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  • Valerio Brustia
    Valerio Brustia

    Un treppiede piccolo e robusto: il Leofoto LS-254C

    Il treppiede fotografico è detestato da molti fotografi ed è facile capire perchè: pesa è ingombrante e limita, impaccia, i movimenti del fotografo. In genere quindi è una noia che tutti i fotografi vorrebbero evitare.
    Questi fotografi però sfruttano metà delle potenzialità della fotocamera perchè per tempi più lunghi del 1/60 s  non c'è mano ferma che tenga. Questa dovrebbe essere un motivo sufficiente a convincere della ragione del treppiede, non un accessorio, ma parte normale di un corredo fotografico. Niente da fare: è scomodo, pesante goffo... Ok, ma che treppiedi usate?

    Da circa una decina di anni scatto solo con treppiedi Gitzo Systematic serie 3 e 5 SENZA COLONNA CENTRALE in carbonio. NON MI DO PACE DALL'AVER FATTO QUESTA SCELTA TARDI, TARDISSIMO. Perchè?
    Questo tipo di strumenti sono veloci da piazzare sul campo, da regolare e sono relativamente leggeri, per quel che sostengono, tanto da'avermi permesso di portarli ovunque, dal mare ai 3000m di quota. C'è però un ambito in cui anche il più piccolo Gitzo GT3541LS risulta troppo invasivo. Si tratta di quelle situazioni (e non sono poche) in cui non c'è spazio, non c'è tempo, non si può. Gitzo non ha mai voluto realizzare, nella sua serie 2, qualcosa di equivalente alle serie 3 e 4 cioè qualcosa di parimenti robusto ma che avesse un peso ed una dimensione veramente contenuti

    Lo ha fatto la cinese Leofoto con questo coso qui l' LS - 254 C

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    Il Leofoto è minuto, rispetto ai cugini franco-italiani è un cinesino minimale, ed alla prova sul campo mi ha consentito di scattare con questi archibugi qui.

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    Ovviamente mirror lock-up e scatto da telecomando, ma solo sui tele perchè con i grandangoli non ha troppa paura. Certo, se gli tirate il collo (tutto aperto alla max altezza) vi strozzerete, ma con le dovute accortezze permette di scattare con qualsiasi reflex per focali fino a 300 mm anche in DX. 

     

    Il Leofoto montato a lato sullo zaino che uso per le mie escursioni.

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    La leofoto nella confezione mette di ogni. Oltre alla bella sacca imbottita (fornita di serie) nel Kit Bundle trova posto una testa perfettamente adeguata al treppiede, i piedini per il ghiaccio, un set di chiavi per smontare completamente l'attrezzo e una colonna centrale telescopica pensata per essere avvitata sul piattello e ... che non userò mai.

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    Nei numeri il treppiede si riassume nelle foto seguenti che non commento. Li ho verificati e son qui da vedere.

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    Qualche foto di dettaglio del prodotto tanto da dare il senso della qualità di questa manifattura che, a tutti gli effetti, è tutto fuorchè una "cinesata". 

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    Nel mio modo consueto di usare il treppiede questo Leofoto si è inserito perfettamente. Ai miei occhi è il mini systematic che Gitzo non ha mai voluto realizzare. Dopo due estati e qualche gita invernale posso dire che il Leofoto è un oggetto estremamente robusto ed affidabile. 

    Uso ed abuso: tre esempi da incorniciare

    1) In montagna alla veloce
    Una giro in giornata, a febbraio, su in Valsavarenche a spiare gli ungulati lungo la strada poderale. Nikon D500 sul 200-400/4, Nikon D800e con il 17-35/2.8 e 60 micro. Leggero leggerissimo che son scoppiato. No il treppiedi no non lo porto, tanto tempo non ce ne sarà....però il leo è piccolo, lo attacco fuori allo zaino e manco lo sento. Così è che ho potuto fotografare le stalattiti di ghiaccio nella gallerie del Nivolet ma soprattutto mi ha aiutato a sorreggere i 4.5 kg di 200-400 +D500 per una lunga osservazione di una coppia di giovani stambecchi acrobati inerpicati sui tronchi di larice abbattuto, un comportamento "arboricolo" che non avevo mai osservato tra gli stambecchi. Il Leofoto è troppo debole per stabilizzare come si dovrebbe l'insieme di tele e fotocamera, ma è robusto abbastanza per sgravarmi del peso e consentirmi di stare a lungo a puntare i due mattacchioni con le corna. L'amico Paolo con attrezzatura più leggera della mia ha desistito per mal di braccia.

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    2) Appostamento fluviale
    Forse non tutti sanno che quando ci si apposta per le riprese dei selvatici si porta appresso un sacco di roba. Il posizionamento richiede lavoro e lo si sfrutta fino all'ultima bava di luce. Il treppiede in queste sessioni è "occupato" dal tele grosso, quindi può accadere che certe riprese non si possano fare perchè il supporto è già occupato. Il Leo 254 mi consente di utilizzare una seconda fotocamera e di scattare quelle immagini che altrimenti potrei solo osservare dai buchi della rete mimetica. E' il caso del Monviso che si specchia nel Sesia dopo il tramonto.

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    3) In Sardegna per 72 ore
    Tre giorni in Sardegna a cavallo dell'ultimo WE di settembre. Butto il Leofoto e le ML Fiuggi in uno zainetto da studente e via, volo Malpensa - Cagliari.  L'ultimo giorno, un tuffo serale a Santa Giulia (Villasimius). Le luci del dopo tramonto accendono il granito di tinte incredibili. Il Leofoto viene utile per 30s di posa alle rocce bagnate dal mare.

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    Sono solo tre esempi in cui la maneggevolezza di questo Leofoto hanno dato la possibilità di fotografare dove altrimenti non mi sarebbe stato possibile.
     

    Concludendo, al netto delle limitazioni dimensionali e prestazionali, questo modello di Leofoto è a tutti gli effetti un treppiede che ha i medesimi skill della serie Gitzo Systematic, caratteri di praticità tali da far dimenticare la "scocciatura" treppiede a favore delle Opportunità offerte da un solido supporto di ripresa. Quanto costa? Al momento della stesura di questi appunti siamo a meno di 300 euro (kit omnicomprensivo). Direi che specialmente per gli utilizzatori di Nikon Z questa è una soluzione da valutare con grande attenzione.

    Per gli interessati, i bisognosi di strumento uguale o simile o diverso ma furbo ed al giusto prezzo, segnale il distributore unico per l'italia

    Photofuture
    che ha base a Cagliari. Spulciate il sito e chiedete indicazioni direttamente a loro, sapranno dare ottimi consigli.

    ---------------------

    Auguri per un felice Natale 2019 a tutta Nikonland ed amici collegati

    Edited by Valerio Brustia



    User Feedback

    Recommended Comments

    Grazie Valerio, era ora !

    Io, come ti ho detto ieri di persona-personalmente, avrei bisogno di una cosa con queste caratteristiche ma che abbia una altezza da viso umano all'impiedi.
    Sto valutando alternative ;)

    Ma la testa da 55mm di Leofoto l'ho già avuta a portata di click più di una volta e facilmente la prenderò alla prima occasione utile :)

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    Assolutamente, per quel che ti serve questo 254c non è indicato. Come ho detto a te ieri, ed a tutti quelli che me lo chiedono, il gitzo systematic serie 3 a quattro sezioni è il reppiede giusto per qualsiasi fotografo "serio". Lo si compera una volta ed è per sempre. La Leofoto produce un modello equivalente LN-364c che costa meno della metà del Gitzo. È comunque una cifra non indifferente, che sottolinea la follia di Gitzo, ma per disporre di un treppiede pratico ed eterno il costo  richiesto ci sta tutto.

    In verità il Leo ha un prezzo di poco inferiore a quanto pagai il mio Gitzo GT3541LS  nel 2011. Ovviamente quel modello di Gitzo non è più in produzione, sostituito dalla nuova serie Systematic a cui, in sostanza, hanno aggiunto una leva di sgancio rapido al piattello centrale (perniciosa), un po' di restyling (che a me fa cacare, ma lì è questione di gusti)  e soprattutto un bel ritocco al listino in direzione boutique Montenapoleaone. Mi dispiace scrivere così di Gitzo, ci sono affezionato, ma a parer mio stanno perseguendo una politica non particolarmente lungimirante. Oggettivamente a scorrere il listino 2019 passa ogni tentazione e non c'è testimonial che tenga. Avran fatto i loro conti, mi auguro.

    Per la testa io rimango Arca Swiss dipendente. Se oggi dovessi sostituire la mia inseparabile B1 (ipotesi non realistica e del tutto teorica) prenderei una Z1 con attacco a vite e le adatterei un morsetto Marsace o Wimberley o Acratech.. Arca Swiss a differenza di Gitzo è rimasta competitiva verso la concorrenza. Certo costa di più rispetto a prodotti equivalenti, ma è un "di più " ragionevole, non immondo.

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    Ho visto questo :

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    a confronto con l'LN-254C

     

    perché l'LN-364C che consigli tu è nella gamma dei 2.6-3 kg, un'altra categoria (io adesso ne uso uno da 1.3 kg).

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    Evitando la colonna centrale, rimanendo sul chiloemezzo, altezza 1530mm ma con 5 sezioni.

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    LS-325C che viene offerto con la testina da 40mm (399€ all-in).

    Oppure infine LS-365C, solo le gambe, 1530mm, 1.77 Kg, €379

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    Il modello di leofoto che ti ho indicato è simile se non del tutto equivalente al serie 3 Systematic Gitzo. Oltre alle caratteristiche dimensionali offre la stessa soluzione di sgancio piattello crociera, tipica dei Systematic, in cui insrire alla bisogna una colonna centrale telescopica. 

    Se non ci sono guai nel trasporto  il serie 3 di Massimo a tre sezioni è da considerare. Da chiuso il 3 sezioni è lungo un po' meno di un ombrello, però è molto stabile. Siamo sopra i 2kg, ma son pratici.

    Le soluzioni con colonna centrale che hanno il blocco colonna sopra al piattello (il leo Ln 254c mostrato da Mauro) sono da evitare come il vaiolo. Il fatto è che si paga la comodità della colonna centrale con una tara alla stabilità complessiva, tara con cui fare i conti anche quando la colonna centrale non viene usata (tara appunto).

    Il 5 sez ha senso se presupponi di aprirlo tutto solo dove hai bisogno di sgravarti del peso e  di mantenere un punto fermo per la messa a fuoco, scordati la posa B con 5 sezioni fuori tutto. I tempi lunghi chiedono maggiore solidità. 

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    Scusate Valerio e Massimo ma qui si parla di un treppiedi leggero, piccolo e robusto non di un treppiedi da montagna.

    Non necessariamente per fare la posa B ma per sostenere qualche cosa, potersi voltare e non temere che cada tutto perchè insicuro.

    Sinceramente io di treppiedi da 3 kg ne ho 2. Ma non si muovono dallo studio (e per farli muovere, ci vuole un cingolato : altro che posa B).
    Ma ho bisogno di un affare da 45-50cm ripiegato, di 1.5 chili più la testa, al massimo (la testa io la porto smontata e la scelgo per il lavoro che devo fare).
    Non può essere basso, perchè i miei soggetti sono giraffe e non mi va di riprenderli dal basso.
    5 sezioni non mi piace. Ma non è sempre detto che si debbano stendere tutte quante ogni volta.

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    3 ore fa, Gianni54 dice:

    LEOFOTO trovo solo spedizioni da Cina o Stati Uniti, non esiste un rivenditore in Europa?

    Fotofuture con base a Cagliari. Cerca nel web e contattali, son molto gentili. Citare Nikonland, "denghiu"

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    Il 26/12/2019 at 08:05, Bilbo dice:

    Segnalo che il distributore esclusivista per l'Italia è

    Photofuture che ha base a Cagliari.

    Gli altri che si trovano sul web sono solo rivenditori (tra cui photospecialist che di casa sta in Olanda).
    Per una volta abbiamo un distributore ufficiale dedicato al nostro paese, una specie di LeofotoItalia sullo stile di CanonItalia, come invece non c'è NikonItalia :( 

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    Alla fine ho ordinato il Leofoto Ranger LS-365C che sembra soddisfare le mie richieste.
    Se mi va ci monto sopra anche la base livellante Mengs ;)

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    1.77 chilogrammi, stelo superiore da 36mm di diametro, altezza massima 152cm (oltre testami vari).
    330 lemuri spedito a casa.

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