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Costa poco, si monta sulla slitta della fotocamera e permette di vedere in anticipo l’effetto della luce. Ma attenzione al nome: il nuovo Godox MA2 non è, almeno da solo, un vero twin flash macro.
Quando si fotografa a distanza ravvicinata, il problema non è quasi mai trovare una sorgente luminosa abbastanza grande. Il problema è riuscire a portarla nel piccolo spazio compreso fra l’obiettivo e il soggetto.
Avvicinandoci a un fiore, un insetto, un gioiello o un componente elettronico, la fotocamera e l’obiettivo finiscono facilmente per intercettare la luce. Le ombre diventano profonde, i riflessi cambiano spostandosi di pochi millimetri e un illuminatore collocato normalmente sopra la fotocamera rischia di passare troppo alto rispetto al soggetto.
Il nuovo Godox Flexible Macro Twin Light MA2 nasce per risolvere soprattutto questo problema. Si monta sulla slitta della fotocamera e porta davanti all’obiettivo due piccoli illuminatori LED attraverso altrettanti bracci flessibili, orientabili indipendentemente.
Non inventa la luce macro a due sorgenti, ma propone un’interpretazione economica, leggera e molto modulare.
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Due luci che possiamo vedere prima dello scatto
Alle estremità dei due bracci si trovano sorgenti LED regolabili separatamente attraverso i canali A e B. Possiamo utilizzarle insieme, impiegare un solo lato oppure creare intenzionalmente uno sbilanciamento fra destra e sinistra.
È un vantaggio importante rispetto alle luci anulari. Il ring light tende infatti a produrre un’illuminazione uniforme, utile nella documentazione tecnica ma spesso piatta. Due sorgenti laterali permettono invece di modellare maggiormente il soggetto, conservare una direzione della luce e rendere più evidenti superfici, rilievi e texture.
Essendo luce continua, l’effetto è visibile direttamente nel mirino elettronico della Nikon Z. Possiamo osservare come cambia un riflesso, dove cade un’ombra e quanto risalto acquistano i dettagli prima ancora di scattare. La possibilità di spostare la luce senza modificare l’inquadratura diventa particolarmente utile nella fotografia di piccoli oggetti e nel focus stacking, dove fotocamera e soggetto dovrebbero rimanere perfettamente fermi.
L’intensità è regolabile fra 0 e 100%, mentre la temperatura colore può variare da 2.800 a 6.500 K. Non siamo quindi vincolati alla sola luce diurna: possiamo accordare l’MA2 con una luce ambiente calda, usarlo come illuminazione neutra oppure introdurre differenze cromatiche fra le due sorgenti.
Godox dichiara un indice CRI di circa 96 e un TLCI di circa 97, valori interessanti sia per la fotografia sia per il video macro.
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Non soltanto una luce per aiutare la messa a fuoco
Nella prima presentazione del prodotto si è osservato che Godox non avrebbe pubblicato dati relativi alla potenza luminosa. Il manuale ufficiale contiene invece una tabella d’illuminamento abbastanza dettagliata.
A 5.600 K e con luminosità al 100%, l’MA2 produce, senza diffusore:
Distanza | Illuminamento dichiarato |
|---|---|
30 cm | 6.250 lux |
50 cm | 2.330 lux |
1 metro | 559 lux |
Alla temperatura massima di 6.500 K si arriva rispettivamente a 6.520, 2.430 e 583 lux.
Il dato a un metro interessa relativamente, perché l’MA2 nasce per lavorare molto più vicino. I 6.250 lux a 30 centimetri indicano invece che non siamo di fronte soltanto a due deboli lucine di assistenza AF. Su soggetti statici e a distanze realmente macro, la luce può essere utilizzata come sorgente principale.
Naturalmente non dobbiamo confondere l’illuminamento con la capacità di un flash di congelare il movimento. Se chiudiamo il diaframma a f/11 o f/16 per recuperare profondità di campo, la luce continua può costringerci ad alzare gli ISO o ad allungare il tempo di posa. Per un fungo, un fiore, un orologio o una sequenza di focus stacking non sarà necessariamente un problema; per un insetto in movimento o una fotografia a mano libera in pieno giorno, il lampo conserva un vantaggio evidente.
Il diffusore compreso
Nella confezione è presente il diffusore magnetico MA02-D, assicurato anche attraverso bottoni a pressione. Può essere inclinato, piegato e leggermente modellato per avvicinarlo al soggetto.
In macrofotografia non basta avere una luce vicina: conta soprattutto quanto appare grande la sorgente rispetto al minuscolo soggetto. Un LED non diffuso può produrre riflessi puntiformi e ombre molto nette, particolarmente evidenti su esoscheletri, metalli, superfici lucide e gocce d’acqua.
Il pannello serve quindi a trasformare le due sorgenti in una superficie apparentemente più ampia e morbida. La sua efficacia reale dipenderà dalla distanza e dalla possibilità di portarlo abbastanza vicino al soggetto, ma concettualmente è una componente essenziale del sistema, non un accessorio decorativo.
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Possiamo aggiungere dei flash, ma non diventa automaticamente TTL
Alle estremità dei bracci sono disponibili slitte sulle quali montare piccoli flash opzionali. Godox mostra il sistema insieme ai minuscoli iM20, iM22, iT20 e iT22; ogni braccio può sostenere complessivamente non più di 90 grammi.
In questa configurazione i LED diventano anche luci pilota: ci permettono di anticipare la direzione dell’illuminazione, mentre al momento dello scatto intervengono i flash collocati sullo stesso asse.
Il sistema prevede l’attivazione ottica S1 e S2:
S1 risponde al primo lampo rilevato;
S2 ignora il prelampo di misurazione e interviene sul lampo principale.
Godox parla quindi di impiego tanto con sistemi manuali quanto con configurazioni che producono un prelampo TTL. Questo non significa, però, che l’MA2 disponga autonomamente di esposizione TTL, HSS o radiocomando Godox X. Il sistema riconosce otticamente il lampo che deve attivare i flash montati sui bracci; non calcola l’esposizione al loro posto.
È una distinzione importante soprattutto con le Nikon Z prive di flash incorporato. Per usare la modalità ottica sarà necessario prevedere una sorgente di comando separata e studiare come integrarla in una configurazione nella quale la slitta della fotocamera è già occupata dall’MA2.
Il nuovo prodotto non sostituisce quindi un vero sistema twin flash TTL come il Godox MF-T76N, né un sistema radio modulare basato sugli MF12, e nemmeno il vecchio ma sofisticato Nikon R1C1 con i suoi SB-R200. Offre meno automazione e, acquistando anche i piccoli flash, il costo e la complessità inevitabilmente aumentano.
Per tutte le Nikon Z?
Per l’impiego come luce LED, l’MA2 è sostanzialmente universale. La slitta serve al montaggio fisico e non è richiesta una versione specifica per Nikon, Canon o Sony. I LED sono alimentati dalla batteria interna e gestiti dal pannello di controllo dell’unità.
Il peso dichiarato è di circa 340 grammi, accessori esclusi. Con i bracci distesi misura 410 × 57 × 52 millimetri, ma può essere ripiegato per il trasporto.
Bisognerà verificare sul campo quanto i bracci rimangano stabili camminando, abbassando la fotocamera o cambiando rapidamente posizione. Trecentoquaranta grammi sulla slitta non sono pochissimi e, aggiungendo due o quattro piccoli flash, il complesso diventa inevitabilmente più ingombrante di quanto suggeriscano le fotografie promozionali.
Resta però molto più agile di due illuminatori montati su stativi e consente di lavorare rasoterra, nel sottobosco o attorno a un tavolo senza dover riposizionare continuamente l’intero set.
Batteria e autonomia
La batteria al litio integrata ha una capacità di 3.300 mAh a 3,635 volt, pari a circa 12 Wh. Godox dichiara:
Caratteristica | Valore |
|---|---|
Autonomia al 100% | circa 3 ore e 20 minuti |
Tempo di ricarica | circa 2 ore e 40 minuti |
Alimentazione USB-C | 5 V, 3 A |
Temperatura operativa | da –10 a 40 °C |
L’autonomia appare adeguata a una normale sessione macro e la ricarica USB-C permette di utilizzare un comune alimentatore o un power bank. La batteria non sembra sostituibile dall’utente: un limite da considerare per l’impiego intensivo e per la durata complessiva del prodotto.
A chi può servire realmente
Il Godox MA2 sembra particolarmente adatto a:
fiori, funghi e soggetti naturali relativamente immobili;
piccoli prodotti, gioielli, monete e componenti elettronici;
riproduzioni e documentazione tecnica;
focus stacking;
macrovideo;
fotografi che vogliono vedere nel mirino la luce definitiva;
chi trova troppo piatta una luce anulare ma non vuole ancora acquistare un sistema flash macro completo.
È meno convincente quando dobbiamo congelare rapidamente un insetto, lavorare a diaframmi molto chiusi mantenendo ISO bassi oppure contrastare la luce solare. In questi casi la breve durata del lampo e la maggiore potenza di un twin flash continuano a essere determinanti.
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Prezzo e accessori
Il prezzo internazionale annunciato è di 79 dollari. Un distributore europeo indica un prezzo consigliato di 94,90 euro IVA compresa, che appare una previsione realistica anche per il mercato italiano.
La confezione comprende:
unità MA2;
diffusore magnetico MA02-D;
cavo di ricarica USB-C.
Sono previsti separatamente il diffusore a scatola MA02-DB, la lente addizionale macro MCL-250 2,5×, utilizzabile su filettature da 49 a 67 mm, e il relativo diffusore MCL-D.
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Una buona idea, purché sia chiaro cosa stiamo acquistando
Il Godox MA2 non è il nuovo Nikon R1C1 da cento euro e non pretende seriamente di esserlo. Nella confezione base non troviamo due autentiche torce flash TTL, ma due LED continui, due bracci orientabili, un sistema di diffusione e una piattaforma sulla quale eventualmente costruire una configurazione più articolata.
Considerato in questi termini, il prodotto è interessante. Permette di mettere la luce esattamente dove serve, di valutarne l’effetto attraverso il mirino e di passare da un’illuminazione simmetrica a una più modellata senza muovere la fotocamera.
A meno di cento euro potrebbe diventare un accessorio molto utile per la macro ragionata, il focus stacking e la fotografia di piccoli oggetti. Per insetti rapidi e macro naturalistica dinamica continueremmo invece a preferire un vero flash.
Come spesso accade con Godox, l’idea più intelligente non è avere inventato una sorgente luminosa nuova. È avere osservato dove la luce normale non riesce ad arrivare e aver costruito un modo semplice per portarcela.
Dati verificati
Le caratteristiche tecniche e i valori d’illuminamento provengono dalla pagina ufficiale Godox MA2 e dal manuale ufficiale. Il confronto è stato verificato sulle specifiche del Godox MF-T76, del Godox MF12 e del Nikon R1C1.
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