Per alcune ore, nelle pagine Apple dedicate ai prodotti autorizzati per ProRes e ProRes RAW è comparso un nome fino a ieri inesistente: Nikon Z70. La sigla non è apparsa soltanto sul sito americano, ma anche nelle versioni locali di altri Paesi, fra cui Regno Unito e Australia, per poi essere rapidamente rimossa ovunque.
Non possiamo considerare questa apparizione un annuncio ufficiale, ma nemmeno liquidarla come un semplice errore tipografico. Le pagine nazionali Apple attingono con ogni probabilità a una base dati comune: qualcuno ha quindi inserito “Nikon Z70” nell’elenco centrale dei prodotti sottoposti alla procedura di autorizzazione ProRes. Potrebbe non essere ancora il nome commerciale definitivo, ma difficilmente Apple avrebbe inventato dal nulla una fotocamera Nikon inesistente.
La notizia dà consistenza alle ipotesi che formuliamo da mesi. Nell’aprile scorso Nikon ha registrato presso gli organismi di certificazione asiatici due nuovi codici macchina, N2324 e N2527, senza che a quelle registrazioni sia ancora seguito l’annuncio dei prodotti corrispondenti. Sapevamo quindi che almeno due nuove fotocamere si trovavano in una fase sufficientemente avanzata da richiedere le autorizzazioni per le comunicazioni wireless; mancavano i nomi e, soprattutto, indicazioni sulla loro collocazione nella gamma.
La sigla Z70 offre ora una prima risposta. Nikon utilizza numeri a una cifra per le mirrorless full frame e a due cifre per le DX. Una Z70 dovrebbe quindi collocarsi sopra la Z50 II e rappresentare finalmente quella Nikon APS-C di fascia superiore che Nikonland chiede da anni. Non necessariamente una semplice “D500 senza specchio”, ma una macchina moderna, veloce e con ambizioni video importanti, come suggerisce proprio la presenza nell’elenco ProRes.
La gamma Nikon Z DX è sempre rimasta sproporzionata rispetto al resto del sistema. Z30, Z50 II e Zfc sono variazioni rivolte alla fascia d’ingresso, costruite intorno a una piattaforma sostanzialmente comune; manca un corpo capace di confrontarsi con le migliori proposte APS-C di Canon, Fujifilm e Sony. Manca soprattutto una macchina che dimostri come il formato DX possa essere per Nikon una scelta prestazionale e non soltanto economica.
La possibile Z70 potrebbe colmare finalmente quel vuoto, forse incorporando parte dell’esperienza maturata con RED e proponendosi come una sorta di ZR in formato Super 35/DX. Non conosciamo sensore, prestazioni, forma del corpo né data di presentazione, e sarebbe prematuro costruire una scheda tecnica immaginaria. Sappiamo però che il nome è entrato nel sistema Apple e che Nikon ha due fotocamere non ancora annunciate già registrate in Asia.
Dopo un 2026 quasi privo di novità Nikon, questa comparsa non ci dice ancora quando vedremo la Z70. Ci dice però che l’attesa per una nuova generazione di fotocamere, e in particolare per una DX finalmente all’altezza del sistema Z, non era fondata soltanto sui nostri desideri. Qualcosa esiste, è abbastanza avanzato da essere conosciuto da Apple e, con ogni probabilità, avrebbe già dovuto essere molto più vicino al mercato.
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Quello che pensiamo noi
Noi crediamo che la Nikon Z70 esista e che la sua presentazione, o almeno la comunicazione ufficiale del suo sviluppo, fosse prevista proprio in questi giorni. Non sappiamo perché la voce sia comparsa nei database Apple il 10 agosto, ma la data coincide singolarmente con le indiscrezioni che indicavano fra agosto e settembre l’arrivo di una nuova Nikon DX professionale.
I rumor descrivono una macchina con sensore DX fully stacked da 45 megapixel, prestazioni derivate da Z8 e Z9 e un corpo più compatto: una sorta di ammiraglia in formato ridotto, capace anche di registrare in ProRes. Sono caratteristiche ancora da confermare, ma perfettamente coerenti con la collocazione suggerita dal nome Z70 e con la pagina tecnica nella quale Apple l’ha inserita.
È possibile che Nikon abbia deciso all’ultimo momento di rinviarne la produzione. La crisi delle memorie descritta nel nostro articolo Ma perché non lo dicono al telegiornale? rende oggi difficile stabilire costi industriali e forniture con sufficiente anticipo. Una macchina così veloce richiede molta memoria, un buffer importante e componenti sofisticati; produrla alle quotazioni attuali potrebbe obbligare Nikon a fissare un prezzo troppo vicino a quello della Z8, rendendola poco attraente proprio per il pubblico al quale sarebbe destinata.
La nostra ipotesi è quindi che il programma Nikon sia stato sospeso o riprogrammato, mentre Apple, per una ragione che non conosciamo, non abbia fermato in tempo l’aggiornamento già predisposto della propria banca dati ProRes. La Z70 sarebbe così apparsa nel giorno previsto dal vecchio calendario, rivelando non soltanto l’esistenza della fotocamera, ma forse anche un annuncio cancellato all’ultimo momento.
Non possiamo dimostrarlo. Ma, allo stato attuale, ci sembra una spiegazione molto più coerente di un nome inventato per errore e comparso contemporaneamente in tutte le versioni internazionali del sito Apple.
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