Per molti fotografi Sigma continua a essere il costruttore "alternativo". Un marchio da prendere in considerazione quando il corrispondente obiettivo Nikon, Canon o Sony non esiste, oppure costa troppo. È un'immagine che appartiene al passato e che non descrive più la realtà.
Negli ultimi anni Sigma ha portato a compimento una trasformazione profonda. L'abbandono progressivo del mondo reflex a favore delle mirrorless non si è limitato a un semplice adattamento dei vecchi progetti ottici. Al contrario, ha dato origine a una famiglia completamente nuova di obiettivi, identificata dalla sigla DG DN, progettata fin dall'inizio per il ridotto tiraggio delle mirrorless full frame.
È una distinzione importante. Un obiettivo DG DN non è, salvo rare eccezioni, la versione aggiornata di un precedente DG HSM. Nella maggior parte dei casi si tratta di schemi ottici completamente ripensati, nei quali Sigma ha sfruttato la maggiore libertà progettuale offerta dalle mirrorless per ridurre dimensioni, migliorare le prestazioni e, in molti casi, proporre focali che nessun altro costruttore aveva mai osato realizzare.
Il risultato è un catalogo sorprendentemente ricco. Alla data di pubblicazione di questo articolo comprende oltre trenta obiettivi full frame per Sony E-mount, distribuiti tra le tre famiglie Art, Contemporary e Sports. A differenza di quanto avveniva in passato, non si tratta di una semplice alternativa ai prodotti originali dei vari costruttori. In diversi casi è Sigma stessa a proporre le idee più innovative: basti pensare allo straordinario 28-45 mm f/1.8, primo zoom full frame al mondo con apertura costante f/1.8, oppure al compatto 500 mm f/5.6 Sports, che ha ridefinito il concetto stesso di supertele trasportabile.
È altrettanto interessante osservare come il catalogo sia stato costruito. Non seguendo rigidamente le focali tradizionali, ma cercando di occupare spazi lasciati liberi dai grandi costruttori. Accanto ai classici 24-70 mm e 70-200 mm troviamo infatti obiettivi come il 65 mm f/2, il 90 mm f/2.8 Contemporary, il 28-105 mm f/2.8 o il già citato 28-45 mm f/1.8: prodotti che non cercano di imitare la concorrenza, ma di offrire al fotografo possibilità nuove.
Per questa ragione abbiamo deciso di non organizzare questa guida secondo il consueto ordine alfabetico. Sarebbe il modo più semplice, ma probabilmente anche il meno utile. Preferiamo invece seguire il percorso naturale di un corredo fotografico, partendo dai grandangolari per arrivare ai supertele, cercando di comprendere non soltanto che cosa produce Sigma, ma anche quale logica abbia guidato la costruzione di uno dei cataloghi mirrorless più articolati oggi disponibili.
Kazuto Yamaki, l'ultima grande azienda indipendente
In un'industria fotografica sempre più concentrata all'interno di grandi gruppi multinazionali, Sigma rappresenta un caso quasi unico. L'azienda è ancora controllata dalla famiglia che la fondò nel 1961 e, dal 2012, è guidata da Kazuto Yamaki, figlio del fondatore Michihiro Yamaki.
Questa indipendenza non costituisce soltanto un elemento di identità aziendale, ma influenza concretamente anche le scelte progettuali. Sigma non deve necessariamente rispondere alla logica dei grandi volumi o del ritorno economico immediato di ogni singolo prodotto. Può permettersi di sviluppare obiettivi destinati a una nicchia di fotografi, purché rappresentino un progresso tecnico o un'idea ritenuta interessante.
È probabilmente anche questa libertà a spiegare perché, negli ultimi anni, Sigma abbia proposto alcuni degli obiettivi più originali dell'intero panorama fotografico.
Art, Contemporary e Sports: tre famiglie, una sola filosofia
Osservando il catalogo Sigma per mirrorless full frame si nota immediatamente una caratteristica che lo distingue da quello della maggior parte dei concorrenti. Gli obiettivi non sono semplicemente ordinati per focale o luminosità, ma appartengono a tre famiglie ben definite: Art, Contemporary e Sports. Non si tratta di una scelta estetica o di una semplice classificazione commerciale. Dietro queste tre denominazioni esistono infatti criteri progettuali differenti.
La serie Art rappresenta il laboratorio tecnologico dell'azienda. È qui che trovano posto gli obiettivi più luminosi, gli schemi ottici più complessi e, spesso, le focali più insolite. L'obiettivo dichiarato non è tanto contenere peso o dimensioni, quanto raggiungere il massimo livello qualitativo compatibilmente con la tecnologia disponibile. È la famiglia che ha costruito la reputazione moderna di Sigma e che continua a ospitare alcuni dei progetti più ambiziosi dell'intero settore.
La serie Contemporary segue una filosofia diversa. In questo caso il punto di equilibrio si sposta verso la compattezza, la leggerezza e la praticità d'impiego. Sarebbe però un errore considerarla una linea economica. Molti obiettivi Contemporary offrono prestazioni ottiche di livello molto elevato, rinunciando semplicemente a qualche compromesso estremo in termini di apertura massima o di costruzione meccanica. La fortunata I Series, interamente realizzata in metallo, appartiene proprio a questa famiglia e rappresenta una delle interpretazioni più riuscite della fotografia mirrorless compatta.
Infine troviamo la serie Sports, dedicata agli impieghi più impegnativi. Superteleobiettivi, zoom di lunga focale e ottiche progettate per resistere a un utilizzo professionale intenso condividono una costruzione particolarmente robusta, una protezione accurata contro polvere e umidità e un'attenzione specifica alla rapidità dell'autofocus e alla stabilizzazione. Negli ultimi anni Sigma ha progressivamente esteso questa filosofia anche a prodotti più innovativi, dimostrando che la denominazione "Sports" identifica ormai un livello costruttivo prima ancora che una specifica destinazione fotografica.
Naturalmente queste tre famiglie non devono essere interpretate come compartimenti stagni. Esistono obiettivi Contemporary capaci di soddisfare anche un professionista, così come alcuni Art risultano sorprendentemente compatti. La classificazione serve piuttosto a comprendere quale sia stata la priorità progettuale degli ingegneri Sigma durante lo sviluppo di ciascun modello.
È una scelta che riflette bene la personalità dell'azienda. Invece di proporre una gamma uniforme, Sigma preferisce offrire strumenti differenti per esigenze differenti, lasciando che sia il fotografo a scegliere quale compromesso privilegiare. È un approccio meno convenzionale rispetto a quello dei grandi costruttori, ma probabilmente rappresenta una delle ragioni del crescente interesse che il marchio suscita anche tra gli utilizzatori dei sistemi originali.
Art
La qualità come punto di partenza
Quando nel 2012 Sigma presentò il progetto Global Vision, la serie Art fu quella che attirò immediatamente l'attenzione del mercato. Non perché fosse la più estesa o la più redditizia, ma perché rappresentava una presa di posizione molto netta. Per la prima volta un costruttore indipendente dichiarava apertamente che il proprio obiettivo non era inseguire i prodotti originali dei grandi marchi, bensì realizzare gli obiettivi migliori che fosse possibile costruire, indipendentemente dalle dimensioni, dal peso o dalla complessità del progetto.
Era una scelta coraggiosa. Per molti anni Sigma era stata identificata soprattutto come un'alternativa economicamente conveniente. Con la serie Art questo paradigma veniva completamente ribaltato. Il prezzo non diventava irrilevante, ma cessava di essere il principale argomento commerciale. Al centro del progetto comparivano invece la qualità dell'immagine, la precisione della costruzione e la libertà progettuale.
Questa filosofia è rimasta sostanzialmente immutata anche nel passaggio alle mirrorless. Gli obiettivi DG DN Art non rappresentano semplicemente un aggiornamento delle precedenti versioni reflex. Sono, nella maggior parte dei casi, progetti completamente nuovi, sviluppati sfruttando il minore tiraggio dei moderni sistemi mirrorless per ottenere prestazioni ottiche ancora più elevate o, quando possibile, una sensibile riduzione di peso e ingombro.
Ciò che distingue la serie Art non è tanto una particolare fascia di focali quanto l'atteggiamento progettuale. Ogni nuovo obiettivo nasce dalla ricerca della soluzione ritenuta otticamente più efficace, senza imporre vincoli rigidi alle dimensioni finali. Se il progetto richiede una lente frontale di grande diametro, un numero elevato di elementi ottici o una costruzione meccanica particolarmente sofisticata, Sigma accetta queste conseguenze senza tentare compromessi artificiali.
È probabilmente questa libertà ad aver consentito la nascita di alcuni degli obiettivi più originali degli ultimi anni. Il 35 mm f/1.2 DG DN Art, primo grandangolare autofocus full frame con apertura f/1.2; il 50 mm f/1.2 DG DN Art, che ha dimostrato come una luminosità estrema possa convivere con prestazioni elevate già a tutta apertura; il recente 28-45 mm f/1.8 DG DN Art, primo zoom full frame al mondo con apertura costante f/1.8; oppure il 300-600 mm f/4 DG OS Sports, che pur appartenendo formalmente a un'altra famiglia condivide la stessa volontà di superare i limiti tradizionali della progettazione ottica.
Naturalmente questa impostazione comporta anche qualche rinuncia. Gli obiettivi Art non sono quasi mai i più piccoli della loro categoria e raramente possono essere definiti leggeri. Sarebbe però un errore interpretare questo aspetto come un limite progettuale. Più semplicemente, Sigma ha deciso di non fare del contenimento del peso il criterio principale delle proprie scelte. Altri costruttori seguono una strada diversa, ugualmente legittima. La serie Art percorre deliberatamente quella opposta.
È interessante osservare come questa filosofia abbia progressivamente modificato la percezione stessa del marchio. Se in passato Sigma veniva spesso scelta in alternativa ai prodotti originali, oggi accade sempre più frequentemente il contrario. Molti fotografi iniziano la ricerca da un obiettivo Sigma e soltanto successivamente valutano l'offerta Nikon, Canon o Sony. Non è una questione di prestigio del marchio, ma della convinzione che, per alcune focali, Sigma proponga semplicemente il progetto più interessante disponibile sul mercato.
Nelle pagine che seguono analizzeremo uno per uno gli obiettivi della serie Art oggi presenti nel catalogo mirrorless full frame. Non saranno presentati come semplici schede tecniche. Cercheremo piuttosto di comprendere quale esigenza fotografica abbia motivato la loro nascita e quale posto occupino all'interno di una gamma che, più di ogni altra, ha contribuito a ridefinire il ruolo di Sigma nell'industria fotografica contemporanea.
Obiettivo | Presentazione | Peso | Filtri | AF |
|---|---|---|---|---|
14mm F1.4 DG DN Art | 2023 | 1.170 g | — | HLA |
15mm F1.4 DG DN Diagonal Fisheye Art | 2026 | 1.360 g | — | HLA |
20mm F1.4 DG DN Art | 2022 | 635 g | 82 mm | STM |
24mm F1.4 DG DN Art | 2022 | 520 g | 72 mm | STM |
35mm F1.2 DG DN II Art | 2026 | 940 g | 82 mm | HLA |
35mm F1.4 DG II Art | 2026 | 735 g | 67 mm | HLA |
50mm F1.2 DG DN Art | 2021 | 745 g | 72 mm | HLA |
50mm F1.4 DG DN Art | 2023 | 670 g | 72 mm | HLA |
85mm F1.4 DG DN Art | 2020 | 630 g | 77 mm | STM |
105mm F2.8 DG DN Macro Art | 2024 | 715 g | 62 mm | HLA |
135mm F1.4 DG Art | 2025 | 1.430 g | 82 mm | HLA |
14-24mm F2.8 DG DN Art | 2019 | 795 g | — | STM |
24-70mm F2.8 DG DN II Art | 2025 | 735 g | 82 mm | HLA |
28-45mm F1.8 DG DN Art | 2024 | 960 g | 82 mm | HLA |
28-105mm F2.8 DG DN Art | 2025 | 995 g | 82 mm | HLA |
L'età media del catalogo
Una rapida analisi della serie Art rivela un aspetto poco evidente a prima vista. Dei sedici obiettivi attualmente in catalogo, quindici sono stati presentati dal 2020 in poi e ben nove appartengono alle annate 2023-2026. Si tratta quindi di una delle gamme ottiche più giovani oggi disponibili nel settore mirrorless full frame.
Questo non garantisce automaticamente prestazioni superiori, ma testimonia la volontà di Sigma di investire con continuità nello sviluppo di nuovi progetti, anziché limitarsi a mantenere in produzione schemi ottici concepiti per il mondo reflex. È un elemento che aiuta a spiegare la vitalità del marchio e la crescente attenzione che il mercato riserva alle sue proposte.
Di fatto gli obiettivi più "vecchi" si evidenziano per la presenza del motore STM al posto dei più prestanti HLA.
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Cinque progetti emblematici della serie Art
L'omogeneità qualitativa raggiunta dalla serie Art rende difficile individuare "gli obiettivi migliori". Preferiamo quindi evidenziare cinque progetti che, per originalità, coraggio tecnico o importanza storica, raccontano meglio di altri la filosofia progettuale di Sigma.
Obiettivo | Perché rappresenta Sigma |
|---|---|
14mm f/1.4 DG DN Art | Dimostra che anche un supergrandangolare specialistico può raggiungere livelli qualitativi assoluti senza compromessi progettuali. |
35mm f/1.2 DG DN II Art | È forse il manifesto della filosofia Art: massime prestazioni, senza lasciare che peso e dimensioni condizionino il progetto ottico. |
135mm f/1.4 DG Art | Un tele da ritratto che porta ancora più avanti una focale storicamente amata dai professionisti, dimostrando come Sigma continui a cercare nuove frontiere anche nei classici della fotografia. |
28-45mm f/1.8 DG DN Art | Il primo zoom full frame con apertura costante f/1.8. Un progetto che, da solo, testimonia la volontà di Sigma di percorrere strade inesplorate. |
28-105mm f/2.8 DG DN Art | Un'interpretazione originale dello zoom professionale, capace di coniugare un'escursione focale inconsueta con la luminosità costante f/2.8. |
Ogni fotografo potrebbe compilare una classifica diversa. Questa non vuole essere una graduatoria, ma una selezione di obiettivi che, più di altri, testimoniano la libertà progettuale con cui Sigma interpreta la propria serie di punta.
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Sports
L'affidabilità come progetto
Nel catalogo Sigma la denominazione Sports potrebbe essere interpretata in modo riduttivo. Non identifica semplicemente gli obiettivi destinati alla fotografia sportiva, ma una famiglia progettata per lavorare nelle condizioni più impegnative, dove robustezza, affidabilità e continuità di funzionamento sono importanti quanto la qualità dell'immagine.
È una filosofia che nasce sul campo. Il fotografo naturalista, quello di sport o di reportage ambientale difficilmente opera in uno studio fotografico. Pioggia, sabbia, neve, umidità, sbalzi di temperatura e lunghe giornate di lavoro rappresentano la normalità. Gli obiettivi Sports sono stati sviluppati proprio con questa prospettiva, privilegiando una costruzione meccanica estremamente robusta, un'efficace protezione contro gli agenti atmosferici e sistemi autofocus capaci di mantenere prestazioni elevate anche con soggetti in rapido movimento.
Negli ultimi anni Sigma ha progressivamente rinnovato questa famiglia, adottando i moderni motori HLA (High-response Linear Actuator), stabilizzatori ottici di nuova generazione e una progettazione espressamente pensata per le mirrorless. Ne è derivata una gamma relativamente compatta nel numero dei modelli, ma estremamente coerente nella destinazione d'uso.
Colpisce soprattutto il fatto che Sigma non abbia cercato di riprodurre semplicemente i grandi classici del settore. Accanto allo zoom universale 60-600 mm, che continua a rappresentare una soluzione praticamente unica sul mercato, troviamo il compatto 500 mm f/5.6, pensato per offrire un'alternativa più leggera ai tradizionali supertele professionali, e il recente 300-600 mm f/4, probabilmente il progetto più ambizioso mai realizzato dall'azienda in questo segmento.
Quest'ultimo obiettivo rappresenta bene il modo di operare di Sigma. Invece di proporre l'ennesimo 400 mm o 600 mm a focale fissa, gli ingegneri giapponesi hanno scelto di realizzare uno zoom che coprisse entrambe le focali mantenendo l'apertura costante di f/4. Un progetto estremamente complesso, rivolto a una fascia professionale ristretta ma capace di dimostrare quale livello tecnologico l'azienda abbia ormai raggiunto.
Il 200mm f/2 DG OS Sports occupa una posizione particolare. Non nasce per sostituire uno zoom professionale, ma per recuperare una tipologia di obiettivo che i grandi costruttori avevano progressivamente abbandonato con il passaggio alle mirrorless. La combinazione tra focale, apertura f/2, stabilizzazione e autofocus moderno lo rende uno strumento specialistico per ritratto, teatro, sport indoor e soggetti isolati a distanza, ma soprattutto dimostra che Sigma continua a investire anche in progetti destinati a volumi relativamente limitati, purché capaci di offrire qualcosa che il mercato non propone altrove.
Naturalmente tutto questo ha un prezzo, non soltanto economico. Gli obiettivi Sports non sono progettati per essere i più piccoli della categoria, bensì per offrire affidabilità e prestazioni costanti nel tempo. È una scelta perfettamente coerente con la filosofia Sigma: anche in questo caso il progetto ottico e meccanico precede qualsiasi considerazione commerciale.
La famiglia Sports non è oggi la più numerosa del catalogo, ma rappresenta probabilmente quella nella quale Sigma ha dimostrato con maggiore chiarezza di poter competere, senza complessi di inferiorità, con i grandi costruttori storici anche nel segmento professionale più impegnativo.
Serie Sports – Obiettivi Full Frame mirrorless attualmente in catalogo
Obiettivo | Presentazione | Peso | Ø filtri | Stabilizzazione |
|---|---|---|---|---|
200mm F2 DG OS Sports | 2025 | 1.820 g | 105 mm | Sì |
500mm F5.6 DG DN OS Sports | 2024 | 1.370 g | 95 mm | Sì |
60-600mm F4.5-6.3 DG DN OS Sports | 2023 | 2.495 g | 105 mm | Sì |
70-200mm F2.8 DG DN OS Sports | 2023 | 1.345 g | 77 mm | Sì |
300-600mm F4 DG OS Sports | 2025 | 3.985 g | 40,5 mm posteriore | Sì |
Tre obiettivi, tre idee completamente diverse
La serie Sports, pur ancora poco numerosa, copre anche approcci progettuali quasi opposti. Il 500 mm f/5.6 privilegia leggerezza e trasportabilità, rivolgendosi al fotografo naturalista itinerante. Il 60-600 mm punta invece sulla massima versatilità, offrendo un'escursione focale che non ha praticamente rivali nel panorama professionale. Il 300-600 mm f/4, infine, rappresenta la massima espressione della filosofia Sigma: un progetto che non nasce per sostituire un obiettivo esistente, ma per proporre una soluzione che fino a pochi anni fa sembrava semplicemente irrealizzabile.
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Contemporary
L'eleganza della semplicità
Se la serie Art rappresenta il desiderio di raggiungere la massima prestazione possibile e la Sports quello di costruire strumenti destinati agli impieghi più gravosi, la famiglia Contemporary nasce da una domanda molto diversa: quale sia il punto di equilibrio tra qualità ottica, dimensioni, peso e piacere d'impiego.
È probabilmente la serie che meglio interpreta lo spirito delle moderne mirrorless. Negli ultimi anni il mercato ha assistito a una progressiva crescita di peso e ingombro degli obiettivi più luminosi, tanto da avvicinarli, in alcuni casi, ai corrispondenti modelli dell'epoca reflex. Sigma ha scelto una strada differente. Invece di inseguire sistematicamente aperture sempre più estreme, ha cercato di realizzare obiettivi che potessero accompagnare il fotografo per un'intera giornata senza rinunciare a una costruzione di alto livello e a prestazioni ottiche degne della reputazione del marchio.
Questa filosofia trova la sua espressione più compiuta nella I Series, una famiglia di obiettivi costruiti quasi interamente in metallo, caratterizzati da un'estetica essenziale e da una qualità meccanica che richiama la migliore tradizione dell'industria giapponese. Ghiera dei diaframmi, incisioni, lavorazioni superficiali e precisione degli accoppiamenti trasmettono immediatamente la sensazione di trovarsi di fronte a strumenti progettati per durare nel tempo prima ancora che per impressionare nelle specifiche tecniche.
Sarebbe però un errore considerare la serie Contemporary come una semplice alternativa più compatta agli obiettivi Art. Molti dei progetti che la compongono non hanno infatti un equivalente diretto nelle altre famiglie Sigma. Il 17 mm f/4, il 45 mm f/2.8, il 65 mm f/2 e il 90 mm f/2.8 rappresentano una diversa interpretazione della fotografia, nella quale il piacere dell'utilizzo quotidiano assume un'importanza pari alla qualità dell'immagine.
È anche la famiglia nella quale emerge con maggiore evidenza la maturità raggiunta da Sigma come costruttore industriale. La ricerca della compattezza non si traduce infatti in semplificazioni costruttive o in materiali meno pregiati. Al contrario, molti fotografi scelgono questi obiettivi proprio per la sensazione di solidità e precisione che trasmettono fin dal primo contatto.
In un'epoca nella quale la fotografia tende sempre più spesso a essere raccontata attraverso grafici MTF, punteggi e confronti di laboratorio, la serie Contemporary ricorda che esiste anche un altro modo di valutare un obiettivo. Quello che nasce dal piacere di utilizzarlo, dalla naturalezza con cui entra a far parte del corredo e dalla capacità di accompagnare il fotografo senza imporsi continuamente alla sua attenzione.
Per molti aspetti è proprio questa la famiglia che meglio sintetizza l'attuale identità di Sigma. Meno appariscente della serie Art e meno specialistica della Sports, ma capace di dimostrare come prestazioni elevate, qualità costruttiva e dimensioni contenute possano convivere nello stesso progetto.
Obiettivo | Presentazione | Peso | Ø filtri | AF |
|---|---|---|---|---|
17mm F4 DG Contemporary | 2025 | 225 g | 55 mm | HLA |
20mm F2 DG Contemporary | 2025 | 370 g | 62 mm | HLA |
24mm F2 DG Contemporary | 2025 | 365 g | 62 mm | HLA |
24mm F3.5 DG Contemporary | 2021 | 225 g | 55 mm | STM |
35mm F2 DG Contemporary | 2020 | 325 g | 58 mm | STM |
45mm F2.8 DG Contemporary | 2019 | 215 g | 55 mm | STM |
50mm F2 DG Contemporary | 2023 | 350 g | 58 mm | HLA |
65mm F2 DG Contemporary | 2021 | 405 g | 62 mm | STM |
90mm F2.8 DG Contemporary | 2021 | 295 g | 55 mm | STM |
16-28mm F2.8 DG DN Contemporary | 2022 | 450 g | 72 mm | STM |
28-70mm F2.8 DG DN Contemporary | 2021 | 470 g | 67 mm | STM |
100-400mm F5-6.3 DG DN OS Contemporary | 2022 | 1.135 g | 67 mm | STM |
La serie I: il ritorno del piacere meccanico
All'interno della famiglia Contemporary esiste un gruppo di obiettivi che merita una menzione particolare: la I Series. Non è una quarta linea di prodotto, ma una selezione di focali progettate secondo una filosofia precisa. Costruzione quasi interamente metallica, ghiere lavorate con estrema precisione, incisioni profonde, paraluce in alluminio e un'attenzione quasi artigianale ai dettagli restituiscono quella sensazione di qualità meccanica che molti fotografi ricordano nelle migliori realizzazioni giapponesi degli anni Settanta e Ottanta.
La I Series dimostra che compattezza non significa rinuncia. Al contrario, questi obiettivi sono pensati per essere utilizzati ogni giorno, offrendo un equilibrio raro tra dimensioni, prestazioni e piacere tattile. È probabilmente la famiglia che più di ogni altra interpreta l'idea originale delle mirrorless: strumenti leggeri, raffinati e capaci di accompagnare il fotografo senza appesantirne il corredo.
Un catalogo senza paura
Osservando il catalogo Sigma nel suo insieme emerge una caratteristica poco comune. Molti obiettivi non sono stati progettati per colmare una semplice lacuna di gamma o per replicare quanto già offerto dai concorrenti. Nascono invece dall'idea che una determinata soluzione tecnica possa offrire al fotografo nuove possibilità espressive.
Il 28-45 mm f/1.8, il 28-105 mm f/2.8, il 200 mm f/2 Sports, il 300-600 mm f/4 o il recentissimo 135 mm f/1.4 non sono esercizi di stile, ma esempi concreti di una progettazione che preferisce esplorare territori ancora poco frequentati anziché limitarsi a seguire il mercato.
Naturalmente non tutte queste idee sono destinate a diventare grandi successi commerciali. Alcune rimarranno prodotti specialistici, altre contribuiranno a orientare l'evoluzione futura del settore. Ma è proprio questa disponibilità a sperimentare che rende il catalogo Sigma uno dei più interessanti oggi disponibili.
Una filosofia progettuale, non una semplice collezione di obiettivi
Le tre famiglie Art, Sports e Contemporary non devono essere interpretate come tre fasce di qualità crescente o decrescente. Sarebbe un errore.
La serie Art ricerca la massima prestazione ottica possibile; la Sports privilegia affidabilità, robustezza e continuità operativa nelle condizioni più difficili; la Contemporary punta invece sull'equilibrio tra qualità, compattezza e piacere d'impiego.
Tre approcci differenti che condividono la stessa impostazione progettuale: costruire ogni obiettivo in funzione dello scopo per il quale è stato pensato, senza imporre a priori compromessi estranei alla sua destinazione d'uso.
È forse questo il tratto distintivo più evidente della Sigma contemporanea. Più che un catalogo di prodotti, una raccolta di progetti sviluppati con obiettivi diversi ma accomunati dalla stessa libertà di pensiero.
Un'ultima considerazione per i fotografi Nikon
Nel corso di questo articolo abbiamo preso come riferimento il catalogo Sigma per mirrorless full frame nelle versioni Sony E e L-Mount, perché è quello che meglio rappresenta la produzione attuale dell'azienda.
Molti lettori si chiederanno inevitabilmente perché una parte così importante di questo catalogo non sia disponibile direttamente con baionetta Nikon Z. È una domanda legittima, alla quale però non intendiamo rispondere con ipotesi o indiscrezioni. Le strategie commerciali appartengono ai costruttori e soltanto loro possono spiegarne le motivazioni.
Esiste però un dato concreto che interessa direttamente gli utilizzatori Nikon. Grazie agli adattatori elettronici di ultima generazione, come le famiglie Megadap ETZ e Viltrox ETZ, è oggi possibile utilizzare gran parte degli obiettivi Sigma con innesto Sony FE anche sulle fotocamere Nikon Z, mantenendo autofocus, controllo elettronico del diaframma, trasmissione dei dati EXIF e, nella maggior parte dei casi, anche la stabilizzazione. Le prestazioni sono generalmente molto buone, anche se non sempre indistinguibili da quelle di un obiettivo nativo.
È tuttavia opportuno ricordare un aspetto che abbiamo già approfondito in un precedente articolo di Nikonland. Alcuni obiettivi progettati per affidare parte della correzione geometrica al firmware della fotocamera possono non beneficiare automaticamente del controllo della distorsione quando vengono utilizzati tramite adattatore. Il risultato non è una riduzione della qualità ottica dell'obiettivo, ma la necessità di applicare successivamente il corretto profilo di correzione in fase di sviluppo del file RAW, oppure di rinunciare alla correzione automatica nel JPEG prodotto dalla fotocamera. È un comportamento intrinseco all'adattamento tra sistemi differenti, non un limite specifico di Sigma.
Lo stesso principio vale, se possibile in misura ancora maggiore, per gli adattatori Viltrox, che condividono la medesima filosofia di funzionamento.
Per chi fotografa esclusivamente in RAW, questo rappresenta più un aspetto operativo da conoscere che un vero limite. Chi invece lavora prevalentemente in JPEG dovrà essere consapevole che alcune correzioni automatiche disponibili con gli obiettivi nativi potrebbero non essere applicate.
In definitiva, il fotografo Nikon non è oggi completamente escluso dall'accesso al patrimonio progettuale Sigma. Richiede qualche attenzione in più e la consapevolezza dei limiti propri di qualsiasi adattatore elettronico, ma rappresenta comunque una possibilità concreta di utilizzare alcune delle ottiche più originali e interessanti oggi disponibili nel panorama mirrorless.
Se dipendesse da noi...
Alla fine di questa lunga ricognizione del catalogo Sigma è inevitabile una domanda: quali di questi obiettivi vorremmo poter montare domani mattina su una Nikon Z senza ricorrere ad adattatori?
Naturalmente ogni fotografo compilerà una lista diversa. La nostra, inevitabilmente influenzata dal tipo di fotografia che pratichiamo su Nikonland, comprende soprattutto quei progetti che aggiungerebbero qualcosa di realmente nuovo al sistema Z, evitando inutili sovrapposizioni con un catalogo Nikkor già estremamente completo.
Obiettivo | Perché ci piacerebbe averlo su Nikon Z |
|---|---|
35mm f/1.2 DG DN II Art | Una focale classica interpretata con una luminosità e una personalità che Nikon, oggi, propone solo con un oggetto enorme e costosissimo. |
65mm f/2 DG Contemporary | Piccolo, raffinato, costruito magnificamente. Una focale "di una volta" che sulla Zf sembra nata per stare. |
135mm f/1.4 DG Art | Il grande tele da ritratto che molti fotografi aspettano da anni e che completerebbe idealmente il corredo Nikon. |
200mm f/2 DG OS Sports | Un'ottica già quasi leggendaria, capace di raccogliere l'eredità di una focale che ha scritto pagine importanti della fotografia professionale. |
28-45mm f/1.8 DG DN Art | Perché nessun altro costruttore offre oggi qualcosa di paragonabile. Da solo amplierebbe le possibilità creative del sistema Z. |
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