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Che strano oggetto egli è ?
Così devono pensare le mie Nikon d'antan, equipaggiate dei loro più gloriosi 20mm, dei quali ho parlato ampiamente qua
Già...perchè quell'angolo di campo è da sempre il mio favorito in ambito wide, un punto fermo, tanto quanto non ho su altre categorie di vetri.
E quindi, cosa poter utilizzare sul disgraziato sensore DX, che se aiuta con le focali lunghe, certamente uccide il senso di quelle corte, figuriamoci di quelle cortissime.
Ecco allora come i produttori di ottiche, negli ultimni decenni, si siano sforzati di produrre delle focali che convertite in APS-C possano restituire integro il campo inquadrato da un grandangolo spinto.
Si...ma per ottenere quello di un 20mm a pieno formato, bisogna progettare un 14mm DX, il che non è un vero e proprio trastullo: la curvatura della prospettiva di un simile wide può ingenerare aberrazioni e distorsioni che poi rendano inguardabile il risultato...specie se si voglia anche ottenere elevata luminosità.
Negli ultimi tempi i fabbricanti di ottiche cinesi si stanno affaticando su queste tematiche ed, abbandonati i facili progetti ottici tra 28 ed 85mm, si stanno dedicando alla vexata quaestio...
Nel frattempo, la tendenza del gusto fotografico torna alle pratiche vintage, dalla reflex con le pellicole scadute, al bianco e nero con emulsioni di nuova fabbricazione, al recupero, insomma, di tradizioni che costituiscono il nostro (di noi vecchi) percorso di formazione che ci ha portati fin qui, al digitale di terza generazione.
Ed allora...bando alle ottiche perfette ed asettiche, frutto di una progettazione computerizzata, quanto di una realizzazione altrettando industrializzata, del tutto scevra dalle soluzioni artigianali degli sbozzatori di vetro ottico del secolo scorso.
TTArtisan ci presenta questo AF 14/3,5 APS-C (attualmente solo per Fuji e Sony)

Non è piccolo...lo è di più ...

pesa solo 98gr, ha la ghiera filtri da 39mm, il diaframma massimo f/3,5 e la distanza minima di maf a 25cm, misura 62mm di larghezza per soli 32 di profondità, più il paraluce a imbuto, in metallo, come tutto l'obiettivo. Ha la ghiera di messa a fuoco manuale e...anche quella dei diaframmi, che culmina con la posizione A per chi desideri continuare ad usare la ghiere del corpo macchina.
E' autofocus e ... ci resta il dubbio di dove possano aver collocato il motore😀
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il tappo posteriore possiede una contattiera che serve da basetta per poter aggiornare il firmware dell'obiettivo

...attraverso una presa USB-C

belle le serigrafie e bellissime le zigrinature di supporto alla movimentazione della ghiera del diaframma: mettono voglia di usarla...!

schema da 8 lenti in 7 gruppi, molte delle quali speciali

un MTF curioso, che ci fa intuire quello che dice il titolo di questo articolo...ne parlerò più oltre
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per poterlo montare sulla mia Z50II ho dovuto usare un esemplare a baionetta FE con l'adattatore Viltroz E-Z, efficientissimo

il paragone con lo zoomino Z 16-50 in posizione chiusa è sconcertante

...ma anche quello con il Viltrox 20/2,8 FX (e ricordiamo sempre che stiamo parlando di un 14mm...)

insomma...è davvero piccolo, compatto e tascabile
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Andiamo al titolo, quindi: "il wide per il nikonista vintage"
Non a caso ho contornato questo TTArtisan AF 14/3,5 APS-C di obiettivi dallo stesso angolo di campo, vintage per anagrafe, ma al loro tempo dei fenomeni, uno per uno e per motivi differenti.

perchè dopo averlo usato già dal balcone di casa ho capito quale sia stato il motivo della sua produzione:

...poi ci sono uscito e mi sono confermato della mia idea iniziale (che era poi anche il desiderio che così fosse...)




in tutto questo devo confessare di aver largamente fatto uso dei flexible picture color che la mia Z50II consente, non quelli (pessimi) incorporati, bensì quelli sviluppati da Mauro Maratta e principalmente l'ultimo, Provia, insieme anche a Kodachrome e Superia (a voi il facile compito di individuare quali e dove)

(non solo quelli a colori...😂)


insomma...lo vedete da voi: questo superwide da 129$ di listino in USA, è fabbricato per rendere proprio come funzionava il mio padellone UD 20/3,5 del 1967, aggressivo cromaticamente, vignettante a tutti i diaframmi, anche a f/16, pieno di ghost e flare in controluce diretto...

ma plasmabile e contenibile inquadrando e correggendo in fase di esposizione (tanto noi oggi vediamo tutto a mirino e monitor, prima di scattare)


netto in piena luce...



così come compatto nelle ombre...




Insomma, un obiettivo da gestire, non uno di quelli perfettini che fanno tutto loro.
Proprio come un nikonista vintage sa fare da sempre...





Con un obiettivo così si può fare bellamente a meno dello smartphone perchè se avete voglia di giocare è esattamente quello che vi suggerirà di fare.
Senza troppi riguardi per la perfezione formale, tenendo conto che oltre ad essere un obiettivo AF e nonostante su LR non sia presente il suo profilo (e di nessun altro TTArtisan) gode comunque della correzione della distorsione prospettica, risultando sicuramente più corretto di molte realizzazioni di focali molto più vicine allo standard che questa...: davvero lieve per un 14mm la distorsione a barilotto
Davvero una gradevole sorpresa al prezzo cui Amazon me lo ha offerto, senza sconti da Black Friday: se venisse realizzato anche in Z bay, credo che andrebbe a popolare le borse di tanti fotografi che alle mirrorless DX hanno sempre chiesto anche la possibilità di utilizzare ottiche leggere e compatte.



...ed anche divertenti...
Max Aquila photo © per Nikonland 2025
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