Ho comprato questo obiettivo per pura curiosità.
Avendo provato il precedente in versione Nikon (quel Nikkor Z 28-75/2.8 in catalogo è di fatto un Tamron cui Nikon ha inserito la sua scheda elettronica e il suo firmware ma per il resto è del tutto identico - salvo la scocca - al precedente Tamron 28-75/2.8 G1) che non mi era dispiaciuto, volevo vedere le differenze.
E poi volevo vedere come è un vero Tamron per Z su Z.
Ammetto di non avere una grande simpatia per questo marchio, il mio ultimo acquisto risale alla giovinezza e all'anello Tamron Adaptal che consentiva agli obiettivi di poter essere usati indifferentemente con Nikon, Canon, Pentax, Minolta. Cambiavi anello e potevi usarlo su una macchina di un altro marchio.
Tanto elettronica zero, tutto manuale.
Ma stiamo parlando del secolo scorso, oggi è un'altra faccenda.
Tamron è una società giapponese con decenni di esperienza produttiva.
Fattura circa 500 milioni di euro, quindi per i nostri parametri è una media industria.
La metà circa sono obiettivi prodotti nelle fabbriche Tamron (in Cina, nelle Filippine, in Vietnam) per conto di altri marchi (tra cui Nikon e Sony, se non altri).
L'altra metà sono obiettivi Tamron compatibili con Nikon e con Sony, progettati e prodotti da Tamron, commercializzati con licenza ufficiale del marchio compatibile.
Non solo. Sony e Nikon sono a tutti gli effetti parti correlate di Tamron. Perché c'è connessione economica in quanta una parte importante del fatturato dipende da loro (ipotizzo che un 25% del fatturato Tamron sia Nikon tra prodotti interni ed OEM) ma anche perché Sony è azionista diretta di Tamron. Mitsubishi è azionista indiretta di Tamron per il tramite di una banca d'affari controllata da Mitsubishi.
E Mitsubishi è la mamma di Nikon, avendola data alla luce il 25 luglio 1917.
Questo preambolo per ricordare a chi è poco addentro alle cose fotografiche che Tamron non può essere assimilata ad uno dei tanti cinesi che assembla ottiche e le rende compatibili con cavi e programmi di decrittazione del software originale.
Ha regolari contratti di licenza.
La differenza ? L'abbiamo avuta poche settimane fa con l'uscita del firmware 3.0 della Nikon Z8.
E' stata Nikon che ha corretto il suo firmware con la versione 3.01, perché la 3.0 aveva un problema che bloccava alcuni obiettivi Tamron (da cui, ad intermittenza, anche questo oggetto di questo articolo).
Uno zoom f/2.8 è ancora strettamente uno strumento professionale ?
Un tempo uno zoom f/2.8 era destinato ai professionisti. Costava molto e solo chi lavorava poteva permetterselo.
Poi i produttori hanno convinto i fotoamatori che con uno zoom professionale anche loro potevano fare foto professionali.
Quindi sono arrivate Tamron e Sigma che hanno proposto zoom f/2.8 a prezzi più abbordabili.
Oggi uno zoom come questo si può trovare, seguendo le offerte, per meno di 750 euro, nuovo, garantito 5 anni dal produttore.
3 o 4 volte meno di uno "originale".
Sono nati così gli zoom luminosi di taglio amatoriale.
Anche perché intanto quelli delle case sono diventati enormi e pesantissimi. Ricordo ancora l'impressione del Nikon 28-70/2.8, grande e grosso più di un 85/1.4, ma soprattutto dell'eccessivo 24-70/2.8 VR, più grosso di un 70-200/2.8. Con costi che sono lievitati fino a livelli francamente inaccettabili.
Inaccettabili per dei cosi che in fondo fanno da 24 a 70, non sono mai abbastanza lunghi, né abbastanza corti. E occupano tutta una borsa.
Questo Tamron pesa 550 grammi, è lungo 120mm, ha un passo filtri da 67mm
Sta in mano, tranquillamente.
Eppure ha uno schema ottico complesso con 17 lenti.
Uno zoom f/2.8 è ancora strettamente indispensabile ?
Ma lo è mai stato ?
Perché tralasciando il marketing, f/2.8 oggi non è più così luminoso quando ci sono fissi che costano meno che si permetto di lavorare ad uno o due stop di luce in più.
E intanto gli zoom di fascia media - quelli f/4 - sono saliti a livelli qualitativi tanto elevati che se proprio non è indispensabile quello stop in più, è meglio optare per la flessibilità offerta da una gamma focale superiore.
Certo, in alcune situazioni avere quello stop in più può fare la differenza.
E intanto sono usciti zoom f/2 o f/1.8 costanti. Più impegnativi ma anche più ambiziosi.
ma vediamolo meglio.
A cominciare dalla scatola.
l'adesivo sul fianco è l'unico che riporta Nikon Z
come nel foglietto illustrativo
la scatola è tutta in cartone, l'obiettivo è separato dal paraluce
e si presenta bene, snello e affilato. Il paraluce è robusto, spesso, non sembra doversi flettere al vento come quelli Nikon.
naturalmente come tutti i suoi cugini muovendo lo zoom dal minimo al massimo si allunga
ma non troppo.
a confronto con il Nikkor Z 24-120/4 si nota la differenza.
A riposo è più compatto.
alla massima escursione è molto più compatto. Ma mancano all'appello quei 45mm sul lungo e quei 4 sul corto ...
Sulla Nikon Z8 è a suo agio ma anche sulla Zf
e quindi lo vedo ideale su Z6 III e Z5 II.
Sulle DX, insomma, non è stabilizzato ...
Vediamolo ancora meglio.
i contatti Nikon. Le viti di fissaggio della baionetta non sembrano della qualità Nikon.
Ma il resto complessivamente, può non piacere l'estetica, ma è ben fatto.
anche le serigrafie, ben disegnate e nitide
il tasto funzione programmabile dal corpo macchina (come nei Nikon)
il numero del modello e DESIGNED IN JAPAN (made in Japan, tranne il paraluce, made in Philippines)
le ghiere ben sviluppate
se devo trovare uno svarione lo trovo solo nella presa USB-C, indispensabile per gli aggiornamenti firmware (ovviamente non si possono fare tramite una Nikon come per gli obiettivi Nikkor Z).
esposta li sul lato a praticamente qualsiasi cosa : acqua, spruzzi, unto, polvere, salsedine, olio e qualsiasi cosa vi possa andare sopra un obiettivo.
Lo schema ottico è complesso, l'MTF ufficiale è ben augurante.
anelli a tenuta anti-umidità
La Tamron Lens Utility 3.0
ricorda un pò nell'impostazione quella di Sigma
e a parte le regolazioni specifiche che variano da obiettivo ad obiettivo
si occupa autonomamente di verificare se esista un firmware aggiornato e in caso, proporre di installarlo.
Non è necessario andare a cercare sul sito se ci sia l'aggiornamento, scaricarlo, metterlo da qualche parte, selezionarlo etc.
E' tutto più semplice.
Differenze con la versione G1
La versione G2 risale al 2021 come primo lancio per Sony, all'aprile 2024 per Nikon Z.
La versione G1 è precedente e di fatto corrispondente al Nikkor Z 28-75/2.8 che noi abbiamo provato a suo tempo.
Lo schema ottico tra le due versioni è profondamente diverso.
Ciò si riflette nel grafico MTF
a sinistra la versione G1/Nikon, a destra la versione G2 di Tamron per Nikon Z
La versione G2 conta anche su un motore di tipo lineare con prestazioni nettamente superiori rispetto al motore passo-passo della versione G1.
Complessivamente non ci sono paragoni. La G2 sarà sempre meglio, sia in termini di qualità di immagine che di velocità di messa a fuoco.
A proposito di quest'ultima, anche a confronto con i miei Nikkor, la differenza si sente. Il motore è veramente veloce.
Non riesco a capire perché Nikon sia l'ultima nell'adozione di questi motori quando anche i cinesi oramai li utilizzano anche in obiettivi di fascia economica.
Bene, prime impressioni ?
Ce l'ho da poco ma l'ho usato già molto.
E' piacevole al tatto e nell'uso.
All'avvio, il bootstrap mostra un pò di indecisione come se il chip del Tamron faticasse a farsi capire da quello Nikon, ma si parla di millisecondi.
Poi si sentono i motorini - dell'autofocus e del diaframma - che si mettono "in tiro", e si parte.
Robusto e compatto, sembra più un pitbull che un alano come certi Nikon.
Ho notato una notevole vignettatura in tutte le circostanze quando tutto aperto ma praticamente scompare già ad f/4
sul piano della geometria mi sembra ben corretto. Già a mirino è pulito e LR fa fede alla promessa.
le immagini hanno una buona resa tridimensionale già a tutta apertura
lo sfuocato è bello ed interessante.
I colori intensi.
La nitidezza sempre ottima ma migliora chiudendo un pò.
non ho notato aberrazioni cromatiche (ma nemmeno le ho cercate).
Flare e ghosting in seguito.
All'atto pratico si fanno sempre buone foto, quale che sia la luce.
Boris li sopra è ripreso all'alba a 6400 ISO in luce disponibile.
Fabiola è illuminata da led
Lara dal flash.
La prima impressione è che sia un bell'oggetto, dal prezzo giusto, pensato non per farci all'amore ma per fare buone foto.
Nel senso che io non mi innamorerò mai di uno zoom come questo.
Però è uno strumento fotografico che in mano al fotografo dà soddisfazioni.
Se sono necessarie queste caratteristiche e in particolare compattezza e luminosità, c'è tutto, accettando il compromesso di un passo filtri che non aiuta certo la prestazioni agli angoli.
Secondo me, il Nikkor Z 24-120/4 è sempre più flessibile e offre prestazioni superiori in tutto.
Ma se serve f/2.8 non c'è n'è.
Ho avuto per un paio di anni il Nikkor Z 24-70/2.8 S. E' un bell'obiettivo.
Ma non mi ricordo foto memorabili.
E' grosso e molto costoso.
Sinceramente non vedo il punto tra questo Tamron e quel Nikon. Se non per la differenza di status.
Insomma, se guidate BMW serie M, penserete al Nikkor 24-70/2.8 S.
Se badate al sodo e magari avete una Cupra, il Tamron costa meno di un set di copertoni da 19 pollici.
Ovviamente seguirà un articolo più completo sul piano fotografico, questa é solo l'anteprima.
E il primo articolo su Nikonland.it di un obiettivo Tamron per Nikon Z.
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