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Dhl ha consegnato il pacco, nemmeno 24 ore dopo l'ordine.
Questo obiettivo è difficile da trovare, io l'ho preso da un fornitore affidabile, il trevigiano Virtualfoto.it che mi ha sempre trattato benissimo, con una linea diretta via Whatsapp e risposte rapide e tempestive.
Dentro l'imballo, molto ben confezionato, c'è la scatola nella nuova veste Sigma
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la tonalità è di un grigio cangiante che alla luce del flash diventa un blu carta di zucchero.
Anche il nuovo logo Sigma è impresso sul coperchio.
La finitura del cartone è premium, benché lo spessore sia risicato.
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l'estensione di garanzia Mtrading, che ben conosciamo.
L'obiettivo come si è capito, l'ho comprato e pagato con i miei soldi, non mi è stato inviato per una "onesta recensione", quindi il coinvolgimento del distributore di Opera e di Sigma di Aizu per la quale sono stato per anni Ambassador per l'Italia è inesistente.
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il manualetto e la garanzia sta in un piccolo scomparto ricavato nel generoso foam sintetico che protegge tutto l'interno
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l'obiettivo è praticamente sigillato dentro alla spugna, anche il paraluce che arriva "incartato" dentro un foglio nero
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gli accessori in dotazione. C'è una "inutile" sacca leggera, buona al più per evitare graffi. E probabilmente una cinghietta in una scatoletta che ho lasciato là dove era.
Questo 135 replica il 105/1.4 Art che a suo tempo ho avuto ed apprezzato, del collare per il treppiedi con tanto di piede Arca Swiss, eventualmente rimovibile e sostituibile con quell'anello in gomma nera che vedete qui sopra.
Ed eccolo qua il "pittbull" degli obiettivi mediotele.
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che per il momento non ha rivali, almeno in autofocus.
Il passo filtri è di 105mm, e l'aritmetica non è scontata, perché 135mm su f/1.4 fa 96mm - che è il diametro della prima lente - dopo di che c'è la carrozzeria per arrivare a 105.
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caratteristiche - dal sito Sigma Lenses
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costruzione, 4 lenti in vetro simile alla fluorite, per caratteristiche ottiche, e due asferiche
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MTF sintetico proposto da Sigma (attenzione, è valido come idea, varia da fotocamera a fotocamera in condizioni reali)
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la costruzione è decisamente premium ed allineata al prezzo dell'obiettivo.
L'anello del diaframma, funzionante a prescindere dalla presa di forza, è in metallo ed ha movimenti rassicuranti, perfettamente ripresi dalla fotocamera.
C'è modo di avere la posizione Auto in cui si comanda il diaframma dalla fotocamera.
E il tasto declick, per evitare che il movimento del diaframma si senta nei video.
L'obiettivo non è stabilizzato per cui i comandi sono minimi. C'è un pulsante programmabile e il tasto MF/AF.
L'obiettivo è ovviamente costruito in Giappone nella fabbrica Sigma di Aizu, dipartimento di Fukushima dove Sigma si produce da se anche le viti e la ferramenta.
Avrete letto che è un obiettivo nato per Sony.
Ebbene si, Nikon nella sua monumentale miopia non concede a Sigma il diritto di replicarlo con attacco Z.
Con l'effetto che se un nikonista lo vuole, o si compra una Sony (o una Panasonic), oppure deve adattarsi.
Come ? Con adattatore di controllo cinese. In questo caso il Megadap ETZ21 PRO+ di Gabale.
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una sottiletta di alluminio che una Nikon Z vede come se fosse un FTZ ... e che si adatta perfettamente a fare il traduttore dal dialetto Sigmese Sony a quello Nikon Z.
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in queste foto si vedono le proporzioni del "pitbull" che in qualche modo sovrastano la Z8.
Probabilmente si adatterà meglio alla Z9. Ma per il momento le mie Z9 sono a "riposo" fino a primavera e quindi tutte le prove le ho fatte con la Z8.
Dicevo del collarino Arca Swiss di cui io mi sono immediatamente liberato dopo queste foto.
Si smonta facilmente e poi si coprono i "chiodi" con l'anello in gomma.
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dettaglio delle guide di movimento del collarino del treppiedi. L'anello in gomma è sagomato per coprirle e rendere il tutto perfettamente liscio dopo la rimozione.
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e il collarino - per quanto mi concerne - finisce in scatola, con buona pace degli astrofotografi ed amanti del treppiedi.
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due ultime viste dell'oggetto, con l'anello in gomma montato, più conforme con la Z8.
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E un'ultima considerazione : quanti obiettivi Nikon ci sono con 13 lamelle del diaframma ?
Primi scatti di pura prova di autofocus e sfuocato.
L'autofocus, a patto di montare bene l'adattatore in modo che i contatti siano allineati da entrambe le parti, funziona bene.
Il motore è veloce anche se non quanto quello del 200/2.
Capita che qualche volta si perda per l'infinito ed allora l'unica e puntare davanti ai propri piedi per farlo smuovere.
Ma il più delle volte va bene. Anche il riconoscimento dell'occhio è efficace, con tutti i caveat del caso che non sono del tutto riconducibili ad obiettivo o adattatore ma più agli algoritmi Nikon Z non ancora al massimo livello per aperture così estreme.
Ma vorrei piuttosto sottolineare come il rendering sia molto simile a quello del Sigma 200/2.
Non c'è un campo piatto con dissoluzione di sfondo e realtà anteriore.
E' come se mille artigiani giapponesi "scolpissero" in 3D in tempo reale il soggetto che viene fuori dall'immagine nonostante il campo di sfuocatura micidiale.
E' una sensazione che ho provato finora solo con i due mitici Zeiss Planar 2/100mm e 2/135mm della prima serie per Nikon Z.
Ma qui è riprodotto per aperture molto più estreme e con una precisione di messa a fuoco encomiabile.
Foto sul campo durante un primo shooting con tre modelle.
Già perchè gatta Isabella é una modella eccezionale ma io questo obiettivo l'ho comprato per le ragazze !
Le foto che seguono sono tutte con la Z8, sempre rigorosamente a tutta apertura e quasi nessun fotoritocco.
Ho sempre usato le mie "pellicole" digitali, scelte per situazione, soggetto, luce, intento.
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Trattandosi di un obiettivo così particolare andrà valutato a fondo e con il tempo.
Diffidate sempre di chi regala giudizi lapidari dopo 5 minuti di scatti a tetti, finestre, banconote fuori corso e luminarie in notturna.
Sono già tutti con un occhio alla successiva recensione, perché l'algoritmo si nutre di numeri, di titoli roboanti, di visualizzazioni.
A noi di queste cose non frega un accidente.
Anche perché le cose che proviamo al 90% ce le compriamo.
Questo è un obiettivo dal carattere particolare, molto diverso dal Nikkor Z 135/1.8 S Plena con il quale "potrebbe" coesistere.
Somiglia molto di più al fratellone Sigma 200/2 Sports con il quale credo siano stati sviluppati insieme.
Peraltro Sigma dice che il 135 le costa di più in termini di produzione rispetto al più costoso 200mm.
La differenza di prezzo è "politica" e discende da considerazioni strategiche e di numeri di pezzi prodotti.
Peraltro in questo momento sono entrambi abbastanza difficili da trovare in Italia, il 135 soprattutto.
A me è piaciuto moltissimo, pur con i caveat dell'adattatore e la consapevolezza che non sarà mai come un obiettivo nativo, nonostante tutti gli sforzi di Megadap di adeguare i firmware.
Ma per il genere che faccio io va più che bene. Ho sempre il tempo di aggiustare il tiro, soggetti consapevoli e consenzienti a mia disposizione pazientemente.
Non sto ad attendere un'upupa imperiale dal becco cremisi per 12 ore che compare solo all 18:05 in gennaio per pochi secondi : o la va o la spacca.
Non mi sento di consigliarlo a nessuno. Ma credo che chi lo comprerà per Nikon, non avrà da pentirsene ...
Per il momento mi fermo. Ma ne riparleremo, con foto reali alla mano.
Sayonara Bubu !
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