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  • Massimo Vignoli
    Massimo Vignoli

    L’ autofocus della Z9 nella fotografia naturalistica

    Premessa.
    Nikon con la Z9 ha fatto un enorme salto avanti nelle prestazioni autofocus delle mirrorless. Questo non significa che le precedenti Z avessero un autofocus inefficace, tutt’altro. Anche loro, mi riferisco alla mia esperienza diretta su Z6 e Z6II ma anche ad informazioni ricevute da amici e sul campo per le Z7 e Z7II, hanno un buon funzionamento e di fatto le immagini che ho scelto per illustrare l'articolo sono scattate con tutte loro. Ma se serve il massimo, quello è ad oggi presente solo sulla Z9.
    Per ottenere quelle prestazioni, però, occorre capire come districarsi nelle varie opzioni. Quella che segue è quindi una guida pratica, basata sulla mia esperienza, attraverso la quale ho selezionato cosa usare nei diversi scenari. Quasi tutto è applicabile, pur con diversi livelli di efficacia ed ergonomia, alle Z “più piccole” ma la macchina presa a riferimento è la Z9.

    MV-Z6-20201017-0097.thumb.jpg.90a9bbe32492fe6e90dd5dc1af415586.jpgZ6 su 500/5.6PF 1/250 f5.6 ISO 2500

    Informazioni di base.
    Come mette a fuoco una mirrorless? Come detto, questa è una guida pratica. Non cercherò quindi la correttezza formale dei termini usati per illustrare i concetti, ma cercherò di essere il più possibile chiaro e comprensibile.
    In soldoni, il software riceve dal sensore le informazioni sull’immagine inquadrata e determina dove è il massimo contrasto nell’ambito della modalità AF selezionata, se previsto cerca di riconoscere il soggetto e concentra l'analisi su quello. L'analisi è fatta con algoritmi sofisticati, il vero vantaggio competitivo di ogni produttore. Noi dobbiamo tenere presente che a fianco ad una logica predittiva c'è il rapido movimento avanti ed indietro del piano di fuoco e la ripetuta lettura dei dati dal sensore. 

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    Z6II su 500/5.6PF 1/2000 f5.6 ISO 250 (gli spruzzi di neve davanti credo rendano l'idea della velocità con la quale correva giù da li)

    Questa è la base, l’ABC. Ma ne discendono subito alcune conclusioni:
    1) Abbiamo risolto il problema della calibrazione delle lenti e, in parte, del focus shift.
    2) Esporre correttamente è determinante (o almeno evitare di lamentarsi se l’AF non trova il contrasto in scene slavate dalla sovra esposizione o illeggibili per la sottoesposizione).
    3) La velocità dell’AF dipende direttamente dalla velocità di lettura del sensore, questo è il motivo più rilevante per cui la Z9 è più veloce della Z6II che è più veloce della Z7II che…. Il legame con la velocità del sensore è ancora più forte, allo stato attuale delle tecnologie, della velocità del processore (che come vedremo può essere aiutato).
    4) La velocità dell’AF dipende dalla velocità del motore AF della lente, che a sua volta può dipendere da quanto “spinge” la batteria della macchina. Non è un caso se le vecchie lenti AFS sono compatibili ma le nuove, con i motori lineari, vanno meglio. O se il nuovo 400/2.8 usi i nuovi VCM. Quindi non date la colpa all’AF della vostra Z se davanti montate un bradipo. O se volete spingere al massimo un supertele AFS attraverso l’FTZ con una EN-EL15.
    5) Poiché fino a f5.6 le ML mettono a fuoco a diaframma chiuso (differenza fondamentale rispetto alle reflex che lo fanno a diaframma aperto), la percezione del migliore piano di fuoco da parte della macchina può richiedere un movimento più ampio, quindi uno zic di tempo in più (o di imprecisione). Ma anche che la macchina faticherà di più di una reflex a mettere a fuoco il soggetto se “stacca poco” dallo sfondo e la lente è poco luminosa (e qui temo che quelli che pensano che con la capacità ISO delle attuali macchine tra un 500/4 ed un 200-600/6.3 la maggiore differenza sia nel peso abbiano una epifania).
    6) Più è piccola l’area AF selezionata e meno c’è da calcolare, questo in particolare aiuta le sorelline della Z9, quindi l’AF è più reattivo (e la macchina meno propensa ad “andar per funghi”).

    MV-Z6II-20220430-1951.thumb.jpg.161d63a0691a30e6a4479ae79605050e.jpg
    Z6II 500/5.6PF 1/1000 f5.6 ISO 1600 - (Un sacco di neve in mezzo: Dynamic Area AF Small)

    MV-Z6II-20220622-3890.thumb.jpg.cc2282ae4baa866c04c201433b5b14d1.jpg
    Z6II 100-400/4.5-5.6S 1/2000 f8 ISO 320 (sembra quasi fermo, ma vi posso assicurare che viaggiava veloce, sommando al proprio movimento quello del gommone - 1/2000 non è un errore di impostazione)

    E allora?
    Come impostiamo la Z9 per avere il massimo? Premesso che, come sapete, io non credo di avere la verità in tasca - e che quindi ci sono di sicuro altri modalità che per altri fotografi producono risultati analoghi o anche migliori - Io faccio così:
    1) Sempre AF-C, ovvio… (beh, nella paesaggio o nella macro se ben appoggiato AF-S :) )
    2) a1 - “Selezione priorità AF-C”  - su messa a fuoco + scatto.
    3) a3 - “Focus Tracking + Lock-On” - su 2 (uno step più rapida del default).
    4) a6 - “Attivazione AF” su ON. I fanatici della messa a fuoco con il pollice riflettano su un fatto: la necessità di focheggiare e ricomporre è passata con le reflex, oggi puoi mettere a fuoco ovunque abbia un senso.
    5) a11 - “Visualizzazione a fuoco AF-C” - su ON, per me è determinante vedere quando la macchina ha acquisito il fuoco.
    6) a14 - Velocità di selezione punto AF - su High.
    7) f2 - controlli personalizzati. Associo al pulsante AF-On una specifica modalità di AF (ovviamente diversa da quella impostata sotto il pulsante di scatto).

    Le modalità modalità AF che uso di più sono tre:
    - Dynamic-area AF Small. Funziona così: la macchina mette a fuoco nel quadretto selezionato ed usa gli altri 8 come assistenti per agevolare la conservazione del fuoco sul soggetto in caso di movimento (del soggetto o della macchina!). Questa è la mia “messa a fuoco di fino” ed il modo che uso in macro se non ho appoggi, mentre se li ho preferisco AF-S e Pinpoint. E' la modalità con la quale scatto i miei animalscapes (anche se sto sperimentando l'1x1).
    Per chi pensa in termini di reflex, questo è sostanzialmente uguale al “dynamic-area 9 points”. L’altro vantaggio è che questa modalità dà poco peso al soggetto più vicino, quindi è preferibile usarla ad esempio mentre nevica forte (momento nel quale la wide-area tende a preferire la neve che cade tra fotografo e soggetto).

    MV-Z6II-20220313-9865.thumb.jpg.28189274dbeb2b36eb6755948c289382.jpg
    Z6 su 105/2.8MC 1/50 f3.2 ISO100 (AF-S Pinpoint)
    MV-Z9-20220816-9959.thumb.jpg.c4aecde8dc69b6389f10fbf62a053a51.jpg
    Z9 su 105/2.8MC 1/400 f4 ISO90 (AF-C Dynamic-area AF Small).

    - Wide-area AF Small abbinata al riconoscimento del soggetto. La macchina cerca all’interno del quadrato selezionato e cerca di riconoscere, nell’ordine, corpo, testa ed occhio.
    Non sempre riesce e mi aspetto costanti miglioramenti nel tempo del software. Nella mia esperienza ci sono due fattori macroscopicamente discriminanti: quanto è grande l’occhio nel fotogramma e quanto contrasta con le zone di testa/muso che sono accanto. Per chi pensa in termini di reflex, questo è la più vicina approssimazione dei gruppi. Non è così preciso nel capire il punto più vicino…. Ma - spesso - riconosce l’occhio, cosa che quanti con i gruppi si sono trovati il fuoco sul naso o sul becco dovrebbero valutare positivamente.

    MV-Z9-20220625-6423.thumb.jpg.b4b4ecdf612837751deac481ccaec751.jpg
    Z9 su 500/4E FL 1/2000 f5.6 ISO 500

    MV-Z9-20220614-4778.thumb.jpg.182652510dc15af5f7250ce400909a13.jpg
    Z9 su 100-400/4.5-5.6S @400mm 1/2000 f5.6 ISO 250

    MV-Z9-20220616-8965.thumb.jpg.5359f909419eaec03c31010f2fba0df8.jpg
    Z9 su 100-400/4.5-5.6S @400mm 1/2000 f5.6 ISO 220

    - Wide-area AF C1 abbinata al riconoscimento del soggetto ed impostata a 1x1. Questa è un pochetto tricky. Ma fa miracoli su animali con l’occhio poco contrastato in quanto la sua piccola dimensione consente di selezionare comunque la messa a fuoco dove è l’occhio anche se questo non è riconosciuto. E conserva la priorità al soggetto più vicino.

    MV-Z9-20220618-0869.thumb.jpg.ef33633922ffbbef607b3358faab25f7.jpg
    Z9 su 24-120/4 @115mm 1/400 f4 ISO 64

    Integrazione: Wide Area AF 1x1 (aggiornamento FW 3.0) fa miracoli anche nei casi in cui si vuole contare sul riconoscimento del soggetto ma non si è sicuri del fatto che l'automatismo lo riconosca e si fotografa in situazioni intricate. Per me, al momento, è una delle opzioni più interessanti in naturalistica, riuscendo a coniugare una gran capacità di selezione del punto esatto di messa a fuoco per soggetti non riconosciuti con la capacità di riconoscerli. Insomma in passepartout!

    Da notare che le wide-area trovano e mantengono a fuoco il soggetto - occhio compreso - anche fuori dal proprio perimetro (purché vicino allo stesso).

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    Z9 su 100-400/4.5-5.6S @400mm 1/2000 f5.6 ISO 220

    Come vedete, non ho inserito aree grandi. Capisco che chi vuole fotografare uccelli in volo con lo sfondo del cielo azzurro e senza sbattersi a muovere il joystick questa possa essere una carenza. Il motivo è presto detto: io seleziono dove voglio il soggetto nel fotogramma con il joystick e poi focheggio. Una foto perfettamente a fuoco ma composta male ha per me molto poco valore. Ma ho scritto “che uso di più” non esclusivamente. Una volta capiti i razionali della scelta sarà facile usare quando serve la Wide-area AF Large o, meglio, la dimensione/forma del custom C2 che ha il miglior fitting con il soggetto e la situazione che volete fotografare. Quindi sta al fotografo determinare quando sia utile usare aree più grandi.
    Ma ricordate alcune cose:
    - usare un’area molto più grande del soggetto quando la macchina non ne riconosce l’occhio è alla base del rischio che la macchina preferisca mettere a fuoco altrove. In particolare se il nostro soggetto è scuro ed a basso contrasto, come tutti gli animali che tendono ad avere un pelo che li mimetizza, peggio ancora se intorno ci sono alti contrasti (es. erba/canne/foglie/pietre illuminata dal sole).
    - è un modo per diventare matti se nella scena ci sono diversi animali. Cosa piuttosto rara, per quello da li ho iniziato questo paragrafo sulle aree grandi, fotografando uccelli in volo.
    - la difficoltà nel mettere a fuoco con aree piccole è sostanzialmente... nel fotografo. Già, per aumentare la percentuale di successo occorre imparare a tenere l'area sopra il soggetto.

    Volutamente, nella mia analisi non ho nemmeno inserito il 3D. Non ne ho grande esperienza, probabilmente lo proverei ad usare se, ad esempio, volessi riprendere l’involo di un airone fermo su un posatoio.

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    Z9 su 500/4E FL 1/2000 f5.6 ISO 500 (non sembra, ma questa è la vera lotta per la sopravvivenza: il gabbiamo è li per predare le uova che le due femmine di Edredone stanno covando)

    Bonus track.
    C’è ancora una cosa che non vi ho detto: perché associo ad AF-On una modalità AF diversa da quella del pulsante di scatto? Molti ci saranno già arrivati, la risposta è facile.
    Perché questo mi consente di ottenere un risultato enormemente utile, che descrivo con un esempio:
    - Sto fotografando un animale fermo, lo faccio con Dynamic-area AF Small. Cerco di tenere gli ISO bassi, anche impostando tempi mediamente lunghi. O magari un paesaggio, mentre aspetto che succeda qualcosa.
    - All’improvviso l’azione si scatena, uso il bottone AF-On sotto il quale ho memorizzato Wide-area AF Small…. Oltre a 1/2000, il diaframma più aperto che ha la mia lente, Auto ISO e raffica a 20fps (ovviamente qualsiasi valore è possibile, la scelta dipende dal contesto).

    In sostanza è come avere 2 impostazioni diverse accessibili semplicemente scegliendo di mettere a fuoco con l’indice o il pollice.

    Ovviamente potete combinare i due modi secondo la vostra preferenza o caratteristica della sessione di scatto. Gli esempi sono infiniti. La mia scelta è però quella di usare il pollice per l’azione, in particolare quella più inattesa, per cui invariabilmente tempi rapidi, tutta apertura ed auto ISO. Ed impostare di volta in volta, secondo quello che lo shooting richiede, AF e parametri di esposizione sotto il pulsante di scatto.
    Si può arrivare ad un risultato analogo anche con i bank, li ho usati per un po’.  Ma preferisco questo modo perché lo trovo più immediato e semplice da memorizzare.

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    Z9 su 100-400/4.5-5.6S @400mm 1/500 f5.6 ISO 280

    Chiudo l'articolo sotto lo sguardo attento e furbetto di questa volpe artica in muta, quindi vi confido che di motivo per usare il doppio AF ne ho un altro. Siamo in una transizione: non ho ancora chiaro quali animali sono riconosciuti e con quale precisione. Quindi sperimento.

    E siamo alla fine. Spero di non aver deluso chi si aspettava formule magiche, vi ho fornito i principi sui quali imposto le mie scelte, distillati in ore sul campo e leggendo tutto il materiale che ho trovato.

    Massimo Vignoli per Nikonland (c)
    23/10/2022

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    Recommended Comments

    • Administrator

    Interessante, magari ne scriverò una anch'io per i generi che pratico e che maggiormente dipendano da un efficienza ripetuta dell'AF.

    Fermo restando il mio consiglio-corollario che ognuno debba trovare il proprio modo.

    Le ricette io non le tollero neppure in cucina.

    A completare il tuo lavoro di ricerca, ricordo che la forma e dimensione dell'area AF C1 e C2 sono modificabili a piacimento, a differenza delle altre 

    Ed io le modifico a seconda dei soggetti su cui agire...ed alla loro distanza.

    Grazie Massimo...

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    Grazie Massimo,

    suggerimenti utilissimi ma soprattutto sempre molto chiari.

    Mi piace molto questa soluzione del doppio af, la proverò alla prima occasione.

     

    Buona giornata

    Paolo

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    • Redazione

    Esauriente e scritto in modo magistrale come sempre, un piacere leggerlo. Molto utile anche per chi ha le sorelle minori e vuole ridurre al minimo il rischio di foto fallite per impostazioni  scorrette.

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    • Nikonlander Veterano

    Beh, GRAZIE anche da parte mia, Massimo.
    Ho capito molto, o meglio penso di avere avuto risposta a molte domande da questo tuo articolo sull'AF delle ML.
    La possibilità di personalizzazione così fine e mi riferisco a tutte le impostazioni sul tasto AF-ON, immagino sia prerogativa della Z9 e forse anche delle precedenti ammiraglie Nikon.
    Confermamelo p.f. non ho mai utilizzato ammiraglie.
    Mi hanno comunque impressionato come risultato, le foto fatte con la Z6 II e in modo particolare quella dell'orso, dove chiaramente i motori dell'AF del 100-400, hanno permesso una buona prestazione complessiva del sistema.
    Come anche la foto che la precede fatta con il 500 PF.
    Altra cosa importante è il funzionamento della messa a fuoco nelle ML con diaframma chiuso fino a 5,6 rispetto alle reflex, che spiega la difficoltà degli obbiettivi a mettere a fuoco.
    Come anche selezionare l'area dinamica AF più piccola piccola nelle Z6II consenta di avere quello zic in più di reattività del sistema.
    Tutto quello che hai scritto conferma che, per giovarsi del passaggio a ML, sono questi a mio parere i concetti fondamentali su cui impostare il nuovo percorso da imparare per fotografare. 
    Mi porto a casa una cosa che mi aiuterà nella scelta del prossimo sistema Nikon che prima o poi andrà a sostituire quello che uso ora.
     

     

     

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    • Nikonlander

    Oltre alla coppa, ci sta anche un grosso GRAZIE MASSIMO!! A varie impostazioni ci ero già arrivato da solo, ma ad altre no e aspetto di provarle. Non mi hai convinto solo su AF-ON perché per me è comodo lasciare il fuoco fisso staccando il pollice anche senza ricomporre (e sono d'accordo che se usato solo per poter ricomporre non serve più).

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    • Nikonlander

    Un ottimo articolo, scritto con una ammirevole chiarezza ed in modo facilmente leggibile.
    Un articolo all'altezza dei migliori su Nikonland, che a me, e forse anche ad altri, ha permesso di imparare molto.

    Grazie

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    • Redazione
    8 minuti fa, Max Aquila ha scritto:

    È evidentemente un movimento

    Di sicuro è stato per anni l'operatività standard in naturalistica, ma per consentire di mettere a fuoco e ricomporre.
    Esattamente come la spiegano loro. Ora questa cosa non serve più, spero che l'articolo sia vecchio!

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    • Administrator
    29 minuti fa, Massimo Vignoli ha scritto:

    Di sicuro è stato per anni l'operatività standard in naturalistica, ma per consentire di mettere a fuoco e ricomporre.
    Esattamente come la spiegano loro. Ora questa cosa non serve più, spero che l'articolo sia vecchio!

    I loro articoli sono sempre vecchi. 

    Qua su Nikonland tu parli di Z9.

    Che si trova ad un livello di gestionalita autofocus incomparabile sia con le reflex, sia con le Z precedenti.

    Nelle quali la differenza tra AFS ed AFC diventa patetica se raffrontata a quella del nostro punto di riferimento 

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    • Nikonlander Veterano

    Un bellissimo articolo, io ho impostato l'area singola estesa piccola sul tasto funzione anteriore fn3, semplicemente perché mi serve se il riconoscimento automatico va in pallone per via della scena complessa, ma se la metto sul pulsante AF posteriore ho il pollice impegnato per poter spostare l'area, mentre col mignolino su Fn3 e il pollice sul joystick posso anche spostarla, diventa un lavoro da clarinettista ma al momento a me sembra la soluzione più rapida per non perdere lo scatto.

    Sul pulsante AF posteriore invece ho messo l'area estesa larga posizionata al centro, che è l'ultimo paracadute in caso nessuna delle precedenti dovesse funzionare.

    Io non faccio natura, però mi trovo spesso in situazioni complicate per l'AI e quindi, vista la versatilità di questa macchina mi sono dovuto arrabattare per trovare soluzioni rapide senza rinunciare a comodissimo riconoscimento soggetto.

    E mi sono ritrovato in molte delle tue soluzioni adottate, sono macchine che richiedono anche un po' di ricerca perché a schiacciare il bottone e dare la colpa alla macchina per gli errori  son capaci tutti  :D

    Grazie per averle condivise.

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    • Nikonlander

    Lo trovo un bellissimo articolo!
    Ora che mi è arrivata la Z9 mi sarà di grande, grande aiuto per poter sfruttare meglio le possibilità di questa macchina che come dice Dario,
    richiede sicuramente ricerca per trovare la giusta soluzione in diversi contesti. Io, che mi definisco un fotografo amatore "generalista", spesso mi
    trovo ad affrontare situazioni diverse e diverse volte mi trovo in difficoltà su quale modalità scegliere, soprattutto quando non c'è molto tempo per pensare.
    Grazie mille

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    • Nikonlander Veterano
    8 ore fa, M&M ha scritto:

    Io credo di non aver mai premuto il tasto AF-ON, nemmeno per sbaglio.

    Siamo in due! :-)) 

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    • Redazione

    Aggiunta importante per la fotografia macro quando il problema è capire se il sensore è ben parallelo al soggetto. 
    Con il FW 3.0 è sufficiente un micro movimento della ghiera di messa a fuoco e, se attivato il focus peaking, si vede con chiarezza. Mai più libellule fuori asse se non voluto!!!

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    • Nikonlander

    Grazie Massimo. Un servizio tecnico ma, nel contempo, pratico e basato sulla tua esperienza d'uso . Era proprio cio' che mi serviva visto che dovro' studiarla ( Z9) in tutti i dettagli. 

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