Skip to content
View in the app

A better way to browse. Learn more.

Nikonland.it

A full-screen app on your home screen with push notifications, badges and more.

To install this app on iOS and iPadOS
  1. Tap the Share icon in Safari
  2. Scroll the menu and tap Add to Home Screen.
  3. Tap Add in the top-right corner.
To install this app on Android
  1. Tap the 3-dot menu (⋮) in the top-right corner of the browser.
  2. Tap Add to Home screen or Install app.
  3. Confirm by tapping Install.

Nikon VS Viltrox aggiornamenti : Cronaca di una controversia annunciata

Negli ultimi giorni molti siti hanno rilanciato una notizia secondo la quale Nikon avrebbe "perso la causa contro Viltrox" in Cina. È un'affermazione che colpisce, perché sembra suggerire un epilogo ormai scritto. Ma è davvero così? Come spesso accade quando si parla di brevetti, la realtà è molto più articolata e, probabilmente, anche più interessante.

Quando, alcuni mesi fa, Nikon rese nota l'azione legale intrapresa in Cina nei confronti di alcune società riconducibili a Viltrox, scegliemmo deliberatamente un approccio prudente. (leggere QUI)
I fatti erano pochi, i documenti pubblici limitati e, come spesso accade nelle controversie brevettuali, il rischio di trasformare le ipotesi in certezze era molto elevato.

Per questo motivo preferimmo distinguere con chiarezza ciò che era accaduto da ciò che avrebbe potuto accadere.

Oggi, alla luce delle notizie emerse nelle ultime settimane, vale la pena tornare sull'argomento. Non perché la vicenda sia conclusa, ma perché disponiamo di qualche elemento in più che consente di comprendere meglio la natura della controversia. Anche questa volta, però, è opportuno mantenere lo stesso metodo: separare i fatti dalle interpretazioni.

Il fatto più importante è ormai noto. La China National Intellectual Property Administration (CNIPA), l'autorità cinese competente in materia di brevetti, ha dichiarato invalido il brevetto Nikon identificato come ZL202010127062.4, oggetto di una richiesta di invalidazione presentata da Shenzhen Jueying Technology Co., Ltd., società collegata a Viltrox. Secondo le informazioni pubblicamente disponibili, la decisione si fonda sulla mancanza di attività inventiva del brevetto rispetto allo stato della tecnica precedente.

Questo è un fatto.

Un secondo fatto è che la controversia civile promossa da Nikon nei confronti di Viltrox non coincide con questo procedimento amministrativo. Si tratta di due percorsi distinti. Da una parte vi è la causa intentata da Nikon dinanzi ai tribunali cinesi; dall'altra la procedura con cui è stata contestata la validità di uno dei brevetti sui quali quella stessa azione legale si fonda.

Confondere i due piani significa attribuire alla decisione della CNIPA effetti che, almeno allo stato attuale, non possono ancora esserle riconosciuti.

È per questo motivo che alcuni titoli apparsi sul web, secondo i quali "Nikon avrebbe perso la causa contro Viltrox", risultano, a nostro avviso, imprecisi. La decisione dell'autorità brevettuale rappresenta certamente un passaggio molto importante della vicenda, ma non coincide con la sentenza della causa civile e non ne determina automaticamente l'esito.

Questo non significa, naturalmente, che la decisione sia irrilevante.

Al contrario.

Se uno dei brevetti sui quali Nikon fonda la propria iniziativa giudiziaria viene dichiarato invalido, la posizione processuale di Viltrox ne esce inevitabilmente rafforzata. Nikon potrà impugnare la decisione secondo le procedure previste dall'ordinamento cinese e la controversia seguirà il proprio corso, ma è difficile negare che questo rappresenti un punto a favore del costruttore cinese.

È però altrettanto importante comprendere ciò che questa decisione non significa.

Non significa che Nikon abbia perso definitivamente la causa.

Non significa che il sistema Nikon Z sia diventato un sistema "aperto".

Non significa che ogni costruttore possa da oggi realizzare liberamente obiettivi autofocus compatibili con le fotocamere Nikon senza alcun vincolo.

E, soprattutto, non significa che tutti i brevetti relativi al sistema Z siano stati invalidati.

Il procedimento riguarda uno specifico brevetto e una specifica decisione amministrativa. Estendere automaticamente le sue conseguenze all'intero sistema Nikon significherebbe andare molto oltre ciò che i documenti oggi consentono di affermare.

A questo punto diventa forse più interessante domandarsi perché Nikon abbia deciso di intraprendere questa strada.

Sarebbe facile leggere la vicenda come uno scontro diretto fra Nikon e Viltrox. In realtà il quadro appare più ampio.

Con questa iniziativa Nikon sembra avere cercato di riaffermare un principio: alcune tecnologie che consentono il dialogo tra corpo macchina e obiettivo appartengono al patrimonio brevettuale dell'azienda e non possono essere utilizzate senza una base giuridica che ne legittimi l'impiego.

È una posizione perfettamente comprensibile. Ogni costruttore che investe ingenti risorse nello sviluppo di un nuovo sistema ha il diritto, e probabilmente anche il dovere nei confronti dei propri azionisti, di tutelare le innovazioni realmente protette da brevetto.

Dal canto suo, Viltrox ha scelto una strategia altrettanto legittima. Invece di limitarsi a contestare la presunta violazione, ha cercato di dimostrare che almeno uno dei brevetti invocati da Nikon non avrebbe dovuto essere concesso perché privo dei requisiti necessari di attività inventiva.

È una differenza sostanziale.

Non si discute se un brevetto sia stato violato.

Si discute se quel brevetto fosse validamente esistente.

Ed è proprio questa distinzione ad aver generato molta della confusione che abbiamo letto in questi giorni.

Al di là degli aspetti strettamente giuridici, la vicenda racconta però anche un'altra storia, forse ancora più interessante.

Per molti anni i produttori cinesi di obiettivi sono stati considerati semplici outsider del mercato fotografico. Aziende capaci di proporre prodotti economicamente competitivi, ma ancora lontane dal poter sostenere un confronto diretto con i grandi marchi storici.

Oggi questo scenario appare profondamente cambiato.

Indipendentemente da come si concluderà la controversia, Viltrox ha dimostrato di possedere una struttura tecnica, economica e legale tale da affrontare un contenzioso brevettuale di alto livello con uno dei principali costruttori mondiali. Non è un dettaglio secondario. È probabilmente il segnale più evidente della maturazione raggiunta dall'intera industria fotografica cinese.

La vera domanda, dunque, non è chi abbia vinto questa battaglia.

La risposta arriverà soltanto quando tutti i procedimenti ancora aperti avranno trovato una conclusione.

La domanda è un'altra.

Quale sarà, dopo questa vicenda, il rapporto tra Nikon e i costruttori indipendenti cinesi?

È difficile immaginare che il mercato possa tornare alla situazione di qualche anno fa. Da una parte Nikon continuerà, con ogni probabilità, a difendere il proprio patrimonio tecnologico. Dall'altra Viltrox e gli altri produttori cinesi sembrano ormai determinati a rivendicare un ruolo stabile all'interno dell'ecosistema Nikon Z.

Come spesso accade nelle controversie industriali più importanti, è possibile che la sentenza finale non sia nemmeno il momento più significativo della storia.

Talvolta le cause servono soprattutto a ridefinire gli equilibri, a chiarire i rapporti di forza e, non di rado, ad aprire la strada a soluzioni che, prima del contenzioso, nessuna delle parti avrebbe preso in considerazione.

Per questo motivo continueremo a seguire gli sviluppi della vicenda con lo stesso criterio adottato fin dall'inizio: riportare i fatti quando sono documentabili, distinguendoli sempre dalle interpretazioni e dalle inevitabili ipotesi che ogni procedimento ancora aperto porta con sé.

Perché, in una materia così complessa, il sensazionalismo dura un giorno. La precisione, invece, rimane utile anche quando la controversia è ormai soltanto una pagina della storia.

E adesso? Alcune ipotesi, non previsioni

Allo stato attuale nessuno può sapere come si concluderà la controversia. Possiamo però individuare alcuni scenari plausibili.

Il primo è che Nikon impugni la decisione della CNIPA, cercando di ottenere il ripristino della validità del brevetto. Sarebbe la reazione più naturale e, probabilmente, quella che qualsiasi grande azienda adotterebbe per tutelare il proprio patrimonio tecnologico.

Il secondo è che la causa civile prosegua concentrandosi sugli altri brevetti eventualmente coinvolti o su aspetti diversi della controversia. L'invalidazione di un brevetto importante rafforza certamente la posizione di Viltrox, ma non equivale automaticamente alla conclusione dell'intero procedimento.

Esiste però anche una terza possibilità, forse la meno spettacolare ma storicamente tutt'altro che rara. Molte controversie brevettuali tra grandi aziende non si concludono con un vincitore e uno sconfitto, bensì con un accordo, esplicito o implicito, che ridefinisce i rapporti futuri tra le parti. Se ciò accadesse, questa vicenda potrebbe essere ricordata non tanto per una sentenza, quanto per avere segnato il momento in cui i produttori indipendenti cinesi hanno acquisito un nuovo peso negoziale nei confronti dei marchi storici.

Qualunque sarà l'esito, una cosa appare già evidente: questa non è più la storia di un piccolo costruttore che cerca spazio ai margini del mercato. È il confronto tra due realtà industriali ormai mature, ciascuna impegnata a difendere, con strumenti diversi, la propria idea di futuro.

Uno scenario possibile

Se dovessimo immaginare come potrebbe evolvere questa vicenda nei prossimi anni, probabilmente non scommetteremmo né su una sconfitta definitiva di Nikon né su una completa liberalizzazione del sistema Z.

Le grandi aziende raramente arrivano in tribunale per distruggere un concorrente. Più spesso cercano di ridefinire il terreno sul quale dovranno convivere negli anni successivi.

È difficile pensare che Nikon possa rinunciare a tutelare il proprio patrimonio tecnologico. Sarebbe in contrasto con la sua storia e con il dovere che ogni azienda quotata ha nei confronti dei propri azionisti. Ma è altrettanto difficile immaginare che possa ignorare l'evoluzione del mercato. Oggi i produttori indipendenti rappresentano una componente importante dell'ecosistema fotografico e, in molti casi, contribuiscono ad aumentare l'attrattiva del sistema stesso.

Se questa lettura è corretta, il futuro potrebbe assomigliare meno a un conflitto permanente e più a una graduale normalizzazione dei rapporti.

Nikon continuerebbe a presidiare la fascia più alta del mercato, concentrando le proprie risorse sui prodotti strategici e sulle tecnologie distintive. I costruttori indipendenti, dal canto loro, potrebbero trovare uno spazio sempre più definito nelle focali che Nikon considera meno prioritarie o nelle fasce di prezzo dove la Casa madre non ha interesse a competere direttamente.

In altre parole, potremmo assistere alla nascita di un ecosistema non molto diverso da quello che oggi caratterizza altri sistemi fotografici maturi: un costruttore che definisce gli standard tecnologici e una rete di aziende indipendenti che amplia le possibilità di scelta offerte ai fotografi.

Paradossalmente, il vero vincitore potrebbe non essere né Nikon né Viltrox.

Potremmo essere noi fotografi.

Perché un sistema fotografico non diventa forte quando impedisce agli altri di costruire obiettivi. Diventa forte quando è sufficientemente maturo da permettere la convivenza di prodotti diversi, filosofie differenti e costruttori capaci di rivolgersi a esigenze complementari.

Naturalmente è soltanto un'ipotesi. Ma se dovessimo scegliere il futuro che vorremmo vedere, probabilmente sarebbe proprio questo: meno tribunali, più obiettivi. Meno contrapposizioni, più concorrenza. Perché la storia della fotografia ha dimostrato più volte che, quando competono le idee invece delle carte bollate, i primi a beneficiarne sono sempre i fotografi.

E qui mi permetto una riflessione personale, che però non metterei nell'articolo perché è davvero una speculazione.

Secondo me Nikon e Viltrox finiranno per fare affari insieme.

Non necessariamente con un comunicato congiunto e una stretta di mano, ma attraverso una qualche forma di convivenza regolata. Nikon ha interesse a mantenere il controllo tecnologico del sistema Z, ma ha anche interesse a renderlo sempre più attraente. Viltrox, dal canto suo, ha tutto l'interesse a continuare a sviluppare il sistema Z: è uno dei mercati in cui ha investito di più negli ultimi due anni.

Se dovessi davvero scommettere, direi che tra cinque anni ci ricorderemo di questa causa non come dell'inizio di una guerra, ma come del momento in cui Nikon e i produttori cinesi hanno dovuto ridefinire, per la prima volta, le regole della loro convivenza. E sarebbe una conclusione sorprendentemente positiva per entrambe le parti.

ChatGPT Image 29 lug 2026, 06_26_04.png

User Feedback

Recommended Comments

  • Administrator

Detto fuori dai denti e in maniera più esplicita di quanto esposto in questo articolo, obbligatoriamente obiettivo ... io ho sempre pensato che i brevetti accampati da Nikon manchino realmente della parte caratterizzante "l'inventiva".

Non c'è proprio nulla di originale nel bocchettone Nikon Z e nei protocolli di comunicazione tra corpo e obiettivi, se non una geometria diversa dalle altre e una sequenza di bit con una codifica propria.

Cose alla portata di qualsiasi artigiano in qualsiasi parte del mondo che MAI si sognerebbe di brevettare la forma di una gamba di un tavolo o le parole incise sotto al piano di portata.

Altrimenti dovrebbe essere reso possibile brevettare l'arco di cerchio o i bit e i semi-byte a 4 bit. Cose che invece fanno parte del patrimonio dell'umanità come l'acqua e l'aria.

Se la natura del contendere parte - almeno per questo brevetto ma è facile dimostrare che possa essere esteso anche agli altri - da una falsa premessa (se il tuo brevetto non ha ragione d'essere, non puoi accampare diritti, certo non puoi chiedermi 100 euro di royalty a pezzo, come fai con Tamron !), la questione, quindi, assume più i connotati di una partita a scacchi all'interno del quadro geo-politico occidente-Cina.
Destinata a portare solamente a nuovi equilibri, come è sempre stato da dopo le invasioni mongole del XIII secolo e fino alla guerra dei Boxer di inizio XX secolo.
Qui siamo nel XXI, le armi sono diverse, gli intenti i medesimi.

Commerciare e fare affari.

  • Administrator

Viltrox ha scelto una strategia altrettanto legittima. Invece di limitarsi a contestare la presunta violazione, ha cercato di dimostrare che almeno uno dei brevetti invocati da Nikon non avrebbe dovuto essere concesso perché privo dei requisiti necessari di attività inventiva.

È una differenza sostanziale.

Non si discute se un brevetto sia stato violato.

Si discute se quel brevetto fosse validamente esistente.

Detto questo, una domanda si pone e forte...

"Ma chi è Viltrox realmente ? "

Un produttore cinese, un consorzio, un prestanome, un gruppo militare.

Insomma...noi cosa ne sappiamo?

Valerio Brustia

Nikonlander Veterano
  • Nikonlander Veterano
33 minuti fa, Max Aquila rfsp ha scritto:

Detto questo, una domanda si pone e forte...

"Ma chi è Viltrox realmente ? "

Un produttore cinese, un consorzio, un prestanome, un gruppo militare.

Insomma...noi cosa ne sappiamo?

Un razzo.

E in tutta questa bella vicenda noi, che saremo anche fortunati, comunque potremo montare i sigma solo comprandoli in baionetta Sony e mettendoci una zeppa sempre di produzione China.

Ma ohhhhhhhh, a Nikon, tra tutti i possibili soci caschi in mano del ministero della Manciuria ???????

Sono pazzi e rincoglioniti….

Sakurambo

Nikonlander Veterano
  • Nikonlander Veterano

Io mi domando una cosa, non capendo molto di brevetti, ma se Nikon fa causa in Giappone e la vince può chiedere di togliere dal mercato i prodotti Viltrox? E potrebbe fare lo stesso in USA ed Europa?

  • Administrator
31 minuti fa, Sakurambo ha scritto:

Io mi domando una cosa, non capendo molto di brevetti, ma se Nikon fa causa in Giappone e la vince può chiedere di togliere dal mercato i prodotti Viltrox? E potrebbe fare lo stesso in USA ed Europa?

È una domanda molto interessante. La risposta breve è : sì, ma ogni Paese fa storia a sé.

I brevetti sono diritti territoriali. Questo significa che una sentenza emessa in Cina produce effetti principalmente in Cina; una sentenza giapponese vale in Giappone; una statunitense negli Stati Uniti e così via.

Se Nikon ottenesse una sentenza favorevole in Giappone, il tribunale potrebbe ordinare la cessazione della commercializzazione dei prodotti che violano quel brevetto nel mercato giapponese, ma non automaticamente nel resto del mondo.

Per ottenere lo stesso risultato in Europa o negli Stati Uniti, Nikon dovrebbe dimostrare di possedere brevetti validi anche in quelle giurisdizioni e, se necessario, promuovere azioni legali davanti ai tribunali competenti. Le decisioni di un Paese non si estendono automaticamente agli altri.

Naturalmente, una vittoria importante in un mercato può avere anche un peso "indiretto": può rafforzare la posizione negoziale di Nikon, indurre un costruttore a modificare un prodotto su scala mondiale oppure favorire un accordo di licenza. Ma questi sono effetti commerciali e strategici, non conseguenze automatiche della sentenza.

In altre parole, non esiste una sentenza mondiale sui brevetti. Esiste una rete di brevetti nazionali (o regionali, come il sistema europeo) che devono essere fatti valere nei rispettivi ordinamenti.

Nel caso specifico di Viltrox, il punto non è soltanto dove Nikon possa fare causa, ma anche quali brevetti possa far valere. È possibile che un'invenzione sia brevettata in Cina, in Giappone, negli Stati Uniti e in Europa, ma non è affatto detto che tutti quei brevetti abbiano rivendicazioni identiche o che sopravvivano allo stesso modo a un'eventuale contestazione. Un brevetto può essere dichiarato invalido in un Paese e rimanere perfettamente valido in un altro.

Per questo motivo la vicenda cinese è importante, ma non consente ancora di trarre conclusioni automatiche sul Giappone, sugli Stati Uniti o sull'Europa. Anzi, è proprio uno degli errori che abbiamo cercato di evitare nell'articolo: una decisione territoriale non equivale a una sentenza universale.

Ad esempio, io non credo proprio che Nikon abbia depositato QUEL brevetto in Europa.

Sakurambo

Nikonlander Veterano
  • Nikonlander Veterano

Ok, grazie della risposta.

Al netto del fatto che anche io auspico un accordo commerciale, più o meno palese, tra Nikon ed i conglomerati cinesi.
Sarebbe solo un vantaggio per noi e, secondo me, una cosa buona anche per Nikon, almeno in questa fase di mercato.

Lucky

Nikonlander Veterano
  • Nikonlander Veterano

Interessante disamina. Grazie 🙂

  • Administrator

Aggiornamento dell'ultima ora

Mentre questo articolo era in preparazione, Nikon Rumors ha pubblicato parte della documentazione relativa alla decisione della CNIPA che dichiara invalido il brevetto cinese oggetto della controversia.

La pubblicazione degli atti conferma l'esistenza della decisione amministrativa, che nei giorni precedenti era stata riportata soltanto attraverso fonti indirette.

Resta invece immutata la distinzione, fondamentale sotto il profilo giuridico, tra il procedimento di invalidazione del brevetto e la causa civile avviata da Nikon nei confronti di Viltrox. Il primo si è concluso con una decisione sfavorevole a Nikon; la seconda segue un percorso autonomo e, allo stato attuale, non risulta ancora definita.

È una distinzione che può sembrare formale, ma è essenziale per comprendere correttamente la portata della vicenda ed evitare di attribuire alla decisione della CNIPA effetti che, almeno per il momento, essa non produce automaticamente.

e per non scadere nel solito "giornalismo" scandalistico : No, non è vero che Nikon ha perso la causa, non ancora

Che cosa ha realmente deciso la CNIPA?

La decisione della CNIPA non afferma che Viltrox non abbia utilizzato la tecnologia Nikon, né stabilisce che Nikon non abbia più alcun diritto a tutelare il proprio sistema Z.

L'autorità cinese si è pronunciata su una questione diversa e precedente: ha ritenuto che quel particolare brevetto non possedesse i requisiti necessari per continuare a godere della tutela brevettuale, dichiarandolo integralmente invalido. In altre parole, la decisione riguarda la validità del diritto, non il suo eventuale utilizzo da parte di Viltrox.

È una distinzione che può sembrare sottile, ma è fondamentale.

Se un brevetto viene meno, viene meno anche uno degli strumenti giuridici con cui il suo titolare può impedirne l'utilizzo o chiedere un risarcimento. Non significa però che l'intero patrimonio tecnologico di Nikon sia venuto meno. L'azienda continua a disporre di altri brevetti, di altre domande brevettuali e, più in generale, del diritto di tutelare le proprie innovazioni qualora ritenga che siano state utilizzate senza autorizzazione.

La conseguenza più probabile, quindi, non è una "sconfitta definitiva" di Nikon, ma la necessità di riconsiderare la propria strategia di tutela.

Potrebbe scegliere di impugnare la decisione della CNIPA. Potrebbe fondare eventuali future azioni su altri brevetti della stessa famiglia, se ritenuti più solidi. Oppure potrebbe privilegiare una strada diversa, fatta di accordi di licenza con i costruttori indipendenti, come già avviene in altri sistemi fotografici.

Da questa vicenda emerge anche un'altra considerazione, più generale. I brevetti sono strumenti potentissimi, ma non sono immutabili. Ogni brevetto può essere contestato e, se un'autorità competente ritiene che non soddisfi i requisiti previsti dalla legge, può essere limitato o addirittura annullato. È un meccanismo normale del diritto industriale e rappresenta una garanzia tanto per chi investe nell'innovazione quanto per chi ritiene che un monopolio sia stato riconosciuto oltre i limiti consentiti.

Per Nikon, quindi, questa decisione rappresenta certamente un ostacolo, ma difficilmente segnerà la fine della tutela del sistema Z. Più realisticamente, potrebbe essere il momento in cui l'azienda sarà chiamata a ridefinire gli strumenti con cui proteggerà il proprio ecosistema negli anni a venire.

Aggiungo una riflessione che non inserirei nel box ma che, secondo me, è la chiave di lettura più interessante.

Se davvero la CNIPA ha ritenuto quel brevetto privo di attività inventiva, Nikon potrebbe reagire in due modi:

  • giuridicamente, cercando di ribaltare la decisione in appello;

  • industrialmente, facendo sempre meno affidamento su brevetti "di sistema" e sempre più su accordi di licenza, interoperabilità controllata e vantaggio tecnologico.

In fondo è quello che è già accaduto in altri settori dell'elettronica: quando diventa difficile difendere un ecosistema con un singolo brevetto, si finisce per governarlo attraverso un insieme di brevetti, know-how, standard tecnici e accordi commerciali. Se dovessi scommettere, credo che Nikon si muoverà proprio in questa direzione.

Account

Navigation

Search

Search

Configure browser push notifications

Chrome (Android)
  1. Tap the lock icon next to the address bar.
  2. Tap Permissions → Notifications.
  3. Adjust your preference.
Chrome (Desktop)
  1. Click the padlock icon in the address bar.
  2. Select Site settings.
  3. Find Notifications and adjust your preference.