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  • Massimo Vignoli
    Massimo Vignoli

    Sicilia occidentale - reportage in BN con la Z6

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    Viaggiare mi piace un sacco, vedere cose ed abitudini diverse... Spesso, molto spesso, sono stato attirato da posti lontani ma, per la fine del 2019, complice la disponibilità di pochi giorni, siamo andati in Sicilia. La nostra prima volta! Il plurale è d'obbligo: non è stata un giro dedicato alla fotografia, ma un vagabondare curioso con la famiglia, tra il piacere di provare i fantastici gusti della ricchissima cucina siciliana e l'emozione di vedere capolavori artistici unici.

    Ma si sa, come rinunciare a portare a casa qualche scatto? Ed allora, con me, in uno zainetto da scuola, la ormai fidata Z6 e tre lenti:

    • 24-70/4S - insostituibile per questo tipo di vagabondaggi.
    • 50/1.8S - mi piace un sacco la sua resa e credevo di aver bisogno della sua elevata luminosità.
    • 14-24/2.8F - è una lente datata, pesante e problematica per i riflessi.... ma con una resa veramente fantastica. 

    Nello zaino anche un piccolo treppiede, che dopo il primo giorno è restato in valigia. Questo grazie alla incredibile resa della Z6 in bianco e nero, che accoppiata all'efficienza dello stabilizzatore, materializza la possibilità di scattare a mano libera con qualsiasi condizione di luce e, nella pratica, relega il treppiede ad ausilio nella ricerca di immagini con tempi lunghi. Capacità che, secondo me, non è chiara nemmeno agli ingegneri di Nikon ed Adobe, che applicano per default una correzione rumore assolutamente eccessiva, sempre ma in particolare per il BN.  

    Avevo pianificato già a casa di fotografare esclusivamente in bianco e nero sia perché mi piace molto sia perché, dopo le molte esperienze in studio, volevo mettere alla prova la resa del visore elettronico in questo specifico contesto. Già perché fotografare in BN è legato ad una specifica interpretazione della scena, che si basa sul riconoscere ed utilizzare contrasti e forme. Cosa che, con le reflex, è affidata unicamente all'immaginazione del fotografo. E questo, ovviamente, resta vero anche con le mirrorless - il fotografo deve immaginare la fotografia prima di portare la fotocamera all'occhio. Ma è anche vero che, poi, guardare nel mirino e vedere effettivamente l'immagine come sarà prima di scattarla consente di essere molto più veloci nel cercare l'ottimizzazione della composizione. Velocità che quando si "gira-in-giro" con la famiglia non guasta affatto.  

    Dicevo che il tutto è finito in uno zainetto da scuola - il TNF Borealis, gentilmente prestato da mia figlia. Usare uno zaino non fotografico in questo tipo di fotografia è diventata per me un'abitudine. Per molti motivi. Il primo è perché è comodo da portare, buoni spallacci che non affaticano la schiena nelle lunghe giornate trascorse camminando. Il secondo è che non è appariscente e non grida "expensive stuff inside". Il terzo è che, se utile, contiene senza problemi un mucchio di altre cose.
    Ovviamente il materiale fotografico va comunque protetto, e per questo, dentro, inserisco una custodia imbottita Temba. Ma con il cernierone è un'attimo avere tutto a mano.

    Qualche parola sul giro fatto: dal 26/12 al 31/12 - Palermo, Monreale, Mazara del Vallo, Selinunte, Marsala, Trapani. Purtroppo non ho potuto vedere Segesta - complici le bellezze del Duomo di Monreale e dell'unico siciliano scortese incontrato in tutto il percorso - ed a Trapani ha piovuto un sacco.... lunga la lista delle cose non viste! vabbè, un'ottima scusa per tornarci! 

    Cominciamo con Palermo, dove arriviamo il 26/12 molto presto - il primo volo del mattino. 
    Grazie al consiglio di Max, non ritiro l'auto ma prendo un taxi per raggiungere l'hotel. L' autista ci da il benvenuto in Sicilia e ci segnala le cose più interessanti da vedere in città. Gentilissimo!

    Palermo è una città molto interessante, con un fascino decadente molto intrigante che si gusta girando per i vicoli - a me hanno ricordato molto i vicoli di Genova di quando ero bambino - ed i mercati rionali. Obbligatorio camminare un sacco, ma quando si è stanchi ci si può rifocillare mangiando delizie a qualsiasi ora.
    Ci sono molti turisti, qualche artista di strada ed un notevole patrimonio artistico.

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    Il Duomo di Monreale è una meraviglia, avrebbe meritato scatti a colori ma sono rimasto aderente al mio programma. Ma è veramente una meraviglia, da solo merita il viaggio!

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    Dopo il duomo, ed un fantastico pranzetto a base di delizie locali, proviamo ad andare a Segesta. Niente da fare: arriviamo li alle 15:50 - sul sito è indicata l'orario visite dalle 9:00 alle 17:00 - e chiediamo ad un addetto all'ingresso dove parcheggiare. Cosa che facciamo, ritornando davanti allo stesso tipo alle 16:02 per sentirci dire che è troppo tardi perché l'accesso chiude alle 16:00, anche se la visita può proseguire fino alle 17:00. Ho evitato di discutere, sarebbe bastato un suo avvertimento al primo passaggio per consentirci di accedere senza difficoltà e nei tempi!

    Ci consoliamo con una cena spaziale a Mazara del vallo, e la mattina dopo andiamo a Selinunte. Altro posto che, da solo, merita il viaggio!

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    Dopo ci spostiamo verso Marsala, cittadina carina con le strade del centro piene di gente per lo struscio serale. Interessante la visita al Satiro (non fotografabile !?!?!), ma soprattutto splendida dal punto di vista paesaggistico la costa fino a Trapani.

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    Con, poco fuori Trapani, un piccolo museo sulla storia delle saline che invito a visitare. La guida è brillante e la storia affascinante.

    Ma sopra Trapani c'è Erice, un po' sopravvalutata a mio parere ma con una vista dall'alto incredibile.

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    Quel giorno il tempo è stato pazzo, con vento e freddo intensi ed una forte grandinata (il 30 dicembre!!!!). Ma il panorama dall'alto su Trapani con il temporale era incredibile.

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    Chiudiamo alla tonnara di Scopello. Altro luogo molto affascinante che visitiamo con la guida. Purtroppo anche qui è vietato fotografare, un vero peccato.
    Chiudo la serie con un panorama da fuori dei faraglioni.

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    35 Z6 su 24-70/4S@24 1/200 f10 100ISO

    Chiudo con la consueta sintesi.

    Pro:

    - Il BN della Z6 è fantastico, ed il sensore consente di scattare virtualmente a qualsiasi ISO praticamente utile.
    - Il 24-70/4 è un tuttofare impagabile. L'80% delle immagini presentate sono fatte con questa lente e ritengo sia possibile documentare un viaggio portando solo quello.
    - La Z6 è molto a suo agio in questo tipo di situazioni e per me, per le fotografie disimpegnate in vacanza, è in assoluto il miglior corpo che abbia mai avuto. 

    Contro:  

    - La mancanza di una protezione del sensore dalla polvere durante i cambi di lente. Per me questo è l'unico vero problema delle mirrorless in questo tipo di utilizzo. Dopo soli 6 giorni d'uso, in situazioni di forte vento sempre presente ma pur avendo usato all'80% una lente sola, avevo il sensore pieno di patacche. Certo, tornati a casa si risolve in pochi minuti, ma il problema andrebbe risolto a monte (diverso materiale sul vetro protettivo? maggior efficacia dello "sgrullino"? protezione meccanica?... non so)

     

    Massimo per Nikonland.

    02/02/2020

    (data palindroma!)

     

    Edited by Massimo Vignoli

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    Recommended Comments

    Sempre divertente l'idea del B/N e si possono fare cose interessanti perchè _ almeno a me succede così _ si ha quasi l'impressione di vedere altre cose guardando nel mirino, cambiano materialmente le sensazioni. Un bel lavoro Massimo e anche un bel fine anno (nonostante la brevità del viaggio), in una terra ricca di storia e di tradizioni. Mi capiterà prima o poi di andarci e non sarà certo il colesterolo alto a fermarmi :)

    Sul piano tecnico condivido le tue considerazioni sulla scarsa protezione del sensore nelle ML. Una soluzione saranno costretti a trovarla.

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    Non ho molto da dirti se non i "soliti" meritatissimi complimenti per le foto, per il tuo occhio fotografico e per il tuo modo di raccontare....Bravo

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    Bel servizio Massimo, complimenti.
    Sono d'accordo anche per il sensore...  se si cambiano gli obiettivi quando c'è polvere e vento...  si sporca molto facilmente.
    Peccato ... ma prima o poi troveranno una soluzione ..  9_9

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    Molto belle le foto. I capricci del tempo hanno giocato a favore del il b/n, specie nelle spettacolari riprese del paesaggio.
    Mi unisco alle considerazioni sulla mancanza di protezione del sensore.

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    Ottimo reportage (come sempre ;) ), ricco,  vivace e vario, il bianco e nero rende intriganti molti scorci e  particolari, crea una atmosfera.  

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    Massimo hai fatto uno splendido lavoro, purtroppo non sono molto amante del B/N ma passi.. e poi, porca miseria.. mi hai fotografato i Mulini a vento.. mai visti purtroppo qui al nord.

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    Anch’io come Roby non amo il bianco e nero, perché non consente o non mi consente di godere appieno dei bellissimi colori che offre il paesaggio siciliano. Comunque, complimenti per il taglio delle foto, per l’occhio fotografico e per il modo di raccontare l’esperienza vissuta.

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    Curiosa la preferenza di raccontare con il bianco e nero la Sicilia, ma da amante della monocromia non posso che apprezzare la tua scelta. Immagino che siano state anche le avverse condizioni meteorologiche che hai trovato a confermarti nella decisione già presa di scattare così, oltre che per testare anche questo aspetto della Z6.

    Interessanti gli scorci dei templi e delle saline sui quali hai ripreso un cielo davvero intenso e suggestivo! :x

    A proposito della macchina, mi ritrovo in pieno in ciò che hai descritto del suo utilizzo, per me - forse più che per te - consueto nell'uso per strada o per reportage: è effettivamente la fotocamera ideale per questo genere di fotografia, e desidero sottolinearlo per quanti sono ancora scettici nell'abbandonare la reflex per questa mirrorless.

    Piuttosto: sulla macchina hai personalizzato un profilo b/n ad hoc o hai semplicemente utilizzato il suo picture control monocromatico senza ulteriori aggiustamenti?

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    3 ore fa, Pedrito dice:

    Piuttosto: sulla macchina hai personalizzato un profilo b/n ad hoc o hai semplicemente utilizzato il suo picture control monocromatico senza ulteriori aggiustamenti?

    No, BN standard. Io non credo all’impostazione “una per tutte” in macchina. Per questo, anche quando fotografo a colori, uso neutral.

    Io penso che ciascuna immagine vada regolata a suo modo, nel rispetto di una omogeneità complessiva di fondo se si tratta di una serie, ma con regolazioni personalizzate. Al che in macchina imposto il minor contrasto in modo da evitare che l’istogramma mi racconti di bianchi bruciati o neri bloccati che tali non sono, e poi regolo tutto in LR. 

    Questo - intento fotografico applicato dallo scatto alla regolazione finale del file VS jpeg SOOC - è un tema che mi sta molto a cuore e del quale vorrei scrivere, ma non ho ancora razionalizzato esattamente come.

    Ringrazio tutti per le belle parole, lo sapete, mi fa piacere che vi piacciano.

    Circa la scelta del BN vs colore, l’ho fatta a casa prima di partire e poi ho scattato fotografie che rendessero bene in BN. Quando ho scelto, avevo in mente una mia idea dei vicoli del centro storico di Palermo e dei resti archeologici, che poi ho cercato sul campo. Tenete anche conto, in relazione ai paesaggi, che sono andato a fine dicembre, quando i colori sono al minimo!

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