Jump to content
  • Massimo Vignoli
    Massimo Vignoli

    In montagna con la Z6

    Sign in to follow this  

    Domenica scorsa erano previste nevicate, attesi oltre 20cm di neve sopra le precedenti, abbondantissime, precipitazioni. Una attenta lettura del bollettino valanghe mi ha obbligato ad escludere la maggior parte delle zone dove avrei voluto andare per la stagione degli amori dei camosci - troppo pericoloso - e così ho pensato di andare al Parco dell’Avic, su un percorso non esposto a particolari pericoli grazie alla morfologia della montagna. Il parco è una meravigliosa destinazione, in autunno, per fotografare paesaggi e foliage. Ma con tutta la neve venuta, chissà. Occorreva andare a vedere per saperlo!

    Quindi ho messo nello zaino il 14-24, il 24-70, il 70-200, lo FTZ e la Z6. Ho preso il treppiede, e poi cibo, acqua, un bel termos di te caldo a tutta l’attrezzatura da montagna, ovviamente anche le racchette da neve.

    Arrivato a destinazione, ho capito che la situazione della neve era anche peggio di quello che avevo immaginato. Sia perché non nevicava, cosa nella quale speravo tantissimo per avere un certo tipo di scenari, sia perché a terra ce n’era già più di un metro, a 1700mt di quota, punto massimo possibile dove lasciare l’auto, deciso dallo spazzaneve. Così ho deciso di alleggerirmi, lasciando nel bagagliaio sia il treppiede che il 70-200.

    La mia idea per la giornata era di prendere un po’ d’aria,  rilassarmi da un periodo impegnativo a lavoro facendo una bella escursione, il sentiero che da sopra Champorcher passa per il lago Muffè, il colle del lago bianco e scende al rifugio Barbustel, in questa stagione ormai chiuso, ed al lago bianco. La zona è una meraviglia di torbiere, laghi e boschi in basso e poi radi larici, contorti dalle intemperie e dall’età in alto e soprattuto intorno al lago.

    Le condizioni l’hanno fatta diventare una bella giornata di test della Z6, della quale vi rendo conto nel seguito. Ok, non iniziate a pensare, come al solito, che la Z6 non è fatta per queste cose “estreme”, che per me serve la Z9….. ecc… ecc… ecc… Infatti non è andata male, ed ho avuto solo due o tre problemi - di cui uno assolutamente prevedibile. E, visto che i larici non si muovono in maniera randomica e non sono minuscoli, l’autofocus è andato benissimo. L'ho usato sempre in AFS e selezionando il pinpoint non ha mai avuto la minima incertezza nel raggiungere un fuoco perfetto.

    Ritornando alla giornata, in realtà da subito la neve è tanta, poco portante, anche con le racchette ai piedi e lo zaino alleggerito faccio una fatica notevole. Ma... non nevica.
    Lo scenario è splendido, quasi surreale. Una pace ed un silenzio incredibili, non c'è un'anima in giro. Nubi e nebbie che si muovono pigramente tra i pendii.

    MV-Z6-20191201-7732-1200.thumb.jpg.364158ce06f677c92d2e95fb8edf5df4.jpg

    Z6, 24-70/4S @40mm, 1/50 f11 ISO 100.
    Ad occhio, il matrix della Z6, in uno scenario così bianco, sottoespone parecchio di più di quello della D5. Ma non è un problema, ci sono molti modi per capirlo, compreso l'istogramma real time a mirino. In generale per avere la neve bianca con composizioni del genere serve sovraesporre di circa +1.7 stop.

    MV-Z6-20191201-7737-1200.thumb.jpg.a2b3c09dcd625077aaa04b5bbd103418.jpg

    Z6, 24-70/4S @70mm, 1/60 f11 ISO 100. 

    Il 24-70 si rivela subito un ottimo tuttofare. Sarebbe anche meglio se fosse un 24-105. Ma non posso dire di essermi trovato sistematicamente "corto".

    MV-Z6-20191201-7739-1200.thumb.jpg.f3612e2a9c7cc1d5f7331dadc6b22045.jpg

    Z6, 24-70/4S @24mm, 1/60 f11 ISO 100.

    Piuttosto sarebbe bello avere su qualcosa di più corto. Ho il 14-24 nello zaino con il suo FTZ. Ma ha iniziato a nevicare con una certa insistenza e non mi sento di montarlo. 
    Due i motivi: ho paura di sporcare il sensore con un fiocco di neve, ma ho ancora di più la certezza che la lente frontale del 14-24 mi farebbe diventare matto sporcandosi, quella si, in continuazione. E qui mi sono rafforzato l'idea di dedicare la giornata a capire bene la coppia Z6 e 24-70/4S. 

    Dico subito che, i due, formano un'ottima coppia, leggera, maneggevole ed adeguata. Adeguata perché tra i 24mm - che per le mie abitudini sono i primi passi in area grandangolare -  ed i 70mm - primi passi in zona tele, ricadono la maggior parte delle immagini che mi stanno venendo in mente. Anche se, per non tagliare questi due bei larici, ho dovuto fare diversi passi indietro. Ma l'avrei fatto comunque per non far "sparire" lo sfondo usando una focale ancora più corta.

    MV-Z6-20191201-7758-1200.thumb.jpg.e1a0ed9e71e922e3a2adb87a1fd8f28d.jpg

    Z6, 24-70/4S @45mm, 1/50 f11 ISO 100.

    Ormai sta nevicando veramente forte. Lo scenario è sempre più bello ed in breve arrivo al lago bianco.

    Che è questo....

    MV-Z6-20191201-7775-1200.thumb.jpg.247ba393ed7a883619d27397e5cce177.jpg

    Z6, 24-70/4S @24mm, 1/80 f11 ISO 100.

    Qui i più attenti noteranno qualcosa. No? beh, guardate gli angoli ed i bordi del lato corto. Non vi sembrano più azzurri rispetto al centro dell'immagine? A me si. Non tantissimo ma apprezzabilmente. 

    La lentina di Lightroom, puntata al centro, mi dice che i valori dei canali RGB sono 97,7 - 97,9 - 97,8, cioè più o meno bianco. Apro una parentesi: tutti i bilanciamenti del bianco sono rifatti verso un bianco neutro ottenuto per questa immagine con Temp 6400 e Tint -2. A fronte di un WB scelto in "auto" dalla Z6 di rispettivamente 5750 e -2, che per il mio gusto è un po' troppo blu, contro un valore "standard" daylight di 5.500 e +10, decisamente troppo blu e troppo magenta. Ma sono scelte artistiche, e, per il mio gusto, il valore giusto è per una resa della neve bianca.

    MA..... e gli angoli ed i bordi? beh, il centro come detto è neutro. Gli angoli no. E se in centro ho RGB 97,7 - 97,9 - 97,8, nell'angolo in basso a SX ho 94,2 - 95,0 e 96,9. Appunto: blu.
    Personalmente non ho nessuna spiegazione se non l'effetto collaterale della correzione automatica della evidentemente significativa vignettatura di questo 24-70/4S, anche a f11. Non è così impattante, una curiosità più che altro. Ma non avevo mai visto prima una cosa del genere e per questo ho voluto parlarne. Sarebbe interessante provare se il più professionale 24-70/2.8 produce lo stesso effetto, ma è giusto un interesse accademico. Io sono sicuro di no, e comunque non è così importante. Purtroppo non ho immagini con diaframma molto aperto per capire se questi pochi punti percentuali assumono valori molto più pronunciati a tutta apertura. 

    Tornando alle immagini, questa una vista più ravvicinata del bordo del lago....

    MV-Z6-20191201-7776-1200.thumb.jpg.a75fed9c87bb89083446ff8312232802.jpg 

    Z6, 24-70/4S @58mm, 1/80 f11 ISO 100.

    .... senza bordi azzurri, ma a 58mm! Tra le due immagini solo pochi passi di differenza, e la chiusura dell'inquadratura ottenuta con lo zoom. Escludo che sia cambiata la luce.

    Il lago non è ancora del tutto ghiacciato. Ma è questione di poco, secondo me. Su tutto, ben più di un metro di neve.

    MV-Z6-20191201-7780-1200.thumb.jpg.3241b858eeeecb0a118315076194220f.jpg

    Z6, 24-70/4S @41mm, 1/80 f11 ISO 100.

    Ancora 24mm ed i bordi che ritornano azzurrini (ma meno di prima, la messa a fuoco è molto più lontana).

    MV-Z6-20191201-7796-1200.thumb.jpg.8cb46611a3d3eb996d45c3a0c73809e7.jpg

    Z6, 24-70/4S @24mm, 1/80 f11 ISO 100.

    MV-Z6-20191201-7804-1200.thumb.jpg.b4f773227823e051b9d8b88deefc3aef.jpg

    Z6, 24-70/4S @59mm, 1/125 f11 ISO 100.

    MV-Z6-20191201-7805-1200.thumb.jpg.e2e35de80a52d18d9b22cd2589d4d214.jpg

    Z6, 24-70/4S @43mm, 1/125 f11 ISO 100.

    Scendendo ritrovo le bande del lago Muffè, che sarebbe a sinistra, tutto coperto dalla neve così abbondante da creare quasi un manto continuo con il tetto della parte più bassa della costruzione.

    MV-Z6-20191201-7808-1200.thumb.jpg.6c4b41b78bd6e1134c2b717e65556ecb.jpg

    Z6, 24-70/4S @41mm, 1/60 f11 ISO 100.

    MV-Z6-20191201-7812-1200.thumb.jpg.ccdd890edf723a0285938ef8409ebb0d.jpg

    Z6, 24-70/4S @41mm, 1/60 f11 ISO 100.

    Incredibile la struttura di questo larice, una vera scultura della natura:

    MV-Z6-20191201-7816-1200.thumb.jpg.f5961224cc856bfc394da79f650c0068.jpg

    Z6, 24-70/4S @44mm, 1/60 f11 ISO 100.

    Ancora l'alpeggio....

    MV-Z6-20191201-7818-1200.thumb.jpg.4dd47b9fad15652331dc720e72350765.jpg

    Z6, 24-70/4S @70mm, 1/60 f11 ISO 100.

    MV-Z6-20191201-7869-1200.thumb.jpg.f5932a1d58405c5751eeee0f67e050ee.jpg

    Z6, 24-70/4S @24mm, 1/25 f8 ISO 100.

    MV-Z6-20191201-7885-1200.thumb.jpg.556b5005d83f2977b2ed261c60850fd0.jpg

    Z6, 24-70/4S @24mm, 1/25 f8 ISO 100.

    Parlavo in premessa di un paio di problemi, oltre a quello sulla coerenza cromatica dei bordi di alcune immagini. Il primo è riferito alla problematica manovrabilità della Z6 indossando i guanti, cosa che è prevedibile o nota da sempre ed è l'effetto della impostazione di Nikon - ma anche degli altri costruttori di ML - che ha voluto costruire i corpi, ed in conseguenza i comandi, così piccoli. Il secondo, che non avevo previsto, è provocato dalla neve, che cadendo sul sensore che rileva l'accostamento del viso all'oculare impedisce l'accensione dello schermo. E quindi, succede che agendo sul tasto che richiama l'immagine scattata a monitor, questa venga presentata nell'oculare. A chi avesse bisogno di risolvere il problema ricordo molto semplicemente che è possibile configurare la macchina per disattivare il sensore e presentare comunque l'immagine sullo schermo anche se il sensore riporta che l'EVF è accostato all'occhio del fotografo.

    Chiudo con alcuni consigli a chi volesse per la prima volta accostarsi a giornate fotografiche di questo tipo:

    - portate con voi una pezza in microfibra di buone dimensioni, un 30x30. Io uso dei panni in questo materiale pensati per la pulizia di casa. Sono estremamente utili per asciugare l'oculare, il monitor e anche la lente frontale dell'ottica quando i fiocchi di neve si ci fermano sopra.
    - usate sempre il paraluce, che è la prima e più importante protezione della lente frontale; quando non scattate mettete sempre il tappo. Questo accorgimento vi evita di spuntinare le fotografie dalle macchie della neve.
    - tenete al riparo la macchina con un sacchetto o un asciugamani tutto il tempo in cui non la usate. Ma non siate spaventati dal bagnarla per la neve. La neve non è pioggia, contiene molta più aria che acqua! e, soprattuto se è freddo, non si scioglie e quindi nella pratica quasi non bagna nulla.
    - Quando tornate a casa non esponete l'attrezzatura al caldo. La condensa, quella si, è pericolosa perché si forma nelle parti interne di macchina ed ottiche! Io faccio così: metto tutto in un sacchetto ben chiuso, prima di entrare in casa, e lascio tutto nello zaino, tirandolo fuori solo dopo molte ore. Il sacchetto serve a far si che l'attrezzatura fredda non entri in contatto con l'aria calda e umida provocando la condensa.

    Sono cose che ho imparato con l'esperienza, fotografando in queste situazioni qui:

    IMG_0384-1200.thumb.jpg.4292fddef0adeabca1a3ca2c34d1c3b1.jpg

    Iphone X, 4mm, 1/900 f1.8 ISO 20 :) 

    Quindi, in sintesi.

    PRO:

    - La coppia Z6 e 24-70/4S è molto leggera e prestazionale. La definisco quasi una combinazione ideale per il fotografo che si dedichi ad escursioni impegnative e voglia portare a casa immagini di elevata qualità tecnica.
    - Molto ben implementata a mirino la livella elettronica, che aiuta ad avere orizzonti perfetti anche lavorando a mano libera ed in equilibrio su terreno instabile.
    - AFS pinpoint perfetto, preciso e sicuro anche sotto una forte nevicata.
    - Qualità complessiva del file, sui 24mpix, molto molto elevata. Più che adeguata per fantastiche stampe di qualsiasi dimensione casalinga (fino A2).

     

    CONTRO:

    - Limitata ma visibile incoerenza cromatica nei bordi delle immagini riprese, anche con diaframmi chiusi, in posizione grandangolare, soprattutto se con distanza di messa a fuoco abbastanza vicina.
    - Qualche problema sul sensore di riconoscimento automatico che porta l'immagine dal monitor allo EVF (risolvibile semplicemente configurando in modalità manuale il comando; credo sia un problema non risolvibile per tutte queste macchine).
    - Scarsa manovrabilità dei comandi indossando i guanti, al punto che spesso ho dovuto togliere il guanto destro per manovrarli.

     

    Massimo per Nikonland

    7/12/2019

    Edited by Massimo Vignoli

    • Like 7
    • Thanks 6
    • Haha 2
    Sign in to follow this  


    User Feedback

    Recommended Comments



    Bel lavoro.. Massimo ed anche delle spiegazioni eccellenti.. poi, che siano in tanti che ti possano emulare.. beh questa è un'altra storia.

    Share this comment


    Link to comment
    Share on other sites

    Tanta invidia per l'uscita sulla neve che per vari disturbi di salute non sono ancora riuscito a fare. Molto interessanti le valutazioni sulla macchina e sull'ottica. In previsione del viaggio di fine inverno in Islanda (incrocio tutte le dita) ho acquistato un nuovo paio di guanti Heat Company e ho provato a maneggiare la Z6. Molto più complesso che con la D800. Unico vantaggio il touch screen e i guanti con la punta conduttiva. In particolare la rotella anteriore è molto difficile da utilizzare (sarà particolarmente dura sulla mia Z6). 

    Alla prima occasione andrò a testare il 14-24 appena arrivato e proverò bene il tutto.

    Share this comment


    Link to comment
    Share on other sites

    Sempre precisi e dettagliati i tuoi report, un piacere leggerli e guardare le tue foto. Detto ciò, via via che il tempo passa sembra che la Z6 comunque si confermi una macchina veramente eccellente per chi non ha esigenze particolari e vuole farci di tutto ed ovunque. Io ho avuto solo in questi giorni la possibilità di maneggiare con calma tutte le ML sul mercato (grande magazzino a Tokyo) e sono rimasto molto colpito dal l'ergonomia della Z rispetto alla concorrenza, nettamente a favore della Z, ed anche rispetto alle reflex Nikon, logicamente peggiore nella Z rispetto alla d850 ma non così tragicamente peggiore. Il tutto valutato con gli occhi di chi, ripeto, non ha esigenze particolari. 

    • Like 1
    • Haha 3

    Share this comment


    Link to comment
    Share on other sites

    Belle le foto e le spiegazioni è un Piacere, Sempre, leggerti e soprattutto vedere le tue foto.....

    Share this comment


    Link to comment
    Share on other sites
    2 ore fa, Valerio Brustia dice:

    Fai vedere con che racchette sei salito? Grz.

    mi sa che prima di pettinarmi mi farai anche lo shampoo. Io uso un paio di TSL 225 Rando del secolo scorso. Le uniche racchette da neve che ho mai posseduto e mi sono ripromesso di non cambiarle fino a che non si romperanno. Loro, però, tengono duro e ogni volta che le metto ridono, perché è molto più probabile che sia io a rompermi per primo. Attenzione, non sono i modelli fighetti che si trovano ora: le mie pesano un botto e non hanno nessuno sgancio rapido. Una roba proprio vintage!

    Share this comment


    Link to comment
    Share on other sites
    13 minuti fa, Massimo Vignoli dice:

    mi sa che prima di pettinarmi mi farai anche lo shampoo. Io uso un paio di TSL 225 Rando del secolo scorso. Le uniche racchette da neve che ho mai posseduto e mi sono ripromesso di non cambiarle fino a che non si romperanno. Loro, però, tengono duro e ogni volta che le metto ridono, perché è molto più probabile che sia io a rompermi per primo. Attenzione, non sono i modelli fighetti che si trovano ora: le mie pesano un botto e non hanno nessuno sgancio rapido. Una roba proprio vintage!

    Funzionano? Altro non serve...

    • Haha 1

    Share this comment


    Link to comment
    Share on other sites

    Ottimo lavoro Massimo. A parte le immagini, sempre di grande qualità, sono proprio queste le cose che mi piace leggere su Nikon (in questo caso Z). E' sempre sul campo che si capisce cosa si ha in mano :)

    Share this comment


    Link to comment
    Share on other sites

    Massimo, ottimo reportage, oggi per la prima volta ho avuto modo di usare la Z 6 con continuità (in ambiente molto diverso, naturalmente :) ) e mi ritrovo completamente nelle tue conclusioni.

    Ma... al di là dell'attrezzo le tue foto sono di una bellezza rara, aprono il cuore. Questo però è indipendente dal mezzo usato, sei tu.

    Share this comment


    Link to comment
    Share on other sites

    Non sono del tutto d'accordo. Io vengo fortemente influenzato dagli strumenti che uso e buona parte del risultato dipende da quello.

    Certe cose con questo o con quello non sarebbero uguali, né, a volte, ugualmente possibili.

    Nonostante tutte le sue zampogne da macho-man e le paturnie indotte dell'erba del vicino (o era sua moglie ?) Massimo sta scrivendo più elogi delle Z di me.

    Perché lui fotografa di tutto quello che si fotografa in generale, io solo tre cose (quest'anno solo due).

    Share this comment


    Link to comment
    Share on other sites
    3 ore fa, Massimo Vignoli dice:

    mi sa che prima di pettinarmi mi farai anche lo shampoo. Io uso un paio di TSL 225 Rando del secolo scorso. Le uniche racchette da neve che ho mai posseduto e mi sono ripromesso di non cambiarle fino a che non si romperanno. Loro, però, tengono duro e ogni volta che le metto ridono, perché è molto più probabile che sia io a rompermi per primo. Attenzione, non sono i modelli fighetti che si trovano ora: le mie pesano un botto e non hanno nessuno sgancio rapido. Una roba proprio vintage!

     

    Piango,

    ma cacchio! con quella neve lì .... mi dicevi e ci si trova alle 19.30 in quel de Robec Upon Navil e ti presto le mie, tanto fino a dopo Natale non le tocco nemmeno.

    26_VAR_0056.thumb.jpg.0e0625d51ba2c44ceb09c8cce0cc4325.jpg

    Con queste "galleggi" sul fresco ed inutile dirtelo, ma è divertente

    26_DEV_0531.thumb.jpg.faa73336052be4ff7454870a78ab4047.jpg

    (son 2 anni che non le tocco...)

     

    Mauro ha ragione!!! Sono stati gli smoccoli di Massimo a farmi interessare a ste benedette Z perché ruzza tra rocce e cespugli e mi porta ad immedesimarmi in situazioni simili a quelle che conosco.

     

    Share this comment


    Link to comment
    Share on other sites
    1 ora fa, Silvio Renesto dice:

    ....al di là dell'attrezzo...

    52 minuti fa, Bilbo dice:

    Non sono del tutto d'accordo. Io vengo fortemente influenzato dagli strumenti che uso e buona parte del risultato dipende da quello.

    Certe cose con questo o con quello non sarebbero uguali, né, a volte, ugualmente possibili.

    Nonostante tutte le sue zampogne da macho-man e le paturnie indotte dell'erba del vicino (o era sua moglie ?) Massimo sta scrivendo più elogi delle Z di me.

    Perché lui fotografa di tutto quello che si fotografa in generale, io solo tre cose (quest'anno solo due).

    Si, diciamo che il mezzo ha la sua parte. Al minimo non deve "stare tra i piedi", meglio se collabora o ancora di più se abilita i risultati.

    In questo specifico caso diciamo la combinazione Z6+24-70/4 ha collaborato. Leggera, agile e prestazionale. Certo, il problema che bloccava la visione delle foto sul monitor mi ha fatto irritare un pochino, ma è bastato fare mente locale per due minuti per trovare la soluzione. 

    Le mie "zampogne" & "paturnie" derivano proprio dal fatto che mi sono convinto che le ML possono veramente fare la differenza. Ma sono altrettanto convinto che Nikon, con queste Z - dovrei usare il singolare, la Z7 l'ho solo provata una volta (quella di Mauro, in studio - per la cronaca) stia lavorando male. Sarebbe tutto molto meglio se fossero sul serio usabili con i guanti, perché temo che ne avrei tratto ben altre sensazioni se avessi dovuto fotografare soggetti mobili e se facesse gli obiettivi che mi mancano. Ma soprattutto, per me, sarebbe un sacco meglio se mettessero a posto il firmware. La trovo veramente una SCIATTERIA non sistemare quelle stupidaggini che ci ha lasciato tra i piedi. Quindi.... bla bla bla....

    Ah, il meglio, in tema di articolo sulla Z6, non l'ho ancora fatto: aspetta che trovi il tempo di scrivere delle foto delle vacanze (li la Z6 sta.... come il cacio sui maccheroni 😉). O di come va in studio.... Semplicemente sto dedicando il poco tempo che ho disponibile a scrivere di usi complementari a quelli che fai tu o Max.

    1 ora fa, Valerio Brustia dice:

    Mauro ha ragione!!! Sono stati gli smoccoli di Massimo a farmi interessare a ste benedette Z perché ruzza tra rocce e cespugli e mi porta ad immedesimarmi in situazioni simili a quelle che conosco.

    Perché le sto provando sul serio e, serenamente, racconto cosa va e cosa non va PER ME. E poiché tu fotografi come me, se mi ci trovo io ti ci puoi trovare anche tu! Che poi - modalità zampogna ON - ti convenga aspettare il prossimo giro o salire su questo o prendere una roba più verde altrove non saprei dire - modalità zampogna OFF.😀
    p.s.: quelle racchette sono delle fuoriserie! ma temo che sul ripido e nello stretto non siano molto a loro agio.... mi sbaglio?

    Share this comment


    Link to comment
    Share on other sites
    19 ore fa, Roby C dice:

    Bel lavoro.. Massimo ed anche delle spiegazioni eccellenti.. poi, che siano in tanti che ti possano emulare.. beh questa è un'altra storia.

    Dai, niente di estremo! Vero che io sono arrivato a fare queste cose seguendo un percorso particolare - nella mia giovinezza ero assolutamente innamorato dell'alpinismo e dell'arrampicata, andavo abbastanza forte, in particolare su roccia, e sono stato istruttore nella scuola di alpinismo del CAI per diversi anni. Quindi tendo a vivere queste uscite in un modo più sereno della media, perché alla fine non ci sono difficoltà tecniche o pericoli particolari, ma veramente occorre solo mettere un piede davanti all'altro! Quello che serve è stare bene fisicamente, essere un po' in forma e... la voglia di farlo.

    Share this comment


    Link to comment
    Share on other sites

    Certo che il mezzo tecnico è importante, certo che deve collaborare come hai scritto, certo che deve essere all'altezza come scrive Mauro ...  ma io volevo anche  fare i complimenti per la bellezza intrinseca delle foto, perchè oltre a saper usare le cose, sai vedere e tradurre in immagini quello che la tua sensibilità ha colto. 

    Tutto qui 

    :(

    • Like 1

    Share this comment


    Link to comment
    Share on other sites
    1 ora fa, Massimo Vignoli dice:

     

    Perché le sto provando sul serio e, serenamente, racconto cosa va e cosa non va PER ME. E poiché tu fotografi come me, se mi ci trovo io ti ci puoi trovare anche tu! Che poi - modalità zampogna ON - ti convenga aspettare il prossimo giro o salire su questo o prendere una roba più verde altrove non saprei dire - modalità zampogna OFF.😀
    p.s.: quelle racchette sono delle fuoriserie! ma temo che sul ripido e nello stretto non siano molto a loro agio.... mi sbaglio?

    WRONG

    sul ripido anche duro vanno molto bene tanto che chiamano la "direttissima", sullo stretto dipende: dicesi stretto..non il Monte Avic. :)

    Mo adesso ti spiego sul mio bloggo perchè questa Z6 mi prude

     

    Share this comment


    Link to comment
    Share on other sites
    Adesso, Valerio Brustia dice:

    Mo adesso ti spiego sul mio bloggo perchè questa Z6 mi prude

    guarda che se ti serve giocarci un po per capirla meglio la risolviamo facile facile.... 

    Share this comment


    Link to comment
    Share on other sites
    Adesso, Massimo Vignoli dice:

    guarda che se ti serve giocarci un po per capirla meglio la risolviamo facile facile.... 

    Ma no ti ringrazio, adesso comunque non posso, mi piacerebbe ma non posso proprio. Poichè non posso e se tu puoi per il next we che di neve ce n'è un montone, catta su le mie racchette e provi; Francesco Contu ha visto come "vanno" sul fresco e da buon ingegnere ha dovuto ammettere che la soluzione è valida. Sostanzialmente consentono la progressione dove altrimenti potrebbero solo gli sci da alpinismo, con il vantaggio di essere più comode nel sottobosco rispetto allo sci. 

    Cedono, non sono adatte, su terreni poco innevati dove più che altro ti trovi monoliti di ghiaccio sul sentiero. Li ci và sempre e comunque un bel rampone  (e ricordarsi di portarlo)31_GRP_0184.thumb.jpg.155a5a969b0e4b2246ca8b00fc99f2c1.jpg

     

    Share this comment


    Link to comment
    Share on other sites
    Cita

    ma cacchio! con quella neve lì .... mi dicevi e ci si trova alle 19.30 in quel de Robec Upon Navil e ti presto le mie, tanto fino a dopo Natale non le tocco nemmeno.

    mink.. le Mountain Master  , ma si trovano ancora oggi qui ? 

    azzo se vai con quelle , alzatacco e rampone , certo non sono proprio da sentiero per la dimensione 

     

    Share this comment


    Link to comment
    Share on other sites

     

    Belle foto Massimo , complimenti 

    certo che ne è venuta giu di neve , settimana scorsa guardavo le cam delle Orobie , il Benigni ha la neve sopra l'invernale 

    Share this comment


    Link to comment
    Share on other sites
    1 minuto fa, Muncias dice:

    mink.. le Mountain Master  , ma si trovano ancora oggi qui ? 

    azzo se vai con quelle , alzatacco e rampone , certo non sono proprio da sentiero per la dimensione 

     

    Il sentiero lo fanno loro, sul battuto classico da racchetta sono oltremodo sprecate, ma le ho prese per andare dove non vanno gli altri, per vivere l'effetto "zanna bianca", perchè il bosco in inverno è magico, basta allontanarsi 50 metri dalla provinciale per sentirsi in Klondike.  Va che bel:

    26_DEV_0096.thumb.jpg.ef8d6e91b35fdfcd9fdc15c90b597fa5.jpg

    Le ho comperate in internet da negozio "specialized" ubicato in Helsinki.

    Share this comment


    Link to comment
    Share on other sites

     

    6 minuti fa, Valerio Brustia dice:

    Il sentiero lo fanno

     

    chiaro , è una racchetta da "Quebec" , bellissime 

    immaginavo , i finnici sono spettacolari in quelle cose , trovi delle chicche notevoli 

    Share this comment


    Link to comment
    Share on other sites

    Resoconto chiaro, accurato e molto utile, un manuale personale…

     Peccato essere lontani [ma non venite (Tu, Valerio e Francesco) mai da queste parti (dolomiti)] ?  

    Share this comment


    Link to comment
    Share on other sites
    Il 9/12/2019 at 09:23, nikolas dice:

    Resoconto chiaro, accurato e molto utile, un manuale personale…

     Peccato essere lontani [ma non venite (Tu, Valerio e Francesco) mai da queste parti (dolomiti)] ?  

    Verrei volentieri, sono stato un paio di estati in val Badia, ma moltissimi anni fa. E ci sono posti da fotografare veramente spaziali, in particolare mi piacerebbe molto provare a fare delle notturne ad inizio della prossima estate. Tu in che sona delle Dolomiti sei?

    Share this comment


    Link to comment
    Share on other sites


×
×
  • Create New...