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  • Massimo Vignoli
    Massimo Vignoli

    La Z6 e la fotografia di ritratto

    Questo è l’ultimo articolo della serie che ho riservato alle prove fatte in questi 7 mesi – e 30.000 scatti – con la Z6, ed è relativo alla fotografia di ritratto in studio ed in esterni, anche se le immagini che userò per illustrarlo sono tutte prese in studio.

    Per me questo genere fotografico è una passione recente, nata e coltivata grazie a Nikonland ed a diversi Nikonlander, Mauro innanzi tutto, ma anche Ross il tailandese, e tanti altri con i quali ho condiviso splendide e sfidanti ore in studio. E devo dire che mi intriga sempre moltissimo perché, per me, è veramente un modo diverso di intendere la fotografia, fatto di preparazione ma anche di spontaneità. Fatto di tecnica – ad esempio nell’uso dei flash – ma anche di confidenza, fiducia ed empatia nello stare davanti ad una modella, pensare a come fotografare e…. farlo.

    Già, perché stare davanti ad una persona che ti guarda e vuole sapere da te cosa vuoi fare è molto più sfidante, almeno per me, di andare per monti ad inseguire stambecchi. Sfida che si può trasformare in delusione se non si riesce a costruire quel che si voleva o se, dopo pochi scatti, si finiscono le idee.
    In questo senso è probabilmente il genere fotografico dove le prestazioni del corpo macchina sono meno rilevanti, almeno rispetto all’importanza che hanno le idee del fotografo, le lenti disponibili e la capacità di gestire la luce, naturale o flash.

    Ricordo indelebile, quindi, quello del primo giorno in studio con Z6 e 50 1.8S lo scorso 26 di maggio, una settimana dopo che avevo ritirato il tutto da New Old Camera. 4 Nikonlander, un tema difficile, poi non seguito, ed una modella bellissima ma con un certo caratterino: fu una giornata molto molto impegnativa, tra la macchina che non ne voleva sapere di pilotare i flash di studio e neppure, almeno così mi pareva, di mettere a fuoco. 

    Fortunatamente avevo scelto di portare solo la Z6, lasciando a casa la D5. Avevo intuito che sarebbe stata una giornata tutta in salita e non volevo avere la possibilità di scappare. Perché una cosa avevo ben chiara: per entrare nel futuro è necessario innanzi tutto volerlo fare. È necessario, qualora i risultati non arrivino subito, non avere l’inopportuna possibilità di rientrare nella propria confort zone. Ma non basta, occorre anche avere mente aperta per capire come far rendere al meglio il nuovo strumento e trovare, dopo averci messo del proprio, quali sono i punti di forza e di debolezza della nuova tecnologia rispetto alla vecchia. Insomma non bisogna cercare nella Z la DSRL che si usa abitualmente.

    Ovviamente non sono state quello che si possa minimamente definire due ore rilassanti, ma alla fine della mattinata le cose hanno iniziato ad allinearsi. O dovrei dire oltre la fine, visto che avremo dovuto chiudere tutto alle 13:00 e questi due scatti sono fatti quasi 10 minuti dopo…

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    Z6 con FTZ su 70-200FL @200mm, 1/125 f2.8 ISO 4000 - illuminata con la luce pilota del flash

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    Z6 con FTZ su 70-200FL @200mm, 1/125 f2.8 ISO 6400 - illuminata con la luce pilota del flash......

    cioè con crop a pixel reali:

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    Crop a pixel reali (100%). Questo è quello che si può ottenere il primo giorno d'uso con questa macchina fotografica.... a 6400ISO, praticamente al buio, e senza impostare nessuna riduzione di rumore sul sw di sviluppo, nitidezza sui valori abituali.

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    Dicevo che il corpo macchina, in queste condizioni di scatto, è l’oggetto meno importante tra i tanti che un fotografo deve utilizzare. Non di meno, la Z6 ha, rispetto alle DSRL Nikon, alcuni specifici vantaggi, che riporto nell’ordine di quella che per me è la rilevanza sul risultato in questo genere di fotografia:

    • Ottiche native Z – in particolare 50 1.8 e 85 1.8 – con prestazioni veramente degne di nota e capaci di stracciare letteralmente gli omonimi per il bocchettone F, che in precedenza ho ripetutamente usato in questi contesti sulla D5 – e anche le varianti più luminose (50 1.4 e 85 1.4).
    • Messa a fuoco automatica sull’occhio.
    • Precisione chirurgica dell’AF nelle riprese con profondità di campo molto limitata – seppure non riscontrabile in ogni scatto, in particolare prima degli ultimi aggiornamenti del firmware. Da qui l’utilità di scattare molto più del solito per garantire il risultato.
    • Capacità di rendere a mirino l’effetto del bianco e nero e la resa della luce naturale. 

    Dico subito che alcuni di questi vantaggi, quel 26 di maggio, non erano con me, nel senso che ad esempio la capacità dell’AF, con la release 2.0 del FW, era decisamente meno efficace di quella disponibile oggi, allora non l’avrei definita affatto chirurgica. Ed io, dovendo sperimentare i vari modi di messa a fuoco, ho faticato non poco a produrre immagini a fuoco dove e come volevo con una qual certa consistenza. Peraltro, anche la capacità di mettere a fuoco in luce scarsa, come può essere quella in uno studio senza finestre, con il fondale nero ed il soggetto illuminato solo dalla luce pilota nel quale fotografavamo quel giorno era fortemente limitante.   

    Altri in realtà sono esclusivi di riprese in luce ambiente, in quanto la Z6 non è in grado di far vedere a mirino, simulandola, la caduta della luce – o il bianco nero – mentre pilota il flash (anzi a dirla letteralmente è il contrario: se si lascia attivata l’impostazione D8 “applica le impostazioni al live view” la macchina non fa scattare i flash…. cosa che ho “scoperto” parecchio dopo che la sessione era iniziata). Cosa abbastanza ovvia se ci si pensa, visto che non può conoscere la distanza tra il flash ed il soggetto, quali modificatori di luce sono usati e via dicendo. 

    Altri ancora vanno cercati disattivando opzioni, come “scatto con riduzione sfarfallio”, che nella mia esperienza procura solo un maggior ritardo allo scatto.

    Ecco, per me è necessario lavorarci su ancora un bel po’, ma ora sono fermamente convinto che la scelta di entrare nel mondo mirrorless sia giusta e che, effettivamente, questa tecnologia, per Nikon purtroppo ancora acerba, ci apra possibilità del tutto nuove per farci concentrare sulla fotografia e ricercare con maggior semplicità, rispetto alle reflex, gli effetti che vogliamo nelle nostre fotografie. 

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    Z6 su 50 1.8S 1/125 f2 ISO 400

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    Z6 su 50 1.8S 1/125 f2.8 ISO 2200

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    Z6 su 50 1.8S 1/125 f1.8 ISO 1400

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    Z6 con FTZ su 70-200 2.8FL @70mm 1/200 f2.8 ISO 200

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    Z6 su 50 1.8S 1/200 f2.8 ISO 200

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    Z6 su 50 1.8S 1/200 f2.8 ISO 400

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    Z6 su 50 1.8S 1/200 f2.2 ISO 200

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    Z6 con FTZ su 70-200/2.8FL @170mm 1/250 f2.8 ISO 400

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    Z6 con FTZ su 70-200/2.8FL @110mm 1/250 f2.8 ISO 400

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    Z6 su 85 1.8S 1/250 f2 ISO 200

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    Z6 con FTZ su 70-200/2.8FL @200mm 1/200 f4.5 ISO 100 (flash godox con ombrello dall'alto)

    Come d’uso concludo con la sintesi di pro e contro.

    Pro:

    • Ottiche native Z decisamente superiori alle corrispondenti del sistema F (50 1.8/1.4 e 85 1.8/1.4)
    • Messa a fuoco automatica dell’occhio e AF molto preciso nelle riprese con esigua profondità di campo tipiche di questo genere fotografico
    • Capacità di rendere a mirino l’effetto del bianco e nero e la resa della luce naturale, supportata da un sensore capace di sforare splendidi file ad ogni ISO possa avere un senso impiegare
    • Bianco e nero superlativo, senza necessità di sviluppi particolari. In particolare i 6400 ISO sono per me assolutamente fantastici nella ricerca di una "grana naturale" a sostegno del mood cercato.

    Contro:

    In realtà niente di specifico se non il fatto che…. non ne abbiamo abbastanza! Occorre ottimizzare ed arricchire di funzionalità il firmware di queste macchine – che sta migliorando ma troppo, troppo lentamente – e fare crescere il sistema. Ma già oggi io preferisco, e di molto, portare in studio la Z6 rispetto alla D5.

    Massimo Vignoli per Nikonland

    24/12/2019

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    Recommended Comments

    Ottimo articolo, esauriente e... si sente che scrivi con passione. Complimenti anche per le immagini,  molto belle. Anch'io sto scoprendo le qualità entusiasmanti della Z6  nel bianco e nero.

     

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    13 minuti fa, Valerio Brustia dice:

    No, adesso non la compro. Inutile che insistete, adesso non ha tempo....non la userei .... No ho detto di no! 

    sai come funziona... goccia a goccia.... 

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    Il 24/12/2019 at 12:40, Massimo Vignoli dice:

    Per chi volesse di più, o confrontare trattamenti a colori ed in BN:
    - Chiara a colori
    - Chiara in BN

    Enjoy!

    Sono entrambi bellissimi portfolio,  l'incarnato ed i capelli della (dolcissima all'aspetto) modella sono pienamente valorizzati dal colore, ma la ricchezza di toni che hai saputo tirar fuori dal bianco e nero mi ha lasciato a bocca aperta. 

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    Quanto si evince dal bel articolo l'ho già costatato, ottimi risultati sia utilizzando il colore che il B&N.Dopo 40 anni di reflex Nikon, analogiche con sviluppo in proprio seguite da diverse digitali sempre Nikon,l'ultima una D 810, devo dire che l'entusiasmo che mi ha tramesso la Z6 è senza precedenti, esagero! forse, ma dopo il primo mese per affiatarci non ho dubbi.

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