Il 30 giugno 2026 l’Intellectual Property High Court di Tokyo ha respinto il ricorso presentato da Nikon e ha confermato la decisione con cui il Japan Patent Office aveva accolto l’azione di Panasonic contro alcune rivendicazioni di un importante brevetto RED sulla registrazione video RAW compressa internamente alla fotocamera. La notizia è emersa sulla stampa specializzata soltanto negli ultimi giorni.
Il brevetto giapponese è il n. 5231529, intitolato semplicemente Video camera. Deriva dalla domanda internazionale presentata da RED nell’aprile 2008, con priorità rivendicata dall’aprile 2007, e indica come inventori James Jannard e Graeme Nattress. Copre, in sostanza, un procedimento che interviene sui dati Bayer prima della demosaicizzazione, modificando le informazioni del rosso e del blu in relazione a quelle del verde, comprimendo poi il RAW con perdite matematiche ma in modo sostanzialmente invisibile nell’immagine ricostruita.
Panasonic ha sostenuto che le rivendicazioni contestate non contenessero un autentico passo inventivo, perché risultavano dalla combinazione di tecnologie già note. Il Japan Patent Office le ha dato ragione e la Corte specializzata ha confermato quella valutazione: mancanza di attività inventiva, non necessariamente assenza assoluta di novità.
C’è poi il risvolto quasi comico per Nikon. Nel 2022 RED aveva citato Nikon negli Stati Uniti per l’introduzione di N-RAW e ProRes RAW interno sulla Z9. Nikon aveva risposto contestando proprio la validità dei brevetti RED. La causa si chiuse senza una decisione nel 2023; nel 2024 Nikon acquistò RED e, insieme all’azienda, anche il suo portafoglio brevettuale. Così, davanti alla giustizia giapponese, Nikon si è trovata a difendere il brevetto che pochi anni prima aveva cercato di demolire.
Le precisazioni importanti sono queste:
l’invalidazione riguarda il brevetto giapponese, non automaticamente gli equivalenti statunitensi o quelli validi in altri Paesi;
riguarda determinate rivendicazioni del brevetto, non l’intero patrimonio tecnologico e brevettuale di RED;
non significa che chiunque possa utilizzare liberamente REDCODE RAW in tutto il mondo;
il brevetto in questione sarebbe comunque arrivato alla sua scadenza naturale nell’aprile 2028;
in Giappone l’invalidazione produce effetti retroattivi: giuridicamente le rivendicazioni annullate vengono considerate come se non fossero mai esistite.
Panasonic, peraltro, registra già internamente ProRes RAW su GH7, S1RII e S1II. Quindi non sembra tanto una battaglia combattuta per ottenere una funzione che non possedeva, quanto per eliminare un pedaggio brevettuale — presente o potenziale — sul proprio mercato domestico.
La mia lettura è che l’effetto economico immediato per Nikon sarà probabilmente limitato, anche perché restavano meno di due anni di vita al brevetto. L’effetto politico e simbolico è invece pesante: Panasonic è riuscita, almeno in Giappone, dove Apple e Sony non erano riuscite negli Stati Uniti, a incrinare il celebre recinto brevettuale costruito da RED intorno al RAW compresso interno. E Nikon subisce la sconfitta proprio adesso che ha incorporato RED e intende fare della cinematografia uno degli assi della propria strategia.
In breve: non è crollato “il brevetto mondiale sul RAW compresso”, ma Panasonic ha effettivamente fatto invalidare in Giappone una delle sue declinazioni più importanti. Ed è una notizia che, per Nikon, arriva con un’ironia davvero difficile da inventare.
Due brevetti, due Paesi, una medesima lezione
Nel giro di poche settimane Nikon si è trovata coinvolta in due vicende brevettuali diverse, ma accomunate da un esito sorprendentemente simile. In Giappone Panasonic ha ottenuto l’invalidazione di alcune rivendicazioni del brevetto RED n. 5231529 relativo alla compressione interna dei dati RAW; in Cina Viltrox ha fatto dichiarare interamente invalido il brevetto Nikon n. 202010127062.4, riguardante alcuni elementi geometrici dell’innesto Z, la disposizione delle baionette e dei contatti elettrici. In entrambi i casi le autorità competenti hanno ritenuto che le soluzioni protette non presentassero un’attività inventiva sufficiente rispetto alle tecnologie già conosciute.
Le due decisioni non sono però perfettamente sovrapponibili. Il brevetto RED è stato acquisito da Nikon insieme all’intera società americana ed è stato invalidato soltanto parzialmente in Giappone, con una decisione del Japan Patent Office successivamente confermata dall’Alta Corte per la proprietà intellettuale di Tokyo. Quello contestato da Viltrox, invece, è un brevetto sviluppato e depositato direttamente da Nikon: il 13 luglio 2026 la CNIPA, l’amministrazione cinese per la proprietà intellettuale, ne ha annullato tutte le rivendicazioni. Nikon dispone comunque di tre mesi per impugnare la decisione davanti alla Corte per la proprietà intellettuale di Pechino, quindi anche questa partita non può ancora considerarsi definitivamente chiusa.
Né Panasonic ha liberato il RAW compresso in tutto il mondo, né Viltrox ha conquistato il diritto universale di utilizzare liberamente ogni tecnologia del sistema Z. Le decisioni hanno efficacia territoriale, riguardano brevetti specifici e non cancellano il resto dei rispettivi portafogli industriali. Ma il parallelismo resta significativo: in Giappone Nikon non è riuscita a difendere un brevetto comprato da RED; in Cina non è riuscita, almeno per ora, a difendere un brevetto nato in casa propria.
La conclusione non è che Nikon non sappia più inventare né che i suoi concorrenti abbiano improvvisamente ragione su tutto. È piuttosto che un brevetto, per quanto strategico e gelosamente custodito, non diventa inattaccabile per il solo fatto di appartenere a un grande costruttore. Quando viene utilizzato per delimitare un mercato, imporre una licenza o sostenere una richiesta di risarcimento, prima o poi qualcuno può chiedere all’autorità competente se dietro quel recinto esista davvero un’invenzione. Panasonic e Viltrox lo hanno fatto, in due Paesi diversi, e per due volte Nikon si è sentita rispondere: non abbastanza
Qualora Nikon presenti ricorso, le probabilità che riesca a ribaltare la decisione mi sembrano piuttosto modeste, visto anche l'esito del ricorso contro Panasonic presentato in un tribunale amico giapponese.
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