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Nikonland è il sito italiano che per primo si è interessato di Viltrox, lo ha fatto sotto Covid provando in anteprima il bel 20mm f/1.8 manual focus.
E oggi è il sito italiano che ne ha provati materialmente di più, con articoli di testo e fotografie su queste pagine che trovate QUI
Viltrox, come certamente saprete, è un marchio cinese emergente che in pochi anni ha visto crescere a livello vertiginoso il proprio potenziale tecnologico, arrivando a proporre una gamma di obiettivi estesa per molti marchi, tra cui per ora, Nikon, Sony, Fujifilm, Leica, Panasonic e Sigma (attacco L).
Produce anche ottiche per il cinema, adattatori, convertitori, batterie, monitor, accessori.
Non opera su licenza quindi non ha contatti diretti con i produttori delle fotocamere su cui i suoi obiettivi vengono montati, per cui opera con reverse engineering delle comunicazioni lente-macchina, dovendo spesso affinare i processi con costanti aggiornamenti firmware.
Vende direttamente o tramite broker (tipo Pergear, Amazon, Foto Erhardt).
Non ha una assistenza diretta, la sua garanzia vale solo spedendo il pezzo in Cina.
Ma fa leva su un rapporto prezzo prestazioni irraggiungibile per tutti, salvo che per gli altri cinesi che, però, inseguono.
Molto ambiziosa, ha in gamma anche obiettivi cinematografici da decine di migliaia di dollari.
Sta lavorando su un adattatore autofocus per ottiche cine con attacco PL.
Nikon, vista la partita, ha pensato di fargli causa. Non sappiamo che ripercussioni avrà l'esito di questa vertenza, sia sull'attuale gamma che quella futura.
La gamma Viltrox si divide in segmenti ben distinti.
La serie LAB è l'ammiraglia, usa display LCD di presentazione dati al fotografo, quattro motori lineari ed è pensata per prestazioni di eccellenza.
Obiettivi in metallo con i migliori vetri.
La serie PRO è la via di mezzo, sempre con costruzione di livello elevato, metallo e buon vetro, motori lineari, anello del diaframma
Da poco è partita la serie EVO che sostituisce la prima serie di autofocus f/1.8 ed f/1.4, con obiettivi dotati di qualità aggiornate, corpo solido, anello del diaframma, prezzo appena superiore agli Air.
Poi viene la serie Air, caratterizzata da prezzo/prestazioni molto elevato, barilotto sostanzialmente uguale per tutti, dal 9mm al 56mm.
Soffre un pò lato prestazioni ma a prezzi imbattibili.
Infine la serie CHIP, per ora composta dal solo 28/4.5 full-frame pancake, obiettivi minuscoli a sottiletta, prezzo trascurabile.
Noi abbiamo comprato gli obiettivi che abbiamo provato. E li usiamo correntemente per le nostre fotografie.
Se li consigliamo è perchè sappiamo che il valore offerto, copre il rischio del "cinese" con tutti i caveat già evidenziati.
Di seguito due tabelle distinte, obiettivi FX e DX, commentati con prezzo e giudizio complessivo.
Sono da prendere per quello che sono, "pillole". Per i dettagli su ognuno, riferirsi al test relativo.

Obiettivi Full-Frame (FX)
Obiettivo
Prezzo (EUR)
AF 14mm F4.0 Air
229
Obiettivo interessante, penalizzato come per tutti gli Air da vignettatura e scarso livello del rivestimento che causa flare e ghost
Consigliato, non ci sono alternative sul mercato. Per avere di meglio si deve spendere 10 volte di più
AF 16mm F1.8
599
Obiettivo unico sul mercato, certamente su Nikon Z.
Ha ottime caratteristiche ottiche e di autofocus, oltre che costruttive (metallo pieno).
Assolutamente consigliato, non si sbaglia con questo super-wide
AF 20mm F2.8 Air
189
Primo della serie Air, ha prestazioni mediocri ma allineate al prezzo che è eccezionale. Il Nikkor Z 20/1.8 S lo batte sicuramente in tutto ma costa 1300 euro.
Consigliato a chi voglia un 20mm da tenere sempre a disposizione senza che questa sia la sua focale elettiva
MF 20mm F1.8 (manuale)
339
E' il primo Viltrox arrivato in occidente, ha buone caratteristiche, è costruito come un carro armato sovietico
Consigliato a chi mette a fuoco a mano, ha bisogno di un obiettivo f/1.8 senza spendere i 1300 euro chiesti da Nikon
AF 24mm F1.8
435
Prima serie di autofocus Viltrox, fuori produzione, in esaurimento. Ha caratteristiche vecchia scuola
Sconsigliato, meglio attendere che sia replicato nella serie EVO e a prezzo inferiore
AF 28mm F1.8
435
Prima serie di autofocus Viltrox, fuori produzione, in esaurimento. Ha caratteristiche vecchia scuola
Sconsigliato, meglio attendere che sia replicato nella serie EVO e a prezzo inferiore
AF 28mm F4.5
109
Pancake vero, pesa in grammi meno degli euro che costa. Ha diaframma fisso e tappo incorporato, le prestazioni non contano se si punta sull'ingombro inesistente
Consigliato solo a chi lo voglia veramente piccolo. Ma dato il costo (spesso in offerta sotto ai 90 euro) può essere uno sfizio. Di certo non promette le cose che non mantiene il Nikon 26/2.8, venduto ad un prezzo spropositato
AF 35mm F1.8 II EVO
459
Secondo obiettivo della nuova serie EVO che inaugura la linea degli Apocromatici.
E' un obiettivo spettacolare che spazza via ogni dubbio dal comprare un Nikon, anche se c'è stato un vistoso ritocco del prezzo rispetto al precedente 85/2
Rende il Nikkor Z 35/1.8 S una scelta fuori mercato (costa più del doppio e non è né carne né pesce)
AF 35mm F1.2 LAB
999
Obiettivo della serie FLAGSHIP di Viltrox, monta ben 4 motori lineari ed ha prestazioni in grado di confrontarsi con gli obiettivi di marca ad un terzo del prezzo
Il Nikkor Z 35/1.2 S è magico, questo no. Ma le prestazioni sono elevate ed offerte spesso a meno di 1000 euro, contro i 3000 del Nikon
AF 40mm F2.5 Air
189
Non un granché, anche considerando il prezzo
Sconsigliato, salvo che veramente non vogliate spendere poco
AF 50mm F2.0 Air
190
Sorprendentemente buono, dotato di buone caratteristiche con la classica compattezza dei Viltrox Air, offerto ad un prezzo inarrivabile per chiunque
Consigliato a chi voglia un 50mm veramente compatto ad un prezzo allettante. Non arriverà alle qualità del Nikkor Z 50/1.8 S ma quello in confronto è enorme e costosissimo
AF 50mm F1.4 Pro
619
Come l'85/1.4 è un oggetto di alto livello, paragonabile ad un Sigma ART o ad un Sony GM, inferiore per prestazioni, solo al Nikkor Z 50/1.2 S
Consigliatissimo. E' il 50/1.4 che Nikon non fa, lasciando il vuoto tra il basico plasticone e l'obiettivo enorme da ricchi annoiati 50/1.2 S
AF 55mm F1.8 EVO
439
Terzo obiettivo della nuova serie EVO ce anche esso realmente Apocromatico.
E' un obiettivo spettacolare che mi sta piacendo veramente molto. L'ho comprato il primo giorno di prevendita e mi è arrivato subito. Adesso è quasi esaurito.
Rende il Nikkor Z 50/1.8 S una scelta senza più senso
AF 85mm F1.4 Pro
669
E' un pezzo di grande ferramenta con ottime lenti e una coppia di motori lineari silenziosissimi. Si mangia la gran parte degli 85/1.4 di ogni epoca, probabilmente sul livello del vecchio Sigma ART per reflex ma forse anche di quello attuale
Consigliatissimo. Non è il Nikkor Z 85/1.2, quello è una creatura del cielo, ma è equivalente ad un Sigma ART ad un prezzo che non si potrebbe immaginare
AF 85mm F2.0 EVO
315
Primo della serie EVO che di fatto si frappone tra gli Air e i PRO, sostituendo la prima serie di f/1.8 di Viltrox. Mantiene l'anello diaframmi funzionante (che gli Air non hanno), è ben costruito, ottimo sfuocato. Bello.
Cosa chiedere di più per 315 euro ? In confronto a questo il Nikkor Z 85/1.8 S sembra una truffa.
AF 135mm F1.8 LAB
999
Primo della serie LAB, è un buon obiettivo, molto ben costruito che sfrutta ogni possibilità tecnica a disposizione oggi.
Non è il Plena ma è un buon obiettivo
Obiettivi APS-C (DX)
Obiettivo
Prezzo (EUR)
AF 9mm F2.8 Air
229
Pur con i limiti di un barilotto minuscolo e di un trattamento superficiale non al livello di quello Nikon, si distingue per linearità di risposta.
Consigliato. Senza chiedere la luna offre molto per un prezzo modesto.
Unico obiettivo sul mercato per Nikon Z
AF 13mm F1.4
518
Obiettivo estremamente valido, lineare, è l'equivalente di un inesistente 20mm f/1.4 per formato DX. Difficile non esserne soddisfatti.
Consigliato. Lo facesse Nikon, chiederebbe minimo 1300 euro
AF 15mm F1.7 Air
269
Obiettivo che non abbiamo mai provato. Probabilmente in linea per caratteristiche agli altri Air.
E' un 22.5mm equivalente
Nikon non fa un fisso simile ad un 23mm equivalente in formato DX, quindi se vi serve, è l'unica scelta sul mercato
AF 23mm F1.4
239
Prima serie di autofocus Viltrox, fuori produzione, in esaurimento. Ha caratteristiche vecchia scuola
Sconsigliato, meglio attendere che sia replicato nella serie EVO e a prezzo inferiore
AF 25mm F1.7 Air
269
Non l'abbiamo mai provato ma immaginiamo abbia caratteristiche in linea con gli altri Air in formato DX. La focale equivalente è uno strano 37mm ma riteniamo possa essere equiparato ad un 35mm.
Considerato il livello del Nikkor Z 24/1.7, riteniamo che non debba sfigurare, scegliere questo o quello dipenderà dal singolo.
AF 27mm F1.2 Pro
596
Con 56/1.2 e 75/1.2 fa corredo in formato DX,
Consigliato. Eccellente prestazioni, sebbene la focale di 40mm equivalenti ma sparata da un 28mm lo dia indicato per certi lavori ma non tutti
AF 33mm F1.4
269
Prima serie di autofocus Viltrox, fuori produzione, in esaurimento. Ha caratteristiche vecchia scuola
Sconsigliato, meglio attendere che sia replicato nella serie EVO e a prezzo inferiore
AF 35mm F1.7 Air
199
Un normale per il formato DX in taglia piccola. Eccellente rapporto prezzo/prestazioni
Consigliato. Senza chiedere la luna offre molto per un prezzo modesto.
Unico obiettivo sul mercato per Nikon Z
AF 56mm F1.4
269
Prima serie di autofocus Viltrox, fuori produzione, in esaurimento. Ha caratteristiche vecchia scuola
Sconsigliato, meglio attendere che sia replicato nella serie EVO e a prezzo inferiore
AF 56mm F1.2 Pro
569
E' l'unico dei tre f/1.2 per formato DX che impiega una coppia di motori lineari. E' un obiettivo eccellente.
Rispetto ad altri Viltrox sembra costoso, grande, pesante. Ma è un obiettivo eccellente che ritengo consigliatissimo a chi voglia trarre il massimo dal suo sensore DX per avere l'equivalente di un 85mm f/1.2 che però si avvicina a 55 cm.
AF 56mm F1.7 Air
199
Equivalente ad un 85mm in formato DX, non ha eguali sul mercato, salvo che non si desideri il massimo e allora, sempre Viltrox offre il 56/1.2
Consigliato. Senza chiedere la luna offre molto per un prezzo modesto.
Unico obiettivo sul mercato per Nikon Z
AF 75mm F1.2 Pro
599
Obiettivo che non stento a definire straordinario. Spesso io lo uso per sostituire il Nikkor Z 85/1.2 S.
Non è sullo stesso livello ma non gioca in un altro campionato. E ad un quinto del prezzo ...
Un must have per il ritrattista in formato DX

NB : sui prezzi esposti una precisazione. Viltrox fa spesso campagne con sconti aggressivi.
Durante il Black Friday e sotto Natale, abbiamo spuntato risparmi del 18~22% su prezzi di listino già interessanti.
Per cui è consigliabile non avere fretta e attendere le offerte. Arriveranno.
Comunque si trovano comunemente in vendita anche su Amazon.it o sui più famosi siti online tedeschi.
Uno dei motivi principali per il passaggio dall'attacco F a quello Z, il cui debutto è recente, avvenuto nell'estate del 2018, è certamente di natura tecnologica.
Consentire un miglior sviluppo di obiettivi, adottando la gola più larga e il tiraggio più corto che ci sono sul mercato.
Ma l'altro, non secondario, è inutile nasconderlo, è stato quello di rinnovare il diritto di sfruttamento dell'attacco stesso, giacché quello sul vecchio F del 1959 era scaduto e non rinnovabile.
Perché ? Sostanzialmente per potersi godere il privilegio di sviluppare e commerciale in esclusiva gli obiettivi per l'attacco Z, tagliando fuori per quanto più possibile i produttori "universali".
E' vero, sono state concesse licenze - a Sigma, a Tamron e a Cosina/Voigtlander/Zeiss - ma licenze condizionate. Tu puoi fare solo gli obiettivi "che non pestano i calli" ai miei.
Con qualche minima concessione nei confronti di Tamron che è un fornitore strategico di Nikon (gli obiettivi marchiati Nikon che provengono da Cina e Vietnam NON sono prodotti in fabbriche Nikon ma in fabbriche Tamron).
Ma nulla verso Sigma che pure avrebbe obiettivi interessanti da proporre anche ai nikonisti e che sono unici sul mercato (tra gli altri : 14/1.4, 135/1.4, 200/2, 300-600/4 ma non sono i soli questi) e che vorrebbe decisamente poterli offrire. Ma non le viene concesso.
Poi sono venuti i cinesi. Che a botte di approssimazioni, studi interni e acquisti di tecnologia esterna (molte delle attrezzature di molatura, lavorazione del vetro e della ferramenta arriva da eccedenze giapponesi, Nikon inclusa, tagliate per le ristrutturazioni degli anni scorsi e la delocalizzazione in Indocina), hanno cominciato a proporre sempre più obiettivi interessanti.
Principalmente a prezzi impossibili per le società giapponesi ma di prestazioni mediocri. Ma ultimamente anche obiettivi di pregio, semplicemente non disponibili da parte dei vari Sony, Canon, Panasonic e Nikon, mantenendo comunque prezzi molto popolari che ne hanno decretato un successo planetario.
A livello di fenomeno.
Nikon ha in qualche modo retto il gioco, e noi abbiamo pensato avessero capito che per ogni obiettivo da 179 euro cinese venduto, c'era dietro la volontà di un nikonista di dotare la sua Nikon Z di un obiettivo che Nikon non fa o che Nikon fa ad un prezzo a cui quel cliente non comprerebbe mai. Ma ovviamente a fronte di una Nikon Z venduta.
Ma abbiamo notizia, per ora non ufficialmente confermata sebbene nessuno la smentisca, che Nikon abbia scelto il principale produttore cinese e gli abbia intentato causa :


da quel che si capisce la causa, che verrà dibattuta a Shanghai il prossimo 2 marzo, verte sui diritti di utilizzo del "protocollo" di comunicazione tra obiettivi e fotocamera per il periodo intercorso tra il deposito della richiesta di brevetto in Cina e la data di effettivo rilascio del brevetto.
Non sappiamo come si chiuderà la vicenda, nemmeno se si arriverà realmente al dibattimento o ci sarà una soluzione extra-giudiziale (come é prassi qui da noi, specialmente in America) dietro pagamento di un compenso concordato.
Né se questo è solo il preludio di una campagna più ampia di offensiva di Nikon verso i produttori non in possesso di una licenza regolare (come Sigma, Tamron e Cosina, che producono obiettivi per Nikon Z dietro pagamento di compenso a Nikon per ogni obiettivo venduto).
Perché non sappiamo a cosa miri Nikon.
Ad un guadagno extra in termini di diritti ?
Ad un controllo del mercato (tu si, tu no) ?
Ad una limitazione di cosa viene immesso sul mercato ? (questo si, questo no, come il caso di Sigma).
Mentre l'unica cosa sensata sarebbe una licenza di tipo FRAND, ovvero Fair, Reasonable, And Non-Discriminatory patent licensing terms- soprattutto "ragionevole" e "non discriminatoria".
Senza andare troppo a fondo nella questione, anche perché le informazioni sono poche e si potrebbero vaporizzare nel nulla, vediamo di cosa stiamo parlando.
Nikon ha brevettato l'attacco Z - che altro non è che una baionetta con una certa geometria - e il protocollo di comunicazione obiettivo-fotocamera, secondo lo standard Nikon Z.
Questo protocollo è una sorta di dizionario cui corrispondono i comandi che consentono alla fotocamera di controllare le funzioni dell'obiettivo e all'obiettivo di farsi riconoscere e colloquiare con la fotocamera.
Benché coperte dalla proprietà intellettuale come qualsiasi altra cosa, non c'è proprio nulla di originale in queste due "invenzioni".
Nulla che ha a che vedere con le ben più complesse ed uniche funzioni che ci sono dentro al firmware delle Nikon Z e nelle parti interne delle Nikon Z.
Ecco, nessun cinese ha infranto i segreti delle Nikon Z, sarebbe troppo complesso, costoso e sostanzialmente inutile hackerare il firmware di una Z9 o di una Z50.
Quello che hanno fatto i cinesi è stato fare baionette e contatti compatibili con quelli di una Nikon Z, studiare la comunicazione tra obiettivi e fotocamere per ricavarne una tabella di istruzioni da mettere dentro al firmware dei LORO obiettivi.
Che sono creazioni originali e anche - spesso - pregevoli, che non hanno alcun segno di plagio nei confronti degli "originali" Nikon, quando esistano.
Questo rompe il monopolio Nikon (e Canon, l'altra società che non gradisce queste cose) che invece vorrebbe mantenere dentro ad uno steccato ben protetto, Nikon Z e clienti Z.
Consentendo ai fotografi Nikon Z sostanzialmente di pescare dal catalogo Nikkor Z per gli obiettivi o dai pochi altri obiettivi da Nikon autorizzati agli alleati licenziatari.
Lo ha ribadito un esponente di Nikon USA in questi giorni : "noi puntiamo sui legali licenziatari".
Ai quali però concedono di fare solo parzialmente il loro lavoro (specie nei confronti di Sigma, ferma a tre pessimi obiettivi APS-C, quando Voigtlander è arrivata a 18 obiettivi con attacco Z, tutti con CPU e comunicazione dati Exif etc.).
dalla nostra tabella degli obiettivi Nikkor Z attualmente in catalogo, che abbiamo sinteticamente commentato emettendo giudizi sommari, risulta chiaro come il panorama Nikon sia tutt'altro che completo, che comprenda per lo più zoom, che non copra nemmeno minimamente le esigenze dei fotografi dotati di Nikon in formato APS-C.
Ma soprattutto dei prezzi.
Perché se era possibile accettare, 5 anni fa, che uno zoom banale o un fisso di media classe, costassero più di 1000 euro, adesso lo è sempre meno.
E uno zoom unico ma non così eccezionale come il Nikkor Z 28-400/4-8 proposto a 1589 euro per assenza di concorrenza non si può proprio vedere.
Morale, se si dovesse confermare la più pessimistica delle ipotesi inerenti lo sviluppo della causa intentata da Nikon nei confronti di Viltrox, con il conseguente bando di tutti i produttori non licenziatari dal produrre obiettivi compatibili con Nikon Z, andremmo nella direzione della conferma di una volontà monopolistica, lontana dagli interessi dei clienti Nikon e volta solo a massimizzare il profitto, già esagerato a nostro modo di vedere, che Nikon trae dalla vendita degli obiettivi Nikkor Z, lievitati del 50-100% rispetto ai precedenti Nikkor F.
Noi non siamo per la liberalizzazione forzata degli standard, ma ci sono cose che hanno un senso specifico ed è giusto siano protette, altre che sono comuni e probabilmente non dovrebbe essere consentito brevettarle.
Un pò come se qualcuno volesse brevettare il dizionario tedesco e chiedesse il pagamento di diritti per ogni parola tradotta.
O la filettatura delle madreviti, senza scomodare la classica "acqua calda".
Stanno bene gli interessi commerciali di una società commerciale.
Ma che non si scontrino frontalmente con quelli dei suoi clienti.
Perché se uno arriva a comprare una Z50 II con i suoi soldi ma poi non crede opportuno comprare un 35/1.8 S da 1000 e più euro da metterle davanti, se non trova una alternativa economica (come un cinese, non necessariamente Viltrox, o un giapponese, ammesso che sia interessato a produrre un obiettivo economico) è più facile che si decida a comperare un'altra marca.
E mentre non è affatto detto che un nikonista compri un 135/1.8 S Plena, se vede che sul mercato non esiste un Viltrox 135/1.8 LAB venduto a meno di un terzo del primo, è più facile che un nikonista passi a Sony per lo stesso motivo. Perché Sony- che pure ha un bel 135/1.8 in catalogo - non si preoccupa che ci sia un Viltrox sul mercato, purché i clienti si comprino una Sony alpha su cui montare gli obiettivi che preferiscono.

Ecco, non vorremmo dilungarci oltre. Questa immagine apocalittica generata da Bing (prompt "decisione strategicamente sbagliata in termini di politica industriale") può dare l'idea di quanto potrebbe accadere a Nikon.
Che vuole fare la monopolista dal basso del suo 14% del mercato, quando i suoi concorrenti stanno al doppio ciascuno.
E con il consorzio Leica L che invece di inventarsi cavilli e vincoli, accetta i cinesi tra i suoi componenti. Così che dalla prossima settimana avremo obiettivi Viltrox che possono essere montati su fotocamere Leica L, Panasonic e Sigma.
Se uno in futuro pensasse ad un Viltrox o ad un Sigma non disponibili per Nikon Z per le scelte scellerate di Nikon, potrebbe pensare di comperare una Panasonic (che fa belle camere) al posto della ennesima Z6 IV.
Se poi consideriamo quanto Nikon sia impegnata sul fronte video e - relativamente - poco su quello fotografico, non abbiamo un quadro molto diverso da quello rappresentato in quel futuro distopico dell'ultima immagine.
Noi speriamo sinceramente che no, Nikon non sia così cretina ...
La transizione a mirrorless mi è cambiato un po' il mondo, la scomparsa dello scatto con "rinculo" ha scombinato la regola con cui ho costruito, negli anni, il mio arsenale di treppiedi. Adesso posso utilizzare il piccolo Leofoto LS-254C e testa Sunwayfoto XB-44 con Nikon Z9 e super tele Nikon Z 800/6.3. 
Sbalorditivo.

Campo estivo con due treppiedi. Lo smilzo sulla destra è il portentoso Leofoto LS-254C su cui normalemnte monto il Nikon 800/6-3
A cosa Serve un treppiede corto corto
Ho scoperto che ci sono situazioni in cui anche il più flessibile treppiede, come il LS-254C, è fuori luogo. Mi e' successo in Val Sessera, in primavera, dove, tra i sassi dell'alpe Artignaga, ho dovuto appoggiare il Nikon Z 400/2.8 TC sulle rocce in scomodo equilibrio, perchè, dopo un po', sorreggere il 400 a braccio, come dire, SMARRONA. Il fatto è che, incastrato tra quelle rocce, il treppiede proprio non ci stava, appoggiare era l'unica soluzione. Scomodissima.

Al rientro, cazzeggiando in internet, mi sono imbattuto in un prodotto di Leofoto che mi ha fatto riflettere. Si tratta del Ranger LS-223CEX con piattello RH-0. Ho immaginato e ho scommesso: potrebbe calzare a pennello.

Ed eccolo qui il Leofoto Ranger LS-223CEX, prima di procedere e spiegare per bene perché questo treppiede minuscolo fa al caso, vi illustro l'oggetto e la fornitura Leofoto per come la distribuisce Foto Erhardt


Leofoto: il Ranger LS-223CEX fornitura "bundle" di Foto Erhardt GMBH che comprende morsetto rotante RH-0 e piattello NP-50.


Confezione e contenuto


Morsetto a rotazione regolabile RH-0

La culla che definisce la serie Ranger CEX


Il treppiedi con il morsetto RH-0 montato al suo posto
Leofoto Ranger LS-223CEX con RH-0
dati di targa:
Peso 690g
Lunghezza da chiuso 235mm
altezza max 340mm
altezza min 80mm
Vabbè, il LeofotoLS-223CEX è come l'LS-254C ma più "curto".
SNI, nel senso che per essere corto è corto (e mi serviva che fosse così), ma bisogna guardarlo bene. Intanto è un pelo più minuto, il diametro delle gambe grosse è 22mm contro i 25mm del 254C, ma la vera differenza è che al posto del piattello classico a cui si avvita la testa la serie Leofoto CEX monta una culla di livellamento.
Questa, in abbinamento ad un morsetto rotante come il Leofoto RH-0, trasforma il supporto in un Treppiedi con TESTA INTEGRATA. Non a caso Foto Erhardt lo vende in "bundle" con il morsetto RH-0: un'idea intelligente.

Era sera e la cascatella (salvificamente idratante) era infotografabile a mano libera. Estratto l'LS-223CEX dal sacco, piazzato in un baleno e via.
Il mio zaino pesa sempre un accidente, ma il piccolo treppiedi non ingombra, lo infilo nella sua sacca e va accanto all'affusto del supertele di turno. La mia idea originale, di utilizzarlo come supporto in situazioni dove non posso montare un treppiedi normale, si è dimostrata corretta. Nei fatti il Leofoto LS-223CEX mi ha permesso un appoggio sicuro e regolabile sulle rocce di granito delle alpi occidentali.
L'insieme, fotocamera e telobiettivo, risulta decisamente stabile e ben gestibile, pur nei limiti di orientazione di beccheggio della culla che, non essendo una vera testa a sfera, sono piuttosto limitati. Si va a fine corsa molto facilmente, occorre un po' di pazienza, ma una volta trovato il giusto equilibrio si può fotografare.
E' un bell'aiuto in queste circostanze.

Qui sorregge l'800/6.3


Lo snodo gambe è robusto e consente di adattarsi alle più fetenti asperità e condizioni.

PN Gran Paradiso. Giovane Culbianco il LS-223CEX ha sorretto Nikon Z9 e Nikon 800/6.3 tra i graniti del Leviona.

In questa occasione il LS-223CEX mi ha aiutato a fare uno scatto difficile con il 400/2.8 TC. Era quasi notte.

PN Val Grande (VB),cinghiale in tenuta estiva. EXP: f/2.8 t=1/60s ISO12800 vuol dire quasi buio, un supporto solido è un grande aiuto.
Questo LS-223CEX in abbinamento al morsetto RH-0, cioè senza ricorrere necessariamente ad una testa, ha dimostrato di essere in grado di sostenere pesi non indifferenti. Il fatto di essere piccolissimo e leggero (meno di 700g) consente di infilarlo nello zaino, un buco si trova sempre, garantendo, alla bisogna, quel solido supporto per le riprese con tempi lunghi.



E' proprio la culla CEX che fa la differenza perché riduce pesi ed ingombri, certo occorre un piattello con rotazione orizzontale, ecco l'RH-0 a completare il quadro. Io trovo semplicemente geniale questa trovata, innovazione che mi sta cambiando la vita fotografica. Non ci sono più scuse per le foto in condizione di luce scarsa. Peraltro, il fatto di essere piccolo, basso, consente (ovvietà) riprese a rasoterra.


Ovviamente il Leofoto LS-223CEX è sempre un treppiede utilizzabile anche per riprese generiche. Abbinato ad una buona testa a sfera di dimensioni opportune, come la Leofoto LH-30, si comporta come un mini "Gitzo". Resta inteso che è con l'accoppiata RH-0 che l'arnese fa la differenza. Certamente occorre compensare il fatto che sia così corto corto, ma una balaustra, un muretto, un qualche rialzo si trova quasi sempre ed allora, grazie di esistere.

Ah diamine, dimenticavo una cosa importante.
Da quando cell'ho, è lui il titolare di tutti i miei self portrait che pubblico qui e sul mio blog
Quindi, consigliatissimo
Un saluto e buone foto
C'era una volta un fotografo naturalista norvegese di nome Bjorn Rorslett che, all'alba dell'era digitale Nikon, compilò una soggettivissima lista di obiettivi Nikkor mettendo per ognuno un suo giudizio di sintesi con un commento a supporto.
Ricordo di averla studiata a memoria, tanto la trovai illuminante - sebbene non sempre condivisibile - riportando obiettivi che io all'epoca non avevo mai sentito nominare.
So che fine ha fatto lui ma non credo abbia più aggiornato il suo vecchio sito che non visito forse da 15 anni.
Però l'utilità di quella tabella a livello orientativo credo che sia rimasta.
Per questo ritengo che una guida del genere sia importante in un sito che si vanta di essere il riferimento nikonista nella lingua di Dante.
Ed eccola qui, con qualche avvertenza.
Anche i miei giudizi sono personali e soggettivi, per forza di cose sintetici. Per approfondimenti si dovrà andare alla sezione Articoli pertinente e leggere i nostri test.
Oppure i vostri riveriti e graditi commenti con cui vorrete integrare ed emendare questo che resta e vuole essere solo un umile compendio di pronta lettura.
Intanto la lista di tutti gli obiettivi Nikon Nikkor Z per data di annuncio ufficiale e prezzo di listino attuale.
Il prezzo di listino per Nikonland non è mai una variabile fondamentale, perché se un tale strumento fotografico è quello che ci serve, si tratterà di rompere il salvadanaio per acquistarlo ma il prezzo non dovrebbe far cambiare rotta per poi magari pentirsene (comprare il Tamron 16-30/2.8 al posto del Nikkor Z 14-24/2.8, nonostante il risparmio, potrebbe non assolvere alle nostre necessità). Ma certo, il prezzo di un oggetto lo colloca di diritto nella sua specifica classe.
Obiettivi Nikkor Z Full-Frame (FX)
Modello
Data annuncio ufficiale
Prezzo listino attuale
Nikkor Z 20 mm f/1.8 S
12 febbraio 2020
1.319
E' un bell'obiettivo, sicuramente il miglior 20mm mai prodotto da Nikon in tutta la sua storia
CONSIGLIATO ma decisamente costoso
Nikkor Z 24 mm f/1.8 S
28 agosto 2019
1.279
Anche questo è un bell'obiettivo, forse un pò "schiacciato" dal 20/1.8 S
CONSIGLIATO ma anche questo decisamente costoso
Nikkor Z 26 mm f/2.8
7 febbraio 2023
599
Tentativo di pancake premium da parte di Nikon da abbinare a macchine compatte come la Z30 o la Zf.
Macchinoso, soluzioni strane, non ha qualità peculiari che lo facciano ammirare.
deve proprio piacere per possederlo ...
Nikkor Z 28 mm f/2.8
29 giugno 2021
299
Tutta plastica, qualità ottiche mediocri per non dire scarse.
A 300 euro non è raccomandabile ma nemmeno a meno ...
Decisamente non sembra nemmeno un Nikkor
Nikkor Z 28 mm f/2.8 SE
29 giugno 2021
359
Vale quanto scritto per la versione standard. Questa è una pessima imitazione di un AIs. Vale solo "per bellezza"
Buono solo per le foto di rito con Zfc o Zf
Nikkor Z 35 mm f/1.2 S
5 gennaio 2023
3.290
Questo è un obiettivo magico. Di diritto uno dei migliori Nikkor di sempre
ECCEZIONALE
Nikkor Z 35 mm f/1.4
26 giugno 2024
749
A differenza del precedente 35/1.8S questo è più artistico sebbene non abbia caratteristiche ottiche di eccellenza. Noi lo abbiamo preferito all'altro
CONSIGLIATO ma non a 749 euro
Nikkor Z 35 mm f/1.8 S
23 agosto 2018
1.029
Obiettivo mediocre, il meno interessante e il meno amabile dei primi Nikkor S del 2018. Noi gli preferiamo la versione successiva anche se meno raffinata otticamente.
SCONSIGLIATO è un obiettivo mediocre
Nikkor Z 40 mm f/2
14 settembre 2021
299
Valgono le considerazioni fatte per il gemello 28/2.8.
Questo obiettivo nasceva f/2.8 ma poi il marketing lo ha voluto fare f/2. Ad f/2 ha caratteristiche impressionistiche, bisogna chiudere perchè renda decentemente.
E' tutto in plastica.
Decisamente non sembra nemmeno un Nikkor
Nikkor Z 40 mm f/2 SE
14 settembre 2021
359
Versione simil AIS, sempre in plastica e con la finta ghiera del diaframma. Buono solo per bellezza.
Buono solo per le foto di rito con Zfc o Zf
Nikkor Z 50 mm f/1.2 S
4 settembre 2020
2.649
Quando è uscito ha fatto sensazione. E' un eccellente obiettivo pur se enorme e molto costoso.
Ma poi sono usciti 85/1.2 e 35/1.2 ...
ECCELLENTE
Nikkor Z 50 mm f/1.4
31 agosto 2023
579
Stessa operazione già descritta con il 35/1.4
Rispetto al 50/1.8 questo è un obiettivo più artistico, meno clinico e radiografante. Da usare con la Zf per foto in bianco e nero
CONSIGLIATO
Nikkor Z 50 mm f/1.8 S
23 agosto 2018
739
Bello ma clinico. Fa radiografie più che foto. Alla lunga annoia.
Oggi ci sono alternative equivalenti da marchi cinesi
Nikkor Z MC 50 mm f/2.8
2 giugno 2021
779
Ok è l'unico micro Nikon di focale intorno al normale.
Ok fa ottime foto.
Ok è compatto.
Ma costa un botto in relazione a tutto e il suo meccanismo di messa a fuoco è degno di Archimede Pitagorico di Paperopoli
CONSIGLIATO ma non a quel prezzo
Nikkor Z 58 mm f/0.95 S Noct
10 ottobre 2018
9.390
Un miracolo ottico in un involucro fatto di pasta frolla.
Se lo maneggiate state attenti che ogni urto ne danneggerà la carrozzeria.
Ma usarlo è una esperienza mistica, come un viaggio sull'isola che non c'è
NON CI SONO AGGETTIVI SUFFICIENTI A QUALIFICARLO UNA VOLTA CHE LO SI PROVA DA DIPENDENZA
Nikkor Z 85 mm f/1.2 S
5 gennaio 2023
3.399
Obiettivo sensazionale, è un piacere utilizzarlo.
MAGICO !
Nikkor Z 85 mm f/1.8 S
31 luglio 2019
969
Clinico come tutti gli f/1.8S però è un buon obiettivo
Oggi ci sono alternative equivalenti da marchi cinesi
Nikkor Z MC 105 mm f/2.8 VR S
2 giugno 2021
1.229
Ottimo e, caso unico negli obiettivi Nikkor Z, prezzato il giusto
CONSIGLIATISSIMO non solo per la macro
Nikkor Z 135 mm f/1.8 S Plena
20 settembre 2023
2.999
Un obiettivo cinematografico prestato alla fotografia.
Speriamo non resti un caso isolato. E' uno di quegli obiettivi per cui si sceglie un marchio al posto di un altro.
ECCEZIONALE TRA i MIGLIORI NIKKOR DI SEMPRE
Nikkor Z 400 mm f/2.8 TC VR S
19 gennaio 2022
15.449
Non saprei dire se sia meglio del precedente 400/2.8 VR II ma conferma il livello qualitativo Nikon in questo speciale settore che condivide solo con Canon e con Sony.
L'aggiunta del teleconverter integrato (che è meglio di quelli separati) lo rende duttile e insostituibile
ECCEZIONALE ma costa come una 500 Hybrid
Nikkor Z 400 mm f/4.5 VR S
29 giugno 2022
3.789
Un'ottima trovata perché sostituisce il 300/4 PF con incorporato un teleconverter. Però lo pensavo meglio a tutta apertura. Mi sono ricreduto e l'ho venduto, disponendo di altre alternative sui 400mm.
Costa quasi il doppio del 300/4 PF quando è uscito. Non saprei dire se la cifra sia giustificata viste le qualità complessive. Deve piacere la focale, il formato, la resa. Però è compatto e leggerissimo.
Nikkor Z 600 mm f/4 TC VR S
2 novembre 2022
17.599
Valgono le identiche considerazioni fatte per il 400/2.8 TC. Questo arriva ad oltre 800mm, sostituendo di fatto la necessità di un 800/5.6 che a suo tempo costava ben più di questa bestia feroce.
ECCEZIONALE ma costa come una 500 Hybrid
Nikkor Z 600 mm f/6.3 VR S PF
11 ottobre 2023
5.799
E' un obiettivo da ritratto su una focale lunghissima.
Pesa come un 70-200/2.8 e rende tantissimo. Ci si dimentica subito che è un Phase Fresnel, anche nello sfuocato.
ECCEZIONALE ma molto costoso
Nikkor Z 800 mm f/6.3 VR S PF
6 aprile 2022
7.490
Unico in tutto. Tutto sommato anche conveniente nel prezzo rispetto al 600/6.3. Io l'ho venduto perché per quella focale i miei soggetti intanto sono diventati inaccessibili
CONSIGLIATO ma è una focale molto complicata
Nikkor Z 14–24 mm f/2.8 S
16 settembre 2020
2.819
Anni luce meglio del precedente per Nikon F. E' anche il più conveniente dei tre zoom f/2.8 di classe S sul piano del valore per il denaro.
ECCEZIONALE. Consigliato se interessano queste focali. Compatto, leggero, performante. Senza rivali.
Nikkor Z 14–30 mm f/4 S
8 gennaio 2019
1.589
Deve piacere perché ci sono compromessi ottici che possono emergere. E non viene venduto a prezzo da amico ...
CONSIGLIATO
Nikkor Z 17–28 mm f/2.8
20 settembre 2022
1.376
E' un Tamron fondo di magazzino mascherato da Nikkor Z
Alla larga. Oggi c'è la versione G2 per Nikon Z del 16-30/2.8 Tamron originale che vale di più e costa 400 euro meno.
Nikkor Z 24–50 mm f/4–6.3
21 luglio 2020
509
Non sarebbe nemmeno male otticamente ma ha un range focale sostanzialmente inutile ed è sempre di apertura massima limitata già da 28mm
SCONSIGLIATO, al limite, meglio il nuovo 24-105/4-7.1
Nikkor Z 24–70 mm f/2.8 S
14 febbraio 2019
2.699
Bello ma oggi è ingiustificato chiedere questo prezzo per un normale zoom transtandard. E' stato sostituito dalla versione II che lo surclassa in tutto.
SCONSIGLIATO
Nikkor Z 24–70 mm f/2.8 S II
21 agosto 2025
2.969
Inaugura i motori lineari anche negli obiettivi "per noi altri" (prima limitati ai soli 400/2.8 e 600/4 TC). E' il migliore della classe tra tutti i 24-70 del mondo. Ma siamo sicuri di voler spendere 3000 per uno zoom del genere ?
Oggi l'ultima frontiera sono gli zoom f/2 prodotti da Canon e da Sony e prima o poi anche Nikon ...
SE PROPRIO VI SERVE UN 24-70/2.8 questo è il migliore sul mercato
Nikkor Z 24–70 mm f/4 S
23 agosto 2018
1.229
Obiettivo onesto e di uso universale, dato in kit con le prime Nikon Z, da solo è venduto ad un prezzo da rapina.
Solo ad un prezzo da affarone
Nikkor Z 24–105 mm f/4–7.1
6 gennaio 2026
599
Obiettivo da kit di massa, costruito in massa da Tamron per Nikon
Solo se regalato in kit col corpo macchina
Nikkor Z 24–120 mm f/4 S
28 ottobre 2021
1.329
Eccellente per l'equilibrio di prestazioni, tutto sommato proposto ad un prezzo umano, viste le continue campagne di sconto. Io lo preferisco al 24-70/2.8.
E' l'unico zoom che non dovrebbe mancare nella borsa di ogni Nikon Zetista
Nikkor Z 24–200 mm f/4–6.3 VR
12 febbraio 2020
1.049
Non ci avrei mai creduto ma a me è piaciuto. Rispetto al 28-200 F è un altro pianeta : ci si possono fare anche belle foto. Io l'ho sostituito con il 28-400 perché mi piace esagerare
Da comprare al miglior prezzo
Nikkor Z 28–75 mm f/2.8
14 dicembre 2021
1.079
E' un Tamron travestito da Nikkor, fatto con pezzi avanzati della precedente generazione.
Alla larga. Il nuovo Tamron 28-75/2.8 G2 è meglio in tutto e costa anche 300 euro meno
Nikkor Z 28–135 mm f/4 PZ
13 febbraio 2025
2.849
E' un obiettivo video motorizzato. Enorme, pesante, molto costoso.
E' un obiettivo da video, da usare su una slitta capace e con una Zr. Impossibile da usare a mano, è grosso e pesante. Per tutto il resto c'è l'eccellente Nikkor z 24-120/4 S
Nikkor Z 28–400 mm f/4–8 VR
27 marzo 2024
1.589
Da non credere. Anche se è già f/5.6 a 50mm ed io lo considero in fondo un diaframma fisso f/8, con il sole e all'aperto fa corredo e ci si può fare di tutto : dallo sport ai safari
Prestazioni mediocri e prezzo elevato che sconta l'eccezionalità delle sue caratteristiche.
Io ce l'ho, lo uso e ne sono soddisfatto.
Consigliarlo è una questione personale
Ognuno sceglierà per se.
Nikkor Z 70–180 mm f/2.8
21 giugno 2023
1.279
Obiettivo di prestazioni mediocri che paga la sua compattezza. E' un Tamron ricarrozzato da Nikon, oggi sostituito dal modello "originale" successivo
Alla larga. Il nuovo Tamron 70-180/2.8 G2 è meglio in tutto e costa anche 200 euro meno
Nikkor Z 70–200 mm f/2.8 VR S
7 gennaio 2020
3.029
Obiettivo eccezionale ma in predicato di essere sostituito dalla nuova versione dotata di motori lineari
Da comprare al miglior prezzo, meglio se usato.
Ma se il 70-200/2.8 è il vostro obiettivo meglio attendere l'imminente modello II che probabilmente lo surclasserà
Nikkor Z 70–200 mm f/2.8 VR S II
24 febbraio 2026
3.399
Obiettivo eccezionale tra le cose migliori fatte da Nikon in questo segmento. Pesa solo un chilo ma costa più di 1000 euro al chilo
Se il 70-200/2.8 è il vostro obiettivo questo è il modello da acquistare. Ma se per voi lo zoom 70-200/2.8 è solo un mulo di servizio, allora il Tamron 70-180/2.8 G2 basta ed avanza a meno di un terzo del prezzo
Nikkor Z 100–400 mm f/4.5–5.6 VR S
28 ottobre 2021
3.089
Obiettivo di prestazioni ottiche non straordinarie ma unico per capacità di ripresa, velocità, equilibrio dinamico. Ideale per gli sport dinamici
Consigliato ma a 5 anni dal lancio non a quel prezzo. Io ci ho fatto centinaia di migliaia di scatti e non lo sostituirò mai
Nikkor Z 180–600 mm f/5.6–6.3 VR
21 giugno 2023
2.299
Surclassa il precedente 200-500/5.6 in tutto tranne nella luminosità massima dove perde 1/3 di stop. Ma ovviamente come tutti i super-zoom del genere sottostà a qualche compromesso ottico alle focali superiori ai 400mm
Consigliato ma in campagna sconto o ricondizionato
Obiettivi Nikkor Z APS-C (DX)
Modello
Data annuncio ufficiale
Prezzo listino attuale
Nikkor Z DX 12–28 mm f/3.5–5.6 PZ VR
18 aprile 2023
439
Obiettivo mediocre e lento, pensato per i vlogger, qualunque cosa siano. E' pur vero che è l'unico superwide disponibile in formato DX
SE VI PIACE IL GENERE ... io nemmeno con le molle !
Nikkor Z DX 16–50 mm f/2.8 VR
16 ottobre 2025
929
Velleitario, non si capisce per quale macchina sia stato pensato. Non certo per la Z50 II o la Z30. Forse in futuro ci sarà una Z pensata per questo obiettivo ?
Per i soldi che chiedono la costruzione non è di livello adeguato, è un obiettivo economico travestito da principe.
Le qualità non mancano ma il prezzo è totalmente fuori-squadra. Da comprare, se serve, in outlet con un 40% di sconto.
Nikkor Z DX 16–50 mm f/3.5–6.3 VR
10 ottobre 2019
399
Una piccola gemma, sottovalutato ma ottimo per farci tutto.
Consigliatissimo ma in kit o a due soldi
Nikkor Z DX 16–50 mm f/3.5–6.3 VR SL (silver)
10 ottobre 2019
399
E' la versione silver del precedente, vendita abbinata alla Nikon Zfc (????)
Non scherziamo ...
Nikkor Z DX 18–140 mm f/3.5–6.3 VR
28 ottobre 2021
739
E' un buon obiettivo con un range di focali interessante.
L'upgrade ideale del 16-50 anche se mancano quei 2 mm di focale minima
CONSIGLIATO
Nikkor Z DX 24 mm f/1.7
1 giugno 2023
329
Obiettivo economico, costruito chissà dove, di prestazioni appena accettabili.
A metà del prezzo richiesto sarebbe comunque costoso
Nikkor Z DX MC 35 mm f/1.7
16 ottobre 2025
459
Obiettivo strano. Da provare se vi piace ma resta l'unico micro in formato DX. Comunque non è venduto a buon mercato.
Troppo costoso per quello che è ma si sconta il fatto che nessuno fa un micro in formato DX
Nikkor Z DX 50–250 mm f/4.5–6.3 VR
10 ottobre 2019
459
Obiettivo mediocre ma che in kittone con il 16-50 e una Z50 II fa corredo
Consigliato ma in kit col corpo macchina
Alcune considerazioni aggiuntive per chi non è troppo avvezzo alle cose di Nikon o magari si sta avvicinando a questo mondo solo adesso.
alcuni obiettivi Nikkor Z non sono Nikon. I tre 17-28/2.8, 28-75/2.8 e 70-180/2.8 sono dei Tamron di prima generazione riconvertiti in Nikkor Z
alcuni obiettivi Nikkor Z sono progettati da Nikon ma prodotti da Tamron per conto di Nikon nei suoi stabilimenti in Cina o in Vietnam
la gran parte degli obiettivi Nikkor Z è prodotta in Tailandia con i più alti standard giapponesi
solo pochi Nikkor Z sono prodotti in Giappone (il 400/2.8 e il 600/4, ad esempio)
il Nikkor Z 58/0.95 si può comprare solo su ordinazione e l'ordine va in Giappone. Anche le riparazioni saranno effettuate in Giappone e non nei service Nikon europei.
Bene, tanto vi dovevamo, speriamo che un compendio come questo possa essere utile a chi di deve orientare.
Ma alcune considerazioni possono balzare all'occhio di ciascuno di voi prendendo spunto per eventuali commenti.
Commenti cui ci piacerà rispondere, sempre tenendo conto, come da premessa, che i giudizi da noi espressi sono volutamente tranchant, che gli esami più approfonditi e circostanziati li trovate nelle Recensioni e negli Articoli, sezione Obiettivi Nikkor Z.


No, no, tranquilli, non sono arrivati i vampiri, la citazione del titolo di uno dei più originali film degli ultimi 20 anni è d'obbligo, non solo con riferimento alla longevità di questo sito che quest'anno svolterà il traguardo dei venti anni di esistenza, ma anche al significato ultimo di quello stesso film.
 
Solo gli amanti appassionati sopravvivono a tutto, anche alla noia o all'eccesso. Pure in fotografia.

 
Stiamo vivendo una fase di esagerata sbornia tecnologica con una offerta di macchine per produrre immagini (dagli smarphone alle camere medio formato) che ci permettono di produrre letteralmente miliardi di click ogni giorno.
Eppure la fotografia - sia sul piano meramente commerciale che creativo - pare in declino.
 
Per quanto le vendite di fotocamere scendono per quanto i produttori propongono nuovi strumenti. Tanto da tratteggiare un futuro con possibilità espressive ancora più sorprendenti di oggi.
 
Non faccio esempi specifici ma oggi possiamo trovare di tutto. Dal ritorno delle compatte usa e getta a pellicola (magari marchiate pure Kodak o Polaroid), alle Instax di Fujifilm con forte revival della pellicola, nuova o scaduta e dei pasticci relativi del mezzo formato analogico+digitale.
Per arrivare fino alle medio formato da 50.000 dollari, passando per ogni tipo di formato digitale super-35mm, 35mm, 44x33 etc.
Obiettivi che solo qualche anno fa erano inarrivabili.
Anche solo pescando sul mercato dell'usato recente si potrebbero fare corredi principeschi. E molti marchi, magari non Nikon e Canon, propongono valanghe di novità che è addirittura difficile annotare.
Delle luci Godox che hanno cambiato il modo di fotografare e filmale, ne vogliamo parlare ? Dei flash dal più piccolo al più potente.
E del video, oggi alla portata di tutti, anche del meno creativo.
Poi c'è il software, le possibilità offerte dall'AI. La capacità di pulire file scattati a 6400 o 12800 ISO che sembrano i 32 ISO di un tempo ...
Oramai si riesce a fare la postproduzione perfino al video in formato RAW.

Abbiamo stampanti, carte e inchiostri adatti ad ogni riproduzione delle nostre opere.
Le possibilità offerte dalla stampa digitale lasciano stupefatti sia in casa che presso i migliori service online, altro che camera oscura.
Ma chi vuole può pure stampare in proprio con i chimici, magari impregnando a pennello carta sensibilizzata ed esposta in megaformato per fare opere uniche ed irripetibili.
E poi ci sono i social media dove confrontarsi, incontrarsi, spiegarsi, trovare spunti e idee.
 
Eppure ...
 
... eppure pare che ai fotografi manchino sempre due centesimi per fare un euro.
 
Sembra che senza questa funzionalità o quell'obiettivo proprio non si possa fotografare.
Come se nei decenni passati, quando ci bastava una macchina e al più un paio di obiettivi, ci fossimo fatti fermare dalla mancanza di stabilizzatore a 5 assi o della sensibilità oltre l'umano verso gli ISO 4 milioni  ...
 
Guardi i vincitori dei concorsi fotografici. E il più delle opere presentate riproducono realtà irreali, fiabesche. Con il lato composit e postproduttivo che prevale. Tanto da avere impregnato anche il gusto delle giurie.
Manca naturalezza, c'è noia, routine, ripetitività, imitazione.
 
Come nel cinema. Una volta c'era la pellicola e si girava a manovella. Ma c'erano grandi attori, c'erano grandi copioni, c'erano grandi sceneggiatori, scrittori, registi.
Adesso si può girare in digitale con un attore che recita nel nulla che poi verrà ricreato in computer graphics.
Ci sono tanti effetti speciali ma per commuoverci abbiamo ancora bisogno di veder recitare, seduto su una panchina, il grande Sir Michael Caine, classe 1930, che Gianluigi Rondi ai bei tempi etichettò come "un uomo senza qualità". Oramai in un film di 10 anni fa, perché adesso si è giustamente ritirato avendo passato ampiamente i 90 anni.
Perché altrimenti è tutto un boom-boom squarciatimpani di pellicole che non ti lasciano niente.
 

Un vecchio, una ragazza, due hot-dog, una panchina. Mr Morgan's Last Love, con Sir Michael Caine. Niente effetti speciali.
 

Will Eugene Smith, A walk to the paradise garden, 1946
l'intima essenza della fotografia sussurrata, senza bisogno di grandi tecnologie, una delle più belle e sentite fotografie dell'intera storia della nostra arte visuale.
 

Ecco, volevo condividere con voi questo punto di vista, auspicando di leggere il vostro pensiero al riguardo, sull'eccesso di tecnologia, inversamente proporzionale alla voglia di fotografare che ravviso in molti dei fotografi che conosco e alla mancanza di idee fresche e naturali da realizzare.
 
Fotografia è passione, fotografare è un atto d'amore. Non importa da parte di chi e verso chi.
Bisogna amare per sempre perché l'oggetto amato sopravviva. Fosse anche la stessa ... propria passione per la fotografia.
 
Solo gli amanti vivono per sempre. Se Nikonland c'è ancora è soprattutto per questo. Il mio amore per la fotografia è lo stesso dei miei venti anni e lo stesso vale per Max che ce lo dimostra col suo stile sanguigno, tutti i giorni del calendario.

Ma dall'apporto di fotografie, di spunti artistici, di propositi personali, di proposte fotografiche che vedo su queste pagini non riuscirei a giurare che sia così per tutti gli iscritti o per i non iscritti.
Sempre alla ricerca dell'ultimo acquisto da fare al miglior prezzo. Non della prossima foto da fare ad ogni costo.
 

Le vostre argomentazioni al riguardo, quantomai benvenute, sarebbero ancora più significative se portassero con se, una prova del proprio amore per la fotografia praticata e non chiacchierata, sotto forma della vostra fotografia più significativa per voi, scattata da voi se non proprio nell'ultimo mese, almeno dopo il grande incendio di Londra del 1666 ...
Questa è l'intera linea di Nikon Z oggi a listino. Esistono anche residui dei modelli precedenti ma non ne terremo in considerazione.
Sconsigliamo l'acquisto di una Nikon Z con Expeed 6 (comprese Zfc e Z30) in questo momento, tranne che l'aspetto prezzo non sia l'agente principale dell'acquisto.
Se uno vuole una fotocamera da tenere per i prossimi anni, solo l'ultima generazione (Z9-Z8-Z6 III - Z5 II - Z50 II - Zf) può assicurare anni di divertimento.
Nel 2026 probabilmente usciranno nuovi modelli ma non tali da sconvolgere il panorama.
Ci aspettiamo invece promozioni e sconti, specie sui bundle con gli obiettivi.
Nikon - così come i concorrenti - ha bisogno di fatturare per mantenere invariato il margine messo a budget.
E il mercato è molto difficile.
Ci aspettiamo anche una certa carenza di novità per effetto della penuria di componentistica sul mercato. Memorie e processori sono aumentati di prezzo e sono difficili da reperire in quantità.
Alcuni programmi slitteranno nel tempo.
Dalla nostra indagine abbiamo tolto anche la Zr, non perché non sia interessante, ma perché non la consideriamo una fotocamera, pur essendo nei fatti una Z6 III ottimizzata per il video, ma più una videocamera che può fare anche (ottime) foto. Con un possibile acquirente diverso da quello delle altre Nikon Z.
E una volta tanto, dato che non "siamo soli nell'immensità del cielo", vogliamo dare anche uno sguardo alle offerte della concorrenza per le varie classi di macchine presenti nel listino Nikon.
Che al momento è completo, pur con qualche piccolo deficit che ci piace ricordare, essenzialmente nel segmento APS-C, dove il sensore vecchio e l'assenza di stabilizzatore nel corpo, oltre alla scelta di usare una batteria che riteniamo inadeguata alle necessità dell'Expeed 7 e ad un uso "serio", tendono a farci un pò sminuire, certo la Zfc e la Z30 (questa necessiterebbe di un refresh urgente) ma anche la Z50 II nei confronti della migliore concorrenza che vede in Canon e Fujifilm i principali attori in questo segmento.

Cominciamo con l'ammiraglia.
Pur presentata nel 2021 ma diventata "popolare" almeno nelle consegne non prima di inizio 2022, resta inossidabile.
Le sue caratteristiche la rendono ancora oggi la migliore scelta tra tutte le ammiraglie disponibili da tutti i marchi.
Ancora di più perché la Z9 del 2026 non è la Z9 del 2021. Le tante aggiunte a livello firmware (siamo alla versione 5.3 ma ci aspettiamo che arrivino almeno alla 6.00) l'hanno resa rotonda e matura.
E poi per il prezzo, già "conveniente" rispetto alle reflex dello stesso segmento e alle altre ammiraglie di Canon e Sony.
Infine per essere sostanzialmente esente da problemi meccanici o di surriscaldamento.
L'assenza di otturatore meccanico e la ferramenta "generosa" assicurano che il lavoro sarà sempre fatto per il meglio.
Sono tante oramai le Z9 in servizio da 4 anni con milioni di scatti all'attivo.
Per il fotoamatore che la conserva gelosamente per fare un paesaggio ogni tanto non significherà molto ma per il professionista è un vantaggio ulteriore.
Anche se ci aspettiamo nell'arco di 18-24 mesi l'avvicendamento con il modello successivo aggiornato, comprare oggi una Z9 significa comunque avere 5-10 anni davanti di utilizzo a reddito ininterrotto senza necessità di interventi.
Di fatto il passaggio in assistenza non si rende necessario se non per la tranquillità del proprietario (per la mia, passato il milione di scatti, hanno solo fatto controlli e pulizia !).
Tabella di Confronto Con la concorrenza
Caratteristica
Nikon Z9
Sony A1 II
Sony A9 III
Canon EOS R1
Canon EOS R3
Sensore
45.7 MP stacked BSI CMOS
50.1 MP stacked BSI CMOS
24.6 MP global shutter CMOS
24.1 MP stacked BSI CMOS
24.1 MP stacked BSI CMOS
Risoluzione Foto
8256 x 5504
8640 x 5760
6000 x 4000
6000 x 4000
6000 x 4000
Autofocus
493 punti PDAF, AI detection (persone, animali, uccelli, veicoli)
759 punti PDAF, AI real-time (miglior tracking)
759 punti PDAF, AI (eccellente per action)
1053 punti PDAF, AI action priority (sport specifici, eye control)
1053 punti PDAF, AI tracking (buono ma meno avanzato)
Burst (meccanico/elettronico)
No mech, 20 fps RAW / 120 fps (11MP)
30 fps RAW / 30 fps
120 fps RAW full res
12 fps mech / 40 fps elec RAW
12 fps mech / 30 fps elec
Stabilizzazione (IBIS)
Fino a 6 stop
Fino a 8.5 stop
Fino a 8 stop
Fino a 8.5 stop
Fino a 8 stop
Video Max
8K 60p RAW interna, 4K 120p
8K 30p, 4K 120p (16-bit ext)
4K 120p full, no rolling shutter
8K 60p RAW, 4K 120p
6K 60p RAW, 4K 120p
EVF
3.69M punti, 0.8x, 120Hz
9.44M punti, 0.9x, 240Hz
9.44M punti, 0.9x, 240Hz
5.76M punti, 0.76x, 120Hz
5.76M punti, 0.76x, 120Hz
Schermo
3.2" 4-axis tilting, touch, 2.1M punti
3" articulating, touch, 1.44M punti
3.2" articulating, touch, 2.1M punti
3.2" articulating, touch, 2.1M punti
3.2" articulating, touch, 4.15M punti
Build e Peso
Magnesio, weather-sealed, 1340g
Magnesio, weather-sealed, 737g
Magnesio, weather-sealed, 701g
Magnesio, weather-sealed, 1115g
Magnesio, weather-sealed, 1015g
Batteria (scatti)
740 (CIPA)
520 (CIPA)
530 (CIPA)
640 (LCD)
860 (LCD)
Prezzo Indicativo (body, 2026)
~4.500 €
~6.500 €
~4.500 €
~6.300 €
~4.000 € (usato/older)
Ecosistema Lenti
Nikon Z (ampia, adattatori F)
Sony E (più vasta, terze parti)
Sony E (vasto per sport)
Canon RF (eccellente ma costosa)
Canon RF (ampia)
Analisi Approfondita per Categoria
1. Sensore e Qualità Immagine
Nikon Z9: 45.7 MP stacked con DR eccellente (circa 14 stop) e basso rumore (ISO 64-25.600). Ideale per stampe grandi e cropping, colori naturali Nikon.
Sony A1 II: 50.1 MP stacked (aggiornato dall'A1), DR alto con shadow recovery top. Risoluzione superiore per dettagli estremi, ma file pesanti.
Sony A9 III: 24.6 MP global shutter, DR ridotto (circa 12 stop) e noise più alto per il design, ma zero distorsione in action.
Canon EOS R1: 24.1 MP stacked, DR buono ma con noise reduction aggressivo che limita cropping. Colori vividi, ideale per stampa media.
Canon EOS R3: DR simile all'R1 ma tecnologia più vecchia – noise visibile ad alti ISO.
Vincitore: Sony A1 II per risoluzione/DR; Z9 per bilanciamento pro.
2. Autofocus e Performance
Nikon Z9: AF affidabile con tracking 3D AI, eccellente per wildlife/sport. Burst 20 fps RAW illimitato, pre-capture.
Sony A1 II: AF leader con real-time AI, lock-on istantaneo in low-light. 30 fps RAW, buffer profondo.
Sony A9 III: AF top, 120 fps full res senza blackout grazie al global shutter – ideale per action estrema.
Canon EOS R1: Tracking AI avanzato con action priority e eye control AF unico. 40 fps elec, pre-release.
Canon EOS R3: AF solido ma meno AI rispetto all'R1; 30 fps elec.
Vincitore: Sony A9 III per burst puro; A1 II/R1 per AF versatile.
3. Stabilizzazione e Ergonomia
Nikon Z9: IBIS fino a 6 stop, corpo robusto e pesante con grip eccellente per uso pro prolungato. No shutter meccanico.
Sony A1 II: IBIS 8.5 stop, più compatto ma menu complessi.
Sony A9 III: IBIS 8 stop, leggero e silenzioso (global shutter).
Canon EOS R1: IBIS leader 8.5 stop, corpo bilanciato ma più leggero del Z9.
Canon EOS R3: IBIS 8 stop, ergonomia simile all'R1 ma più datata.
Vincitore: Canon R1/Sony per IBIS; Z9 per robustezza outdoor.
4. Video Capabilities
Nikon Z9: 8K 60p RAW interna (fino a 2.5 ore 8K 30p), 4K 120p, no overheating.
Sony A1 II: 8K 30p, 4K 120p con 16-bit ext, versatile ma cropped in high res.
Sony A9 III: 4K 120p full-frame senza rolling shutter, ideale per action video.
Canon EOS R1: 8K 60p RAW, 4K 120p, illimitato con cooling.
Canon EOS R3: 6K 60p RAW, 4K 120p, buono ma meno 8K rispetto all'R1.
Vincitore: Z9/R1 per 8K pro; A9 III per no distorsione.
5. Ecosistema e Prezzo
Nikon Z9: Lenti Z ampie e accessibili, valore eccellente ~5.500 €.
Sony A1 II: Ecosistema vasto (terze parti economiche), ma prezzo premium ~6.500 €.
Sony A9 III: Stesso ecosistema, valore buono ~4.500 € per sport.
Canon EOS R1: RF costose, ~6.300 €.
Canon EOS R3: RF ampia, più economico ~4.000 € come opzione usata.
Vincitore: Sony per lenti; Z9/A9 III per valore.
Pro e Contro Generali
Nikon Z9: Pro: Ibrida perfetta (foto/video), robusta, valore top. Contro: Più pesante, IBIS inferiore. Ideale se già in Nikon per wildlife/sport.
Sony A1 II: Pro: Versatile (alta res + speed), EVF top. Contro: Costosa, video meno 8K 60p.
Sony A9 III: Pro: Burst estremo, global shutter silenzioso. Contro: DR/noise tradeoffs, no 8K.
Canon EOS R1: Pro: AF innovativo, leggera. Contro: Bassa res per cropping, prezzo alto.
Canon EOS R3: Pro: Affidabile, batteria top. Contro: Più vecchia, video 6K limitato.



La Nikon Z8 vorrebbe essere la Z9 in tazza piccola.
E in effetti ci riesce, fintanto che le temperature dell'aria sono come in questo gennaio.
Ma in estate le cose possono essere diverse e in situazioni impegnative la macchina tende a surriscaldarsi (molto).
Difetto di progettazione o limiti del sistema ?
Secondo noi la piattaforma Z9 è stata pensata per quella ferramenta, quel corpo, quella batteria.
Ma per il resto la Z8 non perde un colpo e lo fa ad un prezzo competitivo.
Non la consiglieremmo al professionista estremo che vuole avere la massima confidenza nel suo mezzo (quello avrà 2 o 3 Z9 a disposizione, magari una Z8 come muletto) ma per tutti quelli che vogliono una macchina completa e prestazionale con una disposizione dei comandi di tipo PROFESSIONALE:
Tabella di Confronto con la concorrenza
Caratteristica
Nikon Z8
Canon EOS R5 Mark II
Sony A7R V
Panasonic Lumix S1R II
Sensore
45.7 MP stacked BSI CMOS
45 MP stacked BSI CMOS
61 MP BSI CMOS
44.3 MP BSI CMOS
Risoluzione Foto
8256 x 5504
8192 x 5464
9504 x 6336
8368 x 5584
Autofocus
493 punti PDAF, AI detection (persone, animali, uccelli, veicoli)
1053 punti PDAF, AI action priority (sport specifici)
759 punti PDAF, AI real-time (eccellente tracking)
779 punti Phase Hybrid AF, AI detection (umani, animali)
Burst (meccanico/elettronico)
20 fps RAW / 120 fps (11MP)
12 fps mech / 30 fps elec RAW
10 fps mech/elec
9 fps mech / 40 fps elec
Stabilizzazione (IBIS)
Fino a 5.5-6 stop
Fino a 8.5 stop
Fino a 8 stop
Fino a 8 stop
Video Max
8K 60p RAW interna, 4K 120p
8K 60p RAW, 4K 120p
8K 25p (cropped), 4K 60p (cropped)
8K 30p, 5.9K 60p, 4K 120p
EVF
3.69M punti, 0.8x, 120Hz
5.76M punti, 0.76x, 120Hz
9.44M punti, 0.9x, 240Hz
5.76M punti, 0.78x, 120Hz
Schermo
3.2" 4-axis tilting, touch, 2.1M punti
3.2" articulating, touch, 2.1M punti
3.2" articulating, touch, 2.1M punti
3.2" free-angle, touch, 1.84M punti
Build e Peso
Magnesio, weather-sealed, 910g
Magnesio, weather-sealed, 670g
Magnesio, weather-sealed, 723g
Magnesio, weather-sealed, 795g
Batteria (scatti)
340-740 (CIPA/LCD)
640 (LCD)
530 (CIPA)
470 (CIPA)
Prezzo Indicativo (body, 2026)
~3.500 €
~4.300 €
~3.900 €
~3.300 €
Ecosistema Lenti
Nikon Z (ampia, adattatori F)
Canon RF (eccellente ma costosa)
Sony E (più vasta, terze parti)
L-Mount (Sigma, Leica – versatile)
Analisi Approfondita per Categoria
1. Sensore e Qualità Immagine
Nikon Z8: 45.7 MP stacked con DR eccellente (14 stop) e basso rumore (ISO 64-25.600). Pixel shift fino a 180 MP. Buona per stampe grandi.
Canon EOS R5 Mark II: 45 MP stacked, DR simile con AI upscaling fino a 179 MP. Colori vividi, buono in low-light.
Sony A7R V: 61 MP BSI, DR alto (14-15 stop), shadow recovery top. Risoluzione superiore per cropping e stampe enormi, ma file pesanti.
Panasonic Lumix S1R II: 44.3 MP BSI, DR eccellente (fino a 15 stop), high-res handheld fino a 177 MP. Buona per paesaggi.
Vincitore: Sony per risoluzione; Panasonic per DR shadows. Z8 equilibrata.
2. Autofocus e Performance
Nikon Z8: AF affidabile con tracking 3D, buono per wildlife/sport. Burst 20 fps RAW, pre-capture.
Canon EOS R5 Mark II: Miglior tracking AI (action priority), 30 fps RAW lossy, eye control AF.
Sony A7R V: AF top con AI, lock-on eccellente in low-light/action. Burst limitato a 10 fps.
Panasonic Lumix S1R II: 779 punti, buono ma meno sticky in tracking rapido rispetto agli altri.
Vincitore: Sony o Canon per AF; Z8 per burst speed.
3. Stabilizzazione e Ergonomia
Nikon Z8: IBIS 5.5-6 stop, corpo robusto con grip profondo. No shutter meccanico (no blackout).
Canon EOS R5 Mark II: IBIS leader 8.5 stop, corpo leggero.
Sony A7R V: IBIS 8 stop, EVF superiore, più compatto ma menu complessi.
Panasonic Lumix S1R II: IBIS 8 stop, solida e compatta.
Vincitore: Canon/Sony per IBIS; Z8 per ergonomia (più grande, ma comoda per mani grandi).
4. Video Capabilities
Nikon Z8: 8K 60p RAW interna (N-RAW/ProRes), 4K 120p, no overheating (fino a 125 min).
Canon EOS R5 Mark II: 8K 60p RAW, 4K 120p, illimitato.
Sony A7R V: 8K 25p cropped, 4K 60p cropped. Rolling shutter evidente, meno ibrida.
Panasonic Lumix S1R II: 8K 30p, 5.9K 60p, 4K 120p, ProRes RAW interna. Open Gate eccellente per grading.
Vincitore: Z8/Canon per 8K flessibile; Panasonic per color science.
5. Ecosistema e Prezzo
Nikon Z8: Lenti Z ampie e accessibili, valore top ~3.500 €.
Canon EOS R5 Mark II: RF premium, costose.
Sony A7R V: Ecosistema vasto (Tamron, Sigma economici), ~3.900 €.
Panasonic Lumix S1R II: L-Mount condiviso, ottimo valore ~3.300 €.
Vincitore: Sony per lenti; Panasonic/Z8 per valore.
Pro e Contro Generali
Nikon Z8: Pro: Burst/video top, handling solida, ibrida. Contro: IBIS inferiore, più pesante. Eccellente se già in Nikon.
Canon EOS R5 Mark II: Pro: AF innovativo, IBIS eccellente. Contro: Prezzo premium.
Sony A7R V: Pro: Risoluzione max, EVF/AF top. Contro: Video debole, burst limitato – più per stills puri.
Panasonic Lumix S1R II: Pro: DR/video superiori, leggera. Contro: AF meno per action.
Ricordiamo che anche la Z8 non ha l'otturatore meccanico e che questo autorizza a fare milioni di scatti senza timori.



La Nikon Z6 III è la terza generazione della macchina di fascia media, ideale per tutto e dal giusto prezzo.
L'erede ideale di Nikon D700, D750, Nikon F90 etc.
Può fare tutto con piccole limitazioni.
Il suo segreto è il sensore parzialmente sovrapposto che autorizza l'uso in otturatore elettronico per la maggior parte degli scatti e fino ad 1/60'' di syncro-flash, con vantaggi per la conservazione dell'otturatore meccanico che può entrare in gioco quando rolling-shutter e banding sono in agguato.
E' uscita ad un prezzo salato ma l'ultima campagna di sconti l'ha rimessa al suo posto.
Se la gioca con la concorrenza più agguerrita ma è una macchina competente e sincera.
Buona per chiunque.
Confronto con la concorrenza
Caratteristica
Nikon Z6 III
Canon EOS R6 Mark III
Sony a7 V
Panasonic Lumix S1 II
Sensore
24.5 MP BSI CMOS parzialmente stacked
33 MP CMOS stacked
33 MP BSI CMOS
24 MP CMOS parzialmente stacked
Risoluzione Foto
6048 x 4024
Più alta (circa 33 MP)
7008 x 4672
6000 x 4000
Autofocus
493 punti, AI subject detection (persone, animali, veicoli)
1053 punti, AI deep learning (miglior tracking)
759 punti, Real-time AI (eccellente per ritratti)
779 punti PDAF, AI per umani/animali (buono ma meno consistente)
Burst (meccanico/elettronico)
14 fps / 120 fps (con limiti)
12 fps / 40 fps
10 fps / 30 fps
9 fps / 30 fps
Stabilizzazione (IBIS)
Fino a 8 stop
Fino a 8 stop
Fino a 5.5 stop (meno efficace)
Fino a 8 stop (la migliore per low-light)
Video Max
6K RAW 60p (interna)
6K 60p (no RAW interna)
4K 120p, 8K 30p (cropped)
6K RAW 30p (eccellente per color grading)
EVF
5.76M punti, 120Hz
5.76M punti, 120Hz
9.44M punti (migliore risoluzione)
5.76M punti, 120Hz
Schermo
3.2" articolato, touch
3" articolato, touch
3.2" articolato, touch
3" articolato, touch
Build e Peso
Magnesio, weather-sealed, 750g
Policarbonato/magnesio, 670g
Magnesio, 723g
Magnesio, weather-sealed, 740g
Batteria (scatti)
Circa 360 (CIPA)
Circa 580
Circa 520
Circa 470
Prezzo Indicativo (body, 2026)
~2.100 €
~2.300 €
~2.500 €
~2.000 € (ottimo valore)
Ecosistema Lenti
Nikon Z (buona selezione, adattatori F-mount)
Canon RF (costose ma eccellenti)
Sony E (più vasta, terze parti economiche)
L-Mount (Sigma, Leica, Panasonic – versatile)
Analisi Approfondita per Categoria
1. Sensore e Qualità Immagine
Nikon Z6 III: Il sensore parzialmente stacked da 24.5 MP offre un ottimo dynamic range (circa 14 stop) e bassa rumorosità ad alti ISO (fino a 51.200 nativo). È eccellente per foto in condizioni miste, con colori naturali e fedeli, tipici di Nikon. Meno risoluzione rispetto a Sony/Canon, ma ideale per chi non cropped pesantemente.
Canon EOS R6 Mark III: 33 MP stacked per maggiore dettaglio e cropping. Buona DR, ma in low-light è leggermente dietro Nikon/Panasonic per noise. Colori vividi, perfetti per ritratti e eventi.
Sony a7 V: 33 MP con ottimo shadow recovery, ma highlight recovery inferiore a Panasonic. Alta risoluzione utile per stampe grandi, ma file più pesanti (RAW lossless compressi aiutano).
Panasonic Lumix S1 II: 24 MP stacked, con la migliore highlight recovery e DR overall (fino a 15 stop). Ideale per paesaggi e video, ma dettaglio leggermente inferiore in 4K/6K rispetto a Canon.
Vincitore: Dipende – Nikon/Panasonic per ibrido foto/video, Sony/Canon per risoluzione pura.
2. Autofocus e Performance
Nikon Z6 III: AF migliorato con AI per subject detection (occhi, volti, animali). Affidabile per sport e wildlife, ma meno "sticky" di Sony in scenari complessi. Burst fino a 120 fps elettronico (con rolling shutter minimo grazie allo stacked sensor).
Canon EOS R6 Mark III: Eccellente tracking AI, il migliore per action e ritratti dinamici. 40 fps elettronico, con pre-shot buffer.
Sony a7 V: AF real-time top di gamma, lock-on istantaneo su soggetti. Meno burst (30 fps), ma consistente in low-light.
Panasonic Lumix S1 II: Buono PDAF con AI, ma meno affidabile in tracking rapido rispetto agli altri (migliorato dal S5 II, ma ancora dietro).
Vincitore: Sony o Canon per AF critico; Nikon è un ottimo compromesso.
3. Stabilizzazione e Ergonomia
Nikon Z6 III: IBIS fino a 8 stop, ergonomia eccellente (grip profondo, pulsanti intuitivi). Weather-sealed per uso outdoor.
Canon EOS R6 Mark III: IBIS solida (8 stop), ma corpo più compatto – meno comodo per mani grandi.
Sony a7 V: IBIS più debole (5.5 stop), ma EVF superiore per composizione precisa. Ergonomia migliorata, ma menu complessi.
Panasonic Lumix S1 II: IBIS leader (8 stop+), perfetta per handheld low-light. Corpo robusto, ma pesante.
Vincitore: Panasonic per IBIS; Nikon per ergonomia generale.
4. Video Capabilities
Nikon Z6 III: 6K RAW interna a 60p, N-Log, no overheating. Eccellente per creator ibridi.
Canon EOS R6 Mark III: 6K 60p, C-Log3, ma no RAW interna standard. Buona per video, ma burst limitati con terze parti.
Sony a7 V: 4K 120p full-frame, 8K cropped. 10-bit, S-Log3, ma cropped in high-frame.
Panasonic Lumix S1 II: 6K RAW 30p, V-Log, open gate. Miglior color science per grading, no limiti overheating.
Vincitore: Nikon/Panasonic per video pro; Sony per slow-motion.
5. Ecosistema e Prezzo
Nikon Z6 III: Lenti Z in crescita, adattatori per F-mount. Buon valore, specialmente bundle.
Canon EOS R6 Mark III: RF costose, ma qualità top. Prezzo premium.
Sony a7 V: Ecosistema più vasto (Tamron, Sigma economici). Ideale per switcher.
Panasonic Lumix S1 II: L-Mount condiviso, lenti economiche. Miglior rapporto qualità-prezzo (~600 € meno di Sony).
Vincitore: Sony per lenti; Panasonic per valore.
Pro e Contro Generali
Nikon Z6 III: Pro: Bilanciata, colori Nikon, video RAW. Contro: Meno risoluzione, batteria media. Ideale se già in ecosistema Nikon.
Canon EOS R6 Mark III: Pro: AF top, user-friendly. Contro: Lenti care, DR leggermente inferiore.
Sony a7 V: Pro: Risoluzione alta, AF eccellente. Contro: IBIS debole, menu datati.
Panasonic Lumix S1 II: Pro: IBIS e DR superiori, valore. Contro: AF meno affidabile per action.




La Nikon Z5 II è una gemma sottovalutata.
Dpreview in questi giorni l'ha insignita del titolo di miglior prodotto del 2025.
Perché ? Perchè anche se ci sono macchine superiori sul mercato, al suo prezzo, la Z5 II offre tutto quello che serve per fotografare e filmare al 90% dei fotografi.
Per tutto il resto ci sono i modelli superiori (per quel 10% di incontentabili ...).
Purtroppo soffre di una tara : le limitazioni della prima serie che hanno generato una cattiva fama.
Ma sono solo dicerie. Noi consiglieremmo a chiunque non abbia superiori esigenze specifiche di "contentarsi" di questa macchina e spendere tutto il resto in ottimi obiettivi.
Tabella di Confronto con la concorrenza
Caratteristica
Nikon Z5 II
Canon EOS R8
Sony a7C II
Panasonic Lumix S5 II
Sensore
24.5 MP BSI CMOS
24.2 MP CMOS
33 MP BSI CMOS
24.2 MP CMOS con PDAF
Risoluzione Foto
6048 x 4032
6000 x 4000
7008 x 4672
6000 x 4000
Autofocus
273-299 punti, AI subject detection (persone, animali)
1053 punti, Dual Pixel AF II (eccellente tracking)
759 punti, Real-time AI (top per ritratti)
779 punti, AI detection (buono per video)
Burst (meccanico/elettronico)
11-15 fps raw / 30 fps JPEG
6 fps / 40 fps
10 fps / n.d.
9 fps / 30 fps (pre-burst)
Stabilizzazione (IBIS)
Fino a 7.5 stop
No IBIS (solo lens IS)
Fino a 7 stop
Fino a 8 stop (Dual IS 2)
Video Max
4K 60p (1.5x crop), 4K 30p full
4K 60p uncropped
4K 60p (1.2x crop), 4K 30p full
6K 30p open gate, 4K 60p full
EVF
3.69M punti, 0.8x
2.36M punti
2.36M punti, 0.7x
3.68M punti, 0.78x
Schermo
3.2" articolato, touch, 2.1M punti
3" vari-angle, touch, 1.62M punti
3" vari-angle, touch, 1.04M punti
3" free-angle, touch, 1.84M punti
Build e Peso
Magnesio, weather-sealed, 700g
Policarbonato, weather-sealed, 461g
Magnesio, weather-sealed, 514g
Magnesio, weather-sealed, 740g
Batteria (scatti)
Circa 330-380 (CIPA)
Circa 370
Circa 540
Circa 370
Prezzo Indicativo (body, 2026)
~1.700 €
~1.500 €
~2.000 €
~1.800 €
Ecosistema Lenti
Nikon Z (adattatori F-mount)
Canon RF (costose)
Sony E (vasto, terze parti)
L-Mount (Sigma, Leica – economico)
Analisi Approfondita per Categoria
1. Sensore e Qualità Immagine
Nikon Z5 II: 24.5 MP BSI con ottimo dynamic range (circa 14 stop) e bassa rumorosità ad alti ISO (100-64.000). Colori naturali Nikon, ideale per entry-level. Meno risoluzione di Sony, ma file gestibili.
Canon EOS R8: 24.2 MP con buona DR, ma noise visibile a ISO bassi in alcuni test.
Colori vividi, ma sensor non BSI.
Sony a7C II: 33 MP per maggior dettaglio e cropping. Eccellente shadow recovery, ma highlight inferiori a Panasonic.
Panasonic Lumix S5 II: 24.2 MP con DR superiore (fino a 15 stop) e highlight recovery top.
Ideale per paesaggi.
Vincitore: Sony per risoluzione; Panasonic/Nikon per DR generale.
2. Autofocus e Performance
Nikon Z5 II: AF migliorato con EXPEED 7, detection affidabile per ritratti e action. Burst fino a 30 fps JPEG, ma buffer limitato.
Canon EOS R8: Top tracking con 1053 punti, ideale per sport. 40 fps elettronico.
Sony a7C II: AF real-time eccellente, lock-on rapido in low-light.
Panasonic Lumix S5 II: Buono per video, ma meno consistente in action rispetto a Nikon/Sony.
Vincitore: Canon o Sony per AF critico; Nikon buono per il prezzo.
3. Stabilizzazione e Ergonomia
Nikon Z5 II: IBIS fino a 7.5 stop, grip comodo per mani grandi. Weather-sealed per outdoor.
Canon EOS R8: No IBIS, dipende da lenti. Corpo leggero, ma meno robusto.
Sony a7C II: IBIS 7 stop, compatto ma menu complessi e grip piccolo.
Panasonic Lumix S5 II: IBIS leader (8 stop), eccellente per handheld. Corpo solido ma pesante.
Vincitore: Panasonic per IBIS; Nikon per ergonomia.
4. Video Capabilities
Nikon Z5 II: 4K 60p cropped, ma N-RAW interna low-bitrate. Buono per ibridi entry.
Canon EOS R8: 4K 60p uncropped, C-Log3. Forte per vlog.
Sony a7C II: 4K 60p cropped, S-Log3, ma overheating possibile.
Panasonic Lumix S5 II: 6K 30p, V-Log, cooling attivo, no limiti. Miglior per pro video.
Vincitore: Panasonic; Canon per simplicity.
5. Ecosistema e Prezzo
Nikon Z5 II: Lenti Z in crescita, bundle economici (es. 24-200). Dual slot carte.
Canon EOS R8: RF costose, ma qualità alta. Prezzo basso.
Sony a7C II: Ecosistema vasto, lenti terze parti economiche.
Panasonic Lumix S5 II: L-Mount condiviso, valore top.
Vincitore: Sony per lenti; Panasonic/Nikon per valore.
Pro e Contro Generali
Nikon Z5 II: Pro: Bilanciata, IBIS, dual slot. Contro: Crop video, buffer limitato. Perfetta se già in Nikon.
Canon EOS R8: Pro: AF top, leggera. Contro: No IBIS, ecosistema caro.
Sony a7C II: Pro: Risoluzione alta, compatta. Contro: EVF mediocre, prezzo più alto.
Panasonic Lumix S5 II: Pro: Video/IBIS superiori. Contro: AF meno per action, pesante.



Tabella di Confronto Principale
Caratteristica
Nikon Z50 II
Canon EOS R50
Sony a6700
Fujifilm X-S20
Sensore
20.9 MP APS-C BSI CMOS
24.2 MP APS-C CMOS
26 MP APS-C BSI CMOS
26.1 MP APS-C X-Trans CMOS
Risoluzione Foto
5568 x 3712
6000 x 4000
6192 x 4128
6240 x 4160
Autofocus
273 punti, hybrid PDAF, AI subject detection (persone, animali, veicoli)
651 punti, Dual Pixel AF, AI tracking
759 punti, Real-time AI (eccellente per action)
425 punti, AI detection (buono ma meno sticky)
Burst (meccanico/elettronico)
11 fps / 30 fps (JPEG)
12 fps / 15 fps
11 fps / 11 fps
8 fps / 30 fps
Stabilizzazione (IBIS)
No IBIS
No IBIS
Fino a 5 stop
Fino a 7 stop
Video Max
4K 60p (1.5x crop a 60p), 10-bit N-Log
4K 30p uncropped, 4K 60p cropped
4K 120p (cropped), 4K 60p full, 10-bit
6.2K 30p, 4K 60p, 10-bit F-Log
EVF
2.36M punti, 0.68x
2.36M punti, 0.59x
2.36M punti, 0.71x
2.36M punti, 0.62x
Schermo
3.2" articolato, touch, 1.04M punti
3" vari-angle, touch, 1.62M punti
3" vari-angle, touch, 1.04M punti
3" articolato, touch, 1.84M punti
Build e Peso
Magnesio/plastica, weather-sealed, 400g
Policarbonato, weather-sealed, 375g
Magnesio, weather-sealed, 493g
Policarbonato, weather-sealed, 491g
Batteria (scatti)
Circa 330 (CIPA)
Circa 440
Circa 570
Circa 800 (economia)
Prezzo Indicativo (body, 2026)
~900 €
~700 €
~1.400 €
~1.300 €
Ecosistema Lenti
Nikon Z (DX limitato, FX compatibili)
Canon RF-S (economico ma in crescita)
Sony E (vasto, terze parti)
Fuji X (eccellente selezione, film sim)
Analisi Approfondita per Categoria
1. Sensore e Qualità Immagine
Nikon Z50 II: 20.9 MP con buon dynamic range (circa 13-14 stop) e bassa rumorosità ad alti ISO (100-51.200). Colori naturali Nikon, ma risoluzione inferiore alla concorrenza – ideale per stampe medie.
Canon EOS R50: 24.2 MP con DR solido, colori vividi. Buona in low-light, ma noise visibile a ISO alti rispetto a BSI.
Sony a6700: 26 MP BSI con ottimo shadow recovery e dettaglio. Ideale per cropping, ma file più pesanti.
Fujifilm X-S20: 26.1 MP X-Trans con colori unici (film simulation) e DR eccellente. Meno noise grazie al design senza filtro AA.
Vincitore: Sony/Fuji per risoluzione e DR; Nikon per semplicità.
2. Autofocus e Performance
Nikon Z50 II: AF migliorato con EXPEED 7, detection affidabile per ritratti e action. Burst 30 fps elettronico (JPEG), buffer decente.
Canon EOS R50: Eccellente Dual Pixel, tracking top per beginner. 15 fps elettronico.
Sony a6700: AF real-time leader, lock-on rapido in low-light e action.
Fujifilm X-S20: Buono con AI, ma meno consistente in tracking veloce rispetto a Sony/Canon.
Vincitore: Sony; Canon/Nikon per valore.
3. Stabilizzazione e Ergonomia
Nikon Z50 II: No IBIS, ma ergonomia comoda (grip profondo). Weather-sealed per outdoor.
Canon EOS R50: No IBIS, corpo leggero e intuitivo – ideale per viaggi.
Sony a6700: IBIS 5 stop, grip migliorato ma menu complessi.
Fujifilm X-S20: IBIS 7 stop, eccellente per handheld. Corpo solido, controlli creativi.
Vincitore: Fuji per IBIS; Nikon per grip.
4. Video Capabilities
Nikon Z50 II: 4K 60p (crop a 60p), 10-bit N-Log, no overheating. Buono per ibridi entry.
Canon EOS R50: 4K 30p full, 60p cropped, HDR PQ. Semplice per vlog.
Sony a6700: 4K 120p cropped, 10-bit, S-Log. Versatile per creator.
Fujifilm X-S20: 6.2K 30p, 4K 60p, F-Log, mic/headphone. Miglior per grading.
Vincitore: Fuji/Sony; Nikon per bilanciamento.
5. Ecosistema e Prezzo
Nikon Z50 II: Lenti Z DX limitate, ma usa FX. Buon valore con bundle (es. 16-50mm).
Canon EOS R50: RF-S economico, in crescita. Prezzo basso.
Sony a6700: Ecosistema vasto (Tamron, Sigma).
Fujifilm X-S20: X-mount eccellente, film sim uniche.
Vincitore: Sony per lenti; Canon per prezzo.
Pro e Contro Generali
Nikon Z50 II: Pro: AF pro-level, ergonomia, valore. Contro: No IBIS, risoluzione bassa. Ideale se già in Nikon.
Canon EOS R50: Pro: User-friendly, leggera. Contro: No IBIS, video limitato.
Sony a6700: Pro: IBIS, AF top, video. Contro: Prezzo alto, grip piccolo.
Fujifilm X-S20: Pro: IBIS eccellente, colori unici. Contro: Pesante, AF meno per action.

naturalmente la Nikon Zf fa categoria a se. Non muoverà mai tante scatole ma è un gioiello unico che nessun marchio offre.
E' e resterà la mia Nikon Z preferita ...

peraltro disponibile anche con le pelli colorate e con ambia disponibilità di mezze borse in similpelle ed altri accessori vintage.
Inutile parlare delle caratteristiche. Si deve vedere come una vecchia reflex cui sono state messe le componenti essenziali delle moderne mirrorless.
La si compra se si ama Nikon, non è adatta alla generazione smartphone.



SISTEMA
Ovviamente una scelta ponderata non potrà esulare da un esame del sistema.
Qui prendiamo in considerazione i più importanti, Nikon, Canon, Sony e Panasonic.
Fujifilm come guest-star, visto che non propone 35mm ma passa subito al mezzo-medioformato.

Tabella di Confronto Principale
Caratteristica
Nikon Z
Canon RF
Sony E
Panasonic L-Mount
Fujifilm X (Bonus)
Focus Principale
Bilanciato, colori naturali, ergonomia pro
User-friendly, AF top per action
Vasta selezione lenti, AF real-time
Video/IBIS eccellenti, valore alto
Colori film simulation, APS-C creativo
Sensore Tipico
24-45 MP stacked (es. Z6 III)
24-45 MP stacked (es. R6 III)
24-61 MP BSI/stacked (es. a7 V)
24-47 MP BSI (es. S5 II)
26-40 MP APS-C X-Trans (es. X-T5)
Autofocus
AI detection solida (persone/animali/veicoli)
Dual Pixel AI leader (action priority)
Real-time AI top (tracking low-light)
PDAF AI buono (meno sticky per action)
AI detection affidabile (ma APS-C limit)
Burst Max
14-120 fps (Z6 III)
12-40 fps (R6 III)
10-30 fps (a7 V)
9-30 fps (S5 II)
8-30 fps (X-T5)
IBIS
Fino a 8 stop
Fino a 8.5 stop
Fino a 8 stop
Fino a 8 stop (leader per handheld)
Fino a 7 stop
Video Max
6K-8K RAW interna (Z6 III/Z8)
6K-8K RAW (R6 III/R5 II)
4K-8K (a7 V/A1 II)
6K-8K RAW open gate (S5 II/S1 II)
6K-8K (X-T5/X-H2S)
Ecosistema Lenti
~100 Z (adattatori F-mount), buon valore
~50 RF (eccellenti ma costose)
>200 E (terze parti economiche)
~80 L-Mount (Sigma/Leica economico)
~40 X (ottimi fissi, film sim)
Prezzo Entry-Level
~1.700-2.100 € (Z5 II/Z6 III)
~1.500-2.300 € (R8/R6 III)
~2.000-2.500 € (a7C II/a7 V)
~1.800 € (S5 II)
~1.300 € (X-S20)
Punti Forti
Ergonomia, valore, ibrido
AF intuitivo, Canon colors
Lenti infinite, innovazione
Video pro, DR superiore
Creatività, compatto
Punti Deboli
Lenti in crescita
Ecosistema caro
Menu complessi, IBIS medio
AF meno per sport
Non full-frame (rumor X full-frame 2026?)
Analisi Approfondita per Categoria
1. Sensore e Qualità Immagine
Nikon Z: Colori fedeli e naturali, dynamic range eccellente (14-15 stop). Sensori stacked riducono rolling shutter. Ideale per paesaggi e ritratti.
Canon RF: Colori vividi e skin tones perfetti. Risoluzione alta (fino 45 MP), ma noise reduction aggressivo in low-light.
Sony E: Risoluzione leader (fino 61 MP), shadow recovery top. Buona per stampe grandi, ma colori meno "caldi" out-of-camera.
Panasonic L-Mount: DR superiore (fino 15 stop), highlight recovery eccellente. Perfetto per video grading e paesaggi.
Fujifilm X: Colori unici con film simulation (es. Velvia per paesaggi). APS-C limita low-light, ma dettaglio punchy.
Vincitore: Sony per risoluzione; Panasonic per DR. Nikon bilanciato.
2. Autofocus e Performance
Nikon Z: AF migliorato con AI (tracking affidabile per wildlife). Burst alti, buffer profondo.
Canon RF: Leader assoluto con Dual Pixel e action priority (es. sport/uccelli). Eye control AF unico.
Sony E: Real-time AI top per low-light e action. Consistente, ma menu meno intuitivi.
Panasonic L-Mount: PDAF buono per video, ma meno sticky per sport rapidi.
Fujifilm X: AF solido con AI, ideale per street/ritratti, ma non al livello full-frame per action.
Vincitore: Canon/Sony per AF critico; Nikon ottimo per il prezzo.
3. Stabilizzazione e Ergonomia
Nikon Z: IBIS fino 8 stop, grip profondo e weather-sealed. Comoda per sessioni lunghe.
Canon RF: IBIS leader (8.5 stop), corpi leggeri e intuitivi.
Sony E: IBIS buono (8 stop), ma corpi compatti – grip meno comodo per mani grandi.
Panasonic L-Mount: IBIS eccellente (8 stop+), robusta per handheld video.
Fujifilm X: IBIS 7 stop, controlli creativi (dial fisici), compatta per viaggi.
Vincitore: Panasonic/Canon per IBIS; Nikon per ergonomia pro.
4. Video Capabilities
Nikon Z: 6K-8K RAW interna, no overheating. Eccellente ibrido (Z6 III top valore).
Canon RF: 6K-8K RAW, 4K 120p. Forte per vlog e creator.
Sony E: 4K-8K con S-Log, versatile ma cropped in high-frame.
Panasonic L-Mount: 6K-8K open gate RAW, V-Log top per grading. No limiti.
Fujifilm X: 6K-8K con F-Log, mic/headphone integrati. Buono per creator.
Vincitore: Panasonic/Nikon per pro video; Sony per slow-motion.
5. Ecosistema, Prezzo e Valore
Nikon Z: Lenti in crescita (~100), adattatori per F-mount esistenti. Alto valore (Z6 III spesso citata come "best overall value").
Canon RF: Lenti premium (~50), ma costose. Buono per chi cerca qualità top.
Sony E: Ecosistema più vasto (>200, incl. Tamron/Sigma economici). Ideale per switcher.
Panasonic L-Mount: Condiviso con Sigma/Leica (~80 lenti economiche). Miglior rapporto qualità-prezzo.
Fujifilm X: ~40 lenti ottime (fissi economici), film sim uniche. Valore alto per creativi.
Vincitore: Sony per lenti; Panasonic/Nikon per valore.
Raccomandazione Finale
Se preferisci Nikon: Rimani con Z – è bilanciato, con ottimo valore e ergonomia (Z6 III o Z8 top pick 2026).
Ideale se hai già lenti F-mount.
Canon: Per AF intuitivo e action (es. sport/ritratti). Buono per beginner/pro.
Sony: Se vuoi l'ecosistema più flessibile e AF top (a7 V o A1 II).
Panasonic: Per video pro e IBIS (S5 II underrated gem).
Fujifilm: Se cerchi creatività APS-C (non full-frame, ma colori particolari, specie lato simulazione pellicole).

In estrema sintesi e trascurando il fatto che questo sito si chiama Nikonland.it e che siamo nikonisti fino al midollo fin dal primo vagito fotografico, il sistema Nikon oggi è al livello degli altri, nonostante alcuni modelli possano presentare differenze o caratteristiche peculiari (pensiamo per esempio all'open gate disponibile in alcune macchine della concorrenza e non nelle Nikon o all'ultima doppia lettura del sensore per aumentare la qualità dell'immagine alle basse sensibilità offerte da Panasonic e da Sony con sensori simili a quello della Z6 III).
La disponibilità di obiettivi - sia di Nikon che di Tamron per non parlare dei cinesi - anche per il tramite di adattatori autofocus e non è ampia.
E gli obiettivi seppure non economici, non costano come certi Canon o Sony.
La qualità di immagine è eccellente, così come il motore di conversione.
Z9 e Z8 offrono caratteristiche di ergonomia e di durata (assenza di otturatore) non riscontrabili negli altri marchi.
Z6 III è un modello rotondo pensato per chi non arriva alla Z8.

Mentre la Z5 II è forse la miglior mirrorless full-frame di fascia media disponibile sul mercato per rapporto prezzo-qualità.
Dove Nikon è carente è il segmento DX. Non perché Z30 e Z50 II siano inadeguata ma perché rispetto alle full-frame sono trascurate e non del tutto aggiornate.
Nikon qui potrebbe fare di meglio.
Quindi cosa consigliamo.
Quello che può il tuo portafoglio.
La Z9 al professionista con un budget adeguato e all'hobbysta che fa wildlife o sport al massimo livello.
La Z8 agli stessi due segmenti con l'accortezza che la Z8 non può andare la dove la sola Z9 riesce, che siano attenti sia alla spesa che a volume/peso.
La Z6 III a chi fa foto in movimento e scatta tanto.
La Z5 II a tutti gli altri che sono la maggioranza.
La Z50 II come entry-level per poi passare a qualche cosa di meglio.
La Zf per chi ama Nikon come e più della propria moglie (ammesso sia sposato ...)
mostrare agli altri quello che si è fatto o che si è provato a fare, può essere un modo per comunicare ma anche più semplicemente per imparare.
Perché dai commenti e dalle domande nascono interrogativi che fanno formazione.
Eppure vediamo che c'è una certa ritrosia a condividere la propria esperienza.
Non vediamo il punto, qui è facile e forse è l'unico sito dove si possa fare in scioltezza.
Ci sono i forum per cose rapide e ci sono i blog personali dove scrivere veri e propri articoli descrittivi, con foto, spiegazioni, consigli.
Siamo tutti più o meno alfabetizzati allo stesso modo, non c'è bisogno di lauree al MIT, basta buona volontà e capacità di comunicazione.
Soprattutto la volontà di essere utili, agli altri, a Nikonland, al web intero.
Dite qualche cosa di nikonista. Che avete fatto o che state facendo. Non è detto che tutti abbiano le vostre esperienze.
E anche se si tratta di un campo molto particolare, tutto vostro, probabilmente sarà utile anche a qualcun altro.
Che fino al momento prima di leggere i vostro articolo, non ci aveva mai pensato.
Essere iscritti a Nikonland non è una patacca appuntata sulla giacca. E' un modo di essere, diverso da tutto il resto.
Non ha senso essere su questo sito tutti i giorni e non avere nulla da dire agli altri ...
Viltrox sta entrando sempre più nelle borse dei fotografi (italiani e non).
Io per primo penso di avere già una decina di obiettivi Viltrox, dal 9/2.8 al 85/1.4
E con il ritmo delle loro novità non è certo finita qui.
Ma Viltrox non opera su licenza Nikon (e Sony, Fujifilm, etc.), lavora per conto suo, decrittando i segnali delle fotocamere per adattarli alle elettroniche delle sue ottiche.
Per cui capita spesso che sia necessario aggiornare il firmware degli obiettivi, per migliorarne le prestazioni oppure per adeguarne la compatibilità con i corpi macchina che via via si succedono.
Gli obiettivi Viltrox hanno una porta standard USB-C che viene utilizzata per questi aggiornamenti.
Basta usare un cavetto (possibilmente buono, USB-C -> USB-C) per la connessione al computer.

e il collegamento viene stabilito.

diagramma delle parti del VIltrox AF 85mm f/1.4 PRO, al punto 11 la porta USB-C evidenziata sopra in foto nel bocchettone di innesto ottica al corpo macchina.
E' una posizione comoda e furba, più di quella scelta da Tamron per i suoi obiettivi (sul corpo, a vista, esposta a sporco e liquidi !).
I primi obiettivi, quelli più anziani, si aggiornano semplicemente andando a sovrascrivere il firmware con quello nuovo.
Si scarica il file nuovo sul sito Viltrox, sezione Supporto, si mette da qualche parte, si collega l'obiettivo al computer, si attende che venga rilevato come se fosse un device di storage e si copia il file sopra.
E' un metodo piuttosto efficiente che richiede un secondo ma decisamente barbaro nel 2026.
Lo hanno capito anche loro ma ... sulle prime hanno fatto il salto più lungo della gamba.
Con l'uscita del Viltrox AF 16mm f/1.8 nel 2024, hanno introdotto una app mobile su iOs e Android che imponeva all'utente di usare lo smartphone per fare l'ugrade.
Un modo decisamente controcorrente che sinceramente mi ha indispettito.
Ne ha parlato diffusamente Max Aquila QUI
La cosa deve aver suscitato non poche rimostranze, visto che tutti gli altri produttori mettono a disposizione una bella APP desktop per fare queste cose.
Lo hanno capito e sono corsi ai ripari. Dall'estate scorsa, per alcuni obiettivi selezionati (sostanzialmente quelli nuovi) nella pagina di download del firmware, c'è il link a tutte le possibili app scaricabili.


tra cui quelle desktop per PC Windows e Max.
Si tratta di una app che viene consegnata compattata. Non va installata, basta scompattare la cartella e metterla da qualche parte.
Questa è la directory della APP scompattata sul desktop del mio mini-pc di servizio che adibisco a queste operazioni.

basta fare doppio click sull'eseguibile Viltrox Lens.exe e la app parte.

con questa schermata di saluto che invita a collegare l'obiettivo al computer via USB-C

fatto questo, l'obiettivo - se funzionante ! - viene rilevato. Il programma verifica automaticamente che ci sia un upgrade disponibile.
In questo caso - ma già lo sapevo perché ho visto gli annunci sui canali social di Viltrox - il firmware è aggiornabile, dalla versione 1.05 alla 1.07
Premendo il pulsante UPDATE il programma farà tutto da se. Non è necessario andare sul sito Viltrox, cercare il file, scaricarlo e poi adoperarlo.
La cosa è del tutto trasparente per l'utente.

l'operazione di updating è rapida, i file sono leggeri, nulla a che vedere con quelli delle nostre Z con Expeed 7 che richiedono 7-8 minuti per completare l'operazione.

e tutto va bene - e non ci sono motivi per dubitarne tranne che non vi manchi la corrente ! - l'operazione va a buon fine e la procedura stessa vi avvisa che il firmware è alla versione v1.07 (nel caso del mio 85/1.4) e che questa è l'ultima disponibile (Is the latest).
Ed è finita qui, potete rimuovere sconnettendo dalla porta USB-C l'obiettivo ed utilizzarlo per fotografare.
Io ho trovato il tutto molto semplice ed efficiente. Già maturo e pronto per l'uso anche di utenti non troppo smaliziati. Basta non farsi intimidire da qualche scritta in cinese sfuggita all'interfaccia.
Ma questi sono veramente .... ragazzi. Si faranno !
NIKON LANCIA IL NIKKOR Z 24-105mm F/4-7.1: UN OBIETTIVO ZOOM 4.4X VERSATILE E LEGGERO CHE MIGLIORA LA CATTURA QUOTIDIANA
Un obiettivo zoom conveniente per foto e video di tutti i giorni
Melville, NY — Nikon Inc. ha annunciato il versatile obiettivo zoom standard NIKKOR Z 24-105mm f/4-7.1 per fotocamere mirrorless Nikon formato FX/full-frame. Questo nuovo obiettivo offre un'ampia gamma focale da grandangolo a medio teleobiettivo da 24-105mm, che consente di catturare facilmente tutti i tipi di scene e soggetti, da ampi paesaggi, punti di riferimento lontani, cibo, amici, istantanee di strada, viaggi e altro ancora. Questo obiettivo altamente versatile e compatto è facile da trasportare tutto il giorno per qualsiasi escursione, con un peso di soli 350 g. Presenta una distanza minima di messa a fuoco di soli 0,2 m all'estremità grandangolare e di 0,28 m all'estremità teleobiettivo, consentendo agli utenti di ottenere sfondi piacevolmente sfocati con riprese ravvicinate per una resa impressionante che mette in risalto il soggetto principale.
Il nuovo obiettivo zoom NIKKOR Z 24-105mm f/4-7.1 si abbina perfettamente alla fotocamera mirrorless full-frame Nikon Z5II e sarà disponibile come obiettivo kit a partire da questo inverno. Questo pratico kit offre agli utenti della Z5II un pacchetto completo per esplorare i confini della creatività e catturare ogni ricordo o momento.
Caratteristiche principali del NIKKOR Z 24-105mm f/4-7.1
La versatile gamma di lunghezze focali, dal grandangolo da 24 mm al teleobiettivo medio da 105 mm, è ottimale per un'ampia gamma di scene e soggetti.
Un design leggero di soli 12,4 oz / 350 g, comodo da usare tutto il giorno.
Le brevi distanze minime di messa a fuoco di 7,9 pollici / 0,2 m all'estremità grandangolare e 11 pollici / 0,28 m all'estremità teleobiettivo, combinate con un rapporto di riproduzione massimo di 0,5× (a lunghezze focali da 70 mm a 105 mm), facilitano le riprese ravvicinate.
L'utilizzo di un motore passo-passo (STM) garantisce una messa a fuoco automatica rapida e silenziosa per una registrazione video fluida.
La capacità dello zoom può essere estesa fino a raggiungere un intervallo massimo di lunghezze focali pari a 210 mm, senza sacrificare la risoluzione, utilizzando la funzione Hi-Res Zoom 1 di alcune fotocamere Nikon 2 .
Dotato di una ghiera di controllo personalizzabile a cui è possibile assegnare messa a fuoco (M/A), apertura, compensazione dell'esposizione o sensibilità ISO.
Progettato tenendo conto della resistenza alla polvere e alle gocce 3 .
Prezzo e disponibilità
L'obiettivo NIKKOR Z 24-105mm f/4-7.1 sarà disponibile a metà gennaio 2026 al prezzo consigliato di $ 549,95 . Il nuovo obiettivo sarà disponibile anche come parte di un kit con la Nikon Z5II al prezzo consigliato di $ 2.199,95 .
Specifiche del Nikon Nikkor Z 24-105mm F4-7.1:
Specifiche principali
Tipo di lente
Obiettivo zoom
Dimensione massima del formato
35mm FF
Lunghezza focale
24–105 millimetri
Stabilizzazione dell'immagine
NO
Attacco dell'obiettivo
Nikon Z
Apertura
Apertura massima
F4–22
Apertura minima
F7.1–40
Anello di apertura
NO
Numero di lamelle del diaframma
7
Ottica
Elementi
12
Gruppi
10
Elementi speciali / rivestimenti
1 ED, 2 asf.
Messa a fuoco
Messa a fuoco minima
0,20 metri (7,87 pollici )
Ingrandimento massimo
0,5 ×
Messa a fuoco automatica
SÌ
Tipo di motore
Motore passo-passo
Metodo di messa a fuoco
Interno
Scala delle distanze
NO
Scala DoF
NO
Fisico
Peso
350 g (0,77 libbre )
Diametro
74 millimetri (2,91 ″ )
Lunghezza
107 millimetri (4,21 ″ )
Sigillatura
NO
Colore
Nero
Metodo di zoom
Rotante (estensibile)
Zoom Power
NO
Blocco zoom
NO
Filettatura del filtro
67 millimetri
Collare a treppiede
NO

E' una questione piuttosto spigolosa e che interessa tutti i fotografi escursionisti, il tema: lo ZAINO.
Non esiste una soluzione ideale, o meglio sì esisterebbe e si chiama PORTATORE, ma non siamo inglesi dell'800 quindi direi che questa opzione è da scartare a prescindere. La borsa foto non è la scelta corretta per escursioni più o meno lunghe su terreno sconnesso, lo zaino diventa subito una condizione obbligata.
Ora, l'industria di settore ha un importante filone dedicato a noi e relativo ai BACKPACK, e siccome noi siamo disposti a pagare belle palanche per i nostri attrezzi, ecco che questa industria ci lusinga con borse super fichissime e super costosissime. Nulla di disonorevole a sacrificare un rene in cambio di uno strumento ideale, ma in questo caso le cose stanno veramente così? Siamo sicuri??
Qui vi porto la mia esperienza personale. Nelle foto che seguono c'è un po' della mia storia fotografica e poi una secca analisi di 4 zaini che utilizzo nelle mie uscite. Attraverso queste mie scelte più che altro vorrei condurre ad una ragionevole riflessione, non sono titolare di verità rivelate, sono solo uno che va per i boschi almeno 1 volta alla settimana.
Dall'inizio degli anni '90 ho dovuto risolvere il problema di come andare su per i monti portandomi appresso un tele grosso e magari un treppiede (in quegli anni il mio tele era il Tamron 400/4 SP-LD ed il treppiede un pratico Manfrotto 190 accorciato a mano). Per molti anni il mio zaino da montagna è stato un Berghaus 50L a gerla, scelta di necessità. Il caricamento dall'alto è odioso ed accedere all'attrezzatura fotografica e mantenere un ordine decente è una impresa demoralizzante.

GIOVINEZZA.... quello li dietro è il Berghaus con dentro il Tamton 400/4 ed FM2+MD12 pronta all'uso. Cima del Teggiolo , Trasquera (VB) - Aprile 1996
Come tutti, appena ho potuto mi sono procurato uno zaino foto. Questi era il magnifico LowePro 350AW

Stessa montagna, due anni dopo. Gennaio 1998.
Lo zaino era favoloso, difendeva bene obiettivi e fotocamere, il 400 ci stava per bene, con innestata la fotocamera armata di trascinatore , tutto bello. Peccato che la borraccia proprio non sapevo dove infilarla, così come la maglietta di ricambio, i guanti, la giacca a vento... il panino. Mi arrangiavo, in qualche modo. Quello che però non potevo "arrangiare" era il suo PESO. Le belle imbottiture erano spesse, molto spesse, così come l'involucro tutto. Vado a memoria e credo che VUOTO superasse i 3 kg. 3h di cammino con quel vagone sulle spalle erano un guasto inutile anche per un quasi 30enne abbastanza tonico. Lo vendetti, annuncio con foglietti da strappare e numero di telefono appeso in bacheca di un laboratorio di sviluppo invertibili di Milano (CHROME zona PoliMi, non un caso), ad un fotografo di sport acquatici (tutto contento, lui e io anche).
Ma la legge della fotografia non demorde. Cerco un altro zaino foto. Lo trovo nel 2001 da TENBA. Questo è leggero, ha una bella forma, non è enorme, il 400 ci stava.

Ecco il nuovo, allora, TENBA; il Nikon AF 300/2.8 non era mio, val Vigezzo (VB) - Novembre 2001

Qui percorro una spiaggia atlantica con in spalla il Tenba riarrangiato alla bisogna. Coto de Donana, gennaio 2002
Con questo zainetto ci ho girato un bel po', ha percorso con me gli ultimi anni della pellicola per approdare nella stagione digitale. Per garantirmi la gestione di un carico significativo, ho apportato delle modifiche. Con ago e filo ho adattato una fascia lombare di un altro modello Tenba a questo zaino e ho adattato una coppia di lacci per fermare, sotto allo zaino, quelle cose che là fuori servono (e nella foto atlantica si vedono bene).
Questo zaino ce l'ho ancora e talvolta lo uso per i trasferimenti in automobile, ma per quanto più leggero di qualunque Lowe questo TENBA mi lascia irrisolto il solito problema, ben illustrato nelle seguenti immagini (ora digitali).



In queste immagini si vede come sia stato costretto ad arrangiare soluzioni di fortuna. La rete mimetica, minimale, stava dentro schiacciata come una sottiletta e la giacca a vento era fuori agganciata in qualche modo. La rain cover per il tele occupa lo spazio in testa al 200-400 e la rete mimetica fogliata, nel suo sacchetto, è agganciata sotto.
Tutte soluzioni di fortuna, a cui mi sono piegato pur d'avere lo ZAINO foto e obiettivi e fotocamere ben ordinate e pronte (più o meno) all'uso. Il colpo di grazia a questa soluzione me lo ha sganciato la GRANDE BERTA.

Lo zibibbo qui sopra nel Tenba non ci stava nemmeno a piangere in aramico e io ce lo volevo portare in montagna (e ci son riuscito come dimostra la foto di cui sopra) . Al tempo cercai una soluzione CANONICA. Scartata l'opzione ZAINO PER TELEOBIETTIVO, perché non fotografo solo con il tele ma anche con altri obiettivi e, come già detto, serve spazio anche per generei di necessità, la proposta della già nota LowePro era il PhotoTrekker 600 AW. Su catalogo era molto bello, poi però, metro alla mano...


Con tutto il rispetto, senza offesa per nessuno, MA TI SEMBRA??? Combinato così fai 200m e basta e se ti incontra qualcuno, ride (a ragione). Beh anche no, io passo.
Correva l'anno 2009 e il mio bel 600/4 VR da qualche parte dovevo metterlo. Nel vecchio Berghaus ci stava , ma avendo solo l'accesso da sopra, per mettere il tele nel sacco o per estrarlo, lo zaino andava rifatto tutto, completamente, ogni volta. Voleva dire foto perse. Per sfortuna (mia) io non lavoro vicino a casa ma vicino a Corsico (MI). In quegli anni Decathlon aveva in Corsico uno dei suoi punti vendita meglio riforniti. Un giretto in pausa pranzo e mi cade l'occhio sullo Zaino Foclaz 45L marrone e nero: 49 euro. Lo guardo, lo apro, lo provo, lo chiudo, ci penso, torno il giorno dopo e lo compro. Una scelta semplice, forse, non scritta da nessuna parte, non suggerita da nessuno, solo un po' di buon senso (una volta ogni tanto) e da quel giorno ho cambiato il mio modo di trasportare l'equipaggiamento fotografico in qualunque posto io vada.

Eccolo qui in una foto del 2009, dentro c'è il Nikon 600/4 VR con la D3 innestata e un po' di altre cose
Tutto sto bel preambolo per dire che un buon zaino da montagna, pensato per avere una ergonomia adatta a lunghe camminate e a sforzi prolungati, è perfetto per accompagnarmi dove mi piace andare: su per i bricchi. Questo zaino in particolare mi ha seguito per due volte in Finlandia, sempre con il 600/4, poi in Quebec, ma qui con il 200-400/4 ed infine in Costa Rica dove, purtroppo è rimasto, quasi vuoto, nelle mani dei ladrones della Ventana, ma questa è un'altra storia.
Però uno zaino alpino deve avere delle caratteristiche specifiche che il vecchio Forclaz 45L aveva.
VANTAGGI DELLO ZAINO STILE ALPINO
Uno zaino alpino è leggero e questa cosa non ha prezzo, inoltre la struttura di carico, spallacci, fascia lombare e schienale, sono ergonomici e pensati per espellere il calore, ed il sudore, che in estate sono una zavorra in piu’. La fascia lombare di questi zaini è robusta e avvolgente perchè il grosso del peso va fatto scaricare sui fianchi e non sulle spalle. Nelle gambe si trovano i muscoli più forti del corpo, la colonna vertebrale sopporta già i 4 kg a sbalzo del nostro capoccione, là in alto sulla cima, bene che siano le gambe a fare lo sforzo del carico fotografico aggiuntivo.

Come accennato non è che uno zaino da montagna qualunque vada bene per le imprese di fotografi accumulatori seriali di fotocamere e obiettivi. Quello della foto sovrastante, per esempio, pur avendo un'ergonomia eccellente non va affatto bene, in quanto si tratta di una struttura a "gerla" con una sola apertura inferiore , d’accesso al sacco a pelo. Caratteristica prima fra tutte che fa di uno zaino alpino uno strumento adatto alla fotografia e’ l'apertura che deve essere su tutta la lunghezza del sacco . Solo in questo modo è possibile accedere ai grossi calibri, a quelli piccoli, alla borraccia o quant'altro. Il bellissimo LoweAlpine di cui sopra, che mi aiutò a realizzare le fotografie subacquee ai tritoni di un lago a 2000m, ora appartiene al mio collega Max amante della montagna, ma non dei teleobiettivi da 3-4kg.
Prima di procedere nella descrizione è bene che chiarisca un aspetto: all'interno di uno zaino MONOVOLUME obiettivi e fotocamere devono essere intrinsecamente protette per ovviare collisioni/sfregamenti che provocherebbero danni. La cosa per me non è un problema perché le mie fotocamere, dal giorno dell'acquisto, vivono dentro ad una muta di neoprene LensCoat. Così tutti i miei tele e i grandangoli e i macro, hanno il loro vestito di neoprene monofoderato.

Fatta questa doverosa premessa, vi racconto cosa cerco in uno Zaino, come lo gestisco, descrivendovi pregi e difetti dei 4 modelli che uso correntemente, ciascuno adatto ad applicazioni differenti.
Fondamentali per uno Zaino alpino per applicazioni fotografiche.
1 - apertura su tutta la lunghezza:
garantisce accesso immediato al contenuto senza necessità di dover disfare tutto lo zaino per trovare l'obiettivo che serve al momento. Inoltre permette di inserire/estrarre con un solo gesto rapido anche grossi teleobiettivi.

2 - cinghie laterali di compressione.
Per la Piccozza basta un'asola sul fondo, ma per gli scialpinisti occorrono dei lacci laterali necessari per trasportare gli sci agganciati uno di qui e uno dillà. Noi dell'asola per piccozza ce ne facciamo poco mentre quelle cinghie, magari accompagnate da tasche a fondo sacco, sono perfette per legare il treppiede oltre che, naturalmente, modulare il volume del sacco per adattarlo a differenti situazioni di utilizzo.

3 - presenza di tasche interne controschienale.
E' una cosa di cui non facevo caso, ma da quando c'è la uso metodicamente. Qui trovano spazio il telo antipioggia TARP (non il coprisacco rain cover, quello sta sempre sul fondo). Siccome l'acquazzone arriva quando meno te lo aspetti, accedere rapidamente al rain cover ed al tarp non ha prezzo. Qui ci metto anche la maglietta di ricambio, in estate ma anche in inverno sudo come un orco.

Qui sopra si vede la tasca contro lo schienale e sulla destra, l'equipaggiamento BASE che non manca mai in nessuno dei miei zaini. Non manca mai perché voglio evitare di dimenticare a casa quanto segue:
i teli per lavarsi e asciugarsi
la carta ...
coltellino
torcia frontale
guanti da giardiniere e segaccio (vago per montagne di bassa quota, la vegetazione talvolta è un problema)
telo antipioggia e/o mantella
pompetta (maledetti pelucchi sul sensore !!!!!)
(non visibile) Moschettone grosso su asola centrale dello zaino

Alcuni zaini dispongono di ganci elastici per trasporto bastoncini. Io li uso per agganciare il treppiede come il Leofoto LS-254C. Invece lo scopo del grosso moschettone BLU della foto di destra, è quello di agganciare la fotocamera o il teleobiettivo che tengo fuori durante la progressione. In questo modo scarico un po' di peso che graverebbe su una sola spalla. Gancio e sgancio è possibile senza scaricare lo zaino



I miei 4 Zaini Alpini per fotografia
Uso questi 4 modelli per affrontare escursioni differenti. Si tratta di 3 modelli Decathlon ed uno zaino tattico Mardingtop.


DECATHLON FORCLAZ Trek 100 (50L)
Zaino per trekking di due giorni, molto leggero e con ottima ergonomia. Ha l'apertura con unica cerniera su tutta la lunghezza e apertura inferiore per accesso sacco letto, con divisorio interno (che non uso) che è sganciabile. Questo lo rende adattissimo all'applicazione fotografica. E' lo zaino che uso per la montagna vera, quando trasporto molto peso e prevedo di camminare a lungo. E' il sostituto del Forclaz 45 che è rimasto in Costa Rica


PROS:
Leggerezza,
vestibilità confort,
volume elevato,
presenza agganci ad elastico per bastoncini ,
presenza di tasche laterali con zip,
presenza sacca per borraccia ad accesso rapido,
struttura portante schienale in barre di alluminio
regolazione altezza dell'aggancio spallacci

CONS:
cinghie chiusura cappuccio non ancorate alla base del sacco,
1 sola tasca sulla fascia lombare,
sistema regolazione un po' macchinoso,
mancanza di tasche laterali di fondo sacco
DECATHLON QUECHUA Mh500 (40L)
Per uscite di una giornata, leggere ma nemmeno troppo, questo è il mio zaino preferito. Legerissimo e soprattutto in estate in grado di smaltire bene il calore ed il sudore. Ovviamente Decathlon lo ha dismesso. Misteri.



PROS:
Leggerezza,
vestibilità confort,
espulsione del calore da schienale,
tasca dorsale con zip e tasca dorsale esterna,
tasche laterali ad accesso rapido,
presenza agganci ad elastico per bastoncini,
struttura portante schienale in tubi di alluminio

CONS:
cinghia chiusura cappuccio unica non ancorate alla base del sacco,
cinghie laterali a V non adatte all'aggancio treppiede (compensato da ganci elastici),
mancanza di tasche laterali di fondo sacco
cinghia di chiusura ventrale sottile
Cerniera apertura semicentrale asimmetrica.
DECATHLON SOLOGNAC BIGHUNTER (45-70L)
Dal 2017 è il mio cavallo di battaglia. Fortuna che Decathlon la serie per cacciatori la fa con materiali molto robusti, altrimenti lo avrei già squartato. Questo attrezzo mi segeu da 9 anni nelle mie uscite settimanali nel parco delle lame. Fango pioggia neve caldo impossibile tutte belle situazioni in cui questo sacco mi serve senza problemi. L’ho usato così tanto che gli spallacci si sono compressi e sono diventati decisamente sottili. Decathlon non fornisce il ricambio, anche se sarebbero perfettamente sostituibili. Decathlon è imperscrutabile.




PROS:
robustezza del materiale del sacco,
volume abbondante,
presenza di tasche laterali con zip,
presenza tasche laterali di fondo sacco,
lacci di compressione laterali molto robusti,
sacca porta calcio fucile,
struttura portante schienale in tubi di alluminio,
espandibilità del volume,
colore mimetico real tree
regolazione altezza dell'aggancio spallacci

CONS:
spallacci non ben imbottiti,
peso un po' elevato,
MARDINGTOP M6480 (70L)
In inverno, soprattutto, la quantità di vestiti da portarsi appresso sul fiume è veramente tanta. Per questa ragione ho acquistato il Mardingtop 70L. In effetti si è rivelato perfetto allo scopo, ma anche comodo, nonostante una struttura non proprio rigida. Tanto che per una due giorni in montagna (con tenda e sacco a pelo) ho scelto lui perchè solo il suo volume mi ha permesso di trasportare l'iradiddio di cui avevo bisogno. Un ottimo zaino, ha tutto quel che serve e qualcosa di più. Se fosse stato anche mimetico con bastino tubolare (come il Solognac di cui sopra) sarebbe lo zaino perfetto per ... i traslochi. In effetti è l'unico zaino che mi permette il trasporto di due teleobiettivi 300/2.8 + 600/4 oppure 800/6.3 + 400/2.8 TC




PROS:
Materiale robusto fatto per durare
Volume elevato,
vestibilità confort,
regolazione altezza dell'aggancio spallacci
presenza tasche laterali di fondo sacco,
tasca dorsale con zip
Apertura zip a tutto sacco
Tasche interne a rete

CONS:
struttura portante dorso in lastra di materiale plastico

Infine per i più curiosi ecco come ho preparato il Decathlon Forclaz Trek 100, per la salita al monte Barone.
Video senza titolo - Realizzato con Clipchamp.mp4
Valerio Brustia 2026
C'è sempre stata una correlazione tra la Nippon Kogaku KK (Nikon) e la guerra.
Dapprima come fornitore di ottiche per la marina imperiale giapponese (binocoli e telemetri ottici per la direzione del tiro) , poi col sistema reflex che servì moltissimi reporter di guerra.
Chi non ricorda ad esempio il grande Dennis Hopper in Apocalypse Now dove interpreta un fotoreporter un po' matto con addosso 3 Nikon F e relative ottiche?
Proprio la scorsa settimana ho rivisto il film ,ma poi mi è capitata tra le mani la foto di un vero utilizzatore delle Nikon in Vietnam.
E così mi è venuto in mente di affiancare le due immagini, due modi di vedere chi per lavoro e chi nel set ha portato al collo le mitiche Nikon F coi rullini Kodak Tri-X400 o Kodachrome.
Macchina solida, essenziale, pesante ma fatta come un carrarmato ha documentato di tutto e di più.
Ora, una macchina odierna come una D5/6 o una Z9/8 , sopporterebbe gli stessi stress a cui erano sottoposte quelle macchine ?
A distanza di 60 anni molte F continuano ancora a fotografare (in mano ad amatori), tra altrettanti anni, una digitale odierna sarebbe ancora attiva?
Me lo chiedo data la rapida obsolescenza delle fotocamere odierne.

Eccolo Hopper con Ray-Ban e Nikon F al collo, mi son sempre chiesto come si procurasse i rullini nel covo di Kurz.....

ed ecco un vero fotografo del conflitto, il sergente Dennis Fisher della 1 divisione Marines ripreso con le sue Nikon, la scorta di rullini e la Grease Gun .45 giusto perché sia mai che........

Qui quel che resta della Nikon F del fotoreporter giapponese Ichinose Taizo, rimasto ucciso nel novembre 1973 in Cambogia, da un cecchino dei Khmer rossi.

Qui un altro fotografo si appresta al decollo a bordo di uno Huey, al collo una Nikon F e una Nikonos che usavano per scattare sotto i pesanti scrosci di pioggia della regione

Qui il fotografo Dana Stone con le sue Nikon F e relative ottiche,Coppola si deve essere ispirato a lui per il personaggio interpretato da Hopper

Qui il fotografo di Life Larry Burrows,ogni macchina un'ottica per non perdere il momento.......gli zoom erano di la a venire....

Questa invece la F del fotografo Don McCullins che nel '68 gli salvò la pellaccia fermando il proiettile di un cecchino
Si sente parlare di Global Shutter come panacea per tutti i mali.
Soprattutto c'è stato il momento del lancio della Sony a9 III in cui si è detto di tutto.
Ma anche adesso nei rumors sulla oramai già mitica Nikon Z9 II che dovrebbe avvicendare l'attuale Z9 entro questo 2026.
Sappiamo che RED DIGITAL CINEMA (e quindi Nikon USA) utilizza nelle sue videocamere 35mm e super 35mm sensori global shutter.
E molto della qualità di quelle macchine deriva da quel tipo di sensore.
Ma al fotografo serve un sensore con Global Shutter ?

il più classico degli artefatti indotti dal ritardo di lettura tra le striscioline di pixel su cui opera il rolling shutter
Forse servirà un ripassino per chiarirci le idee prima di pensare a chi serve e a chi non serve.
La gran parte delle mirrorless attuali ha un sensore con il tradizionale otturatore elettronico a rolling shutter.
Questo lo possiamo immagine come se fosse la tapparella di una finestra.
Scende dall'alto verso il basso lasciando illuminata solo una parte dell'area sensibile alla luce.
In particolare, nella simulazione del funzionamento dell'otturatore meccanico, le tendine elettroniche sono virtualmente due.

In pratica viene lasciata solo una striscia di righe del sensore che viene messa in tensione per catturare la luce mentre la restante parte del sensore resta, per così dire "al buio".
Nella realtà viene comunque colpita dalla luce, non c'è nulla che copre fisicamente il sensore, ma la sola parte attiva è la striscia individuata dalle due tendine elettroniche nel loro movimento verso il basso.
Il movimento avviene per righe, i dati vengono letti come farebbe uno scanner o una fotocopiatrice.
Poi si passa alla striscia successiva, verso il basso.
Finita la lettura, si ricomincia dall'alto per ridiscendere nuovamente.
Fino a 20-30-120 volte al secondo, secondo del tipo di raffica che abbiamo impostato.
Questo avviene a prescindere che noi stiamo scattando o meno, perché la previsione a mirino è comunque catturata allo stesso modo.
Così come la precattura nel caso sia attiva.
I dati vengono messi in memoria e da li interpretati nel flusso di elaborazione della fotocamera.
E' intuitivo e non ci vuole una laurea in fisica che questo movimento non individua una lettura simultanea ma temporizzata.
Nella pratica tra la lettura della prima striscia in alta e la lettura dell'ultima striscia in basso ci sarà uno sfasamento temporale.
Un vero e proprio ritardo.
Che si identifica come tempo di lettura o di readout del sensore. Si misura in millisecondi.
Ci sono macchine molto veloci, come la Z9 e la Z8 che hanno un tempo di lettura di 3.7 millisecondi.
Macchine meno veloci ma non lente, come la Z6 III, che ha un tempo di readout di circa 14.4 millisecondi.
Macchine più lente la Z5 che ha un tempo di readout di 110 millisecondi (ovvero più di un decimo di secondo)
Fotocamera
Tempo di readout del sensore
Nikon Z8 e Z9 (stacked sensor, 45 MP)
~3,7 ms (circa 1/270 o 1/268)
Nikon Z6 III (partially stacked, 24 MP)
~14,4 ms (circa 1/69)
Nikon Z50, Z50 II, Zfc (DX, 20 MP
~46,6 ms (circa 1/21)
Nikon Z6, Z6 II, Zf (24 MP)
~50-51 ms (circa 1/20)
Nikon Z7, Z7 II (45 MP)
~65-66 ms (circa 1/15)
Nikon Z5 (24 MP)
~110 ms (circa 1/9)
ma ci sono macchine anche più veloci delle nostre, la Canon R1 che si ferma a 2.7 ms, o molto più lente come le medioformato con il sensore da 100 megapixel che hanno un tempo di readout fino a 200 ms (ovvero 2 decimi di secondo).

un sensore molto lento come quello di Z7 e Z5 può produrre distorsioni come questa senza tanti problemi. In quei casi è necessario scattare con l'otturatore meccanico.

le bande nere indotte dall'otturatore elettronico rolling shutter in sensori lenti come quello di Z50 etc. Si sistema in foto passando in otturatore meccanico.
Ma in video è impossibile.
Bene. Ecchissene del tempo di lettura ?
Eh, non la si può fare così facile e banalizzare la questione.
Quel ritardo sarà quasi ininfluente se abbiamo davanti un soggetto immobile o inanimato (quasi perché in alcuni casi ci sono comunque fenomeni di interferenza che creano artefatti anche in soggetti fermi).
Ma se questo si muove, il ritardo tra la lettura della prima striscia e l'ultima potrà creare artefatti e distorsioni.
Anche un umano lento farà del movimento in un decimo di secondo, ma pure un impercettibile spostamento di un millimetro nel tempo breve di 3.7 ms in cui viene letto il sensore della Z9 può creare degli effetti distorsivi.
Che nel video saranno ancora più evidenti, in quanto ci sarà la presa continua della ripresa.
Non solo, in luci oscillanti o in luci miste, con frequenze intorno ad 1/60'' si creerà il fenomeno del banding, cioé la formazione di bande nere orizzontali nelle immagini e nei video.
Tanto più strette quanto è più veloce il sensore, tanto più larghe quanto è più lento il sensore.
Ma non finisce qui.
L'autofocus nelle nostre mirrorless Z funziona per righe orizzontali, non verticali. E il soggetto sarà tenuto d'occhio solo quando la striscia in cui è il punto di messa a fuoco, sarà illuminata. Per cui sempre proporzionalmente al tempo di readout del sensore, ci sarà una frazione di tempo in cui il soggetto non sarà sotto controllo dal sistema di messa a fuoco che comunque dovrà ad intermittenza ricatturare il fuoco mettendolo a punto in modo fine tra una lettura e un'altro.
Un lavoro sfibrante cui sottoponiamo di continuo le nostre macchine, i loro sensori e i loro processori.

la Sony a9 III è l'unica mirrorless con sensore a global shutter sul mercato. Partita come oggetto del desiderio per tanti, è stata svalutata brevemente in quanto le vendite effettive sono state ampiamente sotto le attese, quando la gente ha capito che c'era un prezzo da pagare oltre al costo, molto salato, del corpo macchina.
Bene, chiarito come è il sensore con otturatore elettronico a rolling shutter, vediamo brevemente come è quello a global shutter.
In questo caso le cose sono semplicissime.
Il sensore dispone della memoria sufficiente per scaricare in tempo reale e di continuo tutte le informazioni che riceve in termini di luce in modo praticamente simultaneo.
Possiamo dire che il tempo di readout di un sensore con otturatore elettronico global shutter è praticamente zero.
Questo consente di non aver alcun ritardo di lettura, eliminando di fatto alla radice le cause di artefatti di lettura indotti da quel ritardo.
E anche di tenere sempre sotto tiro il punto di messa a fuoco in tempo reale, senza intermittenze. Che si stia scattando oppure no.
Quindi niente distorsioni, niente effetti mazza da golf o elica distorta, niente banding. Autofocus più reattivo.
L'arma finale ?
Fino ad un certo punto, perché non ci sono mai pasti gratis.
Un sensore di questo tipo richiede più elettronica ed è più complesso da produrre per l'allineamento degli strati sovrapposti (il sensore con global shutter è di fatto un sensore di tipo stacked più affollato di uno normale).
Più elettronica e la lettura di tanti dati in simultanea, significa maggior consumo, maggior produzione di calore.
Maggior produzione di calore induce maggiore rumore digitale (in lettura, una cosa che non alcuna relazione con la sensibilità ISO, con l'amplificazione o con il rumore fotonico di fondo).
Maggior rumore significa minore dinamica in gamma bassa.
E anche la necessità di impostare sensibilità base più elevate di quelle nominali per mantenere una curva di amplificazione decente.
E' il caso della famosa Sony a9 III che tante perplessità ha destato all'uscita, una volta ricavata la curva di lettura del rumore e la sua dinamica inferiore al modello precedente avente la stessa risoluzione ma un più normale sensore stacked.
Ci sono trucchi per risolvere questo problema che però non sono sempre applicabili.
RED DIGITAL impiega la lettura ad alta velocità e in questo modo riesce a sommare due fotogrammi consecutivi che vengono fusi insieme per ricavarne uno più pulito da rumore e disturbi.
Nikon ha fatto tempo fa un brevetto per un sensore che può funzionare in modo misto, rolling e global shutter ad aree in modo da dosare la potenza, il calore e il rumore e tenere sempre il soggetto sotto fuoco.
Ma lasciamo queste problematiche agli ingegneri, loro sanno come giocarsela.
Quindi dopo questo - mi scuso - lungo preambolo andiamo alla domanda.
A chi serve il Global Shutter (ovvero a chi servirebbe una Nikon Z9 II qualora avesse, come qualcuno dice , un sensore con global shutter derivato da quelli di RED ) ?
Principalmente a chi fa video, specie in condizioni di luci critiche.
E a chi fotografa soggetti animati, lenti o veloci e non vuole in nessun modo che ci siano artefatti nelle sue immagini.
Oppure a chi usa flash in luce ambiente e necessità di potenza.
Una macchina a global shutter può sincronizzare il flash potenzialmente con tempi rapidissimi (nell'ordine dei decimillesimi di secondo fino teoricamente ad 1/80000'' ammesso che il flash riesca a scattare a quelle velocità) senza il depotenziamento del flash in modalità HSS.
Quindi fotografi sportivi, videografi, cerimonialisti, fotografi di wildlife estremo, fotoreporter, fotografi di moda che usano flash potenti in luce ambiente con il sole.
A questi potenzialmente non daranno fastidio i problemi portati dal Global Shutter rispetto ad un normale Rolling Shutter con tempo di readout molto rapido.
Come la sensibilità di base più elevata o la perdita di dinamica in bassa gamma.
Si avvantaggeranno della migliore reattività dell'autofocus, dell'assenza totale di black-out a mirino, oltre ovviamente, all'assenza di artefatti da movimento in qualsiasi condizione di luce, incluso il banding.
A chi NON serve il Global Shutter ?
Principalmente a chi non fa le cose che fanno quelli a cui serve il Global Shutter.

Quindi paesaggisti, fotografi di still-life e di macro, chi riproduce opere d'arte, a chi fa della scienza del colore e della post-elaborazione alla ricerca di ogni stilla di qualità di immagine possibile, la ragione ultime della sua fotografia.
Questo fotografi avranno solo danni dall'uso di un sensore con global shutter, non vantaggi. Quindi dovranno tenersene alla larga.
Tranne che i produttori nel frattempo non si inventino qualche escamotage per aggirare i limiti indotti da questa tecnologia.
Ho tutto e anche di più del desiderabile.
Tante fotocamere, decine di obiettivi. Flash, luci fisse. Treppiedi e teste (quante teste !).
Ma credo che un uomo che smette di avere desideri sia arrivato alla ... fine.
Quindi quando mi sento bene penso a cosa mi piacerebbe.
Anche se la nuova Nikon Zf Silver mi guarda storto.
Qui di seguito scriverò i miei desideri che spero qualcuno realizzi nel 2026.
Vi invito, se volete e se non siete nella condizioni di uno che è arrivato alla fine della pista, di aggiungere nei commenti i vostri.
Ma con l'accortezza - vi prego - di non farmi leggere cose tipo "un viaggio in Policromesia", oppure "tempo per fotografare perché il lavoro, i pargoli etc. etc." e altro sciocchezze del tipo di un 1200 mm a lenti f/2.8 a 350 euro.
No, se volete partecipare al gioco dei desideri con me, dovreste indicare quello che vi serve, vi piacerebbe avere e che, se uscisse nel 2026, comprereste di sicuro.

Se poi per voi la fotografia oramai è un lontano ricordo, invece astenetevi (e toglietevi di torno ... perché qui non avete cittadinanza !).

la mia prima Z9, inossidabile pur nei suoi 1200000 scatti. Potrebbe lavorare altri 5 o 6 anni ma è arrivato il tempo per un modello più aggiornato
La Nikon Z9 II, lo sappiamo, è già la fuori, almeno sotto forma di "muletto" Z9 aggiornato o prototipo. E forse sarà, in forma camuffata, dalle parti di Cortina per le imminente Olimpiadi invernali.
Io ho già due Z9 di cui sono soddisfatto ma credo che in cinque anni Nikon abbia accumulato lo stesso know how che ha accumulato per fare la Z9.
La Z9 è stato un oggetto dirompente che, anche se non si è notato per noi nikonisti, ha influito sul mercato.
Ancora oggi è un riferimento per tutti.
La Z9 II per me - e credo per tutti - non può che essere la replica di quel fenomeno.
Per cui non deve e non può essere un mero aggiornamento di marketing ma un vero passo avanti.
Perché io la compri deve fare uno step ulteriore in tutti i fronti :
sensore - molto più veloce, con un readout di non più di 1/1000'', meglio se Global Shutter per essere esente da ogni artefatto, ma basta che possa sincronizzare un flash ad 1/2000'' e sarò soddisfatto
con una risoluzione nell'intorno dei 50 megapixel. Anche se a me ne basterebbero la metà, purché buoni
con una tenuta al rumore equivalente all'attuale
ma soprattutto più veloce e con un autofocus decisamente più reattivo ed evoluto dell'attuale
che abbia il marchietto AI non mi importa, purché porti un miglioramento della precisione e soprattutto dell'aggancio del soggetto di quello attuale.
Lo sappiamo - almeno io lo so - la Z9 (e le sue sorelle) soffrono quando il sistema legge le informazioni perché il soggetto non è più illuminato.
La Z9 ragiona per righe orizzontali, non conosce le colonne verticali. E quindi zoppica.
Magari non ve ne siete accorti perché vi basta così.
Ma potrebbe e può essere meglio, decisamente meglio di così.
Che faccia 70 scatti al secondo o che abbia qualche scamotaggio a la Sony per avere più dinamica a 64 ISO non mi interessa (sinceramente nemmeno mi interessano i 64 ISO, io la uso permanentemente a 500 !).
E del video non ho particolari richieste da fare. Anzi, per me sarebbe meglio che Nikon si concentrasse sulle Z-RED per le cose più sofisticate del video.
La Z9 deve essere una macchina completa ma non necessariamente il meglio che c'è anche nel video.
Ma certo, il global shutter oltre che ad eliminare gli artefatti in fotografia, eliminerebbe le bande oscillanti nel video e la renderebbe refrattaria a qualsiasi influenza esterna anche negli scenari più complicati.
Il Global Shutter, se di generazione successiva a quello della Sony a9 III, sarebbe la risposta ad ogni desiderio.
E potrebbe far si che la Z9 II sia la macchina "per sempre".

Adoro la mia Nikon Zfc e la Z50 II mi piace, a differenza della Z50 prima serie.
Ma non nascondo i miei malumori per attuali Nikon DX :

soprattutto il sensore, vecchio e lento ma anche e ancora più inadeguata, la batteria EN-EL25, mi annoiano.
Il mio desiderio - per il 2026 o per il 2027 - sarebbe di vedere finalmente una Z70 che superi questi limiti e ci offra un sensore moderno - anche solo da 24 megapixel - e la batteria Nikon EN-EL15 per compatibilità con le altre Nikon "serie". Magari, il sensore stabilizzato ... come offerto dai concorrenti.
Mica chiedo la luna ...
Ma sono conscio che per quest'anno Nikon si limiterà ad aggiornare la Z30 facendone una piccola Zr con la batteria rachitica ...




il fatto che io abbia ancora lo scatto del 105/1.4 ART di Sigma insieme alla vecchia D850 fa capire a che era appartenga questo, pur ancora splendido progetto.
Ma oggi per centrare il bersaglio ci vogliono motori lineari a coppie, altro che ultrasuoni ! E i miglioramenti sul piano ottico consentiti dal tiraggio corto delle mirrorless sono sotto gli occhi di tutti, quando un 28-400 o un 16-50 si permettono di stare a testa alta davanti ai fissi !
Non ho capito perché la focale 105mm si sia estinta.
A parte il Nikkor Z 105/2.8 S - che è un micro ! - nessuno ha proposto un 105mm negli ultimi 5-6 anni.
Il riferimento restano il vecchio Nikkor F 105/1.4E con tutto il suo mare di aberrazioni e lo strano e buffo Sigma ART 105/1.4, bello ma esagerato.
Il lancio del 135/1.4 ART di Sigma questa estate, disponibile purtroppo solo per attacco Sony e Leica, ha fatto capire che se ci sono le ambizioni, le cose si possono fare.
Ecco, oggi credo che un 105/1.2 potrebbe vedere la luce. Ma non credo potrebbe essere Sigma a farlo e, se anche lo facesse, non producendo più obiettivi per Nikon, non saprei che farmene.
Per cui lo vorrei da Nikon, con il marchio Plena, per un progetto ancora più esclusivo del "cinematografico" 135/1.8.
Ma ammetto che se fosse Viltrox - e non mi sento di escluderlo dalla serie LAB che rappresenta le ambizioni del marchio cinese - non lo trascurerei.
Anzi, lo comprerei il primo giorno di messa in vendita.
Amo la focale 85mm nel ritratto anche se io preferisco - quando il soggetto se lo può permettere - un isolamento assoluto e poter "entrare in contatto con gli occhi" della persona che ritraggo.
Per questo il 105mm rappresenta per me l'assoluto, più di 135 - focale sempre impegnativa - e di 85mm.
E' il mio vero e unico desiderio in campo ottico perché gli altri sono più generici.



l'ultima infornata di Viltrox in arrivo su Nikonland. Manca qui il nuovo 85/1.4 PRO che è fermo in deposito in attesa di consegna con le Poste Italiane
Viltrox oramai è una realtà consolidata. Soprattutto per l'intraprendenza e la capacità di proporre tante novità sempre a prezzi sorprendenti.
Tanto che ogni acquisto è sempre più che un capriccio : un capriccio possibile.
La linea EVO credo che sia il non plus ultra della loro proposta. No, non intendo che sia il meglio in assoluto, i PRO e i LAB sono meglio.
Ma gli EVO - di cui per ora abbiamo solo il bellissimo 85/2 - sono il compromesso tra prestazioni/peso/prezzo migliore.
Sono meglio degli AIR - tutti uguali e compattati a forza in quel fusto - non così più scarsi dei PRO ma in compenso molto più piccoli e leggeri.
Meno prestazionali dei LAB ma molto meno costosi.
Una linea completa di Viltrox EVO dal 12mm al 135mm sarebbe perfetta per le Nikon Zf, con la ghiera dei diaframmi, una luminosità buona ma non esagerata che consenta di contenere peso e dimensioni. Prezzo intorno ai 300-400 euro uno per l'altro.
Credo che li collezionerei tutti.


Infine un desiderio generico ancora di più, più universale che personale.
Vorrei che Nikon si rendesse conto finalmente che per arginare la presa di campo dei cinesi non può che allearsi con i giapponesi.
Per questo credo che sarebbe ora che Nikon smettesse di ostacolare TAMRON e SIGMA nella emissione di nuovi obiettivi per attacco Nikon Z.
E' una politica miope e controproducente.
Perché la disponibilità di un certo obiettivo da un certo marchio può spingere l'acquirente lontano dal tuo prodotto fotocamera e incentivare le vendite di macchine Sony o Panasonic (l'accesso al mondo Leica L, se vogliamo escludere le strane Sigma BF).
Se Tamron e Sigma avessero la facoltà di proporre gli obiettivi che vogliono per il nostro attacco Nikon Z, sarebbe un vantaggio per tutti e questo aprirebbe ancora di più il mercato, ostacolando i cinesi, anziché i vicini di casa con cui abbiamo imparato a convivere per decenni.
E che, a differenza dei cinesi, offrono una rete di assistenza e una garanzia nazionale degna di questo nome.


E voi che cosa desiderate per il 2026 ?
Mi raccomando, solo strumenti per fotografare, che dovrebbero uscire nel 2026, che sul mercato per il momento non esistono E SOPRATTUTTO che voi comprereste ...
Parliamo di desideri da realizzare non di sogni impossibili o insensati.
Sono davvero poche le realizzazioni in formato APS-C degli obiettivi macro Nikon in era digitale, prima reflex ed ora mirrorless.
Perchè alla particolarità della funzione ci siamo quasi sempre fatti bastare i Micro e ora gli MC nati per il formato pieno, pur pagando lo scotto sulle fotocamere DX della variazione della copertura, che diventava equivalente sempre a mediotele, anche spinti.
Per cui l'esigenza di un obiettivo per la distanza ravvicinata, che non superasse di troppo la copertura di uno standard, in effetti non è in certi tipi di ripresa, specie di still life, un'esigenza da poco, tanto da farmi sognare anche su FF l'opportunità di un macrowide.
Sul finire di questo 2025, che è stato in generale avaro di ottiche, Nikon ci stupisce con la presentazione del primo zoom f/2,8 Z DX ed anche con questo Nikkor Z DX MC 35mm f/1,7 che già dal nome ci fa sobbalzare per la luminosità fin qui sconosciuta su qualunque ottica macro di chicchessia.

Ottica compatta tanto quanto semplice di linea, lunga 72mm e larga 70, passo filtri il glorioso 52mm dei primi MicroNikkor, peso solamente 220g essendo costruita interamente in plastica, eccetto la baionetta posteriore in metallo

nessun pulsante o slider sul barilotto, neppure di limitazione del range di messa a fuoco ravvicinata (come siamo abituati a trovare sugli MC Nikkor)
Schema ottico da 8 lenti (una ED) in 7 gruppi, rapporto di riproduzione 0,67x il che porta la sua ratio solamente ad 1:1,5

invece che al lifesize 1:1 al quale Nikon ci ha abituati pressocchè da sempre sulle sue realizzazioni macro, salvo poche eccezioni su alcuni Tilt&Shift
impermeabilizzato da pochi O-Ring
Un obiettivo di matrice economica, quindi, costruito in Vietnam, dotato di paraluce a vite HN-43 che va comprato a parte


Sulla mia Z50ii sta veramente bene, esteticamente ed ergonomicamente, se lo paragonassimo all'altro MC in commercio da tanti anni...

...ossia il Brutto Anatroccolo MC 50/2,8... quello con la proboscide da coleottero che spunta dal nulla...

specie se paragonato al Master fra gli MC (ed i macro in commercio), quel MC 105/2,8 che davvero fa fare sempre bella figura ai fotografi che lo adottano

eh si...

però, però...non fasciamoci la testa prima di iniziare e montato il nuovo MC 35/1,7 sulla Z50ii vediamo di farlo lavorare un pò...
magari riprendendo il fratellino

Vediamo la distanza operativa dal soggetto al massimo del suo RR, usando il mio tacchino:

che resta a davvero pochissimi centimetri dal paraluce del MC 35/1,7

poi usiamolo per scattare qualche ritratto all'altra new entry: lo zoom 16-50/2.8


e dai e dai, non mi sembra poi di ravvisare differenze enormi col MC50... vogliamo vedere a che livello siano?
Ricordiamoci del dato luminosità: l' MC 50mm è un f/2,8 mentre questo MC 35mm è un luminosissimo f/1,7...ma sappiamo come tutte le ottiche macro, a causa del forte avvicinamento al soggetto e conseguente arretramento del gruppo ottico relativo alla messa a fuoco, soffrano di una perdita notevole di luminosità, progressivamente arrivando verso il loro massimo RR.
Nella fattispecie questo MC 35 è un f/1,7 ad infinito e fino a 5 metri circa dal soggetto, poi comincia a diventare meno luminoso (f/2 a 25cm dal soggetto) fino ad arrivare a 16cm dal piano focale un f/3,2... comunque sempre più luminoso del MC50 che però è un lifesize e quindi al suo RR di 1:1 diventa f/5,6 mentre allo stesso RR 1:1,5 del MC35 è comunque un f/5
Tanto per intenderci, questa è la differenza tra i due RR dei due obiettivi, a parità di soggetto: una moneta da 20$ messicani
qua ripresa a tutta dimensione f/8 dai due obiettivi
MC 35mm
MC 50mm
E adesso al massimo RR dei due obiettivi:

MC 35mm f/3,2 a tutta apertura

MC 50mm f/5,6 a tutta apertura anch'esso
La differenza di ingrandimento, a parità di distanza (16 cm dal piano focale per entrambi gli MC) è sensibile e determina tutta la differenza che intercorre tra questi due obiettivi, per chi volesse sceglierne uno al momento dell'acquisto.
Insieme alle altre differenze di un certo rilievo, se tale possa essere il limitatore di fuoco presente sul 50 insieme al tasto AF MF, in fondo di scarsa utilità.
Insieme alle differenze tra i due MC low-end del catalogo Nikon, una comunanza, che è una scoperta che ho fatto io, dato che non la vedo riportata nè da Nikon nè tantomento da altri divulgatori sul web.
Una delle utilities del MC50 era di poter essere utilizzato insieme al sistema Nikon ES-2 per poter duplicare diapositive e negativi. Tale sistema ES-2, nato in era reflex a servizio dei due Micro 60mm AFD ed AFS viene venduto con due differenti tubi filettati di prolunga per adattarsi a quei due Micro reflex.
Ma il NIkkor Z MC50 era stato prodotto con una filettatura filtri da 62mm, concentrica a quella da 46mm della proboscide col nocciolo di lenti dell'obiettivo: questa filettatura si accoppia con una delle due prolunghe a servizio dell'ES-2.

Ho provato a collegare alla più corta delle due prolunghe questo MC 35/1,7 attraverso un semplice anello step-down 62-52mm di pochi euro di costo.

Il risultato è ottimale (grazie anche ai pochi mm di prolungamento dell'anello step-down stesso) e consente anche agli utenti DX tramite l' MC35/1,7 di utilizzare sulle loro mirrorless l' ES-2



tutti gli automatismi di AF, compreso l' eyeAF e il riconoscimento dei soggetti, funzionano pienamente allo scopo

a ben vedere i campi di utilizzo di questo nuovo obiettivo macro Nikon Z sono gli stessi del fratello più grande, specie tenuto conto delle differenti capacità di ingrandimento, che in close up non contano più, se non occorra per forza arrivare al fatidico RR 1:1




usandolo poi in focus stacking, grazie all'utility presente su quasi tutti i corpi DX delle Nikon Z (eccetto la prima 50) risulta sempre la focale ideale
Anche in giro per negozi, attraverso la vetrina di un vecchio orologiaio...


oppure per bancarelle:

sfruttando la luminosità della sua apertura massima

ed esercitandosi a casa con gli oggetti di una vita

utilizzando sorgenti di luce miste, naturali ed artificiali .
Ma questo obiettivo possiede un suo carattere ben definito anche in esterni, specialmente dove il colore prenda il sopravvento sulle forme

in contesti urbani, passando dal totale al dettaglio...in un batter d'occhio, come con il chiosco Liberty di Ernesto Basile a Palermo,
tanto trascurato, quanto interessante nei suoi particolari, neppure tanto nascosti





E se con i fiori in pietra questo MC 35/1,7 si comporta così bene, non c'è ragione di non provare con quelli naturali...
come immaginavo, nulla da eccepire, specie giocando con i flexible picture color di casa Nikonland, per ottenere dei JPG immediatamente pronti all'uso, perfettamente coerenti alla percezione a mirino in ripresa





A conti fatti, il prezzo di acquisto differente tra i due MC motiverà i possessori di Nikon Z DX a fare la scelta per l'uno o per l'altro, invece che le prerogative RR dei due macro.
Io questo MC35/1,7 DX lo consiglierei
a tutti coloro che desiderino continuare ad acquistare obiettivi APS-C per le loro Nikon Z 50,30 fc e le possibili successive che verranno progettate. Perchè sanno già che non faranno mai il passaggio al formato superiore...
a chi non interessi che fotografare oggetti a distanza ravvicinata, ma non abbia esigenze di arrivare per forza al RR 1:1 (e se dovesse riprodurre dia e negativi, abbiamo visto che grazie ai tubi del sistema ES-2 ci arriva ugualmente)
a chi possegga una Z DX e desideri un obiettivo Nikon standard, fisso e luminoso che fino ad oggi nel catalogo non c'era (l'altro unico fisso DX è il 24/1,7)
a chi sia piaciuto come l'ho utilizzato io e abbia nel frattempo pensato ad altri modi e luoghi...

Max Aquila photo © per Nikonland 2025

Un obiettivo Nikon, dà sempre soddisfazione !

Auguri di Buon Anno 2026 qui con noi su Nikonland...
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E si:
dopo generazioni di macchine fotografiche digitali, finalmente Nikon si è decisa a costruire un secondo zoom trans standard f/2,8 a più di vent'anni di distanza da quel 17-55/2,8 che restò l'unico zoom professionale DX per così lungo tempo.

Ma se nel titolo di questo articolo non trovate scritta la parola professionale nè il suffisso PRO è presto detto: questo zoom è certamente il più luminoso disponibile su questo range di focali per le Nikon Z 30/50/fc (con la sola eccezione del Tamron FF 16-30 di pari luminosità, peraltro presentato anch'esso nel 2025) ma pur essendo dotato di VR (non essendo le Z DX stabilizzate sul sensore) non posso certamente attribuirgli una classificazione che appartiene ad obiettivi zoom Z di ben altra costruzione e caratteristiche.
Ciò detto in anticipo, siamo certamente di fronte ad una realizzazione intelligente, progettata proprio per fare fronte all'incombente minaccia se non di Tamron, sicuramente della strabordante produzione cinese di fissi di notevole (anche maggiore) luminosità e, se sono veri gli ultimi rumors, secondo cui Viltrox si appresta a produrre il primo zoom totalmente Shenzen, anche la futura concorrenza su questo versante.
Come si fa dunque a tentare di contenere questa orda famelica? Sicuramente iniziando dal prezzo d'attacco interessante, subito oggetto di campagne natalizie di ribasso che, se la nostra esperienza di lustri ci assiste, si tramuterà presto nei nuovi prezzi di listino, già dopo pochi mesi.

Per cui i 929€ iniziali, dopo solo un paio di mesi dal lancio sono diventati già 879€ : ben al di sotto di quel Tamron citato che naviga attorno ai mille, ma ricordiamoci essere un FF (pur se non dotato di stabilizzatore)

L'obiettivo si presenta in modo ineccepibile e con delle dimensioni abbastanza compatte per il suo range equivalente ad un 24-75/2,8

schema ottico da 12 lenti in 11 gruppi, con due elementi asferici ed uno ED, lungo 88mm e largo 74,5, diaframma a 9 lamelle e filettatura filtri da 67mm, pesa solamente 330 grammi...perchè è costruito interamente in plastica, eccetto la baionetta posteriore.

Sottile la seconda ghiera, quella di messa a fuoco manuale, ma programmabile via menù per poter alla bisogna, gestire il diaframma, la correzione dell' esposizione oppure gli ISO. E questo è certamente un plus per questa categoria di obiettivi, quelli DX ...
Dichiarato IF, però zoomando si allunga: e questa cosa ai PRO non piace mai...


accreditato, infine, di un MTF non linearissimo alla massima apertura, alla quale vignetta sensibilmente e non per causa del paraluce a petalo, invece sempre necessario per contenere riflessi parassiti.

ottimamente impermebilizzato a giudicare dalla quantità di O-ring... ma non l'ho certo messo alla prova in questo ambito


un obiettivo certamente centrato sulle prestazioni rispetto al prezzo di vendita, ma non certamente professionale
Il confronto con il 16-50/3,5-6,3 VR è certamente impressionante per la differenza di dimensioni

ma dobbiamo considerare che quello zoomino è stato l'obiettivo di primo equipaggiamento di tutte le Z DX fino ad oggi e nessuno dei suoi acquirenti (anche se obbligati) se n'è mai lamentato, se non per la luminosità scadente via via zoomando.
La distanza minima di messa a fuoco del nuovo 16-50/2,8 varia con le focali, passando dai 15cm richiesti alla focale minima fino ai 25cm a quella massima.

in buona sostanza un obiettivo che mancava fin da quando il panorama Z DX si era arricchito di altre macchine che non le prime Z50 e 30... ed il fatto che oltre alla costruzione economica, non certo a prova di urti o shock termico da lavoro in ambiti difficili, la mancanza di un antiriflesso come nelle ottiche Z di formato pieno di livello anche medio, ma sopratutto quell'allungamento del barilotto in zoomata, non lo si possa annoverare in una categoria che non gli appartiene, ciò non significa che per le esigenze degli utenti degli attuali corpi DX non fosse un desiderata per la sua luminosità parifocale.
E per le caratteristiche di compattezza e peso che sicuramente ne faranno un best buy in questa sua categoria.

La maggior parte degli scatti realizzati sono a TA, proprio per vagliarne le caratteristiche di omogeneità di esposizione e di cromia.
Oltre a valutare gli eventuali riflessi in controluce diretto, in assenza di nanocristalli et similia...





Come si vede, la distanza minima e l'elevata luminosità, consentono sia di avvicinarsi e tanto più di staccare bene il soggetto dallo sfondo, anche in ottica wide...

così come anche a 24mm

piccole distanze che unitamente al focus stacking possono fare di questo obiettivo un altro ottimo protagonista per lo still life


Preciso e silenzioso in AF, facile (grazie all'elevata luminosità) anche il funzionamento in eyeAF, anche su piccoli riferimenti, come in questo presepe meccanico, a focali via via maggiori



Preciso e nitido come solo nel bianco e nero si può "freddamente" stabilire

...pur se con l'ausilio di specifici Picture Control, studiati proprio per incrementare la nitidezza sul soggetto 😜


nitidezza e contrasto che vengono chiaramente confermati anche negli scatti a colori a distanze canoniche

Qualche sbavatura solamente nelle situazioni di compresenza di forti controluce ed ombre, dove l'assenza di nanocristalli e tantomeno di altro coating come gli Arneo e Meso Amorphous, presenti sulle ottiche di pregio, possono provocare l'insorgenza di flare e talvolta qualche caduta generale del contrasto, come nei successivi scatti...





fermo restando il valore di questo zoom quando le condizioni di illuminazione, quali che esse siano, siano più nette ed uniformi



come dimostrano anche le riprese effettuate in una delle più difficili chiese della mia città: la Cappella Palatina di Palazzo dei Normanni, patrimonio dell' umanità, laddove gli imperatori normanni, da Ruggero a Federico si sedevano in trono a seguire la Messa, sotto un ludibrio di mosaici bizantini in tessere d'oro zecchino e sotto le muqarnas arabe del soffitto (insigne esempio di integrazione religiosa)
...ossia quanto di più difficile da compensare cromaticamente con un sensore digitale ! E questo Nikkor Z 16-50mm f/2,8 VR...se l'è cavata bene !



...consentendone l'osservazione ravvicinata grazie alla sua focale da 50mm in DX, che ci permette di esaminarne i dettagli che ad occhio nudo, da terra, non sono altrettanto ben percepibili

In conclusione, siamo davanti ad uno zoom che mancava al catalogo Nikon e che è stato collocato sul mercato ad un prezzo tutto sommato adeguato alle sue prestazioni.
Un obiettivo che aiuterà il suo possessore in tantissime occasioni, da quelle nelle quali un diaframma aperto serva a gestire luce disponibile di basso livello, tanto quando servirà ad isolare un soggetto dallo sfondo a 75mm-eq molto meglio di quanto non si potesse fare con uno zoomino entry level da f/6,3
Uno zoom di medio livello che consentirà di affiancare dei fissi, magari ancora più luminosi, scegliendoli dal catalogo FX oppure, purtroppo, da quello dei concorrenti cinesi più aggressivi come Viltrox, qualora Nikon come supponiamo, non intenda abbassarsi al livello dei prezzi ormai imposto da questi competitor.
Noi da questa tenzone siamo affascinati...😇 sempre tifando per Nikon, ci mancherebbe !!!

Max Aquila photo © per Nikonland 2025

Tanti anni fa feci un post (Nikonland rev 1) in cui raccontavo di braccetti snodati per riprese subacquee (TLC Arms). Sapevo benissimo trattarsi di argomento che avrebbe interessato pochissimi lettori. Oggi faccio il bis, ma forse quanto segue potrà avere una platea più vasta .

- Supertele Nikon Z: rimozione asole cinghia.
Con i nuovi supertele Nikon Z (400 TC 600 TC e 800) ci siamo trovati ad aver a che fare con le nuove asole passa cinghia. Belle robuste, meno cheap di quelle utilizzate su tutti i tele Nikon dal momento dell'invenzione del teleobiettivo, purtroppo con un grave difetto: sono aggettanti. Si protrudono come puntazze spigolose fuori dall'affusto cilindrico del tele e sfregano, consumano le eventuali coperture, perforando il neoprene. Io non uso i passa cinghia, nel trasporto a sbalzo del tele ricorro ad un morsetto arca swiss, stretto al piede del tele, dotato di asole su cui è agganciare la cinghia. Insomma a me le asole sporgenti rompono inutilmente i cotiledoni.





Spulciando il sito Zemlin ho scoperto di non essere l'unico a trovarle fastidiose, Zemlin propone un kit di sostituzione composto da due placchette plastiche (20 euro) o di alluminio (30 euro) da posizionare al posto delle asole. Oltre a ciò Zemlin consiglia un bel cacciavitone adatto a quelle maledette vitine che ancorano i passacinghia, perchè queste vitine, oltre ad essere piccole e facilmente spanabili, sono bloccate con uno zic di colla (Loctite frenafiletto) . In casa però io un cacciavite adatto cell'hò e allora ....


Ok sull'800 le viti vengono via. Si deve fare un certo sforzo poi TAK la vite si smolla e si può svitare rimuovendo la placchetta. Ora, di aspettare non so quanti giorni per avere due pezzi di plastica a 20 euro francamente anche no, grazie. In casa ho un foglio di poliuretano nero spesso circa 2.5mm che fa al caso (si trova in qualunque ferramenta). E' un materiale che si lavora facilmente e così ho fatto.









I fori: bisogna fare un po' di attenzione a marcare correttamente la posizione dove forare, ci va niente a sbagliare di mezzo millimetro e la placchetta non si riesce a posizionarla correttamente.






Ok sull'800, sostituzione avvenuta e tutto liscio. Sul 400 TC invece quelle viti non ne vogliono sapere. Il cacciavite si flette, ma le viti non cedono. Evidentemente sul 400 TC Nikon ha messo un po' troppo frenafiletti, ho desistito onde evitare di causare danni e la cosa mi urta parecchio. Non mi arrendo, ma ci vado cauto, servirebbe un cacciavite con la medesima croce ma con l'affusto più robusto. Ringrazio Zemlin per l'idea, ma il suo cacciavite non lo acquisto nemmeno morto, piuttosto scaldo le viti con il saldatore.

- Piastre 8Sinn
I favolosi supertele Nikon Z sono forniti di un bellissimo piedino dotato di grip antiscivolo. Purtroppo Nikon non ne vuole sapere di disegnarli con profilo dove tail adeguato ai morsetti Arca Swiss. Oggi, come in passato, lo stuolo di scultori dell'alluminio anticorodal ci son venuti incontro con piastre avvitabili oppure con piedi sostitutivi come lo zampone i-shoot (credo tra i più venduti)

Nella foto qui sopra il 400 TC monta un i-shoot mentre sull'800 ho avvitato una Wimberley P20. Il piede sostitutivo è sicuramente la scelta migliore perchè è molto robusto e decisamente più comodo nell'uso quale maniglia rispetto alla piastra wimberley avvitata al piede nIkon originale. Purtroppo in entrambe i casi si perde la funzionalità ergonomica del piede Nikon originale che, mi ripeto, è fatto molto bene.
Non so come ma navigando in rete sono finito sul sito di un'azienda specializzata in accrocchi per video riprese, si chiama 8 Sinn, e ho visto questa:

L'idea è semplice: dove wimberley (e tutti gli altri) propongono parallelepipedi con scanalatura a coda di rondine, questi 8Sinn mi vendono solo la META' di SOTTO. Può essere un'idea furba?
Si vi dico già che è furba, molto furba. La piastra dispone di due viti di serraggio perfette per il montaggio con il piede Nikon Z; con due punti di ancoraggio non c'è pericolo di slittamenti laterali. A seguire il confronto con la Wimberley P20




Non son 40 grammi a fare la differenza, lo è invece il profilo che si ottiene montandola sotto il piede standard dei tele Nikon Z. La 8Sinn è nel mezzo, si vede di cosa parlo.

Va detto che anche in termini di peso, la 8Sinn risulta comunque vincente, anche verso il granitico ed essenziale piedino i-shoot.


Il profilo della 8Sinn è estremamente essenziale, non sporge oltre il bordo del piede Z permettendo di utilizzare appieno la maniglia Nikon originale che, assicuro, è decisamente comoda. Infine, il serraggio su qualunque morsetto Arca Style è perfetto ed estremamente robusto.

La 8Sinn mi ha convinto. Le sto usando da 1 anno e vanno molto bene.
Sono due dritte che forse potranno essere utili a qualcuno, magari no , ma magari si. Condividere mi sembra una cosa giusta.
Buone feste a Tutti e appena smette di piovere, fuori le Nikon !!
Era un impiegato di fresca nomina quello che indugiava davanti alla vetrina del negozio di Francesco Soldano (si, il fratello di Gigi) oramai più di quattro decenni fa.
Perché in quella vetrina c'era una fiammante Nikon FA Silver/Nero che qualcuno aveva restituito.
Faceva bella mostra di se insieme ad un 50/14 AIs e ad un 105/2.5 AI.
Costava uno stipendio e un pezzo dei miei di allora.
Io avevo già una FE2 appena comperata in un altro negozio li vicino. Ma non mi piaceva, quel suo galvanometro di esposimetro mi dava l'impressione di essere un oggetto di un secolo prima.
Invece la FA portava i display a LED, il program, tutte le possibili modalità di scatto (tra le prime Nikon a sdoganare la priorità dei tempi), aveva il matrix !
Ed era bella, bella davvero.
La comprai dando indietro la FE2, tenendomi il mio 50/1.4 AIs. Il 105/2.5 mi faceva gola ma erano già andati due stipendi per quell'acquisto.
E diciamo la verità, per la schiappa di fotografo che ero, era non troppo, di più, di più. Come se un ragazzino di oggi, passasse dal telefonino direttamente alla Z8.
Un mio collega aveva la F3 con i migliori obiettivi dell'epoca. Non so che ci facesse, ma io fino a pochi mesi prima non avevo mai sentito nemmeno nominare Nikon, o forse di sfuggita.
E le Nikon che vedevo in giro erano tutte quelle "brutte" con quello strano coso sul pentaprisma e i tasti altissimi. F, F2, boh.
E' iniziato così il mio amore con Nikon, tuttora vivo e appassionato.
Con quella FA mio fratello ha fotografato me, mia mamma e mio papà il giorno del giuramento al corso allievi ufficiali il 4 dicembre 1985. Ed io il suo, a Genova, per quello del Genio.
L'ho usata diffusamente per farci tutto per quindi anni e più. Sempre con il fido 50/1.4 AIs montato sopra. Il 105/2.5 arrivò anni dopo, ma non avevo soggetti altro che fiori all'epoca.
Mentre uno zoom Tamron fece la comparsa per poi sparire. Di quelli con l'adattatore Adaptall, avete presente.
E oggi arriva lei.
Si, si, ho già scritto della Zf all black, bella, affascinante, misteriore.
Ma questa è la versione migliorata della mia Nikon FA, con tutte le cose che io, che all'epoca già programmavo a basso livello computer ante MS-DOS (altro che Windows !) ed avevo già abbandonato i vinili per i CD, desideravo senza nemmeno sapere che un giorno sarebbero state possibili.
La Zf è più di quello che dovrebbe essere. E' un concentrato di potenza che per lo più viene usata limitatamente per simulare il comportamento delle vecchie reflex.
Con le sue ghiere abbastanza fedeli. Se dotata di obiettivi con il diaframma fisico - come quelli vecchi e come certi VIltrox - allora la si può usare veramente vecchio stile.
E con una delle "mie" pellicole digitali, la grana aggiunta, sembra una creatura d'altri tempi modernizzata da tecnologia del futuro.
Qui l'ho voluta accoppiare volutamente con il vecchio (primi anni '70) 50/1.4 pre-AI non modificato perché si accoppia perfettamente in quanto ad estetica.
Meglio del finto 40/2 SE che ho temuto per figura ma è un pessimo obiettivo ... anche bruttino.
Ovviamente collegato con un adattatore in alluminio forte e sicuro, non certo con il delicato - ed inutile in questo caso - Nikon FTZ di cui peraltro oramai sono sprovvisto.

insomma è stato amore a prima vista.
Per l'occasione ho superato un mio tabù e l'ho lasciata con la custodia in similpelle di SmallRig che simula cuciture e rifiniture anni '60 in coccodrillo dipinto cuoio, con una correggia tonda comodissima e una impugnatura veramente perfetta.
Perché la rendono più maneggevole e ancora più bella, secondo me.
Perché è bella in modo imbarazzante. Oltre il modo di dire.
Certo sua sorella - che è in vacanza in Sicilia - quella "abbronzata" è bella allo stesso modo. Ma non è così bella, viva, spettacolare.
Ho montato anche qui l'AR-11, il pulsante morbido di scatto.
Purtroppo per ragioni su cui non mi attardo in questa stagione non posso renderle giustizia facendo tante foto.
Ma verrà il momento buono.
Vi lascio con una carrellata di foto dettagliate che spero la dimostrino in tutto il suo fascino.
Dal vero il metallo è metallo, la finitura è leggermente meno silver di quella di un tempo e un pò più titanio.
In questo mi ricorda la meravigliosa F2 Titan.
E scusate se è poco. Quella, usato, oggi, costa anche di più di questa nuova.






















Grazie a lei, il mio sarà un felice Natale 2025.
Spero lo sarà anche per voi.
All I want for Christmas ... is You !
Modifiche rispetto alla versione firmware "C" da 5.20 a 5.30
Nota: le modifiche elencate di seguito sotto "Fotografia di immagini fisse", "Registrazione di video", "Riproduzione", "Controlli" e "Rete" sono presentate in dettaglio nella Manuale di aggiornamento firmware supplementare.
Nota: a causa dell'aggiunta di nuove opzioni di menu, alcune opzioni del menu Personalizzazioni sono state rinumerate.
■ Fotografia di immagini fisse
• Il rilevamento del soggetto è ora disponibile quando [AF a punto singolo], [AF ad area dinamica (piccola)], [AF ad area dinamica (media)] o [AF ad area dinamica (grande)] è selezionato per [Modo area AF].
• Sono state estese le dimensioni delle aree di messa a fuoco disponibili con i modi area AF [AF area estesa (C1)] e [AF area estesa (C2)].
• Sono stati aggiunti i Picture Control [Monocromatico uniforme] e [Monocromatico toni profondi]. È stato aggiunto anche il supporto per i Picture Control "Variazione Colore".
• È stata aggiunta l'opzione [Ripr. messa a fuoco dopo lo scatto] a [Acquisizione auto]. È stato aggiunto anche [Volto] alle opzioni del tipo di rilevamento del soggetto.
■ Registrazione di video
• Il rilevamento del soggetto è ora disponibile quando [AF a punto singolo] è selezionato per [Modo area AF].
• Sono state estese le dimensioni delle aree di messa a fuoco disponibili con i modi area AF [AF area estesa (C1)] e [AF area estesa (C2)].
• Sono stati aggiunti i Picture Control [Monocromatico uniforme] e [Monocromatico toni profondi]. È stato aggiunto anche il supporto per i Picture Control "Variazione Colore".
• È stata aggiunta l'opzione [Ripr. messa a fuoco dopo lo scatto] a [Acquisizione auto]. È stato aggiunto anche [Volto] alle opzioni del tipo di rilevamento del soggetto.
• Selezionando [ON] per [Zoom digitale alta risoluzione] nel [MENU DI REG. VIDEO] ora viene visualizzato un punto AF sul soggetto rilevato nella visualizzazione di ripresa.
■ Riproduzione
• È stato aggiunto [Data] a [Criteri di riproduzione filtrati] nel menu di riproduzione e nel menu "i" di riproduzione.
• È stata aggiunta l'opzione [Riproduzione loop] nel menu "i" di riproduzione video.
• È stato aggiunto [Ruota autom. immag. durante ripr.] al menu di riproduzione.
■ Controlli
• È stata aggiunta una voce [Attiva opzioni rilevam. del soggetto] al [MENU PERSONALIZZAZIONI] nelle posizioni di a10 e g6.
• La voce a14 [Apertura massima Lv durante Mf] è ora la a15 [Apertura massima Lv] nel [MENU PERSONALIZZAZIONI].
• È stata aggiunta una voce [Impost. limitat messa a fuoco] al [MENU PERSONALIZZAZIONI] nella posizione di a17.
• [Limitatore di messa a fuoco] e [Attiva opz. rilevamento soggetto] sono stati aggiunti ai ruoli assegnabili tramite f2 [Controlli personalizz. (ripresa)] e g2 [Controlli personalizzati] nel [MENU PERSONALIZZAZIONI] e ora è possibile salvare impostazioni separate in [Richiama funzioni di ripresa] e [Richiama funz. ripresa (perm.)]. Inoltre, è stata aggiunta un'opzione di ingrandimento di [400%] a [Zoom sì/no].
• È stata aggiunta l'opzione [Passa a immagine sorgente] come ruolo assegnabile a f3 [Controlli personalizz. (riproduz.)] nel [MENU PERSONALIZZAZIONI].
• È stata aggiunta una voce [Attiv. l'area dell'immag. (TC integr.)] al [MENU PERSONALIZZAZIONI] nella posizione di f11.
■ Rete
• È ora possibile aggiungere testo descrittivo a profili di rete esistenti utilizzando [Collega a server FTP] nel [MENU OPZIONI DI RETE].
• È stata aggiunta l'opzione [Sincr. di data e ora con server NTP] a [Collega a server FTP] > [Opzioni] nel [MENU OPZIONI DI RETE].
• È stata aggiunta l'opzione [Sovrascrivi info copyright] a [Collega ad altre fotocamere] nel [MENU OPZIONI DI RETE].
• La fotocamera master può ora rilevare e connettersi a fotocamere remote sulla stessa rete.
• È stato aggiunto [Streaming USB (UVC/UAC)] a [USB] nel [MENU OPZIONI DI RETE].
■ Altre modifiche
• Sono stati apportati miglioramenti al funzionamento dell'autofocus e alla sua affidabilità, inclusa l'acquisizione del soggetto durante la fotografia di immagini fisse.
• La misurazione diretta del bilanciamento del bianco è ora disponibile anche per la fotografia di immagini fisse tramite applicazioni, per esempio NX Tether.
• La registrazione di memo vocali è ora disponibile con microfoni esterni.
• Sono state modificate le specifiche per l'uscita video ininterrotta a dispositivi HDMI come monitor esterni quando la registrazione è terminata.
• Il livello del volume delle cuffie può essere ora regolato nel menu "i" durante la registrazione video.
• I video non ruotano più automaticamente con la fotocamera quando [Ruota automatic. le immagini] è impostato su [ON] nel [MENU RIPRODUZIONE].
• Sono state aggiunte le opzioni Picture Control [Monocromatico uniforme] e [Monocromatico toni profondi] a [Elaborazione RAW (imm. corr.)]/[Elaborazione RAW (più immag.)] nel menu [Ritocco]. È stato aggiunto anche il supporto per i Picture Control "Variazione Colore".
• La velocità alla quale la fotocamera passa ciclicamente attraverso i punti AF utilizzando il multi-selettore o il selettore secondario non rallenta più quando si cambia direzione.
• Le caratteristiche tonali sono state modificate quando [ON] è selezionato per la Personalizzazione g14 [Visualizzazione ausiliaria] nel [MENU PERSONALIZZAZIONI].
• Sono stati corretti refusi nel display del monitor quando si preme un controllo al quale era stato assegnato [Set impostaz. menu di ripresa] utilizzando la Personalizzazione g2 [Controlli personalizzati] nel [MENU PERSONALIZZAZIONI] mentre [Istogramma] o [Monitor forma d'onda] era visualizzato durante la registrazione video.
Scaricabile Qui
Ho lasciato volontariamente ditate, macchi e puntini di polvere sulla macchina in questa foto - che non è di repertorio ma fatta in questo momento - per dimostrare che si tratta di un prodotto d'uso. Uso frequente da quando le Zfc hanno lasciato casa avvicendate dalle Zf che generalmente non uso per le foto di routine.
La Z50 II si disimpegna bene. Ho scritto un anno fa e lo ribadisco :
per il fotografo comune che non vuole apparire la Z50 II offre tutto quello che serve - guardando le foto che vediamo quotidianamente - tranne che quel fotografo non abbia necessità delle migliori prestazioni di un sensore full-frame stabilizzato o si dedichi in prevalenza a fotografie in ambiti specialistici.
la Z50 II fa ottime fotografie, oggi ha una dotazione di obiettivi sufficienti proposti da Nikon ma ce ne sono molti di più da terze parti cinesi, alcuni addirittura esotici come gli f/1.2 Viltrox.
Sono usciti uno zoom "professionale" 16-50/2.8 che si somma per range focale al mitico e mai abbastanza ben considerato 16-50/3.5-6.3 del kit.
Ed abbiamo anche un piccolo ma valido micro.
Per lungo tempo è stata la Z più avanzata sul piano software.
Ha una bella gestione dei Picture Control che la accomuna alla Z5 II, migliore di quella di tutte le altre Nikon Z.
Ha il flash incorporato che spesso toglie dai guai.
E' compatta ma si impugna bene.
Costa il giusto.

lo step successivo è la Nikon Z5 II che dovrebbe accontentare quell'altro 9% di fotografi, lasciando al restante 1% tutto ciò che si può comprare con una Visa o una Mastercard.
Detto questo, nessun prodotto è perfetto. E i limiti di questa Z50 II li sapevamo già quando è stata presentata.
Ma risultano molto più evidenti usandola quotidianamente come sto facendo.
La batteria Nikon EN-EL25a

la vediamo in questa foto di insieme, sulla destra, in grigio per differenziarla da quella di prima serie (senza la a nel nome modello) in nero sulla sinistra.
In mezzo l'ubiqua EN-EL15 che equipaggia tutte le middle class Nikon da tempi oramai immemori.
Una SD Lexar per evidenziare le grandezze in gioco.
Insomma, parliamo di una batteria a due elementi, non tanto più piccola della EN-EL15 in fondo.
Solo che è tanto più stupida e tanto meno capiente !
Si perché non solo offre circa metà della carica della EN-EL15 ma soprattutto non condivide molte informazioni con la fotocamera e quelle che trasmette, spesso sono fuorvianti.
Soprattutto, quando è sottoposta a stress di scarica da parte del vorace Expeed 7, si spaventa e segnala di essere scarica con tanto di spia rossa che compare a display.
Solo che nella realtà è un "mancamento" momentaneo che passa dopo qualche attimo. Lasciando solo spavento.
Ma la questione è che quando sembra che sia ancora carica, improvvisamente comincia a segnalare che si sta svuotando e in meno di quanto ci si aspetterebbe, ti lascia a piedi.
Per carità, la buona abitudine dovrebbe essere quella di avere sempre una batteria di riserva per cambiarla.
Ma non sempre si ha la prontezza di spirito di ricordarsene, specie quando si vuole uscire spensieratamente.
E poi non in tutte le circostanze è immediato cambiarla. Quando si hanno i guanti, quando si mette la macchina in remoto o in uno scafandro o in altre occasioni che vi potete immaginare.
A me capita di andare in sala posa (che sta tre piani di scale sotto il mio ufficio) per andare a fare foto di repertorio con i flash da studio, carico come un asino magari.
La Z50 II mi sembra carica. Eppure dopo una decina di scatti mi pianta in asso.
E devo rifarmi sei piani di scale per andare a prendere una batteria carica, se ce l'ho, oppure ricaricare quella in dotazione, aspettando il tempo necessario per riprendere il lavoro.
Non basta.
La mania di Nikon di fare le cose piccole, ha fatto scegliere per la Z50 II una soluzione da compattona, con il vano batteria condiviso con la scheda di memoria.

questo contribuisce certo a rendere la Z50 II più compatta.
Ma se si monta il grip SmallRig - praticamente indispensabile - togliere la scheda di memoria è una iattura anche per chi ha mani piccole come me.
E poi questo ha impedito di avere due schede di memoria.
Non indispensabili in questa categoria.
Ma perchè privarsene ?
Il sensore da 20 megapixel della Nikon D500
che intendiamoci per risoluzione e dinamica o tenuta al rumore è ancora valido.
Ma è tanto, tanto lento in lettura.
E l'Expeed 7 praticamente lo violenta ogni volta che si forza la macchina.
A parte il banding violento in luci oscillanti, ovviabile passando in otturatore meccanico, in tutte le occasioni di raffica in elettronico, non necessariamente alla massima velocità, si formano artefatti anche se il soggetto è immobile.
Con casi non documentabili perché imprevedibili di dislocamento di parti di immagini, persone storte, parti di corpo mancanti.
Foto da buttare che inducono ad usare la macchina al di sotto delle sue capacità massime.
Oggi ci sono sensori molto più moderni, condivisibili, come quelli usati da Sony e soprattutto da Fujifilm. Non sarebbe stato male che Nikon passasse ad uno di questi.
Ma è certamente meglio che ci pensi con il prossimo modello.
... che non è nemmeno stabilizzato
questione di costi, Nikon dice di contenimento delle dimensioni ma diciamolo meglio.
Il sensore è vecchio e riprogettare un sistema di stabilizzazione integrato non conviene.
Ma nell'uso si nota la mancanza di stabilizzatore da parte di chiunque abbia in casa una Z stabilizzata (ovvero tutte le full-frame).
Si scatta con tempi impensabili a mano libera con le reflex, avendo foto accettabili.
Con la Z50 II si è invece portati ad usare obiettivi stabilizzati, oppure a tornare alle cautele di una volta.
Ecco, in fondo è tutto. E non è molto. Ma sufficiente a farmi pensare ad un modello nuovo che superi questi limiti e ci consegni finalmente la Nikon Z in formato DX definitivo ancora di costo accettabile (~1000 euro) e non una fuoriserie che vada a sovrapporsi alle Nikon Z FX.

La Nikon Z5 II dimostra che in un corpo compatto si possono comunque mettere due schede di memoria, la batteria EN-EL15, lo stabilizzatore e persino la possibilità del battery-grip ancora ad un prezzo accettabile.

Riprogettare l'impugnatura, spostare le schede, lasciare l'alloggiamento della batteria per la sola batteria che ovviamente sarebbe la EN-EL15, uniformandosi alle altre Nikon Z "serie".
Un nuovo sensore da comprare fuori, non c'è bisogno di spendere miliardi in ricerca e sviluppo, stabilizzato ma soprattutto molto più veloce di quello attuale che mostra ampiamente la corda. Non serve che sia da 40 megapixel, 24-26 bastano.
Idealmente semi-stacked come quello della Z6 III o delle nuove Sony e Panasonic.
Contenendo con economie di scala i costi e vendendone a pacchi.
Come dite ? Questa sarebbe la Nikon Z70 ?
Ebbene si, un numero glorioso che ricorderebbe la D70, la macchina che più di venti anni fa ha trattenuto Nikon - con oltre 1.000.000 di pezzi venduti - dal lasciare il settore imaging.

Ad ogni modo, restando alla Nikon Z50 II, se la possedete - e la utilizzate - che ne pensate della vostra ?
Nei commenti avete lo spazio per esprimervi, se volete ...
Ma ve lo ricordate dei nostri papà che negli anni '70 uscivano di casa col borsello per riporre occhiali da sole, penna, chiavi, tabacco e sistemi di accensione, tubetto di pillole digestive e pacchetto di fazzoletti di carta, oltre a gettoni telefonici e quant'altro potesse abitarli?

ed insieme al Valextra di mio padre, rovinato ma ancora intatto (contenuto compreso) ecco questo Lowepro GearUp Creator Box, versione II (con materiali riciclati) e misura Large, rispetto una Small ed una XL, che mi riservo di valutare dopo aver comprato ad un prezzo Black Friday questo qua.

Il nome molto articolato indica un prodotto evidentemente ideato per sopperire ad una prima esigenza: quella di condensare una attrezzatura fotografica in una borsetta da inserire dentro uno zaino od una valigia, ordinatamente...
ed anche in poco spazio...ovviamente
Le dimensioni interne sono sufficienti a portare in giro un piccolo corredo formato da una mirrorless di media dimensione con un obiettivo attaccato ed un secondo e terzo obiettivo di minori dimensioni, fissi perlopiù oppure zoomini non eccessivamente larghi di diametro.

come potete vedere una Nikon Zf con un obiettivo innestato e due altri disponibili più un piccolo flash, non hanno difficoltà a convivere


nella parte alta dell'interno dell'anta, una taschina per un paio di schede ed una tasca più lunga per stivare cavi e alimentatori

la cinghia con la scritta QuickDoor e la fibbia a sgancio rapido, serve a contenere l'apertura delle due cerniere se si voglia solo estrarre la fotocamera con obiettivo innestato


materiali (anche se riciclati) sempre all'altezza della fama del marchio, dal quale negli anni ho comprato forse le migliori tra le decine e decine di borse che ho posseduto...

l'assenza di una tracolla a corredo, depone a favore del progetto originario da inner box... ma bastano due moschettoni ed una tra le tante tracolle che abbiamo a casa...

Insomma, questa borsettalla penso proprio che avrà molto successo per le mie scorribande a breve raggio, grazie anche (già ce l'ho in mente) alla possibilità di alloggiarla, per esempio, dentro alla borsa da serbatoio della mia moto.
Per averla immediatamente a disposizione, mantenendo più protetta l'attrezzatura al suo interno.
Inoltre mi pare abbastanza anonima, perchè se non fosse per il logo Lowepro, tutto sembra tranne che una borsa fotografica, tenendola a tracolla.
...o a borsello, dalla larga e comoda maniglia...
Promossa su Nikonland...


Max Aquila photo © per Nikonland 2025

Che strano oggetto egli è ?
Così devono pensare le mie Nikon d'antan, equipaggiate dei loro più gloriosi 20mm, dei quali ho parlato ampiamente qua
Già...perchè quell'angolo di campo è da sempre il mio favorito in ambito wide, un punto fermo, tanto quanto non ho su altre categorie di vetri.
E quindi, cosa poter utilizzare sul disgraziato sensore DX, che se aiuta con le focali lunghe, certamente uccide il senso di quelle corte, figuriamoci di quelle cortissime.
Ecco allora come i produttori di ottiche, negli ultimni decenni, si siano sforzati di produrre delle focali che convertite in APS-C possano restituire integro il campo inquadrato da un grandangolo spinto.
Si...ma per ottenere quello di un 20mm a pieno formato, bisogna progettare un 14mm DX, il che non è un vero e proprio trastullo: la curvatura della prospettiva di un simile wide può ingenerare aberrazioni e distorsioni che poi rendano inguardabile il risultato...specie se si voglia anche ottenere elevata luminosità.
Negli ultimi tempi i fabbricanti di ottiche cinesi si stanno affaticando su queste tematiche ed, abbandonati i facili progetti ottici tra 28 ed 85mm, si stanno dedicando alla vexata quaestio...
Nel frattempo, la tendenza del gusto fotografico torna alle pratiche vintage, dalla reflex con le pellicole scadute, al bianco e nero con emulsioni di nuova fabbricazione, al recupero, insomma, di tradizioni che costituiscono il nostro (di noi vecchi) percorso di formazione che ci ha portati fin qui, al digitale di terza generazione.
Ed allora...bando alle ottiche perfette ed asettiche, frutto di una progettazione computerizzata, quanto di una realizzazione altrettando industrializzata, del tutto scevra dalle soluzioni artigianali degli sbozzatori di vetro ottico del secolo scorso.
TTArtisan ci presenta questo AF 14/3,5 APS-C (attualmente solo per Fuji e Sony)

Non è piccolo...lo è di più ...

pesa solo 98gr, ha la ghiera filtri da 39mm, il diaframma massimo f/3,5 e la distanza minima di maf a 25cm, misura 62mm di larghezza per soli 32 di profondità, più il paraluce a imbuto, in metallo, come tutto l'obiettivo. Ha la ghiera di messa a fuoco manuale e...anche quella dei diaframmi, che culmina con la posizione A per chi desideri continuare ad usare la ghiere del corpo macchina.
E' autofocus e ... ci resta il dubbio di dove possano aver collocato il motore😀




il tappo posteriore possiede una contattiera che serve da basetta per poter aggiornare il firmware dell'obiettivo

...attraverso una presa USB-C

belle le serigrafie e bellissime le zigrinature di supporto alla movimentazione della ghiera del diaframma: mettono voglia di usarla...!


schema da 8 lenti in 7 gruppi, molte delle quali speciali

un MTF curioso, che ci fa intuire quello che dice il titolo di questo articolo...ne parlerò più oltre

per poterlo montare sulla mia Z50II ho dovuto usare un esemplare a baionetta FE con l'adattatore Viltroz E-Z, efficientissimo

il paragone con lo zoomino Z 16-50 in posizione chiusa è sconcertante

...ma anche quello con il Viltrox 20/2,8 FX (e ricordiamo sempre che stiamo parlando di un 14mm...)

insomma...è davvero piccolo, compatto e tascabile


Andiamo al titolo, quindi: "il wide per il nikonista vintage"
Non a caso ho contornato questo TTArtisan AF 14/3,5 APS-C di obiettivi dallo stesso angolo di campo, vintage per anagrafe, ma al loro tempo dei fenomeni, uno per uno e per motivi differenti.

perchè dopo averlo usato già dal balcone di casa ho capito quale sia stato il motivo della sua produzione:

...poi ci sono uscito e mi sono confermato della mia idea iniziale (che era poi anche il desiderio che così fosse...)




in tutto questo devo confessare di aver largamente fatto uso dei flexible picture color che la mia Z50II consente, non quelli (pessimi) incorporati, bensì quelli sviluppati da Mauro Maratta e principalmente l'ultimo, Provia, insieme anche a Kodachrome e Superia (a voi il facile compito di individuare quali e dove)

(non solo quelli a colori...😂)


insomma...lo vedete da voi: questo superwide da 129$ di listino in USA, è fabbricato per rendere proprio come funzionava il mio padellone UD 20/3,5 del 1967, aggressivo cromaticamente, vignettante a tutti i diaframmi, anche a f/16, pieno di ghost e flare in controluce diretto...


ma plasmabile e contenibile inquadrando e correggendo in fase di esposizione (tanto noi oggi vediamo tutto a mirino e monitor, prima di scattare)


netto in piena luce...



così come compatto nelle ombre...




Insomma, un obiettivo da gestire, non uno di quelli perfettini che fanno tutto loro.
Proprio come un nikonista vintage sa fare da sempre...





Con un obiettivo così si può fare bellamente a meno dello smartphone perchè se avete voglia di giocare è esattamente quello che vi suggerirà di fare.
Senza troppi riguardi per la perfezione formale, tenendo conto che oltre ad essere un obiettivo AF e nonostante su LR non sia presente il suo profilo (e di nessun altro TTArtisan) gode comunque della correzione della distorsione prospettica, risultando sicuramente più corretto di molte realizzazioni di focali molto più vicine allo standard che questa...: davvero lieve per un 14mm la distorsione a barilotto

Davvero una gradevole sorpresa al prezzo cui Amazon me lo ha offerto, senza sconti da Black Friday: se venisse realizzato anche in Z bay, credo che andrebbe a popolare le borse di tanti fotografi che alle mirrorless DX hanno sempre chiesto anche la possibilità di utilizzare ottiche leggere e compatte.



...ed anche divertenti...

Max Aquila photo © per Nikonland 2025
Del treppiede fotografico ho scritto delle romanze, adesso però è il caso di rifare il punto perchè oggi la questione è cambiata in modo essenziale.
Oggi quasi tutti gli utenti di Nikonland sono ML user, quelli che ancora non lo sono lo diventeranno giocoforza. Ebbene, perdere lo specchio vuol dire eliminare la prima fonte di micromosso che può affliggere qualunque ripresa con tempi otturazione brevi o lunghi. La conseguenza immediata è che è possibile usare treppiedi molto meno robusti di quelli che usavamo in passato. Una ottima notizia! Si, ma non fatevi perculare.

- SQUDRA CHE VINCE NON SI CAMBIA, si AMPLIA -
La Cina è diventata il primo produttore di strumenti per sostenere apparecchi fotografici, con questa pressione il gruppo Manfrotto non so quanti anni ancora potrà resistere.
Nella spettacolare messe di strumenti made in Cina c'è da perdersi. Offerte su offerte, oggetti identici commercializzati con nomi diversi. E' una guerra, e un gran casino, i cinesi hanno copiato il mondo e adesso si copiano tra di loro.
Per mia esperienza ho provato un po' di cineserie e nella pratica ho ristretto il campo a 2 soli produttori: Leofoto e Sunwayfoto. Il primo per i treppiedi, il secondo per le teste serie XB.
Oggi vi racconto la mia su un oggetto che trovo decisamente particolare, vi racconto del Leofoto LS-324CEX che utilizzo dall'estate 2025.

I treppiedi Leofoto serie RANGER sono molto compatti, anni fa ho scritto del minuto e potentissimo LS-254, non hanno la colonna centrale e non dispongono dello spazio per alloggiarla quindi la loro dimensione da chiuso è estremamente contenuta.
Qui un bel paragone tra il Leofoto LS-324CEX il mio cavallo da battaglia, il Gitzo GT3541LS dove balza all'occhio la differenza di ingombro.

Il Leofoto LS-324CEX gioca nello stesso campionato del mio Gitzo Systematic serie 3 e per questo l'ho scelto, per avere una alternativa o un raddoppio equivalente, ma con il vantaggio di una maggiore compattezza. Scrivo quindi di un treppiede pensato per applicazioni generalistiche a tutto tondo. In dettaglio, confrontando i due treppiedi:
diametro della sezione più grossa delle gambe è 32mm (0,9mm meno del Gitzo)
4 è il numero sezioni per gamba, ottimo compromesso ingombro - stabilità.
la lunghezza da chiuso è circa 56 cm per entrambi
l'ingombro (diametro da chiuso) è ovviamente a favore del Leofoto
il peso con testa siamo lì, 200g più o meno, a cavallo dei 2.2-2.5 kg (il Leofoto qui vince ma solo di un fattore 0,9)
l'altezza tutto aperto: il Leofoto è più alto 153 cm , il Gitzo si ferma a 144 cm.

Sicuramente la ridotta dimensione diametrale è un parametro interessante che rende questa serie Leofoto Ranger intrigante, ma la cosa non è gratis. Prova alla mano la piattaforma della crociera così compatta mostra una maggiore propensione alle vibrazioni. Usando una reflex e montando un tele importante ci si accorge del cedimento.
Però questo Leofoto LS-324CEX , guardatelo bene, integra una funzionalità particolare, molto particolare: la serie CEX dei Ranger è dotata di culla integrata.


Questa culla l'avevo apprezzata tantissimo utilizzando il minuscolo LS-223CEX il più piccolo Ranger di casa Leofoto, che mi porto in montagna per reggere la Grande Berta tra le rocce delle alpi casalinghe.

Soddisfatto dalla performance mi sono fatto il proposito di ampliare l'utilizzo della soluzione anche nell'ottica di utilizzare con profitto le teste video come la Leofoto BV-10 che ho acquistato (usata) per provare a emulare Dario Argento.
La testa video Leofoto BV-10 e' un classico a due movimenti; pur non essendo un capolavoro nelle riprese video, non si deve caricare sopra i 1.5kg, è ottima per le riprese foto con tele importanti ed in questo la culla di livellamento del Leofoto serie CEX diventa essenziale; infatti è pressoché impossibile regolare le gambe del treppiede sull'orizzontalità perfetta del piattello crociera, se non si è in bolla il panning orizzontale sarà una tristezza calante da un lato, impennante dall'altro. La culla consente di correggere ed utilizzare con profitto qualunque testa a due movimenti. Usando invece una normale testa a sfera non si incontra questo guaio, nel caso la culla è un "di più" che non fa male a nessuno.


Costruttivamente il Leofoto LS-324CEX è un articolo nello standard Leofoto == elevato. In termini di stabilità è, nella pratica dell'uso ML, equivalente al mio storico e solidissimo Gitzo GT3541LS, tanto che lo sto utilizzando in assoluta intercambiabilità. Accoppiato con la BV-10 o con la Sunwayfoto xb-44 è molto solido e mi consente di gestire sia il 400 TC che il più leggero 800/6.3. Non è il caso di gravarlo con il 600/4 VR, per quello ci vuole ancora il Gitzo, ma nel complesso si è mostrato un compagno molto affidabile ed in grado di rimpiazzare il Gitzo o raddoppiarlo, alla bisogna.

Qui sopra i miei Leofoto, dall'alto: Leofoto LS-324CEX con BV-10, il piccolo Leofoto LS-254 armato con XB-44 ed il minuto LS-223 CEX con testina LH-30
La caratteristica di compattezza della serie Ranger è fatta apposta per andare in giro. Caricare due treppiedi sullo zaino non è più una roba da fachiro e ho sperimentato la cosa con i due Leofoto LS-324CEX e LS-254 come mostra la foto seguente.

Come accennato, dall'estate 2025 per le mie uscite fluviali, utilizzo il Leofoto LS-324CEX e ne sto apprezzando le qualità tipicamente negli appostamenti a doppio teleobiettivo. Va da sè che in queste occasioni mi trascino appresso molto materiale e la riduzione degli ingombri diventa essenziale (due Gitzo systematic è dura, ve lo assicuro).

Devo segnalare un limite, non del treppiede, ma del contesto.
Al momento l'unica testa a sfera che ha un diametro adeguato ai 60mm del piattello della serie Ranger è l'XB-44 di Leofoto (o l'equivalente Marsace). Leofoto sembra non voler produrre teste con base sui 60mm che però abbiano sfera 44-46mm, il minimo per offrire il grip coerente con la struttura del treppiede sottostante.
Qui a seguire l'immagine di un Ranger Leofoto LS-365C privo di culla con testa Marsace (prestiti di Mauro qualche anno fa) identica alla Sunwayfoto XB-44

Secondo me è un peccato perchè la XB-44 o equivalente è sottodimensionata per lo stativo Leofoto Ranger LS-32x (figuriamoci per un LS-36x come quello della foto sopra).
Esisterebbe la testa Coreana PhotoClam Pro-50NS, con sfera abbondante di 50mm, che è una versione ridotta della Arca Swiss B1 e come tale offre una maneggevolezza d'uso seconda a nessuno. Questa farebbe scopa, ma costa un po' troppo (350 euro) e non c'è un distributore.

NB. La testa a sfera inventata da Arca Swiss prevede un solo pomolo a frizione modulabile per controllare la sfera e un piccolo pomolo per il panning orizzontale. In totale i pomelli sono solo 2. Le Sunwayfoto XB (e le Marsace copia) implementano la medesima soluzione. Le molto famose RRS (e le copie Leofoto) invece hanno pomello della frizione separato che nell'uso qutidiano richiede un pochino di accortezza in più.
Riassumendo
Se usate teleobiettivi importanti con Z8 o peggio Z9, il Leofoto LS-324CEX è un scelta ottima e grazie al CEX e alla sua culla si può utilizzare appieno con profitto con:
una buona testa video
l'ultraleggera a due movimenti Leofoto VH-30 ( o l'originale Acratech)
la classica culla per teleobiettivi.
una testa a sfera 44-46mm va bene comunque (sempre)
Per chi non ha esigenze così importanti, consiglio di guardare ai Leofoto più leggeri come il LS-284 anche lui CEX. Non risparmiate sulla culla centrale, non vi pentirete.
E per finire - WARNING -
ho provato una Artcise la NB-46, l'ho pagata poco, molto poco. Vale poco.

Pur nell'opulenza Artcise della confezione (con 3 piattelli in dotazione e sacchetto imbottito molto ben fatto) l'oggetto risulta poco adatto alle mie esigenze. Il serraggio sfera non è affatto solido, come dovrebbe essere per 46mm di sfera, e lo "smottamento" post chiusura è demoralizzante. Va bene nell'uso con le Fuji Xpro2 e i loro mini obiettivi, ma con le gigantesse Z9 e i loro obiettivi "GRANATA a FRAMMENTAZIONE" no, proprio non ci siamo. Okkio quindi, i numeri alle volte possono ingannare.
Se qualcuno è interessato si faccia avanti, la NB-46 è qui da me prende polvere.
37°43'26.2"N 12°56'46.3"E le coordinate:

al centro della Valle del Belìce, a poche centinaia di metri in linea d'aria dal fiume che dà il nome alla zona e che sfocia in un'area naturale protetta, ai piedi del parco archeologico di Selinunte, ecco i tre ettari di uliveto che gestisco da sempre, appartenente alla famiglia di mia madre da diverse generazioni.
Ma fino al 2017 lo spazio destinato agli alberi era solo un terzo dell'estensione totale: i due ettari incolti erano brulli, pietrosi ed anche in una certa pendenza che fino ad allora non ne aveva che lasciato a mandorli ed erbacce la superficie...



La parte destinata ad alberi di Nocellara era quindi un terzo solamente, popolato però da piante più che secolari e bellissime, con i loro tronchi contorti e testimoni di molte più stagioni di quelle che potremo conoscere noi, poveri mortali.

alcune ridotte all'essenziale dalla lunga vita ed infinite potature...





ma comunque forti e nodose nella loro semplicità


L'olivo Nocellara è una varietà (oggi si dice cultivar...) antichissima, quanto la terra di sua predilezione, ossia la parte sud occidentale della Sicilia, da Marsala a Sciacca, caratterizzata da un microclima che risente fortemente del salmastro dal Canale di Sicilia e dei venti connessi, unitamente alla struttura geomorfica delle terre rosse di questa particolare zona della principale isola del Mediterraneo, popolata da Fenici, Elimi, Greci ed Arabi, prima di noi...

Caratteristica della varietà è un oliva dal peso che spesso e volentieri eccede i sei grammi e raramente scende sotto i quattro grammi. La loro superficie è punteggiata anche da grandi lenticelle che però non risultano molto numerose. Ottimo è anche il rapporto tra nocciolo e polpa, e quest'ultima è dotata di grande consistenza, caratteristiche che rendono la Nocellara del Belice un'eccellente oliva da mensa anche se col passare del tempo anche la vendita di olio extravergine ottenuto da questa cultivar è diventata molto redditizia.





L'olio ottenuto dalla spremitura di queste olive ha generalmente una colorazione che può andare dal giallo al verde intenso ed un'acidità molto bassa che si mantiene costantemente al di sotto dello 0,5%.
Nella fattispecie, il mio olio ha nel corso degli anni, un grado di acidità variabile tra lo 0,1% e lo 0,15%
Anche se il periodo di maturazione è piuttosto tardivo, quest'oliva entra in produzione relativamente presto ed ha un livello di produttività molto buono, non soggetto ad alternanza, con una resa dell'olio medio-alta (si supera spesso il 20%)
All'olfatto, l'olio extravergine di oliva in vendita si presenta con un fruttato di oliva di medià intensità accompagnato da note di mandorla, pomodoro verde, erba tagliata, carciofo e talvolta di erbe aromatiche. Il gusto è amaro, leggermente piccante e con una punta di dolce.
In cucina, quest'olio dà il meglio di sè sia crudo (per il condimento di minestroni, verdure e insalata) che cotto (nella preparazioni di arrosti e fritture, sia di carne che di pesce) grazie al fatto che il suo punto di fumo è più alto rispetto alle altre tipologie di olii.
Le olive da mensa, invece, si possono preparare sia al nero che al verde con i metodi della salamoia o con il cosiddetto metodo sivigliano.

Il contenuto di polifenoli è alto e quindi il consumo di questo olio favorisce la riduzione del rischio di malattie cardiovascolari, mentre l'alto contenuto di grassi ad alta digeribilità favorisce la riduzione del colesterolo e degli zuccheri nel sangue.

Le piante vengono potate basse, con una caratteristica forma tondeggiante, per consentire una raccolta manuale che rispetti la pianta, sfilando le olive dai rami, dopo aver disposto a terra le reti per velocizzare l'operazione.
Come dicevo prima, nel luglio 2016 ho deciso di fare dissodare i due ettari incolti, spianando anche qualche dislivello, attraverso una costosissima macchina di movimento terra, che andava già allora a 300 all'ora... (euro, non km...)



...poi, durante autunno ed inverno, la Terra ha fatto il suo corso... mentre nel frattempo acquistavo le piantine di Nocellara da impiantare



poi la trivella per fare i buchi sufficientemente profondi per interrarle...



...e via di zappa...
il tutto per 400 altre piante oltre la novantina di quelle antiche (che ho strenuamente difeso, nonostante fossero chiaramente economicamente giunte)



Mio papà, quando gli chiedevo perchè non avessero mai completato di piantare questo terreno, mi rispondeva "ci vogliono anni prima che gli ulivi prendano e inizino a produrre".
Io sono caparbio e ho pensato che se qualcosa avevo ancora era la pazienza: nonostante il forte investimento per l'impianto già dopo un paio di anni i giovani alberi manifestavano gioia di vivere: il sistema biologico di coltivazione cui aderisco, senza neppure irrigazione artificiale dell'uliveto, fa sì che queste piante si abituino a rispettare i cicli di produzione usuali, sfruttando unicamente le risorse naturali: acqua dal Cielo (quando arrivi...) e nessun aiutino se non strettamente biologico, ossia piantumazione e sovescio di erba sulla o di favino, per aiutare il terreno ad azotarsi naturalmente.
In pochi anni (oggi siamo al sesto di produzione) siamo riusciti ad ottenere un frutto perfetto per caratteristiche organolettiche ed intatto perchè non indebolito dalle crisi idriche che nei fondi irrigati artificialmente provocano gravi danni (in caso di interruzione della somministrazione idrica)

il costante apporto degli insetti utili all'impollinazione caratterizza una crescita progressiva e dei raccolti di crescente quantità, salvo in un paio di occasioni nelle quali l'intero habitat circostante ha sofferto per l'innalzamento delle temperature nel periodo estivo




Anche quest'anno la produzione mi ha sorpreso, raggiungendo una quantità notevole di olive/albero per questa varietà e non scendendo mai sotto al 17,50% di resa per la quantità di olio molito,

Le stagioni si succedono e la Terra ci sopravvive, naturalmente: il nostro compito è di curarla e rispettarla, pur traendone beneficio nella sua coltivazione e questo, credo proprio sia una delle occupazioni più emozionanti ed allo stesso tempo onorevoli, alle quali mi sia dedicato da tutta la mia vita.
Il fondo che avete visto in foto prende il nome dalla contrada in cui si trova, Ciafaglione si chiama, a Partanna in provincia di Trapani.

Eccovi qua il ciafaglione, ossia il nome locale per la palma nana, della quale questa zona è ricchissima, tanto da essere utilizzato fino al secolo scorso, nella fabbricazione di manufatti come ceste e sacchi.
Chi ha il bene di assaggiare l'olio che produco al Ciafaglione, difficilmente potrà poi farne a meno.
E' come si suol dire oggi, un' Experience sensoriale.
E d'altro canto come potreste trovare la convergenza di tutti questi ...pianeti, altrove?
tutte olive della stessa varietà
coltivate biologicamente senza l'apporto di alcun prodotto chimico
provenienti tutte dallo stesso fondo, di dimensioni circoscritte, quindi da un terreno omogeneo
di qualità sopraffina ed acidità eccezionalmente bassa
non filtrato ed immediatamente conservato in fusti di acciaio per la maturazione
(...che noi meridionali non aspettiamo mai, perchè amiamo l'olio forte che pizzichi 😀)
Non resta che...cercare il pane adatto, preferibilmente nero. con farina di Tumminia e...vai ad inzuppare !


Max Aquila photo © per Nikonland 2025

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