato foto, l'ho comprata proprio per soddisfare il "vorrei ma non posso" che a metà degli anni Ottanta me ne aveva precluso l'acquisto.

    Però leggo di persone che appassionatamente l'hanno utilizzata e mantenuta fino ad oggi, come il nostro amico Jorgos (e senza alcun problema), mi riferivo quindi proprio a lui per imbastire una sua testimonianza dell'utilizzo dell'epoca, da trasporre in articolo per questa nuova sezione.

    La Nikon FE-2 se lo merita tutto.

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    L'acquistai usata ma fu meteora nella mia borsa perchè non era ancora tempo, per me,  di costruire un corredo Nikon, non ancora almeno. Mi dispiacque molto rivenderla pur alla cifra pagata, ma dovevo raccogliere tutti i miei risparmi per il <Tele>. Era un modello a calotta argento, come la tua, pensa mi ricordo bene la lancetta dell'esposimetro che mi parve un po' antiquata rispetto alla scala di led delle Minolta X700 che usavo allora,  ma per il resto era la fotocamera che avrei voluto utilizzare fin dal primo rullino.

    Chi si comprò la mia FE2, sei mesi dopo dovette richiedere i servigi di Pravo. Fu in quell'occasione che venni a sapere della questione otturatore a nido d'ape annessi e connessi di cui ignoravo l'esistenza. Son storie di 30 anni fa, tanto tanto tempo fa, molte storie, vicende, si dimenticano ma non questa. Anche se son trascorse tre decadi sono qui pronto a tirarla fuori alla prima occasione.

    Non un caso che scelsi le FM2. Fosse stata ancora in produzione la FE2 avrei puntato su di lei, ma erano gli anni delle fotocamere a forma di fagiolo F801 F90 F90x, non c'era spazio per un oggetto "superato" come la FE2 che non era AUTOFOCUS (!!!)

    una PARENTESI, per l'appunto
    ho da poco rivisto una partita di calcio a cui tengo molto: Italia - Uruguay, Mondiali Italia '90. A quel tempo il bordo campo era affollato di fotografi: tanti bianconi Canon già AF con motore USM ma anche tanti, tanti, neri AIS!! Quei fotografi inseguivano Totò (SANTO SUBITO) con l'elicoide dei loro AIS 400/2.8 500/4 e 600/4. Ci scommetto che in quelle borse qualche FE2 c'era, eccome se c'era

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    qui la mia,mi venne regalata nel 1981 col motor drive MD12,la utilizzo ancor oggi occasionalmente.Ricordo che la batteria va sostituita mettendo il selettore della macchina in posizione M,altrimenti la danneggia,mi capitò in USA e meno male che avevo batterie di scorta....

    nikonfe.thumb.jpg.9f04a47c2cdc8bc5befed6d8c3133d1a.jpg

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