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37°43'26.2"N 12°56'46.3"E le coordinate:

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al centro della Valle del Belìce, a poche centinaia di metri in linea d'aria dal fiume che dà il nome alla zona e che sfocia in un'area naturale protetta, ai piedi del parco archeologico di Selinunte, ecco i tre ettari di uliveto che gestisco da sempre, appartenente alla famiglia di mia madre da diverse generazioni.

Ma fino al 2017 lo spazio destinato agli alberi era solo un terzo dell'estensione totale: i due ettari incolti erano brulli, pietrosi ed anche in una certa pendenza che fino ad allora non ne aveva che lasciato a mandorli ed erbacce la superficie...

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La parte destinata ad alberi di Nocellara era quindi un terzo solamente, popolato però da piante più che secolari e bellissime, con i loro tronchi contorti e testimoni di molte più stagioni di quelle che potremo conoscere noi, poveri mortali.

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alcune ridotte all'essenziale dalla lunga vita ed infinite potature...

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ma comunque forti e nodose nella loro semplicità

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L'olivo Nocellara è una varietà (oggi si dice cultivar...) antichissima, quanto la terra di sua predilezione, ossia la parte sud occidentale della Sicilia, da Marsala a Sciacca, caratterizzata da un microclima che risente fortemente del salmastro dal Canale di Sicilia e dei venti connessi, unitamente alla struttura geomorfica delle terre rosse di questa particolare zona della principale isola del Mediterraneo, popolata da Fenici, Elimi, Greci ed Arabi, prima di noi...
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Caratteristica della varietà è un oliva dal peso che spesso e volentieri eccede i sei grammi e raramente scende sotto i quattro grammi. La loro superficie è punteggiata anche da grandi lenticelle che però non risultano molto numerose. Ottimo è anche il rapporto tra nocciolo e polpa, e quest'ultima è dotata di grande consistenza, caratteristiche che rendono la Nocellara del Belice un'eccellente oliva da mensa anche se col passare del tempo anche la vendita di olio extravergine ottenuto da questa cultivar è diventata molto redditizia.

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L'olio ottenuto dalla spremitura di queste olive ha generalmente una colorazione che può andare dal giallo al verde intenso ed un'acidità molto bassa che si mantiene costantemente al di sotto dello 0,5%.
Nella fattispecie, il mio olio ha nel corso degli anni, un grado di acidità variabile tra lo 0,1% e lo 0,15%

Anche se il periodo di maturazione è piuttosto tardivo, quest'oliva entra in produzione relativamente presto ed ha un livello di produttività molto buono, non soggetto ad alternanza, con una resa dell'olio medio-alta (si supera spesso il 20%)

All'olfatto, l'olio extravergine di oliva in vendita si presenta con un fruttato di oliva di medià intensità accompagnato da note di mandorla, pomodoro verde, erba tagliata, carciofo e talvolta di erbe aromatiche. Il gusto è amaro, leggermente piccante e con una punta di dolce.

In cucina, quest'olio dà il meglio di sè sia crudo (per il condimento di minestroni, verdure e insalata) che cotto (nella preparazioni di arrosti e fritture, sia di carne che di pesce) grazie al fatto che il suo punto di fumo è più alto rispetto alle altre tipologie di olii.
Le olive da mensa, invece, si possono preparare sia al nero che al verde con i metodi della salamoia o con il cosiddetto metodo sivigliano.

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Il contenuto di polifenoli è alto e quindi il consumo di questo olio favorisce la riduzione del rischio di malattie cardiovascolari, mentre l'alto contenuto di grassi ad alta digeribilità favorisce la riduzione del colesterolo e degli zuccheri nel sangue.

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Le piante vengono potate basse, con una caratteristica forma tondeggiante, per consentire una raccolta manuale che rispetti la pianta, sfilando le olive dai rami, dopo aver disposto a terra le reti per velocizzare l'operazione.

Come dicevo prima, nel 2017 ho deciso di fare dissodare i due ettari incolti, spianando anche qualche dislivello, attraverso una costosissima macchina di movimento terra, che andava già allora a 300 all'ora... (euro, non km...)

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poi la trivella per fare i buchi sufficientemente profondi per interrare le piantine di Nocellara

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...e via di zappa...109 - 180217 _D8X7838  Max Aquila photo.jpg

il tutto per 400 altre piante oltre la novantina di quelle antiche (che ho strenuamente difeso, nonostante fossero chiaramente economicamente giunte)

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Mio papà, quando gli chiedevo perchè non avessero mai completato di piantare questo terreno, mi rispondeva "ci vogliono anni prima che gli ulivi prendano e inizino a produrre".

Io sono caparbio e ho pensato che se qualcosa avevo ancora era la pazienza: nonostante il forte investimento per l'impianto già dopo un paio di anni i giovani alberi manifestavano gioia di vivere: il sistema biologico di coltivazione cui aderisco, senza neppure irrigazione artificiale dell'uliveto, fa sì che queste piante si abituino a rispettare i cicli di produzione usuali, sfruttando unicamente le risorse naturali: acqua dal Cielo (quando arrivi...) e nessun aiutino se non strettamente biologico, ossia piantumazione e sovescio di erba sulla o di favino, per aiutare il terreno ad azotarsi naturalmente.

In pochi anni (oggi siamo al sesto di produzione) siamo riusciti ad ottenere un frutto perfetto per caratteristiche organolettiche ed intatto perchè non indebolito dalle crisi idriche che nei fondi irrigati artificialmente provocano gravi danni (in caso di interruzione della somministrazione idrica)

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il costante apporto degli insetti utili all'impollinazione caratterizza una crescita progressiva e dei raccolti di crescente quantità, salvo in un paio di occasioni nelle quali l'intero habitat circostante ha sofferto per l'innalzamento delle temperature nel periodo estivo

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Anche quest'anno la produzione mi ha sorpreso, raggiungendo una quantità notevole di olive/albero per questa varietà e non scendendo mai sotto al 17,50% di resa per la quantità di olio molito,

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Le stagioni si succedono e la Terra ci sopravvive, naturalmente: il nostro compito è di curarla e rispettarla, pur traendone beneficio nella sua coltivazione e questo, credo proprio sia una delle occupazioni più emozionanti ed allo stesso tempo onorevoli, alle quali mi sia dedicato da tutta la mia vita.

Il fondo che avete visto in foto prende il nome dalla contrada in cui si trova, Ciafaglione si chiama, a Partanna in provincia di Trapani.

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Eccovi qua il ciafaglione, ossia il nome locale per la palma nana, della quale questa zona è ricchissima, tanto da essere utilizzato fino al secolo scorso, nella fabbricazione di manufatti come ceste e sacchi.

Chi ha il bene di assaggiare l'olio che produco al Ciafaglione, difficilmente potrà poi farne a meno.

E' come si suol dire oggi, un' Experience sensoriale.

E d'altro canto come potreste trovare la convergenza di tutti questi ...pianeti, altrove?

  1. tutte olive della stessa varietà

  2. coltivate biologicamente senza l'apporto di alcun prodotto chimico

  3. provenienti tutte dallo stesso fondo, di dimensioni circoscritte, quindi da un terreno omogeneo

  4. di qualità sopraffina ed acidità eccezionalmente bassa

  5. non filtrato ed immediatamente conservato in fusti di acciaio per la maturazione

  6. (...che noi meridionali non aspettiamo mai, perchè amiamo l'olio forte che pizzichi 😀)

Non resta che...cercare il pane adatto, preferibilmente nero. con farina di Tumminia e...vai ad inzuppare !

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Max Aquila photo © per Nikonland 2025

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User Feedback

Recommended Comments

  • Administrator

 901 - 281125 _Z520948  Max Aquila photo.jpg

Aspettate ancora?

Ho ancora 70 litri di olio nuovo molito poche settimane fa in vendita.

Chiedete ai Nikonlander che già lo hanno assaggiato ed ordinato, anzi... mi aspetto da loro una mini recensione sul mio olio di Nocellara del Belice...

  • Administrator

NdR:

le foto pubblicate coprono uno spazio temporale di 16 anni, dal 2010 ad oggi: se foste curiosi di fotocamere ed obiettivi usati, eccovi i dati da LR

Immagine 2025-11-28 213424.jpg

Alessandro Pisano

Nikonlander Veterano
  • Nikonlander Veterano

Io non ho avuto il privilegio di vedere quelle bellissime piante ma ho avuto l'onore di assaggiarlo quell'olio.

E posso dire che un è un ottimo olio.

E penso di potermi permettere di esprimere questa opionione visto che ho anch' io 3 ettari di olive pisciottane secolari a Palinuro.

Bravo Max.

  • Administrator

Caro Max, al di là dell'amore che traspare nelle tue foto ai frutti e ai prodotti del tuo piccolo fondo, i primi piani mi ricordano sempre come il flash che io ho sulla Z50 II mi dimentichi sempre del fatto che c'è ... eppure dovrei sfruttarlo !

Giuseppe Paglia

Nikonlander Veterano
  • Nikonlander Veterano
21 ore fa, Max Aquila rfsp ha scritto:

Chiedete ai Nikonlander che già lo hanno assaggiato ed ordinato, anzi... mi aspetto da loro una mini recensione sul mio olio di Nocellara del Belice

Eccomi!
Dopo un lungo peregrinare, dal 2024 ho iniziato a consumare olio pugliese perché mi ci sono recato in vacanza e ho avuto modo di visitare l'azienda produttrice e assaggiarlo direttamente all'origine. Stavolta, mi sono fidato al buio e, dopo aver messo da parte l'acceso campanilismo fra Catania e Palermo (e comunque parliamo del Belìce con l'accento sulla i) ho deciso di ordinare l'olio prodotto da Massimo.
Non sono un sommelier dell'olio e non posso certo descriverne i profumi (anche perché sono ormai 25 anni che ho perso il senso olfattivo) però posso assaporarne il gusto e, ancora prima, osservarne lo splendido colore dorato con riflessi verdi. Il sapore è mediamente intenso con un giusto equilibrio fra piccante e amaro. Nella mia cucina i fritti sono praticamente messi al bando e quindi lo utilizzo quasi esclusivamente a crudo. Buonissimo 😋
Non so se questa recensione servirà a convincervi ad ordinarlo ma se lo farete non ve ne pentirete, parola di Nikonlander 😉

  • Administrator
12 ore fa, Giuseppe Paglia ha scritto:

[...]
Non so se questa recensione servirà a convincervi ad ordinarlo ma se lo farete non ve ne pentirete, parola di Nikonlander 😉

da non confondere con quelli dei supermercati, spesso frutto di miscelazioni di olive di varie provenienze, con vari gradi di maturazione e tempi di spremitura differenti.

Alberto Salvetti

Nikonlander
  • Nikonlander

Bravo Max,  piantando gli olivi in quel terreno hai fatto la cosa più giusta che avessi potuto fare. Se chi ci ha preceduto non avesse applicato la teoria che hai detto, ovvero di piantare le piante di olivo per le generazioni future, oggi non raccoglieresti quelle fantastiche olive.

Io sono entrato in un frantoio nel 1968 e l’anno successivo mi hanno promosso capo frantoio. Ho continuato a fare questo lavoro, e insegnare questo lavoro fino alla scorsa campagna olearia.  Ho avuto la fortuna di avere un grande maestro che aveva unico obiettivo la ricerca della qualità, cosa rarissima a quel tempo. Vi risparmio il mio curriculum, ma vi assicuro che di olive e olio di oliva me ne intendo.

Annesso al frantoio dove lavoravo c’era il punto vendita, che con l’aumentare del turismo si incrementavano esponenzialmente le vendite.  Vegetando in questa zona estrema, l’olio prodotto era di ottima qualità con un profumo e gusto molto delicati.

Ovviamente la produzione del Garda era irrisoria e allora per  esaudire le richieste si andava alla affannosa ricerca di olio di alta qualità, che potesse assomigliare all’olio del Garda,  in tutte le regioni d’Italia.  Il Garda fino a qualche decennio fa era il punto più a nord del mondo dove si potessero coltivare gli olivi.  Col cambiamento climatico, oggi si possono piantare molto più a nord.  Fino alla gelata del 1985, le zone migliori di approvvigionamento erano nella Val di Sangro (CH) e nel Viterbese.

La gelata fu devastante: qui da noi  per una settimana la temperatura scese a -13/ -14 gradi. Gli olivi persero tutte le foglie e a farne le spese furono le varietà autoctone, più sensibili al freddo.  Molte piante seccarono, altre impiegarono qualche anno a ritornare in produzione. A fronte di questo danno, la risposta di Homo sapiens fu di impiantare centinaia di migliaia di piante di varietà non autoctone, le meno soggette ai danni del freddo.  Col risultato di cambiare completamente il gusto e la qualità dell’olio prodotto.  Questo fenomeno si replicò in tutte le regioni che avevano avuto danni dal gelo agli olivi.

L’olivo, pianta eliofila, quale collocazione potrebbe avere migliore della Sicilia?   In più la Sicilia ha delle varietà, soprattutto la nocellara, che danno un olio eccezionale: molto piccante, amarognolo, ma non amaro, grande difetto di molti oli. 

Inoltre, negli anni ’70 , una generazione di giovani frantoiani siciliani scelsero la lavorazione delle olive a ciclo continuo, abbandonando l’estrazione tradizionale con le presse.  Scelta condivisa solo dopo molti decenni dai frantoiani di altre regioni.  La tradizione va bene per le feste paesane, non in questo caso.

Tutto questo per dire che, se è fatto come si deve, l’olio di questa zona è il migliore al mondo. Tant’é che negli ultimi due decenni quest’olio vince tutti i concorsi internazionali (quelli veri non quelli farlocchi).

Io personalmente, per il mio consumo famigliare, pur potendo scegliere tra i migliori oli della mia zona, fatti di persona da me, da una quindicina di anni uso dell’olio siciliano proprio del trapanese.  

Di nuovo, bravo Max.  E cerca di trasmettere la tua passione per gli olivi ai tuoi figli. Te ne saranno grati.

 

 

  • Administrator
3 ore fa, Alberto Salvetti ha scritto:

Bravo Max,  piantando gli olivi in quel terreno hai fatto la cosa più giusta che avessi potuto fare. ...

Di nuovo, bravo Max.  E cerca di trasmettere la tua passione per gli olivi ai tuoi figli. Te ne saranno grati.

 ...

 

La prima e l'ultima frase del tuo intervento sono la summa del mio intendimento.

Disciplina ed educazione.

Ho fatto la mia parte, ritengo...

leviathan47

Nikonlander
  • Nikonlander

Ottime foto ed articolo, io da 3 anni lo prendo da un cugino di un mio amico che ha gli uliveti a Menfi.

  • Administrator
48 minuti fa, leviathan47 ha scritto:

Ottime foto ed articolo, io da 3 anni lo prendo da un cugino di un mio amico che ha gli uliveti a Menfi.

dopo tre anni sei pronto per fare confronti: a disposizione...😄

Enrico Floris

Nikonlander Veterano
  • Nikonlander Veterano

Spenderò pochissime parole: articolo istruttivo per chi come me apprezza l'olio buono, quello fatto da chi ha amore per la terra e tanta passione per ciò che fa. A parlare di olio con te c'è da farsi una cultura. Bellissime le piante ed esplicative le foto.

PS - Ogni anno mi faccio un regalo di Natale, 25 litri di olio di proprietà. Ritirato un paio di giorni fa.

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