Quanto li abbiamo aspettati !
Resi celebri dal romanzo immortale di Alexandre Dumas, i tre moschettieri erano Athos, Porthos e Aramis.
Cui si aggiunse poi il campagnolo D'Artagnan che finì invece per guidarli.
I moschettieri erano un reggimento di proprietà privata del Re, composto dall'elite della cavalleria leggera francese, capace di tirare sia di scherma che con l'arma che stava rivoluzionando l'arte della guerra, quel moschetto che resterà principale fondamento della fanteria fino alla Seconda Guerra Mondiale, trecento anni dopo.
Naturalmente qui non stiamo parlando nè di soldati né tantomeno di armi.
Ma di straordinari progetti ottici.
Che si sono aggiunti in questi al corredo già ricco dei nostri Nikkor Z.
Anni fa, scrivevo che il motivo vero per passare a Z era il nuovo bocchettone e i suoi obiettivi, più che le fotocamere
Lo confermo.
La Z9 e la Z8 sono macchine eccezionali. Ma in fondo anche su una Z50 II o una Z5 II un 35/1.2 S o un 85/1.2 S potrebbero fare la differenza se usati bene.
Con il 35/1.2 si completa un quartetto.
Che forse in futuro ci riserverà ulteriori aggiunte ma che già così è un qualche cosa che non abbiamo mai avuto noi nikonisti, costretti a guardare con malcelata invidia al corredo Canon.
Dal 1959 ma anche prima in era Rangefinder, Nikon ha proposto obiettivi superluminosi, anche più di f/1.2, ma sempre per focali intorno al "normale", e mai autofocus.
Contentandosi della luminosità f/1.4 per 35mm, 85mm, 105mm.
C'è stato un 135mm f/1.8 ? No, ci sono stati un paio di f/2
Quindi la straordinarietà di questo quartetto è ben simboleggiata da queste considerazioni. Solo l'arrivo dei 55mm del bocchettone Z ha consentito ai progettisti Nikon di liberarsi dei vincoli che impedivano prima di osare progetti ottici di questa levatura
Prestazioni ottiche al di sopra di ogni sospetto in ogni ambito
L'enormità di questi obiettivi è ben evidenziata in foto come questa :
sono oggetti che in passato sarebbero stati zoom professionali 70-200/2.8, non "semplici" fissi di focali "comuni"
Vanno oltre il chilo e sono lunghi 15cm.
Condividono un passo filtri da 82mm.
35 e 50 sono quasi sovrapponibili, li puoi distinguere più che altro dal paraluce.
Ma perché ?
Per essere sostanzialmente privi di difetti tipo aberrazione cromatica o distorsione.
Ma anche per essere praticamente parifocal, ovvero per essere in grado di mantenere la lunghezza focale a prescindere dalla distanza di messa a fuoco.
Questa caratteristica può sembrare insignificante per i fotografi.
Ma vi assicuro che nel video vedrete il soggetto muoversi entro un campo coerente dove lui e il mondo restano perfettamente proporzionati mentre cambia la messa a fuoco.
Se ci pensate vi rendete conto che questa è una qualità che nel cinema non si apprezza mai abbastanza perché seguiamo la scena e non la ripresa.
Io ve l'ho detto, a voi ricercare le prove di quanto sto dicendo.
Così come quando, anni fa, vi ho detto che le fotocamere passano, ne avremo sempre di meglio, ma obiettivi di questa levatura ne vedremo probabilmente solo una volta nella vita.
la Nikon Z8 non è una piccola fotocamera ma forse sfigura con questi obiettivi. Motivo per cui l'ho fotografata così, sul fianco.
Vedi Napoli e poi muori
Un motto che pare sia stato coniato a suo tempo da Goethe e poi napoletanizzato che mi piace utilizzare per dare qualche spiegazione biografica.
Nella mia fotografia sono senza dubbio i teleobiettivi a farla da padrona.
Quanto, oggi, io sia in grado di fare con il 135/1.8 Plena forse mai in passato, nemmeno con il 200/2.
L'85/1.2 è un complemento per i soggetti con un viso che non regge la focale così lunga.
Ma di fatto 50/1.2 e 35/1.2 non sarebbero richiesti.
Ho avuto tre 50/1.2, i primi due rivenduti. Poi ricomperato.
E infine, abbagliato dalle capacità inusitate del 35/1.2 - che per me è meglio del 50 ! - non ho potuto fare a meno di comperarlo.
Perché è uno dei pochi obiettivi non supergrandangolari che mi invita ad osare, a fare cose che non farei mai.
Tanta è la coerenza tra questi obiettivi, per qualità ma soprattutto per capacità di ispirare il fotografo che sappia servirsene.
l'85mm è più "cicciotto" degli altri due nelle forme. Ma in fondo si limita al passo filtri da 82mm.
mentre, paradossalmente per come siamo cresciuti noi 'anta, il 135mm finisce per essere il più piccolo dei quattro - come lo era D'Artagnan - a dispetto della focale molto più lunga, addirittura ~4 volte quella del 35mm.
come evidenziato in questa ultima foto d'insieme.
Quanti al mondo possiedono l'intero quartetto ?
Sospetto che siano molti di più di quanto si penserebbe. Per le ragioni più varie e a dispetto di peso, ingombro e costo.
Pur con la mia Vanguard, vi assicuro che portarli tutti, insieme ad uno zoom di supporto e due Nikon Z9 è una impresa che mette a dura prova la schiena e le braccia.
Ma sono sicuro che in tanti li ostentino come trofei o gioielli.
E in fondo li posso capire, anche se io amo di più usarli per fotografare.
Invece non sono sicuro che i recensori del web che li hanno provati, se li hanno provati tutti, lo abbiano fatto con esemplari di loro proprietà, pagati di tasca propria.
Ma in questo ci distinguiamo noi di Nikonland da loro.
Sono obiettivi da ritratto
L'ho scritto tante volte. Lo ha ribadito con assoluta efficacia Max Aquila nel suo recentissimo test sul 35/1.2.
Scordatevi Street, Paesaggio, Scorci, Viaggi e Acque Setose.
Questi sono obiettivi da ritratto, per fotografare persone sia in ambiente che in interni.
Sfruttando quel filo di luce, naturale o aggiunta, che caratterizzi forme, volumi, dimensioni, e l'eccezionale capacità di isolamento di quanto messo a fuoco con quanto fuori fuoco.
Con una bellezza commovente della resa del soggetto proprio nello sfuocare.
Caratteristiche coerenti tra questi quattro progetti ottici, probabilmente tutti figli della stessa penna, che, nello sfuocato, si sublimano nelle due focali più lunghe, con il 135mm che è capace di elevare a soggetto stesso, lo sfondo anche quando privo nella realtà di elementi di interesse.
Bastano dei riflessi o dei bagliori perché ciò che c'è dietro il soggetto diventi, quasi per magia, vivo, palpitante, concreto. Bello.
Ecco, questo avevo da dire
Spero di non essere stato prolisso.
Il mio è un vero atto d'amore nei confronti di questi strumenti d'arte, verso Nikon, verso la svolta, appassionante, che stiamo avendo la fortuna di vivere.
Possiamo lamentarci di qualsiasi carenza di strumenti, siano fotocamere che obiettivi - nessuno sarà mai pienamente soddisfatto - ma io credo che più di questo non si sarebbe potuto desiderare.
La differenza è che qui non ci fermiamo al sogno e al desiderio.
Questi sono obiettivi veri che se vogliamo, finalmente possiamo avere, non solo sognare come io ho fatto negli ultimi 30 anni.
E' anche un atto d'amore il mio, verso questo sito, Nikonland, che negli ultimi quasi venti anni ha sempre ospitato questi miei oggetti di autentica passione.
E qui mi fermo, cercando di mettere alcune foto di esempio, di un set che ho organizzato proprio in vista di questo articolo, utilizzando un solo soggetto per evidenziare, se mi è stato possibile, non banalmente i miei pensieri, come fanno certi youtuber con interminabili monologhi in soggettiva, ma fotograficamente le potenzialità dei singoli moschettieri.
Ci scapperà qualche culo. Mi perdonerete ...
Le foto che seguono sono praticamente in presa diretta, appena aperte le ombre ma neanche tanto. Ma, soprattutto, cercando di sfruttare, nell'arco del tempo disponibile, ogni obiettivo per il meglio che mi poteva dare.
35/1.2 S
50/1.2 S
85/1.2 S
135/1.8 S
That's all folks
Altre ne avrei, di foto e di video. Ma tante ne avete già viste da me su queste stesse pagine.
L'articolo è già voluminoso e spero di aver centrato il punto.
Questi sono oggetti d'arte che in mano al fotografo che ama fotografare le persone consentono di raggiungere l'estasi creativa.
Per me sono un punto di arrivo di una ricerca durata tutta la mia vita fotografica.
In coda alcune foto miste.
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