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Sono davvero poche le realizzazioni in formato APS-C degli obiettivi macro Nikon in era digitale, prima reflex ed ora mirrorless.
Perchè alla particolarità della funzione ci siamo quasi sempre fatti bastare i Micro e ora gli MC nati per il formato pieno, pur pagando lo scotto sulle fotocamere DX della variazione della copertura, che diventava equivalente sempre a mediotele, anche spinti.
Per cui l'esigenza di un obiettivo per la distanza ravvicinata, che non superasse di troppo la copertura di uno standard, in effetti non è in certi tipi di ripresa, specie di still life, un'esigenza da poco, tanto da farmi sognare anche su FF l'opportunità di un macrowide.
Sul finire di questo 2025, che è stato in generale avaro di ottiche, Nikon ci stupisce con la presentazione del primo zoom f/2,8 Z DX ed anche con questo Nikkor Z DX MC 35mm f/1,7 che già dal nome ci fa sobbalzare per la luminosità fin qui sconosciuta su qualunque ottica macro di chicchessia.
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Ottica compatta tanto quanto semplice di linea, lunga 72mm e larga 70, passo filtri il glorioso 52mm dei primi MicroNikkor, peso solamente 220g essendo costruita interamente in plastica, eccetto la baionetta posteriore in metallo
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nessun pulsante o slider sul barilotto, neppure di limitazione del range di messa a fuoco ravvicinata (come siamo abituati a trovare sugli MC Nikkor)
Schema ottico da 8 lenti (una ED) in 7 gruppi, rapporto di riproduzione 0,67x il che porta la sua ratio solamente ad 1:1,5

invece che al lifesize 1:1 al quale Nikon ci ha abituati pressocchè da sempre sulle sue realizzazioni macro, salvo poche eccezioni su alcuni Tilt&Shift
impermeabilizzato da pochi O-Ring
Un obiettivo di matrice economica, quindi, costruito in Vietnam, dotato di paraluce a vite HN-43 che va comprato a parte
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Sulla mia Z50ii sta veramente bene, esteticamente ed ergonomicamente, se lo paragonassimo all'altro MC in commercio da tanti anni...![]()
...ossia il Brutto Anatroccolo MC 50/2,8... quello con la proboscide da coleottero che spunta dal nulla...![]()
specie se paragonato al Master fra gli MC (ed i macro in commercio), quel MC 105/2,8 che davvero fa fare sempre bella figura ai fotografi che lo adottano
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eh si...
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però, però...non fasciamoci la testa prima di iniziare e montato il nuovo MC 35/1,7 sulla Z50ii vediamo di farlo lavorare un pò...
magari riprendendo il fratellino
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Vediamo la distanza operativa dal soggetto al massimo del suo RR, usando il mio tacchino:
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che resta a davvero pochissimi centimetri dal paraluce del MC 35/1,7
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poi usiamolo per scattare qualche ritratto all'altra new entry: lo zoom 16-50/2.8
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e dai e dai, non mi sembra poi di ravvisare differenze enormi col MC50... vogliamo vedere a che livello siano?
Ricordiamoci del dato luminosità: l' MC 50mm è un f/2,8 mentre questo MC 35mm è un luminosissimo f/1,7...ma sappiamo come tutte le ottiche macro, a causa del forte avvicinamento al soggetto e conseguente arretramento del gruppo ottico relativo alla messa a fuoco, soffrano di una perdita notevole di luminosità, progressivamente arrivando verso il loro massimo RR.
Nella fattispecie questo MC 35 è un f/1,7 ad infinito e fino a 5 metri circa dal soggetto, poi comincia a diventare meno luminoso (f/2 a 25cm dal soggetto) fino ad arrivare a 16cm dal piano focale un f/3,2... comunque sempre più luminoso del MC50 che però è un lifesize e quindi al suo RR di 1:1 diventa f/5,6 mentre allo stesso RR 1:1,5 del MC35 è comunque un f/5
Tanto per intenderci, questa è la differenza tra i due RR dei due obiettivi, a parità di soggetto: una moneta da 20$ messicani
qua ripresa a tutta dimensione f/8 dai due obiettivi
MC 35mm
MC 50mm
E adesso al massimo RR dei due obiettivi:
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MC 35mm f/3,2 a tutta apertura
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MC 50mm f/5,6 a tutta apertura anch'esso
La differenza di ingrandimento, a parità di distanza (16 cm dal piano focale per entrambi gli MC) è sensibile e determina tutta la differenza che intercorre tra questi due obiettivi, per chi volesse sceglierne uno al momento dell'acquisto.
Insieme alle altre differenze di un certo rilievo, se tale possa essere il limitatore di fuoco presente sul 50 insieme al tasto AF MF, in fondo di scarsa utilità.
Insieme alle differenze tra i due MC low-end del catalogo Nikon, una comunanza, che è una scoperta che ho fatto io, dato che non la vedo riportata nè da Nikon nè tantomento da altri divulgatori sul web.
Una delle utilities del MC50 era di poter essere utilizzato insieme al sistema Nikon ES-2 per poter duplicare diapositive e negativi. Tale sistema ES-2, nato in era reflex a servizio dei due Micro 60mm AFD ed AFS viene venduto con due differenti tubi filettati di prolunga per adattarsi a quei due Micro reflex.
Ma il NIkkor Z MC50 era stato prodotto con una filettatura filtri da 62mm, concentrica a quella da 46mm della proboscide col nocciolo di lenti dell'obiettivo: questa filettatura si accoppia con una delle due prolunghe a servizio dell'ES-2.
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Ho provato a collegare alla più corta delle due prolunghe questo MC 35/1,7 attraverso un semplice anello step-down 62-52mm di pochi euro di costo.
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Il risultato è ottimale (grazie anche ai pochi mm di prolungamento dell'anello step-down stesso) e consente anche agli utenti DX tramite l' MC35/1,7 di utilizzare sulle loro mirrorless l' ES-2
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tutti gli automatismi di AF, compreso l' eyeAF e il riconoscimento dei soggetti, funzionano pienamente allo scopo
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a ben vedere i campi di utilizzo di questo nuovo obiettivo macro Nikon Z sono gli stessi del fratello più grande, specie tenuto conto delle differenti capacità di ingrandimento, che in close up non contano più, se non occorra per forza arrivare al fatidico RR 1:1
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usandolo poi in focus stacking, grazie all'utility presente su quasi tutti i corpi DX delle Nikon Z (eccetto la prima 50) risulta sempre la focale ideale
Anche in giro per negozi, attraverso la vetrina di un vecchio orologiaio...![]()
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oppure per bancarelle:![]()
sfruttando la luminosità della sua apertura massima![]()
ed esercitandosi a casa con gli oggetti di una vita![]()
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utilizzando sorgenti di luce miste, naturali ed artificiali .
Ma questo obiettivo possiede un suo carattere ben definito anche in esterni, specialmente dove il colore prenda il sopravvento sulle forme
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in contesti urbani, passando dal totale al dettaglio...in un batter d'occhio, come con il chiosco Liberty di Ernesto Basile a Palermo,![]()
tanto trascurato, quanto interessante nei suoi particolari, neppure tanto nascosti![]()
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E se con i fiori in pietra questo MC 35/1,7 si comporta così bene, non c'è ragione di non provare con quelli naturali...![]()
come immaginavo, nulla da eccepire, specie giocando con i flexible picture color di casa Nikonland, per ottenere dei JPG immediatamente pronti all'uso, perfettamente coerenti alla percezione a mirino in ripresa
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A conti fatti, il prezzo di acquisto differente tra i due MC motiverà i possessori di Nikon Z DX a fare la scelta per l'uno o per l'altro, invece che le prerogative RR dei due macro.
Io questo MC35/1,7 DX lo consiglierei
a tutti coloro che desiderino continuare ad acquistare obiettivi APS-C per le loro Nikon Z 50,30 fc e le possibili successive che verranno progettate. Perchè sanno già che non faranno mai il passaggio al formato superiore...
a chi non interessi che fotografare oggetti a distanza ravvicinata, ma non abbia esigenze di arrivare per forza al RR 1:1 (e se dovesse riprodurre dia e negativi, abbiamo visto che grazie ai tubi del sistema ES-2 ci arriva ugualmente)
a chi possegga una Z DX e desideri un obiettivo Nikon standard, fisso e luminoso che fino ad oggi nel catalogo non c'era (l'altro unico fisso DX è il 24/1,7)
a chi sia piaciuto come l'ho utilizzato io e abbia nel frattempo pensato ad altri modi e luoghi...
Max Aquila photo © per Nikonland 2025
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Un obiettivo Nikon, dà sempre soddisfazione !
Auguri di Buon Anno 2026 qui con noi su Nikonland...
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