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  • Max Aquila
    Max Aquila

    Alberto Ghizzi Panizza, ben oltre micro e macro

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           Ho fatto, già da diversi anni, la conoscenza di Alberto Ghizzi Panizza,                           DSC62691-200x300.jpg.44c920b69e195b2f3202e701df58acf7.jpg

    http://www.albertoghizzipanizza.com/


    parmigiano della classe 1975, attraverso le sue fotografie, che fanno capolino dal web in maniera eclatante, con i soggetti ed i colori che le caratterizzano, in maniera certamente sorprendente ed onirica.

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    Poi l'ho incontrato in diverse occasioni durante le ultime presentazioni del distributore Nikon per l'Italia, Nital, delle fotocamere che stanno segnando il corso degli ultimi anni, dalla prestigiosa D850, fino alla ultima e democratica, Z50, durante le quali svolgeva il ruolo di divulgatore in relazione ad aspetti ben specifici ed approfonditi delle attrezzature in oggetto.

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    Ho avuto modo di scambiare con lui qualche riflessione sull'andamento del mercato fotografico ed in particolare su quello a noi di Nikonland caro, della necessità di una sempre maggiore capacità di apprendimento, giusto l'incremento tecnologico di hw e sw delle apparecchiature fotografiche con le quali giochiamo o lavoriamo.

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    In ognuna di queste occasioni mi ha colpito molto l'estrema umiltà e riflessività con cui Alberto spiega ciò che pensa ed insieme l'efficacia con la quale poi, da divulgator, riesce a trasmettere all'uditorio i concetti che esprime.

    Era da parecchio tempo che, vista la mia passione dilettantesca per gli aspetti legati alla macrofotografia di insetti, avrei voluto pubblicare un'intervista su Nikonland ad Alberto Ghizzi Panizza, ma l'occasione è diventata OBBLIGO, editoriale, quando nei giorni scorsi abbiamo scoperto una notizia incredibile che lo riguardava (Daily Mail copyrights): 

    Cita

    Moment the International Space Station glides across the face of the moon just six hours after the historic arrival of SpaceX's Crew Dragon capsule carrying two NASA astronauts

    • Robert Behnken and Doug Hurley arrived at ISS at 3.16pm BST on Sunday
    • Italian photographer Alberto Panizza was ready to capture their moon pass
    • Pair will stay in space for one to three months before returning to Earth 

    un impresa portata a termine, intercettando da casa sua a Parma, sfruttando la più potente delle Nikon Coolpix, la P1000, un apparecchio all-in-one, per quanto estremo, non certo pensato per questi scopi, il passaggio della Crew Dragon davanti alla Luna, prima dell'aggancio alla ISS, la stazione spaziale orbitante ...

    Ritenendo che per la sua caratteriale modestia questa IMPRESA fotografica potesse passare velocemente nel dimenticatoio, ho inteso bruciare i tempi e fare con lui, a distanza, questa chiacchierata:

    1) Buongiorno Alberto, come e quando nasce la tua passione per la fotografia scientifica?

    In realtà non sono mai stato appassionato di fotografia scientifica in particolare, ma mi piace sperimentare un po' in tutti i generi fotografici dalla macro all'astro. Dalla street allo still life. Dal colore al bianco e nero o all'infrarosso. Dopo aver imparato le basi da ragazzino con la pellicola sono stato un precursore del digitale con macchine ben al di sotto del megapixel. Dal digitale in poi è esplosa la mia passione per la fotografia e la voglia di conoscere e approfondire più tecniche fotografiche.

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    2) cosa preferisci fotografare tra tutti i soggetti a cui ti sei dedicato negli ultimi anni?

    Come dicevo sopra mi piace fotografare un po' di tutto e fare una scelta sarebbe davvero difficile.

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    3) ti abbiamo ammirato tantissimo nella tua ultima impresa che ti ha visto collaborare in maniera straordinaria con la stazione spaziale orbitante, nel suo passaggio in corrispondenza della Luna: ci racconti come è iniziata questa impresa?

    Era un po' che tenevo d'occhio i siti e le app che tracciano e prevedono la posizione della ISS ed ho notato che per una pura coincidenza questa, nella serata dell'evento in cui la Crew Dragon si sarebbe agganciata ad essa, sarebbe passata davanti alla Luna in una traiettoria visibile non lontano dalla mia città (Parma). Così con l'amico Lorenzo Cattani, anche lui appassionatissimo del genere, abbiamo trovato il posto ideale per fare le riprese e le foto.

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    Per fare questo ho utilizzato la Nikon Coolpix P1000 con la sua strepitosa focale di 3000mm equivalenti ed una Z50 con Nikkor 500mm PF e duplicatore TC-20EIII per raggiungere i 1500mm di focale equivalente.

    Grazie alle applicazioni ed alla progettazione dello scattato sono riuscito a catturare diverse immagini nel secondo preciso in cui la ISS sfreccia davanti alla Luna.

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    4) in questi anni ti abbiamo spesso incontrato alle presentazioni della Nital ed ascoltato come divulgatore: sei tu a proporre gli argomenti che tratti e cosa stai preparando nel prossimo futuro in questo ambito?

    Sì collaboro con Nital ormai da diversi anni e sono felice di poter provare attrezzature in anteprima. In genere sono io che provando macchine ed obiettivi cerco di evidenziarne le peculiarità e gli ambiti di utlizzo in cui danno il loro meglio. Poi per gli argomenti da presentare al pubblico è una decisione presa assieme a Nital.

    Giusto in questi giorni sto lavorando a degli articoli e video in inglese per Nikon USA, dopo averli presentati per Nital in webinar e dirette realizzate durante la quarantena. In questo caso Nital mi aveva chiesto di realizzare dei set e delle idee di come realizzare della macro fotografia stando a casa. Sono piaciuti anche a Nikon Europa e per questo li ho rifatti per loro in inglese. Dopodichè anche Nikon USA ha deciso di pubblicare il mio lavoro anche sul sito americano.

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    5) ti vediamo alle prese con un approccio molto atipico della macrofotografia agli insetti, specialmente interessante quello agli odonati: come convinci le libellule a "sorridere" quando le inquadri?

    E' vero mi piace umanizzare gli insetti per renderli più simpatici ed attraenti al grande pubblico. Ho visto spesso persone uccidere le damigelle, specie più piccola di libellula, perchè scambiate per "terribili zanzaroni". In realtà sono insettini innocui per l'uomo che se fotografati con l'angolazione corretta mostrano due occhioni con una specie di pupilla interna. Le damigelle a differenza delle libellue hanno gli occhi separati ed un aspetto più umano, anzi direi più da alieno simpatico. Questa "espressione" la si trova con l'angolazione corretta di inquadratura. Poi più che convincerle a stare ferme bisogna uscire di notte, posizionarsi e alle prime luci cominciare a scattare. In questo modo, gli insetti sono ancora intorpiditi ed è un po' più probabile che stiano fermi. Molto dipende anche dal meteo, dalla temperatura e dall'umidità. In ogni caso i tentativi si sprecano.

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    6) molti nemici molto onore....vale anche in fotografia?

    Per la mia esperienza sì. In effetti ricevo spesso critiche da chi non mi ha conosciuto personalmente o che non ha visto come lavoro. Per fortuna chi mi conosce ha un'altra opinione.

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    7) ti vediamo utilizzare una estrema varietà di attrezzature di marche differenti, ma noi siamo Nikonland, quindi vorremmo conoscere il tuo punto di vista sullo sviluppo recente sul mirrorless di Nikon. Anche in funzione dell attuale assenza di materiali propriamente macro: cosa dovrebbe proporre Nikon nei prossimi mesi per farti felice?

    Sì è vero sono testimonial per Nikon ma mi piace usare un po' di tutto e mi stimola confrontare apparecchiature di vari brand. Al momento sono davvero soddisfatto delle attuali Z e ormai non uso quasi più le reflex. Sia D5 che D850 sono spesso a riposo. Le utilizzo ormai solo in ambiti dove serve molta velocità di raffica e/o di AF. Spero che Nikon faccia velocemente il salto sul mondo mirrorless e che produca la sua ammiraglia per sfruttare al massimo le nuove ottiche S-Line che trovo davvero fantastiche. Rimango anche in attesa della prossime ottiche macro che dovrebbero essere i nuovi 60 e 105 e chissà che non esca anche un ultra macro per utilizzare rapporti di riproduzione superiori all'uno a uno.

    8) quali sono gli obiettivi che ti hanno dato e ti danno maggiore soddisfazione nella tua attività?

    Il mitico 60mm f/2.8 D è stata per le macro una delle mie ottiche preferite in assoluto. Ho molte aspettative per il prossimo 60 micro. Per uso generico invece ora uno dei miei preferiti è il 24-70 2.8 S, davvero un'ottica eccellente che non mi fa rimpiangere le ottiche fisse. Altra ottica che ho usato moltissimo è stato il 20mm f/1.8 G da qualche mese sostutiuto dall'altrettanto eccezionale e ancora più performante 20mm f/1.8 S. Un'ottica che come la sua precedente versione si adatta a moltissimi miei generi, come la macro, data la sua ridotta distanza di messa a fuoco, il paesaggio, la notturna, ma anche il reportage.

    Paranal 24-70 2.8 S_resize.jpg

    9) se non fotografassi (e quando non fotografi) cosa fai?

    Nella mia vita ho avuto tantissimi hobby e interessi ma quello della fotografia non l'ho mai lasciato fino a farlo diventare una professione. Ora prende tutto il tempo che ho, quello che mi resta lo dedico alla mia famiglia.

    Startrail 20mm_resize.jpg

    10) dicci fuori dai denti cosa ti servirebbe avere in borsa che non sia ancora sul mercato.

    Vorrei una super mirrorless che fosse una sintesi tra la D850, la D6 e la Z7. Della D850 mi piace il corpo robusto ed ergonomico, della D6 la raffica e la precisione e velocità di AF, della Z7 l'attacco Z e l'interfaccia touch screen. Vorrei che implementassero i focus stacking automatici con bracketing di esposizione ed un'ottica ultra macro autofocus. Mi piacerebbe inoltre che le nuove mirrorless sfruttassero di più la fotografia computazionale e che realizzassero serie si immagini per restituirne una singola unita migliore... poi ultimo desiderio un 600mm PF con attacco Z.

    Grazie, Alberto ! Ci piacerebbe venissi ogni tanto a scrivere anche su Nikonland.

     

    Ecco alcuni link alle sue gallerie e pubblicazioni recenti, anche in inglese :

    https://www.facebook.com/albertoghizzipanizza/

    about me...

     

     

     

     

    Max Aquila (c) per Nikonland 2020

     

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    Lo seguo da parecchi anni. Mi piace molto il modo che ha di lavorare e spiegare le cose, un divulgatore nato. E' meticoloso e preciso nel lavoro e questa è una cosa che gli invidio molto. Credo che un'intervista la meritasse, tanto più che ormai è entrato a far parte della tribù di Nikonland e questo non può che farci piacere.:)

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    Grazie di questa intervista Max, l'aspettavo.

    Anche io ho incontrato svariate volte Alberto ad eventi Nikon e confermo che è una persona squisita, umile, mite, genuina come la terra da cui viene.

    Vedo peraltro che spesso ci troviamo d'accordo, lo leggo qui dalle sue risposte che confermano quanto ci siamo detti in una chiacchierata lo scorso mese di novembre alla presentazione della Z50 a Milano.

    Vorrei approfittare per fare qualche mia osservazione sullo stato dell'arte di Nikon in questo momento (sull'arte fotografica di Alberto non posso, perché siamo invece fotografi molto diversi per indole, impostazione, campo d'azione).
    Magari Alberto troverà il tempo di commentare qui direttamente visto che è spesso online su Nikonland ;)

    1. io ho proprio venduto sia D5 che D850 prima del lockdown perchè oramai utilizzo praticamente in esclusiva le Z.
      In questi giorni sto riscoprendo un uso completamente nuovo della luce naturale scattando ad 1/4'' impunemente con la Z7 con diaframmi anche di f/10-f/13, in interni (!), utilizzando pochissimo i flash, grazie alle spettacolari doti di insensibilità alle vibrazioni per l'assenza di specchio e di shock di scatto, oltre alle qualità dello stabilizzatore integrato.
      Ho provato la D6 e le riconosco una superiorità netta dell'autofocus nella fotografia d'azione.
      Ma al netto di questo ammetto di non essere più interessato ad acquistare nuove reflex sia nell'immediato che nel prossimo futuro.
      Le aspettative e le prerogative delle mirrorless sono tali e tante e le ottiche Nikkor Z sono talmente superiori ad ogni cosa ci sia di equivalente per reflex che non c'è confronto.
      Solo che proprio avendo in mente la D6, l'impostazione delle reflex professionali Nikon rende le attuali Nikon Z delle "macchinette" da dilettanti.
      Tutta l'articolazione dell'autofocus (ancora largamente deficitario) delle Nikon Z è derivato dalle Coolpix. Usare una D6 e una Z6 nella stessa occasione (mi è capitato) è una pena, dopo 10 minuti ci si confonde con i comandi e il tipo di risposta, sia dell'autofocus che dell'esposimetro è troppo diverso per farne uso congiunto.
      Credo che sia il momento per Nikon di fare un passo coraggioso con le Nikon Z rendendo disponibili macchine realmente professionali, che prendano il buono di Z6 e Z7 ma lo fondano con le prerogative di sicurezza, affidabilità, sistema, delle Nikon D6/D850.
      Mentre, sinceramente, l'idea di tornare a penare per affinare ogni volta la messa a fuoco di una reflex ad altissima risoluzione mi tiene lontano da qualsiasi futura D880.
      Per la D6, complice anche il lockdown che ha annullato tutta la stagione sportiva, me ne è passata subito la voglia
    2. anche per me un 600mm PF con attacco Z sarebbe il Nirvana, molto più dell'eccellentissimo Noct 58/0.95 che a prescindere dalle caratteristiche assolute, fa piuttosto voglia di aspettare i prossimi superluminosi autofocus.
      Mentre Alberto attende i macro, io ho imparato a farne a meno utilizzando il 24-70/4 (non ho le sue stesse esigenze) ma sogno e desidero 85/1.2, 105/1.2, 135/2, 200/2 per Z !
    3. Nikon mi pare non rispondere del tutto alle nostre aspettative però.
      Le tempistiche di uscita sono certamente influenzate dalla pandemia ma, accidenti !, gli annunci si possono comunque fare, anche dando date di consegna posticipate.
      E mentre il ritardo del 70-200/2.8 Z comincia a diventare ridicolo, la mancanza dell'annuncio di almeno un TC20 Z in contemporanea a quella dell'obiettivo, è inaccettabile.
      Nella roadmap c'è un 200-600mm su cui ho molte aspettative anche se sarà probabilmente un f/5.6-6.3 a tutte le focali.
      Ma non fra due anni con disponibilità per l'anno dopo.
    4. quello che riesce a fare Alberto con la Coolpix P1000 mi riempie di meraviglia. Io - lo ammetto - l'ho provata ma la sua lentezza operativa mi ha esasperato praticamente subito e la tenuta del suo sensorino, pur miracoloso, troppo lontana da quello a cui sono abituato.
      Però non si capisce perchè non osare altrettanto con i formati più grossi.
      Obbligarci ad impiegare una macchina da vlogger come la Z50 con un 1000/11 sintetico è imbarazzante (per Nikon, mica per noi che sappiamo servircene).
      Eppure è con gli obiettivi che si trainano le vendite delle mirrorless. Oggi di obiettivi che possano far desiderare a tutti i costi di comprare una Nikon Z ne vedo non più di un paio, sebbene tutti siano di grande qualità, manca l'oggetto - non di riferimento come il Noct - ma non disponibile altrimenti, come il 180-400, il 600/5.6 PF, un 10mm rettilineare, un 105mm f/1.2 etc. etc.
      Ma con la tempistica nikoniana temo che mi sarò già goduto buona parte della pensione prima di vederli dal vivo
    5. Z50. Bella macchina. Ma necessita come minimo di una sorella della stessa classe della D500 per infiammare gli animi. Perdonatemi ma per me il vero amore parte dalla quarta misura .... pardon, non ci può essere vero amore se devo mettere una SD di fianco ad una batteria da 1000 mAh ...
    6. Fotografia Computazionale. Ti seguo anzi, ti precedo.
      Sinceramente non capisco come oggi le nostre fotocamere continuino ad essere altro che ... le vecchie reflex a pellicola, private della pellicola sostituita dal sensore e lo specchio sostituito dal display posteriore.
      Ma le foto che facciamo restano ancora diverse dalla realtà che vediamo.
      Perchè dobbiamo aumentare la dinamica delle nostre immagini ancora solo e soltanto via software, dovendo immancabilmente aprire le ombre per vedere quello che i nostri occhi ... ad occhio nudo vedono ?
      Dove sono le possibilità di "realtà aumentata" per effetto del multiscatto in ripresa (non soltanto per l'HDR ma per una serie infinita di capacità di ripresa in più).
      Nikon ha fatto un passettino nella direzione giusta con il Focus Stacking ma la realizzazione pratica è tanto primordiale da essere ... tenera se paragonata alle funzionalità di un software da $50 come Helicon Remote.
      Ma quante cose potremmo vedere programmate nelle nostre fotocamere se solo avessero un processore un pò più potente di quello del controllo di un antifurto ...
      Un pò di creatività, un pò di inventiva, un pò di coraggio. Un pò di ... gioventù ! Che è tardi ...

    Non pensi ?

     

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    4 ore fa, MM! dice:

    Grazie di questa intervista Max, l'aspettavo.

    Anche io ho incontrato svariate volte Alberto ad eventi Nikon e confermo che è una persona squisita, umile, mite, genuina come la terra da cui viene.

    Vedo peraltro che spesso ci troviamo d'accordo, lo leggo qui dalle sue risposte che confermano quanto ci siamo detti in una chiacchierata lo scorso mese di novembre alla presentazione della Z50 a Milano.

    Vorrei approfittare per fare qualche mia osservazione sullo stato dell'arte di Nikon in questo momento (sull'arte fotografica di Alberto non posso, perché siamo invece fotografi molto diversi per indole, impostazione, campo d'azione).
    Magari Alberto troverà il tempo di commentare qui direttamente visto che è spesso online su Nikonland ;)

    1. io ho proprio venduto sia D5 che D850 prima del lockdown perchè oramai utilizzo praticamente in esclusiva le Z.
      In questi giorni sto riscoprendo un uso completamente nuovo della luce naturale scattando ad 1/4'' impunemente con la Z7 con diaframmi anche di f/10-f/13, in interni (!), utilizzando pochissimo i flash, grazie alle spettacolari doti di insensibilità alle vibrazioni per l'assenza di specchio e di shock di scatto, oltre alle qualità dello stabilizzatore integrato.
      Ho provato la D6 e le riconosco una superiorità netta dell'autofocus nella fotografia d'azione.
      Ma al netto di questo ammetto di non essere più interessato ad acquistare nuove reflex sia nell'immediato che nel prossimo futuro.
      Le aspettative e le prerogative delle mirrorless sono tali e tante e le ottiche Nikkor Z sono talmente superiori ad ogni cosa ci sia di equivalente per reflex che non c'è confronto.
      Solo che proprio avendo in mente la D6, l'impostazione delle reflex professionali Nikon rende le attuali Nikon Z delle "macchinette" da dilettanti.
      Tutta l'articolazione dell'autofocus (ancora largamente deficitario) delle Nikon Z è derivato dalle Coolpix. Usare una D6 e una Z6 nella stessa occasione (mi è capitato) è una pena, dopo 10 minuti ci si confonde con i comandi e il tipo di risposta, sia dell'autofocus che dell'esposimetro è troppo diverso per farne uso congiunto.
      Credo che sia il momento per Nikon di fare un passo coraggioso con le Nikon Z rendendo disponibili macchine realmente professionali, che prendano il buono di Z6 e Z7 ma lo fondano con le prerogative di sicurezza, affidabilità, sistema, delle Nikon D6/D850.
      Mentre, sinceramente, l'idea di tornare a penare per affinare ogni volta la messa a fuoco di una reflex ad altissima risoluzione mi tiene lontano da qualsiasi futura D880.
      Per la D6, complice anche il lockdown che ha annullato tutta la stagione sportiva, me ne è passata subito la voglia
    2. anche per me un 600mm PF con attacco Z sarebbe il Nirvana, molto più dell'eccellentissimo Noct 58/0.95 che a prescindere dalle caratteristiche assolute, fa piuttosto voglia di aspettare i prossimi superluminosi autofocus.
      Mentre Alberto attende i macro, io ho imparato a farne a meno utilizzando il 24-70/4 (non ho le sue stesse esigenze) ma sogno e desidero 85/1.2, 105/1.2, 135/2, 200/2 per Z !
    3. Nikon mi pare non rispondere del tutto alle nostre aspettative però.
      Le tempistiche di uscita sono certamente influenzate dalla pandemia ma, accidenti !, gli annunci si possono comunque fare, anche dando date di consegna posticipate.
      E mentre il ritardo del 70-200/2.8 Z comincia a diventare ridicolo, la mancanza dell'annuncio di almeno un TC20 Z in contemporanea a quella dell'obiettivo, è inaccettabile.
      Nella roadmap c'è un 200-600mm su cui ho molte aspettative anche se sarà probabilmente un f/5.6-6.3 a tutte le focali.
      Ma non fra due anni con disponibilità per l'anno dopo.
    4. quello che riesce a fare Alberto con la Coolpix P1000 mi riempie di meraviglia. Io - lo ammetto - l'ho provata ma la sua lentezza operativa mi ha esasperato praticamente subito e la tenuta del suo sensorino, pur miracoloso, troppo lontana da quello a cui sono abituato.
      Però non si capisce perchè non osare altrettanto con i formati più grossi.
      Obbligarci ad impiegare una macchina da vlogger come la Z50 con un 1000/11 sintetico è imbarazzante (per Nikon, mica per noi che sappiamo servircene).
      Eppure è con gli obiettivi che si trainano le vendite delle mirrorless. Oggi di obiettivi che possano far desiderare a tutti i costi di comprare una Nikon Z ne vedo non più di un paio, sebbene tutti siano di grande qualità, manca l'oggetto - non di riferimento come il Noct - ma non disponibile altrimenti, come il 180-400, il 600/5.6 PF, un 10mm rettilineare, un 105mm f/1.2 etc. etc.
      Ma con la tempistica nikoniana temo che mi sarò già goduto buona parte della pensione prima di vederli dal vivo
    5. Z50. Bella macchina. Ma necessita come minimo di una sorella della stessa classe della D500 per infiammare gli animi. Perdonatemi ma per me il vero amore parte dalla quarta misura .... pardon, non ci può essere vero amore se devo mettere una SD di fianco ad una batteria da 1000 mAh ...
    6. Fotografia Computazionale. Ti seguo anzi, ti precedo.
      Sinceramente non capisco come oggi le nostre fotocamere continuino ad essere altro che ... le vecchie reflex a pellicola, private della pellicola sostituita dal sensore e lo specchio sostituito dal display posteriore.
      Ma le foto che facciamo restano ancora diverse dalla realtà che vediamo.
      Perchè dobbiamo aumentare la dinamica delle nostre immagini ancora solo e soltanto via software, dovendo immancabilmente aprire le ombre per vedere quello che i nostri occhi ... ad occhio nudo vedono ?
      Dove sono le possibilità di "realtà aumentata" per effetto del multiscatto in ripresa (non soltanto per l'HDR ma per una serie infinita di capacità di ripresa in più).
      Nikon ha fatto un passettino nella direzione giusta con il Focus Stacking ma la realizzazione pratica è tanto primordiale da essere ... tenera se paragonata alle funzionalità di un software da $50 come Helicon Remote.
      Ma quante cose potremmo vedere programmate nelle nostre fotocamere se solo avessero un processore un pò più potente di quello del controllo di un antifurto ...
      Un pò di creatività, un pò di inventiva, un pò di coraggio. Un pò di ... gioventù ! Che è tardi ...

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    Concordo pienamente con te! Spesso mi vedo costretto ad utilizzare ottiche di brand come Laowa che sta facendo ottiche spettacolari, e non lo dico perché sono un loro ambassador, ma perché realmente mi hanno dato la possibilità di fare qualcosa che con solo Nikon non potevo fare. Vedi ottiche ultra macro o ultragrandangolari ed ultimamente pure di qualità. Tipo 100mm 2X, 12mm f/2.8 o 10-18mm f/4.5-5.6. Laowa sta sfondano nel mercato perché ha presentato prodotti originali e che mancavano. Spero davvero che nonostante le enormi difficoltà di questo periodo Nikon riesca a sviluppare appieno questo suo nuovo formato Z che già con quello che ha fatto sto apprezzando tantissimo tanto da aver sostituito quasi in toto le mie reflex.
    Per chi avesse voglia di vedere cosa ho fatto con Nikon e Laowa in questi ultimi anni non perdete la diretta che terrò proprio con questo produttore oggi alle 20:00 su Facebook e YouTube, sarà in inglese, nel quale sono molto arrugginito, ma farò del mio meglio.

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    Tutto molto interessante, ho potuto ascoltare Panizza durante una sessione di gruppo su Zoom nel periodo del lockdown.
    Assolutamente da confermare i validissimi contenuti tecnici e la eccellente capacità di spiegare i vari trucchi da parte sua.
    Che poi spesso il trucco più importante è la passione unito alla perseveranza sul campo.

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    Massima ammirazione per Ghizzi Panizza!! Veramente top!!! Va oltre l'immaginazione!! Bravissimo!!!

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    Da tempo ormai "conosco" questo fotografo e ringrazio per l'intervista. E' uno di quei fotografi che non puoi non invidiare in modo molto genuino e senza malizia, è un mostro in ogni ambito fotografico nel quale si cimenta e regala sempre immagini sensazionali. Davvero difficile trovare qualcosa che non vada nelle sue fotografie sotto ogni punto di vista.

    Bravissimo!

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