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Non ci sono dubbi, il limite estremo per il barilotto dei Viltrox AIR (diametro 65, lunghezza 56mm) non può essere che questo 14mm f/4
In questo barattolino che condivide le altre focali, quelle da 20/2,8 e 40/2,5 insieme al 50/2 per citare solamente i Full Frame (mentre in APS-C arriviamo al 9/2,8 dalle pari dimensioni ed analoga copertura, oltre ai 35/1,7 e 56/1,7) questa volta Viltrox è arrivata ad ospitare ben 12 lenti in 9 gruppi
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delle quali molte speciali, come nell'esploso dell'immagine ufficiale qui sopra (aspettando un'immagine di schema tradizionale)
Tra le caratterisctiche salienti, oltre al peso di soli 185g (paraluce incluso), anche la distanza minima di ripresa da 13cm, il passo filtri (come tutti questi AIR) da 58mm e il diaframma a 7 lamelle che chiude fino a f/16
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Semplicità, materiali economici, linea austera, indistinguibile obiettivo per obiettivo (se non per forma e dimensione del paraluce in dotazione) tanto da doverli in qualche maniera colorare, se compresenti in borsa, per poterli acchiappare senza andare a cercarne la serigrafia.
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Due elementi asferici, ognuno dietro gli estremi anteriore e posteriore (anch'essi speciali), motore di traslazione stepper, abbastanza silenzioso e preciso.
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porta USB-C protetta in quanto posta sulla baionetta in metallo, quindi non lasciata esposta sul barilotto.
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L'elemento anteriore ED bombato, quanto si conviene ad un superwide da quasi 113° di angolo di campo, ma nulla di esagerato come siamo stati abituati a vedere in realizzazioni dall'analoga luminosità o in quelle addirittura più luminose ...
giusto per ricordarvene uno, eccovi il Mito Nikkor 15/3,5 Ai del 1979
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Presentato ad ottobre scorso anche in baionetta Z ha subito destato la mia curiosità proprio per le sue caratteristiche fisiche, prima ancora di quelle ottiche, giacchè, pur possedendo l'eccellente Viltrox 16/1,8 avevo considerato la possibilità di sfruttare il peso limitato di questo AIR per gestirlo in APS-C con le piccole Z30 e 50 e ne ho avuto presto l'opportunità di prova, grazie alla gentilezza di Roberto Manca, venuto a Palermo a novembre insieme ad altri due nikonlander, con questo 14/4 appena in suo possesso...
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Cosa aspettarci da un obiettivo FF di questa ampiezza di vedute, se non... vedute?
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e colori saturi...
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e distorsione prospettica da piegare alle esigenze di ripresa...?
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...sia in orizzontale, quanto e sopratutto in riprese verticali?
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...assolutamente coerenti nella loro traslazione opposta
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...dove anche a tutta apertura, mano libera e ISO2mila i risultati tra centro immagine...
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e bordi...
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sono più che adeguati alla classe di prezzo dell'obiettivo che sul web sta a 230 euro salvo offerte e sconti da parte dei vari distributori indipendenti.
Quali le difficoltà di un progetto ottico spinto a questi eccessi, dimensionalmente parlando?
Sicuramente il respiro ai bordi se non adeguatamente tenuto in bolla...![]()
quando anche a diaframma f/5,6 possiamo notare delle incertezze sulla nitidezza dei soggetti non proprio prossimi al piano di messa a fuoco (qui il quadro a sx)
Come anche la comparsa di fatidici disturbi del controluce, quali flare e ghost in una certa consistenza, quando non opportunamente gestiti in inquadratura (ovviamente assenti antiriflesso importanti ed il paraluce a petalo protegge quanto può...)
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Ma una volta opportunamente diaframmato e tenuto in bolla, esposto con la luce ben orientata, tutto va al suo posto.
(per quanto non mi fosse mai capitato che a f/8 un superwide di tale focale, manifestasse ancora differenza di nitidezza tra infinito e parti più prossime nell'inquadratura)
Legge sufficientemente le ombre chiuse, nei salti di EV... recuperabili![]()
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Chiaramente costruito per ottenere risultati che stupiscano per la visione di insieme, prima che per l'apparente correzione simmetrica (propria in maniera assoluta, invece, del mio Viltrox 16/1,8) al costo di quello che i fotografi spendono per l'acquisto di una suite di filtri...
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e per lavorare in luce disponibile, grazie alle doti dei sensori moderni di poter gestire un rapporto S/R accettabile anche a ISO superiori a 1600
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tanto quanto interessante a luce diurna, sfruttando le qualità migliori dei sensori davanti ai quali lo si anteponga
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mi ha colpito particolarmente per la sua espressività sul dettaglio del piano di messa a fuoco, qualunque sia la sorgente di illuminazione, un pò meno per la qualità dello sfuocato sui piani più distanti
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ovviamente molto scenico nel reportage da strada, a maggior ragione con gli scatti formulati in adeguato Profilo in bianconero
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(qui un Ilford HP5mm della PC suite di Nikonland)
Un obiettivo non impegnativo e poco costoso, dai limiti sottolineati ma contenuti: può stare in qualsiasi borsa che...non ospiti già il fratellone maggiore 16/1,8 il quale resta stabilmente punto di riferimento qualitativo di categoria, non solamente dentro al catalogo Viltrox (sempre più in ampliamento)
Non ci sono controindicazioni all'uso, da parte mia: ne ho avuto in prestito un secondo da Mauro Maratta per qualche mese, con patto di riscatto, ma io in borsa ho già appunto l'altro...😁
Max Aquila photo © per Nikonland 2026
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