Quando Nikon presentò la baionetta Z, nell’agosto del 2018, il sistema coincideva quasi interamente con il catalogo Nikkor. C’erano gli adattatori per continuare a utilizzare gli obiettivi F, naturalmente, ma per chi cercava un’ottica nativa, capace di dialogare direttamente con la fotocamera e di sfruttarne l’autofocus, la scelta era sostanzialmente quella prevista da Nikon.
Otto anni più tardi la situazione è irriconoscibile.
Alla data del 30 agosto 2026 abbiamo censito 117 obiettivi fotografici autofocus non Nikkor disponibili con innesto Nikon Z: 72 destinati al formato FX e 45 progettati per il formato DX. A questi si possono aggiungere cinque Sirui autofocus anamorfici — tre full frame e due Super35 — portando a 122 il numero complessivo delle ottiche AF native prodotte da aziende diverse da Nikon.
Centoventidue obiettivi non rappresentano più un’appendice al sistema. Sono un secondo sistema, cresciuto dentro il primo.
Prima di procedere è necessario chiarire che cosa abbiamo contato. Abbiamo incluso soltanto obiettivi dotati di autofocus, con innesto Nikon Z nativo e realmente presenti nei cataloghi o nei canali commerciali alla data indicata. Abbiamo escluso i Nikkor Z, gli obiettivi manual focus, gli adattatori, i prototipi, le anticipazioni fieristiche e i modelli annunciati ma non ancora acquistabili. Le diverse colorazioni dello stesso obiettivo valgono come un solo modello; al contrario, un prodotto commercializzato con un altro marchio, un proprio codice e una propria assistenza viene considerato separatamente, anche quando la parentela industriale con un’altra ottica appare evidente.
È una distinzione importante, perché il mercato cinese degli obiettivi è diventato molto più rapido della capacità dei cataloghi occidentali di descriverlo. Un modello può comparire in una fiera, essere mostrato su una fotocamera Nikon Z, entrare in una roadmap e restare per mesi privo di una pagina ufficiale, di un prezzo o di una data di consegna. Fotografarlo montato su una Z8 non significa poterlo comprare. Per questo il nostro elenco fotografa il mercato, non le intenzioni dei produttori.
E il mercato racconta una storia piuttosto netta: fuori dal catalogo Nikon, la baionetta Z è soprattutto il regno delle focali fisse.
Dei 117 obiettivi fotografici censiti, 106 sono fissi e soltanto undici sono zoom. Tutti e undici gli zoom sono Tamron. Il dodicesimo obiettivo Tamron per Nikon Z è il 90mm macro. In altre parole, senza Tamron l’intero mercato autofocus non Nikkor per baionetta Z sarebbe costituito esclusivamente da focali fisse.
Questo dato spiega più di molte dichiarazioni ufficiali. I produttori indipendenti hanno occupato con grande velocità gli spazi nei quali è relativamente semplice differenziarsi: obiettivi luminosi, piccoli pancake, focali inconsuete, ritrattistica economica, ottiche APS-C compatte e superluminosi di grande diametro. Gli zoom, più complessi da progettare, produrre e integrare con le correzioni elettroniche delle fotocamere, rimangono invece un territorio molto più controllato.
Tamron svolge quindi un ruolo particolare. Non tenta di duplicare sistematicamente le focali fisse Nikon, ma porta sulla baionetta Z zoom che ampliano concretamente il sistema: grandangolari, tuttofare, telezoom e supertele, insieme a soluzioni deliberatamente fuori dagli schemi. È inoltre uno dei due produttori che dichiarano pubblicamente di realizzare i propri obiettivi Z in base a un accordo di licenza con Nikon. L’altro è Sigma, che per Nikon DX propone il ben noto terzetto contemporaneo formato dai 16mm, 30mm e 56mm F1.4 DC DN.
Per tutti gli altri marchi non risulta una dichiarazione pubblica equivalente. Questo non autorizza a definirne i prodotti illegali o incompatibili: significa soltanto che non abbiamo elementi per affermare l’esistenza di una licenza Nikon. Conviene attenersi ai fatti, specialmente su un tema sul quale abbondano deduzioni presentate come notizie.
Se Tamron domina gli zoom, Viltrox domina il censimento.
Con trenta obiettivi fotografici — sedici FX e quattordici DX — il marchio cinese possiede da solo più di un quarto dell’offerta non Nikkor. Ma il numero, preso isolatamente, dice poco. La parte interessante è il modo in cui il catalogo è stato organizzato. Gli Air presidiano la fascia leggera ed economica; gli EVO cercano un equilibrio superiore tra dimensioni, prestazioni e costruzione; i Pro puntano su luminosità e resa; i LAB sono diventati la dimostrazione tecnologica del marchio, con motori lineari, aperture estreme, pulsanti programmabili, ghiere multifunzione e, nei modelli originari, un piccolo display informativo.
Il Viltrox AF 35mm F1.2 LAB per Nikon Z è forse il simbolo più evidente di questa evoluzione. Non è l’obiettivo economico proposto come alternativa tollerabile all’originale, ma un prodotto ambizioso che cerca apertamente il confronto con l’ottica di fascia alta. La successiva variante LAB N merita però una precisazione: la lettera N non significa Nikon, ma “non-display”. La nuova versione elimina lo schermo, sostituendo la ghiera personalizzabile con una tradizionale ghiera dei diaframmi marcata da F1.2 a F16, completa di posizione A e comando click/de-click. Lo schema ottico resta quello del LAB originale.
Alla data del nostro censimento, tuttavia, il 35mm F1.2 LAB N è acquistabile ufficialmente soltanto per Sony E. La versione Nikon Z è stata indicata e confermata come sviluppo previsto, ma non possiede ancora una pagina prodotto né una disponibilità commerciale verificabile. Non compare quindi tra i 117 obiettivi disponibili. Nei negozi che accorpano sulla stessa pagina il LAB N Sony e il LAB Nikon con display è facile ricavare l’impressione opposta, ma si tratta di due versioni differenti.
Lo stesso criterio vale per le altre anticipazioni Viltrox. Il 18mm F1.2 Pro DX — non F2 — il 40mm F1.2 Pro DX e il 35mm F1.4 Pro FX sono stati associati alla baionetta Nikon Z nelle roadmap del 2026, ma le presentazioni più recenti hanno riguardato soprattutto le versioni Sony E e Leica L. Il loro arrivo su Nikon è plausibile e, in alcuni casi, già programmato, ma plausibile non significa disponibile. Anche i futuri 50mm e 85mm F1.2 LAB appartengono per ora alla cronaca dello sviluppo, non al nostro inventario.
Il resto del mercato è molto più frammentato e, proprio per questo, interessante.
Nel formato FX troviamo sette obiettivi 7Artisans, uno AstrHori, tre Brightin Star, due Kase, quattro Laowa, dieci Meike, tre Rollei, tre SG-Image, due Sirui fotografici, due SongRaw, dieci Tamron, cinque TTArtisan, sedici Viltrox e quattro Yongnuo. Il totale è di 72 modelli. Nel formato DX troviamo cinque 7Artisans, uno AstrHori, quattro Meike, uno SG-Image, tre Sigma, cinque Sirui, due Tamron, quattro TTArtisan, quattordici Viltrox e sei Yongnuo, per complessivi 45 modelli.
Non tutti questi marchi hanno la stessa distribuzione, la stessa maturità elettronica o la stessa capacità di assistenza. Neppure la scritta “AF” racconta tutto: velocità, precisione, riconoscimento del soggetto, comportamento in raffica, fluidità video e compatibilità con i futuri firmware sono aspetti differenti. Un obiettivo che mette correttamente a fuoco non è automaticamente equivalente a un Nikkor nel dialogo con la fotocamera. Ma il salto rispetto a pochi anni fa è impressionante, e alcuni produttori hanno ormai superato la fase dell’esperimento occasionale.
Meike è uno dei casi più interessanti. Con quattordici obiettivi autofocus già commercializzati per Nikon Z, dieci FX e quattro DX, si colloca immediatamente dietro Viltrox per ampiezza del catalogo di focali fisse. A questi potrebbe aggiungersi il 58mm F1.2 MIX, mostrato nel 2026 come primo esponente riconoscibile di una nuova famiglia APS-C superluminosa.
Il Meike 58mm F1.2 MIX è pensato per il formato DX e sulla diagonale Nikon offre un angolo di campo equivalente a quello di un 87mm su FX. È quindi un obiettivo da ritratto, costruito intorno alla combinazione classica di focale medio-tele e profondità di campo ridotta. L’apertura F1.2 mantiene naturalmente il proprio valore in termini di esposizione; volendo confrontare soltanto profondità di campo e inquadratura con il full frame, il risultato è vicino a quello di un 87mm F1.8 su FX.
Il MIX è stato mostrato nelle finiture nera e bianca e indicato per Sony E, Fujifilm X e Nikon Z. Ma al 30 agosto non dispone ancora di una scheda tecnica definitiva, di un prezzo, di una data di consegna o di una pagina ufficiale attraverso la quale acquistarlo. Neppure gli altri componenti della preannunciata terna F1.2 sono stati identificati con sufficiente certezza. Il 58mm MIX non può quindi essere incluso nel mercato disponibile, per quanto possa diventare uno dei concorrenti più diretti del Sirui 56mm F1.2 e del Viltrox 56mm F1.2 Pro.
L’offerta DX merita attenzione anche perché non costituisce semplicemente la versione economica di quella FX. Qui i produttori indipendenti hanno trovato uno spazio lasciato relativamente libero da Nikon: fissi luminosi piccoli, 23mm e 27mm da passeggio, normali F1.4, mediotele da ritratto e, più recentemente, obiettivi F1.2 autenticamente ambiziosi. Per un possessore di Z50, Z50II, Zfc o Z30, il catalogo indipendente modifica in maniera sostanziale le possibilità del sistema.
Tutti questi obiettivi DX possono essere montati anche su Nikon Z9. La baionetta è la stessa e la fotocamera riconosce il formato, passando automaticamente all’area DX. Ma è necessario ricordare che la Z9 utilizza in questo caso soltanto la parte centrale del sensore: dai suoi 45,7 megapixel si scende a circa 19,4 megapixel. Non è un problema di compatibilità e può persino essere utile per ottenere un insieme più compatto o sfruttare una maggiore densità apparente sul soggetto; semplicemente, un obiettivo DX non trasforma la Z9 in una full frame da 45 megapixel con un’inquadratura più stretta. Trasforma temporaneamente la Z9 in una DX da circa 19 megapixel.
Separatamente dagli obiettivi fotografici tradizionali abbiamo considerato i cinque Sirui autofocus anamorfici. La serie Astra full frame comprende i 50mm, 75mm e 100mm T1.8 con fattore anamorfico 1,33×; la linea Super35 comprende i 20mm e 40mm T1.8, anch’essi 1,33×. Sono prodotti destinati soprattutto al video e vengono espressi in T-stop, ragione per cui è più corretto non mescolarli nel totale principale delle ottiche fotografiche. Sono però obiettivi autofocus nativi per baionetta Z e fanno parte a pieno titolo dell’ecosistema. Da qui il doppio risultato: 117 obiettivi fotografici, oppure 122 includendo gli anamorfici AF.
Dietro questi numeri si intravede un sistema che ha cambiato natura. La baionetta Nikon Z non è più abitata soltanto da Nikon e da pochi comprimari autorizzati. È diventata un territorio nel quale convivono grandi produttori giapponesi, aziende cinesi ormai strutturate, marchi in rapida evoluzione, specialisti delle ottiche cine e operatori molto più piccoli. Alcuni cercano i volumi, altri la prestazione assoluta, altri ancora una nicchia lasciata scoperta.
Il vantaggio per il fotografo è evidente: maggiore scelta di prezzi, dimensioni, luminosità e carattere. Il rovescio della medaglia è che diventa necessario verificare con più attenzione ciò che si compra. Distribuzione europea, garanzia, possibilità di aggiornare il firmware, compatibilità con i corpi più recenti, correzioni software e comportamento dell’autofocus non possono essere dati per scontati soltanto perché l’obiettivo possiede i contatti elettrici e compare in un negozio online.
Ciò non riduce il valore dell’offerta; la rende adulta. Un sistema maturo non è quello nel quale ogni prodotto è uguale agli altri, ma quello nel quale il fotografo può scegliere sapendo quali compromessi sta accettando.
Al 30 agosto 2026 il catalogo non Nikkor per Nikon Z conta dunque 72 obiettivi fotografici FX, 45 DX e cinque anamorfici autofocus. Viltrox è il produttore più prolifico, Tamron possiede da sola l’intera offerta di zoom indipendenti, Sigma mantiene una presenza circoscritta ma ufficialmente autorizzata nel formato DX e una costellazione di marchi cinesi riempie quasi ogni intervallo disponibile tra l’ultragrandangolare e il medio-tele luminoso.
Mancano ancora alcuni elementi: zoom indipendenti al di fuori di Tamron, veri supertele autofocus economici, una scelta più ampia di macro e un ingresso Sigma nel formato FX. Ma parlare ancora di una baionetta chiusa, o priva di alternative, significa descrivere un sistema che non esiste più.
Centoventidue obiettivi autofocus non sono una nota a margine.
Sono la prova che, oltre Nikon, dentro Nikon Z è ormai nato un altro mondo.
Il censimento Nikonland al 30 agosto 2026
Quello che segue è l’inventario degli obiettivi autofocus non Nikkor realmente disponibili con baionetta Nikon Z alla data del 30 agosto 2026. Le focali sono ordinate per marchio; le diverse colorazioni non vengono conteggiate separatamente. Sono esclusi adattatori, teleconverter, obiettivi manual focus, prototipi, semplici anticipazioni e versioni per Nikon Z annunciate ma non ancora acquistabili.
Obiettivi autofocus FX: 72
7Artisans — 7 obiettivi: AF 10mm F2.5 full frame fisheye; AF 24mm F1.8; AF 35mm F1.8; AF 40mm F2.5; AF 50mm F1.8; AF 85mm F1.8; AF 135mm F1.8.
AstrHori — 1 obiettivo: AF 85mm F1.8 II.
Brightin Star — 3 obiettivi: AF 24mm F1.8; AF 35mm F1.8; AF 85mm F1.8.
Kase — 2 obiettivi: AF 85mm F1.4; AF Reflex 150mm F5.6.
Laowa — 4 obiettivi: AF 10mm F2.8 Zero-D FF; AF 12mm F2.8 Lite Zero-D FF; AF 180mm F4.5 1.5× Ultra Macro APO; AF 200mm F2 FF.
Meike — 10 obiettivi: AF 24mm F1.4 MIX; AF 35mm F1.8 Pro; AF 35mm F2 SE; AF 50mm F1.8; AF 55mm F1.8 Pro; AF 85mm F1.4 MIX; AF 85mm F1.4 II; AF 85mm F1.8; AF 85mm F1.8 SE Mark II; AF 85mm F1.8 Pro.
Rollei — 3 obiettivi: AF 24mm F1.8; AF 35mm F1.8; AF 85mm F1.8.
SG-image — 3 obiettivi: AF 35mm F2.2; AF 55mm F1.8; AF 85mm F1.8. Le versioni nera, argento e Classical Edition del 35mm F2.2 sono considerate un solo modello perché condividono progetto ottico e identità commerciale fondamentale.
Sirui — 2 obiettivi fotografici: Aurora AF 35mm F1.4; Aurora AF 85mm F1.4.
SongRaw — 2 obiettivi: AF 50mm F1.2 Moonlit; AF 50mm F1.2 MS. Sono due versioni commercialmente distinte dello stesso concetto di normale superluminoso.
Tamron — 10 obiettivi: 12-20mm F2.8 Di III; 16-30mm F2.8 Di III VXD G2; 28-75mm F2.8 Di III VXD G2; 35-100mm F2.8 Di III VXD; 35-150mm F2-2.8 Di III VXD; 50-400mm F4.5-6.3 Di III VC VXD; 70-180mm F2.8 Di III VC VXD G2; 70-300mm F4.5-6.3 Di III RXD; 90mm F2.8 Di III Macro VXD; 150-500mm F5-6.7 Di III VC VXD.
TTArtisan — 5 obiettivi: AF 40mm F2; AF 50mm F1.8; AF 50mm F1.8 Neo; AF 75mm F2; AF 85mm F1.8 Neo.
Viltrox — 16 obiettivi: AF 14mm F4 Air; AF 16mm F1.8; AF 20mm F2.8 Air; AF 24mm F1.8; AF 26mm F2.8 EVO; AF 28mm F1.8; AF 28mm F4.5; AF 35mm F1.2 LAB; AF 35mm F1.8 EVO; AF 40mm F2.5 Air; AF 50mm F1.4 Pro; AF 50mm F2 Air; AF 55mm F1.8 EVO; AF 85mm F1.4 Pro; AF 85mm F2 EVO; AF 135mm F1.8 LAB.
Yongnuo — 4 obiettivi: YN 35mm F2Z DF DSM; YN 50mm F1.8Z DF DSM; YN 50mm F1.8 II Z DF DSM Lite; YN 85mm F1.8Z DF DSM.
Il totale FX è quindi di 72 obiettivi, dei quali nove zoom e 63 focali fisse. I nove zoom full frame appartengono tutti a Tamron.
Obiettivi autofocus DX: 45
7Artisans — 5 obiettivi: AF 10mm F2.8; AF 25mm F1.8; AF 27mm F2.8; AF 35mm F1.8; AF 50mm F1.8.
AstrHori — 1 obiettivo: AF 27mm F2.8.
Meike — 3 obiettivi: AF 23mm F1.4; AF 33mm F1.4; AF 55mm F1.4.
SG-image — 1 obiettivo: AF 25mm F1.8.
Sigma — 3 obiettivi: 16mm F1.4 DC DN Contemporary; 30mm F1.4 DC DN Contemporary; 56mm F1.4 DC DN Contemporary.
Sirui — 5 obiettivi: Sniper AF 16mm F1.2; Sniper AF 23mm F1.2; Sniper AF 33mm F1.2; Sniper AF 56mm F1.2; Sniper AF 75mm F1.2.
Tamron — 2 obiettivi: 17-70mm F2.8 Di III-A VC RXD; 18-300mm F3.5-6.3 Di III-A VC VXD.
TTArtisan — 5 obiettivi: AF 17mm F1.8 Air; AF 23mm F1.8; AF 27mm F2.8; AF 35mm F1.8 II; AF 56mm F1.8.
Viltrox — 14 obiettivi: AF 9mm F2.8 Air; AF 13mm F1.4; AF 15mm F1.7 Air; AF 23mm F1.4; AF 25mm F1.7 Air; AF 27mm F1.2 Pro; AF 33mm F1.4; AF 35mm F1.7 Air; AF 56mm F1.2 Pro; AF 56mm F1.4; AF 56mm F1.7 Air; AF 75mm F1.2 Pro; AF 75mm F1.8 EVO; AF 90mm F2.2 EVO.
Yongnuo — 6 obiettivi: YN 11mm F1.8 DA DSM WL Pro; YN 23mm F1.4 DA DSM WL Pro; YN 33mm F1.4 DA DSM WL Pro; YN 35mm F1.8Z DA DSM WL Pro; YN 50mm F1.8Z DA DSM Pro; YN 56mm F1.4 DA DSM WL Pro.
Il totale DX è di 45 obiettivi, comprendendo i due zoom Tamron e 43 focali fisse. Sommando FX e DX, il mercato fotografico autofocus non Nikkor per baionetta Nikon Z raggiunge quindi 117 modelli: 106 focali fisse e undici zoom. Tutti gli undici zoom indipendenti sono Tamron.
I cinque Sirui autofocus anamorfici
A parte, perché progettati principalmente per la cinematografia ed espressi in T-stop, vanno aggiunti i cinque Sirui anamorfici autofocus disponibili con baionetta Nikon Z: Astra 50mm T1.8 1,33× full frame; Astra 75mm T1.8 1,33× full frame; Astra 100mm T1.8 1,33× full frame; 20mm T1.8 1,33× S35; 40mm T1.8 1,33× S35.
Includendoli, il numero complessivo delle ottiche autofocus native non Nikkor per baionetta Nikon Z sale da 117 a 122.
Ciò che non abbiamo contato
Il Meike AF 58mm F1.2 MIX DX è stato esposto e indicato anche per Nikon Z, ma al 30 agosto 2026 non possiede ancora una scheda tecnica definitiva, un prezzo, una data di consegna o una pagina ufficiale di vendita. Rimane quindi fuori dal censimento.
Il Viltrox AF 35mm F1.2 LAB N non va confuso con il LAB Nikon Z già disponibile. La lettera N indica la versione priva di display, dotata invece di ghiera fisica dei diaframmi. La variante è acquistabile per Sony E; quella Nikon Z è stata confermata come programma successivo, ma non è ancora commercializzata.
Restano fuori anche i Viltrox AF 18mm F1.2 Pro DX, 40mm F1.2 Pro DX e 35mm F1.4 Pro FX, associati alla baionetta Z nelle roadmap ma non ancora disponibili in tale versione; i futuri 50mm e 85mm F1.2 LAB, per i quali non è stata formalizzata una versione Nikon Z acquistabile; il Brightin Star AF 12mm F2.8, annunciato anche per Z ma non ancora presente come variante ordinabile nel catalogo ufficiale; e il SongRaw 85mm F1.2, del quale non abbiamo trovato una disponibilità ufficiale Nikon Z sufficientemente verificabile.
Questa distinzione è la ragione per cui il censimento si ferma a 117 obiettivi fotografici e non include tutto ciò che nel corso del 2026 è stato mostrato, promesso o fotografato su una Nikon.
Quarantacinque obiettivi in cerca di una Nikon
Quarantacinque obiettivi autofocus DX prodotti da aziende indipendenti significano che al formato ridotto Nikon Z credono Viltrox, Sigma, Tamron, Sirui, TTArtisan, Meike, Yongnuo, 7Artisans, AstrHori e SG-image.
L’unica a non sembrarci ancora del tutto convinta è Nikon.
Noi, per esempio, montiamo il Viltrox 56mm F1.2 Pro e il nuovo 75mm F1.8 EVO sulla Nikon Z8. Non perché una fotocamera FX da 45,7 megapixel sia la destinazione più logica per due obiettivi DX, ma perché nel catalogo Nikon non esiste un corpo APS-C realmente all’altezza delle loro ambizioni. La Z8 passa automaticamente al ritaglio DX e ci lascia circa 19,4 megapixel: sufficienti per fotografare molto bene, certamente, ma ottenuti utilizzando una fotocamera professionale full frame grande, costosa e sovradimensionata come surrogato della Nikon DX che non possiamo comprare.
La Z50II è un’ottima fotocamera e il suo Expeed 7 le ha dato capacità autofocus impensabili per la prima Z50. Ma rimane un corpo di fascia consumer, privo di stabilizzazione sul sensore e lontano, per costruzione, mirino, comandi, alimentazione e operatività, da quella ipotetica “Z90” che avrebbe dovuto raccogliere l’eredità della D500. Zfc e Z30 rispondono a esigenze ancora più specifiche. Nessuna delle tre rappresenta una vera Nikon DX ad alte prestazioni.
La contraddizione è diventata ancora più evidente con il Nikkor Z DX 16-50mm F2.8 VR. Non è un obiettivo da kit: ha apertura F2.8 costante, stabilizzazione ottica, escursione equivalente a un 24-75mm e pesa appena 330 grammi. È lo zoom normale che si progetta quando si vuole trasformare un formato minore in un sistema fotografico serio. Nikon lo ha progettato, costruito e messo in vendita. Ma la fotocamera per la quale sembrerebbe davvero nato continua a mancare.
A che cosa dovrebbe essere destinato? Soltanto a rendere più luminosa una Z50II? A bilanciare una Zfc? Oppure anticipa finalmente un corpo DX con sensore stabilizzato, mirino importante, batteria adeguata, comandi completi, buffer generoso e costruzione capace di sostenere un impiego intenso?
Perché non si possono progettare un 16-50mm F2.8, un 35mm F1.7 Macro e lasciare che i produttori indipendenti completino il sistema con 16mm, 23mm, 27mm, 33mm, 56mm e 75mm F1.2, continuando contemporaneamente a trattare il formato DX come il reparto d’ingresso nel mondo Nikon.
Il mercato ha già votato. Quarantacinque obiettivi indipendenti dicono che esiste una domanda di ottiche DX luminose, specialistiche e tutt’altro che economiche. Chi compra un Viltrox 56mm F1.2 Pro, un 75mm F1.2 Pro, un Sirui F1.2 o il Tamron 17-70mm F2.8 non sta cercando necessariamente il sistema più economico: sta cercando un sistema più piccolo.
Sono due cose molto diverse.
Nikon possiede già le ottiche, la baionetta, l’autofocus e il processore. Le manca soltanto il coraggio di costruire la macchina che tenga insieme tutto questo.
Altrimenti continueremo a montare i migliori obiettivi DX sulla Z8, usando metà sensore e domandandoci perché Nikon abbia lasciato agli altri il compito di credere nel proprio formato.
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