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Sigma 50mm F1.2 DG DN Art
Il primo incontro
Ci sono obiettivi che arrivano in redazione come tanti altri, destinati a essere provati, fotografati, misurati e infine raccontati ai lettori. E ce ne sono altri che rappresentano qualcosa di più, perché segnano l'inizio di una nuova stagione.
Il Sigma 50mm F1.2 DG DN Art appartiene senza dubbio a questa seconda categoria.
È il primo obiettivo che Sigma Italia ci ha affidato nell'ambito della rinnovata collaborazione con Nikonland, una circostanza che ci fa particolarmente piacere ma che non cambierà di una virgola il nostro modo di lavorare. Chi ci segue da quasi vent'anni sa che le nostre prove nascono sempre dall'uso sul campo, dall'osservazione diretta e, quando possibile, da misure strumentali che aiutino a comprendere il comportamento reale di un obiettivo, senza fermarsi alle impressioni.
Il 50 mm rappresenta probabilmente la focale più difficile da progettare. È abbastanza normale da non concedere scorciatoie e abbastanza universale da essere utilizzato per qualunque genere fotografico: ritratto ambientato, reportage, street photography, paesaggio, fotografia di viaggio, fino alla riproduzione in studio. Ogni difetto emerge immediatamente e ogni pregio deve essere conquistato con un progetto ottico di altissimo livello.
Sigma ha affrontato questa sfida proponendo un obiettivo che, almeno sulla carta, appartiene alla categoria delle ottiche senza compromessi. Luminosità f/1.2, schema ottico estremamente sofisticato, autofocus HLA di ultima generazione, costruzione professionale e una qualità dichiarata che ambisce a confrontarsi con i migliori cinquantini oggi disponibili sul mercato.
Per noi il confronto di riferimento non può che essere il NIKKOR Z 50mm f/1.2 S, uno degli obiettivi che più ci hanno impressionato negli ultimi anni e che rappresenta, ancora oggi, uno dei vertici assoluti della produzione Nikon. Sarà inevitabile mettere i due contendenti uno accanto all'altro, cercando di capire non soltanto quale risolva di più, ma soprattutto quale carattere fotografico abbiano saputo imprimere i rispettivi progettisti.
Nei prossimi giorni il Sigma accompagnerà il nostro lavoro quotidiano fino alla fine del mese. Lo utilizzeremo come faremmo con un obiettivo personale, alternando prove strumentali, riprese in studio e fotografia reale, perché è soltanto sul campo che un progetto ottico rivela davvero la propria personalità.
Come sempre, sarà il fotografo a parlare. L'entusiasmo iniziale non basta mai, così come non bastano le schede tecniche o i grafici MTF. Alla fine, ciò che conta è una domanda molto semplice: viene voglia di uscire a fotografare con questo obiettivo? È a quella domanda che cercheremo di rispondere.
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Caratteristica | SIGMA 50mm F1.2 DG DN Art (Sony E) |
|---|---|
Linea | Art |
Codice prodotto | A024 |
Destinazione | Mirrorless Full Frame |
Attacco | Sony E |
Copertura | Full Frame (DG) |
Lunghezza focale | 50 mm |
Apertura massima | f/1.2 |
Apertura minima | f/16 |
Schema ottico | 17 elementi in 12 gruppi |
Elementi asferici | 4 |
Angolo di campo | 46,8° |
Diaframma | 13 lamelle arrotondate |
Distanza minima di messa a fuoco | 40 cm |
Rapporto massimo di riproduzione | 1:6,2 (0,16×) |
Diametro filtri | 72 mm |
Diametro massimo | 81 mm |
Lunghezza | 110,8 mm |
Peso | 740 g |
Motore AF | HLA (High-response Linear Actuator) |
Messa a fuoco interna | Sì |
Ghiera diaframmi | Sì |
Ghiera diaframmi disinseribile (De-click) | Sì |
Blocco ghiera diaframmi | Sì |
Pulsante AFL | Sì (personalizzabile sulle fotocamere compatibili) |
Selettore AF/MF | Sì |
Costruzione tropicalizzata | Sì, con guarnizione sull'innesto e sigillature nei punti critici |
Trattamenti antiriflesso | Super Multi-Layer Coating + Nano Porous Coating |
Paraluce | LH782-03 (in dotazione) |
Custodia | Rigida imbottita (in dotazione) |
Tappo anteriore | LCF-72 III |
Tappo posteriore | LCR II |
Anno di presentazione | 2024 |
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Caratteristica | SIGMA 50mm F1.2 DG DN Art | NIKKOR Z 50mm f/1.2 S |
|---|---|---|
Presentazione | 26 marzo 2024 (Sigma Italia) | 16 settembre 2020 (Nital) |
Commercializzazione | 18 aprile 2024 (SIGMA Press Center) | Dicembre 2020 (Nital) |
Attacco | Sony E / L-Mount | Nikon Z |
Copertura | Full Frame | Full Frame |
Focale | 50 mm | 50 mm |
Apertura massima | f/1.2 | f/1.2 |
Apertura minima | f/16 | f/16 |
Schema ottico | 17 elementi in 12 gruppi | 17 elementi in 15 gruppi |
Elementi speciali | 4 asferici | 2 ED, 3 asferici |
Diaframma | 13 lamelle arrotondate | 9 lamelle arrotondate |
Distanza minima di MAF | 40 cm | 45 cm |
Rapporto d'ingrandimento | 1:6,2 (0,16×) | 1:6,7 (0,15×) |
Diametro filtri | 72 mm | 82 mm |
Diametro massimo | 81 mm | 89,5 mm |
Lunghezza | 110,8 mm | 150 mm |
Peso | 740 g | 1.090 g |
Motore AF | Doppio HLA lineare | Multi-Focus con motori stepping |
Messa a fuoco interna | Sì | Sì |
Ghiera diaframmi | Sì | No |
De-click ghiera | Sì | — |
Pulsante funzione | AFL programmabile | L-Fn programmabile |
Selettore AF/MF | Sì | Sì |
Tropicalizzazione | Completa | Completa |
Prezzo ufficiale di lancio (Italia) | 1.559 € (sigma-imaging.fi) | 2.499 € (Nital) |
A colpo d'occhio
Vantaggio | |
|---|---|
Peso | Sigma (-350 g circa) |
Ingombro | Sigma |
Diametro filtri | Sigma (72 mm contro 82 mm) |
Distanza minima di messa a fuoco | Sigma |
Rapporto di riproduzione | Sigma |
Comandi sul barilotto | Sigma (ghiera diaframmi con de-click) |
Ottimizzazione per sistema Nikon Z | NIKKOR |
Compatibilità nativa | NIKKOR |
Prezzo di listino | Sigma (circa 900 € in meno al lancio) |
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Un obiettivo Sony... sulla Nikon Z
Qualcuno potrebbe chiedersi perché Nikonland provi un obiettivo disponibile esclusivamente con attacco Sony E. La risposta è semplice: oggi gli adattatori elettronici della serie Megadap ETZ21 PRO+ consentono di utilizzare sulle fotocamere Nikon Z gran parte degli obiettivi Sony FE con un livello di integrazione che, fino a pochi anni fa, sarebbe stato difficile immaginare.
Autofocus, controllo elettronico del diaframma, trasmissione dei dati EXIF, riconoscimento del soggetto e gran parte delle funzioni operative della fotocamera rimangono normalmente disponibili, tanto da rendere l'utilizzo dell'obiettivo molto simile a quello di un modello nativo.
Naturalmente non si tratta di una soluzione perfetta. Come abbiamo già documentato su Nikonland, esistono alcune limitazioni, in particolare per quanto riguarda la gestione automatica della correzione della distorsione con determinati obiettivi progettati per il sistema Sony. Sono aspetti che il fotografo deve conoscere e che analizzeremo quando rilevanti, ma che non impediscono una valutazione seria e approfondita delle qualità ottiche e operative dell'obiettivo.
Per questa prova utilizzeremo il Megadap ETZ21 PRO+, attualmente l'adattatore che riteniamo più maturo e affidabile per questo tipo di impiego. L'obiettivo del test non sarà quindi verificare l'adattatore, bensì capire come si comporti il Sigma 50mm F1.2 DG DN Art quando viene impiegato, nella pratica fotografica quotidiana, su una moderna Nikon Z.
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il Megadap ETZ21 PRO+ montato sulla baionetta Sony del Sigma 50/1.2 DG DN riporta il tiraggio e i contatti Nikon Z sulla baionetta di qualunque Nikon Z in nostro possesso.
Qui l'abbiamo voluto montare sulla più bella fotocamera esistente al mondo dai tempi della Nikon F2, la Zf ma prevediamo di usarlo più facilmente con Z8 e Z9 per avere sempre il massimo dall'autofocus e un corpo più bilanciato con l'obiettivo. Non enorme ma nemmeno minuscolo.
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Altri dettagli costruttivi :
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il paraluce dotato di blocco/sblocco ben realizzato
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la bottoniera - notare il selettore Click ON/OFF per il movimento della bellissima ghiera del diaframma, fisica, non simulata come quella di certi cinesi (per non parlare del povero tentativo di imitazione di Nikon con la ghiera programmabile, che è a corsa infinita e soprattutto, senza fermate).
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l'anello filtri da 77mm. Non reca incisioni. I cinesi da questo punto di vista sono molto meno riservati ... ma loro stanno arrivando adesso.
Sigma in fondo non ha bisogno di presentarsi.
La consistenza è solida. Il peso ben concentrato.
Da spento, si sente il movimento dei blocchi motori lineari. E' una cosa normale, non vi spaventate, appena va in tensione i motori vanno in presa.
La scatola è quella classica, bianca, tipica degli obiettivi Sigma di prima del rebranding Sigma AIZU (adesso avrebbe una bella scatola in blu carta di zucchero con i fregi in pressione e una dotazione diversa). Nella confezione è in dotazione un bell'astuccio in cordura molto robusto.
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schema ottico
Il progetto ottico: un 50 mm senza compromessi
Già osservando lo schema ottico si comprende come Sigma non abbia inseguito la compattezza a tutti i costi. Il 50mm F1.2 DG DN Art è stato progettato per ottenere il massimo delle prestazioni già a tutta apertura, sfruttando le possibilità offerte da un sistema mirrorless moderno e senza i vincoli che caratterizzavano le reflex.
Lo schema prevede 17 elementi in 12 gruppi, una complessità che soltanto pochi anni fa sarebbe stata impensabile per un normale da 50 mm. All'interno troviamo quattro lenti asferiche, elemento chiave del progetto, affiancate da numerosi vetri a bassa dispersione destinati al controllo dell'aberrazione cromatica longitudinale e laterale.
Colpisce soprattutto la disposizione degli elementi. Non si tratta di una semplice evoluzione del classico doppio Gauss, ma di un progetto completamente ripensato, nel quale numerosi gruppi ottici lavorano contemporaneamente alla correzione delle diverse aberrazioni. Le superfici asferiche sono distribuite lungo tutto il percorso della luce e non concentrate nella sola parte posteriore dell'obiettivo, scelta che permette di controllare contemporaneamente coma, astigmatismo, curvatura di campo e distorsione.
Un altro aspetto interessante è la simmetria complessiva del progetto. Pur non essendo perfettamente simmetrico, come nessun moderno autofocus luminoso potrebbe essere, lo schema mantiene un equilibrio evidente fra la sezione anteriore e quella posteriore, indice di una progettazione che privilegia l'omogeneità della resa sull'intero fotogramma piuttosto che la sola nitidezza assoluta al centro.
Anche il numero relativamente elevato di superfici aria-vetro non deve impressionare. Oggi trattamenti antiriflesso come il Nano Porous Coating e il Super Multi-Layer Coating consentono di impiegare schemi molto più complessi rispetto al passato senza pagare un prezzo significativo in termini di flare o perdita di contrasto. Al contrario, la maggiore libertà progettuale permette di correggere aberrazioni che, con schemi più semplici, sarebbero inevitabili.
In altre parole, Sigma sembra avere scelto deliberatamente la strada più difficile: non progettare il cinquanta più piccolo o il più leggero possibile, ma quello otticamente più corretto, lasciando che fossero le esigenze del progetto a determinare il numero di elementi e la loro disposizione.
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Le curve MTF: la conferma di un progetto estremamente ambizioso
Le curve MTF ufficiali confermano quanto suggerisce lo schema ottico.
La curva sagittale a 10 linee/mm rimane praticamente aderente al valore massimo lungo quasi tutto il fotogramma, segno di un contrasto elevatissimo già alla massima apertura. Ancora più interessante è l'andamento della corrispondente curva a 30 linee/mm, che rappresenta la capacità di riprodurre il dettaglio più fine: la discesa verso i bordi è molto contenuta e rimane regolare, senza improvvisi cedimenti.
L'aspetto forse più significativo è però il comportamento delle curve meridionali. In molti obiettivi molto luminosi queste tendono a separarsi rapidamente dalle sagittali, evidenziando coma e astigmatismo già nella parte intermedia del fotogramma. Nel Sigma, invece, la distanza rimane sorprendentemente contenuta fino a circa i due terzi del raggio utile, aumentando solo in prossimità degli angoli estremi.
Questo lascia prevedere immagini molto uniformi, con una resa che non privilegia esclusivamente il centro ma si mantiene elevata anche nelle zone periferiche. È una caratteristica importante non soltanto per il paesaggio o la riproduzione, ma anche per il ritratto ambientato, dove il soggetto raramente occupa il centro geometrico dell'inquadratura.
Naturalmente le curve MTF rappresentano sempre una simulazione teorica del progetto ottico, realizzata in condizioni ideali e a infinito. Non tengono conto delle tolleranze costruttive, del comportamento alle brevi distanze né delle prestazioni dell'autofocus. Tuttavia, quando un progetto presenta curve di questo livello, l'esperienza insegna che difficilmente ci si trova di fronte a un obiettivo mediocre.
Anzi, osservandole viene spontaneo formulare un'ipotesi: Sigma sembra essersi posta un obiettivo molto preciso. Non semplicemente costruire un eccellente 50 mm f/1.2, ma dimostrare che oggi è possibile raggiungere prestazioni di riferimento senza ricorrere necessariamente alle dimensioni e al peso dei progetti più estremi. Ogni riferimento al Nikkor 50/1.2 S è puramente voluto !
Confronto con il Nikkor Z 50mm f/1.2
Nikon ci ha proposto tra i suoi primi obiettivi più ambiziosi del sistema Z, un bellissimo 50mm f/1.2, il suo primo nella ultracentenaria storia ad essere autofocus, dicendoci che è stato pensato per essere senza compromessi. Ridurre aberrazioni, distorsione e vignettatura, oltre a mantenere la focale fissa a tutte le distanze di messa a fuoco, ha comportato per i progettisti Nikon, andare a dimensioni a dirla tutta imbarazzanti.
Il Nikkor 50/1.2 è grande quasi quanto un 70-200/2.8 e pesa ben di più del nuovo 70-200/2.8 S II.
Questo Sigma si permette di avere dimensioni che rendono possibile portarlo in borsa insieme al compagno Sigma 35mm f/1.2 II Art, senza tanti problemi o dubbi.
Ma come andranno nella realtà ?
Confrontiamo i due Imatest ai vari diaframmi.
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Due filosofie, due risultati straordinari
Osservando i grafici Imatest, la prima impressione è quasi sorprendente. Non siamo di fronte a un obiettivo che domina l'altro in ogni condizione, ma a due progetti che raggiungono risultati molto simili seguendo strade differenti.
La differenza emerge già alla massima apertura.
Il Sigma 50mm F1.2 DG DN Art parte con un leggero vantaggio. A f/1.2 supera i 53 lp/mm al centro, mentre il NIKKOR Z 50mm f/1.2 S si ferma poco sotto i 50 lp/mm. Anche ai bordi, sia nell'area APS-C sia agli angoli del pieno formato, il Sigma mantiene alcuni punti di vantaggio.
Non si tratta di uno scarto enorme, ma è sufficiente a suggerire che Sigma abbia privilegiato una resa molto uniforme già a tutta apertura.
Il comportamento del NIKKOR cambia però rapidamente.
Già chiudendo a f/2 la distanza si riduce sensibilmente e fra f/2.8 e f/4 i due obiettivi raggiungono praticamente lo stesso livello assoluto di risoluzione, attestandosi entrambi attorno agli 80 lp/mm al centro del fotogramma.
Da questo momento in avanti le curve seguono un andamento quasi parallelo.
Entrambi mantengono prestazioni elevatissime fino a f/8, iniziano poi un graduale decadimento a f/11 e mostrano gli effetti della diffrazione alle aperture più chiuse. Anche sotto questo aspetto il comportamento risulta sorprendentemente simile.
La vera differenza non è dunque il valore massimo raggiunto, ma il modo con cui i due progetti vi arrivano.
Il Sigma mostra una progressione molto regolare. Le tre curve rimangono sempre piuttosto vicine fra loro, indice di una resa equilibrata che interessa non soltanto il centro ma anche le zone periferiche del fotogramma.
Il NIKKOR evidenzia invece una crescita più marcata. Parte leggermente più in basso, raggiunge rapidamente il proprio massimo e conserva una buona separazione fra le tre curve, caratteristica che suggerisce una diversa distribuzione della nitidezza all'interno dell'immagine.
Naturalmente sarebbe sbagliato attribuire a queste differenze un'importanza superiore a quella che realmente possiedono. Stiamo parlando di due obiettivi che, dal punto di vista della sola risoluzione, appartengono entrambi all'eccellenza assoluta della produzione contemporanea. Nella pratica fotografica difficilmente sarà una differenza di cinque o sei linee per millimetro a determinare la riuscita di un'immagine.
Più interessante sarà capire, nelle prove sul campo, se a queste misure corrispondano anche differenze nel carattere dello sfocato, nella tridimensionalità del soggetto, nella resistenza al controluce e nella precisione dell'autofocus. Sono aspetti che nessun grafico, per quanto accurato, può raccontare completamente.
NIKKOR Z 50mm f/1.2 S vs SIGMA 50mm F1.2 DG DN Art
Aspetto | Vantaggio |
|---|---|
Risoluzione a f/1.2 | Sigma |
Risoluzione a f/2.8–f/4 | Parità sostanziale |
Uniformità sul fotogramma | Leggero vantaggio Sigma |
Progressione della nitidezza | Sigma |
Picco assoluto | Parità |
Comportamento alla diffrazione | Parità |
In una frase
Il Sigma sembra progettato per offrire il massimo equilibrio già a tutta apertura; il NIKKOR raggiunge lo stesso livello assoluto dopo una lieve chiusura del diaframma. Alla massima risoluzione, le differenze diventano praticamente trascurabili.
ma il resto arriverà dalle foto che faremo.
Perchè potremmo anche soffermarci sui numeri per giorni.
Ma se un obiettivo non fa le fotografie che ci aspettiamo, allora non serve a niente discuterne !
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