Jump to content
  • Massimo Vignoli
    Massimo Vignoli

    In montagna con la Z6

    Domenica scorsa erano previste nevicate, attesi oltre 20cm di neve sopra le precedenti, abbondantissime, precipitazioni. Una attenta lettura del bollettino valanghe mi ha obbligato ad escludere la maggior parte delle zone dove avrei voluto andare per la stagione degli amori dei camosci - troppo pericoloso - e così ho pensato di andare al Parco dell’Avic, su un percorso non esposto a particolari pericoli grazie alla morfologia della montagna. Il parco è una meravigliosa destinazione, in autunno, per fotografare paesaggi e foliage. Ma con tutta la neve venuta, chissà. Occorreva andare a vedere per saperlo!

    Quindi ho messo nello zaino il 14-24, il 24-70, il 70-200, lo FTZ e la Z6. Ho preso il treppiede, e poi cibo, acqua, un bel termos di te caldo a tutta l’attrezzatura da montagna, ovviamente anche le racchette da neve.

    Arrivato a destinazione, ho capito che la situazione della neve era anche peggio di quello che avevo immaginato. Sia perché non nevicava, cosa nella quale speravo tantissimo per avere un certo tipo di scenari, sia perché a terra ce n’era già più di un metro, a 1700mt di quota, punto massimo possibile dove lasciare l’auto, deciso dallo spazzaneve. Così ho deciso di alleggerirmi, lasciando nel bagagliaio sia il treppiede che il 70-200.

    La mia idea per la giornata era di prendere un po’ d’aria,  rilassarmi da un periodo impegnativo a lavoro facendo una bella escursione, il sentiero che da sopra Champorcher passa per il lago Muffè, il colle del lago bianco e scende al rifugio Barbustel, in questa stagione ormai chiuso, ed al lago bianco. La zona è una meraviglia di torbiere, laghi e boschi in basso e poi radi larici, contorti dalle intemperie e dall’età in alto e soprattuto intorno al lago.

    Le condizioni l’hanno fatta diventare una bella giornata di test della Z6, della quale vi rendo conto nel seguito. Ok, non iniziate a pensare, come al solito, che la Z6 non è fatta per queste cose “estreme”, che per me serve la Z9….. ecc… ecc… ecc… Infatti non è andata male, ed ho avuto solo due o tre problemi - di cui uno assolutamente prevedibile. E, visto che i larici non si muovono in maniera randomica e non sono minuscoli, l’autofocus è andato benissimo. L'ho usato sempre in AFS e selezionando il pinpoint non ha mai avuto la minima incertezza nel raggiungere un fuoco perfetto.

    Ritornando alla giornata, in realtà da subito la neve è tanta, poco portante, anche con le racchette ai piedi e lo zaino alleggerito faccio una fatica notevole. Ma... non nevica.
    Lo scenario è splendido, quasi surreale. Una pace ed un silenzio incredibili, non c'è un'anima in giro. Nubi e nebbie che si muovono pigramente tra i pendii.

    MV-Z6-20191201-7732-1200.thumb.jpg.364158ce06f677c92d2e95fb8edf5df4.jpg

    Z6, 24-70/4S @40mm, 1/50 f11 ISO 100.
    Ad occhio, il matrix della Z6, in uno scenario così bianco, sottoespone parecchio di più di quello della D5. Ma non è un problema, ci sono molti modi per capirlo, compreso l'istogramma real time a mirino. In generale per avere la neve bianca con composizioni del genere serve sovraesporre di circa +1.7 stop.

    MV-Z6-20191201-7737-1200.thumb.jpg.a2b3c09dcd625077aaa04b5bbd103418.jpg

    Z6, 24-70/4S @70mm, 1/60 f11 ISO 100. 

    Il 24-70 si rivela subito un ottimo tuttofare. Sarebbe anche meglio se fosse un 24-105. Ma non posso dire di essermi trovato sistematicamente "corto".

    MV-Z6-20191201-7739-1200.thumb.jpg.f3612e2a9c7cc1d5f7331dadc6b22045.jpg

    Z6, 24-70/4S @24mm, 1/60 f11 ISO 100.

    Piuttosto sarebbe bello avere su qualcosa di più corto. Ho il 14-24 nello zaino con il suo FTZ. Ma ha iniziato a nevicare con una certa insistenza e non mi sento di montarlo. 
    Due i motivi: ho paura di sporcare il sensore con un fiocco di neve, ma ho ancora di più la certezza che la lente frontale del 14-24 mi farebbe diventare matto sporcandosi, quella si, in continuazione. E qui mi sono rafforzato l'idea di dedicare la giornata a capire bene la coppia Z6 e 24-70/4S. 

    Dico subito che, i due, formano un'ottima coppia, leggera, maneggevole ed adeguata. Adeguata perché tra i 24mm - che per le mie abitudini sono i primi passi in area grandangolare -  ed i 70mm - primi passi in zona tele, ricadono la maggior parte delle immagini che mi stanno venendo in mente. Anche se, per non tagliare questi due bei larici, ho dovuto fare diversi passi indietro. Ma l'avrei fatto comunque per non far "sparire" lo sfondo usando una focale ancora più corta.

    MV-Z6-20191201-7758-1200.thumb.jpg.e1a0ed9e71e922e3a2adb87a1fd8f28d.jpg

    Z6, 24-70/4S @45mm, 1/50 f11 ISO 100.

    Ormai sta nevicando veramente forte. Lo scenario è sempre più bello ed in breve arrivo al lago bianco.

    Che è questo....

    MV-Z6-20191201-7775-1200.thumb.jpg.247ba393ed7a883619d27397e5cce177.jpg

    Z6, 24-70/4S @24mm, 1/80 f11 ISO 100.

    Qui i più attenti noteranno qualcosa. No? beh, guardate gli angoli ed i bordi del lato corto. Non vi sembrano più azzurri rispetto al centro dell'immagine? A me si. Non tantissimo ma apprezzabilmente. 

    La lentina di Lightroom, puntata al centro, mi dice che i valori dei canali RGB sono 97,7 - 97,9 - 97,8, cioè più o meno bianco. Apro una parentesi: tutti i bilanciamenti del bianco sono rifatti verso un bianco neutro ottenuto per questa immagine con Temp 6400 e Tint -2. A fronte di un WB scelto in "auto" dalla Z6 di rispettivamente 5750 e -2, che per il mio gusto è un po' troppo blu, contro un valore "standard" daylight di 5.500 e +10, decisamente troppo blu e troppo magenta. Ma sono scelte artistiche, e, per il mio gusto, il valore giusto è per una resa della neve bianca.

    MA..... e gli angoli ed i bordi? beh, il centro come detto è neutro. Gli angoli no. E se in centro ho RGB 97,7 - 97,9 - 97,8, nell'angolo in basso a SX ho 94,2 - 95,0 e 96,9. Appunto: blu.
    Personalmente non ho nessuna spiegazione se non l'effetto collaterale della correzione automatica della evidentemente significativa vignettatura di questo 24-70/4S, anche a f11. Non è così impattante, una curiosità più che altro. Ma non avevo mai visto prima una cosa del genere e per questo ho voluto parlarne. Sarebbe interessante provare se il più professionale 24-70/2.8 produce lo stesso effetto, ma è giusto un interesse accademico. Io sono sicuro di no, e comunque non è così importante. Purtroppo non ho immagini con diaframma molto aperto per capire se questi pochi punti percentuali assumono valori molto più pronunciati a tutta apertura. 

    Tornando alle immagini, questa una vista più ravvicinata del bordo del lago....

    MV-Z6-20191201-7776-1200.thumb.jpg.a75fed9c87bb89083446ff8312232802.jpg 

    Z6, 24-70/4S @58mm, 1/80 f11 ISO 100.

    .... senza bordi azzurri, ma a 58mm! Tra le due immagini solo pochi passi di differenza, e la chiusura dell'inquadratura ottenuta con lo zoom. Escludo che sia cambiata la luce.

    Il lago non è ancora del tutto ghiacciato. Ma è questione di poco, secondo me. Su tutto, ben più di un metro di neve.

    MV-Z6-20191201-7780-1200.thumb.jpg.3241b858eeeecb0a118315076194220f.jpg

    Z6, 24-70/4S @41mm, 1/80 f11 ISO 100.

    Ancora 24mm ed i bordi che ritornano azzurrini (ma meno di prima, la messa a fuoco è molto più lontana).

    MV-Z6-20191201-7796-1200.thumb.jpg.8cb46611a3d3eb996d45c3a0c73809e7.jpg

    Z6, 24-70/4S @24mm, 1/80 f11 ISO 100.

    MV-Z6-20191201-7804-1200.thumb.jpg.b4f773227823e051b9d8b88deefc3aef.jpg

    Z6, 24-70/4S @59mm, 1/125 f11 ISO 100.

    MV-Z6-20191201-7805-1200.thumb.jpg.e2e35de80a52d18d9b22cd2589d4d214.jpg

    Z6, 24-70/4S @43mm, 1/125 f11 ISO 100.

    Scendendo ritrovo le bande del lago Muffè, che sarebbe a sinistra, tutto coperto dalla neve così abbondante da creare quasi un manto continuo con il tetto della parte più bassa della costruzione.

    MV-Z6-20191201-7808-1200.thumb.jpg.6c4b41b78bd6e1134c2b717e65556ecb.jpg

    Z6, 24-70/4S @41mm, 1/60 f11 ISO 100.

    MV-Z6-20191201-7812-1200.thumb.jpg.ccdd890edf723a0285938ef8409ebb0d.jpg

    Z6, 24-70/4S @41mm, 1/60 f11 ISO 100.

    Incredibile la struttura di questo larice, una vera scultura della natura:

    MV-Z6-20191201-7816-1200.thumb.jpg.f5961224cc856bfc394da79f650c0068.jpg

    Z6, 24-70/4S @44mm, 1/60 f11 ISO 100.

    Ancora l'alpeggio....

    MV-Z6-20191201-7818-1200.thumb.jpg.4dd47b9fad15652331dc720e72350765.jpg

    Z6, 24-70/4S @70mm, 1/60 f11 ISO 100.

    MV-Z6-20191201-7869-1200.thumb.jpg.f5932a1d58405c5751eeee0f67e050ee.jpg

    Z6, 24-70/4S @24mm, 1/25 f8 ISO 100.

    MV-Z6-20191201-7885-1200.thumb.jpg.556b5005d83f2977b2ed261c60850fd0.jpg

    Z6, 24-70/4S @24mm, 1/25 f8 ISO 100.

    Parlavo in premessa di un paio di problemi, oltre a quello sulla coerenza cromatica dei bordi di alcune immagini. Il primo è riferito alla problematica manovrabilità della Z6 indossando i guanti, cosa che è prevedibile o nota da sempre ed è l'effetto della impostazione di Nikon - ma anche degli altri costruttori di ML - che ha voluto costruire i corpi, ed in conseguenza i comandi, così piccoli. Il secondo, che non avevo previsto, è provocato dalla neve, che cadendo sul sensore che rileva l'accostamento del viso all'oculare impedisce l'accensione dello schermo. E quindi, succede che agendo sul tasto che richiama l'immagine scattata a monitor, questa venga presentata nell'oculare. A chi avesse bisogno di risolvere il problema ricordo molto semplicemente che è possibile configurare la macchina per disattivare il sensore e presentare comunque l'immagine sullo schermo anche se il sensore riporta che l'EVF è accostato all'occhio del fotografo.

    Chiudo con alcuni consigli a chi volesse per la prima volta accostarsi a giornate fotografiche di questo tipo:

    - portate con voi una pezza in microfibra di buone dimensioni, un 30x30. Io uso dei panni in questo materiale pensati per la pulizia di casa. Sono estremamente utili per asciugare l'oculare, il monitor e anche la lente frontale dell'ottica quando i fiocchi di neve si ci fermano sopra.
    - usate sempre il paraluce, che è la prima e più importante protezione della lente frontale; quando non scattate mettete sempre il tappo. Questo accorgimento vi evita di spuntinare le fotografie dalle macchie della neve.
    - tenete al riparo la macchina con un sacchetto o un asciugamani tutto il tempo in cui non la usate. Ma non siate spaventati dal bagnarla per la neve. La neve non è pioggia, contiene molta più aria che acqua! e, soprattuto se è freddo, non si scioglie e quindi nella pratica quasi non bagna nulla.
    - Quando tornate a casa non esponete l'attrezzatura al caldo. La condensa, quella si, è pericolosa perché si forma nelle parti interne di macchina ed ottiche! Io faccio così: metto tutto in un sacchetto ben chiuso, prima di entrare in casa, e lascio tutto nello zaino, tirandolo fuori solo dopo molte ore. Il sacchetto serve a far si che l'attrezzatura fredda non entri in contatto con l'aria calda e umida provocando la condensa.

    Sono cose che ho imparato con l'esperienza, fotografando in queste situazioni qui:

    IMG_0384-1200.thumb.jpg.4292fddef0adeabca1a3ca2c34d1c3b1.jpg

    Iphone X, 4mm, 1/900 f1.8 ISO 20 :) 

    Quindi, in sintesi.

    PRO:

    - La coppia Z6 e 24-70/4S è molto leggera e prestazionale. La definisco quasi una combinazione ideale per il fotografo che si dedichi ad escursioni impegnative e voglia portare a casa immagini di elevata qualità tecnica.
    - Molto ben implementata a mirino la livella elettronica, che aiuta ad avere orizzonti perfetti anche lavorando a mano libera ed in equilibrio su terreno instabile.
    - AFS pinpoint perfetto, preciso e sicuro anche sotto una forte nevicata.
    - Qualità complessiva del file, sui 24mpix, molto molto elevata. Più che adeguata per fantastiche stampe di qualsiasi dimensione casalinga (fino A2).

     

    CONTRO:

    - Limitata ma visibile incoerenza cromatica nei bordi delle immagini riprese, anche con diaframmi chiusi, in posizione grandangolare, soprattutto se con distanza di messa a fuoco abbastanza vicina.
    - Qualche problema sul sensore di riconoscimento automatico che porta l'immagine dal monitor allo EVF (risolvibile semplicemente configurando in modalità manuale il comando; credo sia un problema non risolvibile per tutte queste macchine).
    - Scarsa manovrabilità dei comandi indossando i guanti, al punto che spesso ho dovuto togliere il guanto destro per manovrarli.

     

    Massimo per Nikonland

    7/12/2019

    Edited by Massimo Vignoli

    User Feedback

    Recommended Comments



    • Nikonlander Veterano

    Sono schifosamente amabili le Dolomiti, perfette per le racchettone e per l'escursione invernale. Ampie valli con quelle cime meravigliose a chiudere le quinte.

    Peccato che ho in mezzo le balle Milano, la Barriera sua tangenziale impestata... poi si arriva ad Ala, dopo il Garda, tutti fermi. Attesa.

    Senza tirare in ballo la Greta di svezia, ci fosse un treno comodo e veloce sarebbe l'ideale. Io  da casa mia ci metto meno ad arrivare ai piedi della Jungfrau ed ho detto tutto. 

     

    Link to comment
    Share on other sites

    • Nikonlander

    200' dal mio garage alle 3 cime...

    180' dal mio garage a Braies

    210' dal mio garage al Falzarego

    Ma ho anche cose carine nelle dolomiti friulane

    Link to comment
    Share on other sites

    • Nikonlander Veterano

    Bel racconto ma soprattutto ci sono diverse immagini che mi piacciono moltissimo, tanti complimenti Massimo.

    La quarta su tutte ci farei proprio una bella stampa, quegli alberi sono stupendi.

    Dal lato tecnico i bordi decisamente e visibilmente più blu sono proprio strani… è una cosa tipica che capita a chi usa i piccoli grandangolari della serie Leica M, sulle sony. Peraltro è una cosa molto difficile da correggere  in PP. Però qui siamo Z in casa Z.... strano!
    PS non tutte i costruttori di ML hanno fatto corpi piccoli… 😉

    Link to comment
    Share on other sites

    • Nikonlander Veterano

    Marco, 60' e sono ai piedi del Rosa. Guido come un vecchio col cappello.

    I bordi ble:

    un classico nelle  scansioni delle dia riprese con i wide. Un inferno correggerlo. Qui si vede poco poco, ma ho certe invernali su sensia che sono una tragedia.

    Link to comment
    Share on other sites

    • Nikonlander Veterano
    21 ore fa, Massimo Vignoli dice:

    Verrei volentieri, sono stato un paio di estati in val Badia, ma moltissimi anni fa. E ci sono posti da fotografare veramente spaziali, in particolare mi piacerebbe molto provare a fare delle notturne ad inizio della prossima estate. Tu in che sona delle Dolomiti sei?

    Le raggiungo tutte più o meno facilmente da Padova. Mi piacerebbe un sacco che riuscissimo a organizzare una uscita. So che non è facile per gli impegni di ciascuno e il tempo (più che la distanza) di percorrenza. Dalle torri del Vajolet al passo Giau, di posti ce ne sono a bizzeffe,  come testimoniano le foto delle  escursioni di Paolo Mudu o di Andrea Zampieron (ed altri). 

    Ma anche con difficoltà non ci rinuncerei. Io conosco poco la parte occidentale dell’arco alpino, ma tempo fa ho ammirato il Rosa da Alagna. Senza contare la cupa Valgrisenche e la più aperta Valsavarenche.. Sarebbe proprio da fare!

    Edited by nikolas
    Link to comment
    Share on other sites

    • Redazione
    7 ore fa, nikolas dice:

    Le raggiungo tutte più o meno facilmente da Padova. Mi piacerebbe un sacco che riuscissimo a organizzare una uscita. So che non è facile per gli impegni di ciascuno e il tempo (più che la distanza) di percorrenza. Dalle torri del Vajolet al passo Giau, di posti ce ne sono a bizzeffe,  come testimoniano le foto delle  escursioni di Paolo Mudu o di Andrea Zampieron (ed altri). 

    Ma anche con difficoltà non ci rinuncerei. Io conosco poco la parte occidentale dell’arco alpino, ma tempo fa ho ammirato il Rosa da Alagna. Senza contare la cupa Valgrisenche e la più aperta Valsavarenche.. Sarebbe proprio da fare!

    Beh, allora organizziamo! 
    Definiamo l’obiettivo - cosa fotografare, il quando ed il dove. Io ci metto un we e ho 3 posti in auto per tirar su Nikonlander milanesi o giù di lì (Valerio, ad esempio..... anche Paolo “vento”..... e altri più vicini a te come Paolo, Marco .... chi non citato non si offenda, ho scritto al volo sul telefono!). Ci facciamo un we in giro per montagne, una bella cena in mezzo e una notte dove capita (se è in estate a fotografare la via lattea dietro le tre cime?!?!). Ok?

    Link to comment
    Share on other sites

    • Nikonlander

    D'estate si prenota al Locatelli e si dorme li... ben, dorme è una parolona 😁... E si fa notte tramonto dietro alle 3 cime, notte di stellate e alba. 

    Link to comment
    Share on other sites

    • Nikonlander Veterano

    Rispondo per me. Non ho un we libero da due anni e mezzo, se va bene, ma proprio se va di culo, riesco a liberare la domenica tutta intera. 

    L'ultima volta, era febbraio di quest'anno, siam rientrati da Pont a tempo record  per necessità maggiore: 100 + dieci + otto.

    Tra le altre cose, e per altra occasione collegata, io SO dove si trova l'ambulatorio della guardia medica che serve tutte le valli ad ovest di Aosta. Non è da tutti e non è facile per un "foresto" individuare quell'indirizzo (anche con il navigatore),  sono specializzato. Eventualmente non abbiate remore a chiedere.

    Link to comment
    Share on other sites

    • Nikonlander Veterano

    A dire il vero.. se non è cambiato, lo conosco pure io..  e la prima volta che ci sono andato ho mandato una cartolina a Patrizia ed ancora la conserva.. ( una volta si usava mandare le cartoline via posta.. )

    Link to comment
    Share on other sites

    • Redazione

    Ragazzi, io sono incasinato dalle 06:00 del lunedì alle 20:00 del venerdì. Salvo solo qualche ora di pseudocoscienza ad orari casuali. Ma vengo volentieri, molto volentieri. Solo pensate voi a quando, dove, come. Con particolare attenzione alla possibilità di fotografare la via lattea se sarà periodo e di non farmi camminare implotonato con decine di persone, cosa che non sopporto. Tutto il resto ok.   

    Link to comment
    Share on other sites



×
×
  • Create New...