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Velvia e T-MAX con la Nikon Zf (e Flexible Color Picture Control introdotti con il firmware 2.0)

 
film.thumb.jpg.4834991e597ad44b131a8c6cc7ca9764.jpg
 
 
Tra le cose aggiunte alla Nikon Zf con il firmware 2.0 di aprile 2025, c'è la compatibilità con i Picture Control 3, che contengono il nuovo profilo Flexible Color.
Questo profilo consente di modulare, non solo la curva tonale come i precedenti, ma anche i singoli colori e sfumatura, sia operando su tonalità/saturazione/luminosità dei singoli canali che sulle bande di luci/mezzi toni e ombre.
Prima erano disponibili solo per Z6 III, Z50 II e Z5 II. Tutte le altre fotocamere restano escluse. E' strano perché si penserebbe per prima alla Zf per questo genere di funzionalità.
Perché ?
 
Perché con questo metodo possiamo finalmente andare ad emulare le pellicole tradizionali anche in termini di resa colore, non solo di tono. Prima si riusciva in qualche modo a farlo andando a starare il bilanciamento del bianco.
Ma era una pratica bovina, detestabile, oggi è tutto molto più "scientifico".
Per modo di dire perché comunque il dosaggio sarà a sensazione.
 
Ovviamente non ci sarà nessuna influenza sulla gamma dinamica e la latitudine di posa del sensore. Che resterà invariato, senza alcuna modifica ad emulazione della pellicola di cui stiamo ragionando.
Come pure la "grana" digitale che non è simulabile oncamera e quindi verrà influenzata solo dall'eventuale rumore digitale introdotto ad alti ISO ma restando finissima alla base.

Insomma, stiamo parlando di emulare sul piano estetico l'effetto della pellicola, non di replicarla. Per avere le esatte qualità di una data pellicola, resta la via maestra di prendere una fotocamera a pellicola, montare il rullino che ci piace di più e andare a scattare.
Per poi cercare un laboratorio di quelli ancora capaci di fare sviluppo adeguato, possibilmente senza poi passare il film in digitale ma completando l'operazione nel puro dominio chimico fino alla stampa.
 
Dicevamo quindi, emulazione sul piano estetico.
E perché ? La domanda sorgerà probabilmente spontanea.
Perché non scattare secondo un profilo standard e poi pasticciare con Lightroom o Photoshop ?
 
Ecco, si astengano i fotografi adepti di plugins e preset dispensati da santoni Youtuber.
Qui parliamo di emulazione estetica che sfrutti la possibilità delle mirrorless di visualizzazione a mirino di come verrà la foto.
In modo da adeguare ad occhio l'esposizione secondo necessità.
Una cosa che sapevamo fare con la pellicola. Solo che lo facevamo con l'immaginazione.
"Sperando" che l'intero processo poi ne tenesse conto fedelmente fino alla fine.
Oggi invece lo possiamo controllare.
 
Così come ci possiamo fare la pellicola da noi.
 
Purtroppo, abbiamo verificato che questi nuovi profili non vengono onorati del tutto da Lightroom. L'importazione tiene conto delle variazioni colore ma non della curva tonale.
Per cui o poi svilupperemo in Nikon NX Studio, eventualmente passando un TIFF a Photoshop/Lightroom, oppure usufruirà del tutto di questo sistema chi scatta e si contenta di un bel jpg ricco e, soprattutto, già pronto.
 
Per questa simulazione abbiamo scelto due delle pellicole più famose. La Fujifilm Velvia e la Kodak TMAX.
 
 
Simulazione della pellicola Fujifilm Velvia usando Flexible Color in Nikon NX STUDIO
 
In appendice ( a fine di questo testo) c'è un rimando al precedente articolo che spiega passo passo come operare passo passo.
Qui ci limiteremo a precisare che interventi principali abbiamo fatto per creare le nostre simulazioni.
Anticipiamo che i profili sono liberamente scaricabili senza diritti né responsabilità da parte nostra e che ognuno, se vorrà, potrà modificarseli a suo gusto. (vedere sempre a fine articolo).
 
image.thumb.png.57e42868392ec089d10a9693ac42b07a.png
una foto di un tempio di Selinunte di Max Aquila, scatto con profilo standard
 
Il primo intervento va alla curva tonale.
 
image.png.ab4112cb99fdb331ca8293fc0fbaf8d8.png
 
potrebbe essere anche più sofisticata ma ai nostri fini ci basta così.
 
Poi passiamo alle singole sfumature colore.
 
image.png.d102c3e4ff40dd6ec3fdd045a9c399c2.pngimage.png.dabe3d4e811aed9c2ad2fcc3bb657051.pngimage.thumb.png.9b11861215c911750e1cfd53b87a3d49.png
 
sulla VELVIA 50 c'è poi un lievissimo intervento sulla gradazione colore, quel tanto che basta per una leggera sfumatura calda, con gialli più brillanti
 
image.png.cf1708bf4d9e92ac07875c67a93e4d36.png
 
 
che invece abbiamo omesso nella VELVIA 100.
 
Ed eccolo qua in azione.
 
_Z8Z2882_02.thumb.JPG.b991c3b96ae428490317074f1491055b.JPG
Standard
 
_Z8Z2882.thumb.JPG.c2454bcb8ab3b02cae50d6c98528c60f.JPG
VELVIA 50
 
_Z8Z2882_01.thumb.JPG.00061733013622cc2fe4a6b027b0da6f.JPG
VELVIA 100
 
 
Non sfuggirà, speriamo, l'evidente differenza tra il profilo standard - con regolazioni ZERO per tutti gli scatti - e la VELVIA 50.
E la sottile ma apprezzabile, differenza, tra questa e la VELVIA 100.
 
C'è modo di affinare il processo a chiunque sia in grado di servirsi di Nikon NX Studio ma consigliamo prima di scattare un pò di foto di prova in tante situazioni differenti (possibilmente "da VELVIA", non vedute sbiadite) e poi stabilire in che cosa intervenire.
 
Simulazione della pellicola KODAK TMAX usando Nikon NX STUDIO
 
 
Partiamo ancora da uno scatto di Palermo di Max Aquila
 
image.thumb.png.5c2dcdc56254fea87b6a37e7d2f6552b.png
 
che presenta una buona gradazione tonale e dei bei bianchi evidenti.
 
Qui le operazioni sono più rapide perché lavoriamo in monocromatico (ci sarebbe la possibilità di creare i filtri partendo dai colori ma perché complicarsi la vita ?)
 
image.thumb.png.cb3d7539244a08762053d6aae019b724.png
 
sostanzialmente abbiamo regolazioni di nitidezza, una curva tonale ad S ma non troppo decisa.
La possibilità di scegliere un filtro colore che simuli quello classico colorato che si metteva davanti all'obiettivo scattando in bianco e nero.
 
Qui ne abbiamo voluti fare quattro diversi, inserendo direttamente nel profilo i filtri VERDE, ROSSO e GIALLO.
Ma il filtro si può inserire direttamente in macchina partendo dal profilo di base, scegliendo quello che ci piace di più di volta in volta.
Vedete voi cosa preferire.
 
TMAX.thumb.JPG.377f3d00713e685509250e16b09b2a00.JPG
TMAX standard
 
TMAX_giallo.thumb.JPG.c26220894f9b43c66abdde7ccb103c07.JPG
TMAX filtro Giallo
 
TMAX_rosso.thumb.JPG.12838a696af3ebe50aa89f5802371c7a.JPG
TMAX filtro rosso
 
TMAX_verde.thumb.JPG.42c7eebbc533e9b6ea77e5c78406f826.JPG
TMAX filtro verde
 
***
 
Ecco, non c'é molto altro da aggiungere.
Non è altro che un gioco, fatto con nostalgia.
Lo scopo è avere in macchina profili che emulino esteticamente certe pellicole per permetterci di scegliere quella adatta a seconda della scena inquadrata, della luce, del soggetto.
E correggere l'esposizione visivamente e non astrattamente, con il mirino che fedelmente ci asseconda.
Avere poi la foto esattamente come l'abbiamo vista.
Già in JPG se vogliamo, in NEF se ci piace di più per eventuali altre regolazioni (possibili comunque anche con i jpg, senza esagerare).
 
I profili VELVIA e TMAX sono qui e li potete scaricare, utilizzare (su Zf e su Z6 III, Z5 II e Z50 II), modificare e regolare.
Oppure potete giocare a farvi i vostri, per le pellicole che vi piacciono di più.
Non sarà la stessa cosa però ... provateci e diteci cosa ne pensate.
 
Qui non ci si sporca con i chimici, non si deve aspettare il laboratorio. Abbiamo il risultato davanti agli occhi mentre scattiamo.
Fate un pò voi !
 
 
 
 
 
per riferimento su come operare con Nikon NX Studio per creare e gestire i Picture Control Flexible Color Nikon Z : i Picture Control Flexible Color [Variazione Colore]

User Feedback

Recommended Comments

Claudio Garlaschi

Nikonlander
  • Nikonlander

Aha, adesso ho capito, pensavo li leggesse direttamente, infatti i tiff non erano belli come quelli in camera

Procedo

Grazie

Claudio Garlaschi

Nikonlander
  • Nikonlander

Provato TMAX con 130420252025-13042025TURBIGOTMAX-1474.thumb.JPG.dc5a3dc6d852a6f4ecc7b917b28cd42e.JPG scatto al volo, mi sembra ottimo, grazie ancora!

 

 

 

 

Claudio Garlaschi

Nikonlander
  • Nikonlander

Sempre TMAX filtro rosso

 

130420252025-13042025TURBIGOTMAX-1478-Modifica.thumb.JPG.a8ef0bbdb2e4cdecc0cb8b45b868d5ce.JPG

  • Administrator

Ovviamente, se ci voleste la grana, la dovete aggiungere con LR.
Simulazione di Ilford HP5, esposta a coerenza. 100 ISO ma grana aggiunta successivamente.

 

Zf_1562.jpg.700a384e05ee8ebcb89cb8922318e378.thumb.jpg.7465626a2eac160cbd1c4cb79809c188.jpg

Nikon Zf e Nikkor Z 135/1.8 S

  • Administrator

ora magari c'è da fare mente locale sul motivo per cui utilizzare un profilo colore BN rispetto all'altro: a parte nitidezza e contrasto che vengono variati in proporzioni differenti, scelte da chi ha costruito i profili in questione, c'è da considerare che un filtro rosso in bianco e nero serve a filtrare il colore corrispondente, rendendolo intensamente più chiaro e scurendo il complementare (blu)

Così anche il filtro arancio ed il giallo, con interventi di densità progressivamente inferiore al rosso.

Mentre quando si fotografi in bianco e nero la vegetazione, fiori, alberi (perchè poi...? ma de gustibus...) risulta più utile il filtro verde che schiarendo il verde di uguale densità, aiuta a separare meglio i toni di grigio degli altri verdi di densità differenti e aiuta ad ottenere una scala di grigi più estesa che senza filtro.

Questo ha senso per chi il bianco e nero lo adotti esponendo (come dovrebbe essere) in funzione di luci ed ombre

Claudio Garlaschi

Nikonlander
  • Nikonlander

Ho utilizzato il filtro rosso, come lo utilizzavo nella preistoria, per rendere il cielo più drammatico.

Penalizzando i verdi, è vero>:(

  • Administrator
4 minuti fa, Claudio Garlaschi ha scritto:

Ho utilizzato il filtro rosso, come lo utilizzavo nella preistoria, per rendere il cielo più drammatico.

Penalizzando i verdi, è vero>:(

meglio nei paesaggi urbani, ricordando che se lo utilizzi fotografandoci anche persone, la pelle di queste risulterà candeggiata

egidio65

Nikonlander
  • Nikonlander

se può servire
sulle Z50II e Zf i profili colore Blu di Prussia, Tmax e Tmax G R V, e Velvia 50 e 100
vengono visti e caricati

sulla Z30 vedo solo i Tmax
che ho caricato e funzionano

  • Administrator
13 minuti fa, egidio65 ha scritto:

se può servire
sulle Z50II e Zf i profili colore Blu di Prussia, Tmax e Tmax G R V, e Velvia 50 e 100
vengono visti e caricati

sulla Z30 vedo solo i Tmax
che ho caricato e funzionano

Le macchine abilitate ai Picture Control via file NP3 sono al momento solo Z6iii Zf e Z50ii oltre alla nuova Z5ii

Strano che la Z30 abbia recepito i profili TMax 

egidio65

Nikonlander
(edited)
  • Nikonlander

ne ho due
ha funzionato su tutte e due

una è nel mercatino e chi se la compra, trova la bella sorpresa:)
 

Edited by egidio65

  • Administrator
1 ora fa, Max Aquila ha scritto:

Le macchine abilitate ai Picture Control via file NP3 sono al momento solo Z6iii Zf e Z50ii oltre alla nuova Z5ii

Strano che la Z30 abbia recepito i profili TMax 

Tecnicamente, le "pellicole" in bianco e nero non usano funzionalità colore esclusive dei Flexible Color Picture Control, quindi restano compatibili con ogni Nikon (anche reflex), salvo verifica.

 

  • Administrator

Pacchetto aggiornato.

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image.thumb.png.095d8044ddaa89b3739c36ff2956a06a.png

la morbidezza un pò eterea della Fujifilm Superia

image.thumb.png.d091e1b13cba13bd73e37a1d9f0a8366.png

image.thumb.png.18f1ba411437306e637b545993728b1d.png

la forza cromatica della Kodak Ektar25 (attenti a non bruciare le alte luci)

image.thumb.png.2b81a7d229d63a2fc8cc13cdce8bed83.png

l'espressività del Neopan

image.thumb.png.6235334e3011de106d101ba45b91daca.png

la texture della Ilford HP5

image.thumb.png.f80442fa3c1b0daf12a7c0236a4551fd.png

la Velvia 50 e i suoi verdi decisi

image.thumb.png.4d955f8ee9f5ffb88ef3948f7cb873f2.png

 

 

image.thumb.png.1aedd2705ae5abf145353e8d289c534f.png

in azione sulla Nikon Z50 II con le sue modalità di selezione avanzate

 

File scaricabile Pellicole Flexible.zip

 

 

Antonio Biggio

Nikonlander Veterano
  • Nikonlander Veterano

Bel lavoro e grazie per la condivisione. 
 

Una curiosità e domande:

come fate ad essere sicuri che la riproduzione sia fedele o si avvicini molto alla pellicola? Esiste un metodo scientifico o empirico? 

dato che non sono un esperto di pellicole (quel poco che l’ho usata …….”Kodak gold 100 e vai) potreste brevemente riassumere quando meglio utilizzare l’una o l’altra? Es velvia per paesaggi e portra per ritratti.  
 

apsc

Nikonlander
(edited)
  • Nikonlander

Io penso (da profano, e scusatemi e smentitemi pure se sto scrivendo fesserie), che non si possa a priori riassumere quando sia meglio utilizzare l'una oppure l'altra.  

La scelta la facevo in base a cosa volevo ottenere.

Se stampavo io  utilizzavo pellicola in bianco e nero. (A patto ovviamente di decidere di fotografare in bianco e nero, che ai tempi comunque era la base della fotografia).

Per le stampe a colori su carta utilizzavo pellicola negativa a Colori, tipo ad esempio la Kodak gold 100 e simili, o le agfa. Se volevo produrre diapositive eventualmente anche da stampare ad esempio su Cibachrome, utilizzavo pellicola invertibile (Kodachrome, Fuji Velvia, o altre).

Io provengo dalla pellicola. (dal 1975 in poi per inquadrare il periodo).

Ogni pellicola, soprattutto le pellicole invertibili (per diapositive per semplificare), aveva la sua impronta di colore.

Il Kodakrome 25 (che iniziai ad utilizzare da bambino con una cinepresa Kodak con motore a molla), aveva una resa colore fantastica. Colori pieni. Poi negli anni utilizzai il Kodachrome per le diapositive, passai alla Velvia (50 principalmente). 

La Velvia produceva dei verdi che mi piacevano molto, Sensia era un po' piu' neutrale ma sempre con l'impronta Fuji.

Come le sceglievo? Ero un appassionato, non un professionista. Le sceglievo in base all'umore del momento, alla tipologia delle fotografie che volevo scattare. Alcune mi piacevano di piu' per i paesaggi, altre per le foto in natura. Ricordo che l'Agfachrome (sempre che mi ricordi bene) era piu' neutra, l'Ektachrome aveva un'impronta diversa dalla Kodachrome.

Ora, grazie al digitale, continuero' a giocare come facevo ai tempi, scegliendo il profilo che mi piacerà di piu' per quella tipologia di scatti, con un grosso vantaggio, che ora posso sempre eventualmente modificare o cambiare a posteriori (giusto o sbagliato che sia concettualmente farlo, ma sto parlando di possibilità tecnica), ai tempi il Kodachrome era quello che avevo scelto e se avessi sbagliato la scelta (magari perche' mi sarebbe servito un Ektachrome 400), quello avevo in macchina e quello me lo dovevo fare andare bene. 

Per quanto riguarda i Bianco e Nero usavo molto le pellicole ilford, le Kodak T-Max e Tri-x  pan e ai tempi giocavo con i filtri, giocavo a sottoesporre e a sovrasviluppare, sperimentavo. Quanti ricordi. 

Edited by apsc

  • Administrator
10 ore fa, apsc ha scritto:

Io penso (da profano, e scusatemi e smentitemi pure se sto scrivendo fesserie), che non si possa a priori riassumere quando sia meglio utilizzare l'una oppure l'altra.  

La scelta la facevo in base a cosa volevo ottenere.

Se stampavo io  utilizzavo pellicola in bianco e nero. (A patto ovviamente di decidere di fotografare in bianco e nero, che ai tempi comunque era la base della fotografia).

Per le stampe a colori su carta utilizzavo pellicola negativa a Colori, tipo ad esempio la Kodak gold 100 e simili, o le agfa. Se volevo produrre diapositive eventualmente anche da stampare ad esempio su Cibachrome, utilizzavo pellicola invertibile (Kodachrome, Fuji Velvia, o altre).

Io provengo dalla pellicola. (dal 1975 in poi per inquadrare il periodo).

Ogni pellicola, soprattutto le pellicole invertibili (per diapositive per semplificare), aveva la sua impronta di colore.

Il Kodakrome 25 (che iniziai ad utilizzare da bambino con una cinepresa Kodak con motore a molla), aveva una resa colore fantastica. Colori pieni. Poi negli anni utilizzai il Kodachrome per le diapositive, passai alla Velvia (50 principalmente). 

La Velvia produceva dei verdi che mi piacevano molto, Sensia era un po' piu' neutrale ma sempre con l'impronta Fuji.

Come le sceglievo? Ero un appassionato, non un professionista. Le sceglievo in base all'umore del momento, alla tipologia delle fotografie che volevo scattare. Alcune mi piacevano di piu' per i paesaggi, altre per le foto in natura. Ricordo che l'Agfachrome (sempre che mi ricordi bene) era piu' neutra, l'Ektachrome aveva un'impronta diversa dalla Kodachrome.

Ora, grazie al digitale, continuero' a giocare come facevo ai tempi, scegliendo il profilo che mi piacerà di piu' per quella tipologia di scatti, con un grosso vantaggio, che ora posso sempre eventualmente modificare o cambiare a posteriori (giusto o sbagliato che sia concettualmente farlo, ma sto parlando di possibilità tecnica), ai tempi il Kodachrome era quello che avevo scelto e se avessi sbagliato la scelta (magari perche' mi sarebbe servito un Ektachrome 400), quello avevo in macchina e quello me lo dovevo fare andare bene. 

Per quanto riguarda i Bianco e Nero usavo molto le pellicole ilford, le Kodak T-Max e Tri-x  pan e ai tempi giocavo con i filtri, giocavo a sottoesporre e a sovrasviluppare, sperimentavo. Quanti ricordi. 

Ovviamente stiamo parlando di profili colore che ognuno di voi può produrre in funzione dei risultati che voglia ottenere di primo acchitto una volta impostato sulla fotocamera.

Leggete bene l'articolo di Mauro e capirete.

P.S.In quanto al Kodachrome stampato su Cibachrome, :70white-flag-surrender: nutro seri dubbi che sia venuto fuori qualcosa di intellegibile.

Il kodachrome era una invertibile che andava sviluppata nei pochi laboratori che trattavano questo materiale: lo sviluppo era il K40 e il livello di contrasto era tale che la stampa diretta su Cibachrome avrebbe azzerato i toni e appiattito le curve dei colori.

Si procedeva con internegativo per filtrare la dominante rossa del Kodachrome 25 e del 64 e blu del 200 ed abbassare il contrasto

 

 

  • Administrator
11 ore fa, Antonio Biggio ha scritto:

Bel lavoro e grazie per la condivisione. 
 

Una curiosità e domande:

come fate ad essere sicuri che la riproduzione sia fedele o si avvicini molto alla pellicola? Esiste un metodo scientifico o empirico? 

dato che non sono un esperto di pellicole (quel poco che l’ho usata …….”Kodak gold 100 e vai) potreste brevemente riassumere quando meglio utilizzare l’una o l’altra? Es velvia per paesaggi e portra per ritratti.  
 

giochiamo...

sempre meglio dei profili colore di default tipo Denim o rosa o malinconia...:36_1_2:

  • Administrator
22 ore fa, Max Aquila rfsp ha scritto:

giochiamo...

sempre meglio dei profili colore di default tipo Denim o rosa o malinconia...:36_1_2:

Sui Picture Control creati e qui distribuiti da Mauro farò in breve un articolo per descrivere come io li utilizzi e quando. E dove.

In merito alle vostre domande sulla rispondenza o meno alla resa delle pellicole in questione vorrei subito dirvi che stiamo pettinando l' acqua del mare, ponendo simili domande:

Io ho usato ognuna di quelle pellicole che simuliamo con i nostri Picture Control e vi assicuro che adesso è tutto in discesa....

A suo tempo metter su una Velvia50 da esporre a 32 o 25 ISO per evitare di trasformare gli incarnati nel colore dei mattoni significava appunto lavorare a 25 o 32 ISO... Senza sbagliare di un terzo di EV...!!!

Non son sicuro che ci riuscireste in molti, oggi...:marameo:

  • Administrator
Il 24/04/2025 at 14:01, Antonio Biggio ha scritto:

come fate ad essere sicuri che la riproduzione sia fedele o si avvicini molto alla pellicola? Esiste un metodo scientifico o empirico? 

"Insomma, stiamo parlando di emulare sul piano estetico l'effetto della pellicola, non di replicarla. Per avere le esatte qualità di una data pellicola, resta la via maestra di prendere una fotocamera a pellicola, montare il rullino che ci piace di più e andare a scattare.
Per poi cercare un laboratorio di quelli ancora capaci di fare sviluppo adeguato, possibilmente senza poi passare il film in digitale ma completando l'operazione nel puro dominio chimico fino alla stampa."

Citazione testuale dall'articolo.

In digitale facciamo cose differenti, le dobbiamo fare in modo diverso.

Il bello di avere un Picture Control che "emula" una pellicola consente di esporre correttamente secondo quel dato profilo, avendo il risultato a mirino che avremo poi esattamente al computer.

Senza dover riconvertire ex-post, magari dopo 10 anni, qualche cosa che in quel momento, avevamo visto diversamente e magari con un altro scopo.

Max Aquila cercherà di fare una guida su come usa lui questi profili, dando indicazioni pratiche sulla ricerca del giusto soggetto, del giusto colore, della giusta luce, del giusto contrasto.

Cose da fotografi, insomma, non da smanettoni informatici.

egidio65

Nikonlander
  • Nikonlander

Z50II con Viltrox 35 1.7 e profilo Velvia 50
jpg così come scattato

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  • Administrator
1 minuto fa, egidio65 ha scritto:

Z50II con Viltrox 35 1.7 e profilo Velvia 50
jpg così come scattato

DSC_0111.thumb.JPG.8414072bd8135473128f09549f3fde8b.JPG
 

soddisfazioni !  Prova anche con Superia, mi sa tanto di sSuperia questo soggetto: vedrai come separa i toni...

Velvia 50 invece aumenta molto i contrasti cromatici, specie tra colori complementari

Claudio Garlaschi

Nikonlander
  • Nikonlander

Esperimenti con il viltrox 50 f2, formato quadrato, TMAX e Velvia, non ho un colorimetro in testa, però a memoria mi sembrano proprio uguali o molto simili. Davvero un bel lavoro.

 

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Antonio Biggio

Nikonlander Veterano
  • Nikonlander Veterano

Personalmente non ho provato sul campo ma con NX Studio, e con la velvia …. i verdi esplodono, come si può vedere anche dalla foto sopra postata. Proverò delle regolazioni personali sulla saturazione. 

  • Administrator
4 minuti fa, Antonio Biggio ha scritto:

Personalmente non ho provato sul campo ma con NX Studio, e con la velvia …. i verdi esplodono, come si può vedere anche dalla foto sopra postata. Proverò delle regolazioni personali sulla saturazione. 

Ma tu Antonio, a suo tempo, hai mai scattato un rullino di Velvia ? Perché c'è chi non poteva farne a meno proprio per i motivi di cui parli :rotfl: (io no ! Ho sempre detestato tutto ciò che veniva da Fujifilm, pure la carta).

Claudio Garlaschi

Nikonlander
  • Nikonlander

I verdi eran quelli, esplosivi

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