Le avvertenze di Nikonland
Nikonland non raccomanda mai, in linea generale, l’impiego dei teleconverter. Moltiplicare la focale significa inevitabilmente mortificare, almeno in parte, le qualità del teleobiettivo al quale vengono applicati: si perdono luminosità, contrasto, rapidità di messa a fuoco e soprattutto una parte di quelle prestazioni ottiche per le quali abbiamo scelto — e pagato — un obiettivo di alto livello.
Se per il proprio genere di fotografia serve abitualmente un 400mm, la soluzione migliore resta acquistare un vero 400mm. Nessun moltiplicatore può trasformare un obiettivo più corto nel suo equivalente senza imporre un prezzo alla qualità dell’immagine.
Il discorso cambia quando si parte da un’ottica eccezionale, come un 70-200mm f/2.8 o un 400mm f/2.8, e la focale aggiuntiva serve soltanto occasionalmente. In questi casi il teleconverter può rappresentare un compromesso ragionevole: consente di risparmiare molto denaro e, soprattutto, spazio e peso nella borsa, evitando di portare con sé un altro teleobiettivo destinato magari a essere utilizzato per pochi scatti. Purché rimanga chiaro che si tratta di una soluzione pratica, non di un pasto gratis.
le foto che seguono sono della versione per Sony. Ovviamente è diverso ... il colore, gli attacchi e i contatti.
Ma sul piano ottico il modello per Nikon Z, disponibile allo stesso prezzo, è identico.
Essendo il Nikkor Z 70-200/2.8 S - oggetto per cui è stato pensato questo teleconverter - sul piano del modello equivalente Sony, il discorso non cambia.
Ma non voglio anticipare nulla rispetto alle considerazioni del test.
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Caratteristica | Viltrox TC-2.0X Nikon Z | Nikon Z TC-2.0x | Sony FE 2.0x TC SEL20TC |
|---|---|---|---|
Baionetta | Nikon Z | Nikon Z | Sony E |
Anno di presentazione | 2025 | 2020 | 2016 |
Moltiplicazione focale | 2× | 2× | 2× |
Perdita di luminosità | 2 stop | 2 stop | 2 stop |
Schema ottico | 9 elementi in 5 gruppi | 8 elementi in 5 gruppi | 8 elementi in 5 gruppi |
Elementi speciali | 3 HR ad alto indice | 1 elemento asferico | non specificati |
Autofocus | sì | sì | sì |
Trasmissione EXIF | sì | sì | sì |
Stabilizzazione dell’obiettivo | mantenuta | mantenuta | mantenuta |
Raffica ad alta velocità | dichiarata fino a 120 fps* | dipendente da corpo e obiettivo | dipendente da corpo e obiettivo |
Protezione ambientale | polvere e spruzzi | polvere e umidità | polvere e umidità |
Aggiornamento firmware | USB integrata | tramite fotocamera | tramite fotocamera |
Dimensioni | 70,5 × 29,5 mm | 72 × 32,5 mm | 62,4 × 42,7 mm |
Peso | circa 280 g** | 270 g | 207 g |
Prezzo ufficiale indicativo | 280 dollari | circa 650 euro | 600 euro |
Street price Italia/Europa, agosto 2026 | circa 260–290 euro | circa 570–620 euro | circa 520–570 euro |
ue precisazioni non secondarie. Il Viltrox era apparso in anteprima nel novembre 2025 con un peso indicato di circa 229 grammi e un prezzo ipotizzato intorno ai 160 dollari; il prodotto definitivo oggi pubblicato da Viltrox riporta invece 280 grammi e 280 euro. È quindi meglio utilizzare questi ultimi valori, anche se qualche scheda commerciale continua a ripetere quelli preliminari.
La compatibilità non è universale: la presenza della baionetta corretta non significa che ogni teleobiettivo Nikon Z possa accettare il moltiplicatore, perché l’elemento anteriore sporgente richiede spazio nella parte posteriore dell’ottica. Al momento Viltrox dichiara esplicitamente il Nikkor Z 70-200mm f/2.8 VR S; prima di estendere la tabella all’intero gruppo dei tele Nikon compatibili con il TC originale aspetterei verifiche o aggiornamenti firmware ufficiali.
La sintesi economica, comunque, è piuttosto brutale: il Viltrox costa meno della metà del Nikon, pur offrendo contatti elettronici completi, AF, EXIF, stabilizzazione e aggiornamento USB. Il vero confronto, quindi, non si giocherà sulle specifiche, ma sulla perdita di contrasto, sulla correzione delle aberrazioni e soprattutto sulla tenuta alle alte frequenze spaziali con sensori da 45 megapixel. È lì che dovremo capire se Viltrox abbia semplicemente costruito un’alternativa economica oppure abbia davvero messo Nikon in difficoltà.
Dichiarazione Viltrox riferita alle combinazioni compatibili.
* Dato attuale del produttore; alcune comunicazioni preliminari riportavano 229 g.

la versione per Nikon Z è ovviamente nera. Cambia la geometria delle baionette, il tiraggio, i contatti e il firmware.
Ma a livello ottico gli oggetti sono identici. A conferma che se un progetto è valido, va bene per tutto.
Il nuovo Viltrox TC-2.0X per Nikon Z è un prodotto interessante prima ancora di essere un buon teleconverter, perché entra in un settore che Nikon ha finora presidiato senza concorrenti e lo fa proponendo, a meno della metà del prezzo dell’originale, tutte le funzionalità che ci si aspetta da un accessorio moderno: autofocus, stabilizzazione, trasmissione dei dati EXIF, aggiornamento del firmware e piena integrazione elettronica tra fotocamera e obiettivo.
Un moltiplicatore 2× ha un compito semplice soltanto in apparenza: raddoppiare la focale mantenendo il più possibile intatte le qualità dell’obiettivo di partenza. In cambio chiede due stop di luminosità e introduce inevitabilmente qualche compromesso nella resa, nella velocità operativa e nella consistenza della messa a fuoco. Non esistono miracoli ottici, né Viltrox pretende di averne compiuto uno; resta però da capire quanto questi compromessi siano visibili nell’uso reale e se la differenza rispetto al più costoso Nikon sia proporzionata alla distanza che separa i rispettivi prezzi.
Per scoprirlo non ci siamo limitati a fotografare il moltiplicatore sul tavolo dello studio o a ricopiarne le caratteristiche dalla scheda tecnica. Questa mattina lo abbiamo portato in autodromo, montato tra una fotocamera e uno dei migliori 70-200mm f/2.8 che ci sono sul mercato, trasformato per l’occasione in un 140-400mm f/5.6. Un ambiente sufficientemente severo da mettere alla prova non soltanto la qualità ottica, ma anche la rapidità dell’autofocus, la capacità di seguire soggetti veloci e la praticità complessiva di una combinazione che promette la portata di un 400mm senza obbligarci a portarne uno.
Nelle pagine che seguono vedremo com’è costruito, come si monta, quali obiettivi può realmente accompagnare e che cosa accade alle prestazioni del 70-200mm quando la sua focale viene raddoppiata. Ma soprattutto lasceremo parlare le fotografie e le impressioni raccolte sul campo, perché un teleconverter non si giudica contando le lenti o pesando i grammi risparmiati: si giudica osservando quanta parte dell’obiettivo originale riesce a restituirci dopo averne raddoppiato la portata.
Le foto che seguono sono state scattate con la Sony a9 III e il Sony G Master 70-200/2.8 OIS ma, ripeto, al netto del sistema, con una Z9 e un 70-200/2.8 (e con il Viltrox 2x quando usato il teleconverter) non avremmo variazioni importanti. La Sony a9 III e la Z9 sono equivalente per certi versi.
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mentre tutte le successive sono state scattate con il Teleonverter inserito.
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queste a 400mm (ovvero 200mm 2x)
Mi scuso ma mi sono accorto solo a casa che il sensore era sporco (polvere volata dentro in autodromo ? C'era vento).
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Ovviamente stiamo parlando di scatti in autodromo, a distanza importante dal soggetto e con diaframma chiuso per effetto dei tempi del panning.
Non azzarderei ad usare il teleconverter per ritratto ravvicinato o riproduzione (ammesso che si faccia riproduzione/macro con un 70-200/2.8 come questo).
Il Viltrox si è sempre comportato egregiamente senza un tentennamento e viene visto dalla macchina come un TC nativo Sony.
Peraltro consentendo anche la raffica a 120 frame al secondo (cosa che è invece disabilitata per gli obiettivi non Sony !).
La qualità a questi livelli (al netto delle raccomandazioni iniziali, della qualità dell'aria, del caldo, della ... polvere sul sensore come in alcuni di questi scatti) a mio parere è paragonabile tra l'obiettivo liscio e quello duplicato. Sempre che la destinazione sia la pubblicazione o la stampa.
Se invece vogliamo vedere gli scatti a monitor al 1000%, allora cambiamo mestiere (anche perché un'auto da corsa non sarà mai perfetta quando è lanciata, nemmeno se congelata a tempi da 1/10000'').
Considerando il costo e il fatto che io ho il 100-400 Nikon e non mi interessa minimamente "duplicare" il corredo con un obiettivo simile per Sony, ho risparmiato dei gran soldi.
L'avrei comprato per Nikon ? No, proprio perché ho sia il 70-200/2.8 che il 100-400/4.5-5.6 che il 28-400/4-8, che scelgo a seconda dei casi.
Ma, mi ripeto, se uno avesse il solo 70-200/2.8 S e qualche volta, non sempre, avesse voglia di tirare più lontano, l'opportunità con metà spesa del Viltrox rispetto al Nikon TC 2x, è ghiotta.
Poi, ognuno deciderà per se.
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