Dei quattro Viltrox che mi aveva prestato a Natale scorso Mauro, uno in particolare ha attirato subito la mia attenzione,

restando poi a casa mia, dopo averglielo riscattato, anche se è l'ultimo di cui sto scrivendo: il Viltrox Air 9/2,8 Z superwide APS-C
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Stante la mia passione per gli obiettivi wide, questo mi ha subito colpito per la capacità con la quale gli ingegneri del marchio cinese, siano riusciti a compattare nel solito barattolino da 65mm di larghezza per 58 di lunghezza (come per tutta la serie AIR)
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uno schema ottico da ben 13 lenti in 11 gruppi (come al solito pubblicati in esploso e mai in fase) con un MTF da 🤩
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per ottenere in APS-C quei 113,8° di angolo di campo simile a quello dell'analogo 14/4 FX di cui al mio recente articolo qui
Molte le lenti speciali per annunziare una distorsione prossima a Zero ed un multicoating studiato per minimizzare riflessi e ghost nel controluce diretto.
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Anche per questo superwide peso contenuto in 190 grammi (206 col paraluce) ma comunque baionetta in metallo dotata di presa USB-C per poter aggiornarne il fw, nonostante l'economia di prodotto che ne fa contenere il prezzo di listino a soli 229 euro. Diaframma a 7 lamelle (frutto dell'economia di progetto) apertura minima ad f/16, distanza minima di messa a fuoco a 13 cm e struttura IF per ridurre al minimo il breathing, ossia la differenza di focale a minima maf rispetto quella calcolata ad infinito. Motore AF STM, ovviamente i lineari stanno nelle serie superiori, ma chissà, in futuro...
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Per gli appassionati, filettatura filtri da 58mm. Il paraluce a petalo è compreso nel prezzaccio...
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Dunque, a cosa serve un obiettivo così largo se non a... ricomprendere e infilare in inquadratura tutto quello che non entrerebbe neppure nella borsa di Mary Poppins?
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Alterando la prospettiva dei luoghi, rendendo enormi i soggetti vicini e minuscoli quelli lontani (ancorchè ben più ponderosi)![]()
conferendo risalto a grandi parti dell'inquadratura, quelle più vicine al fotografo, rispetto a quelle più lontane![]()
deformando espressamente le strutture longitudinali, per ottenere una inconsueta chiave di lettura di luoghi ben noti, ridefinendoli...![]()
in buona sostanza, giocando con la distorsione prospettica e le linee cadenti, fotografando da punti di ripresa non ortogonali al soggetto...
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e girando intorno ad esso, sfruttando pose orizzontali o verticali a seconda di cosa evidenziare, avendo a disposizione una porzione di spazio talmente dilatata in ognuna delle due proiezioni, da poter disporre dello stesso soggetto indifferentemente, senza seguire le regole tradizionali, per le quali seguire l'andamento del soggetto con la scelta dell'inquadratura
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Oppure... trovare un punto di ripresa sufficientemente distante dal soggetto per riempire gli spazi senza ricercarne distorsione alcuna...
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sempre con lo stesso obiettivo sulla stessa fotocamera...da primissimo piano ad infinito![]()
così come in un colpo...ritornare a cercare l'effetto omnicomprensivo.
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Un obiettivo che superi un angolo di campo maggiore di un angolo retto è per definizione esposto a tanti problemi, prima di tutte la diffrazione sulle lamelle del diaframma causata dalle luci dirette, come in alcuni degli esempi prima esposti: che possono però essere usati compositivamente per ottenere effetti visivi spesso apprezzati, se non abusati...
In questo senso il Viltrox 9/2,8 ha al tempo stesso il suo limite e pregio: quelle sette lamelle sono poche per addolcire i contorni delle luci potenti e se non gestiti sparano sul sensore una quantità di flares e ghosts ben superiore alla norma di un obiettivo...normale
Ma un 9mm DX non è un calibro normale, è una bestiolina da saper gestire con pazienza e indulgenza, per riportare il risultato a quanto desiderato:
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così no di certo, inaccettabile sotto ogni piano, ma giusto perchè ho cercato l'angolazione peggiore che ne amplificasse tutti i potenziali difetti...
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...basta infatti un minimo di accortezza per riportarne la resa a più miti propositi...
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fino a ridurne al massimo l'insorgenza o a posizionarla dove si desideri appaia...
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Ciò che mi piace di meno di questo Viltrox (in misura superiore a quanto già osservato sul 14/4 FX) è la resa dei piani retrostanti a quello di messa a fuoco, alle volte davvero nervosa e poco piacevole, come è evidente in questi due scatti, il primo ad f/11 ed il secondo ad f/4![]()
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una certa tendenza a produrre degli scarti decisi di nitidezza tra un diaframma e l'altro, per cui ho preferito utilizzarlo prevalentemente a quelli più chiusi,
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per quanto il discorso non sia generalizzabile ed anche ai diaframmi più chiusi la tendenza a produrre dei cali di nitidezza bruschi si possa manifestare
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ma può far gioco ad isolare anche a questi diaframmi il soggetto dallo sfondo: non è la perfezione interpretativa ed il TOP di nitidezza che si possa pretendere da un 13,5mm-eq con una lente frontale larga appena 27mm e che costi poco più di 200 euro...!
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Di fatto a tutta apertura e minima distanza si comporta come ci si aspetta che sia, così come alle grandi distanze di ripresa, in interni a luce disponibile
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tanto quanto in esterni, dove in collaborazione con luce ed il più adatto profilo colore, esprime il meglio delle sue possibilità...![]()
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aiutando a definire nella composizione le strutture e parti di un soggetto complesso
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come anche in luce artificiale a tutta apertura in combinazione con l'enorme angolo di campo disponibile
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Alla fine di questo test prolungato ed articolato, mi sento di parlare di questo Viltrox AIR 9mm f/2,8 DX come di un ottimo obiettivo di effetto, meno stancante di un fisheye rettilineare che oltre a non essre AF ha la necessità estrema di essere SEMPRE messo in bolla a pena di mal di mare.
Un obiettivo di poco prezzo e media resa, che perde solamente sulla nitidezza fuori dal piano di messa a fuoco, non certo paragonabile a quelle del soggetto inquadrato, ma che è duttile e plasmabile alla luce disponibile ed al profilo colore che gli si scelga per interpretare di volta in volta soggetti differenti.
Un obiettivo che ama il flash anche se non esista diffusore che possa coprire l'intero suo campo inquadrato...
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che ama i raggi di sole, tanto quanto può arrivare a farli temere... 🤣
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ma che in giro, in viaggio, in città, nel weekend ...troverà sempre spazio nella vostra borsa per risolvere ogni situazione in cui lo si coinvolga...
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E' un Viltrox AIR: di questo non dobbiamo dimenticarci, perchè se ci possiamo accollare pesi e prezzi differenti, in Viltrox... ancora we trust !
Max Aquila photo © per Nikonland 2026![]()
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